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Vecchio 25-05-2008, 15.46.58   #1
Elilu
Nuovo ospite
 
Data registrazione: 25-05-2008
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Post Chiesa ed omosessualità: un'omelia "infelice" a Genova

Ama et fac quod vis. Ama e fa’ ciò che vuoi. Senza ridurre a mero relativismo questo aforisma di paternità agostiniana, sintesi dell’incondizionata libertà che Dio ha concesso ai suoi figli, considero necessaria una riflessione. Sono questi tempi che non mi permettono di astenermi dal farlo, tempi in cui la Chiesa Cattolica autorizza, mi auguro inavvertitamente, a far risuonare nella casa di Dio parole come “coloro che ieri hanno manifestato fanno semplicemente schifo”. Schifo.

Schifo, curiosamente, è un termine di etimologia germanica che significa “paura”. L’uso che poi se ne è fatto nel tempo ha fatto sì che divenisse sinonimo di ribrezzo, ripugnanza. Si è pertanto aggiunta una sfumatura di disprezzo, certamente non trascurata dal prete che domenica 18 maggio ha ritenuto opportuno inserire nell’omelia ciò che provo vergogna nel ripetere, anzitutto come essere umano, oltre che come cattolica. Tuttavia ritengo che sia proprio la paura del diverso ad averlo indotto ad assumere una posizione del genere. Ma procediamo con ordine, o la comprensione di quanto intendo sostenere potrebbe risultare faticosa.

Chi sono “coloro che ieri hanno manifestato”, così come il sacerdote di Cornigliano (Genova) li ha definiti? Sono uomini e donne, creati ad immagine e somiglianza di Dio, creature da Lui amate incommensurabilmente. Prima di tutto. Sono poi studenti, disoccupati, lavoratori. Sono nondimeno persone che amano, soffrono, ridono. Sono anche omosessuali. Ed è soltanto questa loro caratteristica che li rende diversi dalla maggioranza di chi sta loro intorno. Eppure è necessaria e sufficiente per farne una categoria a sé. In coscienza, e con onestà intellettuale, non si può ridurre ai minimi termini una realtà così complessa come la vita di un individuo. E’ indispensabile una cautela che troppo spesso non viene nemmeno presa in considerazione.

Il giorno 17 maggio si è tenuta per le vie di Genova, in occasione della visita del pontefice Benedetto XVI, una parade laica. Non un gay pride, solo una manifestazione di dissenso, resa lecita dal ventunesimo articolo della nostra Costituzione, in cui, com’è noto, si afferma che «tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione». Assistiamo ad una coincidenza singolare, poiché il corteo si è svolto in quella che è stata anche la IV Giornata Mondiale contro l’Omofobia. Alcune associazioni, come Arcilesbica e Azione Trans, hanno aderito all’iniziativa. Questi i fatti, cristallini. Mi rendo conto di come sia stato facile, per un osservatore poco informato, interpretare la parade laica come un gay pride. Probabilmente la differenza, almeno stavolta, ha avuto sede soltanto nelle intenzioni e non nella forma.

Non nego che, proprio per il rispetto che nutro verso gli anche omosessuali, io sia poco incline ad apprezzare le plateali dimostrazioni di orgoglio. Forse figlia della convinzione che il sussurro si faccia ascoltare più dell’urlo, credo che le più profonde trasformazioni sociali si ottengano col proporre, e non con l’imporre. Proporre, alla sensibilità di tutti, una quotidianità fatta di persone che esercitano il loro diritto naturale all’amore. Un amore che non è ostile a nessun patrimonio di valori. Un amore che non sfida alcuna cultura, o mentalità. Semplicemente è, e non può sottrarsi all’inevitabilità del suo esistere.

