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 Storia - Fatti e personaggi, passato e attualità.


Vecchio 29-12-2002, 19.32.01   #1
visechi
Ospite abituale
 
Data registrazione: 05-04-2002
Messaggi: 1,150
Tutto pronto per la guerra!

Non c'è male, l'annuncio è cosa recente ... 'TUTTO E' PRONTO PER LA GUERRA'...

Il mondo civilizzato contro Satana, contro le forze del male...

A quante nuove pirotecniche, suggestive, scenografiche, panoramiche ... micidiali, criminali, asssassine incursioni aeree dovremo assistere?
Quanti nuovi lutti, pianti, disperazioni dovremo vedere alla nostra bella, borghese, placida, pacifica, rassicurante ... troppo distante e deresponsabilizzante Tv?
Quante altre volte dovremo assistere impotenti, basiti, afflitti, trionfanti ad evaporazioni di corpi d'innocenti?
Quanti altri bimbi vedremo morire?
Per poter finalmente scoprire, miseramente, proditoriamente, colpevolmente, borghesamente che questa guerra è un affare privato fra due criminali e che i morti nulla risolveranno in tema di sicurezza e convivenza fra i popoli...

Bene, sembra che il dado sia tratto... parlino le armi!

Questo veramente fa schifo!
visechi is offline  
Vecchio 29-12-2002, 21.12.29   #2
irene
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Ciao Visechi,
quello che con sè reca di particolarmente spaventoso questa prossima( e probabilmente non più dilazionabile)guerra è la sensazione di sciagurata impotenza cui noi tutti ci sentiamo consegnati di fronte ad essa.
La nostra ragione,e il nostro cuore,si rifiutano di accettare che folli e criminali giochi politico-economici si traducano in offesa e distruzione alla Vita...Eppure,a chi,o a cosa,può giovare la chiara consapevolezza di tutto questo?
Vorrei,semplicemente,trascrive re una lirica di Esenin,per gli echi di eccezionale intensità emotiva che risveglia in questa circostanza.




Oro fredddo dellaluna,
profumo di oleandro e violacciocche.
E' bello vagare in mezzo alla pace
di un paese azzurro e carezzevole.

Lontano-più lontano c'è Baghdad,
dove visse e cantò Sheherazad.
Ma ora di niente ella ha bisogno.
Il giardino risonante non canta più.

Fantasmi lontani della terra
si sono coperti con l'erba del cimitero.
Tu,viandante,non ascoltare i morti,
non chinare la testa sulle lapidi.

Guarda,come tutt'intorno è bello:
le labbra cercano,cercano le rose.
Fa la pace solo nel cuore col tuo nemico-
e la felicità sarà in te come lo zafferano.

Se dobbiamo vivere-si vive,se innamorarci-amiamo.
Nell'oro lunare bacia e passeggia,
e se vuoi adora i morti,
ma non avvelenare i vivi con quel sogno.

Questo l'ha cantato persino Sheherazad,-
così lo dirà un'altra volta il rame delle foglie.
Di quelli che non hanno bisogno di nulla,
al mondo si può avere solo pietà.


Sergej A.Esenin (1929)
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Vecchio 29-12-2002, 22.19.12   #3
visechi
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Ciao Irene,
io ho già spento la Tv; stavolta non mi voglio rassegnare ad ascoltare in diretta le peripezie del novello Cocciolone.
Siamo impotenti, è una cosa che rode ... è palese come il sole che la nuova prossima guerra nulla a che vedere con il problema del terrorismo internazionale ... è una guerra di potere, una saga familiare, una disamistade che avrà termine con la morte di uno dei due contendenti... ma a noi che ci può fregare.... stiamo al caldo, nelle nostre case, ascoltiamo la musica che più ci piace e qualche volta vediamo idee di bimbi che camminano su una gamba (i più fortunati ... gli altri evaporano). L'importante è non turbare i sonni dell'imperatore, non osare alzare mai il ditino e dire: <scusi, non sono d'accordo>... L'Onu deve sparire...

