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Riflessioni sull'Esoterismo

di Daniele Mansuino   indice articoli

 

L'organizzazione esoterica che domina il mondo

- Seconda parte

Novembre 2020

 

Ho parlato nello scorso articolo di come che l’organizzazione esoterica che domina il mondo stia rivedendo le modalità di trasmissione delle sue correnti energetiche all’umanità, e di come esistano dubbi e contrasti sulla soluzione che sceglierà definitivamente; la sola cosa di cui si può essere certi è che si tratterà di un modello di trasmissione più diretto rispetto a quelli attualmente dominanti, fondati in gran parte sui media, che sempre più stanno palesando problemi di controllo (sia chiaro, sto parlando di media nel senso corrente del termine; perché è ovvio che, in senso più esteso, qualunque modello di trasmissione - per il solo fatto di trasmettere qualcosa - può essere considerato un medium).
La previsione di un vasto allargamento della base operativa dell’organizzazione nel mondo profano, che è già in atto ma si prevede debba essere destinato ad aumentare esponenzialmente nei prossimi decenni, sarà probabilmente causa del varo di nuove modalità per l’iniziazione ai gruppi (che sono già in atto a livello sperimentale).
Ho già accennato a come uno dei nuovi modelli di trasmissione sia fondato sulla telepatia, che finora veniva usata dall’organizzazione soltanto in pochi ambiti ristretti - tra i quali, appunto, la scelta dei nuovi candidati ai gruppi, per i quali le capacità telepatiche costituivano un criterio preferenziale; ma in futuro probabilmente, non sarà più così, e verranno considerati idonei a fare parte dei gruppi tutti coloro che, anche non essendo necessariamente buoni telepati, denoteranno un’espansione del proprio livello di consapevolezza rispetto alla media degli esseri umani, tanto a livello orizzontale quanto in profondità - in termini più semplici: avranno la possibilità di essere cooptate nell’organizzazione tutte le persone che presentino il carattere di un’intelligenza aperta e ordinata.
Un problema ancora da superare per quanto concerne l’adozione generalizzata del nuovo criterio è il decidere in che misura il processo di formazione dei nuovi membri debba essere fondato su criteri di tipo nozionistico - per esempio, fornendo loro strumenti che gli consentano di migliorare la propria efficienza mentale, o nozioni storiche concernenti le vicende passate dell’organizzazione e i suoi obbiettivi futuri - o in che misura debbano essere, invece, lasciati a sé stessi; e qualunque possa essere la soluzione che verrà adottata, ci vorrà ancora del tempo per trasfonderla in una procedura sufficientemente standardizzata per rimpiazzare del tutto i vecchi criteri e adottarla nel mondo.
Il passo successivo, molto ambizioso e ancora lontano, dovrebbe essere il porre i gruppi nella condizione di produrre autonomamente le correnti energetiche fondamentali: un obbiettivo al quale, almeno per ora, i discendenti dei Signori dell’Essere (vedi articolo precedente) stanno opponendo un dissenso piuttosto categorico, ma che non hanno mai escluso completamente dalle negoziazioni sugli sviluppi futuri del progetto.
Comunque sia, il giorno che i gruppi venissero messi in grado di svolgere questa operazione, la spinta evolutiva impressa dall’organizzazione all’umanità conoscerebbe un’accelerazione enorme, rispetto alla quale il progresso che abbiamo conosciuto negli ultimi tre secoli sarebbe poca cosa.
Ho finora parlato delle correnti energetiche senza illustrare nei dettagli di cosa si tratta. In effetti, l’approfondirne la natura non è un tema che rientra nel programma di questi tre articoli, perché dovrei parlarne troppo in sintesi, il che rischierebbe di determinare fraintendimenti; invece è un tema che andrebbe sviluppato in modo abbastanza esauriente perché il lettore possa farsene un’idea corretta, cosa che spero di poter fare in futuro.