La prima, assoluta novità del messaggio di Cristo è proprio l’Amore. Ama il prossimo tuo come te stesso. Coloro che ieri hanno manifestato fanno semplicemente schifo. Amatevi gli uni gli altri. La seconda è l’introduzione del concetto di persona così come è modernamente inteso. Ne consegue la volontà di tutelare ogni individuo in quanto riflesso di Dio. E, parallelamente, il principio di uguaglianza. E’ questa la “buona novella”: porre l’accento su ciò che unisce e non su ciò che divide gli uomini. Se riuscissimo a vedere nell’altro un po’ di noi, forse nessun testimone della Parola potrebbe riferirsi a dei suoi fratelli con disprezzo. Tanto più che la stessa ortodossia cattolica condanna il peccato (l’omosessualità praticata) e non il peccatore (gli omosessuali). Nel 1996 la Congregazione per la Dottrina della Fede ha indirizzato a tutti i vescovi una missiva in cui è esplicitato che «va deplorato con fermezza che le persone omosessuali siano state e siano ancora oggetto di espressioni malevoli e di azioni violente». Probabile che a Cornigliano non sia mai arrivata. Forse è responsabilità delle Poste Italiane, chissà.

Dunque la Chiesa ammette l’omosessualità fintanto che rimane in potenza. Ma come può questo conciliarsi con la pienezza dell’amore, anche nella sua dimensione corporea, proposto al cristiano dallo stesso Benedetto XVI nella sua prima enciclica? Che amore si richiede allora agli omosessuali? Un amore represso perché colpevole? E di cosa? Di esistere. Un’esistenza voluta dallo stesso Dio in nome del quale si sono emesse sentenze troppo spesso lontane dall’essere espressione di quella purezza originaria del messaggio cristologico.

Il Vangelo di Matteo riporta queste parole: «chi scandalizza anche uno solo di questi bambini, sarebbe meglio per lui che gli fosse appesa al collo una macina girata da asino, e fosse gettato negli abissi del mare.». Qua, e solo qua, risiede colpevolezza. Eppure la cronaca riporta con sempre maggior frequenza notizie di pedofilia, reato agli occhi di Dio, della legge civile e della coscienza, consumatasi in ambiente ecclesiastico. Questo fa schifo. Questo fa orrore. Senza possibilità di riscatto alcuno.

Gesù disse: «Ciò che avrete fatto ad uno tra i più umili degli uomini, lo avrete fatto a me». Tristemente ironico che gli anche omosessuali vengano, nella migliore delle ipotesi, definiti gay. In inglese significa “allegro”. Eppure molti di loro non conoscono la piena felicità da molto tempo. La televisione ci propone caricature da assurgere a modello di trasgressione, la moda gioca con l’interscambiabilità dei generi sessuali. Ma cos’ha a che vedere questo con la vita reale? In pochi sanno cosa significhi doversi allontanare dalla propria famiglia per impedire che possa vergognarsi di noi. Cambiare città, lavoro, casa. Solo per poter amare. E continuare ad amare ciò che ci siamo dovuti lasciare dietro. Sentirsi spezzati in due e non avere altra scelta. In pochi sanno cosa significhi sostenere lo sguardo di una madre che soffre per il distacco che tu hai dovuto volere per te stesso. Convivere con un senso di colpa che serra il respiro a volte. In pochi sanno cosa significhi dover rinunciare alla possibilità di divenire padri e madri, inibendo gli istinti genitoriali che abbiamo come chiunque altro. Sentirsi egoisti, quasi disumani, per aver soltanto sfiorato l’idea di poter concepire e crescere poi all’interno di una coppia formata da due genitori dello stesso sesso un figlio. Contronatura, il bisogno di amare un figlio per noi è contronatura. Forse rimarranno in pochi a saperlo, ma certamente ci sarà qualcuno in più oggi. Dio ci ha voluto affidare questo dono, che spesso diviene un fardello insostenibile, e ci ha resi parte dei “più umili degli uomini”. Ed è stato fatto a noi, erano per noi quelle parole. Coloro che hanno manifestato ieri fanno semplicemente schifo.

