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Cultura e Società - Problematiche sociali, culture diverse.
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Vecchio 21-04-2008, 21.12.30   #21
Mary
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Riferimento: Pereunt et imputantur (Le ore passano e sono contate)

Citazione:
Originalmente inviato da frollo
Io ti risponderei come nella magistrale battuta di Massimo Troisi in "Non ci resta che piangere", quando il monaco menagramo gli urlava con voce stentorea e apocalittica:
"Ricordati che devi morire"
Lui rispondeva: "Va bene... mo' me lo segno!"
Il tempo passa... e allora?
Io confido che la medicina di qui a 40 anni abbia fatto degli enormi passi in avanti
Sai che c'è... purtroppo grazie a Berlusconi dovrò lavorare fino a 70 anni, poi, quando finalmente avrò la mia vita a disposizione, penserò a come passare gli altri 70... che sono quelli che dovrò campare per riprendermi almeno tutti i contributi versati all'INPS.
Ma fino ad allora, la mia vita (e forse quelle di tutti) sono segnate e scandite da settimane tutte uguali in attesa del week end e delle ferie estive. Io almeno dal lunedì al venerdi esco alle 8 e torno alle 8 e non mi resta poi così tato da fare oltre a guardare un po' di TV. Mi piacerebbe fare l'artista e svegliarmi la mattina dovendomi organizzare ogni giorno una nuova giornata, ma purtroppo devo sfamare 2 bimbe e una moglie e pagare un sacco di spese.
In compenso, proprio perchè il tempo passa, ho fatto un'assicurazione sulla vita(solorischio morte): se muoio daranno 300000 euro a mia moglie. Se muoio per incidente stradale la cifra raddoppia... Ho detto a mia moglie che se mi viene un infarto a casa, mi deve buttare in mezzo alla strada e farmi passare sopra da un autobus!

Mi sembra di vederti..... tua moglie che ti prende in braccio e ti fa passare un autobus ma come fa a lasciarti andare? anche il tuo corpo non avrebbe prezzo. Come non può aver prezzo il cuscino impregnato dell'odore della persona che ami.

La vita in cui ci ritroviamo raramente è quella che desideriamo.

Abbiamo l'eternità davanti e....non abbiamo più tempo.

Non è un tentativo di fuga ma credo dovremmo iniziare dall'essere presenti nell'attimo stesso che stiamo vivendo. Lo so che non è roba da poco, lo so. Ma ci possiamo provare.

Iniziamo dal liberarci dei nodi scorsoi che ci hanno fatto scivolare su caviglie, polsi, collo, mente sin dalla nostra nascita. Ed entriamo pian piano nel mondo presente. Ed è nell'attimo che entri nel presente che cambi il presente.

L'attimo che vivi pienamente appartiene solamente a te e a nessun altro. Nessuno può condizionare il tuo presente nè religione, nè politica, nè costumi, nè tradizioni. Perchè lì ci puoi essere unicamente tu.

Qualche giorno fa ci siamo ritrovati a pranzare tutti insieme mio marito e i miei figli. I piatti erano ancora quasi pieni e per qualche istante ho ascoltato il SILENZIO che cosa straordinaria e meravigliosa è il silenzio. Sono entrata nel presente, nell'attimo e poco ci è mancato che mi mettessi a piangere a dirotto come una psicopatica. Un pianto di commozione, di gratitudine, di stupore, di meraviglia un vortice che ti rapisce e ti scuote. Ecco l'eternità.

Non sprechiamo il tempo nell'attesa del mondo che verrà bello o brutto che sia, non ci appartiene anche se lo stiamo costruendo.

ciao
mary
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Vecchio 22-04-2008, 09.37.04   #22
Guido
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Riferimento: Pereunt et imputantur (Le ore passano e sono contate)

