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Cultura e Società - Problematiche sociali, culture diverse.
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Vecchio 20-04-2008, 09.52.52   #11
donella
Ospite abituale
 
Data registrazione: 30-06-2007
Messaggi: 710
Riferimento: Pereunt et imputantur (Le ore passano e sono contate)

Non minimizzo nulla, e men che mai le differenze abissali tra un mondo "con Dio" e , all'opposto, di un mondo "senza Dio".

Quel che fatico moltissimo a capire (per poi non capirlo o capire il ocntrario) è come si possa considerare "più vera e possibile" l'etica basata sul credo rispetto a quella basata sulla sua negazione.

Esempino rapidissimo : al valore "solidarietà" posso giungere a dar priorità assoluta per due vie pressochè opposte. Posso farlo perchè quella è la via segnata dal mio Dio. Oppure, senza Dio, posso farlo (per essere più cinici e materialisti possibili, e FINGENDO che il non credente non viva alcuna forma di sensibilità e sentimento) posso farlo, dicevo, persino e soltanto perchè temo che l'esasperazione di altrui svantaggi mai ascoltati nè soccorsi possa trasformare le altrui legittime frustrazioni nel mostro rabbioso che con ferocia e furore abbatterà prima o poi il mio castello.

La differenza tra le due modalità che conducono allo stesso applicativo etico(per quel che ne estrapolo sino ad oggi).... onestamente non mi sembrano privilegiare la prima.... almeno in termini di "umanità".
Non per altro:
- il credente solidale, per esser solidale, ha avuto come riferimento Dio, ed è fondamentalmente su Dio che il suo sguardo è rimasto orientato (tant'è che....candidamente, in un certo senso...... non ritiene possibile un'etica senza Dio!).
- il non credente solidale, per esser solidale, ha certamente considerato SE', ma, al contempo, HA REALMENTE SAPUTO GUARDARE E CONSIDERARE L'ALTRO DA SE'.

O no?
donella is offline  
Vecchio 20-04-2008, 10.28.32   #12
Mary
Ospite abituale
 
Data registrazione: 02-04-2002
Messaggi: 2,624
Riferimento: Pereunt et imputantur (Le ore passano e sono contate)

Citazione:
Originalmente inviato da frollo
Le regole di cui parli, caro expert, ci sono in tutti i codici civili del mondo. Anzi, nel nostro, ce ne sono anche di più e migliori, proveniendo la nostra cultura giuridica dal diritto romano.
Ci sono le leggi degli stati e le regole di buon senso comune. E poi c'è anche la libertà di sentirsi religiosi, senza imporlo a chi religioso non si sente.
Ma soprattutto io credo che persino tra i più convinti religiosi, ci sarebbe quello che, arrivato al potere, si scorderebbe il precetto e farebbe un po' come gli pare: la religione non ti rende immune dall'essere umano.


Attaccarsi alla religione senza essere religiosi dentro non serve a nulla, anzi è molto negativo.

Le azioni che compi perchè sai che sono giuste e non perchè vi sia una legge a importelo sono la vera strada dell'evoluzione.....civile. Perchè nel momento in cui fai qualcosa e ti accorgi che è sbagliata (l'azione che nasce da dentro è sempre osservata con attenzione, credo) riesci a modificarla ma se la esegui perchè imposta dall'alto deleghi la responsabilità dei risultati ad altri, persino a Dio.

Oggi tutto è stato delegato a "poteri" esterni, di nostro è rimasto quasi niente. Da qui credo nasca l'incapacità globalizzata di vedere se stessi come una parte del tutto, come un bicchiere d'acqua in un fiume che scorre.

Se riesci a vederti come vita che sta tra tuo padre e tuo figlio e che le azioni di tuo padre hanno determinato la tua vita e che tu stai determinando quella di tuo figlio e allo stesso tempo sei capace di empatia, amore, consapevolezza il gioco è fatto: VIVI.

Ieri mio figlio cercava una scatola, era molto importante, gli serviva ma io non ricordavo più dove fosse. Ricordavo di averla vista un paio d'anni fa ma non conoscendone l'importanza, probabilmente, l'avrò messa nella carta da macero anche se di solito conservo tutto, o quasi

Morale?! Ogni nostra azione consapevole o inconsapevole si ripercuote sul futuro.
Non possiamo far finta di non esserci, anche solo respirando noi modifichiamo la realtà di questo pianeta.

Che crediamo in dio o meno l'effetto non cambia. Oggi quasi più nessuno ricorda l'importanza della propria presenza su questa terra. Si è smarrita la consapevolezza di essere solo atleti che hanno ricevuto un testimone e devono passarlo al compagno che aspetta.
Noi partecipiamo ad una gara che non vediamo dalla nostra postazione ma sappiamo bene che un nostro compagno (o anche noi stessi, vedi reincarnazione) giungerà al traguardo. Ma se noi perdiamo il testimone, se cadiamo senza rialzarci allora coloro che ci hanno preceduto avranno corso invano e quelli che ci aspettano si fermeranno.