Elilu
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Vecchio 25-05-2008, 22.44.12   #2
frollo
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Riferimento: Chiesa ed omosessualità: un'omelia "infelice" a Genova

veramente non capisco questo continuo voler entrare in polemica con la Chiesa, né, tantomeno questo "ingegnuo" volerla convincere con l'ecumenismo dell'Amore, che vince sempre e supera ogni diffioltà.
Ma un bel chissenefrega di quel che dice e pensa la Chiesa, no?
Ma che pensassro quel che credono! A noi che ce frega? Mica è la chiesa a fare le leggi dell Stato. Che esprimano pure le loro idee, ci mancherebbe, ma liberi i dissenzienti di fregarsene.
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Vecchio 25-05-2008, 23.39.11   #3
Sùmina
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Riferimento: Chiesa ed omosessualità: un'omelia "infelice" a Genova

La tua storiella me ne fa venire in mente un'altra:

Una mamma:Lo sai che mio figlio domani si sposa?
E l'amica: Ah, non sapevo che fosse gay!

Essì,
il tuo racconto "strappalacrime" ( ) pare proprio una barzelletta, che due uomini per fare sesso ,o anche per amarsi per un periodo (dato che poi sappiamo che i gay sono quelli con il tasso di promiscuità in assoluto piu' alto di tutti), debbano sposarsi, sono gli unici ormai che sentono questa "pulsione" sempre piu' rara...nemmeno i maschi "eterosessuali" la sento piu'.

E poi sposarsi per che cosa, e perchè una coppia?
C'hai mai pensato Elilu, a cosa serve una coppia? Perchè non un terzetto od una quaterna?

Il numero 2 non è scelto a caso, ma è un numero legato alla riproduzione, così come anche il fatto che la coppia sia formata da un maschio ed una femmina.

Per i gay, invece, si potrebbero fare delle belle "tombolate" , perchè perdendo di senso tutti gli aspetti legati alla riproduzione, anche limitarlo a due, devi convenirne, rimarrebbe un vincolo del tutto inutile, un costrizione assolutamente insensata ed arcaica, non trovi?

E poi, dicevo, ma se c'e' l'amore, a cosa serve il matrimonio?
Non è forse il matrimonio la tomba dell'amore?
Lo sanno tutti gli uomini, e non oggi, ma da sempre, ci si è infatti sempre sposati sia per Lei, ma soprattuto per i figli, personalmente per dargli un futuro (vincolando il patrimonio al cognome paterno) e a livello sociale per far in modo che non ci fossero dei figli di..... piu' del dovuto....a questo è sempre servito il matrimonio, mica ad altro (e ti ricordo che matrimonio deriva infatti da Mater, il che stà ad indicare appunto la matrice femminile di questa istituzione....)

Ma due uomini che vogliono sposarsi.....

Raccontacela giusta Elilu, e poi possiamo inizare a parlarne seriamente.
Sùmina is offline  
Vecchio 26-05-2008, 10.08.47   #4
La_viandante
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Riferimento: Chiesa ed omosessualità: un'omelia "infelice" a Genova

Da non cristiana non posso certo dirlo io quale è il modo di professare la fede cristiana per i fedeli, ma posso certamente trovare che quanto fa oggi la chiesa è in rotta di collisione con ogni convivenza pacifica col diverso. In questi ultimi tempi, come si nota anche nel thread sugli atei che non si inginocchiano si sta creando un clima di odio per chi non si omologa ad un certo tipo di pensiero che si vuole porre come assoluto. O sei con noi o sei il nostro bersaglio.
Questo sembra poi anche uscire da quelli che solitamente sono considerati assolutismi, come religioni, comunismo, nazismo, e sfociano persino in chi pretende di vivere la sua vita secondo il suo intendere la libertà, ma non solo, anche agli altri deve essere imposta questa libertà-
Come Sumina, ritiene il matrimonio la tomba dell’amore, dunque vietiamolo, eh eh .. Se il mio massimo ideale della libertà è l’essere single devo imporre a tutti questa libertà giusta per me, mi pare ovvio.
Anche la chiesa nel suo volere per tutti il bene nel suo dimostrare l’amore non riesce a cogliere il senso reale della libertà.
E si arriva ai paradossi come quelli di Sumina.
Da quello che mi pare di aver capito tu sei credente cattolico, e dunque la tua testimonianza per me vale il doppio, perché se da cattolici si critica a chiesa questa critica è due volte più forte di quella dei non credenti perché questo ultimi spesso vengono tacciati di faziosità, ideologia anticattolica e altre amenità piuttosto che ascoltare davvero le critiche che questi muovono.
Un DJ gay ha denunciato i suoi aggressori e sta spronando tutti gli omosessuali vittime di aggressioni a fare altrettanto uscire dal silenzio e denunciare denunciare denunciare.
Un giorno, forse ancora mille anni, la chiesa chiederà scusa anche di questo.
La_viandante is offline  
Vecchio 26-05-2008, 13.05.00   #5
Sùmina
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Riferimento: Chiesa ed omosessualità: un'omelia "infelice" a Genova

