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Filosofia - Forum filosofico sulla ricerca del senso dell’essere.
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Vecchio 05-06-2007, 16.42.11   #21
trismegistus
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Riferimento: 1 frase per definire un vero edonista!!!

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e vabè, io alla fine me ne frego di quello che può pensare la gente...ho delle idee...per me sono giuste e tali rimangano... poi se mi accorgerò che sono sbagliate le cambierò : errare è lecito.

Comunque non è possibile essere belli senza la fatica e il sacrificio (tanto per fare un esempio), perchè non sempre belli si nasce, ma lo si può divenire. (Chiaramente un minimo di fortuna ci vuole).

chiaramente ogni vizio è lecito...conta sempre l'equilibrio(Se esso viene a mancare o si ha una dipendenza o per la propriabellezza o per il vizio appunto). Per me non c'ègratificazione + grande di vedere lo specchio e dire tra me e me:"che opera d'arte magnifica sto creando con i miei sacrifici!"...eppure questa azione contemplativa è puro piacere...TUTTO CIO' CHE è CONTEMPLAZIONE porta PIACERE!!!PERSINO CONTEMPLARE SE STESSI... COSA CHE NON è POSSIBILE SE SEI INGUARDABILE.

Giusto!!!
Il Bello richiede sacrifici, trasformare se stessi in un'opera d'arte anche.
Cosa chiedere di più della pura contemplazione del Bello?
Ma ovvio!!! O ossere l'oggetto della contemplazione oppure avere di fronte la propria musa ispiratrice e quindi contemplare/contemplarsi.
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Vecchio 06-06-2007, 17.19.09   #22
individuo
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Dunque esteta a me verrebbe da dire una cosa:

che c'è differenza tra gioia e piacere.

Facciamo un esempio:

Diciamo che giochi a calcio perchè ti diverte e diciamo che quando vinci provi piacere.

Allora secondo me se dal momento in cui vinci continui a giocare a calcio solo per vincere diventi schiavo del piacere della vittoria, se invece la vittoria viene in conseguenza del fatto che hai dato il meglio di te stesso il sapore di questa vittoria è tutt'altra cosa.

Nello sport che faccio io conosco persone che hanno perso la voglia di giocare, di mettersi alla prova punto a punto.
Li riconosci subito, basta guardarli: nei loro volti c'è solo aggressività e rabbia...hanno smesso di giocare...e tutto questo per inseguire il piacere di riempirsi del gusto della vittoria...poi alla fine sono pure quelli che non migliorano mai...a loro non interessa lo sport che fanno, potrebbero farne uno qualunque tanto il loro scopo è quello di vincere.

Conosco persone che vogliono diventare sempre più brave, vogliono diventare migliori, giocano per migliorarsi, non migliorano giocando.

Quelli che danno il meglio di se giocando giocando ogni volta con impegno sono quelli che fanno i maggiori progressi senza volerlo...poi ci sono quelli negati, ma questa è un'altra cosa.

Mi verrebbe da dire che c'è differenza tra: essere per avere e avere essendo...nel secondo caso quello che ottieni è conseguenza di quello che sei, non è lo scopo.

Quando quello che fai lo fai per degli scopi da raggiungere, perdendo addirittura di vista quello che stai facendo, c'è da chiedersi se questi ti appartengono davvero o se sono solo conseguenza di una società che spinge al confronto facendoti credere che se avrai qualcosa o se divverrai qualcuno, solo allora potrai essere felice.

Ultima modifica di individuo : 06-06-2007 alle ore 20.42.58.
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Vecchio 07-06-2007, 09.35.47   #23
MIMMO
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Dunque esteta a me verrebbe da dire una cosa:

che c'è differenza tra gioia e piacere.

Facciamo un esempio:

Diciamo che giochi a calcio perchè ti diverte e diciamo che quando vinci provi piacere.

Allora secondo me se dal momento in cui vinci continui a giocare a calcio solo per vincere diventi schiavo del piacere della vittoria, se invece la vittoria viene in conseguenza del fatto che hai dato il meglio di te stesso il sapore di questa vittoria è tutt'altra cosa.

Nello sport che faccio io conosco persone che hanno perso la voglia di giocare, di mettersi alla prova punto a punto.
Li riconosci subito, basta guardarli: nei loro volti c'è solo aggressività e rabbia...hanno smesso di giocare...e tutto questo per inseguire il piacere di riempirsi del gusto della vittoria...poi alla fine sono pure quelli che non migliorano mai...a loro non interessa lo sport che fanno, potrebbero farne uno qualunque tanto il loro scopo è quello di vincere.