La sola da sapere, per ora, è che le correnti sono influenze (o radiazioni) sottili provenienti in massima parte dal nostro sistema solare, e - in parti minori - tanto da corpi celesti situati al di fuori di esso quanto da piani di realtà differenti da quello della realtà oggettiva. Gli alti gradi dell’organizzazione sono persone i cui poteri psichici consentono la ricezione delle correnti ed il loro amalgama in un unico fascio energetico, che ritrasmettono ai membri di grado inferiore.
Alcuni passaggi successivi sono necessari per convertire il fascio energetico in vibrazioni atte ad essere recepite dalle persone normali, ed infine per combinarle nei cosiddetti menù energetici, a seconda degli effetti che il progetto prevede di determinare: sono questi ultimi ad essere trasmessi, di volta in volta, ai gruppi e ai profani più ricettivi, aventi l’incarico di trasfonderli in pensieri e azioni che ne riverberano l’effetto sull’umanità.
Questo lavoro di conversione e raffinamento del fascio energetico era stato del tutto interrotto nel periodo di assonnamento dell’organizzazione di cui ho parlato nell’articolo precedente, quando l’azione delle correnti andava avanti in automatico, senza nessuno che si preoccupasse di monitorarne e correggerne gli effetti giorno per giorno. A quella situazione vanno ascritti gli intensi periodi di disordine, confusione, crudeltà, violenza, forza bruta e barbarie che costellano il nostro passato remoto; ma da quando l’organizzazione ha ripreso in mano il timone della storia le cose vanno migliorando, e la vita sulla Terra è diventata più confortevole, anche se molti gravi squilibri devono ancora essere ancora sanati.
È venuto ora il momento di esaminare più nel dettaglio i gruppi dell’organizzazione.
La loro origine (forse più leggendaria che storica) risale ai tempi lontanissimi in cui il primo nucleo dell’organizzazione diede il via ai suoi tentativi di impiantare nelle menti embrioni di intelligenza (o di catene causali) destinati a differenziare l’uomo dagli altri animali.
Si vide allora come solo una percentuale ridotta di individui fosse in grado di accogliere gli embrioni e svilupparli attivamente, e come l’evoluzione di questi individui potesse risultare più rapida se venivano raggruppati sulla base delle loro inclinazioni.
Esistono oggi dieci gruppi, il cui numero di appartenenti sta conoscendo un incremento quantitativo senza precedenti nella storia, per un totale stimato oggi sulle 29.000 persone. Ogni gruppo è suddiviso in sottogruppi sparsi nei vari paesi, che comunicano tra di loro tanto per via telepatica quanto tramite mezzi di comunicazione più normali.
Il compito fondamentale dei gruppi consiste nella ritrasmissione al mondo profano delle correnti, che essi attuano sulla base di due metodologie fondamentali: l’azione indiretta e l’azione diretta.
L’azione indiretta è stata la procedura preferita dall’organizzazione fino al secolo scorso, quando si pensava che il numero dei membri dei gruppi avrebbe dovuto rimanere circoscritto a poche personalità particolarmente visibili nel mondo profano (nel mondo dell’economia, della politica, ecc.) incaricate di propiziare nel resto dell’umanità i cambiamenti richiesti dal progetto.
In verità, questo metodo ha avuto un senso - e ha funzionato bene - fino a quando era necessario incrementare la capacità dei profani di pensare in termini astratti: per millenni nel periodo anteriore all’assonnamento, e per qualche secolo dopo di esso, l’organizzazione si è alacremente impegnata nel compito di insegnare alle persone a guardarsi dentro, riconoscere in sé stesse concezioni che non trovano riscontro sul piano della realtà oggettiva, dargli un nome e parlarne.
È questo un processo difficile da realizzare, ma che presenta il vantaggio pratico di poter essere intrapreso da qualunque essere umano - da qualunque livello intellettuale egli parta - senza bisogno di grandi modificazioni alla sua struttura mentale di fondo; e fu senz’altro questo il motivo per cui l’organizzazione dei primordi volle farne lo strumento per avviare il processo evolutivo dell’umanità.
