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Riflessioni sull'Esoterismo

di Daniele Mansuino   indice articoli

 

L'organizzazione esoterica che domina il mondo

- Terza parte

Dicembre 2020


Inauguro questo articolo riprendendo la descrizione delle attività dei gruppi dell'organizzazione, che il mese scorso ho interrotto al terzo gruppo.
L'influenza sull'umanità dei gruppi dal quarto al nono si esercita a due livelli: della civiltà e della cultura. Secondo la terminologia dell'organizzazione, una civiltà esprime il livello di coscienza di un popolo sul piano delle relazioni, dei metodi di sopravvivenza e dei sistemi di vita, ed è il prodotto di un'attività collettiva portata avanti da tutti i membri del popolo stesso; una cultura è invece l'espressione dello stato di coscienza e dei tratti caratteristici che differenziano un dato popolo dagli altri - ovvero quei tratti che vengono sviluppati e perfezionati non da tutto il popolo, ma dalla sua minoranza di intellettuali.
Secondo il metodo usato dall'organizzazione per monitorare le attività del mondo profano, civiltà e cultura costituiscono rispettivamente il polo passivo e il polo attivo di un sistema di forze, nell'ambito del quale possono essere classificati e raffigurati gli eventi della storia.
Dallo studio delle sue dinamiche, le quali rispondono a leggi cicliche ben precise, l'organizzazione può farsi un'idea degli ambiti su cui occorre intervenire per ottenere risultati in linea col progetto, e la natura di tali interventi può essere sintetizzata nella formula incrementare la ricettività delle civiltà alle esigenze del progetto, e rifornire le culture di correnti di qualità elevata.
Infatti le culture, essendo attive nei confronti delle civiltà, sono passive nei confronti dei gruppi; e questo fenomeno, assolutamente naturale ed automatico, non può essere cambiato in alcun modo dall'attività umana.
Per questo l'organizzazione, pur essendo piuttosto costernata dalle prospettive complottiste che la dipingono come qualcosa di malvagio, se la ride riguardo alla possibilità che l'azione dei suoi avversari possa davvero ostacolare il progetto: perché nessuna forza liberata dall'uomo potrà mai essere in grado di neutralizzare il ruolo di guida esercitato dall'attività dei gruppi sullo sviluppo civile e culturale dei vari popoli.
Anche i gruppi sono a loro volta passivi nei confronti degli alti gradi, e questa bipolarità si ribalta ulteriormente ancora più in alto, come forse avremo occasione di vedere. Ma perché la trasmissione delle correnti possa svolgersi nel modo migliore, l'obbiettivo comune a tutti i livelli di cui abbiamo trattato consiste nel fondere passività e attività in un equilibrio che ne costituisca la sintesi.
Apriamo ora la nostra carrellata con il quarto gruppo: forse quello che può vantare la più ampia gamma di attività diverse, ma il cui lavoro è complessivamente consacrato all'educazione.
Il suo momento d'oro lo ha attraversato nel secolo scorso, quando il mondo profano attraversò un periodo di forte interesse nei confronti della pedagogia; ma per quanto concerne l'economia del  progetto, la sua più importante opera consiste nel ripercorrere a ritroso - con instancabile pazienza - i metodi di apprendimento umani fin dalle origini (attingendo dall'inestimabile tesoro delle scritture dell'organizzazione - vedi primo articolo di questa serie), allo scopo di classificare ed analizzare l'enorme numero di combinazioni diverse tra istinti e intelletto che sono derivate, nel corso dei secoli, dalla progressiva frammentazione dell'umanità.
Dal materiale così raccolto, il quarto gruppo perfeziona costantemente la sua conoscenza delle regole che governano le diversità evolutive tra i popoli: un contributo di fondamentale importanza non solo per i gruppi, ma anche per i membri dell'organizzazione di grado più elevato che lavorano ai menù.
Va detto a questo proposito che è individuabile, nel lavoro di ogni gruppo, un pool di attività tendenti a rimediare in qualche modo all'estraniamento dal sociale dei membri interni dell'organizzazione, del tutto concentrati nel lavoro sulle correnti; ed in questa categoria di attività possiamo registrare anche la sperimentazione di tecniche volte a formare sempre meglio i nuovi membri dei gruppi, tanto per quanto concerne il modo di rapportarsi con la coscienza collettiva, quanto per migliorarne le capacità di ricezione dei menù.