Ciao
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Vecchio 30-12-2002, 12.21.18   #4
firenze
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Per me la guerra è in ritardo. Si sta cercando di posticiparla, ma niente può contro un dollaro che perde potere economico e una america che perde credibilità.
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Vecchio 02-01-2003, 00.11.13   #5
salice
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Cari Irene, Visechi e Firenze,
lo scontro tra Saddam e Bush non è un scontro tra due persone ma tra un criminale che ha le armi di distruzione di massa , che ha usato già il gas contro la popolazione curda ( ricordate le immagini?!!!), che usa il terrore contro la sua popolazione ( le “no-fly zone”al sud e nord dell’ Iraq servono per proteggere la popolazione shiita del sud e i curdi del nord , e non sono dei capricci degli Inglesi e degli Americani), e Bush, che ci piaccia più o meno, è il capo eletto della più grande democrazia occidentale.
Dare del criminale a Bush da parte di un italiano il cui presidente del consiglio e stato già condannato al primo grado, ha corrotto giudici, la guardia di finanza, ha evaso per centinaia di miliardi… ma fatemi il piacere…
Visechi, non ti conosco ma dalle tue parole traspari, dai l’immagine di un maschio occidentale “tipico”. Vivi con la sensazione che il tuo benessere è la norma e questi maledetti americani ti vogliono provocare l’indigestione con le immagini della guerra al TG della sera.
A proposito, il bambino di cui parli, quello con la gamba sola – ma lo sai che ci sono delle buone probabilità che sia “saltato” su una mina “made in Italy”?!
Gran parte del mondo occidentale, per anni, ha cercato di convivere con il terrorismo finché non è stato una minaccia diretta alla sua sicurezza, e parlo del terrorismo arabo – vedi il comportamento di Craxi a Sigonella in seguito all’affare Achille Lauro. I terroristi catturati venivano rimpatriati in gran silenzio ( il Dakota del Sismi che ha portato in Libia i Palestinesi catturati dopo l’ennesimo attentato è venuto allo scoperto solo perché è precipitato).
Il nostro ex presidente, l’onorevole Cossiga l’anno scorso ha rivelato che nel suo periodo al Viminale armava terroristi palestinesi (o combattenti per la libertà per chi preferisce questo termine) per potersi difendere …ma da chi? dagli Israeliani? Questi cari palestinesi ora come allora parlano di territori occupati, ma solo la jihad islamica e hammas (incuranti della loro immagine agli occhi degli occidentali) dicono apertamente che il loro scopo è la distruzione di Israele e non di vivere accanto ad esso. Quello che vorrei dire è che le scelte dell’Italia nella politica estera oltre ai fattori ideologici ( allineamento della sinistra con le posizioni dell’URSS in medio oriente) in gran parte erano determinate da fattori economici, il peso del petrolio, e l’embargo della Lega Araba alle ditte che commerciavano con Israele.
Dopo l’undici settembre è passato un terremoto nella congettura occidentale, alcuni stati, gli Usa e l’Inghilterra, hanno deciso di soffocare le fonti del pericolo “step by step, men by men “, come ha detto Liza Minelli in “Cabaret”. Altri stati cooperano lo stretto necessario – l’Italia, certi paesi arabi, altri ancora sono contrari – la Francia. La Francia è contraria per pure ragioni economiche. Se uno è informato abbastanza dell’intreccio Francese con i paesi come il Libano, la Siria e l’Iraq che trae la sua origine dal periodo coloniale a cavallo delle due guerre mondiali – sa , che le scelte Francesi non hanno nulla a che fare con le idee pacifiste da voi evocate. Gli americani seguono la loro ideologia e i loro interessi e per fortuna penso che i loro interessi coincidono spesso con i nostri. Gli europei non possono concepire l’attivismo americano, gli piace lo status-quo, la mediazione, il compromesso. Soprattutto, se si scopre che questo “dinosauro” che si chiama Europa è un dinosauro vegetariano, senza unghie , un po’ schizofrenico con personalità multipla…
Cari Irene Visechi e Firenze, il nostro benessere non è una cosa ovvia, la nostra costituzione non lo può garantire. Forse gli americani che non hanno la “cassa integrazione” lo possono concepire meglio. Loro sanno che un giorno puoi essere al vertice e il giorno dopo nessuno ti darà la macchina in affitto in quanto la tua carta di credito non è coperta. C’è una grande fetta dell’umanità che guarda la TV e le immagini di guerra e violenza che vede non li sorprende, in quanto la violenza fa parte della loro vita e non mi costringete di elencare l’infibulazione, il lavoro minorile, la violenza contro le donne (c’è chi pensa che le donne portano volentieri il burka, non vanno volentieri a scuola, accettano volentieri la poligamia). Tra tutti gli umiliati, affamati e intoccabili (vedi al dizionario alla voce “caste” in India) – una parte di loro vuole la nostra vita, il nostro benessere – sto parlando delle navi piene di poveracci che arrivano tutti i giorni.
