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Vecchio 22-09-2002, 10.43.20   #21
Kya
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i selvaggi siamo noi................
è la nostra societa', ormai priva di ideali, ormai basata sul consumismo e su mancanza di principi morali................
un conto è l'evoluzione tecnologica, ma quella puo' essere considerata soggettivamente evoluzione...................
secondo me la vera evoluzione è quella spirituale, in un mondo dove rispetto e amore per se stessi, per gli altri e per la natura viene realmente messo in pratica e non sbandierato ai quattro venti in maniera ipocrita come spesso viene fatto dai media.
noi che non abbiamo rispettato tradizioni, vite di altri popoli che potevano vivere in modo diverso da noi, che vivevano "vestiti solo della luce del sole".
Ma chi puo' dire che noi eravamo-siamo piu' evoluti di loro?
Kya is offline  
Vecchio 22-09-2002, 11.09.09   #22
Ygramul
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Prendo un brano del post di Rolando...
Citazione:
Però con lo sviluppo dell´intelligenza l´uomo sente sempre di più il desiderio di capire. La facoltà di analizzare cresce e così scopre che nell´acqua no c'è un "dio", l´albero non è vivente, il sole non è quel essere divino che forse credeva,ecc. ecc. Con l´andar del tempo l´istinto declina e alla fine l´uomo perde completamente la capacità di presentire le connessioni cosmici della natura, facoltà che possiedevano ancora i nativi americani. Con lo sviluppo dell´intelligenza cessa man mano l´istinto. E qui troviamo l´uomo "moderno" ovvero l´uomo materialistico, che non può credere in niente altro della materia, e il "caos".


Io non sono così convinta che questa sia la vera intelligenza. L'intelligenza è una facoltà complessa, che presuppone lo sviluppo armonico di molte componenti del sistema nervoso. L'uomo "occidentale" non ha sviluppato l'intelligenza, ma una sola parte del cervello: quella deputata ai processi logico-deduttivi e logico-induttivi, e si tratta di una porzione ben piccola. Leggendo lo splendido libro "Il Tao della fisica" di F. Capra, ho appreso una tesi attualmente molto in voga tra studiosi di fisica quantistica, i quali hanno constatato che quanto più ci si avvicina alla realtà infinitesimale, tanto più vengono dimostrati i punti di vista di molte religioni orientali, soprattutto Capra cita l'Induismo e il Taoismo, ma anche il Buddhismo. A poco a poco gli scienziati "occidentali" scoprono che TUTTO è animato. La famosa equazione tra materia e energia, ricavata da Einstein, altro non fa che suggerire proprio quello che popolazioni più "primitive" (ma io le definirei piuttosto "non tecnologiche") non hanno fatto altro che constatare con la loro intelligenza sviluppata in modo più armonico. Ossia che TUTTO è spirituale. La stessa materia è permeata dal Grande Spirito, o da Buddhità, o dal Tao, o dal Brahaman, come volete. Questo ha un impatto notevole sulla vita quotidiana: se TUTTO è permeato dell'energia divina (o se addirittura TUTTO è divinità), come minimo nell'avvicinarti a ogni cosa che esiste in natura, animata o inanimata, ti animi di rispetto.

Vorrei ringraziare in modo particolare Tupi Tokata: ho letto molte cose di ciò che hai scritto, e trovo che il tuo modo di affrontare gli argomenti sia pieno di amore.
Voglio ringraziare anche Claudio: ho sempre molta ammirazione per l'umiltà con cui fai i tuoi commenti e le tue osservazioni.
ad entrambi

