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La meditazione come via immanente alla conoscenza di sé

di Andrea Bertuccioli - agosto 2007

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GRADINI

Come ogni fiore appassisce o ogni giovinezza

cede alla vecchiaia, fiorisce ogni fase della vita

prospera  a suo tempo ogni saggezza insieme alla virtù

ma in eterno non vien concesso durare

Ad ogni richiamo della vita il cuore deve essere

pronto al congedo (commiato, distacco) e a ricominciare,

per darsi con coraggio e senza rimpianti

ad altri, nuovi legami.

E ogni inizio racchiude in sé un incanto

che ci protegge e a vivere ci aiuta.

Lievi dobbiamo attraversare spazi su spazi

a niente dobbiamo affezionarci come a una patria,

lo spirito del mondo non ci vuole legare e limitare,

ci vuole innalzare ed estendere di gradino in gradino

appena ad un cerchio della vita siamo avvezzi

incombe l’indolenza,

solo chi è pronto al viaggio e alla partenza,

può sfuggire alla paralisi dell’abitudine.

Forse ancora l’ora della morte

ci spingerà verso spazi ignoti

della vita il richiamo mai avrà fine…

Su, cuore mio, prendi congedo e guarisci!
                                                                   

   Hermann Hesse

 

 

In questa nostra epoca segnata da conflitti, guerre, terrorismo, precarietà economica e incertezza sul futuro, ma anche da rapidi mutamenti tecnologici, sempre più persone, deluse dalle false promesse delle religioni, delle sette, delle ideologie e di filosofie tanto astruse quante prive di autentico significato, sono alla ricerca, spesso confusa e affannosa, di un senso da attribuire alla propria esistenza, mentre molte altre sono animate esclusivamente da interessi e pulsioni di tipo materiale ed egoistico.
Non di rado coloro che si pongono alla ricerca della propria essenza interiore, si imbattono in tutta una serie di dottrine e correnti religiose, mistiche, settarie,  esoteriche che forniscono risposte preconfezionate e il più delle volte banali e illogiche alle grandi domande dell’esistenza.
In questo frenetico cercare, spinti dal bisogno irrefrenabile di approdare ad una qualche meta, è facile incontrare sul proprio cammino guru, presunti maestri new age, o pseudo illuminati provenienti dalle più disparate latitudini, i quali consapevoli di questo bisogno interiore di approdo verso nuove fonti di conoscenza, prospettano chiavi di accesso all’interiorità tanto mirabolanti e risolutive, quanto illusorie e irreali.
Tuttavia se si esamina tutto questo marketing della spiritualità con attenzione, rigore e accuratezza, ci si accorge prima o poi che le presunte risposte e spiegazioni fornite da questi sistemi teorici più o meno complessi, oltre ad essere incomplete e spesso contraddittorie al loro interno, costituiscono formule  suggestive ma impraticabili, inapplicabili al piano concreto, immanente, fattuale dell’esistenza.
In effetti le dottrine religiose, esoteriche, le sette, i sistemi politici, ideologici si combattono da sempre accanitamente tra loro, cercando di strapparsi gli uni agli altri quanti più seguaci e adepti possibile, anche se così facendo, nella lunga durata, finiscono di fatto per distruggersi a vicenda, danneggiandosi reciprocamente nel vano tentativo di dimostrare e stabilire la propria supremazia sugli altri.
Ci sono tuttavia anche persone, benché siano ancora poche, che si sforzano di ragionare con la propria testa e di acquisire con le proprie capacità di comprensione, attraverso un’attività di pensiero libera, autonoma e consapevole, nuove, sempre più vaste e profonde conoscenze, allo scopo di riuscire a cogliere il senso dell’esistenza umana e del mondo circostante.
Con il loro senso critico e l’uso appropriato della propria consapevolezza, essi costringono sempre più queste dottrine, ideologie, filosofie, religioni e sette a correggere e rettificare le proprie contraddizioni interne e a precisare via via i propri fondamenti e principi teorici, mettendovi pezze d’appoggio qua e là e cadendo così in ulteriori insanabili contraddizioni.
Troppo spesso cerchiamo fuori e lontano da noi stessi, in luoghi fisici o mentali remoti, esotici e misteriosi, quelle risposte che potremmo in realtà più facilmente – ma non senza fatica, pazienza e duro lavoro - trovare dentro noi stessi, ossia nel “luogo” tutto sommato a noi più prossimo.
L'arroganza, la presunzione, il falso orgoglio, la megalomania, il senso di superiorità nei confronti degli altri sono alcune delle manifestazioni più nocive dell’ego, ossia della pulsione degli esseri umani a dominare, soggiogare, dissimulare e ingannare.
La strada verso il superamento dell’ego è tortuosa e lastricata di difficoltà, battute d’arresto, sconfitte e arretramenti, in quanto le forze interiori che oppongono resistenza al cambiamento e all’autosuperamento o vittoria su se stessi, sono assai tenaci e persistenti.
Se si osserva inoltre il processo dell'evoluzione interiore, si comprende che esistano livelli o gradi di evoluzione completamente diversi da individuo a individuo a seconda del rispettivo livello di esperienza e di conoscenza della consapevolezza, per cui nessuno si trova allo stesso livello evolutivo di un altro.
Rattristarsi per la condizione attuale dell’umanità caratterizzata nella sua generalità da un basso livello di consapevolezza, è sterile.
