Home Page Riflessioni.it

        DOVE IL WEB RIFLETTE!  16° ANNO

Menu sito

esoterismo

Riflessioni sull'Esoterismo

di Daniele Mansuino   indice articoli

Il sistema enochiano

Gennaio 2008
pagina 2/3 - pagina precedente - pagina successiva

 

I due personaggi erano molto diversi tra loro. John Dee (1527 – 1609) era figlio di un agiato mercante londinese, e la sua insaziabile sete di conoscenza l’aveva spinto a frequentare tutte le principali università europee. Da vero uomo del Rinascimento, le sue conoscenze spaziavano in ogni direzione: dalla matematica all’astronomia, dalla geografia alla cartografia, dall’alchimia alla filosofia ermetica.

Poco dopo il suo rientro in Inghilterra, una perquisizione aveva portato al rinvenimento in casa sua degli oroscopi della Regina Mary e della Principessa Elisabetta; poiché la sua fama di mago era già notevole, la polizia aveva supposto che intendesse servirsene per qualche rito ai danni della Casa Reale, e l’avevano arrestato. Il Vescovo di Londra voleva la sua testa,  ma Elisabetta, affascinata dalle qualità intellettuali del personaggio, aveva finito per farne il suo astrologo personale.

Nel 1564 aveva dato alle stampe la Monas Hyerogliphica, un classico della letteratura ermetica dalla cui lettura emergono erudizione e noia. Dee ne aveva fin sopra i capelli dell’Ermetismo del suo tempo, consistente nel rimescolare all’infinito gli stessi ingredienti para-alchemici, sempre con il solito condimento di qabbalah e astrologia. Cercava qualcosa di più, e da questa insoddisfazione era nata la sua collaborazione con Edward Kelley (1555 – 1597).

A proposito di Kelley si dice comunemente che fosse un medium, ma questa definizione mi pare scorretta per almeno tre motivi. Intanto per motivi cronologici: è assai dubbio che si possa parlare di medianità fuori da un contesto spiritista, e Guénon ci insegna che lo spiritismo propriamente detto non esisteva prima delle sorelle Fox.

Poi perché il medium riveste esclusivamente un ruolo passivo, mentre Kelley era un esoterista esperto e preparato, ben diverso dal grottesco personaggio delineato da Meyrink ne L’Angelo della Finestra d’Occidente.

In terzo luogo, il sistema enochiano non ha in sé proprio nulla delle manifestazioni spiritiche (e neanche del channeling): né per quanto riguarda le modalità di manifestazione (ascrivibili semmai alla sfera della chiaroveggenza) né per i contenuti, nei quali si può riscontrare quella “coerenza globale” che dalle manifestazioni spiritiche invece è sempre assente. Quello che fa venire in mente sono piuttosto i resoconti di certi “spostamenti del punto d’unione” di stampo sciamanico -  vedi per esempio il viaggio di Castaneda nel mondo degli esseri inorganici.

Dee e Kelley, in altre parole, avevano il talento di saper spostare all’unisono i punti d’unione in una posizione comune e di tenerceli ben saldi, condividendo in questo modo la visione di un piano di realtà (o “stato dell’essere”) leggermente diverso da quello della realtà oggettiva, ma altrettanto coerente. E’ questa una tecnica che viene comunemente ascritta alla sfera dello sciamanesimo, e non ha niente a che vedere con la medianità e le manifestazioni ad essa collegate.

Non è quindi fuori luogo affermare, a proposito del sistema enochiano, che ci troviamo al cospetto di una via neosciamanica: la prima in ordine cronologico, per essere esatti, che sia germogliata dal tronco dell’esoterismo occidentale. A conclusioni analoghe è pervenuto, per vie diverse dalle mie, l’anonimo esoterista tedesco curatore del sito Der Flug des Condor (www.kondor.de) , che all’uso sciamanico delle tecniche enochiane ha dedicato pagine veramente ispirate e preziose.