Quelli che non pensano o non vogliono arrivare qui vedono in TV il sig. X con il suo amico Y e la sig.na W al mare seminudi e ne sono turbati. La nostra TV globale che arriva dappertutto è una minaccia per la loro cultura per i loro rapporti familiari e per il loro credo.
Tempo fa ho letto un’intervista con il fratello di Bin Laden che vive in Svizzera. Lui ha raccontato tra l’altro che molto tempo prima della “trasformazione” terroristica di suo fratello , quest’ultimo ha vietato ai suoi figli di guardare la TV. Questo fatto conferma molte tesi sullo scontro culturale in atto.
E’ molto significativo che questi giorni di Natale e Capodanno noi con le nostre famiglie intorno alle tavole siamo tanto grati che niente ha disturbato le nostre esperienze culinarie. Non capiamo perché Bush ha questo chiodo fisso di Saddam. Non capiamo come migliaia di americani come marionette passano il Natale correndo con zaini di quaranta chili sulle spalle nel deserto invece di stare con le loro fidanzate. Non capiamo cosa c’è che non va, il mondo è meraviglioso come sempre. Vorrei farvi una domanda – ma avete capito, caspita avete mai visitato i cimiteri americani di Nettuno o della Normandia, avete capito perché gli americani sono intervenuti allora e pochi anni fa in Bosnia, per noi, perché lo hanno fatto? Voi mi risponderete – per ragioni economiche, certamente, ma non solo per questo, e quest’altra cosa oltre l’economia è la cosa che fa la differenza.
Capite?
salice is offline  
Vecchio 02-01-2003, 20.09.14   #6
visechi
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Uhmmm, certo che il mondo è proprio bello e vario. Mai avrei immaginato di dover assistere ad una lezioncina tanto ben impartita. Con quanta enfasi e passione il nostro amico (un saluto… io saluto sempre tutti) ci propina la morale … inusitatamente, per non smentire la mia indole assolutamente indisciplinata, partirei dalla conclusione: "… E’ molto significativo che questi giorni di Natale e Capodanno noi con le nostre famiglie intorno alle tavole siamo tanto grati che niente ha disturbato le nostre esperienze culinarie…". No, non è così. Non è buonismo natalizio e tantomeno fastidio nei confronti di chi disturba le nostre attività goderecce. E' molto di più. Tant'è che questo appassionante argomento è stato già affrontato nel passato altre due volte, in questo forum, chiacchierando amabilmente con un altro amico che ora sembrerebbe sparito: Mykol. Evidente che il tema interessa. Anche in quella occasione ebbi modo di constatare su quanta ruvida infondatezza si basino gli argomenti di chi sostiene ed esalta l'ennesima guerra (strage, la chiamerei io) condotta dal prode Bush e sodali (intendi establishment governativo americano). Qui non stiamo ragionando intorno a tirannie e democrazie. Qui il sistema di governo non c'entra assolutamente nulla … non pensi che altrimenti Bush avrebbe già fatto sentire la sua roboante, scoppiettante voce anche nei confronti dell'Arabia Saudita che in quanto a tirannia nulla ha da imparare? Non pensi che, se il problema fosse la forma di governo, il rullio dei tamburi e il canto dei cannoni avrebbero pervaso l'aria della Cina o della Turchia? Non credi che se gli Usa fossero veramente i paladini della democrazia universale, avrebbero evitato nel passato d'instaurare, finanziare e sostenere regimi criminali nell'area geografica dell'America Latina? No! Ciò non è avvenuto. E' evidente che non stiamo parlando di forma di governo. Piuttosto mi sembra che il problema abbracci altre problematiche e inerisca a questioni di ben più elevata portata … stiamo sicuramente parlando d'altro. Di che? Di terrorismo diresti con assoluta trionfante sicurezza tu. No, non è così; ancora una volta il problema non è quello del terrorismo internazionale. Bush sa bene, come lo sanno tutti, che il terrorismo internazionale beneficia di una fittissima rete planetaria di fiancheggiatori, finanziatori, militanti ed organizzatori per cui combattere seriamente contro il terrorismo dovrebbe comportare una guerra senza quartiere, senza frontiere e senza alcuna pausa nei confronti di tanti, troppi stati sovrani o enti parastatali anche del mondo occidentale che per il quieto vivere sanno e tacciono, vedono e non intervengono; l'Italia, nel passato, è stata una tranquilla, sicura, pacifica e serena base di transito e permanenza del terrorismo internazionale. Tacque e non subì eccessivi deleteri contraccolpi. Ma allora Bush è uscito di senno? Crede di poter sconfiggere il terrorismo uccidendo i bambini iracheni? Cacchio, quante domande ti fai… aspetta un attimo. No, neanche in questo caso la risposta potrebbe essere positiva. Bush non è impazzito (lo è sempre stato … tara familiare ). E' solo pervaso da un accecante spirito guerrafondaio che poggia le proprie esecrande ragioni sull'arroganza tipica di chi ha la forza ma non la ragione storica d'impartire lezioni di civiltà a chicchessia.
