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Esperienze di vita   a cura di Pierluigi Piazza
Sul sentiero - Parte seconda
L’aspirante e l’alchimia interiore

Anonimo - maggio 2009
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IL COMPITO
Capitolo 8 - Gli strumenti della trasformazione: lo Studio

 

Studio, meditazione e Servizio ci vengono indicati dalle Scuole spirituali come i mezzi più idonei a portare a compimento il lavoro di purificazione della personalità. Tale raffinamento progressivo, insieme al conseguimento dei  requisiti etici e alla tensione per il perfezionamento delle “virtù” (da vir, uomo: “le qualità del vero Uomo”), permetterà al sé inferiore di allinearsi all’anima, la quale, così purificata, potrà diventare sempre più responsiva alla voce del Sé superiore.
Uno degli “indicatori” più significativi del livello evolutivo degli individui è la tensione alla comprensione del senso della realtà; uno slancio imponente e sincero ha incitato l’umanità in questa direzione lungo tutto il corso della storia, motivando allo studio  appassionato intorno alle radici dell’essere, e alla conseguente ricerca di tipo religioso, filosofico o scientifico.
Tale sforzo porta, alla lunga, al risveglio dell’Amore:

 

Una vita d’uomo non si giustifica se non con lo sforzo, anche sfortunato, tendente a capire meglio. E capire meglio è aderire meglio. Più capisco, più amo, perché tutto ciò che è capito è bene. (L. Pawels, J. Berger, Il mattino dei maghi)

 

Studio e Sapere diventano col tempo Saggezza che porta oltre l’intelletto, nello spazio aperto dell’Intuizione; quando l’Intuizione è stata sviluppata attraverso la concentrazione, e la coscienza è stata elevata attraverso lo studio e la meditazione, sarà possibile il fiorire di un’umanità di esseri nuovi, consapevoli, creativi e fraterni.
Il Sapere interiorizzato attraverso lo studio diventa Potere, che rende possibile l’aprirsi a grandi visioni per la concretizzazione degli ideali intravisti. 
Molti, che si attardano nell’ “Aula dell’ignoranza”, non hanno ancora sviluppato l’aspirazione a capire e non intendono ancora introdursi nella “via stretta” dello studio, della meditazione e del Servizio.
Sono gli “ignavi” della Commedia, per i quali sembra non esserci pietà neanche dalle sfere superiori:

 


e la lor cieca vita è tanto bassa,
che 'nvidïosi son d'ogne altra sorte.
Fama di loro il mondo esser non lassa;
misericordia e giustizia li sdegna:
non ragioniam di lor, ma guarda e passa.

(Dante Alighieri, Commedia, canto III)

 

Nella Nuova Era che ci apprestiamo a vivere, tuttavia, sempre più individui cominciano ad evolvere in consapevolezza e a funzionare sui livelli superiori del mentale, ove sono possibili:

  • l’astrazione e l’universalizzazione dei concetti;

  • il concepimento di alti ideali di Unità e di Sintesi;

  • fermi atti di volizione;

  • Propositi elevati e coerenti;

  • la costruzione di complesse forme-pensiero che potranno favorire l’evoluzione dell’umanità.

L’uomo che ha scoperto il Sentiero ed ha strutturato il Proposito di percorrerlo, vaga spesso a lungo tra vari insegnamenti, studiando e comparando idee, scuole, dottrine e tecniche, finché, interiorizzando i contenuti, non riesce a intravedere la Meta, a elaborare la sua personale via per raggiungerla, e a trasmutare in opere concrete quanto ha concepito all’interno:

 

Come un’ape cerca il nettare da tutti i tipi di fiore, si cerchino gli insegnamenti dovunque; come un cervo che va a trovare un posto tranquillo per pascolare, si cerchi la solitudine, per digerire tutto quello che si è raccolto.
Come un pazzo, al di là di ogni limite, si vada ovunque piaccia, vivendo come il leone, libero da tutte le paure.
 (tantra dello Dzong-chen)

 

Studio, meditazione e Servizio sono collegati; lo studio mirato solo alla conoscenza diventa arido se non accompagnato  dal Servizio e le informazioni acquisite diventano sterili se non donate all’umanità, applicate al reale e concretizzate in operatività amorevole.
Le “anime pronte”, che si sono aperte alla Fratellanza,  perseguono infatti, più che “l’amore per la Sapienza”, la “Sapienza dell’Amore”.

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