Il grosso inconveniente del pensiero astratto è che, quanto più le persone imparano a coltivarlo, tanto più ad esso si accompagna un abnorme sviluppo dell’individualismo - senza di esso, fenomeni storici come (ad esempio) l’insorgere della civiltà industriale e del capitalismo non sarebbero stati possibili.
In seguito a ciò, gran parte delle energie infuse dall’organizzazione al corpo sociale per mezzo dell’azione indiretta vanno disperse in conflitti; non solo, ma il controllo sui processi avviati dall’organizzazione nel sociale risulta essere grandemente limitato dall’imprevedibilità delle reazioni egoiche di coloro cui sono affidati.
L’azione indiretta, quindi, induce nell’umanità un modello di evoluzione collettiva vigoroso, ma lento e difficile da governare, che per queste ragioni è destinato ad essere abbandonato del tutto.
Invece nell’azione diretta possiamo distinguere due diverse modalità di trasmissione delle correnti: mediatica e telepatica.
La prima - la trasmissione mediatica - è, con ogni evidenza, soltanto parzialmente diretta, in quanto esistono vari passaggi intermedi tra la ricezione delle correnti da parte dei gruppi e il loro impatto sull’umanità attraverso i mezzi di comunicazione.
Si tratta, in realtà, di un metodo di transizione, che l’organizzazione scelse di privilegiare per indurre il passaggio dall’azione indiretta all’azione diretta in modo graduale; ma sebbene sia oggi di gran lunga il metodo più in uso, negli ultimi decenni sono stati affrettati i preparativi volti a rimpiazzarlo al più presto con la trasmissione telepatica.
Questo soprattutto a causa di problemi che la trasmissione mediatica aveva denunciato già da tempo (sono, del resto, chiare a tutti le possibilità di fraintendimento associate alle forme di comunicazione auditive e visive), ma che negli ultimi tempi si sono aggravati più del previsto: ho già accennato, per esempio, alla generale riluttanza dell’umanità a comprendere ed accettare l’idea di governo mondiale, addirittura fino al punto di costringere l’organizzazione ad eclissarne le più esplicite formulazioni dalle più recenti versioni del progetto.
Di fatto, a monte delle incomprensioni che la trasmissione mediatica può causare, la più profonda ragione della sua crisi è da ravvisare proprio nella sua mancanza di immediatezza. Il suo attuale meccanismo di diffusione prevede che il primo tratto del percorso delle correnti avvenga in forma telepatica, fino a giungere a quei personaggi - siano membri dei gruppi o profani operanti professionalmente in campo mediatico - incaricati di confezionarli nella forma di scritti, siti, video, eccetera. Ma passa del tempo tra queste due operazioni, e altro tempo tra la produzione del messaggio e la sua ricezione da parte del pubblico; il che è difficilmente compatibile con la rapidità dei ritmi della società odierna, senza contare che la sovrapposizione temporale di messaggi destinati a momenti diversi costituisce un’ulteriore fonte di complicazioni.
In verità, soltanto la trasmissione telepatica può essere considerata diretta a tutti gli effetti, ed è senz’altro la soluzione preferita dall’ala dell’organizzazione favorevole ad un maggiore coinvolgimento attivo dell’umanità nel progetto. Un suo importante vantaggio risiede nella possibilità di suggerire direttive di stampo etico a un gran numero di persone senza passare attraverso il livello del dibattito, ed evitando quindi che possano essere respinte o alterate; ed un altro ancora, nella possibilità di estendere la ricezione dei suoi messaggi a quella - pur sempre vasta - porzione di umanità ancora esclusa dal villaggio globale (sebbene questo tipo di emarginazione non costituisca di per sé un grosso ostacolo al ricevimento delle correnti, lo è tuttavia per quanto riguarda la tempestività degli aggiornamenti).