Ultima modifica di Ygramul : 22-09-2002 alle ore 11.11.36.
Ygramul is offline  
Vecchio 22-09-2002, 20.06.22   #23
Rolando
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Per Ygramul.
Forse si usa la parola intelligenza per descrivere anche il livello di umanità o morale di un uomo ecc. Per ciò penso che si debba definirela. Secondo il dizionario l´intelligenza significa "la facoltà di intendere".
Questa facoltà non è "una facoltà complessa, che presuppone lo sviluppo armonico di molte componenti del sistema nervoso" come pensi Ygramul.
L´intelligenza non ha molto a che fare con per esempio del livello d´umanità o della sensibilità di un uomo. L´intelligenza è una facoltà "neutrale" che si può usare sia nel creare il "bene" che nel creare il "male". Sia quando si costruisce un ospedale che una bomba atomica.
E per esempio un psicopatico è spesso intelligentizzimo ma manca completamente la facolta dell´empatia e della compassione.
Quello che caratterizza un uomo evoluto è che ha, non solo una intelligenza molto evoluta, ma che ha anche una facoltà del sentimento molto evoluta, cioè la facolta della compassione, che fa sì che usa la sua intelligenza in modo altruistico e armonico e con rispetto per la natura ed altri esseri viventi.
I nativi non mostravano mai un vero altruismo, potevano essere molto crudeli verso i loro nemici, per esempio verso altri tribù o i bianchi.
Penso che è facile idealizzare il modo di vivere di questi popoli siccome sentiamo la mancanza del vivere in armonia con la natura come facevan loro.
Quando dici
Citazione:
quanto più ci si avvicina alla realtà infinitesimale,tanto più vengono dimostrati i punti di vista di molte religioni orientali, soprattutto Capra cita l'Induismo e il Taoismo, ma anche il Buddhismo. A poco a poco gli scienziati "occidentali" scoprono che TUTTO è animato
hai ragione, e questo era appunto quello che volevo dire nel mio intervento precedente.
L´umanità arriverà a vivere di nuovo in armonia con la natura e vedere che "tutto è spirituale" ma questa volta basato sulla vera comprenzione della struttura spirituale che c'è dietro ogni manifestazione della vita. Questo si può raggiungere soltanto con una "intelligenza armonizzata".
Penso quindi che la tua idea che i nativi Americani hanno avuto 'una intelligenza sviluppata in modo più armonico' non sia esattamente giusta. Il fatto che loro guardavano la natura come cosa vivente si basava, come ho già detto, sull´istinto e non sull´intelligenza. Ciao (
Rolando is offline  
Vecchio 22-09-2002, 21.32.47   #24
Ygramul
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Rolando

Non so che vocabolario tu usi, ma spero che tu sappia che le definizioni della parola "intelligenza"" sono molteplici, contradditorie a volte, e risentono della scuola di psicologia o di neurologia dello studioso che dà tale definizione.
Citazione:
Forse si usa la parola intelligenza per descrivere anche il livello di umanità o morale di un uomo ecc. Per ciò penso che si debba definirela. Secondo il dizionario l´intelligenza significa "la facoltà di intendere".

Non è quello il modo che ho io di intendere l'intelligenza. In effetti il modo più neutrale di usare questa parola è quello legato alle capacità di "problem-solving", anche se trovo che sia piuttosto riduttivo. Tu che ami molto parlare in termini di evoluzione, sai cosa ci differenzia da animali più "automatici" quali i rettili? La presenza del sistema limbico. Per chi fosse poco addentro sulle questioni relative all'anatomia del sistema nervoso, il sistema limbico (ma non è l'unica struttura, beninteso) viene ritenuta la sede delle emozioni. Che ci appiccica allora? Semplice: la presenza di strutture neuronali con complesse reti di relazioni tra processi sensitivo-sensoriali e le strutture interne deputate al coordinamento fra gruppi neuronali a funzione differente, tra cui quelle dei cosiddetti processi astratti, è fondamentale per la sopravvivenza e non è affatto una cosa istintiva nè primitiva. Tanto è vero che nell'uomo è la più raffinata e ha permesso lo sviluppo anche delle strutture logico-deduttive e logico-induttive. In parole povere, senza il bagaglio emotivo l'intelligenza sarebbe impossibile, così come è stata impossibile per i rettili, che sono privi di tali strutture. Ora non ho molto tempo per approfondire, ma non mi stuzzicare troppo: entri nel mio campo....
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Vecchio 23-09-2002, 18.23.43   #25
Claudio
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Question una sola domanda a Rolando

Scusate, ma dall'ultimo mio intervento e la successiva risposta di Rolando, non ho più letto niente e sono rimasto a cercare di capire dove vuole arrivare R. con le sue affermazioni. Dopo tanto rimuginare e tentare una risposta per R. mi sono arreso ad una sola domanda.

L'uomo di oggi secondo te può aver qualcosa da imparare dalla cultura, dalle usanze, dalla filosofia dei Nativi?

Grazie per la risposta.
Cla
Claudio is offline  
Vecchio 23-09-2002, 20.52.13   #26
Rolando
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Penso che l´uomo di oggi abbia qualcosa da imparare sia da i nativi che da altri popoli.
Però, come ho già detto, il problema è che l´uomo "moderno" di oggi ricchiede delle analisi logiche, comprensibile per l´intelletto, e quindi non accetta degli affermazioni che non sono spiegati e ragionati.
I nativi "sapevano" (istintivamente) che la natura era/è vivente ma non potevano descrivere, o fare un´analisi logica che può spiegare questa affermazione. Dicevano soltanto: "è così".