Riveste grande importanza l'apprendimento delle scienze politiche, disciplina nella quale le conoscenze plurimillenarie dell'organizzazione rappresentano quanto di meglio esista al mondo; ed è sempre il quarto gruppo ad occuparsi direttamente della formazione dei membri del quinto gruppo, che alla politica è specificamente dedicato.
Nell'ideale dell'organizzazione, un governo giusto dovrebbe essere in grado di incoraggiare lo sviluppo della personalità dei cittadini, e contrastare la prepotenza e l'arbitrio. Purtroppo, il processo che tende a identificare e ad applicare la forma di governo ideale è ancora ben lungi dall'essere compiuto. Dagli innumerevoli esperimenti effettuati nel corso dei secoli, tre forme di governo si sono rivelate più persistenti delle altre:
1 - l'oligarchia, che esiste di fatto in molti stati apparentemente democratici. Nel progetto dell'organizzazione dovrebbe lentamente evolvere, dalla sua attuale natura di oligarchia economica, in direzione di un'oligarchia intellettuale.
2 - la democrazia rappresentativa, oggi esistente solo a livello teorico; il quinto gruppo dedica gran parte delle sue forze a quella elevazione di livello della coscienza collettiva che dovrebbe consentire la sua reale attuazione.
3 - la dittatura, della quale distingue tre modelli:
a - monarchia assoluta - molto diffusa agli albori dell'umanità, da molti secoli ormai non fornisce più risultati apprezzabili, e sarà presto accantonata;
b - dittatura fondata sull'applicazione di ideali teorici - per quanto possa sembrare paradossale, i maggiori problemi legati a questa forma di governo derivano dall'egoismo e dalla corruzione, che anziché scoraggiata è piuttosto favorita dall'idealismo utilizzato come paravento;
c - dittatura pragmatica, o fondata sull'applicazione di misure pratiche: la fragilità delle sue basi rischia di farla degenerare in forme di governo poliziesco, o basato su forme estreme di nazionalismo.
La pratica di queste due ultime forme di dittatura, sebbene in regresso, è ancora tollerata, perché l'organizzazione le considera funzionali alla produzione di alcuni tipi particolari di energie sottili (ne parleremo forse un giorno). Per questo, i menù ritrasmessi dal quinto gruppo vengono considerati piuttosto insoddisfacenti da chi - come me - li valuta nell'ambito di una prospettiva politica di sinistra.
Tutte le forme di governo sopra elencate (tranne forse la monarchia assoluta) saranno utilizzate fino al momento dell'uscita allo scoperto (vedi ancora il primo articolo); dopodiché la democrazia rappresentativa prevarrà definitivamente, instaurandosi pressoché ovunque fino all'avvento del governo mondiale (è il caso di rilevare ancora una volta che l'organizzazione ha abbandonato ogni esplicita propaganda in favore del governo mondiale, anche se esso costituisce una tappa del suo progetto del tutto irrinunciabile).
Da tempo è allo studio l'idea di procedere alla fusione del quarto e del quinto gruppo, per fare dell'educazione civica e della politica una cosa sola; in verità, la principale ragione per cui non è stata ancora attuata è che non si è giunti ad un accordo sugli aggiustamenti simbolici impliciti nel passaggio da dieci gruppi a nove.
Il sesto gruppo si occupa delle religioni. È un suo carattere di rilievo l'uso di un metodo comparativo delle religioni fondato su un sistema binario Sole/Luna, del quale ci si serve per individuare le quote energetiche da destinare quotidianamente nei menù alle varie religioni operanti sul nostro pianeta.
La bipolarità Sole/Luna è alla base di coppie di concetti come trascendenza e immanenza, nonché dei rapporti tra umanità e natura e di quelli tra l'organizzazione e l'umanità; ed è a partire da elaborazioni di questo genere che l'organizzazione ha equipaggiato il sesto gruppo della sua teologia superiore, dalla quale è facile ricollegarsi all'essenza di tutte le religioni umane.
Parecchi membri del sesto gruppo sono da sempre sistemati nei punti chiave di tutti i corpi religiosi del mondo, ed avremo forse occasione di approfondire in futuro i dettagli del loro lavoro, diretto a far convergere - costantemente e impercettibilmente - le dottrine di tutte le religioni sul progetto.
Il settimo gruppo è rivolto alla scienza. Anch'esso dispone di un metodo molto simile a quello del sesto gruppo (chi conosca uno dei due metodi è in grado di comprendere anche l'altro), fondato però non su due termini ma su tre: il Sole, la Luna e l'Uomo.
