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Cultura e Società - Problematiche sociali, culture diverse.
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Vecchio 03-05-2008, 16.48.07   #21
iulbrinner
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Originalmente inviato da Monica 3
E se in tutto questo non si nascondesse una vera e propria strategia della tensione? Che mezzi ha il cittadino qualunque per opporvisi?

Ciao a te. Onestamente io credo che questa ipotesi sia francamente esagerata e dietrologica.
Al giorno d'oggi la possibilità di far passare notizie false - con gli innumerevoli riscontri visivi e le verifiche trasmesse anche sul web dai singoli cittadini - sia praticamente nulla.
Orientare l'opinione pubblica in modo anche manipolatorio è sicuramente possibile, ma non siamo più negli anni '50, quando il "pubblico" era formato in prevalenza da sprovveduti cittadini privi di istruzione e consapevolezza politica.
Io credo che il "marcio" sia contenuto più nelle omissioni di notizie significative - e nella loro sostituzione con notizie da palcoscenico - che nella effettiva falsificazione dei fatti.
iulbrinner is offline  
Vecchio 03-05-2008, 21.33.27   #22
Monica 3
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Originalmente inviato da iulbrinner

ma non siamo più negli anni '50, quando il "pubblico" era formato in prevalenza da sprovveduti cittadini privi di istruzione e consapevolezza politica.


Sei proprio sicuro di questo, Iulbrinner? Io ricordo delle bellissime conversazioni con mia nonna che aveva avuto in casa fascisti e partigiani in una stessa famiglia. Mi sembrava politicamente piuttosto consapevole e scriveva benissimo anche se era una trovatella ed aveva fatto solo la quinta elementare. Dopo quello che aveva vissuto, lei si dichiarava anarchica e pensava con la sua testa di casalinga che aveva tirato su parecchi figli e che non guardava la tivù. Ricordo una sua frase: "Ah! questo bum economico. Un giorno farà buuuuum!"

Inoltre ricordo che quando ero bambina le notizie di omicidi che oggi riempiono le prime pagine dei giornali erano quelle dell'edizione pomeridiana, oppure comparivano in sesta o settima pagina e chi leggeva la "cronaca nera" (era anche chiaramente indicato in modo che il lettore potesse decidere di astenersi dalla lettura) veniva considerato un po' morboso. Oggi invece non ci si cura del fatto che queste notizie, sventolate in prima pagine e servite quotidianamente al telegiornale con immagini raccappriccianti insieme alla cena quotidiana, abusano dell'innocenza dei bambini (che mezzi hanno per questi discernere?).

L'informazione-spettacolo di cui parli tu a chi sarebbe rivolta, su chi farebbe presa se fossero tutti davvero istruiti (si può essere anche "analfabeti" di ritorno) e politicamente consapevoli? Non è invece mirata a mantenere la gente nell'inconsapevolezza politica?

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Vecchio 04-05-2008, 07.52.38   #23
paperapersa
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Originalmente inviato da Monica 3
Sei proprio sicuro di questo, Iulbrinner? Io ricordo delle bellissime conversazioni con mia nonna che aveva avuto in casa fascisti e partigiani in una stessa famiglia. Mi sembrava politicamente piuttosto consapevole e scriveva benissimo anche se era una trovatella ed aveva fatto solo la quinta elementare. Dopo quello che aveva vissuto, lei si dichiarava anarchica e pensava con la sua testa di casalinga che aveva tirato su parecchi figli e che non guardava la tivù. Ricordo una sua frase: "Ah! questo bum economico. Un giorno farà buuuuum!"

Inoltre ricordo che quando ero bambina le notizie di omicidi che oggi riempiono le prime pagine dei giornali erano quelle dell'edizione pomeridiana, oppure comparivano in sesta o settima pagina e chi leggeva la "cronaca nera" (era anche chiaramente indicato in modo che il lettore potesse decidere di astenersi dalla lettura) veniva considerato un po' morboso. Oggi invece non ci si cura del fatto che queste notizie, sventolate in prima pagine e servite quotidianamente al telegiornale con immagini raccappriccianti insieme alla cena quotidiana, abusano dell'innocenza dei bambini (che mezzi hanno per questi discernere?).

