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La morale e le norme di comportamento

Cerchio di Firenze 77

da: "Oltre l'illusione. Dalle apparenze alla realtà" Ed. Mediterranee
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"Generalmente quando l'uomo pensa all'aldilà, s'immagina che se v'è la possibilità di comunicare con questo misterioso spicchio dell'esistente, chi parla certamente dirà cose che ormai sono improntate alla morale conosciuta dalla religione o dalle religioni. Io vorrei, questa sera fare un'azione di rottura nei vostri confronti, dire qualcosa che rientri in un tema attuale, se me lo consentite.
Ebbene, potremmo appunto cominciare dalle religioni, dal problema religioso, per dire che indubbiamente ogni uomo si domanda almeno una volta, nella sua esistenza, lo scopo della sua vita terrena. Una risposta a questa domanda può venirgli solo dalle teologie religiose, cioè rientra nel novero delle cose credibili unicamente per fede, e perciò ciascuno può scegliere la risposta che più gli aggrada avendo questa, sul piano oggettivo, i valori di una semplice opinione, né più né meno. Ora il fatto che una opinione possa essere più o meno fondata, voi dovete convenire con me che non toglie valore all'opinione, almeno dal punto di vista soggettivo. Tant'è vero che molti hanno affrontato la morte oppure indirizzato in un certo senso la loro esistenza, unicamente in dipendenza delle loro opinioni. Invece sul piano oggettivo, il valore di ogni opinione, anche di quelle che sembrano ben basate e discendenti da principi universali, è sempre aleatorio; questo perché le regole da cui traggono ispirazione sono sempre relative. Lo abbiamo detto tante volte e lo ripetiamo questa sera per voi che non ci seguite abitualmente.
Vogliamo fare un esempio ? Bene ! Cerchiamo qualcosa che sia contro un principio apparentemente bene identificabile e vediamo se tutte le volte che il principio è leso, il giudizio di condanna si mantiene costante. Potremmo intitolare questo nostro studio: "Degli atti contro natura", titolo meraviglioso che farebbe felice un moralista; pensate che piatto succulento, per lui: azioni condannate e dalla religione e dalla morale; peccati per i quali l'unico destino del peccatore è il fuoco eterno ! Non c'è dubbio. Dio ha dato i Suoi Comandamenti - si dice - ha fatto conoscere la Sua legge e ove questa tace, c'è sempre un modello di comportamento a cui rifarsi: la natura che vive costretta nelle leggi del suo Creatore. Tutto ciò che non segue certe regole naturali, anche se null'altro vi fosse a condannarlo, solo per quello sarebbe condannabile.
"Mamma - chiede Pierino - quali sono le cose contro natura?". Che rispondere ad una domanda così imbarazzante e per di più fatta da un innocente? - pensa la madre - e cerca di salvarsi con il vecchio sistema di eludere la domanda: "Sono quelle che non si addicono alla tua natura". "E' qual è la mia natura?", replica Pierino. "Tu sei un maschietto e male sarebbe - sarebbe contro natura - che ti comportassi come una femminuccia. Vedi gli animali? Ognuno fa la parte che Dio gli ha dato: il leone fa il leone, la pecora fa la pecora e così via". Dolce e ingenua mammina! Se tuo figlio fosse un pò più smaliziato obietterebbe che se allora è naturale secondare le proprie inclinazioni congenite, derivanti dalle caratteristiche morfologiche del tipo somatico al quale si appartiene, allora male fa l'iroso controllarsi e, al limite, il ladro a non rubare. Pierino può accontentarsi di questa risposta, ma noi no. Infatti fra le caratteristiche somatiche e le inclinazioni congenite, spesso v'è una netta opposizione. Allora qual è la natura dell'uomo? Quella del suo fisico o quella del suo intimo? Logicamente si può rispondere che per quanto attiene ala sfera d'azione del corpo fisico, la natura è quella del corpo. Benissimo, non fa una grinza. Ma allora è contro natura che l'uomo voli, vada negli spazi, cucini i cibi, si vesta, si trucchi, semini, mieta, raccolga in granai; tutta la vita dell'uomo, dell'intelligenza e del progresso allora è contro natura. - Come dite? Che la cosa va intesa per la sola sessualità. La regola vale solo per il sesso. - Capisco. Infatti vedo che in questo campo l'uomo segue scrupolosamente la natura, ritenendo contro natura avere rapporti sessuali che non siano volti al fine della procreazione. - Come dite? Che non è così in effetti; la regola può essere disattesa, pur restando norma naturale, norma generale. - Capisco. In altre parole, allora il comportamento, pur non essendo identico a quello della vita dei regni naturali, rientra tuttavia nella norma della generalità degli uomini. Ma allora la norma non ha a che vedere con la natura, è qualcosa che tiene conto dell'opinione della generalità degli uomini, come le imposizioni tributarie e quelle militari. - Come dite? Lì c'entra la ragion di Stato. - Ah, capisco. Ma allora che cos'è la norma? Bello sarebbe rispondere: "un'opera lirica del maestro Vincenzo Bellini" e con una battuta più o meno spiritosa cavarsi d'impaccio. Ma qua stiamo parlando di cose serie e, soprattutto, precise; perché, infatti, se affrettatamente si definisce "norma" o "regola" ciò che rientra nel comportamento generale, nello standard generale di una società, allora - per esempio - fra la genialità e la prostituzione, è molto più singolare e perciò molto più condannabile il genio della prostituta. Ma in effetti, all'atto pratico, non è così. 
Allora, qual è la vostra norma? Perché la logica mi dice infatti che se la norma è quella della natura, allora per esempio è contro natura avere rapporti sessuali che non siano volti al fine della procreazione, metodo Ogino incluso, che non fa salva l'intenzione. E chiunque non segue scrupolosamente questa regola, non abbia voce per condannare ogni altro che la violi.

 

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