Credo che il problema, per essere ben affrontato, debba essere inquadrato in un contesto ben differente che coinvolga aspetti politici, economici, di equilibrio mondiale e di sana e robusta arrogante prepotenza (quella delle armi e dei dollari).
Non credo che sconfiggere Saddam sia la soluzione ideale rispetto al terrorismo di matrice islamica; al più si conseguirebbe una preoccupante destabilizzazione di quella delicatissima area geografica. Ricorderai, se non lo rammenti mi assumo io l'improbo compito di rinfrescarti la memoria, che il caro Bush fece stilare una lunghissima lista di 'stati canaglia'; questa lista dovrebbe rappresentare agli occhi dell'occidente l'area delle potenze del male; ricorderai senza dubbio che la lista era piuttosto corposa e vi erano inseriti stati e governi che nel passato ebbero modo di opporsi anche militarmente allo strapotere Usa; ricorderai, magari anche vagamente, qualcosa della Corea del Nord. Io mi chiedo, ti chiedo, così come a suo tempo chiesi a Maykol senza ottenere peraltro risposta.: 'chi dopo Saddam???'. Infatti, se ci ragioni su, non potrai che convenire con me che la fine di Saddam non potrebbe di per sé rappresentare la sconfitta del terrorismo internazionale: quanti altre guerre sante dovranno essere combattute prima che si possa brindare alla sua fine? Sarà mai possibile brindare a questa fine? Quanti morti dovremo contare? Quante marce per la pace fare?
Ti rispondo io, anzi Bob: 'La risposta, amico mio, e soffiata dal vento'.
Quel vento che ancora oggi, a distanza di anni, di secoli, ci trasmette quel sapore amaro per le troppe prepotenze perpetrate a danno di popoli, governi e nazioni che hanno avuto l'ardire di perseguire un fine, un sogno non allineato o riconducibile alle mire egemoniche del potere economico americano. Retorica da bottega! (ho provveduto io a dequalificarle il mio pensiero… lascia perdere).
Credo che questi quesiti potranno anche indurti a comprendere che si rischia di far divampare un incendio di proporzioni planetarie. Dopo l'Irak, l'Iran, la Corea del Nord, la Libia, lo Yemen, la Somalia, l'Indonesia, le Filippine, l'Algeria, la Palestina, la Cecenia, il Kurdistan, l'Ulster, i Paesi Baschi etc… (se inizi una guerra senza quartiere devi essere disposto a condurla fino in fondo… non come nel 1991… ricordi?). Che cosa ci prepara il futuro militare e guerrafondaio di Bush? Capirai che anche tutte queste eventuali e non auspicabili (neanche da te, immagino) guerre, condotte con baldanza, quella delle armi, dell'arroganza, della protervia, non potranno conseguire come risultato finale la scomparsa delle cause del terrorismo; quelle che lo nutrono ed alimentano. Avremo, al più, la dolorosa possibilità (per qualcuno il piacere) di contare un numero spropositato di civili evaporati, ma non potremo confidare sul fatto che le cause che alimentano l'odio nei confronti dell'America (God bless) siano state risolte.
Ti chiedo e mi chiedo: l'Occidente opulento riuscirà mai a vincere fino in fondo nei confronti del mondo arabo o islamico? Giacché lì, in quella direzione, ad una guerra cruenta porterebbe la politica aggressiva di Bush… dimmi, oggi Israele è più sicuro, tranquillo, sereno, protetto di ieri, di prima che iniziasse l'ultima, violentissima intifada??? Gli israeliani, i civili israeliani, vivono meglio la loro difficile condizione di stato che proditoriamente occupa un territorio che un organismo internazionale ha attribuito ad un altro popolo che, a sua volta, subisce le quotidiane angherie (eufemismo) dell'occupante? Ma questa è un'altra storia, potremo affrontarla in separata sede.
Capisci?
Ciao
visechi is offline  
Vecchio 05-01-2003, 12.09.59   #7
salice
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Caro Visechi.
Cent’anni fa, volavano i primi aerei fatti di legno e chiodi, sessant’anni fa fu esplosa la prima bomba atomica, oggi stanno per averla stati come Iran, Iraq e Libia che si avvicina moltissimo al traguardo.
Nord Corea già c’è ha. Con questo passo, fra vent’ anni c’è la avranno Togo e Zimbabwe, Per te è normale, è giusto? Se gli Usa hanno l’atomica perché lo Zimbabwe può averla? Perché vietare la nove millimetri ai mafiosi e rapinatori se i poliziotti la hanno?
Penso che hanno cominciato ragionare tardissimo in questi termini, ma meglio tardi che mai.
Tu mi chiedi fino a dove porterà questa politica e lo hai chiesto gia al nostro amico del forum Maykol ( i cui l’interventi ho apprezzato molto, mi dispiace che non partecipa più).
