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Vecchio 02-09-2007, 13.19.15   #41
renzananda
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Riferimento: Estetica.

Da Dionigi Aeropagita a Von Balthasar il Bello come "nome" di Dio. Bellezza che produce ogni comunione o che ogni comunione produce. Non solo proportio ma altresì claritas, irruzione e spezzamento. Interessante la proposta di un'estetica teologica (non di una teologia estetica o estetizzante) che irradia dall'evento della Croce. Figurazione, sfigurazione e trans-figurazione riassunte nel verbum abbreviatum del Cristo, nella contra-dizione tra "Il più bello dei figli dell'uomo" e "colui davanti al quale ci si copre la faccia". Paradossale esibizione e ri-velamento della Bellezza che irraggia sub contraria specie nella devastazione di ogni forma e proporzione. Dalla forma perfetta, attraverso gli erramenti dell'anestetica o dell'estetica dell'inorganico, sino all'icona....
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Vecchio 03-09-2007, 10.25.37   #42
trismegistus
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Riferimento: Estetica.

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Originalmente inviato da emmeci
Questa è solo un’invenzione di Kierkegaard, che nel fluire dei suoi eteronomi e delle sue immaginarie esperienze ha introdotto anche questo aut-aut. Che d’altra parte ha egli stesso lasciato quando ha trovato il suo Dio.

Aut-Aut o Enten-Eller, che tradotto sarebbe O..O indica la scelta unica di due stili differenti di vita, quella etica o quella estetica, non c'è compromesso tra le due, o l'una o l'altra.
In Kierkegaard viene prima l'etica, dopo l'incontro con l'opera di Mozart "Don Giovanni" egli scopre la vita estetica e qui egli scopre l'angoscia della scelta di vita che ad uno viene porsi, vita etica o vita estetica?
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Vecchio 03-09-2007, 13.19.14   #43
renzananda
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Riferimento: Estetica.

Citazione:
Originalmente inviato da trismegistus
Aut-Aut o Enten-Eller, che tradotto sarebbe O..O indica la scelta unica di due stili differenti di vita, quella etica o quella estetica, non c'è compromesso tra le due, o l'una o l'altra.
In Kierkegaard viene prima l'etica, dopo l'incontro con l'opera di Mozart "Don Giovanni" egli scopre la vita estetica e qui egli scopre l'angoscia della scelta di vita che ad uno viene porsi, vita etica o vita estetica?

Per Kierkegaard la via estetica non salva, conducendo alla disperazione di quella falsa eternità di piccoli atti di godimento sempre differito. Schopenauer si illude di trovare nella contemplazione del Bello una tregua all'autofagia della volontà ma siamo ancora nell'ottica della liberazione "dalle maschere". Forse solo Nietzsche ipotizza una liberazione "delle" maschere in cui etico ed estetico coincidono nell'estatico, nell' "amor fati ego fatum", nella coincidenza e nel Sì assoluto a quanto accade...
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Vecchio 06-09-2007, 12.55.54   #44
trismegistus
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Riferimento: Estetica.

Che ne pensi del rapporto Hegel-Estetica? Hegel approccia l'Estetica per mezzo dell'Assoluto.
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Vecchio 17-09-2007, 19.47.46   #45
Horus_il_falco
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Riferimento: Estetica.

Citazione:
Originalmente inviato da trismegistus
Che ne pensi del rapporto Hegel-Estetica? Hegel approccia l'Estetica per mezzo dell'Assoluto.

penso in parole molto povere
che il bello è bello perchè è anche vero e se è vero ed è bello allora si comporta bene
cioè che l'estetica deve avere o ha la sua origine nell'ontologia e l'etica dall'estetica o dall'ontologia (se la natura non ti ha favorito insomma)

analogamente si dice pure, "belli dento e belli fuori"
alludendo non all'anima come uno può pensare {anche se è pure vero riferito all'anima},
in realtà nella pubblicità di rocchetta belli dentro belli fuori ci si riferisce al fegato o al sangue da pulire.
Fate la prova, fatevi una purificazione del fegato tramite pastiglie di aloe vera che vendono al conad e vedrete che in una settimana sarete più belli, e faranno prima le vostre amiche a rendersene conto.

al di la di molte possibili analogie come nel caso forma e contenuto

la patristica tomistica o gemelliana pone sia l'ontologia, sia l'estetica, sia l'etica come parte di un tutto. quindi sono queste filosofie più complete che non quelle che pongono l'accento solo su di un aspetto idolatrandolo o censurando comunque gli altri aspetti.
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Vecchio 24-09-2007, 15.23.44   #46
emmeci
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Riferimento: Estetica.

