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Vecchio 28-09-2002, 14.52.26   #31
firenze
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Data registrazione: 28-04-2002
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per Rolando

Quando faccio una OBE sono solo vibrazione e non ho più la percezione del corpo fisico, ma la mia intelligenza è ancora lì con me, quindi fino a che punto il cervello ha relazione con essa?
Ciao
firenze is offline  
Vecchio 28-09-2002, 21.12.27   #32
Rolando
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Ogni essere vivente è eterno, ha un Io eterno. E questo Io ha, oltre al corpo fisico, una struttura spirituale o psichica, ovvero dei "corpi" spirituali che sono da natura "raggiata", cioè sono composti da invisibili energie sottili che penetrano il nostro corpo fisico ed il suo cervello e il suo sistema nervoso.

Quando un individuo muore, cioè lascia il corpo fisico, che è stato il suo “abito” durante la vita nel mondo fisico, la sua coscienza continua di essere portata dai corpi spirituali e l´individuo vive per un tempo sui piani spirituali, e poi si incarna di nuovo e crea un nuovo corpo fisico nell´utero, per continuare il suo sviluppo.

Anche durante il sonno lasciamo il nostro corpo fisico e visitiamo i piani spirituali. I sogni sono framenti di ricordi da questa visita nel mondo spirituale. Quando siamo nel mondo spirituale durante il sonno siamo dunque completamente svegli, nello stesso modo come nel mondo fisico, ma la nostra facoltà della memoria è troppo limitata per permetterci di ricordare quello che abbiamo sperimentato sui piani spirituali durante quello che nel mondo fisico è chiamato il sonno.
L´unica differenza fra la morte e il sonno è che durante il sonno resta un contatto fra i nostri corpi spirituali ed il corpo fisico, cosí che l´individuo dopo alcune ore può rientrare in esso, e allora diciamo che si sveglia.

Anche quando una persona perde la conoscenza, o per esempio durante l´ipnosi, lascia il corpo fisico nello stesso modo.
Penso che anche nei casi dell´OBE accada la stessa cosa ma da qualche ragione la coscienza dell´individuo rimane sveglio sul piano fisico, almeno nella fase iniziale. Qui c'è un campo interessante da studiare per la psicologia.

Mi scusi se la risposta è diventata troppo lunga, ma come puoi capire la mia opinione è che il corpo fisico ed il cervello costituiscono solo uno "strumento" tramite cui l´essere vivente con la sua intelligenza ed altre facoltà mentali ha la possibilità di sperimentare, creare e percepire la vita nel mondo fisico.

(È come la radio, il progamma, sotto forma delle invisibili onde di radio, esiste anche se la radio viene distrutta. Ma la radio è naturalmente necessario per poter manifestare il programma, per esempio un concerto).

Dunque l´intelligenza non esiste nel cervello fisico, ma nella struttura spirituale dell´individuo, la struttura che sopravvive ogni corpo fisico, ogni incarnazione.
La risposta alla tua domanda: "fino a che punto il cervello ha relazione con essa ?" (l´intelligenza) è dunque: fino a quando l´essere vivente, da qualche ragione, lascia il corpo fisico.
Ciao
Rolando is offline  
Vecchio 29-09-2002, 22.13.10   #33
salice
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Certe considerazioni sulla vita tribale dei “nativi” è molto naif. Vi posso dare solo due esempi sulla natura dei “nativi” per spiegarti a che cosa mi riferisco.
- la scomparsa dei animali di grossa taglia dal continente australiano è dovuta al sterminio di quest’ ultimi da parte dei “nativi”.
- Gli Aztechi sacrificavano e mangiavano soldati nemici, schiavi e in numero limitato bambini e
infanti sottratti alle famiglie del popolo o anche da queste ultime offerte spontaneamente. Le stime del numero delle vittime che venivano messe a morte e mangiate annualmente si aggirano tra un minimo di 15,000 e un massimo di 250,000 ... Interesante, no? …
salice is offline  
Vecchio 30-09-2002, 18.44.03   #34
firenze
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Si Rolando, è proprio così.
Ciò che tu chiami Io eterno, io chiamo invece il Padre. Ognuno di noi ne ha uno. Io ho un Padre e tu anche.
Noi abbiamo tre corpi: fisico, astrale e mentale filosofico. Dopo la dipartita da quello fisico viviamo il piano astrale, fino a quando non viene metabolizzato o risolto, per poi accedere a quello mentale filosofico, metabolizzato anche quello, ciò che rimane di noi è solo l'Io spirituale che raggiunge il Padre nel quale si annulla. Qui il Padre emana un nuovo figlio che sperimenterà una nuova esistenza, il quale grazie alla legge dell'oblio non ricorda niente di ciò che sono state le vite passate e dello scopo per il quale è nuovamente in carne. Il figlio viene così emanato e poi riassorbito, e solo il Padre amplia la propria coscienza grazie alle sue emanazioni.
Noi esseri umani contiamo molto per il proprio Padre, poichè con l'alternanza delle nostre gioie e sofferenze procuriamo la crescita di Esso.
Vedo che sei a un buon punto di consapevolezza. E ciò mi rende felice.
Ciao
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Vecchio 02-10-2002, 18.16.37   #35
Claudio
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Messaggi: 202
riguardo all'"IO indistruttibile"

