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Filosofia - Forum filosofico sulla ricerca del senso dell’essere.
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Vecchio 10-12-2007, 16.46.16   #31
emmeci
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Data registrazione: 10-06-2007
Messaggi: 1,272
Riferimento: Il suicidio può essere ammissibile?

Forse la discussione si è poi sviata dal tema iniziale, ma indubbiamente ha acquistato un significato più grande e più forte, quando ha spinto a cercare il perché del dolore che incombe sulla nostra esistenza e il significato di questo nascere per aspettare la morte, di fronte al gesto di coloro che affrettano l’istante della liberazione con quello che si può definire un colpo di grazia.
Sì, Celavano Ganneviz, è una discussione che può essere trattata in termini psicologici, ma che è ben degno della filosofia, anzi mi pare giusto che si debba superare, per quanto difficile, i nostri sfoghi personali considerando il tema nel suo valore più largo, che potrebbe essere espresso così: “E’ un bene o un male la vita?”. “La vita è un inestimabile dono” dicono gli idealisti ed i fortunati; “C’è nel fatto di nascere una tale assenza di necessità che, quando si pensa ad esso, non sapendo come reagire ci si limita a un sorriso ebete” – afferma Cioran. Ma evitiamo i giudizi estremi, limitiamoci alla constatazione che noi siamo vivi, gettati in questo mondo insieme a un’infinità di altri esseri, destinati a durare un istante o un poco di più e spinti – al di là delle loro stesse intenzioni - a far godere o soffrire.
Eppure le religioni, nonostante gli sforzi che compiono per insegnare il perché della morte e il giudizio che incombe su noi con le prospettive di un paradiso o un inferno, sembra che considerino Dio come il guardiano di una vita infinita; e, d’altra parte, la scienza dimostra che la vita, germogliata per caso in un punto del nostro pianeta, lo ha invaso crescendo in ogni anfratto possibile – così come è certo presente in altri sistemi solari. E' questo che vieta il suicidio? Ma ciò che turba le anime belle è che la vita si nutre di sé, e un moralista più radicale potrebbe giudicare questo un segno che Dio stesso non ha freni morali, mentre un mistico potrebbe insinuare che Dio si è allontanato quando ha scoperto di aver dato il fiat a un mondo malvagio.
Ma se Dio non c’è più, che significa il procedere dell’universo, l’apparire dell’uomo, il suo protendersi verso la vita quando il mondo intorno a lui non può che distruggere quello che crea? E' veramente incomprensibile l'atto suicida? O è una sfida gettata alle forze di un universo che non ha pietà? Eppure è questo forse che vieta il suicidio, questa luce che abbiamo dentro di noi e che si accende di fronte al male e alla morte, mentre quasi ci sembra di poter accusare Dio di averne meno di noi. Eppure è forse questo il segreto ultimo della vita – questa goccia di pietà che scende a fecondare il ventre di Eva mentre la condanna a una vita infelice.
Forse è troppo tardi, la Genesi è già stata scritta, ma se Dio non fosse fuggito dal mondo dopo averne constatato l’irredimibile stato, avrebbe avuto qualche ragione – vedendoci - di soprassedere al suo gesto: che può dopo tutto apparire come un suicidio divino.
emmeci is offline  
Vecchio 10-12-2007, 18.01.20   #32
warum
Ospite
 
Data registrazione: 08-11-2007
Messaggi: 13
Riferimento: Il suicidio può essere ammissibile?

In tutta sincerità, trovo terrificante l'affermazione secondo cui la vita non appartiene a chi la vive. Non tanto perchè io non rispetti le opinioni di chi ha un credo religioso, quanto perchè queste opinioni, di fatto, limitano la mia libertà personale dal momento che chi ha il potere di legiferare lo fa ispirandosi a queste concezioni, obbligando chi non crede a sottostarvi.
La mia vita è mia, e ho il diritto di farne ciò che voglio, anche di rinunciarvi in qualsiasi momento.
Si dice che la vita è meravigliosa. E' vero, a volte. La Vita non esiste, esitono solo le singole vite degli individui, che possono essere più o meno belle, più o meno orribili.
Il suicidio è assolutamente ammissibile, anche se non sempre è la scelta migliore. Come già detto, ci si uccide per i motivi più disparati, e spesso lo si fa spinti da dolori contingenti; in quel caso si compie un gesto stupido, poichè prevedibilmente le condizioni che hanno portato a compierlo sarebbero sicuramente cambiate.
Raramente ci si uccide per un rifiuto totale della vita; solitamente si tratta di un rifiuto della propria condizione particolare. Si vorrebbe una vita diversa, ma prevedendo che non si riuscirà ad ottenerla, si pone fine alla propria esistenza.
In tal caso il suicidio è un'ingiustizia, che il suicida non compie, ma subisce.
warum is offline  
Vecchio 11-12-2007, 19.00.38   #33
Dasein
Ospite abituale
 
Data registrazione: 24-11-2007
Messaggi: 192
Riferimento: Il suicidio può essere ammissibile?