Vi ricordate la parabola dei talenti? chi non li sotterra ma li mette a frutto gode di beni che non gli appartengono e arricchisce se stesso e il proprietario che gli e li ha affidati.

Spero solo che non sia troppo tardi per entrare con tutti gli atleti nell'era dell'Acquario.

Un abbraccio
mary
Mary is offline  
Vecchio 20-04-2008, 11.04.12   #13
Guido
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Data registrazione: 09-02-2007
Messaggi: 96
Riferimento: Pereunt et imputantur (Le ore passano e sono contate)

Citazione:
Originalmente inviato da frollo
Insomma, le leggi e il buon senso, costituiscono la cornice e raccolgono tutti i casi possibili, ma uno non è che si comporta bene per paura delle leggi. Lo fa perchè è un valore non solo cristiano, ma assoluto.
Che poi all'uomo non resti nulla... che devo dirvi... se voi credete nella vita eterna e poi non c'è, resterete delusi. Io che non ci credo e magari poi la trovo sono in una posizione decisamente migliore
Beh veramente io l’interrogativo lo pongo proprio a persone come te! E l’ho tenuto sospeso in attesa di una risposta. Mi è piaciuta la tua non risposta (scappatoia?) “…non credo… ma se c’è…” non credere ma lasciare il dubbio, niente male davvero.
Per il resto non so: che vuol dire “comportarsi bene”.. quello che è bene per me lo è anche per l’altro?...e altra affermazione interessante: che è il “valore assoluto” ? Sai bene che per l’uomo il valore è sempre relativo… solo se lo fai dipendere dall’Assoluto può essere assoluto.
Qui vorrei aprire una parentesi che tu m hai dato modo di esprimere. Per il credente (intendo colui che crede oltre l’uomo..) è imperativo in qualsiasi religione essere santi! Non sto a specificare che cosa sottende la parola “santo” credo si sappia!
Secondo un grande uomo di pensiero islamico (non ricordo il nome) santi sono quelli che la vita futura non distoglie dalla vita terrena e che la vita terrena non distoglie dall’aspirare alla vita futura … all’Infinito. E qui direi che la frase sotto l’orologio ha ancora senso…!
Ma si può essere santi anche senza Dio?
Guido is offline  
Vecchio 20-04-2008, 12.35.40   #14
frollo
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Data registrazione: 23-02-2008
Messaggi: 286
Riferimento: Pereunt et imputantur (Le ore passano e sono contate)

osizione, Guido, è quella dell'agnostico: siccome non si può dimostrare l'esistenza di Dio, tanto vale non porsi il problema. E per l'Aldilà, anche in quel caso, scopriremo che c'è solo quando toccherà a noi e quindi, fino ad allora, non mi pongo il problema. Il problema che invece mi pongo è come stare questi70/90 anni (speriamo di più) sulla terra. Secondo me rispettare dei valori che contribuiscono a migliorare l'ambiente in cui ti trovi è il modo migliore. Ma queii valori non discendono necessariamente dalla religione. L'umanità, l'onestà, il buon senso, l'amore, l'altruismo, la tolleranza, l'empatia verso il prossimo sono valori propri dell'animo umano. E in questo senso assoluti. Certo, magari in qualche cultura minore si faranno ancora sacrifici umani, ma sono casi marginali. Ovnque, almeno a parole, il rispetto per la vita e la dignità umana è un valore fondante e non solo a livello di "costituzioni", anche nel semplice rapporto quotidiano, al mercato, piuttosto che in ufficio. Poi ci sono le persone maleducate e ignoranti, quelle più egoiste, quelle disoneste, e così via, ma se chiedi anche a loro quali sono i valori fondanti di una società, non ti rispondono mica la disonestà, l'egoismo e la prepotenza! In altre parole tutti siamo consapevoli di come ci dovremmo comportare. Qualche volta non lo facciamo. Si tratta di trovare il coraggio e la forza di essere sempre coerenti. Ma questo non te lo da la religione, o almeno non solo lei. E' sufficiente una buona educazione.
frollo is offline  
Vecchio 20-04-2008, 15.52.45   #15
espert37
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Data registrazione: 05-12-2007
Messaggi: 498
Riferimento: Pereunt et imputantur (Le ore passano e sono contate)

Citazione da Frollo:

Qualche volta non lo facciamo. Si tratta di trovare il coraggio e la forza di essere sempre coerenti. Ma questo non te lo da la religione, o almeno non solo lei. E' sufficiente una buona educazione.

