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Riflessioni sull'Esoterismo

di Daniele Mansuino   indice articoli

 

Riflessioni lgbt sulle sette energie di Banshei

di Daniele Mansuino, Davide Cavosi e altri
- Seconda parte

Febbraio 2021

 

Il dibattito sulle sette energie, del quale abbiamo presentato la prima parte lo scorso mese, prosegue e si conclude con la trattazione delle restanti tre energie: di Venere, di Giove e della Luna.


Energia di Venere


L'energia venusiana è davvero parecchio fraintesa, molto più di quanto non lo sia quella lunare.
La Luna regola la biologia, la crescita, i cicli, anche l'umore, tutte cose a portata di riflessione - basta una riflessione approfondita sul mistero del ciclo mestruale per imparare un sacco di cose sulla Luna; Venere, invece, si tende ad associarla culturalmente alla figura stereotipata della donna, che in realtà c’entra poco, o almeno c’entra nella misura in cui può entrarci un uomo.
Non solo, ma la bellezza che emana da Venere e la sua energia l’hanno sempre associata all'arte; eppure non è di Venere che dovrebbe essere ricolmo un artista, musicisti esclusi, ma piuttosto di Marte.
Venere è la bellezza che ti toglie il fiato in quanto naturale, non in quanto armonica. È una melodia dolce e consapevole, notturna e piena di vita concreta e vissuta. Odora di sottobosco, di sudore, di fluidi sessuali - una bellezza incarnata e tangibile, ripulita da ogni astrazione ed idealismo.
Assenza di pregiudizio. Spirito critico. Il ragazzo della porta accanto (N.d.r.: Alcuni partecipanti aggiungono altri spunti meno decifrabili).
Tutto questo non c’entra molto con il genere sessuale - esistono ragazzi e uomini ricolmi di energia venusiana che vengono additati come effeminati, ma in realtà di femminile (di lunare) hanno poco, e possono perfino possedere un Marte importante. Vero, … ? (viene citato uno dei partecipanti, seguono parecchie risate)
È vero, invece, che una considerevole presenza di Venere in un maschio possa influire sull’orientamento sessuale, in quanto Venere è pur sempre la destinataria per elezione dell'energia marziale.
In una femmina, un’eventuale scarsità di Venere può determinare un potentissimo fascino mentale nei confronti degli esseri che la possiedono, siano essi di sesso maschile o femminile. L'attrazione per l'aspetto lunare dipende invece esclusivamente dall’attività del centro marziano, e può essere risolta, prevalentemente a livello emotivo e fisico, in un altro essere di struttura femminile. Nel maschio, infatti, l’aspetto lunare è in Ajna, che non solo è l'ultimo dei quattro rimbalzi ascendenti, ma è anche lontanissimo dal piano della realtà oggettiva.
Ma torniamo a Venere.
(N.d.r.: Ancora una volta sembra che venga letto un testo, di cui non è menzionato il titolo né l’autore)
Immagina una notte d’agosto. Il bosco brulica di suoni e di ronzii. Lontano, le stelle del cielo sono piccoli pallidi puntini freschi, mentre tutto attorno scorrono ruscelli. Anche il fluire dell’aria tra le fronde contribuisce al crescere di questa vibrazione cristallina.
Questo è il paradiso perduto, ti dici, la terra originaria rimasta vergine dai tempi in cui Adam scelse invece Lilith-Luna.
Creature affascinanti e dalle orecchie appuntite abitano questo piano, e cantano, o meglio fanno sesso con la voce. Qui è tutto chiaro, anche se è notte. Gracidano anfibi negli stagni pulitissimi e l’aria è appena più densa di quella terrestre. Enormi libellule possono volare su questo piano, dando l’impressione di nuotare nell’aria.
Il pianeta Venere deve essere associato agli elementi aria e acqua, in esatta opposizione al Marte primitivo, terra e fuoco.
(N.d.r. - uno spunto di riflessione: l’attribuzione a Venere di caratteristiche “di terra” nelle corrispondenze esoteriche profane, potrebbe forse legarsi in qualche modo alla “terrificazione” avvenuta in seguito al rapporto Marte-Luna? Come dire: in origine Venere era aria/acqua, poi, con la perdita della terra marziana e lunare, è cambiato qualcosa negli equilibri celesti… Oppure è da imputarsi esclusivamente all’inadeguatezza di un sistema a quattro/cinque, come quello degli elementi, per decifrare il “sistema a sette” dei raggi e dei pianeti?)
Il mistero del sacrificio marziale non avrebbe avuto motivo di esistere quando, in origine, era Marte 5 + Venere 5 =10. Tuttavia, nel nostro Sistema Solare 2, la Luna 7 subisce una scissione, per via di un accumulo di forza separativa ingenerato dalla sua ricezione imperfetta dell’energia solare (7+2=9, ovvero iniziazione, non completezza).
Allora la sua acqua e la sua terra vengono separate, quasi fossero l’una il riflesso dell’altra; e in questo modo, in luogo di un amalgama equilibrato dei due elementi, la Luna diventa pura terra e pura acqua.