Finalmente ti sento ancora, Trismegistus! E proprio sul tema su cui ci siamo sfidati e combattuti in nobili battaglie….Però io non ho cambiato idea e insisto nel contrapporre all’aut-aut su cui tu appendi la gloria di Kierkegaard, il superiore motivo dialettico dall’idealismo, cioè quel tipo di filosofia cui il danese ha voltato le spalle dopo il viaggio a Berlino. E poi, perché fissarsi sull’ aut-aut col pericolo di rimanere fermi come l’asino di Buridano? (Non tutti, infatti, hanno la forza di decisione che Kierkegaard ha dimostrato con l’abbandonare Regina Olsen e far la figura del seduttore pur senza chiudersi in una cripta col rosario in mano. Perché privarsi di questa e altre musicali esperienze di vita, supposto che lui non avesse un’idiosincrasia per la musica, col che la rinuncia sarebbe stata forse più comprensibile…. Ma ve lo immaginate, del resto, un Kierkegaard intelligente e pieno d’idee che, per aver deciso fin dall’inizio, dopo lo shock della colpa paterna, che la sua scelta sarebbe stata una sola, non scrive quei meravigliosi libretti e gli intensissimi Diari ma solo sermoni cristiani? No, Kierkegaard aveva bisogno di un’educazione sentimentale prima di indossare il cilicio. Ma, torno a domandarmi, perché aut-aut e non et-et nel senso hegeliano, cioè di chi, avendo esperimentato la musica, trova che per esempio Bach la porta a un livello più alto di Mozart, un livello veramente sacro, senza rinunciare ai miracoli del contrappunto; o come se Kierkegaard, pentito di aver dato un calcio all’idealismo, si fosse impegnato a illustrarne i principi agli zotici concittadini del tempo. Ma del resto, come mi pare d’aver fatto osservare a Trismegistus, Kierkegaard stesso ha impiegato molto prima di decidersi a lasciare i suoi frizzanti aut-aut e, dopo la scoppiettante serie di prove sotto varie vesti e nomi fittizi, superando ogni remora (davvero superando ogni remora?), abbandonare al suo destino il seduttore di un tempo e scegliere come argomento il terrore e tremore di Dio.
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Vecchio 25-09-2007, 23.40.42   #47
damaris
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Smile Riferimento: Estetica.

Nei tempi antichi il bello consisteva nella proporzione e nella giusta disposizione delle parti. Questo termine, per i Greci e i Romani, comprendeva tanto gli oggetti belli che i pensieri e potevano fare a meno del concetto di bello in senso stretto perché chiamavano simmetria il bello visibile e armonia il bello udibile. In seguito nuove teorie e nuovi contorni hanno preso forma fino a che a causa delle idee del romanticismo e dell’empirismo nel XVIII secolo la teoria che aveva dominato per oltre due millenni è andata in crisi. Oggi la ricerca di una rigorosa definizione del termine estetico “ bello” è quasi abbandonata.
C’è anche una “Estetica del brutto” ( Rosenkranz ? ), magari per cambiare un’po’…..

“….Per quanto viaggiamo in tutto il mondo per cercare ciò che è bello, dobbiamo portarlo con noi oppure non lo troveremo…”

Ralph Waldo Emerson
damaris is offline  
Vecchio 26-09-2007, 09.23.29   #48
emmeci
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Riferimento: Estetica.

……abbandonata, e non è una sventura. Ti immagini, damaris, che interesse potrebbe suscitare oggi – almeno fuori della scuola - un poeta che “amore in Grecia nudo e nudo in Roma d’un velo candidissimo adornando rendea nel grembo a Venere celeste….”
Diciamo pure e senza timore che l’estetica non esiste più (le arti d’avanguardia l’hanno definitivamente sepolta) – o forse è rimasta nelle aule del design industriale o nella penna di un giornalista che vuol nobilitare il concorso di miss Italia, con tanto di misure al millimetro e discussione sul lato B…
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Vecchio 26-09-2007, 15.30.13   #49
damaris
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Riferimento: Estetica.

