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Cultura e Società - Problematiche sociali, culture diverse.
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Vecchio 22-03-2008, 10.35.19   #1
marcoriccardi1980
Ospite abituale
 
Data registrazione: 13-12-2004
Messaggi: 199
GINARCHIA: alle donne piacerebbe?

domanda alle donne:

Vi piacerebbe un mondo dominato esclusivamente dalle donne?

dove le donne rivestono la stragrande maggioranza dei ruoli di potere?

dove la società vive esclusivamente in funzione del benessere e del piacere femminile?


Vi piacerebbe?






marcoriccardi1980 is offline  
Vecchio 22-03-2008, 11.25.26   #2
Mr. Bean
eternità incarnata
 
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Messaggi: 2,566
Riferimento: GINARCHIA: alle donne piacerebbe?

se non ricordo male, in origine la società era matriarcale, perché la donna mette al mondo i figli. Poi, però, appena l'uomo si è accorto che qualcosa c'entrava anche lui con le gravidanze, allora il discorso è cambiato....
Mr. Bean is offline  
Vecchio 22-03-2008, 11.28.25   #3
kore
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Messaggi: 343
Riferimento: GINARCHIA: alle donne piacerebbe?

No, non mi piacerebbe. Andrebbe contro i miei valori di giustizia, di convivenza pacifica, collaborazione, libertà ecc.ecc.ecc.


P.s. Sono una donna...
kore is offline  
Vecchio 22-03-2008, 14.19.38   #4
Mary
Ospite abituale
 
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Messaggi: 2,624
Riferimento: GINARCHIA: alle donne piacerebbe?

No, in modo assoluto. Diventeremmo solo l'altra faccia del maschilismo.

No, grazie.

Nel mondo che io auspico per l'umanità donne e uomini sono sullo stesso piano, sono mano nella mano nella tenerezza e nell'aiuto reciproco.

Vivono nel reciproco rispetto e riescono a vedersi due parti della stessa mela.

Il potere equamente suddiviso, dove ciascuno possa dare il proprio contributo come maschio o femmina e come individuo unico e irripetibile.

Quando mi sono trovata a lavorare in un ambiente maschile con la sola eccezione della sottoscritta era quasi irreale, loro cercavano di controllarsi ed io mi sentivo in imbarazzo. Poi ho sperimentato solo quello femminile e non va bene neppure quello. Ora vivo in quello ideale dove uomini e donne si equivalgono o quasi, ed è arricchente sotto tutti i punti di vista. E' come la danza, quella più bella è composta da un uomo e una donna

che il sole della speranza illumini tutti

mary
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Vecchio 22-03-2008, 16.08.29   #5
espert37
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Messaggi: 498
Riferimento: GINARCHIA: alle donne piacerebbe?

Carissima Mary,
E' giustissimo e molto sensato ciò che esprimi, ma perchè possa avvenire,bisognerebbe che ognuno non tentasse di abbandonare il ruolo che, fisiologicamente e moralmente gli è stato assegnato dalla natura.
Il ruolo naturale della donna è importantissimo ed indispensabile all'uomo,ed altrettanto quello dell'uomo per la donna. Questa è la giusta condizione affinchè le due parti,formino la mela perfetta.
Ciao e buona Pasqua Espert37
espert37 is offline  
Vecchio 22-03-2008, 18.31.36   #6
misterxy
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Data registrazione: 15-01-2008
Messaggi: 200
Riferimento: GINARCHIA: alle donne piacerebbe?

Citazione:
Originalmente inviato da Mr. Bean
se non ricordo male, in origine la società era matriarcale, perché la donna mette al mondo i figli. Poi, però, appena l'uomo si è accorto che qualcosa c'entrava anche lui con le gravidanze, allora il discorso è cambiato....

Nella seconda metà dell'Ottocento, lo storico svizzero Johann Jakob Bachofen, sostenne che l'umanità delle origini era basata sul matriarcato, vale a dire sulla supremazia della femmina.
Si diffuse così la tesi che, prima di giungere all'organizzazione patriarcale, l'umanità avesse attraversato una fase matriarcale, in cui la vita era serena, pacifica ed egualitaria.
Le implicazioni di questa teoria non sono di poco conto: essa, infatti, ipotizza una naturalità del predominio femminile, che sarebbe poi stato sconfitto nel corso della storia a prezzo di una dura lotta tra matriarcato e patriarcato.

