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Sul sentiero - Parte quarta
L'Umanità verso l'Uno

Anonimo - novembre 2010
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Verso la  “religione dell’umanità

 

La “Religione dell’umanità

 

La Teosofia afferma che “la Verità è la più alta delle religioni” indicando, con questo motto così fiducioso nelle potenzialità della Ragione umana, quale può essere il percorso dell’uomo, divenuto Pensatore, che si muove verso l’Unità e la Sintesi. In ogni tradizione, la conoscenza sperimentale del sacro è considerata una realizzazione spettante come dono e diritto a chi si è interamente dedicato alla ricerca di tale Verità, che comprende come ineliminabili passaggi la sensibilità di una natura disinteressata e l’apertura alla Compassione.

Percorsi più “interiori” di ogni tradizione conducono a ritenere con la mente, e a sentire nel cuore, che la natura non è una “fortuita coincidenza di atomi”, che l’uomo ha un suo posto nello schema dell’Universo, e che l’Uno, da cui tutto si origina, non ha nessuna religione che Lo rappresenti in maniera esclusiva:

 

Se l’uomo si avvicina a me, io lo ricevo. Tutti i sentieri, Arjuna, conducono a me. (Bhagavad Gita, 4.11)

 

Nel mondo vi sono numerosi differenti sentieri, ma la destinazione è una sola.

Vi sono cento azioni, ma il risultato è uno. (Confucio)

 

Essi lo chiamano Yama, Metrarisvan. L’Uno viene chiamato dai saggi Indra, Mitra, Veruna, Agni e il divino con molti nomi”. (Rig Veda, 1.164.46)

 

Uomini di ogni tradizione e cultura hanno compreso che una profonda coscienza religiosa può fiorire senza simboli esteriori di potere, dottrine specifiche e dogmi “di fede” che richiedono l’acquiescenza dello spirito e la mortificazione della ragione:

 

Tutti, in un lontano passato, sapevamo su Dio ciò che ci veniva detto con infinite pretese di autorità. Coloro che in questo modo ottenevano potere su di noi proclamavano che la  religione non doveva essere ragionevole. Nella nuova era dell’Acquario, nella quale stiamo entrando, il potere della mente umana non può più essere negato, poiché l’umanità è diventata maggiorenne e la religione dovrà essere ragionevole, altrimenti non avrà alcun potere su di noi. (Foster Bailey, Riflessioni)

 

Tale più ampia coscienza potrà sostenere: l’investigazione del mistero della vita; l’indagine sui livelli più profondi della coscienza; il personale percorso di ciascuno verso la Realizzazione, nel rispetto dei propri  tempi e ritmi; la ricerca sul significato e sul fine dei processi cosmici; la tensione alla Pace e all’Armonia sulla Terra.

Gli “uomini religiosi” dei nuovi tempi, considerando il nucleo comune di tutte le religioni, si libereranno da annebbianti condizionamenti; elevandosi a un piano superiore di conoscenza e superamento del conflitto, approderanno all’Unità.

 

In tale più ampia coscienza, essi:

  • sosterranno che la Verità va ricercata con lo studio, la purezza della vita, la dedizione ad alti ideali;

  • riterranno che la Verità è conclusione di ricerche e intuizioni, e non premessa autoritaria e indimostrabile;

  • valuteranno ogni confessione religiosa come un’espressione della Saggezza divina e, pertanto, ne studieranno le dottrine esteriori e i reconditi significati, senza condannarne alcuna;

  • considereranno la Verità obiettivo di ricerca e non possesso esclusivo di individui o di organizzazioni;

  • insegneranno all’uomo a riconoscersi nello Spirito.

Nell’Era dell’Acquario l’umanità sembra recepire sempre più il profondo senso unitario e affratellante di tale interiore “Re-ligione” (da re-ligare: legare insieme, riunire, riunificare):

 

La scienza del legame: ecco cos’è veramente la religione. Non serve dunque a niente ripetere che la parola “religione” deriva dal latino “religare” (legare di nuovo), se nella mente i credenti non hanno che separazioni.