Chi ha vera consapevolezza, anche se non crede, sa che la vita è meravigliosa perchè è l'infinita ricerca verso la verità assoluta.
A me piace pensarla così, il suicidio la ritengo un'ipotesi assurda.
Dasein is offline  
Vecchio 12-12-2007, 10.46.38   #34
emmeci
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Data registrazione: 10-06-2007
Messaggi: 1,272
Riferimento: Il suicidio può essere ammissibile?

Caro Dasein, la vita è meravigliosa per chi ha i tuoi anni e il tuo entusiasmo. Prova a pensare a chi è su un letto di dolore e guarda in faccia la morte, a chi è stato tradito dalla persona che credeva più amica, a chi non ha neppure il lume dell’intelligenza per capire di essere vivo, a chi non ha altra speranza se non immaginare che nell’abisso del nulla è per lo meno assente, con le ultime scintille di un sogno remoto, il male dell’essere….Perché è questa talora la realtà del da-sein, quando non è affascinato, come Heidegger, da un’alata poesia o dallo splendore del Sein.
emmeci is offline  
Vecchio 12-12-2007, 21.52.50   #35
Dasein
Ospite abituale
 
Data registrazione: 24-11-2007
Messaggi: 192
Riferimento: Il suicidio può essere ammissibile?

Citazione:
Originalmente inviato da emmeci
Caro Dasein, la vita è meravigliosa per chi ha i tuoi anni e il tuo entusiasmo. Prova a pensare a chi è su un letto di dolore e guarda in faccia la morte, a chi è stato tradito dalla persona che credeva più amica, a chi non ha neppure il lume dell’intelligenza per capire di essere vivo, a chi non ha altra speranza se non immaginare che nell’abisso del nulla è per lo meno assente, con le ultime scintille di un sogno remoto, il male dell’essere….Perché è questa talora la realtà del da-sein, quando non è affascinato, come Heidegger, da un’alata poesia o dallo splendore del Sein.


Anch'io, pur nella mia giovane età, ho avuto a che fare con momenti molto infelici, di perdite gravi. Tuttavia la riflessione dell'infelice, a mio avviso, non può fissarsi nel momento della sua infelicità, del dolore, ma deve sempre saper scorgere quell'ulteriorià nei confronti del quale il dolore non è che un momento, forse anche necessario, dello sviluppo completo del proprio esser-ci.
Guardare non inconsapevolmente (non illusoriamente) oltre, perchè solo quando si è in cammino come un viandante verso il sentiero della verità allora ci si pone al riparo da ogni dolore inevitabile.
Altrimenti non ci rimane che la disperazione, la negazione del mondo e l'elevazione (mi viene in mente "Il mito di Sisifo" di Camus) dell'assurdità.
Dasein is offline  
Vecchio 13-12-2007, 09.29.22   #36
emmeci
Ospite abituale
 
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Data registrazione: 10-06-2007
Messaggi: 1,272
Riferimento: Il suicidio può essere ammissibile?

Giusto Dasein, ma per condurre avanti il tuo ragionamento bisogna anche ammettere che dopo il momento di una felicità susseguente all’infelicità ci sarà di nuovo un momento di infelicità, e sarai magari un po’ meno attrezzato per affrontarlo….Alla fine, per chi sente troppo forte e senza prospettive di miglioramento quello che Cioran chiama “l’inconveniente di essere nati”, ci sarà sempre qualcuno che non vedrà perché si debba togliergli questa ultima medicina o viatico di una fine voluta dall’uomo. E’ possibile, anzi, che verrà il momento che l’umanità dovrà affrontare con la ragione questo “diritto alla morte”, e non riservarlo solo a coloro che lo esercitano in nome di Dio.
(Non badare Dasein a quello che ho detto, ci sono momenti in cui solo l’ironia ha qualche diritto di esistere, visto che il suicidio potrebbe essere descritto da un umorista come “l’inconveniente di dover morire”. Chi sa? Forse la rinuncia al suicidio potrebbe venire proprio dal dono dell’ironia).
emmeci is offline  
Vecchio 24-12-2007, 16.48.56   #37
nuages
Ospite abituale
 
Data registrazione: 16-12-2007
Messaggi: 196
Riferimento: Il suicidio può essere ammissibile?