Occorre invece sviluppare, attraverso un approccio meditativo, cioè neutro, uno sguardo il più possibile realistico ed obiettivo sulla realtà, senza far sconti al negativo che la caratterizza ma anche senza chiudere le porta alle possibilità di cambiamento.
Ciascuno infatti può impiegare proficuamente le proprie energie interiori, le proprie capacità e possibilità individuali, per contribuire nei modi che ritiene più opportuni in prima persona, tramite azioni, pensieri e sentimenti neutri, logici e coerenti  a cambiare la condizione generale del nostro pianeta e dell’umanità che lo abita cominciando innanzitutto a e dalla cerchia più ristretta di persone che frequenta.
Ogni cambiamento reale ed effettivo non può mai avvenire tramite imposizioni dall'alto, dai vertici politici ed economici, ma al contrario soltanto a partire dalla presa di consapevolezza dell’urgenza di cambiamento da parte di ogni singola persona.
La storia dimostra infatti che i cambiamenti imposti dall'alto, da parte di sovrani e autorità politiche, attraverso sistemi e regimi coercitivi, non producono nessun mutamento e progresso reale rispetto allo stato di cose precedente, ma provocano anzi reazioni ed effetti distruttivi e sanguinosi, come ribellioni, sommosse, guerre civili, rivoluzioni, tumulti e malcontento.
Le stesse rivoluzioni, in quanto frutto di azioni violente e sovversive, sono tutte sfociate, dopo un certo periodo di tempo, nel terrore e in orribili spargimenti di sangue, finendo per sostituire a regimi dispotici e oppressivi, forme di governo altrettanto coercitive, autoritarie o addirittura sanguinarie, in ogni caso sempre e comunque irrispettose delle libertà, delle volontà e delle esigenze delle singole persone.
Le strutture di potere che opprimono da millenni gli uomini della Terra, quali le istituzioni religiose, le varie forme di culto, gli apparati militari, i servizi segreti, i grandi gruppi e interessi economici, le dittature e i capi di governo fanatici e guerrafondai che arrecano soltanto sofferenza, morte, lutti, miseria e distruzione al genere umano, stanno in piedi in realtà grazie al sostegno concreto, politico, economico ma anche psicologico, diretto o indiretto, di tutti coloro che li finanziano, li appoggiano, li votano e fanno propaganda a loro favore, ecc. e sono centinaia di milioni.
Risulta quindi evidente come l’assunzione delle proprie responsabilità materiali e spirituali  verso se stessi, il prossimo, l’ambiente esterno, la flora e la fauna, il nostro pianeta e tutte le forme di vita in genere costituisca una premessa fondamentale affinché possano verificarsi dei cambiamenti significativi in senso evolutivo sul nostro pianeta nel prossimo futuro.
Infatti il senso di responsabilità e di autoresponsabilità è un elemento centrale nella definizione di un essere umano, perché contribuisce, insieme ad altri fattori, a fare di una persona un autentico essere umano, veramente degno di questo nome.
Assumersi le proprie responsabilità come esseri umani richiede una valutazione il più possibile neutra e realistica delle situazioni e delle esperienze della nostra vita e delle persone che ci circondano e richiede allo stesso tempo anche una capacità effettiva di autoanalisi, autoosservazione e conoscenza di se stessi, delle proprie capacità così come dei propri limiti.
A questo riguardo molti esseri umani hanno la tendenza comune, radicata ormai da diversi millenni a causa dell’influenza talvolta anche inconsapevole delle religioni, a scaricare le responsabilità riguardanti la conduzione della propria vita e l’acquisizione delle conoscenze necessarie a migliorarla e farla evolvere su presunte divinità, idoli, dei, angeli, santi, maestri, guru e altre figure religiose immaginarie, rendendo così schiava e prigioniera la propria consapevolezza.
Queste responsabilità individuali vengono inoltre delegate a leader politici o religiosi irresponsabili, spesso corrotti e privi di scrupoli che ne abusano sistematicamente, traendone  enormi  vantaggi e profitti personali.
Essi possono disporre così di un potere e di spazi di manovra enormi che gli permettono il più delle volte di  agire pressoché indisturbati.
Scrollarsi di dosso e delegare ad altri le nostre responsabilità di esseri umani costituisce ormai un comportamento largamente diffuso presso tutti gli strati della popolazione e tutti i ceti sociali.
Che si tratti di problemi ambientali, di lotta alla criminalità, di immigrazione, di conflitti militari, genocidi, terrorismo o più semplicemente di rapporti interpersonali di qualsiasi tipo, noi esseri umani non sappiamo o non vogliamo deciderci a imboccare la strada che, se percorsa conseguentemente e rigorosamente, porta alla reale ed effettiva risoluzione dei problemi che gravano su di noi, la strada verso l’effettiva conoscenza di noi stessi.
La tendenza è invece quella di prediligere quasi sempre la via che presenta minori difficoltà e minori resistenze e richiede perciò meno impegno e sforzo, vale a dire la più inefficace e illusoria.
Ma così facendo si sprofonda sempre più in una palude di indifferenza, inettitudine e superficialità che, eliminando il senso di responsabilità, ha l’effetto perverso di lasciare incancrenire e degenerare tutti i mali e problemi lasciati insoluti.
Uno degli strumenti più immediati e più rigorosi ai fini della conoscenza di sé è la meditazione.

 

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