Essa, inoltre,"storicizza" il concetto di organizzazione sociale, dando al modello di famiglia un carattere culturale, determinato dalle condizioni socio-economiche prevalenti e non innato e universale.
Molti studiosi, attratti da questa ipotesi, ne hanno ricercato la conferma nei reperti archeologici, nei miti e nei testi antichi, riconoscendole una certa validità.
L'ipotesi matriarcale assegna alla femmina delle origini un ruolo di potere mai più riscontrabile nella storia, salvo in alcune piccole comunità cosiddette "primitive", nelle quali si possono trovare ancora oggi, forme di "predominio" femminile.
(Si narra pure che nella metà dell'Ottocento, esistesse in Africa centrale, una tribù di guerriere femmine che venne successivamente sconfitta e massacrata in una feroce battaglia, da dei guerrieri maschi. Le vittime sarebbero state oltre 2000.)

La società matriarcale si sarebbe precisata in epoca Neolitica - all'incirca dal 12.000 al 3000 a.C., a seconda delle diverse aree geografiche.
Mentre gli uomini si dedicavano alla caccia, le donne, che raccoglievano le erbe e i frutti commestibili, avevano modo di osservarne i cicli di crescita.
Iniziarono così a conservare i semi e a tentarne la semina, sorvegliando lo sviluppo delle piante.
Man mano che la produzione aumentava, diventò possibile utilizzare i cereali come alternativa-integrazione alla carne, passando a un controllo consapevole delle risorse naturali attraverso l'agricoltura, che si andò sempre più perfezionando.

Le società nomadi dei cacciatori-raccoglitori si sono così progressivamente trasformate in società agricole stanziali, grazie anche all'introduzione dell'allevamento, attività, anch'essa inizialmente femminile, che garantiva alla comunità una sicura riserva di proteine.
Il procacciamento del cibo cessava quindi di essere un'attività basata soprattutto sulla forza - come nella caccia - e diventava di pertinenza delle femmine, che ora erano in grado di sfamare tutta la comunità, acquistando tra l'altro competenze che gli uomini non avevano.
Il monopolio delle riserve alimentari conferiva alla donna un nuovo potere all'interno della famiglia, che, come ipotizzano alcuni storici, si sarebbe dotata di un'organizzazione matrilineare, riconoscendo giuridicamente la discendenza materna, vale a dire il diritto di successione femminile.

Di conseguenza, le donne godevano di un enorme potere all'interno della società, al punto che si parla di una fase di predominio decisionale e politico femminile, detta ginecocrazia, dal greco "guné", donna e "kratos"potere o matriarcato, il "potere delle madri".
Secondo gli storici, le società matriarcali sarebbero state caratterizzate da un regime comunitario ed egualitario, basato cioè sulla messa in comune delle risorse economiche e sulla mancanza di gerarchie di potere e di distinzione dei ruoli.
L'idea di un'associazione tra potere femminile e regime comunitario deve essersi conservata a lungo nella memoria collettiva, come testimonia, tra l'altro, la commedia di Aristofane "Le donne dell'assemblea" rappresentata ad Atene nel 391 a.C., vale a dire molti secoli dopo la scomparsa del potere matriarcale nell'antica Grecia.
Nella commedia, le donne ateniesi, stanche delle continue guerre, decidono di prendere il potere e di cambiare le regole del gioco, come spiega la protagonista, Prassagora:"...farò che la terra appartenga in comune a tutti, e il denaro, e tutto ciò che ciascuno possiede. Poi, da questi beni comuni noi vi nutriremo, e metteremo tutta la nostra abilità ad amministrarli senza sprechi".



