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Cultura e Società - Problematiche sociali, culture diverse.
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Vecchio 17-12-2002, 19.45.58   #11
diestop
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Citazione:
Messaggio originale inviato da Lukra
Ma anche se fosse secondo me il traino per i cambiamenti epocali la fanno l'indifferenza e la passività del popolo che consuma e digerisce e rende reali le cose....

Ma...anche se fosse che noi riuscissimo a cambiare le cose... ma davvero potremo dire che le cose potrebbero andare bene??
Tutti i filosofi hanno concluso che il bene per esistere ha bisogno del male...l'hanno detto perchè sono umani e umana è l0'esperienza che li ha indotti ha pensare ciò... per quanto riguarda la natura umana è impensabile che non ci sia il male...ha ragione Diestop...uomo..uguale.... egoista... distruttore naturale per eccelelenza di ciò che crea...

..perchè forse il bello del dì di festa è proprio nell'attesa e nelle aspettative che riponiamo stupidamente in esso(e checi deluderanno immancabilmente),piuttosto che nel traguardo...

L'unica speranza per un miglioramento sociale (e la vedo estremamente labile)...è che il popolo, che come dici rende reali le cose consumando e digerendo, impari a consumare con intelligenza digerendo e cag--do con più semplicità e meno fatica...

Le cose non andranno mai "bene" finchè non riusciremo a capire che questo traguardo è la causa e la conseguenza del "male" e del "bene"...capito questo andranno e basta...e non cambierà nulla se non il vedere "bene e male" da un'altra angolazione...

...oggi vanno "bene" perche ieri andavano "male"...oggi vanno "male" perchè ieri andavano "bene"...bene e male...quando uno è sveglio l'altro dorme...ognuno di noi è ciò che è in base al sonno o alla veglia dell'uno e dell'altro...bisognerebbe dare un sonnifero al male...

...il nostro egoismo ci porta poi a valutare lo star bene come un traguardo che una volta raggiunto ci spinge ad un bene ancora maggiore facendoci valutare il traguardo precedente, che era "bene", come "male" o comunque "insoddisfacente"...e quando staremo male rivaluteremo il bene...e così via...noi siamo un tutt'uno di ciò che definiamo "male e bene"...il male fa parte del nostro bene e viceversa...

...è vero...il bello del dì di festa sta nell'aspettativa che riponiamo in esso...il problema è che oggi l'uomo questa aspettativa verso il bene la sposta troppo su "illusioni"...se si spostasse su realtà e cose importanti della vita forse i traguardi che potremo raggiungere ci renderebbero un pò più appagati...e quelli che intravederemo dopo sarebbero sempre "realmente" e "semplicemente" utili...ma ognuno di noi cerca di essere appagato a suo modo...non esistono regole...forse è inutile anche esprimere opinioni...non sò...

...spero solo che non abbiano la meglio quai traguardi che implichino lo star male di altre persone...
diestop is offline  
Vecchio 17-12-2002, 22.25.49   #12
firenze
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Il malessere delle società industriali è dovuto, secondo me, alla mancanza di un passaggio fondamentale fra la produzione di un bene ed il suo consumo.
Il passaggio mancante è la consapevolezza della sua produzione. Tutti pensiamo a quanto costa un bene, ma nessuno pensa a come è stato fatto, a chi ci ha lavorato, al sudore ed all'energia spesa.
Oggi, si acquista un bene e lo si usa o consuma. Stop!

Ritorniamo indietro al momento dove tutto, o quasi tutto veniva prodotto in casa, quando le donne cucivano gli abiti ai propri familiari, quando gli uomini andavano nei campi a coltivare ciò che poi veniva consumato per la sopravvivenza, in perfetta comunione familiare. C'era fatica, ma anche molta soddisfazione. Le nevrosi erano nulle e nessuno aveva i così detti... grilli per il capo...
Le nevrosi della società industriale sono nate con le industrie in Germania. Non a caso Froid fu contemporaneo di quel momento, egli avendo un buon parco di casi di nevrosi a sua disposizione.
L'uomo davanti alla catena di montaggio perde la sua identità che lo rende integro ed autosufficiente. Diviene un semplice ingranaggio, sostituibilissimo, di un complesso meccanismo produttivo. Diviene un numero, una matricola, un costo, niente di più. Chi invece mantiene integra la propria autonomia, ecco che in se produce meno nevrosi e più coscienza.
Un semplice contadino che conosce quando piantare le patate, è sempre più ricco di un qualsiasi consumatore che compra le stesse al supermercato.
Ad un tratto è venuta a mancare la manualità, la creatività del semplice, l'autoproduzione dei beni di consumo, la possibilità di gestire direttamente lo scambio di beni per la compensazione della propria necessità. Oggi si compra un bene prodotto in China e si vende in India un'altro prodotto sotto casa, ma progettato a Milano, e così via. Tutto ciò snatura l'uomo.