(N.d.r.: senz’altro, il trattare di queste tragedie cosmiche in termini di elementi è riduttivo; però aiuta a dare un’idea complessiva del processo, esattamente come la riduzione dal “sistema a sette” al “sistema a cinque” operata dagli “alti gradi” dell’“organizzazione” di cui si parla in “Banshei” giova a facilitare la gestione delle “correnti” da parte dei “gruppi”)
Inoltre, il ragionare sugli elementi distribuiti nei pianeti può aiutare a comprenderne certi aspetti, e soprattutto ad evitare fraintendimenti su alcune corrispondenze; per esempio, la Luna è certamente acqua, ma non sarebbe sbagliato affermare che essa è terra, come conviene fare qualora si voglia approfondire il suo legame strettissimo col nostro pianeta. Se noi provassimo a guardare al nostro pianeta come ad un Marte 2.0 o a una Luna 2.0, potremmo comprendere molto di più della realtà in cui siamo inseriti.
Nella pratica magica, sappiamo che gli opposti si annullano e gli affini si esaltano: se ho troppo fuoco, traccerò il simbolo dell’acqua per bandirlo, mentre se voglio aumentarne ancora di più il potere evocherò l’elemento aria.
Questo potrebbe portarci a pensare che fuoco e acqua non vadano bene insieme, e si respingano. Ma tuttavia, a livello macrocosmico, dobbiamo pensare agli elementi nelle energie come a polarità magnetiche; e quindi, è vero che il fuoco e l’acqua si annullano, ma allo stesso tempo si bramano e desiderano, prima di annichilirsi - esattamente ciò che accade a due particelle di carica opposta, o a due amanti nell’orgasmo).
Così la faccia acquosa della Luna, separata dalla controparte terrosa, costituisce per il fuoco marziale un’attrazione enormemente più intensa rispetto a quella venusiana, anche se meno completa.
Ecco dunque che Marte gira le spalle alla sua amante celeste, per sprofondarsi in quell’acqua cristallina.
Fuoco e acqua si annullano durante la copula (che sta ancora avvenendo, e che sempre avverrà), e la penetrazione connette gli elementi terrosi che i due hanno in comune; così la Terra si vivifica.
Il flusso mercuriale, transitato attraverso tutti i pianeti (Marte, Venere, Giove, Luna) e unito al flusso che passa direttamente da Marte a Luna, rende possibile la dualità su questo piano.
Qui nascono le energie di rimbalzo, e la divisione tra maschio e femmina. Nella struttura energetica dell’essere femminile, Marte e Luna sono infatti invertiti, cosa che era inconcepibile fino all’attimo in cui si sono uniti fino al punto di essere la stessa cosa; invece, da quel momento in poi, sono diventati intercambiabili.
Sempre in quello stesso momento, si è generata per gli esseri umani la possibilità di ripetere quel gesto che originariamente era eversivo - la copula Marte-Luna - e dare il via al fenomeno della riproduzione su scala microcosmica.
Alla luce di tutto questo, è davvero curioso pensare alle condotte ritenute illecite e trasgressive da parte di certe religioni e culture, quando la vera ribellione sessuale a livello macrocosmico è stata (per così dire) eterosessuale, e soprattutto è stata fertile.
Insomma, per tornare a parlare di Venere, dobbiamo prima considerare come Marte sia rimasto fuoco (per quanto in consunzione), avendo eiaculato l’elemento terra oltre la vulva lunare, in quel magma incandescente che sono le energie mercuriali di discesa e di rimbalzo.
Ciò accade a causa dell’accumulo di separatività nella Luna, 7+2=9; e Marte, sprofondato in questo ambiente, passa dalla sua forma integra originaria 5 a una forma divisa 4+1, completando il quadro lunare e terrificandolo.
In tal modo, quest’ultimo coagula fino raggiungere lo stato fisico: 7+2+1=10.
Nel nucleo magmatico, si creano i sette metalli (piombo, oro, mercurio, ferro, rame, stagno, argento), determinando uno scompenso energetico negli equilibri celesti: poiché ora Marte e Venere fanno 4+5=9, e non fanno più 10=1.
Adesso Marte non può più staccarsi da Luna, poiché essa contiene definitivamente una sua parte: proprio quel frutto del peccato originale che ha reso instabile il sistema. Al di là dell’estasi copulatoria (che è la dimensione che stiamo vivendo), è ridotto ora ad un pianeta spento e deserto, 4; e non ha più l’integrità che lo rendeva il compagno perfetto di Venere, con la quale mantiene soltanto più un legame che, in termini umani, si può definire di ricordo e di nostalgia.
Questo legame lo si può comprendere in maniera lampante osservando la luce di Venere dopo il tramonto, o all’alba. Risveglia un senso di armonia sfumato dal ricordo, filtrato in giallo per via dell’influenza marziale.
Venere, da parte sua, mantiene integro il suo desiderio per il suo vecchio compagno, che però non esiste più nella forma originaria. Un’altra caratteristica della quinta energia è infatti una sottile e perenne insoddisfazione, alla quale sempre si accompagna la contemplazione della bellezza.