[ L'idea che la visione femminile del potere sia di tipo egualitario, non competitivo e pacifista e quindi non aggressivo, è emersa ripetutamente nel corso della storia, come dimostrano alcuni grandi movimenti ereticali del Medioevo, in cui l'orientamento comunitario si univa a una forte influenza delle donne.
Le femministe degli anni Settanta hanno fatto proprio questo presupposto, sostenendo che l'identità ancestrale femminile ha un carattere ricettivo e protettivo, legato alla maternità e al bisogno di garantire sicurezza alla prole; da qui deriverebbe la maggiore disponibilità alla ricerca di soluzioni pacifiche nei rapporti interpersonali.
In questa prospettiva (dicono le femministe), le manifestazioni irragionevoli e conflittuali, al limite dell'isterismo, espresse così spesso dalle donne sotto forma di litigi, sfuriate, attacchi di rabbia e di ira irrazionale,sarebbero da ricondurre a una condizione di frustrazione indotta, a un'esasperazione dovuta all'emarginazione imposta dall'ordine dominante maschile.
Si tratterebbe dunque (dicono sempre le femministe) di una forma di compensazione reattiva, una pratica di adattamento a condizioni vissute come avvilenti e paralizzanti.
Del resto (aggiungono le solite femministe), la mancanza di autocontrollo, così ripetutamente rimproverata alle donne, non può certo essere considerata un carattere esclusivamente femminile, come dimostrano le tante guerre che da sempre affliggono l'umanità, guerre decise e condotte dagli uomini.
Dunque (concludono) l'irrazionalità femminile sarebbe soltanto una costruzione ideologica appiccicata alla femmina nel corso del tempo e non ascrivibile a una natura originaria
.]



L'aumentato potere decisionale conquistato dalle femmine con il controllo delle risorse alimentari si manifestò anche all'interno delle strutture religiose, che cominciavano a delinearsi proprio in quella fase.
Sembra proprio che in molte aree del mondo le forme di religiosità più antiche fossero basate sui culti della Madre Terra o della Grande Madre e accompagnate da riti di propiziazione della fertilità monopolizzati dalle femmine.
Tali riti sono testimoniati dalle statuette votive neolitiche, tra cui spiccano le Veneri steatopigie(dai grandi glutei) o le divinità dalle molte mammelle, che simboleggiano la fecondità femminile.
Le donne diventavano così le uniche detentrici del rapporto con il soprannaturale, le esclusive depositarie dei misteri che legano Cielo e Terra.
misterxy is offline  
Vecchio 22-03-2008, 18.32.25   #7
misterxy
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Riferimento: GINARCHIA: alle donne piacerebbe?

Il potere femminile venne sancito da istituzioni politiche e sociali in modi diversi e in epoche diverse, secondo le differenti aree geografiche.
In particolare nel Mediterraneo esso sarebbe continuato fino all'età del bronzo e avrebbe caratterizzato anche la civiltà minoica, sviluppatasi a Creta dal III millennio e terminata attorno al 1500 a.C.
Al centro della religione minoica vi era una donna potentissima, Potnia, simbolo della forza generatrice femminile.
Il suo sposo, il "paredro", svolgeva un ruolo puramente strumentale, in quanto aveva solo il compito di soddisfare sessualmente la Grande Madre, la vera tutrice della riproduzione della specie.

Il fatto che la principale figura religiosa della Grecia minoica fosse una donna assume un significato importante, poiché la struttura religiosa di una società plasma in larga misura il suo sistema di valori; per conoscere il ruolo della femmina all'interno di una determinata civiltà è importante capire come venga definito dalle credenze religiose in essa prevalenti.
E infatti, nella cultura cretese le femmine godevano di una posizione sociale privilegiata rispetto a quella loro riservata nelle altre civiltà coeve.
Le donne minoiche fruivano di una certa libertà di movimento, avevano il ruolo privilegiato di sacerdotesse, potevano amministrare il proprio patrimonio anche dopo essersi sposate, potevano ereditare da un congiunto e divorziare dal marito conservando la dote.

Non vi sono però tracce di una successione matrilineare, se non sporadiche.
Col passaggio dalla civiltà minoica a quella micenea, sviluppatasi a Micene attorno al 1450 a.C. e con il conseguente emergere della figura del guerriero, i caratteri culturali del mondo greco vanno via via modificandosi, trasformando radicalmente lo statuto sociale femminile.

