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La notte che ho scoperto di non avere età

Emanuela - gennaio 2007

Quella che il bruco chiama fine del mondo
il resto del mondo chiama farfalla.
(il libro della via e della virtù - Lao Tze)
Sintesi della mia esperienza

Oggi ho cinquant’anni – mezzo secolo – ma se mi ascolto nel profondo sento che non ho né età né senso del tempo trascorso fin dalla mia nascita. Ed ancora di più forte sento che ancora non so cosa farò da grande...

Tutto è accaduto così all’improvviso, ed in maniera così sconvolgente che  ha rimesso in discussione tutto il mio vissuto fino a quella mattina ...mio malgrado.

Fin da piccola sono sempre stata molto curiosa della vita, attratta dal nuovo, dal cambiamento, dal fare esperienza, dal cercare. Cosa? Non lo sapevo. Cercavo di colmare quel senso di vuoto ed inappagato che avevo dentro di me e che si faceva sentire così forte. Nell’adolescenza, quanto la nostra sensibilità raggiunge il livello più alto, volevo fondare il “Club degli inquieti”. In quel periodo ci sarebbero stati tantissimi iscritti tra i miei coetanei, poi piano piano tutti si sarebbero dissociati, ingranati nelle loro vite coniugali e professionali. Io mio malgrado, continuavo a cercare di realizzarmi provando in tutte le direzioni tracciate dagli altri (carriera, famiglia, denaro). E quando ho ottenuto tutto ciò che materialmente potevo desiderare ho sentito ancora più forte che non era tutto. Ma dove cercare?

La mia educazione cattolica (uno zio sacerdote in famiglia) mi ha tenuto alla larga dalla chiesa e da quel Dio padre-padrone che ci premia e ci punisce. Non ho mai provato attrazione verso alcuna religione e me ne sono disinteressata completamente. Gli unici interessi che avevo erano fare esperienze di vita, di lavoro, di amore, di sesso e di possesso. Non mi ponevo domande e non ne avevo il tempo. Vivevo in un luogo bellissimo, in una splendida villa con un parco incantevole, avevo la servitù a disposizione, un marito invidiato, vestiti firmati, gioielli, auto lussuose, vacanze continue e viaggi in ogni luogo del mondo, insomma tutti i cassettini della vita in ordine... eppure...
Da qualche tempo ero periodicamente aggredita da forti emicranie che duravano circa 24 ore, arrivavano piano piano fin dal mattino e raggiungevano il culmine la sera per poi terminare il mattino successivo. La sera del 17 Luglio 2005 ero in preda ad un attacco molto forte, mi sono coricata con l’intenzione di cercare di rilassarmi ed attendere che il dolore si alleviasse. Stavo malissimo e ad un certo punto mi sono venute le palpitazioni, sentivo che stavo perdendo i sensi, e ho cercato di svegliare mio marito affinché chiamasse un medico. Cercavo di parlare e di muovermi ma il mio corpo non rispondeva. Inizialmente ho avuto un attimo di panico, poi ho realizzato che se anche morivo, non mi interessava. Non che fossi depressa, tutt’altro, anzi la mia vita mi piaceva, avevo tutto ciò che gli altri andavano cercando continuamente e non avevo più alcun desiderio materiale.
Ma forse era proprio questo, non mi interessava più di vivere perché avevo già realizzato tutto e non sapevo più cosa cercare. Mi sono quindi lasciata andare, non ho opposto alcuna resistenza  ed ho perso i sensi.  Nel corso della notte ho riacquistato i sensi un paio di volte, con forti dolori alla testa, poi ho fatto un sogno, anzi ho vissuto un’esperienza e tutt’ora ne serbo il ricordo come una esperienza vissuta coscientemente e consapevolmente.
Ero tornata bambina, ero piccola e vedevo gli adulti “grandi”. Ero nel paese dove sono nata insieme ad un amico conosciuto molti anni prima e giocavamo a nasconderci dietro un muretto. Poi me ne sono andata nella piazza principale dove c’era una festa popolare. Era di notte e c’erano le luci accese e molta gente per strada. Sono arrivata davanti ad una fontanella di marmo bianca  ed a una banca e lì mi sono persa. Ma mi è sembrato normale perdermi, perché ho pensato che “quello era il posto dove tutti si perdono sempre”. Poi mi sono voltata di lato ed ho incrociato due giovani identici (due gemelli), calvi e abbronzati, palestrati, con  piercing e tatuaggi, vestiti di nero con le borchie. Mi hanno guardata e io ho guardato loro incuriosita ma senza giudizio. Ho cambiato strada e mi sono avviata vero la fine del paese, al di là di un ponte, verso la casa dove sono nata. Ho detto: “adesso sono stanca,  voglio tornare a casa”.  Davanti a me, di spalle, c’erano tre uomini. Il primo a destra era alto e grosso un po’ calvo e con i capelli nerissimi e lucidi, lunghi fino alla vita. Era vestito semplicemente di blu stinto. Gli sono passata accanto e l’ho guardato dal basso in volto. Aveva la faccia olivastra, con il naso largo, la barba lunga e nera e l’espressione di un orco buono.
Era una notte molto luminosa con il cielo nero e si vedevano le nuvole bianche molto chiaramente. Mentre ho alzato lo sguardo ho visto nel cielo sopra di lui una nuvoletta bianca da sotto la quale spuntava un oggetto d’acciaio molto luminoso, era l’impugnatura di una chiave geometrica. Mi è sembrato molto strato e ho detto all’uomo: “Signore, guarda cosa c’è lassù”

