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Riflessioni sulla Mente

Riflessioni sulla Mente

di Luciano Peccarisi -  indice articoli

 

Cervelli in cerca di senso

settembre 2009

  • Mondo naturale

  • Inaspettata svolta

  • Mondo artificiale

  • Vecchi e nuovi cervelli

  • Pedine e alfieri

  • Alla ricerca del senso perduto

 

Cervelli in cerca di sensoDiamo per scontato il nostro modo di essere, come il pesce di vivere in acqua; per questo, come lui, non desideriamo uscirne. Capita di scostarci dalla regola, in tal caso spesso un senso di malessere ci prende, e tendiamo a tornare nel familiare senso comune. Ci riteniamo razionali e intelligenti: siamo noi, infatti, che abbiamo inventato la scienza. Ci rendiamo conto pure della nostra irrazionalità; ne cerchiamo il senso con la letteratura, pittura, musica, ballo, sport, recitazione, insomma con l’arte.

 

 

Mondo naturale

Gli animali vivono senza pensare a troppi fronzoli, e, per quel che li riguarda, sono intelligenti. Non si giudicano e non hanno bisogno di scienza e arte: eseguono le direttive che hanno al loro interno. Tutti proveniamo probabilmente dalla casualità della prima replicazione, (1) la molla scatenante della successiva evoluzione. Duplicati non perfetti possono adattarsi meglio degli originali ad ‘ambienti diversi’. Soltanto gli organismi più adatti sopravvivono e così se ne formano di nuovi. Gli infiniti ‘ambienti diversi’ portano alla straordinaria varietà attuale.
I replicatori, pensano solo a replicarsi e si trovano ora installati nei genitori, fratelli e sorelle; nei cani, gatti, zanzare, mosche, tulipani, pesci, formiche, gufi, in tutti i viventi che ci circondano. Sono i geni, con il loro codice genetico, che gli organismi si trasmettono; per questo é così importante il sesso: anche a rischio della loro stessa vita. Per questo appare esagerato lo sforzo del vecchio maschio per mantenere l’harem o la dedizione della femmina ai piccoli che non ama, e che abbandona alla successiva cucciolata. Esagerate appaiono le grandi corna ramificate dei cervi, d'impiccio per scappare ma che fanno virilità. Esagerata la variopinta ma ingombrante coda del pavone, che serve solo a corteggiare. Rischiano la vita per servizio. Il genoma dell’uomo ha circa 25.000 geni, poco più di un verme, è un corpo come un altro. Non interessa ai geni la bruttezza o la bellezza, l'importante è saltare da un corpo che muore ad uno che nasce, senza fermarsi mai, saltare sempre. Abbandonando dietro di loro, invecchiati e morti, inutili cadaveri, bravi servitori che hanno compiuto il loro dovere. Questo è il loro programma.

 