Per concludere questa breve analisi su una supposta età dell'oro della femmina, nell'ambito della civiltà occidentale, bisogna ricordare che sulla sua effettiva consistenza esistono molti ma molti dubbi...
Recentemente, infatti, gli storici si stanno orientando verso un ridimensionamento dell'ipotesi matriarcale (perché sono ipotesi...), ritenendo più corretto parlare di comunità matrilineari, basate cioè sulla discendenza materna e non paterna.

Molti antropologi, poi, parlano del matriarcato in termini di "mito", vale a dire di un'elaborazione fantastica, che rappresenterebbe proprio l'opposto della realtà, il suo inverso, una forma di appagamento immaginario, come quello espresso dalle favole.
L'idea di una società dominata dalle femmine sarebbe quindi, in questa prospettiva, un'inversione mitologica, un "mondo alla rovescia" generato dal bisogno di compensare una realtà brutale e frustrante.
Le donne, insomma, avrebbero elaborato una narrazione fantastica capace di ripagare, nell'immaginazione, le sofferenze subìte.

Non è quindi facile stabilire se il matriarcato sia una leggenda o una realtà.
Se è vero che in molte culture mediterranee si è a lungo mantenuta la memoria di un'ancestrale fase di predominio femminile che ritorna alla luce in occasione di alcuni riti misterici greci e romani riservati alle donne, è altrettanto vero che neanche nella società cretese vi sono sufficienti elementi per parlare di matriarcato; si può parlare, semmai, di condizioni che assegnavano alla femmina una considerevole libertà e dignità sociale.
Lo stesso mito delle Amazzoni, da molti considerato una prova a favore di un'età d'oro matriarcale, deve essere attentamente riconsiderato.

Il nome di queste femmine guerriere, che vivevano in comunità rigorosamente femminili, deriva da "a-mazos", senza seno. Il mito, infatti, narra che esse tagliavano una mammella alle figlie affinché potessero maneggiare meglio la lancia e l'arco. Per generare figli, si univano a uomini stranieri, che erano ammessi nella comunità come schiavi.Se il neonato era maschio, veniva ucciso. Le Amazzoni erano considerate crudeli e prive di qualsiasi sentimento di umanità: la loro linfa vitale era l'odio verso l'uomo, che conferiva loro la rabbia necessaria per essere invincibili in battaglia.

Recentemente, anche questo mito è stato letto come un racconto catartico, elaborato per esorcizzare il potere femminile e per impedire che la tensione tra i sessi si trasformasse in conflitto insanabile; è inoltre molto probabile che questa narrazione servisse a rappresentare un mondo selvaggio e barbaro - come quello formato da sole femmine -, contrapposto a quello armonioso della civiltà, fondato sulla coesistenza pacifica tra i sessi.
Più che un residuo dell'era matriarcale, quindi, il mito delle Amazzoni attesterebbe una situazione esattamente opposta: la volontà di una società dominata dall'uomo di dimostrare l'innaturalità della separazione tra i sessi e l'incapacità delle donne di pervenire a una gestione equilibrata e stabile della società.
misterxy is offline  
Vecchio 22-03-2008, 18.36.08   #8
misterxy
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Riferimento: GINARCHIA: alle donne piacerebbe?

Citazione:
Originalmente inviato da marcoriccardi1980
domanda alle donne:

Vi piacerebbe un mondo dominato esclusivamente dalle donne?

dove le donne rivestono la stragrande maggioranza dei ruoli di potere?

dove la società vive esclusivamente in funzione del benessere e del piacere femminile?


Vi piacerebbe?
E' significativo che a porre una simile domanda sia un maschio anziché una femmina. Anzi, molto significativo...
Ah, a proposito, tu scrivi:
"... dove le donne rivestono la stragrande maggioranza dei ruoli di potere?".
Ricorda, le donne appartengono al sesso che detiene il potere che "fa girare il mondo", cioè il potere sessuale.
Devo aggiungere altro?
misterxy is offline  
Vecchio 22-03-2008, 20.19.10   #9
marcoriccardi1980
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Riferimento: GINARCHIA: alle donne piacerebbe?