No Viandante, non sono assolutamente credente cattolico, ho rifiutato sia la cresima (a quell'età si è già abbastanza grandicelli per decidere da soli, per la comunione, no...) sia il matrimonio religioso, mi sono sposato con rito civile, dato che ho visto sempre i preti , in generale, col fumo negli occhi.

Ma una cosa che mi indispettisce ancor di piu', sono le ipocrisie di quelli/e come Elilu (ma mi pare ci sei dentro anche te), che dietro un ecumenismio dell'amore (bravo Frollo) e della tolleranza per il prossimo celano quelle sono evidenti personali e meschini tornaconti.

Voi siete donne (entrambe), perchè non parlate per voi, delle donne?
Che ve ne frega a voi dei gay?

Questo mi porta addirittura ad appoggiare quei "personaggi" che in vita mia (ed ancora oggi), ho sempre rifiutato, perchè tra due vie, si voglia o no, tocca scegliere sempre la meno peggiore.


Citazione:
Un DJ gay ha denunciato i suoi aggressori e sta spronando tutti gli omosessuali vittime di aggressioni a fare altrettanto uscire dal silenzio e denunciare denunciare denunciare.

Eggià, l'aggressione agli omosessuali è presunta, scontata diciamo, come quella sulle donne, infatti il ministero è lo stesso (così come l'appartenenza politica e di movimento).

Se non ci sono denunce, è perchè la subiscono in silenzio: Non si vede, dunque esiste , si potrrebbe parafrasare. (ma voi non siete poi quelli che non credono a cio' che non si vede? Mah....i misteri delle fedi!)

Cmq, basta fomentarla nella maniera giusta, con la giusta propaganda mediatica, basta insegnare a guardare ogni differenza ,cioè solo tutto quello che non si ha rispettto all'altro, e non quello che si ha piu' dell'altro, come discriminatorio (ingiusto ovviamente), basta insegnare ad offendersi e supportare il tutto dalle leggi giuste, e puff! ...ecco le denunce iniziare a fioccare come la neve: Se mi licenziano perche sono maschio etero ed incapace , significa che mi hanno licenziato perchè sono incapace, se invece mi licenziano perche sono "una donna incapace" (pare già un ossimoro....non trovate anche voi?) o un gay incapace, mi hanno licenziato perche sono donna o sono gay!

Alla discriminazione, alla disciminazione, aiuto , aiuto!!


Citazione:
Un giorno, forse ancora mille anni, la chiesa chiederà scusa anche di questo.

Oppure dovrai farlo te appena tra qualche anno.
Sempre che tu ne sia capace.

Sùmina is offline  
Vecchio 26-05-2008, 15.35.07   #6
sopravvissuto
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Riferimento: Chiesa ed omosessualità: un'omelia "infelice" a Genova

per mera informazione:

la Chiesa giustifica la condanna dell'omosessualità in quanto non facente parte dell'ordine naturale delle cose.