L'informazione-spettacolo di cui parli tu a chi sarebbe rivolta, su chi farebbe presa se fossero tutti davvero istruiti (si può essere anche "analfabeti" di ritorno) e politicamente consapevoli? Non è invece mirata a mantenere la gente nell'inconsapevolezza politica?

Non solo "politicamente" direi ma anche e soprattutto "umanamente"
inconsapevoli di essere parte di un unico sistema complesso in cui
tutti possiamo influire sul benessere dell'intero.
Dico "umanamente" per non dire spiritualmente ma in realtà
comprendere concetti di etica che possano essere universalmente condivisi
vuol dire essere profondamente "spirituali".
In ogni caso anche comprendere di essere una microcellula da trattare
con amore e rispetto ci fa comprendere come le stesse cose riguardano l'intero corpo.
Stanno cercando di farci dimenticare chi siamo, ci trattano come automi, come macchine buone per comprare altre macchine, da usare
e buttar via quando non produciamo più.
ADESSO CI ABBINDOLANO CON LE FINANZIARIE PRONTE A REALIZZARE TUTTI I NOSTRI SOGNI e a indebitarci fino alla morte......tanto anche il Governo
è indebitato fino al collo.
Dobbiamo assolutamente ri-flettere e non fletterci
liberarci da tutto questo e rivendicare il nostro potere
di analisi, critica, di cambiare in qualunque momento la nostra vita senza essere legati a modelli e schemi .
Diventare pienamente "consapevoli" significa manifestgare piena "libertà" anche dai condizionamenti del potere e dei suoi mille volti.
paperapersa is offline  
Vecchio 04-05-2008, 09.58.18   #24
iulbrinner
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Originalmente inviato da Monica 3
L'informazione-spettacolo di cui parli tu a chi sarebbe rivolta, su chi farebbe presa se fossero tutti davvero istruiti (si può essere anche "analfabeti" di ritorno) e politicamente consapevoli? Non è invece mirata a mantenere la gente nell'inconsapevolezza politica?
Discorso assai complesso.
Per ora ribadisco la mia personale convinzione - peraltro già indicata direttamente ed indirettamente nel mio precedente commento - che, comunque, sono certo, messa giù così esplicita non ti farà piacere.
A me sembra che l'esigenza di drammatizzare le notizie, l'attenzione quasi morbosa per il "privato" delle persone, la riduzione assai frequente dell'informazione a pettegolezzo e l'esigenza di una parte così rilevante della pubblica opinione di farsi "condurre per mano" dai vari esperti sia riconducibile in modo diretto e chiaro alla crescente femminilizzazione della società e della cultura.
In questi concetti generali di società e cultura vanno compresi, a mio avviso, anche le redazioni giornalistiche, le strutture di marketing e quant'altro produce senso comune quotidiano attraverso i media.
L'esigenza di emotivizzare l'esperienza, l'attenzione spiccata e prevalente alle dimensioni del privato, una certa propensione al palcoscenico e la sistematica necessità di supporto sono, infatti, espressioni tipiche del femminile.