Conosco persone che vogliono diventare sempre più brave, vogliono diventare migliori, giocano per migliorarsi, non migliorano giocando.

Quelli che danno il meglio di se giocando giocando ogni volta con impegno sono quelli che fanno i maggiori progressi senza volerlo...poi ci sono quelli negati, ma questa è un'altra cosa.

Mi verrebbe da dire che c'è differenza tra: essere per avere e avere essendo...nel secondo caso quello che ottieni è conseguenza di quello che sei, non è lo scopo.

Quando quello che fai lo fai per degli scopi da raggiungere, perdendo addirittura di vista quello che stai facendo, c'è da chiedersi se questi ti appartengono davvero o se sono solo conseguenza di una società che spinge al confronto facendoti credere che se avrai qualcosa o se divverrai qualcuno, solo allora potrai essere felice.

MI INCHINO.....FANTASTICO E BRAVO.....
NULLA SI PUO AGGIUNGERE!
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Vecchio 07-06-2007, 14.30.43   #24
esteta_edonista
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Dunque esteta a me verrebbe da dire una cosa:

che c'è differenza tra gioia e piacere.

Facciamo un esempio:

Diciamo che giochi a calcio perchè ti diverte e diciamo che quando vinci provi piacere.

Allora secondo me se dal momento in cui vinci continui a giocare a calcio solo per vincere diventi schiavo del piacere della vittoria, se invece la vittoria viene in conseguenza del fatto che hai dato il meglio di te stesso il sapore di questa vittoria è tutt'altra cosa.

Nello sport che faccio io conosco persone che hanno perso la voglia di giocare, di mettersi alla prova punto a punto.
Li riconosci subito, basta guardarli: nei loro volti c'è solo aggressività e rabbia...hanno smesso di giocare...e tutto questo per inseguire il piacere di riempirsi del gusto della vittoria...poi alla fine sono pure quelli che non migliorano mai...a loro non interessa lo sport che fanno, potrebbero farne uno qualunque tanto il loro scopo è quello di vincere.

Conosco persone che vogliono diventare sempre più brave, vogliono diventare migliori, giocano per migliorarsi, non migliorano giocando.

Quelli che danno il meglio di se giocando giocando ogni volta con impegno sono quelli che fanno i maggiori progressi senza volerlo...poi ci sono quelli negati, ma questa è un'altra cosa.

Mi verrebbe da dire che c'è differenza tra: essere per avere e avere essendo...nel secondo caso quello che ottieni è conseguenza di quello che sei, non è lo scopo.

Quando quello che fai lo fai per degli scopi da raggiungere, perdendo addirittura di vista quello che stai facendo, c'è da chiedersi se questi ti appartengono davvero o se sono solo conseguenza di una società che spinge al confronto facendoti credere che se avrai qualcosa o se divverrai qualcuno, solo allora potrai essere felice.


hai evidenziato la differenza tra un vincente ed un vincitore...Esistono tuttavia anche vincenti vincitori.
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Vecchio 11-06-2007, 11.40.58   #25
MIMMO
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hai evidenziato la differenza tra un vincente ed un vincitore...Esistono tuttavia anche vincenti vincitori.

NO! gioia e piacere sono due cose completamente differenti

una ha una causa l'altra no,....
una ha un soggetto l'altra no....
una ha un oggetto scatenante l'altra no....
una crea desiderio l'altra no....
una è limitata l'altra non concepisce il concetto di spazio
una ha termine l'altra :è.

buona giornata
Mimmo
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Vecchio 11-06-2007, 12.04.48   #26
trismegistus
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Originalmente inviato da MIMMO
NO! gioia e piacere sono due cose completamente differenti

una ha una causa l'altra no,....
una ha un soggetto l'altra no....
una ha un oggetto scatenante l'altra no....
una crea desiderio l'altra no....
una è limitata l'altra non concepisce il concetto di spazio
una ha termine l'altra :è.

buona giornata
Mimmo

Non credo, questa è una specifica, essi sono due concetti che possono anche coincidere, entrambe possono non concepire lo spazio e tutte due possono non avere termine.
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Vecchio 11-06-2007, 17.42.37   #27
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Originalmente inviato da esteta_edonista
hai evidenziato la differenza tra un vincente ed un vincitore...Esistono tuttavia anche vincenti vincitori.

in realtà il mio voleva essere un discorso più ampio, vediamo:

Il cibo è una necessità, ma quando ti prefiguri una torta perchè ti era piaciuta e in quel momento non hai fame, diventi un goloso. La mente diventa lo strumento che ti conduce alla ricerca del piacere allontanandoti dalla necessità della fame, in cui puoi comunque ritrovare la gioia di un buon pasto.