La dilagante crisi esistenziale nasce anche dalla dipendenza del genere umano dal petrolio. Tutti sanno che difronte ad una crisi petrolifera tutto inderogabilmente si ferma. Questo produce sofferenza ed incertezza in tutti.
Come quindi uscirne? Non è possibile farlo collettivamente, poichè in massa siamo pressochè inermi ed impotenti davanti ad un pieno di benzina, o a una fornitura di gas per il riscaldamento, o a un sacco di plastica con dentro la spesa.
Chi invece inizia a muoversi singolarmente verso l'indipendenza e l'autosufficienza, ecco che la nevrosi sparisce. Sparisce la paura del futuro, dove anche se si hanno tanti soldi, niente potrà renderci tranquilli difronte, ripeto, ad una crisi energetica.

L'uomo crescerà solo quando capirà che i soldi non sfamano e se bruciati fanno poca luce e riscaldano ancora meno! Chi invece avrà un sacco di patate, certamente sarà agevolato e non di poco.

Cosa ne pensate?

firenze is offline  
Vecchio 17-12-2002, 23.03.49   #13
VanLag
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Per Lukra

........ Ho precisato che prendevo spunto dalla tu frase per esporre altri concetti. Non leggere quanto ho esposto come strettamente correlato al tuo intervento.
Sono partito da quell’affermazione dei filosofi con la quale concordo con i distinguo che ho messo.
Ehmmm si è vero nella seconda parte del tuo post sei meno chiaro........ma ti si legge volentieri egualmente.....
VanLag is offline  
Vecchio 18-12-2002, 12.05.24   #14
Lukra
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Finalmente Firenze!!!!!!!!
Così si che mi piaci!!! E finalmente ti posso dire che sono d'accordo con ciò che hai detto.......... anche se è solo una parte del tutto,ma il discorso di massima si incastra perfettamente con il mio pensiero...
la prossima volta mi spieghi così bene anche le altre tue teorie sulle tue ( e nostre ) vite precedenti?
Ciao.
Lukra is offline  
Vecchio 18-12-2002, 12.34.30   #15
VanLag
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Lukra e Firenze......

Per Lukra....

Tutti i filosofi hanno concluso che il bene per esistere ha bisogno del male...l'hanno detto perchè sono umani e umana è l'esperienza che li ha indotti ha pensare ciò... per quanto riguarda la natura umana è impensabile che non ci sia il male...ha ragione Diestop ...uomo..uguale.... egoista... distruttore naturale per eccellenza di ciò che crea,delle potenzialità che reca(o forse no) in sè stesso...

Lukra,
ti ho riletto con maggior calma e devo dire che dal tuo post, traspare una sorta di rassegnazione che non mi sento di condividere fino in fondo. Ti passo qualche altra considerazione:
Certo un mondo diverso da quello che conosciamo è impensabile. Tutto ciò che non conosciamo ancora è impensabile. Il pensiero è memoria, noi stessi siamo il prodotto della memoria. Ripetiamo all’infinito gli stessi scenari che conosciamo. Guerra, prevaricazione, sfruttamento, morte, sono il back ground registrato nella nostra memoria ancestrale ma questo non li rende inevitabili.
L’intelligenza, la logica, la ragione, servono proprio a rompere il cerchio della memoria. Tutto dipende da ciò che vogliamo usare nelle nostre vite. Cioè se lasciarci guidare dalla memoria oppure se usare l’intelletto per costruire un mondo migliore per noi e per le persone che amiamo.
Ripeto che il nostro egoismo primordiale non ha nulla a che vedere con l’avidità infinita che è venuta in essere con la corruzione del pensiero umano ed il cambiamento è sicuramente possibile…..


