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 Storia - Fatti e personaggi, passato e attualità.


Vecchio 16-04-2007, 11.24.33   #21
VanLag
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Il '68 è un anno in cui i giovani si ribellano e si lasciano andare ad ogni sorte di libertà che in qualche modo ne vediamo i risultati ancora oggi.....

Ma se non sarebbe mai avvenuta questa sorte di ribellione non era meglio?
Vergognose proteste interne,diffusione di droghe,pazzie assurde e antimorali,disfattismo.....l'I talia si apprestava ad andare incontro a una distruzione che continua ancora oggi.....
Etichettare il 68 come l’origine di tutti i mali, buttando tutto su “sesso droga e rock and roll”, significa al meglio fare un torto alla storia ed al peggio cercare di manipolarla per riportare alla stessa solita equazione “68=comunisti=atei=laici=respo nsabili della desertificazione delle anime” di ratzingeriana memoria. E’ sempre la solita solfa di un anti-comunismo che vi è stato istillato sapientemente dai media attraverso un martellamento mediatico durato anni. Basti pensare a trasmissione come "Non è la RAI”, in onda attorno agli anni 90, con Ambra Angiolini che diceva che il diavoletto (un personaggio creato al computer che comunicava a gesti con la stessa Ambra), gli aveva confessato che Dio stava con Berlusconi mentre il diavolo stava con Occhetto e basta pensare alla propaganda capillare contro il comunismo, attuata della chiesa sul territorio attraverso le parrocchie.

Il 68 può avere avuto i suoi nei, ma intanto bisogna considerare il contesto socio-politico, nel quale è nato. Eravamo a poco più di vent’anni dalla fine del secondo conflitto mondiale ed il mondo si era ridestato dalla paura e dal dolore. La crescente potenza produttiva era vista come la promessa di un benessere accessibile a tutti e la gente era stanca delle pressioni del lavoro. Prima di quella data, il lavoratore dipendente era senza diritti, soggetto alle pressioni ed ai ricatti delle aziende e senza difese. Ricordo mia sorella che veniva a casa e piangeva perché la sua responsabile la criticava martellandola sul come doveva vestirsi e pettinarsi. Ricordo che mio padre fu un eterno assente nella mia vita, perché lavorava ogni girono fino alle 21, altrimenti perdeva il posto sicuro ed aveva tre figli ed un solo reddito.

Il 68 in Italia, fu prima di tutto un grande movimento di rivendicazione e di riscatto, attuato da parte dei lavoratori, con l’appoggio degli studenti, per vedere riconosciuti alcuni diritti fondamentali ed alcune garanzie sociali. Fu un grande sogno di poter finalmente avere una società più giusta, che da sogno iniziò a trasformarsi in incubo con le bombe di piazza Fontana e le successive stragi di stato.......

Fu la delusione di vedere il sogno trasformato in incubo che spinse i sessantottini da una parte verso il misticismo indiano, le spiagge di Goa e le droghe facili e dall’altra, i più politicizzati, verso la rivolta armata culminata negli anni di piombo.

Ma il 68 furono anche la guerra per l’emancipazione sessuale, furono i Beatles e i Rolling Stones, nacquero cantautori come Guccini e De Andrè, ci furono fermenti culturali, nacquero le associazioni umanitarie fuori dalla chiesa come, Mani Tese, Liberazione e sviluppo, Viva la gente…. Si rafforzò la spinta al pacifismo….etc…etc...

E’ sbagliato rinnegare quel passato, tanto più sbagliato ora, nel vuoto di valori in cui ci ha precipitato il presente, ora che assistiamo a vari passi indietro nelle prospettive di lavoro per i giovani, con un precariato spietato che minaccia le possibilità di pianificare il futuro. E questo pur avendo una società ricca e con una potenza produttiva incredibile.