Ora, a parte che tale convinzioni deriva da scritti biblici di tremila anni fa e che le cose da allora sono un po' cambiate, vediamo questo studio scientifico:

L’omosessualità in natura e tra gli animali
Mentre nel nostro Paese il neo ministro per le Pari opportunità, Mara Carfagna, parla dell’omosessualità come di una realtà che non rappresenta più un problema per la società, in molti ancora si domandano se sia «una cosa naturale». Una risposta viene dalla scienza, che chiama in causa madre natura e il fatto che l’accoppiamento omosessuale è comune in centinaia di specie animali.1.500 SPECIE - Secondo quanto riferito dal professor Petter Böckman, dell’Università di Oslo, le specie in questione sono almeno 1.500, e includono orsi, gorilla, gufi e salmoni. Stando a quel che si osserva nel mondo animale, l’omosessualità sarebbe quindi naturale, predeterminata, scritta nei geni. Ma dato che l’amore gay non porta alla riproduzione, come mai il percorso evolutivo non ha via via portato all’eliminazione di questi comportamenti? Alcuni scienziati considerano che evidentemente gli animali, così come l’uomo, si accoppiano non solo per garantire la sopravvivenza della specie ma anche per puro piacere. Tuttavia - riferisce LiveScience - esistono anche teorie diverse a spiegazione dei comportamenti omosessuali in natura, come quella secondo la quale servirebbero come allenamento ai rapporti eterosessuali o, ancora, quella che vede nell’amore gay un modo per rafforzare i legami tra i membri della specie.

LA PAURA È UMANA - Comunque sia, a quanto pare l’unica specie in cui coesistono omosessualità e omofobia è quella umana. Quando riguarda gli umani, infatti, tale diversità è spesso considerata una minaccia, una cosa innaturale. Una cosa innaturale che però è stata documentata anche nelle scimmie bonobo - i nostri più vicini parenti - che non disdegnano i piaceri del sesso, si accoppiano di frequente (al punto che sono solite risolvere i conflitti proprio facendo l’amore) e sono notoriamente bisessuali. E tolleranti.

Fonte: Corriere della Sera
sopravvissuto is offline  
Vecchio 26-05-2008, 17.30.37   #7
La_viandante
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Citazione:
ho visto sempre i preti , in generale, col fumo negli occhi.
….
Questo mi porta addirittura ad appoggiare quei "personaggi" che in vita mia (ed ancora oggi), ho sempre rifiutato, perchè tra due vie, si voglia o no, tocca scegliere sempre la meno peggiore.

Vuoi dire che va beh i preti ti fanno schifo ma i gay ancora di più?
Citazione:
Ma una cosa che mi indispettisce ancor di piu', sono le ipocrisie di quelli/e come
Quali ipocrisie? Ma davvero tu vedi tutta la gente a tua immagine e somiglianza? Forse non siamo tutti come te eh!
Ipocrisia è essere omofobi e dire che è meglio per loro che non si sposino perché il matrimonio è la tomba dell’amore, e nel contempo essersi persino sposati. Ce ne vuole di ipocrisia per fare queste acrobazie argomentative.

Citazione:
celano quelle sono evidenti personali e meschini tornaconti
“Quelle sono evidenti” non so cosa voglia dire così tiro a indovinare, vuoi dire che i gay li difendo per un mio tornaconto? Dici che sarebbe evidente? E meschino? Oh non ne so nulla e qual è?
Non si vede, dunque esiste , si potrrebbe parafrasare.


Citazione:
Che ve ne frega a voi dei gay?
Fammi capire, quando devi cercare parcheggio e non ce n’è approfitti dello spazio lasciato davanti ai marciapiedi con gli scivoli per gente con la carrozzina perché tu tanto le gambe ce le hai e che te ne frega?
-tra l‘altro noto che l‘essere donne mette al riparo dall‘omofobia che è sempre misoginia ma per la parte femminile in un uomo, visto che ne siamo esenti riusciamo a vedere con maggiore obiettività la discriminazione che viene ammantata di ipocrite nobili ragioni, la ministra Carfagna, tanto per dirne una, ha negato il patrocinio a manifestazioni gay indipendentemente dal contenuto, ma solo perché gay-

La chiesa ha una enorme responsabilità nella formazione dell’opinione pubblica e se un gay viene aggredito questo è anche colpa sua quando dice che sono persone che fanno schifo, non si sta parlando di licenziamenti ma di aggressioni e questa frase è una aggressione, non la puoi approvare in nessuna maniera o sei da biasimare anche tu.