volevo far notare un certo punto di vista di Sri Nisargadatta Maharaj vedi quì
Ciao
Claudio is offline  
Vecchio 03-10-2002, 14.36.57   #36
Rolando
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Messaggi: 855
Per Firenze.

Secondo me l´io dell´essere vivente non è lo stesso come quello che tu chiami il "Padre".

Tu dici che ciò che rimane di noi dopo la morte "è solo l'Io spirituale che raggiunge il Padre nel quale si annulla".

Secondo me l´Io dell´essere vivente è eterno. Questo vuol dire che non è creato, ma ha sempre esistito ed esisterà per sempre.
E qualcosa che non è creato, ma cio non di meno esiste, non può neanche mai essere "annullato".

È soltanto quello che è creato dall´Io, cioè il corpo, í pensieri, l´opinione dell mondo dell´individuo ecc. ecc., che può essere distrutto o può smettere d´esistere, e sostituito da qualcos altro.

Secondo me non è neanche giusto quando dici: "solo il Padre amplia la propria coscienza grazie alle sue emanazioni."

Il fatto che noi come individui possono percepire la vita e riflettere sulla nostra esistenza e tutti gli altri fenomeni della vita, è infatti una prova del fatto che noi abbiamo vissuti migliaia di vite e che abbiamo portato con noi le nostre esperienze, che si sono accumulate nella nostra struttura spirituale, e fanno sì che possiamo comprendere e far comprensibile la vita.
La facoltà di comprendere la vita si basa dunque sull´esperienza personale delle leggi della vita, ed è questo fatto che spiega perche non tutti si trovano sullo stesso gradino evolutivo.
Più esperienze che ha un uomo, più si capisce e più tollerante e amorevole diventa.
Se queste esperienze fossero annullate ogni volta che l´individuo muore significherebbe che non si imparasse niente, e l´evoluzione si fermerebbe.

Ma dato che Dio percepisce la vita tramite tutti gli essere vivente contemporaneamente, è in un senso giusto quando dici che "la coscienza di dio si amplia".


Per Claudio
Che ne pensi tu de Maharaj ?

Ciao
Rolando is offline  
Vecchio 03-10-2002, 16.26.11   #37
Claudio
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Messaggi: 202
Post brevissimamente... (per ora)