Ragazzi
La vita è una carta da giocarsi siono in fondo, a meno che succedano intralci al di sopra della nostra volontà, intanto di là ci porteremo il fardello che ci siamo preparati di qua, nessuno regala nulla, e la sofferenza è un passaggio duro che ci sprona a capire, la poesia può anche esserci utile a meditare e capire.....

Ho solo camminato a lungo
ma non ho perso la mia direzione.

Prendi sempre alla fine
di una giornata tutto quello che c’è
sempre a qualunque costo.
senza pensare al passato.
Ma il passato trasformarlo
in luce per vedere.

La felicità è come una
farfalla più cerchi di
afferrarla e più fugge.
Se ti fermi e sei sereno
può essere che ti si posi
sulla spalla.

Il Profeta
Quel giorno scesi
dall’arcobaleno che
attraversava valli e tempo.
Ero felice perché nel cuore
avevo un messaggio da gridare.
Il mondo era finalmente dei buoni
e puri nello spirito.
Era l’arcobaleno dei colori su quell’isola
dei fiori dell’amore e
si era ubriachi di canzoni e di allegria.
Si cantavano canzoni dei
fiori di quei tempi passati
incorniciati lasciati a noi
poveri mortali per non piangerli,
ma per rammentarli e farli vivere
sull’arcobaleno degli anni, dei giorni
e degli attimi da ricordare.
E il Profeta apparve e annunciò:
alzati uomo morto e cammina,
ti aspettano ancora
monti e valli da attraversare
prima di arrivare al confine.
Ti aspettano un amore fortissimo,
un vento caldo
e un mare calmo.

COME SI SCRIVE JAZZ

Tu mi parli di un amore
che non conosco
di una religione
che non credo
di una musica
che non capisco.

Gli anni più belli sono scomparsi
non ti riconosci più
nell'immagine del passato.

Il presente è sempre più avvolto
nei sogni
nel desiderio di qualcosa di irraggiungibile
nella voglia di vincere.

Questa notte deciderai tu
quale vestito indossare
che spettacolo inscenare
quale musica suonare.
Avrai un foglio
dove suonare parole in musica.

Tu continui a parlarmi
del tuo dolore
ma non mi dici
perché continui a scrivere
e predicare questa tua fede
chiamata jazz.
nuages is offline  
Vecchio 25-12-2007, 22.01.21   #38
Nefonos
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Messaggi: 41
Riferimento: Il suicidio può essere ammissibile?