Citazione:
Originalmente inviato da pallina
....per quanto mi riguarda, mi porta a riflettere e ad asserire che "il valore ai nostri atti" sono gli altri a darlo, io posso soltanto dare un significato ai miei gesti.
Condivido infine ciò che scrive frollo , il suo vivere "qui e ora" con ironia direi.... tragicomica, nel rimandare al "non ci resta che piangere" di Troisi....
...
Scusami Pallina il problema da me posto non riguarda gli atti intesi come un qualcosa di cui saranno gli altri a darne il valore ….ma atti di cui noi dobbiamo comprenderne la potenza e di conseguenza comportarci!
Ripropongo il punto del mio intervento iniziale
Questo significa, dice Natoli, che rischiamo di sottovalutare la potenza dei nostri atti, delle nostre decisioni, rischiamo la catastrofe che non significa tanto la distruzione totale (benché la crisi ecologica che stiamo attraversando non nasconda anche questa eventualità), quanto il raggiungimento di un punto di non ritorno.
Molto seri gli interventi di Mary di cui allego per brevità solo alcuni stralci
Citazione:
Originalmente inviato da Mary
..Non è un tentativo di fuga ma credo dovremmo iniziare dall'essere presenti nell'attimo stesso che stiamo vivendo……. è nell'attimo che entri nel presente che cambi il presente.
……………….
Ogni nostra azione consapevole o inconsapevole si ripercuote sul futuro.
Non possiamo far finta di non esserci, anche solo respirando noi modifichiamo la realtà di questo pianeta.
Che crediamo in dio o meno l'effetto non cambia. Oggi quasi più nessuno ricorda l'importanza della propria presenza su questa terra………...

Che crediamo o meno nell’immortalità e/o in Dio non possiamo come ospiti di questo pianeta svicolare e non comprendere che sono i nostri atti, decisioni a determinare il presente e il futuro!
Poi se l’ironia espressa da Frollo sia o meno giustificata non lo so …sicuramente i miei figli (e anche i suoi immagino..) direbbero che l’ironia su questo tema che li riguarda da vicino può fare sorridere…ma c’è ben altro da fare: agire!
Guido is offline  
Vecchio 22-04-2008, 11.29.52   #23
espert37
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Riferimento: Pereunt et imputantur (Le ore passano e sono contate)

Carissimi tutti, purtroppo sto notando che,si parla in continuazione,ma ognuno rimane sempre con le proprie convinzioni.Come mai?
Provo quì a ricercarne le cause:
1° Probabilmente non ci esprimiamo bene e siamo poco convincenti.
2° Probabilmente parliamo e ci esprimiamo circa l'argomento prefissato,ma ci manca la meta comune da tentare di ragguingere assieme.
A mio avviso,siccome siamo tante teste ragionanti,ognuno pensa e ragiona secondo le proprie idee e secondo la propria verità,ed analizza solo superficialmente ciò che viene aspresso dagli altri.
Ma secondo mè,siccome facciamo parte di una società,dovremmo avere tutti in comune un fine da tentar di raggiungere assieme,altrimenti ognuno va a ruota libera senza mai arrivare ad una conclusione come immancabilmente accade in questo forum.
Mi permetto di fare un esempio.
1°)Ogni partito politico prima di presentarsi alle elezioni,stende il suo programma di governo al quale tutta la compagine di partito si dovrebbe adeguare per raggiungere il fine comune a tutti che si esprime nella migliore conduzione politica della nazione.
2°)Se un gruppo si prefigge di fare un viaggio,ed ognuno si prende l'incarico di scegliere la strada più loro confacente, ai fini di questa ricerca devono avere in comune quantomeno il punto di partenza e quello di arrivo.
Nel nostro caso, discutendo sull'argomento in oggetto dovremmo avere sempre presente il fine che a quanto no ho dedotto dovrebbe essere l'ottimizzazione della nostra esistenza su questo pianeta. Possibilmente rapportabile a quella grande mole di esperienza che ci viene tramandata dalla tradizione.Questa a mio avviso dovrebbe essere la pietra di paragone comune a tutti noi. Ditemi se sono in errore.
Questo semplice condensato contiene a mio avviso le elementari norme per poter colloquiare produttivamente.

Voglio precisare,affinchè nessuno si inalberi a priori, Non mi riferisco a nessuna chiesa o istituzione clericale. Sono semplicemente espressioni su valori umani.
Un amichevole saluto espert37
espert37 is offline  
Vecchio 22-04-2008, 13.11.10   #24
frollo
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Riferimento: Pereunt et imputantur (Le ore passano e sono contate)

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Originalmente inviato da Guido
Che crediamo o meno nell’immortalità e/o in Dio non possiamo come ospiti di questo pianeta svicolare e non comprendere che sono i nostri atti, decisioni a determinare il presente e il futuro!
Poi se l’ironia espressa da Frollo sia o meno giustificata non lo so …sicuramente i miei figli (e anche i suoi immagino..) direbbero che l’ironia su questo tema che li riguarda da vicino può fare sorridere…ma c’è ben altro da fare: agire!