Caro Frollo,carissimo amico, Prova a riflettere un poco più profondamente,se quella forza e quel coraggio di essere coerenti non te li dà la tradizione,insegnami tè una strada migliore dove trovarli ed io ti asseconderò ringraziandoti enormemente. Sono tanti anni che io ne vado in cerca,e a tutto oggi il posto dove posso trovare il meglio è proprio in questa tradizione millenaria. Ma non sono un Dio,potrei anche sbagliarmi.
Ciao e buon pomeriggio espert37
espert37 is offline  
Vecchio 20-04-2008, 17.29.51   #16
Guido
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Data registrazione: 09-02-2007
Messaggi: 96
Riferimento: Pereunt et imputantur (Le ore passano e sono contate)

Scusate, ma è mai possibile che quando si vanno a toccare problematiche di vita ci si debba sempre scontrare più o meno pacatamente sulla religione?
Sono partito da una iscrizione sotto un orologio di cui Natoli ha dato una sua lettura e non mi sembra proprio di aver in un qualche modo citato ne dato alito a dictat di religioni! Vorrei che fosse abbandonato questo schema che tutti sappiamo, visto che in fondo un po’ tutti ci conosciamo, porta a ragionamenti tanto sottili che poi se ne perde il filo e finiamo (se va bene) per non comprenderci. Non esisterà mai un unico punto di vista (convinzione) ....ma ne accetteremo semmai un compromesso!
Credo che debba valere per tutti questa affermazione:
“Vediamo che vi sono uomini il cui destino è determinato in prevalenza dagli oggetti dei loro interessi e altri il cui destino è invece determinato piuttosto dalla loro propria interiorità, o soggettività. Poiché tutti noi ci avviciniamo un po’ più a questo o a quel modo di essere siamo naturalmente inclini ad intendere sempre ogni cosa nel senso che è peculiare al nostro proprio tipo.” C.G. JUNG
A tutti poi consiglierei una lettura della introduzione al libro “I grandi iniziati” riportata in questo sito in “Testi per riflettere” anche per avere un’altra prospettiva, un’altra visione.
Preferirei ritornare alla frasetta Pereunt et imputantur perché non possiamo rifugiarci in ideologie personali, per evitare la preoccupazione del fatto che il tempo passa e viene computato…o qualcuno qui è padrone del tempo o può affermare che al pari di Dio ..non esiste?
Se poi io credo all’immortalità e tu no, non cambia il fatto che entrambi svalutando la potenza dei nostri atti rischiamo la catastrofe, il punto di non ritorno!
Già i miei figli si interrogano sull’insicurezza che sembra ormai dilagante… in un mondo senza certezze creato forse dal non valore affidato ai nostri atti.
Guido is offline  
Vecchio 20-04-2008, 18.39.57   #17
frollo
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Data registrazione: 23-02-2008
Messaggi: 286
Riferimento: Pereunt et imputantur (Le ore passano e sono contate)

Io ti risponderei come nella magistrale battuta di Massimo Troisi in "Non ci resta che piangere", quando il monaco menagramo gli urlava con voce stentorea e apocalittica:
"Ricordati che devi morire"
Lui rispondeva: "Va bene... mo' me lo segno!"
Il tempo passa... e allora?
Io confido che la medicina di qui a 40 anni abbia fatto degli enormi passi in avanti
Sai che c'è... purtroppo grazie a Berlusconi dovrò lavorare fino a 70 anni, poi, quando finalmente avrò la mia vita a disposizione, penserò a come passare gli altri 70... che sono quelli che dovrò campare per riprendermi almeno tutti i contributi versati all'INPS.
Ma fino ad allora, la mia vita (e forse quelle di tutti) sono segnate e scandite da settimane tutte uguali in attesa del week end e delle ferie estive. Io almeno dal lunedì al venerdi esco alle 8 e torno alle 8 e non mi resta poi così tato da fare oltre a guardare un po' di TV. Mi piacerebbe fare l'artista e svegliarmi la mattina dovendomi organizzare ogni giorno una nuova giornata, ma purtroppo devo sfamare 2 bimbe e una moglie e pagare un sacco di spese.
In compenso, proprio perchè il tempo passa, ho fatto un'assicurazione sulla vita(solorischio morte): se muoio daranno 300000 euro a mia moglie. Se muoio per incidente stradale la cifra raddoppia... Ho detto a mia moglie che se mi viene un infarto a casa, mi deve buttare in mezzo alla strada e farmi passare sopra da un autobus!
frollo is offline  
Vecchio 20-04-2008, 18.55.06   #18
donella
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Riferimento: Pereunt et imputantur (Le ore passano e sono contate)

Citazione:
Originalmente inviato da Guido
Scusate, ma è mai possibile che quando si vanno a toccare problematiche di vita ci si debba sempre scontrare più o meno pacatamente sulla religione?