Inaspettata svolta
Qualcuno però cominciò, per puro caso (la seconda grande casualità), ad affrancarsi dall’ordine costituito. Non era la prima volta che animali si scambiavano pensieri: ‘sono arrabbiato’, ‘vattene’, ‘accoppiamoci’, ‘scappiamo’, e nulla mai era successo. Ma stavolta la ribellione, come Spartacus o come “il grande drago, il serpente antico, colui che è chiamato Diavolo” (Apocalisse 12,9), stava alle porte. Una scimmia insufficientemente pelosa passò da schiamazzi vaghi a suoni precisi: saluto, vittoria, incitamento, paura, rabbia o piacere. Imitavano all’inizio quelli della natura e sostituirono infine la complessa ‘cultura mimica’ con la quale per milioni d’anni si erano spiegati e che aveva costituito la “ precorritrice di tutte le culture umane” (2). Il cervello aumentando le zone associative, costituiva il trampolino dei cambiamenti: effetto e a causa. “ Circuiti specifici, per costruire strutture gerarchiche ad albero, in possesso solo degli esseri umani” (3), connessioni, intrecci e complicati collegamenti di vie neurali, stabilirono “quella che si potrebbe chiamare una protosintassi” (4). Oggi i bambini vengono al mondo già dotati di sistemi percettivi e di capacità interattive specificamente rivolti all´apprendimento linguistico (5). Dotati cioè della ‘facoltà di linguaggio’, quella assente in ogni animale, con cui entriamo a far parte della cerchia degli umani (6). Non è il solo circuito nuovo, ve ne sono altri, la capacità di interpretare l’ironia o il sarcasmo per esempio è tipico dell’umano ed è legata a precise zone cerebrali (7). Con il nuovo codice linguistico si costruiscono teorie, e le teorie possono competere tra loro. La teoria dei corpi celesti ad esempio ha attraversato numerose fasi, dagli antichi ai Greci, poi Tolomeo, Copernico e Keplero, quindi Newton, Einstein, e continua ancora. “Soltanto le teorie più adatte sopravvivono, pur essendo anche queste in pericolo di vita in ogni momento” (8) dice Popper, e racconta di una comunità indiana che riteneva sacra la vita delle tigri che li sbranava. Di conseguenza la comunità scomparve e insieme la teoria che la vita delle tigri è sacra.
Dawkins ha chiamato meme l’unità di trasmissione culturale che Dennett definisce ‘pacchetto d’informazione’ (9). Così come i geni (pacchetti d’informazione biologica) anche la cultura ora ha i suoi mattoni per costruire, un codice da seguire e supporti su cui saltare. In uno spartito musicale c’è scritto musica che vive tramite le rappresentazioni. Le sue repliche, se sono vincenti, la fanno durare nel tempo, come il ritornello ‘volare’ di Modugno. Sopravvive negli anni buttando via i supporti già usati, vecchi e rovinati, di carta, dischi, cd, strumenti, e ripetendo la musica in tour, concerti, radio. Lo stesso vale per un’idea vincente: quella dell’arco per costruire le volte ad esempio, è un’idea vecchia ma che in ogni casa od opera edificata nuova si rinnova. Queste canzoni e case sono come organismi viventi, ma il loro DNA non è biologico.

 

Mondo artificiale

Il mondo di foreste, pidocchi, trote, ruggiti, latrati, lombrichi, gelsomini, libellule, girasoli ora, con i nuovi mattoni, si arricchisce di organismi artificiali: libri, cellulari, motorini, strade, carte, ponti, luci, quadri, manufatti, musiche, macchine, tecnologie. Solo nella vostra stanza, dice Normann, se vi guardate intorno, vi sono lampadine, portalampade, pannelli a parete, viti, orologi, radio, cinturini, penne, matite, colori, portaoggetti, abiti con diverse fatture, bottoni, cerniere, carta, riviste, libri, segnalibri, forbici, sedie, scrivania: "Ho contato oltre cento oggetti specializzati, finché ho smesso per stanchezza" (10).
Tartarughe, coccodrilli, alcuni pesci preistorici, resistono per secoli ma anche la Muraglia cinese, le Piramidi o il Colosseo esistono ancora. Sono tuttavia le caratteristiche migliori che vanno avanti. Quelle sempre riprodotte, ali, pinne, zanne, circolazione del sangue, colori mimetici, pellicce. Uccelli, pesci e animali sono sostituiti perché muoiono, ma il progetto, la teoria di base contenuta nei geni, va avanti. Le idee vincenti culturali, contenute nei memi, sopravvivono per gli stessi motivi, l’accensione del fuoco, la ruota, la semina furono tra le prime. La religione è vincente perché risponde a domande cruciali e regala un forte senso alla vita. Le idee si ripetono nei riti, ristampando libri sacri, moltiplicando i luoghi di culto e ricostruendo quelli deteriorati. 
Forse ancora va a spasso qualche raro gene del Cristo storico, se non sono spariti tutti; invece continuano le predicazioni, i suoi memi sopravvivono e si riproducono.