Energia di Giove


E se pensiamo a Giove?
Una bolla di gas che si espande, si estende, esplode nel vuoto. Sembra quasi liquido, ma non lo è. Cresce talmente tanto che le energie del terzo campo finiscono per perforarlo, compenetrandolo con piccoli dardi energetici che, misteriosamente, risultano scomponibili in sette microscopici fiotti.
Emerge così il Tempo, il principio della disgregazione.
Sì ma disgregazione di cosa? Che cosa è dunque questa bolla di spazio, piena di avvallamenti determinati dai buchi del tempo?
L’energia gioviana è espansione, non spazio, ed è tanto strettamente interconnessa al principio temporale (Chronos/Saturno) da dipendere da esso. È possibile infatti uno spazio fisso e non in espansione, ma non l’espansione nell’eternità, o la copresenza di tempo ed immobilità.
Vediamo che le energie di Saturno e Giove sono interdipendenti almeno per quanto riguarda l’aspetto finale della prima, che primordialmente non assume la forma temporale (ma quest’ultima, d’altra parte, è solo una delle tre possibili forme che può assumere la circolazione energetica saturnina).
Parlare dell’energia gioviana significa tirare in ballo il concetto di evoluzione, che porta in sé due movimenti, associabili al comportamento delle energie corrispondenti.
Da una parte abbiamo il moto espansivo, ossia la disgregazione dell’atomo guidata dall’espansione dello stesso e l’associata perforazione delle energie del terzo campo: tutto ciò porta a galla il concetto di dolore e il suo superamento.
Dall’altra, l’atomo perforato raccoglie (in una struttura chiusa ad S, su un suo lato) quella parte di energie del terzo campo che non riescono a trapassarlo del tutto; e ciò lo squilibra, portandolo un po' alla volta ad adottare un moto rotatorio decrescente.
Vediamo che il concetto di evoluzione non è lineare, ma sarebbe ugualmente riduttivo pensarlo in termini di spirale o come un eterno ritorno dell’eguale; questo per via della natura stessa dell’energia gioviana, che possiede sì una meravigliosa capacità di autosuperamento estensivo e rotatorio, ma che tende alla cristallizzazione ed all’esaurimento di queste qualità nel corso del tempo.
Ciò accade in quanto le energie del terzo campo, a mano a mano che penetrano in maggior misura nell’atomo ed allargano le maglie dei suoi circuiti, trovano sempre più il modo di sfuggirvi, e la struttura S si indebolisce, rendendo più stabile l’atomo e meno propenso alla rotazione.
Alla rarefazione energetica dell’atomo si accompagna la formazione al suo interno di 8 microscopiche fasce. Mentre l’atomo si espande, le otto fasce di materia atomica a loro volta si ampliano ed aumentano in esistenza e potere. Così, l’attrazione gravitazionale che si stabilisce tra loro arresta l’esplosione dell’atomo gioviano, cristallizzandolo in un equilibrio pressorio, nel quale due energie equivalenti ed opposte si oppongono in una perenne tensione.
Il risultato finale è una struttura stabile, perforata ed incapace di superare il dolore connaturato alla propria solidificazione.
Non è questo il risultato di ogni forma del sistema terrestre? Cos’è accaduto ai grandi imperi? Alle religioni? Alle ideologie? La componente sovversiva e rivoluzionaria trasmuta sempre in dogmi e prigioni. Le forme di vita evolvono fino ad un certo punto, dismettono questa capacità e soccombono al dolore, si estinguono. Le nostre esistenze individuali partono con una grande vivacità, facilità di adattamento, voglia di cambiare. Poi finiscono stremate dagli eventi, incapaci di accettare il continuo stimolo energetico che passa sempre per circuiti nuovi, lasciando i vortici già aperti inabitati e spenti.
Il segreto per la comprensione dell’andamento del tempo è la meditazione sul nesso causa-effetto tra l’espansione dell’atomo gioviano e la penetrazione in esso delle energie del terzo campo. Abbiamo già visto che penetrano negli atomi già strutturate in sette raggi, e questo appare un mistero insondabile, una contraddizione, a chi vive immerso nel concetto di tempo e subordina il nesso di causalità alla possibilità di un prima e di un dopo.
Sappiamo però che, nel macro, sono i grandi eventi nel tessuto del tempo (una voce: “è meglio se dici macrocosmo, i macro in francese sono i papponi” - brevi risate), invitati dalla struttura stessa del nostro sistema, a far danzare gli eventi minori che vi stanno attorno, le coscienze di tutti gli esseri, gli intenti delle divinità, il moto dei pianeti e dei piani. (N.d.r.: cfr. la parte sui “tellipsot”, o “fragori”, negli articoli di questa rubrica n°88 “Il tempo capovolto” e n°162 “Abbandonare la linearità”, e nel terzo volume di “Banshei”, cap. 15)