È soltanto quando l´uomo di oggi ha raggiunto un certo livello di conoscenza o sapienza (dopo tante incarnazioni come materialista) che comincia di riconoscere o capire che hanno ragioni i popoli primitivi quando considerano animata la natura.

Finisco con una domanda: Perche è così dificile per voi di accettare che la opinione della vita dei Nativi era basata sull´istinto?
Ciao
Rolando is offline  
Vecchio 24-09-2002, 16.21.26   #27
Claudio
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Question Istinto...

Mi sembra molto riduttivo credere al solo istinto, e anche ingiusto.
L'istinto appartiene al mondo animale (principalmente), e a volte anche loro hanno l'intelligenza di cambiare atteggiamento per mezzo di una forma di pensiero primitiva.
Come tu descrivi la filosofia dei Nativi sembra proprio che la releghi ad un atteggiamento inconsapevole, privo di saggezza e meditazione sulla vita e sul posto che occupa l'uomo nell'Universo.
Ti ricordo che nella parabola del figliol prodigo c'era anche il fratello che non si è mai discostato dalla casa del padre...
Non mi pare che tu ammetta che magari siamo noi quelli che non sono ancora arrivati alla saggezza dei Nativi, ma sono i Nativi ad un gradino più in basso dell'evoluzione umana, per cui dovranno sviluppare la comprensione attraverso altre vite, altre reincarnazioni (come dici tu).
Anche se dici che anche loro ci possono insegnare qualcosa, lo leggo come un'affermazione un po' vaga e molto probabilmente sotto l'ottica che loro dopotutto devono ancora fare i passi che abbiamo fatto noi occidentali e quindi non sono attendibili come qualità di saggezza.
Vedo che la parola istinto è associata ad "inconsapevolezza", un po' come i bambini imparano istintivamente a camminare o a cercare il seno della madre.
A me sembra che i Nativi abbiano superato di gran lunga la fase dello svezzamento culturale (lo intelleggo dai loro scritti). Invece siamo noi occidentali che siamo ancora attaccati al latte (non potendo con quello umano ci siamo rivolti alle mucche), alle droghe, alla tv, al sesso, al gioco d'azzardo, all'avere, all'"io" e a tutte quelle dipendenze materiali proprie di uno svezzamento che non ha ancora termine.

Inoltre, se non hai mai avuto modo di leggere scritti di qualche essere realizzato, che ha superato il ciclo delle reincarnazioni, troverai anche che molti di questi non sanno spiegare intellettualmente perché vedono il mondo così (alcuni addirittura erano analfabeti). E giungono a risponderti proprio come farebbe un saggio/sciamano/Nativo. Certo non sono tutti i Nativi degli esseri perfettamente realizzati, ma credo che ce ne siano stati parecchi fra loro.

Ciao

Ultima modifica di Claudio : 24-09-2002 alle ore 16.42.03.
Claudio is offline  
Vecchio 26-09-2002, 10.52.56   #28
firenze
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C'è una conoscenza intrinseca nell'uomo che adesso però è ben assopita, e quindi da risvegliare.

Se guardo indietro vedo tecologie oggi oltremodo passate. Tecnologie da condividere per il bene non di poche nazioni, ma di tutte quante.
Il futuro sarà quindi un misto di risvegli di coscienza e nuove scoperte tecnologiche che si dovranno fondere per dar vita ad una esistenza più confortevole per tutta l'umanità.

Come accadrà? Senz'altro, prima ogni popolo che odia un'altro popolo dovrà scaricare questo brutale sentimento. Questa catarsi collettiva sarà dolorosa per tutta l'umanità, ma non vi è altra strada. Ne stiamo già vedendo l'inizio. Dopo di questo caos mondiale vi sarà una pace dettata da nuove regole, ad oggi per noi utopiche ed inimmaginabili.

Salve
firenze is offline  
Vecchio 26-09-2002, 21.57.08   #29
Rolando
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Forse il mio primo intervento su questa tema era un po irrispettoso, quando parlavo di "selvaggi", però non era espressione di dispresso di questi popoli, soprattutto siccome penso che tutti gli uomini, e quindi anche io, nelle vite precedente sono state Nativi.

Hai ragione Claudio quando dici "sembra molto riduttivo credere al solo istinto". Ma non è la mia opinione che la vita dei Nativi si basa "solo" sull´istinto. Naturalmente hanno anche loro cominciato di sviluppare la facoltà dell´intelligenza.

