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Indiani d'America

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Inoltre Saggezza - Canti e poesie - Indiani d'America - Indiani del nord America - religioni indiane

Vedi anche la rubrica: Riflessioni sui Nativi Americani di Alessandro Martire

  • Haudenosaunee (Lega delle Sei Nazioni)

  • Discorso ad un missionario

  • Discorso di un vecchio Hopi a un missionario

 

HAUDENOSAUNEE

(Lega delle Sei Nazioni) discorso di apertura nelle cerimonie sacre o sociali.

da: "Cantici e Miti degli Indiani d'America" Ed. Il gatto e la volpe

 

Volgeremo la mente alla nostra Madre Terra, perché il Creatore ha fatto la nostra Madre Terra e noi siamo sul Suo corpo.
Ancor oggi tu ed io e chiunque siano giunti su questa da lontano nella storia del mondo intero. Fin dall'inizio di quella storia, questa Madre Terra ci ha dato tutto quello di cui abbiamo bisogno, ci ha sostenuto. Così ora vorrei dire che la gente qui e tutta la gente ovunque dovrebbe pensare a questo e con l'unicità della Mente porgere saluti e ringraziamenti alla nostra Madre Terra che ha sempre seguito le istruzioni del Creatore.
Così salutiamo la Madre Terra. I corpi d'acqua, i fiumi, i grandi laghi, i torrenti tutti i corpi d'acqua, i nostri pozzi e le nostre sorgenti. Il Creatore ha creato anch'essi. Ha dato vita a quelle acque e dirige l'acqua perché lavori mano nella mano con tutta l'altra Vita che ha posto su questa Terra. Così quando noi beviamo l'acqua ogni giorno, la freschezza di quell'acqua e la estinzione della nostra sete ci portano alla mente la comunanza cui partecipiamo, e così vorrei chiedere che la nostra gente mentre beve quest'acqua oggi, lasci che le menti si uniscano come fossero una sola mente, e offriremo il nostro saluto a tutta l'acqua del mondo che ci ha portato così lontano.
C'è un'altra cosa che il Creatore ha posto su questa Terra l'erba e tutte le medicine, le erbe e la diversa vegetazione. E il piano del Creatore fu che saremo stati interdipendenti l'uno dall'altro da queste erbe che nutrono gli animali, la selvaggina e da quelle medicinali che risanano le malattie. Anche se l'umanità ha dimenticato i segreti e la conoscenza e il modo appropriato con cui trattare queste cose, le medicine non hanno dimenticato. Esse aspettano ancora ogni giorno e ogni notte gli esseri umani e il mondo animale chiede loro aiuto perché la pace possa venire e la malattia possa andarsene. Così, poiché siamo esseri smemorati, pensiamo in questo modo e porgiamo il nostro saluto alle medicine e alla vegetazione del mondo.
C'è un'altra cosa. Il Creatore pose su questa terra la vita alata. Gli uccelli volano sopra le nostre teste, e nel primo mattino cantano le loro canzoni per ricordarci di questa vita. Le loro canzoni ci scuotono le menti, sicché esse non diventeranno solitarie saranno i nostri compagni. La vita alata fa questo, anche se sono pochi, come noi indiani ora. La vita alata lotta ancora per portare la felicità alla mente dell'umanità. E all'Aquila, che era posta sull'Albero della Pace, chiediamo di custodire il nostro popolo. A tutti loro sono pochi ora chiediamo che tutta la nostra gente pensi a questo la prossima volta che sente gli uccelli, e uniremo le nostre menti come fosse una sola e porgeremo il nostro saluto a tutta la vita alata com'è nostro dovere perché la vita possa continuare.