Diciamo che fai " l'amore " con una ragazza a cui vuoi bene. La successica ricerca di fare sesso con lei come ricerca del piacere personale attraverso lo strumento del pensiero che va alla ricerca di sesso è un pò come la ricerca della vittoria fregandosene dell'attività stessa che si stà praticando.

Ecc ecc

Quello che voglio dire è che quando la ricerca del piacere è fine a se stessa, si stacca dall'atto stesso che la prima la prodotta, e cosi il nostrocorpo diventa solo uno strumento nelle mani della mente che ricerca piacere, ne diventa schiavo, si crea una scissione appunto tra mente e corpo.

Ciò che si fa non è più espressione di una vera necessità ma ricerca di piacere fine a stesso.

Sia chiaro, lo si può benissimo fare ma alla lunga questo modo di agire porterà a svuotare di significato ogni cosa che si farà visto che le attività diventeranno solo strumento di raggiungimento del piacere.

Il giocare per il puro piacere di giocare ovvero di divertirsi usando il corpo passerà in secondo piano.
E' per questo che nello sport c'è cosi tanta aggressività, da non confondere con la determinazione.

L'aggressività c'è perchè è solo legata al risultato.

Nella corsa per esempio c'è gente, parlo di amatori, che fa allenamenti estenuanti per poter arrivare a correre la maratona e poter dire di aver corso la maratona.

Vedono i 42 km come un traguardo e gli allenamenti sono solo in funzione di quel traguardo...e cosi la corsa il correre perdono la loro essenza, negli allenamenti c'è solo sforzo, " sacrificio ", il gusto di correre fine a stesso scompare.

E cosi è nel lavoro.
C'è chi lavora, colui a cui piace lavorare e fa i soldi, e c'è chi lavora solo per i soldi.

C'è chi studia solo per poter dire di aver ottenuto la laurea e magari si vanta pure dei sacrifici che ha fatto...pochi sono oramai quelliche studiano per il piacere di studiare quello per cui hanno passione...o magari è sempre stato cosi!!

C'è chi studi per ottenere una laurea, per poi ottenere un lavoro migliore che farà loro ottenere una posizione, soldi ecc ecc ecc, si fa tutto in funzione di qualcosa.

Mi ricordo di una bella frase che ha detto Valentino Rossi:
Quando mi sono dato al motociclismo non avrei pensato che sarei arrivato fino qua, anzi pensavo che cosi non sarei mai arrivato a certi a livelli. Lo facevo perchè mi piaceva è per quello che alla fine a detto: auguro a tutti di scoprire la propria passione e portarla avanti indipendentemente che questa di dia o meno soldi ricchezza fama.
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Vecchio 11-06-2007, 17.59.05   #28
esteta_edonista
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in realtà il mio voleva essere un discorso più ampio, vediamo:

Il cibo è una necessità, ma quando ti prefiguri una torta perchè ti era piaciuta e in quel momento non hai fame, diventi un goloso. La mente diventa lo strumento che ti conduce alla ricerca del piacere allontanandoti dalla necessità della fame, in cui puoi comunque ritrovare la gioia di un buon pasto.

Diciamo che fai " l'amore " con una ragazza a cui vuoi bene. La successica ricerca di fare sesso con lei come ricerca del piacere personale attraverso lo strumento del pensiero che va alla ricerca di sesso è un pò come la ricerca della vittoria fregandosene dell'attività stessa che si stà praticando.

Ecc ecc

Quello che voglio dire è che quando la ricerca del piacere è fine a se stessa, si stacca dall'atto stesso che la prima la prodotta, e cosi il nostrocorpo diventa solo uno strumento nelle mani della mente che ricerca piacere, ne diventa schiavo, si crea una scissione appunto tra mente e corpo.

Ciò che si fa non è più espressione di una vera necessità ma ricerca di piacere fine a stesso.

Sia chiaro, lo si può benissimo fare ma alla lunga questo modo di agire porterà a svuotare di significato ogni cosa che si farà visto che le attività diventeranno solo strumento di raggiungimento del piacere.

Il giocare per il puro piacere di giocare ovvero di divertirsi usando il corpo passerà in secondo piano.
E' per questo che nello sport c'è cosi tanta aggressività, da non confondere con la determinazione.

L'aggressività c'è perchè è solo legata al risultato.