Seriamente e senza ironia, io credo che il singolo può fare ben poco. Al massimo possiamo educare i nostri figli al rispetto per gli altri e per il pianete i cui viviamo, poi però le decisioni "strategiche" le prendono altrove.
Di conseguenza credo sia utile porsi il problema di come "vivere" senza aggiungere danni al nostro pianeta, ma senza farsene una malattia, tanto le sorti del mondo non dipendono dal fatto che io faccia la raccolta differenziata.
frollo is offline  
Vecchio 22-04-2008, 15.41.46   #25
pallina
...il rumore del mare...
 
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Riferimento: Pereunt et imputantur (Le ore passano e sono contate)

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Originalmente inviato da Guido
Questo significa, dice Natoli, che rischiamo di sottovalutare la potenza dei nostri atti, delle nostre decisioni, rischiamo la catastrofe che non significa tanto la distruzione totale (benché la crisi ecologica che stiamo attraversando non nasconda anche questa eventualità), quanto il raggiungimento di un punto di non ritorno.


Che crediamo o meno nell’immortalità e/o in Dio non possiamo come ospiti di questo pianeta svicolare e non comprendere che sono i nostri atti, decisioni a determinare il presente e il futuro!
Poi se l’ironia espressa da Frollo sia o meno giustificata non lo so …sicuramente i miei figli (e anche i suoi immagino..) direbbero che l’ironia su questo tema che li riguarda da vicino può fare sorridere…ma c’è ben altro da fare: agire!

Nella città dove abito a breve inizierà la raccolta differenziata dei rifiuti.
Sai cosa preoccupa la maggior parte degli utenti? Il non avere abbastanza posto per mettere la serie delle pattumiere e i due sacchi forniti dalla società preposta alla raccolta. Che sarà pur anche un problema ma che nell'ottica più ampia del VERO PROBLEMA della gestione dei rifiuti, dovrebbe passare in secondo (se non in terzo, quarto piano...). Invece la gente è preoccupata perchè dovrà tenere l'umido in casa un giorno in più (e d'estate quando ci sarà caldo come faremo?), dovrà lasciare la pattumiera sul marciapiede e andarla a riprendere (e se poi me la rubano?), per non parlare del tempo perso "a ricordare che una cosa va qui e quell'altra là"...(sentito con le mie orecchie)...Come dire: senso del sacrificio per il bene comune pari a zero ....

Vivo in un posto davvero bello, tutti ci invidiano il nostro mare.
Però in estate spesso raccolgo dal mare bottiglie e buste di plastica, osservo sulla battigia i filtri delle sigarette (che non mi ricordo quanti anni devono passare prima che spariscano). Qualche volta compare anche il catrame.... Nelle giornate di mare piatto spesso è possibile "ammirare" la scia di liquami lasciata sia dalle barche dei turisti che dalle navi di linea prima di arrivare al porto (perchè forse non tutti sanno che per scaricare si deve pagare e dunque è molto meglio farlo in mare aperto).Questa estate passata ho visto con i miei occhi un uomo, sceso da una bellissima barca a vela, arrivare in spiaggia con un sacchetto di spazzatura tra le mani e con fare indifferente inoltrarsi verso i cespugli di macchia mediterranea. Non ha chiesto a nessuno se c'era un posto dove poterlo buttare...no...niente affatto!!!! Se non l'avessimo bloccato appena abbiamo capito l'intenzione che aveva,avrebbe lanciato quel sacchetto di pattume in mezzo ai cespugli...
Tu pensi che quell'uomo abbia sottovalutato "la potenza" del suo gesto?
Pensi davvero che l'abbia, anche solo per un attimo, considerata?

Poi ci sarebbe da riflettere sul gesto che è compiuto da una sola persona, ma non è detto che sia lui a decidere. Spesso si obbedisce ad un ordine al quale si vorrebbe disobbedire.
Ma il lavoro è il lavoro.

Ho conosciuto un uomo obiettore di coscienza, perchè fortemente credente e uomo di pace, che pur di mettere a frutto la sua laurea in ingegneria è dovuto scendere a compromessi e ha accettato di lavorare in una fabbrica di esplosivi (dove venivano fabbricate anche munizioni che andavano chissà dove...)...