Porgo innanzitutto i miei più sentiti omaggi a tutti coloro che visitano e/o scrivono su questo forum. Spero di non essere giunto tardivamente per rispondere all'interrogativo iniziale. Senza perdermi in sproloqui mi collegherò all'argomento dando la risposta che ho elaborato. Il suicidio è, a mio parere, un atto ammissibile. Si considerino diversi punti di vista:
Punto di vista religioso: (premetto che non conosco tutte le religioni presenti sulla Terra, quindi non posso affermare se ve ne siano alcune che ammettano come giusto lo stesso atto del suicidio) tradizionalmente si è portati ad affermare che sia un "reato" il togliersi la vita, anche quando questa appare come nostra proprietà (crediamo, nella maggioranza dei casi, di gestire, secondo un libero arbitrio, le azioni quotidiane). Tuttavia posso dire che, per quanto riguarda la Bibbia, non ho trovato, almeno sino a dove sono arrivato finora, elementi che inducano a pensare al suicidio come atto di ribellione a Dio o comunque come peccato. Se qualcuno ha la pazienza necessaria può infatti notare come nella sezione dell'Esodo (riguardo a ciò è bene consultare dal punto 20,1 al 23,9), dove sono inseriti i comandamenti e le leggi, non vi sia la presenza neanche della parola suicidio. Pur come religioso tollererei il suicidio mostrando piuttosto la mia incapacità o quella delle persone che stavano presso il suicida di aiutarlo nella possibile crisi che abbia scatenato l'atto stesso da lui compiuto. Apro una piccola parentesi riguardo il motivo per cui si è spinti alla propria autoeliminazione: escludendo i casi di suicidio indotto (sia con la forza che con la persuazione nelle sue forme più ossessive) questa azione può essere provocata o da un forte dolore o da una decisione personale che non tenga conto di un grave avvenimento che ha causato sofferenza e quindi che ha dato origine alla volontà di autoeliminazione (riprendo in parte la concezione degli stoici nella sua forma più pura). Non è infatti da escludere che un individuo sia spinto al suicidio quando ritiene che il mondo non gli fornisca quelle qualità di vita che a suo parere sarebbero consone a sè medesimo.
Punto di vista laico (da intendersi come privo di qualunque forma di religione): in questo caso l'assenza di un Dio o di più divinità porta l'individuo a considerare il suicidio in base alle nozioni che ha avuto modo di creare durante la sua evoluzione mentale. Non posso fornine un pensiero fisso per quanto possa pensare una persona da questo punto di vista in quanto ritengo che diventi più soggettivo rispondere alla domanda. Tuttavia posso cercare di presentare come l'autoeliminazione non sia a vantaggio dell'individuo stesso, infatti verrebbe privato della sua esistenza che, a suo credo, terminerebbe in quell'istante denominato morte. Sarebbe però una perdita se si considera la brevità della vita: basandoci su statistiche possiamo pensare a un'età di 80 anni, che se ridotta ancora di 40 o 50 anni risularebbe solo più millesimo di secondo in relazione all'infinità. Perchè perdere quel tempo? Sarebbe più logico superare il disagio che ha creato dolore.
Vedo il suicidio come un cambiamento rapido, forse un mezzo che ci permetta di risolvere i problemi senza troppe difficoltà. Il coraggio nell'affrontare la morte non credo ci sia, in quanto tutti gli esseri che possono dirsi viventi avranno a che fare con essa. Si è già consapevoli che la morte arriverà e che non ci si potrà tirare indietro. Non c'è coraggio, c'è solo fretta, fretta di far giungere la nostra fine.
Ritengo che sia tutto qua ciò che avevo da dire. Mi scuso per eventuali errori sintattici di cui potrei non essermi accorto nella scrittura di questa breve risposta. Un saluto a tutti.
Nefonos is offline  
Vecchio 26-12-2007, 11.53.18   #39
katerpillar
Ogni tanto siate gentili.
 
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Riferimento: Il suicidio può essere ammissibile?

emmecì
Citazione:
Caro Dasein, la vita è meravigliosa per chi ha i tuoi anni e il tuo entusiasmo. Prova a pensare a chi è su un letto di dolore e guarda in faccia la morte, a chi è stato tradito dalla persona che credeva più amica, a chi non ha neppure il lume dell’intelligenza per capire di essere vivo, a chi non ha altra speranza se non immaginare che nell’abisso del nulla è per lo meno assente, con le ultime scintille di un sogno remoto, il male dell’essere….Perché è questa talora la realtà del da-sein, quando non è affascinato, come Heidegger, da un’alata poesia o dallo splendore del Sein.
Dasein
Citazione:
Anch'io, pur nella mia giovane età, ho avuto a che fare con momenti molto infelici, di perdite gravi. Tuttavia la riflessione dell'infelice, a mio avviso, non può fissarsi nel momento della sua infelicità, del dolore, ma deve sempre saper scorgere quell'ulteriorià nei confronti del quale il dolore non è che un momento, forse anche necessario, dello sviluppo completo del proprio esser-ci.
Guardare non inconsapevolmente (non illusoriamente) oltre, perchè solo quando si è in cammino come un viandante verso il sentiero della verità allora ci si pone al riparo da ogni dolore inevitabile.
Dasein
Citazione:
Altrimenti non ci rimane che la disperazione, la negazione del mondo e l'elevazione (mi viene in mente "Il mito di Sisifo" di Camus) dell'assurdità.
katerpillar

Ho provato più volte il desiderio di intervenire nel dibattito, ma ho sempre desistito perché notavo che vi era qualcosa che non quadrava nei discorsi che man mano leggevo, ora Dasein mi ha dato lo spunto giusto per riepilogare quello che provavo interiormente ma che non riuscivo ad espletare; non per questo il suo ultimo periodo l'ho voluto separare dall'altro contesto: " Altrimenti non ci rimane che la disperazione, la negazione del mondo e l'elevazione dell'assurdità".