Firenze

Tutti pensiamo a quanto costa un bene, ma nessuno pensa a come è stato fatto, a chi ci ha lavorato, al sudore ed all'energia spesa.

Quando ci fermiamo al bar, la mattina, a prendere la tazza di caffè, magari un po’ annoiati, non vediamo come quel caffè contenga il calore di terre remote, di chi lo raccoglie in lontane piantagioni. Gli equipaggi, lontani dalle loro famiglie, sulle navi che lo trasportano solcando gli oceani. I camionisti che lo portano nei depositi, viaggiando ore ed ore su lunghe autostrade. Gli uomini che fanno i camion, gli uomini che asfaltano le autostrade. Quelli che attendono alla torrefazione del caffè, le operaie che lo impacchettano. Ed ancora….. i furgoni che lo consegnano al nostro barista che finalmente ce lo prepara e ce lo serve.
In realtà è tutto l’universo che ci sta servendo quel caffè. Parafrasando la teoria sull’universo come ologramma che ci ha indicato FalcoAntonio, possiamo davvero dire che “ogni evento contiene in se l’universo”, ma questo dovrebbe essere motivo di rallegramento non di malessere.

Non ci rendiamo conto che è l’universo stesso a servirci quel caffè perché, mentre lo beviamo, stiamo pensando a come fare le scarpe al nostro vicino di scrivania, oppure alla visita medica che dovremo fare domani. Ecco la perversità della mente sempre a lavorare su ipotesi e mai nel presente.

Non credo sia possibile tornare alla società pre industriale. Dobbiamo capire come integrarci al meglio nel mondo che abbiamo costruito.
Tu parli di dipendenza dal petrolio, ma basta un guasto nell’acquedotto comunale ed il manager del terzo millennio non saprebbe più dove andare a lavarsi o ad evacuare la mattina. Dipendiamo da tutti per tutto ed ecco che una società/cultura più snella ed essenziale diventa sempre più necessaria.
VanLag is offline  
Vecchio 18-12-2002, 13.34.38   #16
firenze
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Re: Lukra e Firenze......

Citazione:
Messaggio originale inviato da VanLag


Non credo sia possibile tornare alla società pre industriale. Dobbiamo capire come integrarci al meglio nel mondo che abbiamo costruito.
Tu parli di dipendenza dal petrolio, ma basta un guasto nell’acquedotto comunale ed il manager del terzo millennio non saprebbe più dove andare a lavarsi o ad evacuare la mattina. Dipendiamo da tutti per tutto ed ecco che una società/cultura più snella ed essenziale diventa sempre più necessaria.


Bello l'esempio del caffè. Il problema è che c'è poco tempo per riflettere, così si ordina, si consuma, si paga e... via! Mha!

Hai ragione sulla mancanza d'acqua, ma l'acqua volendo si può prendere anche sotto casa, il problema petrolio invece è fondamentale e determinante nella vita di una nazione, specie se industralizzata.

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Vecchio 18-12-2002, 14.13.37   #17
firenze
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per Lukra

Vite passate.

In sintesi, hai presente un albero con tanti rami? Tu sei adesso un ramo, la tua vita attuale. Se vuoi però puoi visitare gli altri rami di quello stesso albero, perchè ne fai parte. Glialtri rami sono le tue vite passate. Ok

Ne ha parlato firenze, ma anche molti altri personaggi certamente di gran lunga più attendibili ed illustri di lui...
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Vecchio 19-12-2002, 12.16.16   #18
Lukra
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Re: Lukra e Firenze......

Guerra, prevaricazione, sfruttamento, morte, sono il back ground registrato nella nostra memoria ancestrale ma questo non li rende inevitabili.
L’intelligenza, la logica, la ragione, servono proprio a rompere il cerchio della memoria. Tutto dipende da ciò che vogliamo usare nelle nostre vite. Cioè se lasciarci guidare dalla memoria oppure se usare l’intelletto per costruire un mondo migliore per noi e per le persone che amiamo.