Ora, caro guido, con chi vogliamo parlarne? Per ogni persona come te, come mary, come me, ce ne sono decine, là fuori, per i quali il problema non esiste. Non gliene frega nulla. O, se esiste, preferisce in qualche modo mettere il bavaglio alla propria coscienza...

Il fatto è che il punto di non ritorno è stato oltrepassato da un pezzo... difficile non accorgersene, meglio fare finta di non saperlo....
pallina is offline  
Vecchio 22-04-2008, 17.38.22   #26
frollo
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Riferimento: Pereunt et imputantur (Le ore passano e sono contate)

Comunque vorrei dire che io penso sempre molto alle conseguenze delle mie azioni. Infatti, per il bene di tutti, del mio paese e del mondo, l'altra domenica ho votato La Destra di Storace e Santanchè. Potrei pensare che quelli che hanno votato altrove non vogliono come me il bene del Paese e del mondo!
L'affermazione è provocatoria, ovviamente.
D'altra parte chi può dire quali siano gli atteggiamenti "virtuosi" in assoluto? Magari l'uomo che buttava la spazzatura nei cespugli, a casa ha un impianto solare e un'auto elettrica... e chi raccoglie i rifiuti in maniera ligia e puntuale, magari spreca 100 litri di acqua al giorno!
frollo is offline  
Vecchio 22-04-2008, 18.11.44   #27
Guido
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Riferimento: Pereunt et imputantur (Le ore passano e sono contate)

Citazione:
Originalmente inviato da pallina
Ora, caro guido, con chi vogliamo parlarne? Per ogni persona come te, come mary, come me, ce ne sono decine, là fuori, per i quali il problema non esiste. Non gliene frega nulla. O, se esiste, preferisce in qualche modo mettere il bavaglio alla propria coscienza...
Il fatto è che il punto di non ritorno è stato oltrepassato da un pezzo... difficile non accorgersene, meglio fare finta di non saperlo....
Ciao Pallina, certo che considerando i gesti come quelli da te descritti… ci cadono le braccia! Certamente quello che sconsolatamente afferma Frollo è vero …le decisioni sono prese altrove…
Eppure sono le piccole convinte azioni che hanno un valore enorme e cambiano…
Riferisco un piccolo gesto che ho notato l’anno scorso proprio al mare. Poco lontano dal mio ombrellone un distinto signore si era consumato il suo gelatino e poi…invece di gettare il rifiuto nell’apposito cesto lo stava bellamente sotterrando nella sabbia…lo aveva appena sotterrato che ecco comparire un vecchio…si avvicina e con tono amichevole: “Lei permette vero questa spiaggia è anche mia!” e dissotterrato il contenitore lo porta nell’apposito contenitore e poi salutando se ne va. Nei giorni successivi ho visto quel distinto signore riporre regolarmente i rifiuti nell’apposito contenitore.

Cara Pallina a te e agli altri sconsolati..vorrei offrire questa considerazione ….. le nostre convivenze si trasformano spesso in «folle di solitudini» e la nostra situazione appare quella di un «naufragio con spettatore»; come dice Hans Blumenberg, cioè di una caduta e di uno smarrimento in cui tuttavia ci è chiesto di prendere coscienza dell'accaduto e di porci in pensiero.
Ci chiediamo allora: è possibile ancora offrire delle ragioni di senso, di vita, di speranza? Come affrontare il domani, la sfida del futuro personale e collettivo? Davanti a questa domanda aperta sono possibili tre atteggiamenti diversi: da una parte, quello di chi anticipa il non compimento, e cioè la disperazione, la rinuncia a pensare che sia possibile una novità che cambi il mondo e la vita; dall'altra, l'anticipazione del compimento, cioè l'atteggiamento temerario di chi pensa che tutto sia possibile e facile. Tra i due estremi è la speranza ciò che urge nella condizione postmoderna: la speranza è «la passione per ciò che è possibile», come la definiva Kierkegaard; è l' «anticipazione militante dell'avvenire», come una volta ha scritto Garaudy, o, più compiutamente, come dice Tommaso d'Aquino, è «l'attesa di un bene futuro, arduo ma possibile a conseguirsi»….
Da "Delle cose ultime e penultime" F. Forte

Citazione:
Originalmente inviato da Expert 37
...., purtroppo sto notando che,si parla in continuazione,ma ognuno rimane sempre con le proprie convinzioni.....
Sono convinto caro Expert 37 che qui nessuno cambia facilmente opinione…non certo subito…ma un semino piccolo piccolo lo dobbiamo mettere , poi se verrà raccolto e messo a frutto non sta a noi!
Guido is offline  
Vecchio 24-04-2008, 09.45.18   #28
pallina
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Riferimento: Pereunt et imputantur (Le ore passano e sono contate)