Ora dirigiamo la nostra attenzione ai Quattro Venti. Essi soffiano notte e giorno. Fanno muovere l'aria e in questo modo sostengono la vita. Sono stati creati dal Creatore perché fossero condivisi da tutta la vita. A questi venti che non sono mai mancati che sono anch'essi ora ostacolati dall'umanità, che non sono più così sani, proprio come noi, che siamo divenuti molto malati; che ancora si sforzano di vivere e compiere i loro doveri. Così chiedo che tutta la gente diriga la propria attenzione allo Spirito e al Potere dei Venti che non si sono mai scostati dalle istruzioni del Creatore di fare il loro dovere a beneficio di tutta al vita. Porgiamo un saluto ai Venti.
A tutte le cose del mondo e ce ne sono molte. Tutta quella Vita ha uno scopo; per tutta quella Vita uniremo le nostre menti come Una sola e porgeremo la nostra consapevolezza e il nostro saluto a tutte quelle cose che sono troppo numerose per essere menzionate ora così sia la nostra mente.
E al Cielo. Il Creatore ha dato il Sole del Giorno. Esso sarà il nostro Fratello Maggiore, e guarderà su di noi, sorelle e fratelli minori. Brillerà di luce perché possiamo vedere mentre camminiamo su questa Madre Terra; perché possiamo vederci l'un l'altro, cosicché vedremo la comunanza reciproca. Con il suo calore, la Terra non gelerà, con il suo calore e potere le cose cresceranno. Così al nostro Fratello Maggiore, il Sole che brilla oggi, il più affidabile che possa esserci, offriremo il nostro saluto; al nostro Vecchio Fratello Sole che ha seguito le istruzioni del Creatore dal giorno dell'inizio sino ad ora. E speriamo che domani lo vedremo di nuovo. Per questa ragione abbiamo parole di gratitudine e incoraggiamento per il nostro Vecchio Fratello Sole.
Alla nostra Nonna Luna, che il Creatore ha posto nel Cielo e che è il capo di tutta la Vita Femminile nel suo ciclo mensile.
Il Creatore ha posto nelle sue mani il dovere di guardare che le famiglie degli esseri umani continuino. Quando i nostri bambini nascono e noi li sentiamo piangere per la prima volta, ciò significa che Nonna Luna è ancora forte e ancora condivide il suo potere con noi. Le maree dell'oceano salgono e calano, i giardini della Terra producono cibo; sono le azioni di Nonna Luna. E così siamo in grado di vivere. Lasciamo dunque che le nostre menti siano Una sola e porgiamo il saluto e il ringraziamento a Nonna Luna, la donna capo della Terra.
E anche alle forze invisibili della Terra. Il Creatore ha posto questi esseri e ha dato loro il potere affinché possano guardare su di noi e portare messaggi a tutte le potenze e al Creatore per riferire come vanno le cose. A questi esseri spirituali porgiamo il saluto e il ringraziamento ora.
Ora al nostro Creatore, l'Artefice di tutto il Mondo. All'inizio del Tempo, quando il mondo era nuovo e Egli ci fece, disse ai nostri antenati i primi antenati: ho fatto tutto quello di cui avete bisogno sulla Terra. Queste cose vi porteranno Pace, e Vita che sarà continua. In cambio vi do una semplice istruzione: che siate grati per tutto quello che usate. Mentre camminate sulla Terra, di ogni forma di vita che vedete, prenderete coscienza con gratitudine. Sarete sempre grati.
Così è che il popolo indiano delle Americhe continua le sue cerimonie che esprimono gratitudine e coscienza dell'interdipendenza di tutte le cose della natura che ci sono necessarie per vivere di giorno in giorno. Pensiamo dunque a queste cose e poniamoci di fronte al nostro Creatore il Mistero dell'Intero Universo, e porgiamo il nostro saluto e ringraziamento.