Il mio non vuole essere un giudizio di condanna del mondo femminile - che, tra l'altro, rappresenta un target piuttosto ambito come fascia di utenza mediatica - quanto, piuttosto, la presa d'atto di un trend socio-culturale abbastanza ben visibile.
In quanto alla coscienza politica; mi sembra che anche la disaffezione generale verso le questioni pubbliche - a cui si preferisce in genere il telequiz piuttosto che il grande fratello - rientri coerentemente nel quadro sopradescritto.
Viceversa, fenomeni di spontaneismo civico come quelli di Grillo o come le sommosse popolari per i rifiuti in Campania (per citarne solo alcuni) sono, comunque, sintomatici di una consapevolezza politica assai più ampia, oggi, di quanto non lo fosse in passato; per quanto rudimentale ed approssimativa.
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Vecchio 04-05-2008, 11.02.34   #25
Monica 3
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Discorso assai complesso.
Per ora ribadisco la mia personale convinzione - peraltro già indicata direttamente ed indirettamente nel mio precedente commento - che, comunque, sono certo, messa giù così esplicita non ti farà piacere.
A me sembra che l'esigenza di drammatizzare le notizie, l'attenzione quasi morbosa per il "privato" delle persone, la riduzione assai frequente dell'informazione a pettegolezzo e l'esigenza di una parte così rilevante della pubblica opinione di farsi "condurre per mano" dai vari esperti sia riconducibile in modo diretto e chiaro alla crescente femminilizzazione della società e della cultura.
In questi concetti generali di società e cultura vanno compresi, a mio avviso, anche le redazioni giornalistiche, le strutture di marketing e quant'altro produce senso comune quotidiano attraverso i media.
L'esigenza di emotivizzare l'esperienza, l'attenzione spiccata e prevalente alle dimensioni del privato, una certa propensione al palcoscenico e la sistematica necessità di supporto sono, infatti, espressioni tipiche del femminile.
Il mio non vuole essere un giudizio di condanna del mondo femminile - che, tra l'altro, rappresenta un target piuttosto ambito come fascia di utenza mediatica - quanto, piuttosto, la presa d'atto di un trend socio-culturale abbastanza ben visibile.
In quanto alla coscienza politica; mi sembra che anche la disaffezione generale verso le questioni pubbliche - a cui si preferisce in genere il telequiz piuttosto che il grande fratello - rientri coerentemente nel quadro sopradescritto.
Viceversa, fenomeni di spontaneismo civico come quelli di Grillo o come le sommosse popolari per i rifiuti in Campania (per citarne solo alcuni) sono, comunque, sintomatici di una consapevolezza politica assai più ampia, oggi, di quanto non lo fosse in passato; per quanto rudimentale ed approssimativa.