Piuttosto bisognerebbe essere critici sugli anni post-68, quelli da Regan a Bush e di tutta la politica americana dal dopo guerra ad oggi. Quella che Eisenhower, cioè il generale capo di stato maggiore dell’esercito di liberazione contro il nazifascismo, definiva come una “struttura mostruosa” che iniziava ad invadere l'America. Un struttura fatta da una coalizione sempre più stretta tra immense imprese legate alle commesse militari, uno Stato che aveva come funzione principale la conduzione della guerra e una sterminata catena di laboratori dove scienziati, sociologi, tecnici di ogni sorta lavoravano anno dopo anno per affinare gli strumenti del dominio. Quello cioè che è sfociato nel "Project for the New American Century” sostenuto da Organizzazioni in cui i guerrieri della guerra fredda provenienti dai circoli più interni dei servizi segreti, dalle chiese evangeliche, dalle società produttrici di armi e dalle compagnie petrolifere studiavano piani sconvolgenti per realizzare il nuovo ordine mondiale. Nei progetti di questi falchi prevaleva la legge del più forte; e il paese più forte, naturalmente, sarebbe stato l'ultima superpotenza: l'America.

Nel 68 credevamo di avere dei diritti e lottavamo assieme agli adulti per un futuro migliore.….. Oggi voi giovani ci ricordate che il diritto non esiste e ciò che conta è “la legge del più forte”… Buon prò per voi, sperate solo di essere sempre dalla parte del più forte.

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Vecchio 16-04-2007, 15.57.08   #22
Yam
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Fu la delusione di vedere il sogno trasformato in incubo che spinse i sessantottini da una parte verso il misticismo indiano, le spiagge di Goa e le droghe facili e dall’altra, i più politicizzati, verso la rivolta armata culminata negli anni di piombo.


Beh, anche quello e' stato un passaggio obbligato. Quelle due istanze, apparentemente cosi distanti l'una dall'altra, esprimevano un bisogno profondo e un disagio profondo.
Occorreva scendere piu' in profondita'.
Oggi che certi oscurantismi esalano i loro ultimi e fetidi respiri, qualcosa e' cambiato, e quegli oscurantismi appaiono piu' chiaramente per quello che sono: spazzatura ideologica.
Riconoscere il fallimento dell'ideologia ha significato smascherarne il significato psicologico.....dentro a se stessi prima di tutto, forse ancora per una troppo esigua minoranmza di persone?
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Vecchio 16-04-2007, 22.40.09   #23
VanLag
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Oggi che certi oscurantismi esalano i loro ultimi e fetidi respiri, qualcosa e' cambiato, e quegli oscurantismi appaiono piu' chiaramente per quello che sono: spazzatura ideologica.
No a 15/20 anni il desiderio di una società più giusta non era spazzatura ….. era un’ideale, un grande ideale in cui si poteva credere veramente. E quella società migliore non la volevamo solo per noi ma per tutto il mondo e forse questa fu la grande forza del 68....

di spazzatura ci hanno ricoperto e stanno continuando a ricopririci gli anni che sono venuti dopo......


Ultima modifica di VanLag : 16-04-2007 alle ore 23.36.59.
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Vecchio 17-04-2007, 10.29.50   #24
Yam
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No a 15/20 anni il desiderio di una società più giusta non era spazzatura ….. era un’ideale, un grande ideale in cui si poteva credere veramente. E quella società migliore non la volevamo solo per noi ma per tutto il mondo e forse questa fu la grande forza del 68....

di spazzatura ci hanno ricoperto e stanno continuando a ricopririci gli anni che sono venuti dopo......


Certo Van, ma non ci siamo capiti.
Stavo parlando dei rigurgiti fondamentalisti di stampo religioso...che sono ideologici. Se non ci fosse stata la contestazione non ci sarebbe la consapevolezza di non far passare quelle istanze. E questo e' il primo punto.