Per quanto, in generale, i sistemi (o i codici, o gli algoritmi) dell'organizzazione fondati sul ternario consentano approfondimenti più elaborati rispetto a quelli binari, sono tuttavia più complessi, e soprattutto molto più difficili da trasmettere a livello telepatico; il che costringe spesso i membri del settimo gruppo a dover operare con l'assistenza dei membri del primo.
La suggestione, rivolta agli scienziati, della direzione da imprimere ai loro studi per raggiungere nuove scoperte, può essere considerata un'avanguardia della trasmissione telepatica che l'organizzazione sta sforzandosi di introdurre nel mondo profano (vedi articolo del mese scorso), in quanto viene praticata già da diversi millenni, e possiamo senz'altro classificarla come uno dei lavori più difficili che i gruppi debbano affrontare.
È compito del settimo gruppo ritrasmettere ai ricettori profani quelle parti di conoscenza che l'organizzazione decide gradualmente di divulgare, in modo che il progresso sia sempre il più possibile aderente a quanto prevede il progetto, e basterebbe un piccolo errore per lasciar fuoriuscire informazioni che, in teoria, potrebbero anche condurre alla distruzione del genere umano; né è questa l'unica difficoltà, perché questo lavoro va anche coordinato nel modo più preciso con quello degli altri gruppi, cosicché la coscienza collettiva si ritrovi preparata ad accogliere positivamente le innovazioni scientifiche.
Un altro compito del settimo gruppo, che si integra con il precedente, è la cancellazione progressiva delle antiche forme di conoscenza che si considerano sorpassate; ed un terzo è la cura dei rapporti tra scienza e religione, che è destinato a diventare sempre più importante a mano a mano che entrambe - come prevede il progetto - convergeranno sull'equivalenza divinità/energia vitale.
Anche in questo settore molto delicato è necessario che le informazioni filtrino poco alla volta, per dare modo ai leader religiosi di tutto il mondo di elaborarle a livello teologico senza che debbano verificarsi distacchi troppo bruschi dall'ortodossia precedente.
Inutile precisare che questo tipo di lavoro viene svolto dal settimo gruppo in stretta collaborazione con il sesto.
L'ottavo gruppo è dedito alla psicologia, ma in modo piuttosto diverso da quanto il lettore potrebbe immaginare. Nella sua definizione, la psicologia consiste nel rapporto dell'uomo coi tre regni della natura (…) e nel rapporto dei “gruppi” coi gradi superiori dell'organizzazione: due campi entrambi segnati da costanti cambiamenti dovuti al mutare delle epoche e dell'equilibrio energetico dell'Universo, e (che) devono quindi essere accompagnati da opportuni aggiornamenti sui modelli percettivi ed interpretativi della mente umana.
Potrà senz'altro sorprendere come questa definizione (che ho tratto dalle scritture) tralasci gran parte di quel vero e proprio oceano di argomenti che costituisce il campo della psicologia profana. La ragione va ricercata in controversie, abbastanza recenti, a proposito delle competenze dell'ottavo gruppo (che è, tradizionalmente, uno dei più indisciplinati), al quale alcuni campi di indagine vennero prima sottratti e poi restituiti; ed anche di questo avrò forse occasione di parlare in futuro.
L'ottavo gruppo collabora con il settimo nello studio dei regni animale e vegetale: caratterizzati da un diverso equilibrio energetico rispetto agli esseri umani, e tuttavia importanti non solo per l'equilibrio generale del pianeta, ma pure come veicolo delle correnti contenute nei menù.
L'interscambio energetico esistente in natura tra esseri umani, animali e piante è qualcosa di cui chiunque ha avuto occasione di rendersi conto; però a livello teorico si rivela un campo di studio estremamente difficile, al punto che i membri dell'ottavo gruppo specializzatisi in quest'arte hanno il diritto di valersi dell'aiuto di membri di qualsiasi gruppo da loro scelti.
Il nono gruppo si occupa del denaro: una componente dell'esperienza umana che l'organizzazione non ha mai amato, ma a cui riconosce una potentissima valenza come vettore energetico.
Se si considera la potenza della magia dell'organizzazione (ennesimo tema del quale il poco spazio a disposizione mi nega, almeno per ora, l'approfondimento), si può comprendere come il controllo dei flussi di denaro possa rappresentare per essa, e per il nono gruppo in particolare, un compito della massima facilità.