Caro Iulbrinner,

crederei a quello che dici se nelle posizioni direzionali dell'industria dell'informazione in Italia ci fossero delle donne. Abito nel Nord dell'Europa dove le donne quelle posizioni le occupano e ti assicuro che in televisione si vede molto meno silicone e si fanno molto meno discorsi intimistici.

Mi piacerebbe coinvolgere Angela Merkel, Margaret Thatcher e il ministro della difesa spagnolo in questa discussione, ma anche Jan Figel che è un uomo ed è il Commissario europeo per la cultura e l'educazione.

Monica 3 is offline  
Vecchio 05-05-2008, 08.11.00   #26
Anagarika
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Caro Iulbrinner,

crederei a quello che dici se nelle posizioni direzionali dell'industria dell'informazione in Italia ci fossero delle donne. Abito nel Nord dell'Europa dove le donne quelle posizioni le occupano e ti assicuro che in televisione si vede molto meno silicone e si fanno molto meno discorsi intimistici.

Mi piacerebbe coinvolgere Angela Merkel, Margaret Thatcher e il ministro della difesa spagnolo in questa discussione, ma anche Jan Figel che è un uomo ed è il Commissario europeo per la cultura e l'educazione.


Cara Monica, spesso uso anch'io l'espressione "femminilizzazione della società" e non intendo la maggiore presenza femminile in posti di responsabilità, ma nella tendenza ad adottare in tutti i campi caratteristiche "femminili" che non sono negative in sè ma lo diventano se non opportunamente "compensate", miscelate con quelle "maschili". Ad esempio la vanità, la civetteria, il pettegolezzo, l'emotività. Credo che la società dei consumi tragga enormi vantaggi economici nell'enfatizzarle e che alla lunga ne paghiamo il prezzo tutti, uomini e donne.
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Vecchio 05-05-2008, 11.13.35   #27
Monica 3
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Cara Monica, spesso uso anch'io l'espressione "femminilizzazione della società" e non intendo la maggiore presenza femminile in posti di responsabilità, ma nella tendenza ad adottare in tutti i campi caratteristiche "femminili" che non sono negative in sè ma lo diventano se non opportunamente "compensate", miscelate con quelle "maschili". Ad esempio la vanità, la civetteria, il pettegolezzo, l'emotività. Credo che la società dei consumi tragga enormi vantaggi economici nell'enfatizzarle e che alla lunga ne paghiamo il prezzo tutti, uomini e donne.


Ciao Angarika e grazie per la tua preziosa precisazione, con la quale mi trovo d'accordo.

Oggi però sono veramente molto arrabbiata con il modo di dare informazioni. Il canale francese la5, che ha copiato brillantemente Canale5, ha di nuovo mandato in onda le immagini che circolano in tutto il mondo sulla nostra cara Napoli. Natualmente si sta creando l'attesa di B(abbo natale) che porterà la felicità ai napoletani.

Sarkozy ha copiato per la Francia il modo nostrano di fare informazione. Prima delle elezioni sulla TV francese non si vedevano che i quartieri degradati abitati dai nord africani. Ora, anche se tutto continua come prima, la TV non manda più in onda l'informazione sulla vita di quei quartieri.

Credo che si imponga veramente un'educazione all'informazione nel rispetto delle categorie sociali (casalinghe, bambini, nuovi schiavi) più sprovvedute, che va ben al di là della femminilizzazione. Il danno a lungo termine del presente approccio all'informazione è inestimabile.

Credo che una cosa concreta che si potrebbe fare sarebbero animazioni serotine nei paesi e nei quartieri delle città per curare la teledipendenza.
Monica 3 is offline  
Vecchio 05-05-2008, 11.48.43   #28
Sùmina
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Originalmente inviato da Monica 3
Caro Iulbrinner,

crederei a quello che dici se nelle posizioni direzionali dell'industria dell'informazione in Italia ci fossero delle donne. Abito nel Nord dell'Europa dove le donne quelle posizioni le occupano e ti assicuro che in televisione si vede molto meno silicone e si fanno molto meno discorsi intimistici.

Mi piacerebbe coinvolgere Angela Merkel, Margaret Thatcher e il ministro della difesa spagnolo in questa discussione, ma anche Jan Figel che è un uomo ed è il Commissario europeo per la cultura e l'educazione.


Gentile Monica,

nella mia firma c'e' la ragione per cui la presenza femminile ai vertici di istituzioni che basano la loro esistenza sull'approvazione della maggioranza sia abbastanza ininfluente per giudicare le loro politiche come "non dettate dalla volontà femminile"

In ormai tutti i paesi occidentali (non era così fino all'inizio del secolo scorso), dittatura della maggioranza è sinonimo di dittatura femminile.

Essendo le donne sopra una certa età, in numero nettamente maggiore agli uomini, sono loro, con il loro consenso o il loro diniego, con cio' che a loro piace, o cio' che le ripugna, a guidare le scelte , anche e soprattutto ( perchè in fondo gli uomini hanno fatto e continuano a fare quello che piace alle donne), di enti "guidati" dagli uomini (che per me sono mere teste di legno) .

