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Il Profeta di Gibran Khalil Gibran è un libro che offre senza dubbi profonde riflessioni.
È una raccolta di 26 “sermoni” relativi ai vari aspetti della vita quotidiana, questo testo è stato a ragione definito un "breviario per laici".

 

 

La Colpa e il CastigoIl Profeta di Gibran Khalil Gibran
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La Colpa e il Castigo

 

Allora si fece avanti uno dei giudici della città e disse: Parlaci della Colpa e del Castigo.
Ed egli rispose, dicendo:

 

È quando il vostro spirito vaga nel vento,
Che voi, solitari e distratti, commettete ingiustizia verso gli altri e quindi verso voi stessi.
E per quel torto commesso busserete alla porta dei beati, e sarete ignorati.

 

Come l'oceano è il vostro io divino;
Resta per sempre incorrotto.
E come l'etere solleva soltanto gli esseri alati.
Il vostro io divino è anche simile al sole;
Non conosce le vie della talpa, né cerca le tane del serpente.
Ma l'io divino non vive in voi da solo.
Molto in voi è ancora uomo, e molto non è ancora uomo,
Ma un informe pigmeo che cammina dormendo nella nebbia cercando il proprio risveglio.
Ed è dell'uomo in voi, che ora voglio parlare.
Perché è lui, e non l'io divino o il pigmeo nella nebbia che conosce la colpa e il castigo della colpa.
Vi ho udito spesso parlare di chi commette un torto come se non fosse uno di voi, ma un estraneo, uno intruso nel vostro mondo.
Ma io vi dico che anche il santo e il giusto non possono levarsi oltre l'altezza che è in ciascuno di voi,
Così il malvagio e il debole non possono cadere più in basso della bassezza che ugualmente è in voi.
E come una singola foglia non ingiallisce senza la muta consapevolezza di tutta la pianta,
Così chi compie il torto non può farlo senza il volere nascosto di voi tutti.
Voi camminate insieme verso il vostro io divino come una processione.
Siete la via e i viandanti.
E se uno cade, cade per quelli che son dietro, un avviso del sasso che l'ha fatto inciampare.
E cade per quelli che ha davanti, che più veloci e con piede più sicuro, non hanno rimosso l'ostacolo.

 

E anche questo vi dirò, benché le mie parole potranno esservi di peso:

 

L'assassinato non è irresponsabile della propria uccisione,
E il derubato non è privo di colpa nel furto che ha subito.
Né il giusto è incolpevole degli atti del malvagio,
Né chi ha le mani bianche è netto nelle azioni del criminale.
Sì, il colpevole è spesso vittima dell'offeso.
E anche più spesso il condannato porta il fardello per l'innocente irreprensibile.
Voi non potete separare il giusto dall'ingiusto e il cattivo dal buono;
Perché essi stanno insieme davanti al sole, come se il filo nero e il filo bianco fossero insieme intessuti.
E quando si rompe il filo nero, il tessitore rivedrà tutta la tela, e dovrà esaminare anche il telaio.

 

Se uno di voi volesse giudicare una moglie infedele,
Metta sulla bilancia anche il cuore del marito, e misuri la sua anima col metro.
E chi volesse frustare l'offensore scruti lo spirito dell'offeso.
E se qualcuno di voi, in nome della giustizia, volesse abbattere la scure sopra il tronco malato, osservi le radici;
E in verità, troverà le radici del bene e del male, le infeconde e le fertili, tutte intrecciate nel cuore silenzioso della terra.
E voi giudici che volete esser giusti.
Quale sentenza emanate contro chi è onesto nella carne ma è ladro nello spirito?
Che punizione date a chi uccide nella carne, ma è egli stesso ucciso nello spirito?
E come processate colui che con gli atti inganna e opprime,
Eppure è afflitto e oltraggiato?
E come punirete coloro il cui rimorso è già più grande che il loro misfatto?
Non è forse il rimorso la giustizia amministrata proprio da quella legge che servireste contenti?
Tuttavia non potete imporre il rimorso all'innocente né toglierlo dal cuore del colpevole.
Non chiamato esso chiama nella notte, affinché gli uomini si sveglino e scrutino se stessi.
E voi che volete capire la giustizia, come potrete farlo se non studiando ogni fatto nella pienezza della luce?
Solo allora saprete che l'eretto e il caduto sono un unico uomo che vive nel crepuscolo fra la notte del suo io pigmeo e l'alba del suo io divino,
E che la pietra angolare del tempio non è più elevata della pietra più bassa delle sue fondamenta.

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