E' stato proprio questo pensiero che mi ha fatto concretizzare i pensieri che si muovevano in me, infatti: come si può leggere un libro poliziesco iniziando dalla fine? Un libro poliziesco dove non viene indicato nemmeno alla fine il nome dell'assassino? Per tornare a noi: come possiamo parlare della morte e la soppressione della vita se non conosciamo i significati della vita stessa? Risulta inevitabile l'assunto di Camus e di tanti altri, noi compresi, nel concepire una disperazione, tanto bene descritta da emmecì, in queste pagine.

Già Salomone, all'età di settanta anni, soffermandosi a riflettere sulla sua vita affermava (cito a memoria): Io sono stato il re dei re e alla mia tavola si sono seduti i più grandi imperatori del mondo, dove abbiamo mangiato delle prelibatezze che l'uomo comune non può nemmeno immaginare. Ho avuto per mogli trecento regine e settecento concubine. Allo scrocchio delle mie dita potevo mandare a morte mille uomini. Le mie greggi si sperdevano a vista docchio e non conosco più l'entità dei miei tesori, tanti ne ho accumulati; ma ora che sono vecchio ho compreso che era tutta vanità, tutto un correre appresso al vento ecc. ecc.

Da questa riflessione si puà comprendere che nemmeno lui conosceva il senso della vita, per questo tutti i tesori del mondo non potranno mai colmare questa lacuna, e con davanti questa abisso, come ripeto, non riuscivo a comprendere come possiamo parlare, compiutamente, della morte.
E' solo la mia opinione, naturalmente.
katerpillar is offline  
Vecchio 26-12-2007, 18.51.06   #40
Dasein
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Messaggi: 192
Riferimento: Il suicidio può essere ammissibile?

Citazione:
Originalmente inviato da katerpillar
emmecì DaseinDaseinkaterpillar

Ho provato più volte il desiderio di intervenire nel dibattito, ma ho sempre desistito perché notavo che vi era qualcosa che non quadrava nei discorsi che man mano leggevo, ora Dasein mi ha dato lo spunto giusto per riepilogare quello che provavo interiormente ma che non riuscivo ad espletare; non per questo il suo ultimo periodo l'ho voluto separare dall'altro contesto: " Altrimenti non ci rimane che la disperazione, la negazione del mondo e l'elevazione dell'assurdità".

E' stato proprio questo pensiero che mi ha fatto concretizzare i pensieri che si muovevano in me, infatti: come si può leggere un libro poliziesco iniziando dalla fine? Un libro poliziesco dove non viene indicato nemmeno alla fine il nome dell'assassino? Per tornare a noi: come possiamo parlare della morte e la soppressione della vita se non conosciamo i significati della vita stessa? Risulta inevitabile l'assunto di Camus e di tanti altri, noi compresi, nel concepire una disperazione, tanto bene descritta da emmecì, in queste pagine.

Già Salomone, all'età di settanta anni, soffermandosi a riflettere sulla sua vita affermava (cito a memoria): Io sono stato il re dei re e alla mia tavola si sono seduti i più grandi imperatori del mondo, dove abbiamo mangiato delle prelibatezze che l'uomo comune non può nemmeno immaginare. Ho avuto per mogli trecento regine e settecento concubine. Allo scrocchio delle mie dita potevo mandare a morte mille uomini. Le mie greggi si sperdevano a vista docchio e non conosco più l'entità dei miei tesori, tanti ne ho accumulati; ma ora che sono vecchio ho compreso che era tutta vanità, tutto un correre appresso al vento ecc. ecc.

Da questa riflessione si puà comprendere che nemmeno lui conosceva il senso della vita, per questo tutti i tesori del mondo non potranno mai colmare questa lacuna, e con davanti questa abisso, come ripeto, non riuscivo a comprendere come possiamo parlare, compiutamente, della morte.
E' solo la mia opinione, naturalmente.


Infatti quello che anch'io penso, è che un discorso intorno alla morte sia assurdo in partenza. La prima cosa semplicistica che mi verrebbe anche da pensare è che non facendone esperienza, ovviamente tutte le nostre supposizioni rimangono tali, nessuna più valida dell'altra e nessuna in grado di giudicare (se non partendo da un giudizio di valore personale) l'ammissibilità o meno del suicidio (forse il suicidio è come un investimento: investo la mia vita qui auspicandomi un'altra esistenza migliore da qualche altra parte).
E' anche ovvio che si parli sempre del tema morte, in fondo è l'avvenimento che, se ne dica o meno, ci segna, anche se potrebbe nascondere la più grande delle illusioni. Ma sarà proprio questo passo, molto presumibilmente, a risolvere tutti i nostri dubbi. Nel nulla, o in qualcosa d'oltre.
Dasein is offline  

 



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