Citazione:
Originalmente inviato da misterxy
E' significativo che a porre una simile domanda sia un maschio anziché una femmina. Anzi, molto significativo...
Ah, a proposito, tu scrivi:
"... dove le donne rivestono la stragrande maggioranza dei ruoli di potere?".
Ricorda, le donne appartengono al sesso che detiene il potere che "fa girare il mondo", cioè il potere sessuale.
Devo aggiungere altro?


si vede che non mi conosci......

prova a leggere le mie discussioni passate, in particolare la prima, quella dell'esordio su questo forum.

Sulla tua ultima considerazione sono d'accordo, ma la colpa è anche nostra.

Bye
marcoriccardi1980 is offline  
Vecchio 23-03-2008, 10.16.51   #10
Mary
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Riferimento: GINARCHIA: alle donne piacerebbe?

Citazione:
Originalmente inviato da espert37
Carissima Mary,
E' giustissimo e molto sensato ciò che esprimi, ma perchè possa avvenire,bisognerebbe che ognuno non tentasse di abbandonare il ruolo che, fisiologicamente e moralmente gli è stato assegnato dalla natura.
Il ruolo naturale della donna è importantissimo ed indispensabile all'uomo,ed altrettanto quello dell'uomo per la donna. Questa è la giusta condizione affinchè le due parti,formino la mela perfetta.
Ciao e buona Pasqua Espert37

E quali sarebbero questi "RUOLI"? No, non credo che ne esistano fisiologicamente e moralmente assegnati a nessuno, escludendo quella della procreazione, dove il maschio e femmina hanno i loro specifici compiti. E quello dell'allattamento è già stata ampiamente modificato visto la grande moda del biberon da alcuni decenni a questa parte

Niente ruoli altrimenti torniamo a imprigionarci in stereotipi preconfezionati, entro confini che si tenterà sempre di attaccare.

Niente può essere prefissato dall'esterno, la vera coppia cerca i confini nell'altro e in se stesso, cerca il sostegno reciproco.
Un po' come due ragazzini che costruiscono insieme un castello di sabbia, ciascuno è attento al lavoro dell'altro oltre che al proprio e lavora sapendo che sono un gruppo, una squadra, una sola cosa.

Solo in questo modo il nostro mondo ha ancora una speranza.

Siamo sul baratro dell'estinzione perchè le religioni monoteistiche e patriarcali si sono rivelate monche, prive della figura e del contributo femminile.

L'eterno femminino vilipeso, maltrattato, soggiogato, umiliato, condannato ha portato i suoi frutti mortali a chi lo aveva disconosciuto.

Ora, prima che il baratro ci inghiotta tutti, dovremmo riflettere e liberarci dalle colpe dei nostri padri. Sì, le loro colpe ricadono su di noi e le nostre sui nostri figli.

Ricominciare abbandonando ciò che ci è stato insegnato fino ad oggi e che ha prodotto il male in cui tutti o quasi ci dibattiamo.
I conti tornano sempre a certi livelli.
Il berlusca facendosi eleggere è riuscito a sottrarsi al giudizio degli uomini con leggi ad personam, ma ci sono leggi a cui non si sfugge neppure con tutte le ricchezze di questo mondo.

E il primo passo per riprendere la strada dell'evoluzione è far ritornare alla luce del sole la donna come donna e non mascolinizzata.

Ciascuno con i propri doni, con la propria ricchezza unica e straordinaria può contribuire alla salvezza dell'umanità. Non con la divisione maschio e femmina ma con la condivisione di me e te e loro che senza pregiudizio alcuno si mettono in viaggio verso il nuovo mondo.

Oggi tutti i cristiani pensano a Gesù risorto ma se in tutti quei cuori esplodesse la Sua scintilla d'Amore ecco che la speranza non è ancora sepolta. Pensate ad un Gesù che sposa Maria Maddalena, un Gesù che ama profondamente l'eterno femminino. Se così fosse stato ora oggi non saremmo qui a parlare di questo.

Un grande abbraccio di pace a tutti
mary
Mary is offline  

 



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