riprendo dal testo: "Maharaj allora disse: Hai mai realmente pensato alla essenziale natura dell'uomo? Dimentica ciò che hai letto, ciò che ti è stato detto. Hai mai pensato in maniera indipendente a questa questione? Ripeto "indipendente", quieto e profondo pensiero, come se tu fossi il solo essere senziente sulla terra e non ci fosse nessuno a guidarti? 0, a fuorviarti? Quali sono gli elementi essenziali di quello che consideri "te"? Ovviamente il corpo. Ma questo corpo che ora è giovane, in salute e forte, una volta era soltanto una piccola goccia di materia chimica, quando è avvenuto il concepimento nel grembo di tua madre."
La questione deve essere affrontata slegandosi da ogni preconcetto e certezza. Occorre sperimentare dice Rolando, ma anche la stessa esperienza può essere vista e interpretata con occhi diversi.
Sento molto vere le parole di Maharaj. Ciò che chiamiamo reincarnazione non è altro che un susseguirsi di esperienze che non appartengono a nessun "sé" individuale. L'apparenza ci dice il contrario, ma la distruzione del corpo lo smentisce. Cosa puoi identificare con l'io? Niente, tutto cambia, ed io/tu non sono altro che un fascio di ricordi (anche di altre esistenze) e di sensazioni che si muovono sul piano della coscienza. Insomma noi tutti, esseri viventi e non, siamo Coscienza che deve manifestarsi in questa forma perchè abbiamo un ruolo ben preciso da svolgere. Non ci sono più o meno evoluti, come vogliono credere chi adora il miglioramento delle cose.
I miei piedi non sono meno evoluti del cervello, semplicemente svolgono una funzione diversa e necessaria.
Ciao
Claudio is offline  
Vecchio 03-10-2002, 21.25.56   #38
Rolando
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Maharaj ha ragione quando dice che si deve pensare "indipendente", "quieto e profondo".
Ha anche ragione quando dice che non si deve credere in qualche insegnamento o scrittura soltanto perche questi forse sono tradizionalmente rispettati.
Peccato però che lui stesso non segue questi ideali. A me sembra che lui faccia degli affermazioni non sostenuti da argomenti logici.

Per me, l´unica cosa che importa è se una spiegazione è logica o no. Per me non è importante se un fenomeno viene spiegato da un proffessore o da un laico, la cosa importante è se la spiegazione è logicamente motivato e sostenibile.

Nel testo di Maharaj non trova nessuna spiegazione logica, ma lui si riferisce al suo Guru. "Il mio Guru ha aperto gli occhi spirituali", e continua: "Ciò che ascoltano da me è la diretta verità, così come l´ho sperimentata...."
Sembra che lui appella alla facoltà istintiva dell´uomo di credere in quello che dice lui, soltanto perche secondo lui i suoi "occhi spirituali" sono stati aperti.
Se fosse così perche non vede qualcosa "spirituale"?
Se esistono degli "occhi spirituali" di che cosa servono se quello che chiamiamo "spirituale" o psichico non esiste?

Quando dice che non rinasciamo "mai più come lo stesso corpo" è naturalmente giusto, fortunatamente rinasciamo in un corpo nuovo.

Lui ha ragione quando dice che non si deve sbagliare identificandosi con il corpo fisico attuale o con l´identità o con la coscienza legata al corpo fisico attuale.
Lui dice: "invece di avere accettato un fenomeno come manifestazione dell´immanifesto, è avvenuta una erronea identificazione con una pseudo-entità ed stato creato un fantasma con una presunta esistenza autonoma".
Lui pensa, o ha la presunzione, che tutti che hanno l´opinione che la vita si basa fra l´altro sulla reincarnazione, credono o sono oggetto dell´illusione che è questa "fantasma" che rinasce ed è soggetto al karma, ecc

Però questo non è la mia opinione. Quando io ho parlato dell´Io parlo appunto di qualcosa immanifesto o "non manifestato", siccome l´Io in se stesso non può essere definito con un analisi oltre quella che "esiste". L´io esiste indipendente da qualsiasi cosa o fenomeno creato. L´io è eterno e infinito ed in realtà esiste soltanto un unico Io. È dunque lo stesso Io che si manifesta in ogni essere vivente.
Se l´Io non esiste, e dunque non fosse qualcosa altro della nostra coscienza, i pensieri ed il corpo, come mai abbiamo dovuto trovare un nome per questo Io non esistente?