Nella corsa per esempio c'è gente, parlo di amatori, che fa allenamenti estenuanti per poter arrivare a correre la maratona e poter dire di aver corso la maratona.

Vedono i 42 km come un traguardo e gli allenamenti sono solo in funzione di quel traguardo...e cosi la corsa il correre perdono la loro essenza, negli allenamenti c'è solo sforzo, " sacrificio ", il gusto di correre fine a stesso scompare.

E cosi è nel lavoro.
C'è chi lavora, colui a cui piace lavorare e fa i soldi, e c'è chi lavora solo per i soldi.

C'è chi studia solo per poter dire di aver ottenuto la laurea e magari si vanta pure dei sacrifici che ha fatto...pochi sono oramai quelliche studiano per il piacere di studiare quello per cui hanno passione...o magari è sempre stato cosi!!

C'è chi studi per ottenere una laurea, per poi ottenere un lavoro migliore che farà loro ottenere una posizione, soldi ecc ecc ecc, si fa tutto in funzione di qualcosa.

Mi ricordo di una bella frase che ha detto Valentino Rossi:
Quando mi sono dato al motociclismo non avrei pensato che sarei arrivato fino qua, anzi pensavo che cosi non sarei mai arrivato a certi a livelli. Lo facevo perchè mi piaceva è per quello che alla fine a detto: auguro a tutti di scoprire la propria passione e portarla avanti indipendentemente che questa di dia o meno soldi ricchezza fama.


io faccio atletica leggera ma tutte le volte che mi sono spaccato...per raggiungere un obiettivo...io lo facevo volentieri...

cioè erano sacrifici buoni...quel dolore a me dà piacere perchè so di avvicinarmi alla meta, divertendomi e correndo.
esteta_edonista is offline  
Vecchio 11-06-2007, 23.38.27   #29
trismegistus
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in realtà il mio voleva essere un discorso più ampio, vediamo:

Il cibo è una necessità, ma quando ti prefiguri una torta perchè ti era piaciuta e in quel momento non hai fame, diventi un goloso. La mente diventa lo strumento che ti conduce alla ricerca del piacere allontanandoti dalla necessità della fame, in cui puoi comunque ritrovare la gioia di un buon pasto.

Diciamo che fai " l'amore " con una ragazza a cui vuoi bene. La successica ricerca di fare sesso con lei come ricerca del piacere personale attraverso lo strumento del pensiero che va alla ricerca di sesso è un pò come la ricerca della vittoria fregandosene dell'attività stessa che si stà praticando.

Ecc ecc

Quello che voglio dire è che quando la ricerca del piacere è fine a se stessa, si stacca dall'atto stesso che la prima la prodotta, e cosi il nostrocorpo diventa solo uno strumento nelle mani della mente che ricerca piacere, ne diventa schiavo, si crea una scissione appunto tra mente e corpo.

Ciò che si fa non è più espressione di una vera necessità ma ricerca di piacere fine a stesso.

Sia chiaro, lo si può benissimo fare ma alla lunga questo modo di agire porterà a svuotare di significato ogni cosa che si farà visto che le attività diventeranno solo strumento di raggiungimento del piacere.

Il giocare per il puro piacere di giocare ovvero di divertirsi usando il corpo passerà in secondo piano.
E' per questo che nello sport c'è cosi tanta aggressività, da non confondere con la determinazione.

L'aggressività c'è perchè è solo legata al risultato.

Nella corsa per esempio c'è gente, parlo di amatori, che fa allenamenti estenuanti per poter arrivare a correre la maratona e poter dire di aver corso la maratona.

Vedono i 42 km come un traguardo e gli allenamenti sono solo in funzione di quel traguardo...e cosi la corsa il correre perdono la loro essenza, negli allenamenti c'è solo sforzo, " sacrificio ", il gusto di correre fine a stesso scompare.

E cosi è nel lavoro.
C'è chi lavora, colui a cui piace lavorare e fa i soldi, e c'è chi lavora solo per i soldi.

C'è chi studia solo per poter dire di aver ottenuto la laurea e magari si vanta pure dei sacrifici che ha fatto...pochi sono oramai quelliche studiano per il piacere di studiare quello per cui hanno passione...o magari è sempre stato cosi!!

C'è chi studi per ottenere una laurea, per poi ottenere un lavoro migliore che farà loro ottenere una posizione, soldi ecc ecc ecc, si fa tutto in funzione di qualcosa.

