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Siamo consapevoli delle nostre relazioni?

Introduzione a: "Il Senso di Colpa" - Quando le persone usano il ricatto morale per manipolarci di S. Forward con D. Frazier ed. Corbaccio
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UN GIOCO DI RUOLI

Senza il nostro aiuto, comunque, il ricatto non potrebbe mettere radici. Ricordate: perché un ricatto sia possibile, bisogna essere in due, si tratta di una transazione, di uno scambio interattivo fra due soggetti. E allora il passo successivo consisterà nell'osservare il modo in cui noi stessi contribuiamo, in quanto bersagli di un ricatto.

Ognuno di noi porta in una relazione quelli che possiamo chiamare i «punti deboli»: risentimenti, rimpianti, insicurezze, paure, rabbia, accumulati nel corso degli anni. Sono i nostri punti dolenti, punti che, se toccati, ci fanno soffrire. Nel corso di queste pagine, vedremo come la nostra esperienza abbia formato una serie di risposte automatiche proprio in corrispondenza di quei punti ipersensibili.

Per me è sempre affascinante vedere come le convinzioni di ognuno sul comportamento umano possano evolversi, passando dal vedere se stessi come vittime, al trovare il coraggio di prendersi la responsabilità della propria vita e dei propri problemi, cosa questa che in nessun altro luogo è così importante come nell’arena, del ricatto morale. è facile focalizzarsi sul comportamento delle altre persone e pensare che, se loro cambiassero, tutto andrebbe bene. Ma quello che dobbiamo davvero sforzarci di trovate è il coraggio e la disciplina necessari per comprendere noi stessi e cambiare il modo in cui interagiamo con i possibili ricattatori. è duro ammettere che siamo proprio noi, cedendo, a insegnare al ricattatore come ricattarci. Ma questa è l'amara verità: la nostra complicità è la ricompensa del ricattatore, e ogni volta che ricompensiamo qualcuno per una certa azione, sia che ce ne rendiamo conto oppure no, gli diciamo nel modo più esplicito possibile che può farlo ancora.

 

IL PREZZO DA PAGARE

Il ricatto morale cresce come l'edera, i suoi viticci possono avvilupparsi attorno a ogni aspetto della nostra vita. Se cediamo a un ricatto in ufficio o sul lavoro, è facile che, una volta tornati a casa, riversiamo la nostra frustrazione sui figli. Se la relazione con uno dei nostri genitori è pessima, possiamo riversare sul nostro partner i sentimenti negativi accumulati. Infatti, non è possibile riporre un conflitto in una scatola, etichettarla lavoro o marito e metterla da parte per il resto della nostra vita. Al contrario, è più facile che questa infelice dinamica si riproduca, e che la vittima diventi a sua volta un ricattatore, che riversa le proprie frustrazioni su qualcuno più debole o più vulnerabile di se stesso.

Molti di coloro che si servono del ricatto morale sono amici, colleghi o familiari ai quali siamo uniti da stretti legami che desideriamo conservare e rafforzare. Possono essere persone che amiamo, perché abbiamo condiviso con loro molte esperienze e periodi felici, un'intimità che ancora, seppur sporadicamente, riusciamo a ottenere. Spesso, giudichiamo positiva la relazione all’interno della quale si è sviluppato il ricatto, almeno nel suo insieme, ma spinta su una strada sbagliata dalle recenti tensioni. è fondamentale non permettere al ricatto di risucchiare nel suo vertice noi e le persone intorno a noi.

Il prezzo che si paga quando si cede ripetutamente al ricatto morale è enorme. I commenti e il comportamento del ricattatore ci fanno sentire privi di equilibrio, pieni di vergogna e di colpa. Sappiamo che dobbiamo modificare quella situazione, e continuiamo a prometterci di farlo, per poi cadere nella prima imboscata e ritrovarci di nuovo presi in giro e usati. Allora iniziamo ad avere dubbi sulla nostra capacità di mantenere le promesse che ci facciamo, e perdiamo fiducia nella nostra determinazione. In questo modo intacchiamo la nostra autostima. La cosa peggiore, forse, è che ogni volta che cediamo a un ricatto morale perdiamo contatto con la nostra integrità, il metro interiore che ci aiuta a decidere quali debbano essere i nostri valori e il nostro comportamento. Certo, il ricatto morale non è una violenza fisica ed evidente, ma non per questo le sue ferite sono meno profonde. Quando si convive con il ricatto morale, questo cresce e ci consuma fino al punto di mettere in grave pericolo le nostre relazioni più importanti e il nostro rispetto per noi stessi.

 

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