La risposta a questa domanda è nel vento, ascoltala.
Ci sono momenti nella vita di un individuo, come in una nazione, che bisogna fare la cosa giusta e non essere paralizzati dalla paura dei sacrifici.
Nella seconda guerra mondiale, i tedeschi hanno preso l’Austria, hanno preso parte della Cecoslovacchia, hanno violato tutti i accordi firmati con Chamberline – che cosa ha spinto gli inglesi a dichiarare guerra alla Germania (che era forte e potente sia economicamente che militarmente)? Perché non si sono detti: la pace è più importante di tutto, ormai la Polonia non c’è più, speriamo che l’equilibrio odierno si manterrà e siamo salvi tutti.
Al contrario di quello che scrivi c’è un divario fondamentale e basilare tra un regime democratico e uno dittatoriale nella disputa che abbiamo in corso. Ci sono una catena di stati dall’Oceano Atlantico fino a quello Indiano, dove tutti (!!!) i governanti sono saliti al potere o con colpo di stato o in seguito alla morte del dittatore precedente e tu Visechi gli daresti l’atomica?
Saddam Hussein, che controlla tutta la TV e la stampa, che tortura e uccide i suoi oppositori, che fa la propaganda sui bambini Iracheni morti a causa dell’embargo - tramite Tarik Aziz ha dichiarato circa sei mesi fa che l’Iraq ha aumentato la quota di aiuti alle famiglie dei “martiri “ palestinesi suicidi - da dieci a venticinquemila dollari !!!. Immagino che sai che interesse ha Saddam nell’alimentare la violenza in Israele? Le ragioni sono simili a quelle che lo hanno spinto a lanciare missili scud su quel paese nella Guerra del Golfo.
Vorrei anche rispondere ai tuoi commenti a proposito di Israele.
Il “diritto internazionale” (intendi dire Nazioni Unite?) nel ‘48 ha diviso la zona in due stati, uno Israeliano e uno Palestinese. Israele ha acetato il piano, gli arabi e i palestinesi lo hanno respinto e hanno proclamato la guerra allo neonato stato di Israele. I territori contestati oggi sono stati sotto il dominio arabo dal ‘48 fino al ‘67, per quasi vent’ anni e non hanno formato lo stato palestinese, perché?
Con gli accordi di Oslo le parti si sono impegnate di risolvere le loro controversie in modo pacifico. In seguito Barak ha proposto la restituzione dei territori e parte di Gerusalemme (a Camp David, ricordi? Circa tre anni fa ), ed Arafat ha respinto la proposta, scatenando l’ultima intifada.
No, la popolazione israeliana oggi non è più sicura che in passato. Ma molti di sinistra che per anni credevano nella pace con i palestinesi hanno capito che non c’è con chi fare la pace. Purtroppo è la cruda realtà, solo così è possibile spiegare la salita al potere di Sharon . Oggi Israele non può ritirarsi dai territori senza un accordo, capisci le ragioni?
A proposito del “diritto internazionale “da te menzionato. Questo “diritto” viene determinato ad alzata di mano e contando bene i paesi comunisti più i paesi arabi e musulmani puoi vedere da dove arrivavano le risoluzioni ONU contrarie al Israele. Oggi, con l’Urss Israele ha ottimi rapporti, ma i “numeri” sono sempre sbilanciati un po’. Perciò non parlarmi del “diritto internazionale” come se fosse una legge divina, perché non lo è.
Visechi, spero di aver risposto alle tue domande, aspetto anch’io qualche risposta. Ho sentito uno sforzo da parte tua nel salutarmi, non devi sforzarti. Abbiamo solo uno scambio di idee. Niente di personale.
salice is offline  
Vecchio 07-01-2003, 20.06.48   #8
visechi
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Post 1/2
E no caro Salice, tu mi costringi, ancora una volta, a replicare prendendo spunto dalla conclusione del tuo ultimo intervento. Non è così come tu pensi. Io quando incontro qualcuno disposto alla chiacchiera (non badarci la chiamo così), sono sempre ben felice d'impegnarmi nel 'gioco', purché lo stesso non trascenda mai e non risulti irrispettoso o teso a prevaricare, sinceramente il tuo intervento non mi pare vada in questa direzione, non capisco quindi come possa aver: "… sentito uno sforzo da parte tua nel salutarmi, non devi sforzarti. Abbiamo solo uno scambio di idee. Niente di personale.". Evidentemente mi hai frainteso, anzi, nessun alibi, mi devo essere espresso male, lasciando così trasparire, inconsapevolmente, un'insofferenza nei tuoi confronti che in realtà non esiste. Fra l'altro, se come affermi avessi letto attentamente i precedenti thread sull'argomento in questione, avresti constatato che mai in alcuna occasione ho manifestato intemperanze nei confronti di Maikol che saluto con affetto, spero mi voglia dare atto di questo mio scherzoso, ma mai offensivo modo di interagire con gli interlocutori di turno. Accetta, dunque, senza alcuna riserva mentale, i miei saluti..
Conclusi i convenevoli, non rituali ma doverosi, immergiamoci senza indugio nelle problematiche che ci appassionano, in sintesi, accingiamoci a mettere, come si suol dire, i piedi nel piatto.
