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 Storia - Fatti e personaggi, passato e attualità.
Vecchio 01-02-2008, 20.07.31   #41
normannodelsud
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Data registrazione: 01-02-2008
Messaggi: 8
Riferimento: Medioevo. Età buia?

[quote=nemamiah]...è stato anche lo "stupor mundi",ovvero Federico II di Svevia,un imperatore illuminato e con un seguito di artisti-poeti-cantori-filosofi-alchimisti -uomini di scenza-legislatori ecc,di primissino piano.
Usava la diplomazia più dell'esercito,se nel 1994 è stato nominato il primo cittadino d'Europa,per le sue concezioni di fratellanza (riusci a coniugare e a far viveree in pace: italiani-tedeschi-bizantini-francesi-arabi ed ebrei) tra i popoli.

L'oscurantismo mediaevale riguarda in particolare la Chiesa,che aveva un grande potere ed uguale interesse a mantenere nell'ignoranza e nella supersiszione la gente.
L'oscurantismo,altro non è che ignoranza diffusissima.

Salux[Sono perfettamente d'accordo Ilmedioevo non fini in Europa per tutti nel 1492. Nel Sud Italia ed in particolare in Sicilia fini con Federcio II/QUOTE]
normannodelsud is offline  
Vecchio 02-02-2008, 10.26.36   #42
Archer
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Data registrazione: 19-05-2004
Messaggi: 50
Riferimento: Medioevo. Età buia?

io non trovo che il medioevo sia stato tanto buio... sicuramente molto di quanto si conosceva è andato perduto ma molto si è conservato e moltissimo si è prodotto:
bisogna dire anche che la perdita di un enorme quantità di documenti, libri, ect. solo in minima parte è imputabile a ciò che veniva scelto di ricopiare, prima di tutto perchè ciò che veniva tralasciato dagli scriptoria monastici era considerato semplicemente inutile, poi tra guerre e pestilenze e soprattutto col trascorrere di molti secoli (compresi quelli anche dell'età moderna, che non crediate che dopo il 1492 di colpo si sia imparato a conservare) era inevitabile che molto andasse perduto... ed è nell'ordine naturale delle cose, la chiesa o chi per lei c'entra poco
c'è da dire che non è stata neanche un epoca di stasi culturale; sicuramente la religione ha fatto da padrona e spesso tiranna ma non si può certo dire che il regno normanno di sicilia o quello di federico di svevia siano stati poco tolleranti o poco aperti agli apporti di culture diverse; lo stesso si può dire di città universitarie come padova bologna o parigi... sicuramente una serie di fatti poco piacevoli hanno reso meno rilassante la vita nel mondo ma una crisi economica e politica della portata di quella che travolse l'impero romano non poteva certo condurre ad una età dell'oro...
in più metterei sul piatto anche il dato artistico... come si può pensare che chi ha ideato un capolavor come Santa Sofia a Costantinopoli, la cappella palatina di Acheen, le cattedrali sparse per l'europa potesse essere prodotto di un epoca buia? sicuramente andò perduto il genio o la personalità artistica ma evidentemente non è così importante se dei signor nessuno hanno ideato la cattedrale di Spira,10 secoli di mognifici libri miniati o gli affreschi di castelseprio
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Vecchio 05-02-2008, 17.21.02   #43
kore
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Messaggi: 343
Riferimento: Medioevo. Età buia?

Caro Archer, neanche il genio o la personalità artistica andarono perduti.
Abbiamo Wiligelmo, ad esempio, o l'Antelami (ma vengono già dopo i "secoli bui"), abbiamo monaci e monache che firmavano le loro opere, alcuni persino effigiandosi nelle splendide iniziali miniate dei manoscritti. Personalità eccezionali, certo...
Il bello del Medioevo è che sembra sfuggire a qualsiasi generalizzazione. Più si studia e più si scopre la grande varietà di esperienze che quei secoli sono stati in grado di ospitare.
Per comprendere il passato bisogna essere consapevoli che il nostro sguardo sarà sempre inevitabilmente influenzato dall'epoca presente.
L'alto medioevo è stato a lungo considerato, come giustamente ha osservato Catone, come un periodo di decadenza. Ma se si osservano le cose da un altro punto di vista vediamo che durante quei secoli stava nascendo un mondo nuovo.
Per quanto riguarda Federico II, che rimane una delle mie figure storiche preferite, devo fare qualche precisazione.
Certo Federico, se paragonato a quel bigottone di Luigi il Santo, spicca per la sua cultura e la sua modernità. Ma non dimentichiamo che fece deportare tutti gli arabi di Sicilia a Lucera... sebbene quegli arabi siano poi rimasti così fedeli agli Svevi che gli angioini finirono per sterminarli.
Insomma, Federico era uomo del suo tempo, e il nostro concetto di fratellanza non può corrispondere al suo. Ma è anche vero che grazie alla sua cultura salvò gli ebrei tedeschi dall'accusa infamante di fare sacrifici umani con bambini cristiani!
Federico era anche abbastanza cristiano da non voler mettere in discussione l'autorità papale, semmai era il papa che non si fidava di lui e temeva che lo Svevo, annettendo il regno di Sicilia all'Impero, avrebbe finito con il conquistare tutta l'Italia, almeno secondo Abulafia.
Inoltre, la curia papale, a quell'epoca, non era formata da ignorantoni bigotti. Recenti studi hanno messo in luce la circolazione di opere scientifiche ebraiche ed arabe anche al suo interno.
Nella cancelleria pontificia c'era chi conosceva l'arabo, e persino tra domenicani e francescani c'era chi si occupava di astrologia e alchimia e chi studiava l'aristotelismo mediato dalle opere di Averroé, almeno prima del "ritorno all'ordine" imposto con i soliti metodi (roghi di libri e di persone...).
kore is offline  
Vecchio 05-02-2008, 19.32.38   #44
Archer
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Data registrazione: 19-05-2004
Messaggi: 50
Riferimento: Medioevo. Età buia?