Il lavoro di questo gruppo, fondato soprattutto su conoscenze legate al regno minerale, è una sorta di alchimia superiore in cui la dottrina delle corrispondenze astrologiche tra astri e metalli va molto al di là delle conoscenze che se ne hanno (soprattutto per mezzo dell'ermetismo) nel mondo profano; e se volessi dare un suggerimento a quanti fossero tentati di portarla alla luce, gli direi che il primo e più fondamentale passo consiste nell'approfondire il legame tra le classiche e ben conosciute corrispondenze metallo-pianeta e le rispettive leggi cicliche.
Naturalmente le conoscenze del nono gruppo, per poter essere fruttuosamente applicate, devono essere integrate da studi economici di tipo classico; dopodiché i risultati eccezionali arrivano, per così dire, in automatico, al punto che i membri degli altri gruppi hanno sempre invidiato la facilità con cui i loro colleghi del nono ascendono al vertice dei settori affidati al loro controllo (infatti, uno dei pochi temi sui quali mi sento di dare ragione - almeno in parte - ai complottisti, è che effettivamente un certo numero di grandi capitalisti fa parte dell'organizzazione, anche se non allo scopo di perseguire gli assurdi piani di potere loro attribuiti).
Un altro compito del nono gruppo consiste nel devolvere una parte dell'incalcolabile patrimonio dell'organizzazione a scopi filantropici ed educativi.
Nessuna speculazione economica individuale è consentita ai suoi membri, pena l'espulsione. Nei secoli passati, erano anche molto rigide le restrizioni imposte al loro stile di vita; ma ora molto meno, perché si è visto che nel mondo di oggi la frugalità viene considerata una forma di stravaganza, e attira troppo l'attenzione.
Infine c'è il decimo gruppo, il cui funzionamento è completamente diverso rispetto a quello dei nove che abbiamo finora citato. Infatti, definirlo passivo nei confronti degli alti gradi, come abbiamo detto degli altri gruppi, non sarebbe esatto: esso piuttosto va collocato al punto di raccordo tra i membri interni dell'organizzazione e quelli dei gruppi, e la sua funzione può essere meglio compresa se lo si immagina come del tutto estraneo alla struttura gerarchica.
Lo si può, in un certo senso, concepire alla stregua di un'istituzione universitaria, il cui fine è di tramandare la conoscenza globale dell'organizzazione ad un livello tanto strutturale quanto energetico: un compito al quale, in sua assenza, non potrebbero dedicarsi in modo soddisfacente né i membri interni - concentrati sulle correnti - né quelli esterni, immersi nel lavoro particolare dei singoli gruppi.
In seguito al suo bagaglio di conoscenze, appartiene al decimo gruppo anche il compito di pianificare svariate attività del futuro: per esempio, si dice addirittura che l'organizzazione sia intenzionata ad affidargli la fissazione dei tempi dell'uscita allo scoperto e del governo mondiale (e che i discendenti dei Signori dell'Essere siano fieramente contrari a quest'idea, e che siano in atto a questo proposito grandi polemiche interne, insomma le solite cose).
È forse esagerato supporre che ad un gruppo, ovvero ad una struttura del livello gerarchico inferiore, sarà affidata per intero una tale responsabilità. Però è un fatto che l'uscita allo scoperto renderà necessario replicare con esattezza quella che è oggi la struttura interna dell'organizzazione all'esterno di essa; il che richiederà tanto una buona conoscenza della sua storia quanto la capacità di coordinare l'azione dei gruppi con autorità e competenza, entrambi requisiti per i quali il decimo gruppo non è di certo carente.
Per chiudere il discorso sui gruppi, le loro funzioni si possono così riassumere:
1 - sono una struttura di collegamento creata allo scopo di ritrasmettere all'umanità profana le correnti energetiche contenute nei cosiddetti menù,
2 - parecchi membri della quale provvedono anche ad agire sul mondo profano, in conformità allo sviluppo del progetto;
3 - sono poi anche un deposito di conoscenze esoteriche, relative tanto al passato quanto al futuro, che essi pongono a disposizione dei propri membri e divulgano in parte anche all'esterno, con mezzi idonei affinché i profani le recepiscano nella misura desiderata,
4 - e sono, forse, l'embrione di una replica exoterica dell'organizzazione, destinata ad apparire sulla Terra in futuro.