Dal tuo intervento emerge, a parer mio, un concetto che mi preme evidenziare. Parrebbe che tu tenda ad affermare un principio alquanto singolare: esisterebbe un diritto naturale riconosciuto ad una nazione (popolo no, poiché quando si ciarla degli americani non è possibile attribuire loro la qualifica di popolo… non è ironia a buon mercato, semplice constatazione di un dato di fatto) di stabilire unilateralmente ed autonomamente chi, quando, dove e perché possa lecitamente decidere di quali e quante armi dotarsi per la difesa dei propri confini. Mi raccomando, cerca di comprendere, sto' parlando in astratto.
La lettura combinata dei due periodi che di seguito riporto in grassetto, lascerebbe intendere, sempre a parer mio, che vi sia un'unica entità nazionale facoltizzata ad arrogarsi il diritto/dovere di decidere chi possa dotarsi di armi di distruzione di massa, anche se queste armi non dovessero rappresentare una minaccia diretta alla sicurezza degli Usa (Masters of the World, Masters of the war). La discriminante sarebbe non più la sicurezza nazionale, piuttosto il gradimento americano. Credo tu sia, infatti, consapevole del fatto che le armi atomiche in mano alla Corea del Nord non potrebbero rappresentare una seria e diretta minaccia per gli Usa, così come pure saprai che vi sono ben altre nazioni (di altro peso, anche destabilizzante), che nel passato e nel presente, hanno finanziato, appoggiato e foraggiato organizzazioni terroristiche quali Al Quieda (non so ho riportato esattamente il nome dell'organizzazione, eventualmente correggi pure senza alcun riguardo). Sai che l'arma atomica è oggi posseduta dal Pakistan (che non brilla di certo per democrazia e stabilità), come dall'India, nazioni che, mi darai atto, in questo momento storico, rappresentano una costante minaccia per la sicurezza mondiale giacché più volte sono giunte al limite dello scontro armato totale. Che facciamo? Le disarmiamo? Approntiamo una possente macchina da guerra per impedire che possano nuocere? No, credo che questa strada sarebbe impraticabile.
Non pensi che abbia ben interpretato il tuo pensiero? Prova a leggere i due periodi che seguono: [b] "… Se gli Usa hanno l’atomica perché lo Zimbabwe può averla?", "… A proposito del “diritto internazionale “da te menzionato. Questo “diritto” viene determinato ad alzata di mano e contando bene i paesi comunisti più i paesi arabi e musulmani puoi vedere da dove arrivavano le risoluzioni ONU contrarie al Israele…". Ho la sensazione che la lettura combinata di questi due periodi possa essere inteso nel senso che, essendo l'Onu in mano ad un gruppuscolo di Paesi comunisti (ovviamente scordi l'aberrazione del diritto di veto) non può essere considerato l'organismo cui affidare le decisioni in materia di diritto internazionale, se ne deduce, di conseguenza, che il diritto/dovere di disporre in merito sia, naturalmente e pacificamente, appannaggio dell'unica superpotenza militare esistente sul pianeta. Un po’ pretenziosa come tesi, non trovi? Arduo sostenerne la liceità e la fondatezza adducendo argomentazioni che siano basate su un minimo di ragionevolezza. Avrebbero, gli Usa, acquisito questo divino diritto/dovere per censo, per illuminazione terrena o divina? La storia sembrerebbe affermare altro … per effetto della propria soverchiante forza militare … come dire <io mi armo e armo i miei sodali, guai a voi se doveste fare altrettanto!>.
Eppure il concetto da te espresso sembra chiaro e non altrimenti interpretabile. Credo che avallare una siffatta arrogante pretesa, quella che potremo definire 'la legge del più forte', non certo di chi ha la ragione dalla sua, sarebbe perlomeno singolare. Pensavo che si volesse costruire un mondo fondato sul diritto e sulle regole, quelle che imporrebbero uno stesso metro nel giudicare gli atti compiuti dalle nazioni facenti parte tutte del medesimo organismo internazionale, per cui bombardo l'Irak che occupa ingiustamente un territorio non suo, così come impongo, ingiungo, pretendo ed esigo che un altro popolo liberi e sgomberi territori che lo stesso organismo ha attribuito, assegnato e destinato alla nascita di una nazione che è invisa agli americani (immagino abbia ben compreso a chi o cosa alludo). Non credo nelle regole sbandierate, urlate e difese in funzione del potentato di turno, di chi ha le armi e non la ragione, di chi ha sempre imposto al mondo la propria schizofrenica visione, di chi, ancora, non ha alcun titolo per stabilire ciò che è giusto e ciò che è sbagliato perché la storia delle nefandezze perpetrate nel corso dei secoli non depone a suo merito o vantaggio. Poche prediche e lezioni da parte di chi ha fatto, nel passato, dell'America Latina il proprio bordello.