 

Vecchi e nuovi cervelli

Il cervello è l’organo che impartisce il senso di vita al corpo che lo ospita. Ha, per semplificare, tre regioni di governo: una bassa (il tronco rettiliano, ministero degli interni), quella di mezzo (il sistema limbico, sede di emozioni e valutazioni, il parlamento) e la più alta (l’encefalo per i rapporti esterni, ministero degli esteri). Una lesione nella zona nuova frontale, la più ampia tra i cervelli animali, può non provocare alcun danno fisico a fronte di un evidente cambiamento di personalità (rapporti con gli altri). Solo il cervello umano è dotato di pensiero ricorsivo: posso pensare cosa stai pensando e che tu stai pensando che io sto pensando a quello che tu stai pensando, e così via. Studi recenti tentano di quantificare tale raffinatezza (11). Una vasta gamma di tecniche basate su modelli matematici, computazionali e connessionismo, cerca di capire il fenomeno dei meccanismi di selezione della scelta 'razionale'. Questi studi possono contribuire alla comprensione di certe malattie quali Parkinson, schizofrenia, sindrome da deficit d’attenzione e altre (12).  “Tu sei le tue sinapsi”, è l'affermazione perentoria di un grande neuroscienziato (13), tuttavia dietro a quei miliardi di punti di contatto tra cellule, vi sono aree cerebrali deputate ad una funzione precisa che conservano dalla notte dei tempi, e aree cerebrali ‘moderne’ dove si costruisce un significato sociale, recente e modificabile. Il grande lobo frontale forse è proprio il risultato di pressioni selettive del nuovo ambiente artificiale creato dal linguaggio e dalla cultura (14). Gli animali non devono pensare troppo, gli fa male, nel dubbio potrebbero perdere tempo e scappare in ritardo. Nell’essere umano il linguaggio, la mancanza di nemici e l’aumento del tempo libero furono fondamentali nel cambiamento cerebrale che i neuroscienziati tentano di localizzare. Damasio pensa a "zone di convergenza" (15) ove tutto si concentra e diverge simultaneamente. Colonne neuronali piramidali, base degli "psiconi" (16), ipotizzò Eccles. E poi a seguire: "quanti di coscienza nei microtubuli cellulari (17), meccanismi di "rientro" (18); “integrazione polimodale nelle cortecce associative” (19) o “ sincronizzazione temporale" (20), e altri filoni di ricerche che forse sveleranno l’architettura nel prossimo futuro. Il nuovo cervello umano non poteva che sfornare una mente diversa. Per noi quello che era il sesso è diventato amore, la forza fisica è diventata potere, suono e rumore musica, curiosità ed esplorazione sono ora ricerca scientifica, ed il piacere si è raffinato in arte. Siamo cambiati, invece di corna ramificate o code variopinte noi indossiamo cappelli, vestiti e gioielli. Da un senso unico che aveva la vita, i sensi da scegliere ora sono diventati troppi e ci frastornano: eppure ognuno deve trovare il suo.

 

Pedine e alfieri

Predicatori, rabdomanti, astrologi, maghi, santoni, mistici, profeti, maestri e molti altri, che, in genere, con la razionalità hanno poco a che fare, cercano di indicarci la strada e dirci come stanno davvero le cose. Religioni, dottrine, insegnamenti, tradizioni, legislazioni, scuole di pensiero, cercano di rendere le loro direttive indispensabili per noi. Non ce ne rendiamo conto eppure spesso senza ragionare obbediamo ad influssi esterni, pensiamo di avere una coscienza individuale e libera, invece forze poco visibili premono continuamente per assorbirci. Scegliere sotto il nostro controllo è, a volte, forse solo un miraggio, una pia illusione (21). Se non ci rendiamo conto dell’illusione, tutto ci sembra reale. Un giorno, racconta Hofstädter, mi balenò in mente, e da allora mi è sempre sembrato così, che la ‘coscienza’ fosse una sorta di miraggio, che “naturalmente non credeva che quello che percepiva fosse un miraggio” (22). La storia nel suo stesso farsi è ben difficile attribuirla alla volontà dei singoli. Cesare, Napoleone e Hitler forse hanno solo impersonato e governato, per una serie di coincidenze, movimenti d’idee già in azione. Nel campo delle scoperte scientifiche o artistiche gli uomini ‘giusti’ sono arrivati probabilmente dopo che le condizioni culturali erano maturate. Il piccolo Darwin collezionava minerali e coleotteri, ereditò lo spirito indipendente del nonno Erasmus, ebbe come suo eroe Humboldt, e, come fondamento dei suoi studi, lesse i Principles of Geology di Lyell, poi fu un caso, era la terza scelta, di imbarcarsi sul Beagle per il viaggio intorno al mondo. La sua è stata definita, “la personalità meno spettacolare di tutti i tempi” (23).