Io osservo ciò che sta accadendo intorno a me. Proprio sotto il mio naso.
In nome del turismo si stanno cementificando le coste. Alberghi, villaggi turistici sul mare, case private. Il che vuol dire opere di urbanizzazione: strade asfaltate, lampioni (e dire che ci sono persone che vengono qui ad osservare il cielo con i telescopi perchè l'inquinamento luminoso è pressochè assente), condutture. Ma noi che ci viviamo, per esempio, sappiamo già che la condotta fognaria fatta di recente è insufficiente, sottodimensionata sin dall'inizio... Inoltre arrivano le barche, di tutte le dimensioni e i sindaci della zona vorrebbero consorziarsi per costruire un nuovo porto oltre ad un aeroporto (ma quando mai lo si è visto in una zona praticamente a sola vocazione turistica.. ..fa rabbrividire solo immaginare che mentre sei in spiaggia ti passano sopra gli aerei in fase di atterraggio!!!!)....
Ecco guido, di fronte a queste cose (ma ce ne sarebbero mille altre da raccontare comprese le solite mazzette, le connivenze ecc. ecc.) io non posso che essere sconsolata.
Ovvio che non sto con le mani in tasca. Nemmeno i miei figli che sono adulti consapevoli. Non rinunciamo a lottare perchè abbiamo ancora un'ottima qualità di vita dal punto di vista ambientale che va difesa a tutti i costi ma in certi momenti abbiamo la percezione che il nostro battagliare assomigli sempre più a quello di Don Chisciotte contro i mulini a vento...
Perchè siamo realistici e ci rendiamo conto che ogni mattone in più posato su questo territorio è un passo dal quale non si può tornare indietro.

A frollo vorrei dire che

Citazione:
Originalmente inviato da frollo
D'altra parte chi può dire quali siano gli atteggiamenti "virtuosi" in assoluto? Magari l'uomo che buttava la spazzatura nei cespugli, a casa ha un impianto solare e un'auto elettrica... e chi raccoglie i rifiuti in maniera ligia e puntuale, magari spreca 100 litri di acqua al giorno!

dò per scontato che i veri virtuosi siano anche coerenti...... dappertutto. A casa loro come in vacanza. L' "ambiente" è uno solo....
pallina is offline  
Vecchio 24-04-2008, 20.57.47   #29
Mary
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Riferimento: Pereunt et imputantur (Le ore passano e sono contate)

Citazione:
Originalmente inviato da espert37
Carissimi tutti, purtroppo sto notando che,si parla in continuazione,ma ognuno rimane sempre con le proprie convinzioni.Come mai?
Provo quì a ricercarne le cause:
1° Probabilmente non ci esprimiamo bene e siamo poco convincenti.
2° Probabilmente parliamo e ci esprimiamo circa l'argomento prefissato,ma ci manca la meta comune da tentare di ragguingere assieme.
A mio avviso,siccome siamo tante teste ragionanti,ognuno pensa e ragiona secondo le proprie idee e secondo la propria verità,ed analizza solo superficialmente ciò che viene aspresso dagli altri.
Ma secondo mè,siccome facciamo parte di una società,dovremmo avere tutti in comune un fine da tentar di raggiungere assieme,altrimenti ognuno va a ruota libera senza mai arrivare ad una conclusione come immancabilmente accade in questo forum.
Mi permetto di fare un esempio.
1°)Ogni partito politico prima di presentarsi alle elezioni,stende il suo programma di governo al quale tutta la compagine di partito si dovrebbe adeguare per raggiungere il fine comune a tutti che si esprime nella migliore conduzione politica della nazione.
2°)Se un gruppo si prefigge di fare un viaggio,ed ognuno si prende l'incarico di scegliere la strada più loro confacente, ai fini di questa ricerca devono avere in comune quantomeno il punto di partenza e quello di arrivo.
Nel nostro caso, discutendo sull'argomento in oggetto dovremmo avere sempre presente il fine che a quanto no ho dedotto dovrebbe essere l'ottimizzazione della nostra esistenza su questo pianeta. Possibilmente rapportabile a quella grande mole di esperienza che ci viene tramandata dalla tradizione.Questa a mio avviso dovrebbe essere la pietra di paragone comune a tutti noi. Ditemi se sono in errore.
Questo semplice condensato contiene a mio avviso le elementari norme per poter colloquiare produttivamente.