Il secondo e' che quegli ideali non sono naufragati nei viaggi in Oriente, nelle Droghe e nel Terrorismo ma li hanno mostrato il loro punto debole. Quella fragilita' ci ha costretto ad andare piu' in profondita' e cioe' a riconoscere i meccanismi e le credenze sui quali si fondano le ideologie. Una vera rivoluzione non e' possibile, in sostanza, se non c'e' una crescita in consapevolezza.
J.K. ebbe qualche problema con i Campus americani quando disse che la lotta dei pacifisti contro la guerra del Vietnam era ipocrita, ma J.K. intendeva esattamente questo: se la pace non e' dentro di noi non riusciremo mai a realizzarla fuori di noi, e' impossibile.
Non so se mi sono spiegato.
Ritengo che il 68 sia stato espressione di qualcosa che da molto tempo si stava preparando nella coscienza degli occidentali, un passaggio da un paradigma di pensiero ad un altro e l'evoluzione continua.
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Vecchio 18-04-2007, 08.56.59   #25
dany83
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Scusa mi sono sbagliato nello scrivere. "Tornare" sissignore, intendevo quello... e quanti secoli fa? o meglio: più che in termini di secoli, secondo te a quale stadio del nostro pernicioso processo evolutivo avremmo dovuto ( e potuto) fermarci?...

Io penso sempre a quel vecchio adagio:

"Stavamo felici a spidocchiarci fra i rami del Baobab, quando il più fesso di noi disse: ora scendo e mi faccio uomo!"

Sembra una facezia, ma non lo è. E' la maledizione delle maledizioni. La tecnologia!


hai perfettamente ragione!ma solo in pochi hanno capito questa cosa...
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Vecchio 18-04-2007, 22.31.24   #26
Greuze
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Etichettare il 68 come l’origine di tutti i mali, buttando tutto su “sesso droga e rock and roll”, significa al meglio fare un torto alla storia ed al peggio cercare di manipolarla per riportare alla stessa solita equazione “68=comunisti=atei=laici=respo nsabili della desertificazione delle anime” di ratzingeriana memoria. E’ sempre la solita solfa di un anti-comunismo che vi è stato istillato sapientemente dai media attraverso un martellamento mediatico durato anni. Basti pensare a trasmissione come "Non è la RAI”, in onda attorno agli anni 90, con Ambra Angiolini che diceva che il diavoletto (un personaggio creato al computer che comunicava a gesti con la stessa Ambra), gli aveva confessato che Dio stava con Berlusconi mentre il diavolo stava con Occhetto e basta pensare alla propaganda capillare contro il comunismo, attuata della chiesa sul territorio attraverso le parrocchie.

Il 68 può avere avuto i suoi nei, ma intanto bisogna considerare il contesto socio-politico, nel quale è nato. Eravamo a poco più di vent’anni dalla fine del secondo conflitto mondiale ed il mondo si era ridestato dalla paura e dal dolore. La crescente potenza produttiva era vista come la promessa di un benessere accessibile a tutti e la gente era stanca delle pressioni del lavoro. Prima di quella data, il lavoratore dipendente era senza diritti, soggetto alle pressioni ed ai ricatti delle aziende e senza difese. Ricordo mia sorella che veniva a casa e piangeva perché la sua responsabile la criticava martellandola sul come doveva vestirsi e pettinarsi. Ricordo che mio padre fu un eterno assente nella mia vita, perché lavorava ogni girono fino alle 21, altrimenti perdeva il posto sicuro ed aveva tre figli ed un solo reddito.

Il 68 in Italia, fu prima di tutto un grande movimento di rivendicazione e di riscatto, attuato da parte dei lavoratori, con l’appoggio degli studenti, per vedere riconosciuti alcuni diritti fondamentali ed alcune garanzie sociali. Fu un grande sogno di poter finalmente avere una società più giusta, che da sogno iniziò a trasformarsi in incubo con le bombe di piazza Fontana e le successive stragi di stato.......

Fu la delusione di vedere il sogno trasformato in incubo che spinse i sessantottini da una parte verso il misticismo indiano, le spiagge di Goa e le droghe facili e dall’altra, i più politicizzati, verso la rivolta armata culminata negli anni di piombo.