Da quanto ho scritto finora, dovrebbero risultare evidenti anche certi limiti dell'influenza dell'organizzazione sulle vicende umane.
Per esempio, nel caso di una guerra, non sempre essa è in grado di prevedere chi vincerà. Sebbene la sua conoscenza delle forze in campo sia molto superiore a quella dell'uomo della strada (e degli stessi governanti dei paesi impegnati nel conflitto), la sua politica prevede di immischiarsi nelle faccende esteriori del mondo profano il meno possibile, e dell'esito di alcune guerre si disinteressa nel modo più assoluto.
Invece è più importante, dal suo punto di vista, combattere contro l'ignoranza e lo spirito di separatività che affliggono il genere umano, fornendo agli uomini gli strumenti per migliorare da sé la propria società e il proprio destino.
Premesse queste affermazioni, se la nostra chiacchierata avrà modo di riprendere in futuro, potrà capitarmi di citare varie occasioni in cui l'intervento dell'organizzazione in una guerra si è rivelato determinante  (così per esempio nella seconda guerra mondiale), ed altre in cui l'influenza dei gruppi sta producendo effetti collettivi di portata spettacolosa, come i più recenti interventi del sesto gruppo in campo religioso; ma sarò sempre piuttosto riluttante a enfatizzare il valore di tali fenomeni (i quali, tutto sommato, devono essere considerati più le eccezioni che la regola), per non incoraggiare negli amici lettori l'erronea tendenza a valutare il potere dell'organizzazione in base ai risultati concreti da essa ottenuti nel mondo.
È quest'ultimo un metro di valutazione che all'organizzazione è del tutto sconosciuto. Forse i profani, nei loro tenaci e spesso eroici tentativi di influenzare il proprio destino, hanno bisogno di conferme basate sui risultati, ma l'organizzazione non ne ha. Il suo potere è assoluto, e come tale può permettersi di amministrarlo con parsimonia, rifuggendo dagli obbiettivi a breve termine come da… sconvenienti volgarità, e concentrando ogni forza sulla realizzazione del progetto.
È ora arrivato il momento di parlare un po' degli alti gradi. Come ho già avuto modo di accennare nel primo articolo, il fatto che io abbia trattato soltanto di loro e dei gruppi non deve far supporre che l'organizzazione sia tutta lì, e meno che mai che la posizione gerarchica degli alti gradi si trovi immediatamente al di sopra dei gruppi: al di sopra dei gruppi (o gradi esterni) esistono sei gradi interni, e solo i tre più elevati di questi ultimi costituiscono gli alti gradi propriamente detti.
Dei tre gradi intermedi ho scelto di non parlare per non complicare le cose; ma avremo occasione di affrontarli se, in futuro, sarò autorizzato a presentare al lettore nei dettagli il processo di ricezione e trasmissione delle correnti.
Gli alti gradi, non più di un centinaio di persone, vivono sparsi in varie nazioni della Terra, e non intrattengono mai contatti diretti tra di loro, né con altri membri dell'organizzazione. Capita spesso, invece, che si incontrino sul piano astrale (un tema che mi è capitato di affrontare nell'articolo Le Sette Torri del Diavolo).
La loro esistenza è quella di persone normalissime, non riconoscibili dall'esterno in nessun modo; se mai una persona dovesse sostenere di fare parte degli alti gradi dell'organizzazione allontanatevi, perché si tratta senz'altro di un impostore.
Il tipo di lavoro da essi svolto è solo mentale. Essi sono in grado di adempiere con il massimo della naturalezza alle loro attività quotidiane e lavorare nel contempo su un altro livello; molti (non tutti) sono in grado di spostarsi con la mente nel tempo e nello spazio, e si favoleggia che alcuni posseggano il dono dell'ubiquità.
Comunque sia, le loro capacità telepatiche sono difficilmente concepibili da una persona normale: per esempio, uno solo di essi è in grado di influenzare a distanza le decisioni di un'assemblea di persone, un giochetto alla cui esecuzione si prestano spesso e volentieri in risposta a richieste d'aiuto da parte di membri dei gruppi.
L'ascesa gerarchica di un membro dell'organizzazione dai gruppi agli alti gradi è un processo incomparabilmente lento e riservato a pochi. La maggior parte dei membri rimane tutta la vita allo stesso grado in cui è stato cooptato e iniziato, e sono pochi quelli che avanzano.