Quella mattina, John Dee si sentiva stanco e nervoso. Dai primi anni della sua collaborazione con Kelley erano sorte alcune opere magiche di valore, ma niente che esorbitasse dalla solita minestra ermetica che egli ormai detestava. Pensava di piantare lì tutto, e aveva avuto a questo proposito con Kelley qualche aspro conflitto. Fu certamente con un malcelato senso di sazietà e disillusione che i due amici si disposero al lavoro.

First appered a clowd, and that vanished away. Three cam in, they made cursy to the Chayre  and two went away. Then the third which remayned, lay down on the grownd, as before. There cam like a lambs and licked him. He sayd then, as followeth, being stand up: “Magna sun alla quae  dixisti”,making cursy to the Chayre.

(Dapprima apparve una nuvola e poi svanì in lontananza. Entrarono in tre, si inchinarono al Trono e due andarono via. Poi il terzo che era rimasto si sdraiò sul pavimento, come la volta precedente. Venne qualcosa di simile a un agnello e lo leccò. Disse poi come segue, dopo essersi  alzato: “Grandi sono le cose che hai detto”  inchinandosi al Trono.)

L’Angelo rimasto disse a Dee: “il tuo regno è stabilito per l’eternità. Le tue mani sono invisibili, e nessun uomo può distinguere i tuoi doni. Attendo il tuo desiderio.”

Dee gli chiese chiarimenti riguardo a comunicazioni precedentemente ricevute, e l’Angelo stava ancora parlando quando Edward Kelly lo interruppe per esclamare: “vedo un Libro. Le sue pagine sono tutte piene di linee che formano dei quadrati, e ci sono dei caratteri nei quadrati, in certi più e in certi meno. E sono tutti scritti con il colore del sangue, e non ancora asciutti.” Si interruppe per contare. “49 quadrati per ogni lato, il che vuol dire 2401 quadrati per pagina.”

Emozionatissimo, puntò il dito verso la pagina, e si videro allora dei caratteri staccarsi dal foglio e comporre una linea orizzontale.

“Trascrivili” disse l’Angelo a John Dee, che subito eseguì.

Allora l’Angelo prese un grande Globo e lo sistemò sul Trono, e sopra il Globo pose il Libro. Indicò i caratteri allineati uno per uno e li contò partendo da destra: erano 21.

Estrasse poi un bastoncino d’oro, e con questo puntò il primo carattere dicendo: PA, e mentre lo diceva comparve la stessa sillaba in caratteri latini.

Puntò poi il secondo carattere e disse VEH, e ancora una volta si vide la scritta. Il terzo: GED, e dopo questo si interruppe un attimo per mormorare: Unus, Unus, Unus, Magnus, Magnus, Magnus. In seguito a questo evento, per gli enochiani di indirizzo religioso la lettera GED è il più santo e segreto dei nomi di Dio.

Continuò poi con le altre lettere : GAL, OR, UN, GRAPH, TAL, GON, NA, VR, MALS, GER, DRUX, PAL, MED, DON, CEPS, VAN, FAM e GISG.

Poi indossò la sua Corona, e dispose un Velo Nero su tutto ciò che era sul Trono. Disse a John Dee: “ricordati di imparare a memoria questi nomi, per riconoscere le lettere senza bisogno del Libro.”

In questo modo venne rivelato al mondo l’Alfabeto Enochiano, riguardo il quale è stato scritto tutto e il contrario di tutto.

Alfabeto Enochiano:

alfabeto enochiano

pagina 2/3
pagina precedente - pagina successiva

Utenti connessi


Cerca nel sito

Iscriviti alla Newsletter
Un solo invio al mese

Iscriviti alla Newsletter mensile


seguici su facebook


I contenuti pubblicati su www.riflessioni.it sono soggetti a "Riproduzione Riservata", per maggiori informazioni NOTE LEGALI

Riflessioni.it - ideato, realizzato e gestito da Ivo Nardi - P.IVA 09009801003 - copyright©2000-2016

Privacy e Cookies - Informazioni sito e Contatti - Feed - Rss
RIFLESSIONI.IT  -  Dove il Web Riflette!  -  Per Comprendere quell'Universo che avvolge ogni Essere che contiene un Universo...