Voglio precisare,affinchè nessuno si inalberi a priori, Non mi riferisco a nessuna chiesa o istituzione clericale. Sono semplicemente espressioni su valori umani.
Un amichevole saluto espert37


Approvo incondizionatamente.

A volte mi viene da fantasticare su una ipotetica società nella società.
Ovvero individui che si sentono uniti da una meta che prescinde dalle leggi e religioni dello Stato di appartenenza.

Esempio: politicamente i prossimi anni saranno sempre più difficili per i poveretti che non hanno conti milionari in banca.

Quindi creiamo senza notaio una specie di associazione che ci unisca in modo virtuale. Gesù alla gente che lo seguiva diceva: via riconosceranno da come vi amerete gli uni con gli altri.

Chi appartiene a questa società che vogliamo chiamare come ci pare sarà riconosciuto dalle proprie azioni e non dall'iscrizione al partito z o dai riti religiosi che pratica.

Il cittadino del mondo deve sentirsi unito ai propri simili dal senso della propria vita e non dal politico che lo comanda.

Utopia? sì se nessuno ci crede. Fattibile se cominciamo a crederci.

ciao
mary
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Vecchio 24-04-2008, 22.01.14   #30
Guido
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Stralcio solo alcune parti...
Citazione:
Originalmente inviato da pallina
Io osservo ciò che sta accadendo intorno a me. Proprio sotto il mio naso..................
Ecco guido, di fronte a queste cose (ma ce ne sarebbero mille altre da raccontare comprese le solite mazzette, le connivenze ecc. ecc.) io non posso che essere sconsolata..................
Ovvio che non sto con le mani in tasca. Nemmeno i miei figli che sono adulti consapevoli. ....in certi momenti abbiamo la percezione che il nostro battagliare assomigli sempre più a quello di Don Chisciotte contro i mulini a vento...
Perchè siamo realistici e ci rendiamo conto che ogni mattone in più posato su questo territorio è un passo dal quale non si può tornare indietro..
Cara Pallina, davvero sconfortante e se lo guardiamo anche qui nel forum…sembra che ci siamo scioccamente dilettati a dissertare su un tema ….di cui tu affermi ineluttabilmente che è come combattere contro i mulini a vento di Don Chisciottesca memoria….che in fondo abbiamo già raggiunto il punto di non ritorno e nulla si può più!
Pereunt et compuntantur …mi sa che proprio non vuol dire nulla di nulla…
Oh, sicuramente pereunt, le ore passano ..lo sappiamo bene nessuno lo contesta (almeno questo)! Noi in fondo secondo la filosofia del momento non abbiamo un al di là, e neppure una Coscienza, un essere giudicante…finita la nostra vita biologica che ci importa di che succederà? Ci potrà al massimo importare nel momentaneo vissuto… In fondo se operiamo o no finito il nostro corso …(siamo speranzosi, 120 anni...) che ci interessa più, non è affar nostro, non di quel mucchietto di polvere in cui spariremo! Nessuno ci verrà mai a contestare o meglio che si potrà mai contestare a un qualcuno che è passeggiato su questo mondo e di cui al massimo rimarrà un ricordo? Che poi siamo seri; fra 100 anni, facciamo 300 di me Guido e di te Pallina chi si ricorderà più; si avrà anche il dubbio che siamo esistiti! É esistito Gesù e Socrate e Budda? …figurati noi!
Pereunt et compuntantur,…..et computantur, e sono contate… che enorme idiozia , un assurdo senza senso! Che sciocchi quegli uomini che ancora credevano in quel Pereunt et compuntantur … e che si davano da fare perché la vita secondo loro aveva un al di là che oltrepassava il loro esistere su questo mondo…. e fra l’impegnarsi e il non impegnarsi per il futuro…c’era un imperativo! Che poi questo imperativo fosse spesso travisato e bistrattato, comunque c’èra…o almeno credo!
È proprio così Pallina? Siamo ormai giunti a un punto di non ritorno? La tua strenua lotta, quella dei tuoi figli, la mia e dei miei figli e di molti altri come noi, sortirà qualcosa in questo mondo che no sa più pensare …lontano?...oltre?
Guido is offline  

 



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