Va detto che, a differenza di quanto accade nella maggior parte delle società segrete del mondo profano, la scala dei gradi dell'organizzazione non deve necessariamente essere percorsa un passo alla volta: per i pochi che avanzano è possibile la cooptazione diretta a un grado molto superiore, come pure è possibile la cooptazione diretta di un profano a qualsiasi grado. La ragione di questa regola risiede nel fatto che la valutazione di un individuo viene fatta nell'organizzazione in base a criteri esclusivamente operativi, ovvero in base al tipo di contributo che è qualificato a fornire nel lavoro di ricezione e trasmissione delle correnti.
La tradizione esoterica cui gli alti gradi attingono direttamente è senza dubbio la più antica oggi operante, perché risale ai primordi dell'organizzazione, decine di secoli prima del suo assonnamento.
Ad essa potrebbe attagliarsi la denominazione di tradizione primordiale, anche se, da oltre un secolo a questa parte, quest'ultima definizione è stata adottata (con un significato sensibilmente diverso) da sedicenti esoteristi niente affatto abilitati a rivendicarne il monopolio.
L'operazione che posero in atto fu, in sostanza, di attribuire il nome di tradizione primordiale ad una sintesi arbitraria, da loro stessi creata, delle tradizioni esoteriche elaborate dagli uomini durante il periodo di assonnamento dell'organizzazione.
Il fine di tale manovra, cui non credo possa essere concesso il beneficio della buona fede, era di poter attribuire all'idea di tradizione primordiale connotazioni cosmologiche e politiche (queste ultime, pesantemente reazionarie) del tutto estranee al reale progetto dell'organizzazione.
Io, comunque, non ho intenzione di tenere nel minimo conto tali miserie; e se dovesse capitarmi di riprendere questa serie di articoli e di parlare ancora, in futuro, di tradizione primordiale, sia chiaro che mi riferirò a qualcosa di ben diverso e più prezioso di quanto affermato da costoro: ovvero a quella parte di insegnamenti dell'organizzazione che fin dalla preistoria è filtrata in seno alle culture umane, trasformandosi di conseguenza in una parte costitutiva del bagaglio esperienziale dell'umanità.
Per quanto il corpo complessivo delle dottrine dell'organizzazione sia di dimensioni umanamente non misurabili (la sola parte costituente la magia dell'organizzazione, che non è la maggiore, è di gran lunga più estesa di quanto un uomo sia in grado di apprendere nell'arco della vita), per darne una raffigurazione sintetica lo si potrebbe accostare alle arti marziali, che per abbattere il nemico si servono della sua forza: allo stesso modo, per suo mezzo, le illusioni connaturate al piano astrale non vengono mai combattute frontalmente, ma piuttosto rielaborate e trasformate in energie positive.
Abbiamo già rilevato come il livello di operatività dei gruppi sia oggi in aumento rispetto al passato; ma dal punto di vista degli alti gradi (fatta esclusione per i discendenti dei Signori dell'Essere) lo si considera ancora insufficiente. L'efficienza dei gruppi è destinata a migliorare ancora di molto, fino a raggiungere il picco in occasione dell'uscita allo scoperto.
Il numero dei profani in grado di recepire telepaticamente le correnti sta aumentando. Se, in passato, era l'impegno dei singoli individui a determinare, da parte loro, un contatto con l'organizzazione dopo una lunga ricerca, oggi il contatto è frutto perlopiù di un processo opposto: le correnti si incarnano nella coscienza collettiva sempre più a fondo, e vanno per così dire a cercarsi gli individui destinati a diventare i loro ricettori consapevoli. Alla singola e faticosa ricerca svolta in segreto, tanto magnificata e retoricamente celebrata nelle vie iniziatiche dei secoli passati, si va sostituendo - bene o male che ciò sia - un tipo di ricerca fondata soprattutto sul cercarsi l'un l'altro, sullo scambio di esperienze, sullo scambio energetico.
Per chiudere, un'ultima precisazione sull'uscita allo scoperto: l'esteriorizzarsi dell'organizzazione non è destinato a realizzarsi in tempi brevi, bensì a coprire il lungo lasso di tempo che precederà l'avvento del governo mondiale, con gli alti gradi che saranno gli ultimi ad uscire.
Ma, ripeto ancora una volta: se il destino benevolo lo vorrà, avremo occasione di trattare lungamente questi temi in futuro.


Daniele Mansuino

 

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