Mi ricordo di una bella frase che ha detto Valentino Rossi:
Quando mi sono dato al motociclismo non avrei pensato che sarei arrivato fino qua, anzi pensavo che cosi non sarei mai arrivato a certi a livelli. Lo facevo perchè mi piaceva è per quello che alla fine a detto: auguro a tutti di scoprire la propria passione e portarla avanti indipendentemente che questa di dia o meno soldi ricchezza fama.

Quello che dice Valentino Rossi è vero, dopotutto che senso ha ricercare il piacere o meglio "volere che a noi piacciono" delle attività solo perchè permettono di raggiungere potere e soldi.
Non ha senso se uno ricerca un piacere solo per uno scopo pratico e materiale, non raggiungerà mai il vero piacere, poichè la brama di potere e l'avidità lo corroderanno per tutta la vita.
Io studio Filosofia all'Università per voler diventare ricercatore in campo filosofico ben sapendo che il ricercatore in questo campo non è molto pagato ma a me non importa perchè il piacere e l'essenza stessa della ricerca filosofica sono tali che nemmeno tutta la ricchezza del "mondo materiale" può appagarla o avere un "peso" di simile paragone.
Ritengo pressochè inutile ed infruttuosa la ricerca del piacere attraverso un fine materialistico ed economico perchè non porterà mai al vero piacere.
trismegistus is offline  
Vecchio 18-06-2007, 13.20.42   #30
MIMMO
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Originalmente inviato da individuo
in realtà il mio voleva essere un discorso più ampio, vediamo:

Il cibo è una necessità, ma quando ti prefiguri una torta perchè ti era piaciuta e in quel momento non hai fame, diventi un goloso. La mente diventa lo strumento che ti conduce alla ricerca del piacere allontanandoti dalla necessità della fame, in cui puoi comunque ritrovare la gioia di un buon pasto.

Diciamo che fai " l'amore " con una ragazza a cui vuoi bene. La successica ricerca di fare sesso con lei come ricerca del piacere personale attraverso lo strumento del pensiero che va alla ricerca di sesso è un pò come la ricerca della vittoria fregandosene dell'attività stessa che si stà praticando.

Ecc ecc

Quello che voglio dire è che quando la ricerca del piacere è fine a se stessa, si stacca dall'atto stesso che la prima la prodotta, e cosi il nostrocorpo diventa solo uno strumento nelle mani della mente che ricerca piacere, ne diventa schiavo, si crea una scissione appunto tra mente e corpo.

Ciò che si fa non è più espressione di una vera necessità ma ricerca di piacere fine a stesso.

Sia chiaro, lo si può benissimo fare ma alla lunga questo modo di agire porterà a svuotare di significato ogni cosa che si farà visto che le attività diventeranno solo strumento di raggiungimento del piacere.

Il giocare per il puro piacere di giocare ovvero di divertirsi usando il corpo passerà in secondo piano.
E' per questo che nello sport c'è cosi tanta aggressività, da non confondere con la determinazione.

L'aggressività c'è perchè è solo legata al risultato.

Nella corsa per esempio c'è gente, parlo di amatori, che fa allenamenti estenuanti per poter arrivare a correre la maratona e poter dire di aver corso la maratona.

Vedono i 42 km come un traguardo e gli allenamenti sono solo in funzione di quel traguardo...e cosi la corsa il correre perdono la loro essenza, negli allenamenti c'è solo sforzo, " sacrificio ", il gusto di correre fine a stesso scompare.

E cosi è nel lavoro.
C'è chi lavora, colui a cui piace lavorare e fa i soldi, e c'è chi lavora solo per i soldi.

C'è chi studia solo per poter dire di aver ottenuto la laurea e magari si vanta pure dei sacrifici che ha fatto...pochi sono oramai quelliche studiano per il piacere di studiare quello per cui hanno passione...o magari è sempre stato cosi!!

C'è chi studi per ottenere una laurea, per poi ottenere un lavoro migliore che farà loro ottenere una posizione, soldi ecc ecc ecc, si fa tutto in funzione di qualcosa.

Mi ricordo di una bella frase che ha detto Valentino Rossi:
Quando mi sono dato al motociclismo non avrei pensato che sarei arrivato fino qua, anzi pensavo che cosi non sarei mai arrivato a certi a livelli. Lo facevo perchè mi piaceva è per quello che alla fine a detto: auguro a tutti di scoprire la propria passione e portarla avanti indipendentemente che questa di dia o meno soldi ricchezza fama.

dieri che il piacere ha un motivo , uno scopo, una causa...
la gioia no,
il piacere è parziale, è frammentario,
la gioia è totale....
MIMMO is offline  

 



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