Ma il 68 furono anche la guerra per l’emancipazione sessuale, furono i Beatles e i Rolling Stones, nacquero cantautori come Guccini e De Andrè, ci furono fermenti culturali, nacquero le associazioni umanitarie fuori dalla chiesa come, Mani Tese, Liberazione e sviluppo, Viva la gente…. Si rafforzò la spinta al pacifismo….etc…etc...

E’ sbagliato rinnegare quel passato, tanto più sbagliato ora, nel vuoto di valori in cui ci ha precipitato il presente, ora che assistiamo a vari passi indietro nelle prospettive di lavoro per i giovani, con un precariato spietato che minaccia le possibilità di pianificare il futuro. E questo pur avendo una società ricca e con una potenza produttiva incredibile.

Piuttosto bisognerebbe essere critici sugli anni post-68, quelli da Regan a Bush e di tutta la politica americana dal dopo guerra ad oggi. Quella che Eisenhower, cioè il generale capo di stato maggiore dell’esercito di liberazione contro il nazifascismo, definiva come una “struttura mostruosa” che iniziava ad invadere l'America. Un struttura fatta da una coalizione sempre più stretta tra immense imprese legate alle commesse militari, uno Stato che aveva come funzione principale la conduzione della guerra e una sterminata catena di laboratori dove scienziati, sociologi, tecnici di ogni sorta lavoravano anno dopo anno per affinare gli strumenti del dominio. Quello cioè che è sfociato nel "Project for the New American Century” sostenuto da Organizzazioni in cui i guerrieri della guerra fredda provenienti dai circoli più interni dei servizi segreti, dalle chiese evangeliche, dalle società produttrici di armi e dalle compagnie petrolifere studiavano piani sconvolgenti per realizzare il nuovo ordine mondiale. Nei progetti di questi falchi prevaleva la legge del più forte; e il paese più forte, naturalmente, sarebbe stato l'ultima superpotenza: l'America.

Nel 68 credevamo di avere dei diritti e lottavamo assieme agli adulti per un futuro migliore.….. Oggi voi giovani ci ricordate che il diritto non esiste e ciò che conta è “la legge del più forte”… Buon prò per voi, sperate solo di essere sempre dalla parte del più forte.



Mi dispiace per te ma io quell'assurdità con Ambra Angoilini non l'ho mai vista e quindi la mia idea è spontanea senza il pilotamento di nessuno....ho un cervello e degli occhi per pensare ed osservare e scusami se ti dico che preferirei tornare nel 1800 con tutte le grandi personalità di allora che amavano davvero la patria e non in questo mondo dove ognuno pensa a se stesso e non rispetta quelle poche stupide leggi che si dovrebbero rispettare!!!!!!
Greuze is offline  
Vecchio 18-04-2007, 23.11.09   #27
VanLag
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Mi dispiace per te ma io quell'assurdità con Ambra Angoilini non l'ho mai vista e quindi la mia idea è spontanea senza il pilotamento di nessuno....ho un cervello e degli occhi per pensare ed osservare e scusami se ti dico che preferirei tornare nel 1800 con tutte le grandi personalità di allora che amavano davvero la patria e non in questo mondo dove ognuno pensa a se stesso e non rispetta quelle poche stupide leggi che si dovrebbero rispettare!!!!!!
Ti sei mai chiesto perché nessuno rispetta quelle poche stupide leggi che si dovrebbero rispettare?

VanLag is offline  
Vecchio 26-02-2008, 12.55.13   #28
Marco1973
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Sicuramente, ci vuole un secolo per decidere qualsiasi cosa in Italia, la classe dirigente attuale è colei che nel '68 dimostrava nelle piazze.
Il '68 è un periodo di grande contestazione incominciata negli Stati Uniti d'America sulla presenza americana in Vietnam.
In Italia ha poi trovato il suo culmine negli anni '70 con il terrorismo rosso e nero. Basti pensare agli omicidi politici e non commessi dalle Brigate Rosse, o alle stragi neo fasciste dei NAR.
Marco1973 is offline  

 



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