....

hai ragione due volte:

1) sono pessimista...perchè sono sì un romantico inguaribile,(ma ormai guarito,disilluso,devastato dalla realtà della vita),ma comunque traggo le considerazioni che faccio dalle probabilità che tutto cambi solo sulla scorta dei fatti che ho visto e mi sono stati narrati e sulel persone che mi capita di incontrare e,meglio, di conoscere; sulle parole di chi ci comanda; sui percorsi che il mondo sta tenendo nel suo peggiorare.
Sono ancora giovane: non posso dire"si stava meglio una volta"(quando lo diceva mi o padre mi stava veramente sulle palle...), anche se mi piacerebbe, ma vedo che negli ultimi dieci anni(da quando ho cominciato a prendere cosienza di queste cose, il mondo sta rotolando sempre più velocemente(come si confà ad un sasso che trova pochi ostacoli lungo una discesa la cui pendenza non accenna ad ammorbidirsi:nel nostro caso è semplicemente lo scorrere del tempo, il consolidarsi di fenomeni sociali ed economici, stili di vita , ...macroscopici.........) verso "tasselli" che secondo me non porteranno niente di buono,perchè siamo una razza che si abitua facilmente alle cose e non sappiano tenere bene a mente anche dopo che abbiamo raggiunto dei surplus di necessità quali fossero i nostri veri obiettivi inpartenza. Vorremmo semore di più e di più...vabbè ma mi sto allargando!!!

2) c'è una via d'uscita,anche se le guerre non sono inevitabili,ma altamente probabili(parlo di guerre e di morte in maniera metaforica..).....
l'ho espressa nell'ultima parte del mio precedente intervento...
ritengo davevro che Leopardi avesse ragione nel ritenere che la vera soddisfazione sta nel tendere verso un traguardo più che nel raggiungerlo; sta più nella speranza che non nella realizzazione della stessa; ritengo per davvero che un modo per far andar bene le cose sia gustarsele nella loro semplicità e godere per ciò che si ritiene giusto fare per noi e per gli altri, sapendo di non dovere mai vedere fine o il risultato a questa ricerca-azione:il piacere dovrebbe risiedere proprio in questo.
Ci sarà sempre il male perchè è connaturato all'esistenza del bene..almeno nel nostro mondo(eh...diestop???), ma in questo modo si potrebbe accettarlo e combatterlo senza cadere in una depressione cosmica.... e ogni tanto bisognerebbe andare a vedere nel thread "I piaceri della vita"..
lo so che è difficile:io ci sto provando!!
Lukra is offline  
Vecchio 19-12-2002, 12.18.58   #19
Lukra
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Re: per Lukra

Citazione:
Messaggio originale inviato da firenze
Vite passate.

In sintesi, hai presente un albero con tanti rami? Tu sei adesso un ramo, la tua vita attuale. Se vuoi però puoi visitare gli altri rami di quello stesso albero, perchè ne fai parte. Glialtri rami sono le tue vite passate. Ok

Ne ha parlato firenze, ma anche molti altri personaggi certamente di gran lunga più attendibili ed illustri di lui...

ok..ok..mi compre un libro e leggo...
è che ho così tante cose da leggere che mi sarbbe piaciuto che tu mi spiegassi qualcosa di più .. in rete...
perchè le cose che dici sono chiare... ma sono semplici e banali(scusa,non è un'offesa..credimi...) se non le spieghi un po' meglio e non mi dai qualche prova che io possa capire per seguirti...
Lukra is offline  
Vecchio 19-12-2002, 12.42.35   #20
firenze
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Re: Re: per Lukra

Citazione:
Messaggio originale inviato da Lukra


ok..ok..mi compre un libro e leggo...
è che ho così tante cose da leggere che mi sarbbe piaciuto che tu mi spiegassi qualcosa di più .. in rete...
perchè le cose che dici sono chiare... ma sono semplici e banali(scusa,non è un'offesa..credimi...) se non le spieghi un po' meglio e non mi dai qualche prova che io possa capire per seguirti...

Bene! Vediamo se questa volta sono più chiaro.

Riprendiamo l'esempio dell'albero. Sappiamo che tutti i rami nella loro globalità e completezza simbolicamente rappresentano tutte le vite emanate. Le vite passate dunque sono i rami già formati, come le future sono invece quelli ancora da formare. Immaginiamo adesso che uno dei rami si risvegli, prenda coscienza di se stesso, voglia comprendere il perché lui è un ramo, e perché fa parte di quel tronco. Quando un soggetto si risveglia dall'umano sonno ed inizia ad ampliare la sua conoscenza, man mano che egli procede nuove domande gli affluiscono in testa... lì inizia il ricordo...

Meglio?
firenze is offline  

 



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