sono stato io ad esprimermi male...non intendevo la scomparsa del genio o della personalità artistica ma dell'IDEA di genio o di artista nell'accezione che se ne ebbe più tardi e che oggi intendiamo... non bisogna dimenticare che Wiligelmo per quanto considerato il più degno degli scultori non si credeva certo un genio, ne avrebbe potuto formularne il concetto, bensì un artigiano, per quanto il più grande e degno di essere reso immortale in una epigrafe apposita (ma già all'epoca qualcosa stava cominciando a cambiare)
Archer is offline  
Vecchio 10-02-2008, 01.17.04   #45
Miky
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Messaggi: 7
Riferimento: Medioevo. Età buia?

Citazione:
Originalmente inviato da Agora
E’ stato solo questo il Medioevo? Un’epoca di ignoranza, di superstizioni, di invasioni… o c’è qualcosa in più? Forse un complesso sostrato di idee e convinzioni col quale l’Uomo cercava di ricostruire un mondo ormai perduto… e se stesso. Per quel che era possibile. Un lungo cammino che lo avrebbe portato a riscoprire l’antichità classica attraverso le opere e la filosofia rinascimentali, quell’antichità che forse non lo aveva mai del tutto abbandonato. E’ stato un ripiegamento necessario, un lungo travaglio, durante il quale ha conosciuto il diavolo e il purgatorio, la guerra e la pace interiore degli eremiti, il fuoco divoratore e l’acqua santa. E in questi dualismi doveva trovare la forza di non annegare, molta più forza di quanta ne richiedessero le guerre e la difesa contro sempre nuovi invasori.
Assolutamente NO.
Forse è stata una delle migliori età, si deve vedere anche da che punto di vista, mentre l' Italia era frammentata i Cinesi inventavano il primo orologio, degli arabi parecchi meccanismi tra cui il PRIMO robot.
E' stata in generale una grande età e questa situazione ha portato gli uomini a cercare di meglio, si ricordino i grandi scienziati.



SEDNA
Miky is offline  
Vecchio 27-05-2008, 15.24.21   #46
MaxPayne
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Data registrazione: 26-05-2008
Messaggi: 15
Riferimento: Medioevo. Età buia?

Salux[Sono perfettamente d'accordo Ilmedioevo non fini in Europa per tutti nel 1492. Nel Sud Italia ed in particolare in Sicilia fini con Federcio II/QUOTE][/quote]

Innanzitutto salve a tutti, sono un nuovo iscritto.