 

 

Discorso ad un missionario

Sagoyewatha, Giubba Rossa, Seneca
da: "Il Grande Spirito parla al nostro cuore" Red edizioni

 

"Voi dite che siete stati inviati per insegnarci a professare il culto del Grande Spirito come Egli vuole e che se noi non terremo conto della religione, che voi come popolo bianco insegnate, noi non saremo più felici quaggiù. Voi dite che voi avete ragione e che noi ci sbagliamo. Come possiamo sapere se questo è vero? Noi riconosciamo che la vostra religione è scritta in un libro. Se fosse stata fatta anche per noi oltre che per voi, perché il Grande Spirito non ce l'ha data? E perché non ha messo a conoscenza i nostri antenati dell'esistenza di questo libro e del modo di interpretarlo correttamente? Noi sappiamo solamente ciò che voi ci dite; come possiamo sapere quando vi si può credere, considerato che gli uomini bianchi ci hanno così spesso delusi? Fratello, voi dite che non c'è che un modo di adorare e servire il Grande Spirito. Se non c’è che una sola religione, perché così tanti uomini bianchi se ne allontanano? Voi non siete tutti d'accordo anche se potete tutti leggere il libro. Fratello, noi non comprendiamo queste cose. Ci è stato detto che la vostra religione era stata data ai vostri antenati e che è stata trasmessa di padre in figlio. Anche la nostra religione è stata data ai nostri antenati che l'hanno trasmessa a loro volta ai propri figli. È così che noi professiamo il nostro culto. Esso ci insegna ad essere riconoscenti per tutte le cose buone ricevute, ad amarci gli uni con gli altri e ad essere uniti. La nostra religione non è mai stata causa di litigi".

 

 

Discorso di un vecchio Hopi a un missionario

(Giovani seminaristi "selvaggi", dai 12 ai 15 anni di età, in colloquio con il padre gesuita Paul Le Jeune, XVII secolo) da: "Il Grande Spirito parla al nostro cuore" Red edizioni

 

Può darsi che noi sembriamo pazzi agli occhi dei bianchi, perché noi siamo un popolo molto semplice. Noi viviamo accanto a nostra madre, la Terra. Noi crediamo nel nostro Dio come voi credete nel vostro, ma noi pensiamo che il nostro Creatore sia meglio per noi. Il nostro Dio ci parla e ci dice cosa bisogna fare. Il nostro Dio ci dà le nuvole cariche di pioggia, la luce del sole, il granoturco e tutte le cose essenziali per la vita. Il nostro Dio ci ha dato tutto questo ben prima che noi avessimo sentito parlare del vostro Dio. Se il vostro Dio è così grande, fate in modo che mi parli come mi parla il mio: al mio cuore e non attraverso la voce di un uomo bianco. Il vostro Dio è crudele e non è onnipotente. Vi parla sempre di demoni e di un inferno dove la gente andrà dopo la morte. Il nostro Dio è onnipotente e profondamente buono. Non ci sono né demoni né inferno nel mondo dell'aldilà dove andremo dopo la morte. Io preferisco restare vicino e fedele al mio Dio e alla mia religione piuttosto di fare cambio con la vostra. C'è maggiore felicità nella mia religione che nella vostra. Lei dice che il battesimo è assolutamente necessario per andare in paradiso. Ma se ci fosse un uomo così buono da non aver mai recato offesa a Dio e se morisse senza essere stato battezzato, andrebbe all'inferno, anche non avendo mai offeso Dio? Se andasse all'inferno, allora Dio non ama tutti gli uomini buoni, visto che ne condanna uno al fuoco eterno. Lei ci insegna che Dio esisteva prima della creazione del cielo e della terra. Ma se esisteva, allora dove viveva, visto che non c’erano né il paradiso, né la terra? Lei dice che gli angeli furono creati al principio del mondo e che quelli che disubbidirono furono mandati all'inferno. Come può essere successo questo, visto che lei dice che gli angeli peccarono prima della creazione della terra e che l'inferno è in profondità della terra? Lei afferma che quelli che andranno all'inferno non ne usciranno mai. Ma poi ci racconta delle storie di dannati che sono apparsi nel mondo. Come può giustificare tutto questo? Ah, come vorrei uccidere i diavoli, visto che fanno così male! Ma se sono fatti come gli uomini e alcuni di loro sono persino tra gli uomini, sentono ancora le fiamme dell'inferno? Come mai non si pentono per aver recato offesa a Dio? Se si pentissero, Dio avrebbe pietà di loro? Se Nostro Signore ha sofferto per tutti i peccatori, perché loro non ricevono il suo perdono? Lei dice che la Vergine, madre di Gesù Cristo, non è Dio e che non ha mai recato offesa a Dio. Lei dice anche che suo Figlio ha redento tutti gli uomini e rimesso i peccati di tutti. Ma se la Vergine non ha fatto nulla di male, suo Figlio non avrebbe potuto redimerla o rimettere i suoi peccati.

 

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