È altrettanto giusto che gli animali sono intelligenti, anzi molto più intelligenti di quello che si normalmente crede. (L´altra sera ho visto su tv ,Discovery channel, una programma che tratta di una gorilla che ha imparato circa mille parole e può comunicare fluentemente con gli uomini tramite un tipo di linguaggio mimico).
Ed effettivamente noi uomini siamo sempre animali, anche se siamo anche parzialmente uomini e con ciò siamo sempre guidati dagli istinti.
Infatti in ogni campo dove non abbiamo ancora sviluppato una vera conoscenza della realtà, siamo "credenti".
Ed anche la facoltà dell´uomo di credere, anche nei dogmi religiosi, sensa argomenti logici, si basa sull´istinto.
Anche qui vediamo che lo sviluppo dell´intelligenza dell´uomo fa sì che perde la facoltà dell´istinto, cioè di credere nei dogmi religiosi, e per ciò le chiese, ed altri tempi, stanno vuote.

Tu dici:

"Ti ricordo che nella parabola del figliol prodigo c'era anche il fratello che non si è mai discostato dalla casa del padre..."

secondo me i Nativi sono ancora rimasti alla casa del padre,
ed è per questo che sono sempre "saggi".

Questa parabola spiega il fatto che l´uomo deve lasciare lo stato di coscienza e "saggezza istintiva" per fare delle esperienze proprie per sviluppare una nuova coscienza spirituale personale della vita. Cioè deve perdere la sua "ricchezza" e "sprecare il lascito" che è composto appunto dalle facoltà dell´istinto.
Vuol dire che anche il fratello deve prima o poi "lasciare la casa del padre".

Tu dici anche:
"Invece siamo noi occidentali che siamo ancora attaccati al latte (non potendo con quello umano ci siamo rivolti alle mucche), alle droghe, alla tv, al sesso, al gioco d'azzardo, all'avere, all'"io" e a tutte quelle dipendenze materiali proprie di uno svezzamento che non ha ancora termine"
Ma questo è, secondo me, appunto il "mangiare coi maiali" del figlio perduto.

Tu scrivi anche;

Citazione:
Inoltre, se non hai mai avuto modo di leggere scritti di qualche essere realizzato, che ha superato il ciclo delle reincarnazioni troverai anche che molti di questi non sanno spiegare intellettualmente perché vedono il mondo così (alcuni addirittura erano analfabeti)


Però se un uomo ha "superato il ciclo delle reincarnazioni" significa che ha raggiunto la coscienza cosmica ed allora è anche in grado di spiegare intellettualmente quello che vede e intuisce, e "perche vede il mondo così". (Vedi per esempio www.martinus.it
Io trovo molto interessante i testi di Martinus che trattano anche le varie fasi dell´evoluzione umana).

Però forse coloro a cui parla il saggio, non capiscono quello che dice. Questo era per esempio chiaro per Gesù quando diceva ai suoi dicepoli: "Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso".
Ciao.
Rolando is offline  
Vecchio 27-09-2002, 12.49.26   #30
Rolando
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Per Ygramul

È chiaro che l´intelligenza non può evolversi in un vuoto e per ciò hai ragione quando dici: "senza il bagaglio emotivo l'intelligenza sarebbe impossibile".
L´intelligenza si sviluppa tramite "problem-solving", quando l´animale e l´uomo devono sviluppare dei metodi per proteggersi contro il dolore e la sofferenza che si incontrano nel regno animale, dove ci troviamo ancora noi. Ed è l´esperienza della sofferenza che sviluppa la facoltà del sentimento. Queste due facoltà crescono dunque più o meno parallellamente.

Però non è così sicuro che l´intelligenza o altri facoltà mentali hanno la loro origine nel cervello, anche se esso è necessario per il manifestarsi nel mondo fisico.
Leggi per esempio l´articolo di Roger Lewin "Is your Brain Really Necessary", nella rivista Science, vol 210 1980, dove si parla di uno studente inglese, con quoziente d´intelligenza molto alto, e che vive una vita normale, ma manca pressoché completamente il neocortex ! Ne c'erano solamente 1,5 ettogrammi, invece di 1,5 chilogrammi che è normale!
Le persone che hanno avuto delle "esperienze fuori il corpo" percepiscono il mondo fisico e vedono, sentono, pensano e ragionano anzi più chiaro sensa il corpo ed il suo cervello.
Ciao
Rolando is offline  

 



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