Se questo fattore più intimo in noi non esiste, perche percepiamo dentro di noi, un tale Io che guida i nostri pensieri e le nostre parole quando parliamo, ed adesso, quando comunichiamo attraverso "cyberspace" ecc.?

Non è mai sucesso che qualcuno ha creato un nome per un oggetto o un fenomeno non esistente.
Il fatto che ogni individuo o popolo, pima o poì, arrivano a un punto dove devono trovare un nome per questa realtà, è in se stesso una prova del fatto che l´Io esiste.

Se qualuno prova di argomentare per la "non esistenza" dell´Io, si deve chiedersi, chi è, che vuole fare questa argomentazione?

Se non esiste un Io, chi può venire in mente di negarlo ?
Se non esiste un Io individuale, perche non diciamo che è il cervello che parla, i piedi che camminano, la buca che parla, ecc ?

La nostra esperienza quotidiana della vita è che c'è qualcosa dentro di noi che è qualcosa altro di tutto quello che è movimenti, vibrazioni, energie o materia. Siccome tutte questi fenomeni sono logicamente creati e guidati, diventa anche logico che c'è qualcosa o qualcuno che può creare logicamente e può guidare i pensieri e la nostra volontà.
Questo deve necessariamente essere qualcosa che è separato dai movimenti o i detti fenomeni, deve essere un punto fisso.
Per muover un oggetto nel mondo fisico occorre un punto fisso. Così è anche riguardando il "muovere" dei pensieri e della volontà ed il corpo.
Così penso dIO.
Ciao.
Rolando is offline  
Vecchio 08-10-2002, 15.22.34   #39
firenze
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per Rolando

Ciò che dico non l'ho letto sui libri o è una personale elaborzione, ma è ciò che in parte ho provato personalmente e ciò che ho assimilato direttamente da entità, chiamate Angeli, dei quali Firenze è solo un semplice portavoce.
Tutti hanno un Padre, la moderna psicologia (vedi Psicosintesi di Assagioli) lo chiama Se superiore. Il nostro se personale non è altro che una emanazione del proprio Se superiore, dove finita l'esperienza ritorna a casa, quindi ha luogo una nuova emanazione, un nuovo piccolo Io di coscienza.
Caro Rolando, noi esseri umani siamo come in missione segreta per i propri Padri, è che tutto ci è magistralmente velato, altrimenti il bello del gioco finirebbe.
L'illuminazione quindi è la completa riunione del figlio (se personale) ancora in carne al proprio Padre (Se superiore).
Salve
firenze is offline  
Vecchio 09-10-2002, 12.44.18   #40
visir
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escamotage

Le considerazioni su vite passate e future, angeli, spiriti guida e quantaltro non sono in se sbagliate, ma ingenerano in ognuno di noi una certa pericolosa pigrizia.

Mi spiego meglio:- se ho un cosidetto io eterno ho molto tempo davanti, e sappiamo tutti che quando si ha tempo è facile arrivare in ritardo!
Inoltre le cosidette teorie spirituali non sono altro che modelli, ma anche in questo è insito il pericolo di non cercare, perchè la risposta è arrivata prima della domanda.

Quanti di noi hanno conosciuto un primitivo? quanti di noi hanno vissuto con un primitivo? credo (e sono ottimista) molto pochi...eppure tutti esprimono un giudizio su la cosidetta superiorità spirituale di alcune culture.

Intendiamoci non sto dicendo che non ci sia una profonda sapienza dei popoli che ci hanno preceduto su questo pianeta, ma voglio dirvi:- attenzione agli stereotipi.

Gli indiani dell'India hanno veramente una grande filosofia (Nagarjuna nel I sec. A.C. aveva scoperto tutto sulla natura umana), ma se guardiamo il popolo dell'India o dell'Africa è un popolo di indolenti e dico questo senza un giudizio razzialeo peggio morale, ma come semplice dato di fatto.
L'occidente è stressato, ma attivo vitale propositivo anche disturttore ma cratore.
Certo si può obbiettare che ha creato solo problemi e sofferenze, ma non è forse vero che la gioia di una nascita arriva dopo i dolori del parto...
visir is offline  

 



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