Saluti.
Sùmina is offline  
Vecchio 05-05-2008, 13.43.37   #29
iulbrinner
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Stanno cercando di farci dimenticare chi siamo, ci trattano come automi, come macchine buone per comprare altre macchine, da usare
e buttar via quando non produciamo più.
Quello che personalmente non condivido in questo tipo di approccio alle tematiche dell'informazione - che si sovrappongono in buona misura con le tematiche stesse del "potere" - è questa suddivisione manichea della realtà in un "noi", massa inerme, amorfa, benigna e supinamente ricettiva, da un lato, alla quale si contrapporrebbe malignamente, dall'altro, un ipotetico "loro"; quasi una sorta di Leviatano occulto, che programmerebbe le nostre esistenze assoggettandole ai propri arbitrari e cinici scopi utilitaristici.
Questa entità astratta - che tu conservi in uno stato di indeterminatezza generica, identificandola con l'indistinto "potere dai mille volti" - a mio modo di vedere siamo noi stessi.
La "società dei consumi" - il megafrullatore narcisistico, come direbbe Claudio Risé - a cui fa opportunamente riferimento Anagarika, non è una "spectre" segreta; è visibile, tangibile ed estremamente esplicita in tutte le sue manifestazioni.
Ognuno di noi ne gode, ne fruisce liberamente e la alimenta con le proprie scelte quotidiane.
Se l'informazione quotidiana è più attenta a cosa abbia indossato Carla Bruni al galà dell'Eliseo, piuttosto che ai termovalorizzatori, è perché lo vuole il pubblico; è perché quello fa audience e ricavi, quell'altro no.
Ho assistito sgomento, qualche tempo fa, ad un servizio del tiggì1 sul caso Alitalia, nel quale la problematica posta - il patrimonio d'informazione gestito in prima serata - consisteva nel definire una volta per tutte quale fosse l'esatta pronuncia di Air France.....sulle prime non ci volevo credere!
Come se quel problema avesse una qualche minima rilevanza intorno ad una questione cruciale per le sorti economiche del nostro Paese o un qualche significato, di qualunque natura, degno di essere passato come informazione sul caso Alitalia o su qualunque altro argomento di questo mondo.
Io credo che sino a quando non cominceremo a renderci conto che stiamo parlando di noi stessi/e ed invocheremo, al contrario, "un'educazione all'informazione" calata dall'alto (come vorrebbe Monica3), da queste secche sociologiche e culturali non si potrà mai uscire seriamente. Anzi, si corrono rischi anche maggiori.
iulbrinner is offline  
Vecchio 05-05-2008, 17.46.35   #30
Monica 3
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Originalmente inviato da Sùmina
Gentile Monica,

In ormai tutti i paesi occidentali (non era così fino all'inizio del secolo scorso), dittatura della maggioranza è sinonimo di dittatura femminile.

Saluti.

Salve Sùmina. Ho lavorato in diverse organizzazioni, nazionali ed internazionali ed oseri dire che questa tua affermazione non trova riscontro nella mia esperienza. Potresti citarmi una letteratura scientifica a proposito?

Non sono femminista ad oltranza e, come madre di figlio maschio dall'intelligenza brillante, vedo bene come la competitività femminile mette spesso in difficoltà i giovani che devono farsi spazio sul luogo di lavoro. Credo che il futuro dovrebbe vedere una sana integrazione dello yin e dello yang. Cosa ne pensi?

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Originalmente inviato da iulbrinner
"un'educazione all'informazione" calata dall'alto (come vorrebbe Monica3), da queste secche sociologiche e culturali non si potrà mai uscire seriamente. Anzi, si corrono rischi anche maggiori.


IL fatto è che i neonati sono messi davanti alla TV e che questa fa ormai parte del loro imprinting. Credi che da adulti saranno in grado di esercitare una libera scelta? Chi glielo ha messo il frullatore in testa se non chi lo vuol far diventare frullatore dipendente perché ha un chiaro interesse economico a vendere frullatori? La letteratura e gli studi a proposito sono infiniti.

Perché non mi rispondi invece sui fatti di Napoli o della periferia parigina? Perché sei d'accordo anche tu e non è il caso di parlarne o perché hai fatto una selezione mirata? Ho inoltre nominato i bambini tre volte in questo thread e ogni volta la questione è stata ignorata, o forse anche in questo caso sei d'accordo con me?

Monica 3 is offline  

 



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