"....Noi percepiamo certe determinate cose e non sappiamo dire esattamente perché esse siano belle o perché siano brutte. Questa presenza simultanea, nella realtà, del bello e del brutto resta un mistero, e non è strettamente necessario fondare una filosofia che ne spieghi l'esistenza. L'immagine può spiegare l'esistenza di questo enigma assai meglio delle parole, come spesso si dice...."
( professore straordinario di estetica alla Facoltà di Lettere e filosofia dell'Università di Torino )


..."Siccome il bello non problematico, cellofanato, si è trasformato in kitsch, cioè in qualche cosa che non produce più nessuna emozione estetica, perché semplicemente asseconda, liscia tutti pregiudizi e tutte le forme percettive ormai consunte ecco, in questa situazione allora l'arte reagisce sperimentando qualche cosa che va al di là delle forme fruste, come si chiamano, delle forme consumate...Se invece di rappresentare fiorellini, rondini, si rappresenta l'orrore, questo orrore ha un valore di carattere catartico e pedagogico, cioè ci fa capire come è fatto il mondo e nello stesso tempo ci addita una dimensione utopica di come potrebbe essere il mondo diversamente..."

Remo Bodei
L'estetica del brutto
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Vecchio 11-10-2007, 08.57.25   #50
emmeci
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Riferimento: Estetica.

Dunque Trismegistus e damaris mi richiamano al dovere di considerare l’estetica qualcosa di più di un’ubbia che ha fatto il suo tempo.
Il dubbio sulla validità di una teoria estetica nell’attuale cultura, che ho espresso nei miei precedenti interventi, era fondato essenzialmente su considerazioni pratiche, cioè sulla convinzione che nessun artista, poeta, prosatore, musicista si conforma oggi a un’estetica o saprebbe riconoscerla anche soltanto come un’ideale presupposizione di regole. E tanto meno si disporrebbe a creare solo dopo aver constatato che cosa pensa il professor tale o tal altro su come lui dovrebbe operare. Dunque il ripudio di una teoria o di una scienza dell’arte che, d’altra parte, si è stentatamente formata solo negli ultimi secoli.
Diverse sarebbero state, e sono, le mie conclusioni se do a estetica il significato, molto meno rigido e disciplinare, di una filosofia dell’arte e perfino di una metafisica dell’arte o del bello, quale è stata abbozzata o perseguita lungo la storia della filosofia.
Dapprima solo come evocazione dei piaceri o del fascino che le cose belle possono suscitare, senza distinzione fra cose naturali, artificiali o artistiche, mentre Platone immaginava una consacrazione del bello come slancio verso l’assoluto, subito corretto dalla logica e dalla precettistica aristotelica. Poi, all’avvento del cristianesimo, col rimandare tutto all’atto creatore di Dio, quasi che attraverso la percezione della bellezza che si vede nel mondo l’uomo potesse ritenerlo opera degna di Dio…..E così, evolvendosi tempi ed idee, l’interesse estetico riesce a trasferirsi dalla natura alle opere create dall’uomo, e a cercare che cosa può averlo guidato in questa sorta di servizio divino, inventando il concetto di genio e di gusto, ma sottoponendoli a un complesso di regole che non mancò di irritare, almeno a partire dal romanticismo, la permalosa sensibilità dell’artista che si sentiva in qualche modo spogliato della sua libertà. Mi sembra inutile seguire la lotta o il groviglio di odio ed amore fra il genio creatore e l’impegno filosofico di Kant, Schiller, Hegel e degli altri filosofi, costretti a riconoscere sempre più chiaramente la loro incompetenza a dettare regole se non a comprendere il mistero dell’arte, contribuendo a quel declino della scienza estetica che è ora evidente, nonostante i tentativi di recupero sotto i criteri più vari di Lukacs, Benedetto Croce, Adorno e gli altri francofortesi, nonché degli psicologi, dei linguisti, degli strutturalisti….. Forse l’unica filosofia che, pur occupandosi di estetica, lascia all’arte pieno potere di disporre di sé è l’ermeneutica, che arriva con Gadamer a considerare l’arte come esperienza di verità e a metterla quasi al di sopra della filosofia, come del resto sembra aver fatto Heidegger e prima di lui Nietzsche, in attesa delle decostruzioni di Derrida e dei nuovi attesi capolavori dell’arte del XXI secolo – forse per ora oscillanti fra disegni computerizzati e graffiti di strada.
emmeci is offline  

 



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