Non mi trovi totalmente d'accordo, amico normannodelsud, sul fatto che il Puer Apuliae abbia davvero posto fine all'epoca Medievale al sud Italia. Il governo di un sovrano singolo non può cancellare i canoni di un'intera età grazie ai frutti di un governo illuminato - termine che peraltro non si sposa in toto con la linea politica dello Staufen, linea indubbiamente eccezionale ma da definire, più che illuminata, intelligente e diretta a toccare i cuori nevralgici degli obiettivi che Federico si prefissava -, ma soprattutto ragionando in luce del fatto che, per la massa popolare, per contadini e artigiani, la situazione non cambiò poi tanto. E' l'errore che si compie anche riguardo al Rinascimento: il Rinascimento cambia il mondo, rivoluziona il modo di pensare e l'uomo si apre alla grande eredità classica (ri)scoprendo i fasti dell'architettura, dell'arte e della filosofia. Ma il Rinascimento cambiò il mondo di chi? Quello dei contadini e degli artigiani? Sicuramente no; il Rinascimento fu più una svolta d'elite, se posso utilizzare quest'inusitato accostamento terminologico, di cui hanno potuto godere i membri della ristrettissima cerchia mecenatica Medicea o di qualche altra importante signoria; sicuramente non c'erano dotti che si premuravano di comunicare ad un lavoratore le idee dei nuovi testi aristotelici che promuovono verità finora ritenute inaccettabili, e anche se l'avesse conosciute, poco gliene sarebbe importato. Do' personalmente più spessore, in quanto cause di grandi cambiamenti epocali, ai grandi eventi che hanno travolto le masse popolari solitamente estranee alle grandi rivoluzioni intellettuali; la riforma protestante è stata una di queste, perchè andava a frantumare la base di uno dei più importanti pilastri su cui il Medioevo si è modellato, appunto la Chiesa, e fu un fenomeno che, seppur coinvolgendo un buon numero di nobili e aristocratici, fu diretto prevalentemente al popolo; la scoperta dell'America ha anch'essa contribuito alla distruzione delle grandi (in?)sicurezze medievali, ed era un evento che si prestava facilmente alle fantasie generali, ad essere fonte di leggende e scalpore anche tra le casupole e le osterie del popolo. La politica di un grande re, di un imperatore mondiale, quale fu quella di Federico II, assume la valenza di un qualcosa di straordinario ai nostri occhi, agli occhi di osservatori di 858 anni dopo, che guardano il suo governo non col senno della contemporaneità degli eventi, ma con la consapevolezza di contestualizzarlo in un'epoca più ampia, di cui abbiamo stabilito limiti, canoni e caratteristiche, e possiamo così immetterlo in un sistema che permette di valutarne pregi, difetti e innovazioni in parallelo con analoghe e contemporanee situazioni che magari imboccarono strade diverse rispetto a quella scelta dal grande Staufen. Tutte prerogative d'analisi di cui peccava un qualsiasi uomo del Medioevo, non certo per limite proprio ma per ovvia inadeguatezza temporale.

Detto questo, esprimo la mia opinione sull'argomento centrale del topic, il Medioevo come epoca buia. Come molti di voi hanno già ineccepibilmente fatto presente, è ormai inutile portar dietro lo strascico della considerazione illuministica su tale periodo storico, questa come qualsiasi altra. Perchè, e questo l'ho pure già letto tra le vostre righe ma vorrei ribadirlo, è puramente infantile voler circoscrivere un'intera epoca storica in un aggettivo che la voglia dipingere con una data valenza, o con un determinato colore. Che questo periodo sia il Medioevo, come il regno Egiziano o l'Età Moderna, si tratta di un fenomeno troppo dilatato nel tempo per poter essere ristretto in soffocanti categorie morali e/o ideologiche. Il Medioevo ha avuto la sua violenta bestialità, al momento in cui durante gli assedi alle fortezze nella Guerra dei Cent'Anni, i mangani lanciavano teste mozzate di esseri umani invece che sassi; ma ha avuto impareggiabili cime di delicatezza e raffinatezza, grazie alle parole d'amore di Bernart de Ventadorn e all'ingegno di Jacopo da Lentini, che ci ha regalato il Sonetto. Federico II ha squarciato con un calcio speronato il fianco del comandante della resistenza saracena arroccata sui monti Sicani, in uno di quegli impeti di rabbia di cui era spesso vittima, ma è stato anche capace di stringere la mano al grande sultano Al Malik al Kamil, e di ricordarlo, ancora in europa, con orgoglio, come suo amico, mostrando agli ospiti il modellino di planetario avuto da lui in dono. Non sono queste prerogative esclusive del Medioevo, non siamo (solo) di fronte ad un'epoca-simbolo della poliedricità umana tanto quanto non al cospetto del periodo di più cieca violenza e brutalità dell'uomo. La Storia non si contestualizza in parametri moderni, per quanto sia questa una pratica che ci facilita molto il nostro apparire eruditi e ci permetta, con pochi e precisi termini, di riempirsi la bocca con considerazioni pseudo-storiografiche di cui non si conosce nemmeno l'adstrato da cui ha preso forma. Il Medioevo è stata un'epoca, straordinariamente lunga, che si dispiega oggi ai nostri occhi nella sua sterminata varietà e poliedricità, al pari di qualsiasi altro periodo storico di cui l'uomo abbia esperienza, e si presenta a noi come infinita fonte di notizie, reperti, messaggi, e se vogliamo, insegnamenti. Impariamo a lasciar spiegare le ali alla storia, e a non rinchiuderla in una gabbia per rendere più facile (e superficiale) la sua consultazione, a causa della nostra poca capacità (o forse volontà?) di saperla amare e celebrare in tutte le sue sfaccettature.
MaxPayne is offline  

 



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