 

Alla ricerca del senso perduto

Gli organismi biologici nascono e muoiono con un senso individuale. Sembra che questo tipo di senso al singolare, negli umani sia ormai perso. Gli eventi di cui siamo protagonisti implicano ben più che semplici decisioni e azioni nostre, pare siano invece importanti le correnti ideologiche, forme culturali, gruppi sociali, coincidenze, mode e influenze dei media, civiltà, e altro. Siamo pedine nell’evoluzione biologica e anche di quella culturale ma, attenzione, di questa ce ne possiamo accorgere. Potremmo allora essere alfieri in quest’altro tipo di evoluzione, perché di quella genetica non si può che essere succubi. Oggi il nostro cervello può ridefinire se stesso. Già geneticamente modificato alla nascita trova una realtà non naturale che lo accoglie. Il suo corpo non sarà solo un veicolo di trasmissione di geni, che rimarranno a svolgere una funzione essenziale soprattutto alla nascita e alla vecchiaia. L’apprendimento veloce è la sua caratteristica. Non è riservato soltanto alle generazioni più giovani e alle persone con una mente efficiente. Può attuarsi in tutte le età e contribuisce ad incrementare la rigenerazione neuronale e a limitare gli effetti dell’invecchiamento (24); che sembra persino reversibile, poiché la neuroplasticità è bidirezionale e può determinare il deterioramento del cervello o il suo miglioramento (25). Sulla plasticità neuronale si basano gli interventi di riabilitazione, come dimostrano recenti ricerche (26). Un cervello malleabile e una società dinamica d’informazione sono due ingredienti che offrono ad ognuno la possibilità dell’ignoranza o un’intellettualità raffinata. Rimarrebbe invariata la zona rettiliana e, in parte, quella emotiva, quindi la struttura fondamentale del temperamento. Forse la cultura non fa la personalità. “Cosa volete imparare?” dice Brodie “Le lingue? Le capitali del mondo? Matematica, passione musicale? Qualunque cosa sia, avete bisogno di imparare tutto tranne quello che avete ricevuto dai vostri geni” (27). Quello che abbiamo ricevuto, prodotto di milioni di generazioni, oggi si rivela drammaticamente insufficiente. Abbiamo tuttavia la possibilità di avvantaggiarci di una forma collettiva di conoscenza poiché possediamo il codice linguistico per accedervi. Il cane ha, tra l’apparato del pensiero e quello fonatorio, solo di che abbaiare, in noi invece “queste due interfacce sono legate da un sistema di computazione” (28) molto raffinato. La vita mentale che negli animali è esclusiva funzione del cervello, in noi assume una sua autonomia e può avvalersi di una mente estesa con una nuova memoria estesa (il soggetto esteso) (29). Con quest’autonomia possiamo seguire il senso genetico dell’esistenza oppure ribellarci; anche a rischio di un pessimismo cosmico o di cadere in fantasiosi mondi d’angeli e demoni. Possiamo inventare un senso nuovo, che ci soddisfi, può essere un’insopprimibile sete di conoscenza, la voglia di capire, godere di nuove emozioni o quello che volete, un senso che forse può darci, in ogni caso, qualcosa di più.