Anche in questo caso, come nel caso di tutta la manifestazione, è proprio il dopo ad aver causato il prima. È la struttura cristallizzata ed equilibrata dalle forze gravitazionali ed espansive ad attrarre le energie del terzo campo nei vuoti che esse percorrono.
Quanto vi ricorda, questo, il discorso che si faceva prima sulle energie di discesa e di rimbalzo?
E ancora, non è il peccato originale, la terrificazione, a squilibrare l’energia solare sottraendo terra dalle sfere celesti? E non è allo stesso tempo lo squilibrio delle sfere a riversarsi sull’energia solare e a corrompere quella marziana, spingendola al peccato e alla precipitazione in Assiah/Malkuth? Non si può pensare ad una terrificazione senza la natura distruttiva dell’amore solare, e non si può pensare ad un’energia solare imperfetta senza implicare uno squilibrio complessivo del sistema.
È nato prima l’uovo o la gallina?
Qualsiasi risposta si voglia dare, possiamo affermare senza dubbio che tutti i grandi eventi del nostro sistema sono causati dalla Terra, recipiente del magma saturnino transitato attraverso Marte e la Luna.
Segreto dei segreti: la Terra, utero nascosto, ha attratto il fallo marziale oltre la cortina lunare, il quale a sua volta ha ricevuto dall’efebo Mercurio l’ambrosia donata dal centro solare, e prima ancora dal severo Chronos.
In questa genesi vediamo il motivo per cui le energie di rimbalzo sono considerate minori. Il ratto lunare nei confronti di Marte ha precipitato le energie discendenti direttamente su quel pianeta Terra che può essere visto, in questo caso, come una sorta di Venere illegittima; in quanto si è, in questo modo, accaparrato la quinta parte marziale che avrebbe invece dovuto transitare per Venere e Giove.
Queste energie sono dunque orfane di quella parte discendente trattenuta dalla Terra: ovvero sono costituite dalle sole energie di rimbalzo, intente a transitare dalla Terra verso Saturno.
E dunque, il magma terrestre - che delle energie di rimbalzo è impregnato - ha causato, possiamo dire, ogni aspetto della manifestazione; anzi di più, mistero nel mistero, ha dato origine alla manifestazione stessa.
L’omosessualità di Dio, ossia l’idea di un sistema stabile ed in equilibrato in sé stesso, è tradita e negata dal peccato originale con cui si conclude la storia discendente delle sette energie: è proprio per suo mezzo che viene meno l’agognato equilibrio.
L’amore solare, così come è - per sua stessa natura - deviato e volto al sacrificio, è in realtà il risultato dell’adeguamento al flusso di rimbalzo proveniente dalla Terra, a sua volta generato da un rapporto irregolare tra Marte e Luna.
Così, anche l’energia solare infrange il dogma dell’omosessualità di Dio, e procede verso ciò che qualcuno ha definito una bisessualità costitutiva; quest’ultima transita attraverso l’androgino Mercurio, giunge a Marte e lo induce al peccato.
Il peccato. Concetto inflazionato e frainteso, dalla cui esistenza dipende la nostra stessa coscienza, che non può emergere se non in esso. Il peccato che necessita del proprio opposto, la santità, per potere avere un senso, per poter essere in qualche modo redento.
Ma quanto è costitutivo delle nostre vite il peccato! Dirigere l’amore verso il mondo esterno, verso una nuova eternità artificiale, distaccata dal severo Chronos… o almeno, insensibile al suo richiamo.
L’emergere di un nuovo tipo di omosessualità, dell’Uomo e non di Dio, diffusa sulla Terra e non nei cieli, è il segno dell’imminente compiutezza dei tempi, della vittoria terrestre sul cielo; del concepimento definitivo, da parte dell’utero terrestre, del misterioso frutto del coito tra Marte e Luna. Si esaurisce la fame energetica del pianeta, pronto a strutturarsi in una maniera più stabile, che non preveda dispersioni e fruttificazioni ulteriori.
L’uomo immortale sarà omosessuale; non necessariamente nel senso mondano del termine, ma nel senso che la sessualità e l’esercizio delle energie sessuali saranno sempre meno legate alla riproduzione, e sempre più rivolte ad altri fini. La terra immortale, Prometeo liberatosi dalle catene celesti, custodirà eternamente il fuoco rubato agli dei, e il destino della stirpe umana si dirigerà verso le stelle lontane.
Al tempo stesso, la difesa dall’influenza distruttiva della prima energia sarà eretta per mezzo della santificazione del peccato celeste, e la celebrazione della santità terrestre sarà fine a sé stessa: finalmente redenta, finalmente priva di dispersioni.
Si avrà allora la ricezione della settima energia di rimbalzo, bastante a sé stessa e distaccatasi dalle energie discendenti, risultato del compimento della suzione vampirica dei cieli.
Questo è il regno di Satana, l’avvento della fusione; il sogno dell’uomo e l’incubo di Dio, che già è sconfitto sin dall’origine. A lui la gratitudine umana, al sacrificio a cui è stato spinto dall’inganno terrestre/lunare.