Citazione:
Oppure dovrai farlo te appena tra qualche anno.
E di cosa esattamente? Fino ad ora mi hai accusato di cose evidenti solo a te.
Spiegami invece perché per te un prete può dire che i gay fanno schifo.
La_viandante is offline  
Vecchio 27-05-2008, 00.32.58   #8
frollo
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Riferimento: Chiesa ed omosessualità: un'omelia "infelice" a Genova

Si vabbè, ma a che pro prendersela con la chiesa? La chiesa fa il mestiere suo, che parli e dica quel che crede. Se c'è da prendersela con qualcuno, semmai, è con i nostri politici che non regolamentano una situazione che si può negare quanto si vuole, ma c'è.
Che gli omosessuali esistano, mi sembra palese. Che alcuni di loro si amino e desiderino formalizzare il loro amore e darsi reciproci diritti e doveri, pure. Cosa aspetta lo stato a regolamentare uno stato di fatto?
Se non lo fa basterebbe che ne spiegasse i motivi e poi ciascuno sarà padrone di accettarli o, magari, votare per qualcun altro la prossima volta.
Ma prendersela con la Chiesa perchè sostiene quello che pensa, mi sembra sciocco prima che inutile.
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Vecchio 27-05-2008, 19.37.21   #9
Elilu
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Riferimento: Chiesa ed omosessualità: un'omelia "infelice" a Genova

Citazione:
Originalmente inviato da Sùmina
La tua storiella

Ottimo presupposto per formulare un pensiero ordinato e razionale in risposta al mio post! Storiella?? Potevi dire anche favoletta, o barzelletta, come poco dopo hai fatto

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Originalmente inviato da Sùmina
il tuo racconto strappalacrime pare proprio una barzelletta

Storiella e barzelletta sono due termini che afferiscono all'ambito dell'immaginario e della finzione. Ma i fatti che ho riportato sono realmente accaduti. Prendine atto, se vuoi contestare quanto affermo. Altrimenti cosa vuoi contestare? Una storiella? Friggere l'aria risulterebbe un'attività più proficua, te la consiglio!!

Citazione:
Originalmente inviato da Sùmina
che due uomini per fare sesso ,o anche per amarsi per un periodo (dato che poi sappiamo che i gay sono quelli con il tasso di promiscuità in assoluto piu' alto di tutti), debbano sposarsi, sono gli unici ormai che sentono questa "pulsione" sempre piu' rara...nemmeno i maschi "eterosessuali" la sento piu'.

Due considerazioni. La prima: il post di apertura discussione da me scritto era lungo, me ne rendo conto, e forse anche noioso.. ma avresti anche potuto leggerlo tutto!! Mai una sola volta, ripeto, mai, parlo di matrimonio gay, e nemmeno di DICO, se vogliamo essere onesti. Pertanto "la mia storiella" non voleva affatto dimostrare la necessità, per una coppia omosessuale, di unirsi in matrimonio. Istituzione che le coppie eterosessuali hanno ampiamente depauperato.
La seconda: una statistica è e rimane una statistica. Non può avere valore argomentativo, altrimenti potrei ribatterti che 2 matrimoni su 3 finiscono con un divorzio o con una separazione. Allora come la mettiamo? L'amore può finire, o, citando un noto film, "è eterno finché dura". Non è imputabile all'orientamento sessuale, non è dimostrabile che lo sia! Ed è necessario esser cauti perché i luoghi comuni spesso diventano moventi di pregiudizio.

Citazione:
Originalmente inviato da Sùmina
Per i gay, invece, si potrebbero fare delle belle "tombolate" , perchè perdendo di senso tutti gli aspetti legati alla riproduzione, anche limitarlo a due, devi convenirne, rimarrebbe un vincolo del tutto inutile, un costrizione assolutamente insensata ed arcaica, non trovi?