Scusa Guido, questoche segue è uno stralcio dal TUO riassunto:

uccidendo Dio l'uomo uccide se stesso come essere orientato verso l'altro mondo. Per questo oggi quella scritta sull'orologio che invita a contare le ore non è più «sentita»: tolto Dio, mortificata la storia, rimane solo il consumo, la vita perde gusto e spessore, diventiamo schiavi dei comandi sociali.

A me sembra l'affermazione di un principio tanto chiaro quanto categorico.
Alla quale sarebbe possibile replicare, e a qualcuno potrebbe esser venuto spontaneo di cercare di farlo, con una ipotesi addirittura OPPOSTA: mentre le questioni ecologiche mondiali rappresentano un orologio più visibile rispetto a quello del Duomo.... la mortificazione della Storia ed il permanere del solo consumo..... volendo.... si può convenire di leggerli come frutto dell'aver "tolto Dio"..... ma , magari, in un senso tutto diverso e che potrebbe ANCHE esser questo: se in luogo di coltivare l'aldilà in ossequio a precetti.... si fosse dedicata più meditazione sull'aldiqua..... forse oggi beneficeremmo di maggior "coscienza" e di minor schizofrenia dinanzi al flop (conturbante, indubbiamente) dell'aldilà.

donella is offline  
Vecchio 20-04-2008, 22.38.55   #19
Guido
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Riferimento: Pereunt et imputantur (Le ore passano e sono contate)

Citazione:
Originalmente inviato da donella
......
A me sembra l'affermazione di un principio tanto chiaro quanto categorico....

Ciao Donella, , come sempre sei estremamante ...attenta al significato dei miei interventi...ma bada bene che io ho riferito una relazione di Natoli che fra l'altro ha affermato di non essere credente! Da ottimo filosofo che è, pone delle considerazioni oggettive.. Mia madre avrebbe detto: "Non c'è più religione!" per affermare una deriva..di valori. Ma mia madre era una credente!
Io non ho messo paletti religiosi (nessuno ha parlato di religione semmai di Dio considerato nel divenire della storia..) ma ho posto una questione diversa: il valore dei nostri atti! e che vorrei ribadire!
Ho letto con attenzione il tuo intervento sempre venato di polemica e sottile sarcasmo....., sorrido, ci sono abituato! Ma non imputare a me quello che tu hai voluto intuire e su cui peraltro hai elaborato ottime considerazioni considerando un'altra visuale! Complimenti!
Lodevole dialettica come sempre!
Ciao ciao!
Guido is offline  
Vecchio 21-04-2008, 18.03.05   #20
pallina
...il rumore del mare...
 
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Messaggi: 279
Riferimento: Pereunt et imputantur (Le ore passano e sono contate)

Citazione:
Originalmente inviato da Guido
....................
Io non ho messo paletti religiosi (nessuno ha parlato di religione semmai di Dio considerato nel divenire della storia..) ma ho posto una questione diversa: il valore dei nostri atti! e che vorrei ribadire!
....................


Stralcio queste tre righe dal tuo post in risposta a quello di donella perchè l'evidenziato, per quanto mi riguarda, mi porta a riflettere e ad asserire che "il valore ai nostri atti" sono gli altri a darlo, io posso soltanto dare un significato ai miei gesti. Il riconoscimento da parte degli altri va a gratificare solo ed esclusivamente il mio ego mentre quello che veramente conta, per me, è come vivo e le esperienze che la vita mi richiede di affrontare. Per questo mi viene da pensare alla differenza abissale tra il moto di orgoglio che si prova dopo essere riusciti a superare una difficoltà, un proprio limite e quello che deriva dal fare un qualcosa affinchè gli altri ci siano riconoscenti....
Ci sono esperienze che possono lasciare un segno "indelebile" nel tempo, dalle quali a volte si è costretti a ripartire, dolorose a tal punto da pensare che un'altra eguale non riusciremo a sopportarla ma nel momento in cui la si è lasciata alle spalle, guardandoci indietro, capiamo di essere più forti, più "bravi", più "grandi"...

Condivido infine ciò che scrive frollo , il suo vivere "qui e ora" con ironia direi.... tragicomica, nel rimandare al "non ci resta che piangere" di Troisi....
Io non piango più, ho smesso da un pezzo...
So che la vita è una gran fregatura per questo cerco di vivermela al meglio....finchè dura....
Lasciando, con il massimo rispetto, Dio e la religione a chi ne ha necessità....
Carpe diem, quam minimum credula postero.....
pallina is offline  

 



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