segue... come al solito
visechi is offline  
Vecchio 07-01-2003, 20.08.20   #9
visechi
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Post 2/2
Chiedi risposte a me, ma mi pare che tu abbia bellamente omesso di fornirne in ordine alla domanda che più mi preme, quella che richiede una profonda riflessione, o, perlomeno, non ho colto o ben inteso il tuo pensiero in proposito. Domani assisteremo al bombardamento di città dell'Irak, assisteremo, con contrastanti sentimenti ed emozioni, alla morte di civili innocenti (tranquillo non piangerò troppo per i militari), dopo di che vedremo le truppe Usa, trionfanti, liberare Bagdad, assisteremo con una punta d'invidia (la mia, credimi, sarà ben poca), all'ingresso del Libertador di matrice angloamericana nelle città irachene, ci crogioleremo al pensiero che il mondo è finalmente migliore, più equilibrato, meno insicuro. Sarà solo il pensiero di un attimo. Poi? La sicurezza ritrovata, durerà il tempo giusto per permetterci di comprendere che la guerra, questa guerra (non certo quella condotta contro Hitler… quella è un'altra faccenda) non potrà che produrre ulteriore instabilità ed insicurezza… che la strada intrapresa, ben lungi dal condurre alla fine del terrorismo, ci proietterà verso un'altra ancor più cruenta e ottusa guerra … che le cause dell'odio e del rancore di certa parte del mondo verso l'Occidente sono ben lungi dall'essere debellate… per capire che dovremo seppellire altre vite … che la guerra cesserebbe solo quando l'intero pianeta sarà reso finalmente permeabile alle mire espansioniste commerciali del mastodonte Occidentale. A cosa dovremo assistere poi? Fammi sapere. Sei disposto a nutrirti di numeri, quelli dei civili morti? Sarai disposto a provare a pensare al momento in cui questi morti sono stati vivi per l'ultima volta e hanno, senza alcuna colpa o responsabilità, percepito con terrore e sgomento l'approssimarsi della propria evaporazione (con le nuove armi si muore così… si evapora) o dei propri figli? Farai uno sforzo per cercare di comprendere che quel terrore che si fisserà negli occhi degli odiati nemici di oggi, forse lo leggeremo un domani, ancor più forte ed accentuato, nei nostri occhi di grassi opulenti occidentali che per anni hanno assistito pavidi, timorosi di non dover dire 'NO' al nuovo gerarca mondiale, all'instaurarsi della dittatura della prepotenza americana?
Tu non ritieni legittimo che vi possa essere al mondo anche un solo povero idiota che senta di dover e poter dire, urlare, gridare che questo equilibrio fondato sulla prepotenza delle armi e del mercato è da evitare e da contrastare? Se ritieni ciò conforme a giustizia, ovviamente quella umana, dimmi, in quale consesso questo povero idiota potrà mai far sentire la sua flebile e timorosa voce? Non nel Palazzo di Vetro, poiché ritieni sia in mano ad un manipolo di facinorosi comunisti e, quindi, screditato… dove? C'è la volontà di edificare un nuovo e più consono rapporto fra stati? Chi e perché ha voluto impedire la nascita di organismi internazionali atti a dirimere le controversie fra nazioni? Chi scredita l'Onu, chi, forte della propria potenza, si permette il lusso d'imporre la propria prevaricatrice volontà, o chi ha l'ardire di rifiutare canoni di vita e civiltà che non ritiene di dover seguire?
Io non difendo gli obbrobri di Saddam, io non peroro la causa di quanti intendono fare della propria limitata area geografica il giardinetto di casa su cui scorazzare indisturbati ed impuniti (una sorta di Usa in scala ridotta); non esalto le ragioni di chi usa adolescenti per instillare il terrore e il senso d'insicurezza nel prossimo. Ma neppure mi troverai mai sul fronte di quanti invece impongono con l'arroganza la propria visione del mondo: un mondo globalizzato a proprio vantaggio esclusivo.
Non so che altro aggiungere. Se hai letto gli altri thread evito di tediarti ulteriormente con la storia trita e ritrita dei bambini di Palestina massacrati dagli elicotteri israeliani, della vigliacca politica degli insediamenti di coloni in territori palestinesi (sparuti gruppi di oltranzisti in casa d'altri), della politica delle acque che in quelle zone vuol significare vivere o morire, dell'umiliazione dei ceck point cui sono soggetti i palestinesi in casa propria… io credo nella pace senza riserve, non in una pace a 'sovranità limitata' come quella imposta o proposta dal criminale Sharon (ricorderai Sabra e Chatila… vero?)… m'impedisco anche di ricordare i tanti morti israeliani causati da una guerra fratricida che non sembra possa aver termine. Israele, gli Usa, l'Occidente non vinceranno mai fino in fondo la propria guerra, così pure, il mondo arabo non riuscirà mai a spazzare via la cultura Occidentale. Forse questa consapevolezza ci indurrà a confrontarci intorno ad un tavolo… forse riusciremo a comprendere che se non si risolve equamente e con reciproca piena soddisfazione il problema mediorientale, il mondo non troverà mai quell'equilibrio che solo potrà depotenziare, non sconfiggere completamente, le ragioni che alimentano il terrorismo. Credo che i tempi stiano maturando anche in quella zona geografica. E' di questi giorni la notizia di un altro gruppo di militari israeliani che rifiutano il servizio nei territori occupati. Operare affinché si riducano le ragioni che alimentano l'odio che a sua volta rappresenta la linfa vitale del terrorismo, è l'unica strada percorribile; la guerra, questa guerra, in questo contesto (non sono un pacifista a prescindere, anche se spesso sento dolore per i civili massacrati dalle bombe sganciate vigliaccamente dagli aerei), opera nel senso contrario; non si persegue così l'isolamento psicologico di chi fomenta e finanzia il terrore. Mi dispiace, Salice, siamo fuori rotta, siamo in balia dei venti di guerra e dell'irrazionale sete di vendetta che spira con sempre maggior virulenza… non credo che il futuro del mondo possa essere più sicuro.
Stavolta, onde evitare fraintendimenti, ti saluto con sincera simpatia.
Ciao
visechi is offline  
Vecchio 10-01-2003, 12.32.26   #10
irene
Ospite abituale
 