Sinceramente? No!! Non ne convengo e non trovo. Parli della sfera sessuale come se fosse l'unica importante, l'unica a muovere azioni e pensieri. Credo che tutti, nessuno escluso, provino il bisogno di donarsi prevalentemente ad una sola altra persona. In questo senso ha significato parlare di sistema binario della coppia, non solo funzionale alla riproduzione. Ovvio che per le coppie eterosessuali la possibilità di procreare è un valore aggiunto, questo non lo nego adesso come non l'ho negato prima.

Citazione:
Originalmente inviato da Sùmina
Ma una cosa che mi indispettisce ancor di piu', sono le ipocrisie di quelli/e come Elilu (ma mi pare ci sei dentro anche te), che dietro un ecumenismio dell'amore (bravo Frollo) e della tolleranza per il prossimo celano quelle sono evidenti personali e meschini tornaconti.

Il concetto di ecumenismo dell'amore fa parte del credo cristiano!! Nessuno vi si cela dietro... semplicemente è un argomento a mio avviso valido per dimostrare la contraddittorietà talvolta presente nelle parole degli uomini di chiesa. Il mio post nasce da questo, e non ho tornaconti. Né personali, né meschini. Se fossero personali tu stesso ti saresti contraddetto perché le tue successive parole sono:

Citazione:
Originalmente inviato da Sùmina
Voi siete donne (entrambe), perchè non parlate per voi, delle donne?
Che ve ne frega a voi dei gay?

Non avevi prima detto che c'era un tornaconto, addirittura evidente!!? Mi dispiace che certi messaggi vengano messi al setaccio dal profondo cinismo che muove persone come te. Invece di riflettere, di mettere in discussione, di problematizzare, sei stato abile solo nello scodellare una realtà composta da sillogismi elementari, incapaci di penetrare nel vivo della complessità che la nostra società presenta.

Citazione:
Originalmente inviato da Sùmina
Eggià, l'aggressione agli omosessuali è presunta, scontata diciamo, come quella sulle donne, infatti il ministero è lo stesso (così come l'appartenenza politica e di movimento).

Ed eccoci alle note veramente dolenti e deludenti del tuo discorso. Tralasciando che il rifiuto della violenza dovrebbe essere un concetto universale e non dipendente da un'appartenenza politica o di movimento, mi chiedo se ti stai rendendo conto della gravità UMANA della tua affermazione. La Storia ci insegna che le sue pagine più terribili sono state scritte proprio nei momenti di silenzio della coscienza. E qualsiasi coscienza che possa definirsi tale ha il dovere morale di ripudiare la discriminazione. Le aggressioni che donne ed omosessuali subiscono non sono presunte. Lasciano cicatrici indelebili. Banalizzare il problema ed affermare che c'è chi ci marcia sopra per non ammettere i propri fallimenti non è un approccio ammissibile. Come La viandante ha sottolineato, si sta parlando di aggressioni e non di licenziamenti.

Citazione:
Originalmente inviato da Sùmina
Non si vede, dunque esiste , si potrrebbe parafrasare. (ma voi non siete poi quelli che non credono a cio' che non si vede? Mah....i misteri delle fedi!)

Non capisco cosa intendi dicendo che noi non crediamo a ciò che non vediamo. Se ti riferisci a Dio, sappi che invece sono credente. E comunque, sono certa che ciò che non si vede è perché non si vuol vedere.
Elilu is offline  
Vecchio 27-05-2008, 21.57.27   #10
Sùmina
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Riferimento: Chiesa ed omosessualità: un'omelia "infelice" a Genova

Viandante e Elilu,

le vostre argomentazioni sono deboli, vorrei rispondere ma non ne vale la pena, dovete oppormi qualcosa di meglio....

Fate una riflessione in privato a "4 mani", scegliete un punto, e dibattiamo su quello.

Ciao ciao.
Sùmina is offline  

 



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