Anche se, ad occhio, si potrebbe supporre il contrario, l’azione diretta è stata studiata in modo di rivolgersi non all’inconscio, ma alla mente conscia. Le correnti che il profano riceve sul piano telepatico potranno, sì, essere da lui inconsciamente elaborate in termini individuali (a seconda della personalità, del carattere, dei dati culturali in suo possesso, eccetera); ma più importante di questo è l’insediarsi nelle menti consce delle persone un comune sentire che la costante sovrapposizione dei menù ricevuti incrementa costantemente, fino a che non avviene quella che il simbolismo massonico dell’Arco Reale definisce la lacerazione dei veli - ovvero, in breve, la ricezione diretta delle correnti a prescindere dalle caratteristiche dell’inconscio individuale, con una piena identificazione collettiva - da parte di miriadi di persone - nel messaggio energetico che l’organizzazione ha loro inviato.
Spero di essere riuscito a far comprendere al lettore i motivi per cui l’organizzazione considera oggi auspicabile un incremento il più rapido possibile della trasmissione telepatica; sebbene quest’ultima - a differenza tanto dell’azione indiretta, quanto dell’azione diretta nella sua forma mediatica - richieda, per funzionare bene, caratteristiche mentali sulle quali non tutti i nostri contemporanei possono contare, e che molti posseggono in forma troppo debole ed imperfetta per garantire una corretta rielaborazione delle correnti ricevute.
E ancora, il lettore potrà anche aver compreso la ragione per cui i gruppi, ingorgati da diverse modalità di azione e di trasmissione che tuttora continuano a convivere, stiano attualmente conoscendo un periodo di profonde riforme e cambiamenti. Sempre di meno la loro attività è necessaria a sostenere il lavoro di vecchie élites politiche e/o economiche ormai non più bene accette, e sempre di più il lavoro di potenziamento della trasmissione telepatica gli richiede di accrescere le proprie file, mediante la cooptazione di un numero di membri sempre maggiore.
In questo modo, l’interfaccia dell’organizzazione col mondo profano va allontanandosi quanto più non si potrebbe dalle stereotipate raffigurazioni dei complottisti, che alimentano l’idea di un potere occulto separato dalle masse e ad esse ostile - raffigurazioni, peraltro, in gran parte propiziate e promosse da quella minoranza di Signori dell’Essere che tendono a sabotare con ogni mezzo un maggiore coinvolgimento dei profani nel progetto.
Volendo ora penetrare un po' più a fondo nella vita dei gruppi, la prima cosa è operare una distinzione tra 1 - i gruppi dal primo al terzo; 2 - quelli dal quarto al nono; 3 - il decimo gruppo.
I primi tre gruppi esistono da prima che l’organizzazione andasse in sonno, mentre quelli dal quarto al nono vennero creati per fronteggiare la maggiore complessità delle attività umane che si era creata nell’epoca successiva al risveglio; infine il decimo, che è il più piccolo, è l’unico a non essere direttamente accessibile dal mondo profano, perché i suoi membri vengono cooptati dagli altri gruppi.
Delle funzioni e delle competenze dei gruppi dal quarto al nono e di quelle del decimo parlerò nel prossimo articolo, limitandomi qui ad accennare ai compiti dei primi tre.
Nella prassi, i primi tre gruppi hanno il compito di variare i menù energetici sulla base delle singole esigenze dei gruppi dal quarto al nono, e ritrasmetterli a ciascuno di essi. Questa procedura determina una sovrapposizione di competenze che nel corso dei secoli è stata spesso posta in discussione, perché i gruppi dal quarto al nono ricevono anche i menù in versione originale, direttamente dagli alti gradi preposti a tale compito, senza però essere autorizzati a modificarli - ed ovviamente, piuttosto che lasciare operare le modifiche ad altri, preferirebbero farle da sé. Però l’organizzazione si è sempre dichiarata contraria a concedere loro tale diritto, che a suo giudizio consentirebbe ai singoli gruppi troppo margine di autonomia.
Negli anni sessanta e  primi anni settanta del secolo scorso, l’incoraggiante procedere della diffusione dell’azione diretta ha condotto l’organizzazione ad una svolta che, dal suo punto di vista, può considerarsi epocale (ed è notevole che l’opposizione dei discendenti dei Signori dell’Essere sia stata assai tenue, in quanto avevano compreso che un loro veto avrebbe scatenato proteste difficili da controllare): l’estensione ai gruppi di alcune tra le più semplici forme di magia dell’organizzazione (vedi articolo precedente); ed anche l’introduzione del magistero magico al loro interno sta rivelandosi per i gruppi un possente fattore di cambiamento.