 

     Luciano Peccarisi

 

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NOTE
1) Dawkins R. (1976) The Selfish Gene, Oxford University Press, tr. it. Il Gene Egoista, la parte immortale di ogni essere vivente, I ed. Oscar saggi 1995, Mondadori, Milano
2) Donald M. (1991) L’Evoluzione della mente Garzanti, Milano, 1996, p. 239
3) Marcus G. (2004) La nascita della mente, ed. Codice, Torino, 2004, p. 157
4) Edelman G.M. (2004) Più grande del cielo, Einaudi, 2004,Torino, p. 87
5) Anolli L. (2000) Fondamenti di psicologia a cura di, Bologna, Il Mulino, p. 196
6) Chomsky N. (2000) New Horizons in the Study of Language and Mind, tr. it. 2005, Nuovi Orizzonti nello studio del Linguaggio e della Mente, Il Saggiatore, Milano, p. 147
7) Neuropsychology (2005) Vol. 19, N° 3, p. 288-300
8) Popper K.R. (1994) La conoscenza ed il problema mente-corpo, 1996, il Mulino, Bologna, p. 23
9) Dennett D. (2003) L’evoluzione della libertà, ed. Cortina, 2004, Milano, p. 233
10) Norman A.D. (1988) La caffettiera del masochista, Giunti, 2005, Firenze-Milano, p. 22
11) Yoshida W. Doland R.J. Friston K.J. (2008) Game Theory of Mind, Plos Comput Biol. December, 4
12) Prescott T.J. Bryson J.J. Seth A.K. (2007) Introduction. Modelling natural action selection, Philos Trans R Soc. London Biol.Sci. September 29; 362 (1485):1521-1529
13) LeDoux J. (2002) Il Sé sinaptico, ed. Cortina, 2002, Milano
14) Blackmore S. (1999) The Meme Machine, tr. it. 2002, La Macchina dei Memi, Istar libri, Torino
15) Damasio A. (1999) Emozione e coscienza, Adelphi, 2000, Milano, p. 401
16) Eccles J.C. (1984) La conoscenza del cervello, Padova, Piccin   
17) Penrose R. (1989) The Empereor’s New Mind, Oxford Press tr. it. 1997, La Mente Nuova Dell’Imperatore, RCS, Milano
18) Edelman G. M. (1992) Bright Air, Brilliant Fire. On the Matter of the Mind, Basic Books, tr. it. 1993, Sulla materia della mente, Adelphi, Milano, p. 129
19) Crick F. (1994) The Astonishing Hypotesis, New York, McMillan, tr. it. 1994, La scienza e l’anima, Milano, Rizzoli
20) Calvin W.H. (1996) The Cerebral Code, Cambridge, (Ma), MIT Press
21) Peccarisi L. (2008) Il miraggio di “conosci te stesso”, ed. Armando, Roma
22) Hofstädter D.R. (2007) I Am a Strange Loop, tr. it. 2008, Anelli nell’Io, Mondadori, Milano, p. 4
23) Darwin C. (2009) Viaggio di un naturalista intorno al mondo, Feltrinelli, Milano,p. 7
24) Luppi E. (2008) Pedagogia e terza età, Roma, Carocci, p. 50
25) Mahncke H.W., Bronstone A., Merzenich M.M.(2006) Brain Plasticity and Functional Losses in the Aged: Scientific Bases for a Novel Intervention, Progress in Brain Research, 157, p. 2
26) Gauthir L.V., Taub E., Perkins C., Ortmann M., Mark V.W., Uswatte G., (2008) Remodeling the brain: plastic structural brain changes produced by different motor therapies after stroke, in‘Stroke’, Maggio, 1520-1525
27) Brodie R. (1996) Virus della Mente, Ecominds, 2000, p. 245
28) Chomsky N. (2000) op.cit. p. 15
29) Peccarisi L. (2006) A favore della mente estesa, in Sistemi Intelligenti, XVIII, n. 2, Agosto

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