“Me l’hanno già fatto vedere i miei amici” mi ha detto “guarda meglio, vedrai altre cose”.
Ha questo punto mi sono sentita sollevare ai lati del corpo e salivo insieme al mio respiro ai lati dell’orizzonte che si schiariva ed andavo a formare il cielo. Ad ogni respiro formavo nuove particelle che andavano ad addossarsi al cielo e formavano parte di esso. Piano piano tutto il mio corpo perdeva la sua individualità e diventava tutto. E’ così difficile da spiegare perché una sensazione così non esiste in questa dimensione terrena. Ad un certo punto ho visto all’orizzonte un puntino rosso luminoso che si è aperto e dal quale è uscita una luce bianca bellissima, abbagliante ma che potevi guardare, che ha invaso tutto il cielo e ho sentito una sensazione di gioia immensa, di pace, amore, felicità inesprimibile. Un senso di galleggiamento nel Tutto. Mi si è aperto il petto sotto lo sterno e questa luce ha cominciato a sfavillarmi dentro il corpo, le particelle di luce e di energia entravano e permeavano tutte le mie cellule. Quando tutto il mio corpo era pieno di questa forza, luce ed energia ha cominciato ad aprirsi  per donarsi completamente al Tutto ed a richiudersi per riceverlo, aprirsi e richiudersi, aprirsi e richiudersi al Tutto ed ho avuto una sensazione fortissima, come un orgasmo di tutto il mio corpo con l’Universo. Ero luce e amore e ho detto: “Ecco adesso sto morendo, ma questa non è la morte, questa è la vita!!”.
Ho pensato che era una cosa meravigliosa e che la morte era quello che mi lasciavo alle spalle e che questo era il vero significato dell’esistenza. Ho provato a pensare a cosa lasciavo e ho pensato a mio marito e mia madre ai quali ero molto legata, ma non ho sentito alcun dispiacere o senso di distacco perché io ero loro e loro erano in me, non c’era alcuna separazione. Ho guardato i nostri attaccamenti materialistici: la casa nuova, l’automobile, gli oggetti preziosi, i nostro obiettivi e ho sentito una grande pena e senso di compassione e mi sono resa conto di quanto siamo stupidi ad affannarsi per tutto ciò, perché il vero senso della vita era la pura Esistenza che stavo vivendo.
Poi volevo gettarmi in questa luce, ma c’era una forza che mi teneva lontana e me lo impediva, ho provato a riprendere coscienza del mio corpo e mi sono detta: “proviamo a muovere un piede per vedere se mi riesce”. Ho mosso un piede...
Era la mattina alle 6, era l‘alba di una notte torrida ed io mi sono ritrovata fredda gelata nel mio letto. Ero pervasa da tutta un’energia che mi sembrava di danzare sul letto, mi sono alzata, vestita e sono corsa fuori  e vedere l’alba. Mentre camminavo nei campi con i miei cani, vedevo tutto bellissimo, pieno di luce e di magia, cantavo, ero felice come non lo sono mai stata, senza un  motivo, sentivo un amore sconfinato verso tutto e verso tutti. Allora mi sono chiesta cosa poteva essermi accaduto e ho provato a pensare alle persone che fino al giorno primo odiavo perché mi facevano del male. Ho sentito nei loro confronti una compassione immensa ed ho detto “bisogna che gli aiuti, stasera andrò a trovarli”. Quando sono tornata a casa mi sono cambiata per andare al lavoro e mio marito si è svegliato: “Come mai ti sei alzata così presto stamani” mi ha detto.
“Oh, perché ho fatto un sogno, ma che non era un sogno, era un’esperienza,  ed adesso non sono più la stessa” Ho avuto chiaramente la sensazione che ero completamente cambiata dal giorno prima ed ho continuato “mi sento diversa e tutto quello che mi piaceva ieri non mi piace più, sono un’altra persona, non lo so se potrai amarmi ancora”

“Vai a mettere i numeri al lotto” mi ha risposto.
Mi sono cadute le braccia.
Sono andata al lavoro.
Appena entrata in ufficio, il ragioniere, un uomo molto silenzioso, chiuso, meditativo, mi ha detto:
“Emanuela, cosa hai?”
“perché?” ho risposto,
“Sembra che cammini sollevata da terra 10 centimetri”.
Mi sono stupita che si vedesse e gli ho detto “Mi è successa una cosa eccezionale, mi sento così felice, come se ieri avessi vinto alla lotteria 10 Miliardi”.
Gli ho raccontato tutto e lui mi ha detto “che fortuna, vai a casa e cerca di interiorizzare questa cosa e di ricordarla”.
Dopo ciò, tutto è cambiato, è successo di tutto e tutto ciò che non poteva essere prevedibile.
Da quella notte non ho più dormito, mi stendo e l’energia entra in me. Ho cercato in tutte le direzioni per capire cosa mi è accaduto, ho letto centinaia di libri, ho chiesto a tante persone, ho lasciato il lavoro, la mia casa, mio marito... ma questa è un’altra storia...

Emanuela

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