Data registrazione: 19-11-2002
Messaggi: 474
A proposito del Diritto Internazionale...

...tutto il Diritto ,in fondo,è solo la legge codificata,"razionalizzata",de l più forte.E il Diritto Internazionale lo è in massimo grado.Perchè non ha validi mezzi coercitivi per ripristinare lo status quo precedente ad ogni sua violazione.E gli USA,vi piaccia o no,trasgrediscono continuamente (e impunemente)il Diritto Internazionale,con interpretazioni arbitrarie e tendenziose delle sue norme codificate (codificate in sede di commissioni ONU,sottolineo),creando nel contempo pericolosi precedenti destituiti di ogni rilievo giuridico.E,dato che il Diritto Internazionale si basa,in ampia misura,proprio sulla consuetudine,ecco crearsi pian piano le premesse per il suo sviluppo in una prospettiva sempre più barbarica e guerrafondaia.
In un'ottica storica di più estesa portata,forse,e sottolineo forse,la politica estera degli USA non è stata peggiore,o più aggressiva,di quella delle altre Potenze che nei secoli passati furono detentrici della leadership mondiale.
Ma voler leggere in tutto questo un'attitudine (la presunta attitudine USA) a voler esporsi e combattere in prima linea non solo per ragioni politico-economiche,ma per un mondo più giusto,più dempcratico,più umano...mi sembra ASSOLUTAMENTE RIDICOLO.
Cerchiamo di prenderne (coraggiosamente...?!?) atto,per favore.
irene is offline  

 



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