Energia della Luna


Sì ma ragazzi, ancora una volta è ritornata l’estate. Il caldo umido, il sole, la luce e quella sensazione che sia sempre stato così, e che possa sempre continuare allo stesso modo. Giorno dopo giorno, notte dopo notte, gli odori morbidi e avvolgenti delle serenate estive ti abituano ad un’eternità che va a sfumare i confini del tempo.
Il mondo dopo il covid non sarà più lo stesso, viene ripetuto; ed intanto ci mostrano un sole perenne - ovviamente falsato, impossibile - una realtà dove è sempre giorno, e non vi è vagina celeste a riflettere nel gioco degli opposti.
Tolgono il 7 per esaltare il 2, e noi impazziamo, convinti da una religione secca che l’acqua non esiste. Obbligo, sicurezza, verità le parole d’ordine del nostro menù quotidiano.
Ma poi la natura parla, e per quanto si possano esaltare le diffusioni di frequenza, è tanto facile farsi un bel bagno di Luna se ci si vuole sintonizzare. Basta guardarla, la Luna.
Ventotto sono le chiavi per l’eternità, che è 1 e 2+8, che è luce ed oscurità, che è riflesso di fuoco e fonte di acqua, che dà ed accoglie le forme del mondo.
Questo è il segreto del 7, che quattro volte fa 28.
Sette-sette, sette-sette. Uno (Recitato da tutti i partecipanti, come una formula)
E allora diventa chiaro che al giorno segue la notte, e che anzi è proprio notte, notte che fa tzimtzum riflettendo il respiro primordiale come il calore dell’estate.
(Silenzio, poi risate. Dopo qualche secondo, una voce divertita):
In questi giorni d’estate, la luce del Sole ha qualcosa di lunare. L’aria è silenziosa, ha un leggero sapore di latte bruciato, e sembra echeggiare il ricordo della totalità di noi stessi.
(Risate, poi una voce: qualcuno vuole un Mars?)

 

Prima parte


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