Il gruppo le cui attività sono state maggiormente interessate da tale cambiamento è il primo. Da sempre considerato il più autorevole per quanto concerne l’adattamento dei menù, adesso spetta a lui anche decidere in che misura, e sulla base di quali modifiche, le parti della magia dell’organizzazione trasmesse ai gruppi possano essere divulgate ai profani; e da quando gli è stato accollato questo compito, una sua scelta operativa è stata di accentuare - nell’adattamento dei menù - i cambiamenti suggeriti dalle reazioni dell’umanità ai menù precedenti, in modo che l’organizzazione possa prendere atto giorno per giorno delle mutazioni in atto nella mentalità profana, e farsi un’idea più chiara di quali segreti della sua magia siano maturi per essere divulgati.
Per esempio, da alcuni anni a questa parte, sondaggi telepatici accurati da parte del primo gruppo sono in corso per stabilire se sia il caso di comunicare ai profani le procedure della magia dell’organizzazione che rendono possibile la materializzazione delle energie sottili (e a titolo sperimentale, rituali di materializzazione debitamente camuffati hanno già cominciato a circolare negli ambienti magici profani).
Invece l’opera del secondo gruppo (i cui membri definiscono sé stessi gli ordinatori) è fondata, più che sulla telepatia, sulla chiaroveggenza.
I due principali compiti dei membri di questo gruppo sono: 1 - sorvegliare le modifiche apportate ai menù dal primo gruppo; 2 - elaborare strategie per la lotta contro il caos psichico, ostacolo fondamentale alla corretta ricezione delle correnti dell’organizzazione nel mondo profano; 3 - creare e mettere in circolo correnti terapeutiche espressamente concepite per risolvere questo problema.
Un quarto suo compito importante lo incontreremo forse più avanti, se il destino vorrà che questo mio breve excursus sulla struttura dell’organizzazione abbia un seguito in futuro: infatti, dopo l’uscita allo scoperto, il secondo gruppo sarà destinato a rivestire un ruolo importante in uno dei successivi sviluppi del progetto, il cosiddetto dissolvimento del piano astrale.
Quel poco che posso anticipare sul dissolvimento del piano astrale è che la mappa tradizionalmente accettata degli stati molteplici dell’essere ne risulterà profondamente alterata: in quanto quella parte dell’indefinità degli stati dell’essere che prevede la sussistenza dell’individualità umana sarà destinata a confluire sul piano della realtà oggettiva, aumentando in misura inimmaginabile le potenzialità di azione psichica (o magica) dell’umanità.
Venendo infine al terzo gruppo, la sua azione è diretta ad influenzare le attività umane sul piano fisico. Volendo sintetizzare all’estremo, le attività dei suoi membri si muovono soprattutto nell’ambito di tre facoltà: 1 - il potere di guarigione; 2 - la capacità di bloccare l’abbattersi sulla Terra di correnti energetiche non prodotte dall’organizzazione; 3 - la capacità di mettere in circolo energie positive nella vita di tutti i giorni.
Una parte del terzo gruppo è anche dedita a ricerche sulla sofferenza e sulla morte, nonché al perseguimento dell’immortalità fisica.
Abbiamo finora esaminato i primi e venerabili tre gruppi che accompagnano il cammino dell’umanità dalle sue origini. Dal quarto al nono si entra nel campo dei gruppi la cui costituzione fu successiva al risveglio dall’assonnamento; tutti figliati dal terzo gruppo, in quanto tutti dediti a sorvegliare ed accompagnare il cammino dell’umanità sul piano della realtà oggettiva.
Ma di questi, come del decimo gruppo, tratteremo la prossima volta; dopodiché, concluderemo la nostra breve carrellata sui tratti generali dell’organizzazione spendendo poche parole riguardo ai suoi membri di rango più elevato, i cosiddetti alti gradi.


Daniele Mansuino

 

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