Direte: «Ma il legame sottinteso dalla parola “religione” è il legame con Dio». D’accordo, ma che significato ha un legame con Dio che si accompagna ad una separazione da tutto il resto?… (Omraam Mikhaël Aïvanhov, Pensieri quotidiani)

 

La “riunificazione” avverrà:

  • tra gli uomini (re-ligione orizzontale), producendo una nuova civiltà planetaria, fondata sull’Amore;

  • tra l’umanità e gli altri regni di natura (re-ligione verticale), generando un mondo equo e sostenibile e favorendo l’attuale tensione dell’umanità verso una nuova “ecologia del vivere”, ovvero verso l’armonia tra le diverse espressioni dell’unica Vita;

  • tra l’umanità e le energie superiori, dando all’uomo il senso del suo più alto destino e permettendo il collegamento con la Fonte originaria.

E’ tempo pertanto che l’umanità esca dall’Aula dell’ ignoranza e si assuma le nuove responsabilità che i tempi le richiedono, più gravose ma portatrici di Luce per il Pianeta. In tal senso, la “Religione dell’umanità” della Nuova Era appare incarnare il “nuovo sentire” dei ricercatori spiritualmente più avanzati, che percepiscono l’esistenza di uno “Spirito segreto”, secondo quanto afferma  Aurobindo:

 

Una religione spirituale dell’umanità è la speranza del futuro….

Una religione dell’umanità implica la crescente percezione che esiste uno Spirito segreto, una Realtà divina, in cui tutti noi siamo uno, che l’umanità è attualmente il suo più alto veicolo sulla Terra, e che la razza umana e l’essere umano sono i mezzi con i quali questo Spirito si rivelerà qui progressivamente. (Aurobindo, L’ideale dell’unità umana)

 

In sintesi la Religione dell’umanità perseguirà i seguenti fini:

  • considerare la presenza di una Forza creativa, variamente denominata (Dio, Energia, Grande Architetto dell’universo, Tutto, ecc.);

  • eliminare ogni possibile conflitto tra scienza e spiritualità studiando costantemente gli apporti della Scienza relativi alle affermazioni della spiritualità, nella considerazione che ogni nuova conoscenza potrebbe portare ad una  chiarificazione e ad una eventuale documentazione di tali affermazioni;

  • considerare che gli uomini, esseri viventi, abitano  un Pianeta anch’esso vivente, ove ogni elemento è pertanto vivente,  intelligente ed evolvente;

  • riconoscere, e poi manifestare, l’anima evolvente nella forma;

  • proclamare la Legge dell’Amore, legge fondamentale del nostro Universo, che regola i rapporti tra gli uomini e tra l’uomo e il cosmo;

  • riconoscere nella vita un percorso progressivo, sottoposto alla Legge di Evoluzione,  verso l’Unità e la Sintesi a tutti i livelli e in tutti i piani di coscienza;

  • unificare l’umanità nella comune Visione di un mondo di Fratellanza e di Luce accogliendo il nucleo di verità interiori,  identico nella sostanza in tutti i percorsi iniziatici dall’antichità ad oggi, cui si dà, talvolta, il nome di “Teosofia” (da theòs, dio, e sophia, sapienza: sapienza divina).

Tale visione non è solo “profetica” o “mistica”, ma riguarderà tutti gli uomini “di Buona Volontà” risvegliati alla loro natura divina e al loro Compito di “realizzatori di Unità”. Essa è perciò vivente e operante nella prassi della Fratellanza:

 

…essa implica uno sforzo crescente per vivere questa conoscenza e instaurare sulla Terra il regno di questo Spirito divino. Con la crescita di questo regno in noi, l’unità con i nostri simili diventerà il principio guida di tuta la nostra vita, non semplicemente un principio di cooperazione ma una più profonda fratellanza, un sentimento vero e intimo di unità e uguaglianza, una vita comune. Occorre che l’individuo si renda conto che solo nella vita dei suoi simili la sua vita è completa. (Aurobindo, L’ideale dell’unità umana)

 

Si realizzano così:

  • l’auspicio cristiano di unità: “ut unum sint”, affinché siano uno;

  • le “utopie realizzabili” dei grandi Pensatori dell’umanità (umanisti, filosofi, sociologi, filantropi, mistici ed occultisti, imprenditori illuminati, fondatori di religioni e movimenti spirituali…).

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