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Filosofia - Forum filosofico sulla ricerca del senso dell’essere.
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Vecchio 02-02-2011, 16.42.07   #41
femmefatale
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Riferimento: Il senso della vita

il senso della vita è che tutto, tutti, finiscono nel nulla.
prima attraversiamo il dolore, la malattia, la vecchiaia, l'angoscia e poi ci aspetta la morte, che farà piazza pulita di tutto ciò che siamo stati: belli, brutti, ricchi o poveri ecc.
le cose non sopravvivono, le persone per prime se ne vanno, tutto finisce e le uniche cose "positive" sono i brevi attimi di "felicità" che ci vengono concessi dalle piccole cose...a volte.
Non esiste nessun divenire, in fondo non vale la pena fare nulla, bisogna solo imparare a lasciarsi travolgere dall'indifferenza.Una cosa vale l'altra....
Io la penso così.
Tanto vi farà orrore questa mia visione.
Eppure siamo, chi più chi meno, tutti "Nauseati" e tutti "Stranieri"...Siamo tutti "Giovanni Drogo", stiamo tutti ad attendere qualcosa per una vita intera,"I tartari del deserto", per poi finire solo con il rimpianto.
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Vecchio 06-02-2011, 21.00.28   #42
femmefatale
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Riferimento: Il senso della vita

come dice Jankelevitch nel libro "la morte" :


"L'angoscia del presente si chiama futuro"

"L'angoscia di oggi si chiama domani"

"L'angoscia di domani si chiama dopomani...ma l'angoscia delle angosce, quell'angoscia elevata alla potenza che potremmo chiamare ansietà, l'angoscia diffusa e infine estrema, si chiama Morte"

"La morte è sempre di volta in volta danzatrice macabra che recita nenie, amante assassina, comandante..."



Jankélévitch ci chiede anche con insistenza:

"Abbiamo vissuto solo per diventare polvere informe e fare ritorno all'indifferenziazione della materialità?"

"Lo spirito che nega senza sosta, non è Mefistofele, ma la MORTE".



Queste sono le mie ultime rivelazioni in campo filosofico.
a qualcuno faranno orrore, ma non penso che possano essere smentite.
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Vecchio 07-02-2011, 12.44.47   #43
ulysse
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Riferimento: Il senso della vita

Citazione:
Originalmente inviato da femmefatale
come dice Jankelevitch nel libro "la morte" :
Certo che se ti diletti di libri sull'argomento "morte" non puoi che finire così!Medita piuttosto, se altro non hai di piu' incoraggiante e coinvolgente, su libri allegri, spiritosi e costruttivi...che prospettino la speranza e la fiducia in sè, nel prossimo e nel futuro che arriva...Futuro sempre nuovo e con sempre nuovi doni...beh a volte anche con qualche sorpresa, ma se la specie umana è arivata fin qui vuol dire che di sorprese ne ha superate di ben peggiori...in tempi non certo favorevoli: quindi ce la faremo anche noi!

Alla fine ci sarà la morte...e vero ma intanto me la spasso.
Osserva la mia firma in calce...non è che l'ho inventata io ed avrà pure un significato!

Se vuoi te ne elargisco un'altra: nella ristrettezza della nostra vita il passato lo possiamo solo osservare e studiare, ma il futuro è nelle nostre mani! e se siamo migliori dei nostri ascendenti lo possiamo pure fare migliore.

Certo che invece se, per atavica ignavia o per paura dell'intrapresa, oppressi dal compulsivo pensiero del finale non ci prepariamo al fare, non saremo migliori...non avremo una buona vita e di conseguenza avremo solo una morte piena di rimpianti per cio' che abbiamo perduto: il senso della vita!.

L'equilibrio psichico si raggiunge considerando che la nascita e la morte sono solo incidenti cosmici indipendenti da noi. Ma nel mezzo sta la vita che è solo nostra e sta a noi renderla interessante o almeno vivibile...verso una sorta di autorealizzazione.
Citazione:
"L'angoscia del presente si chiama futuro"

"L'angoscia di oggi si chiama domani"

"L'angoscia di domani si chiama dopomani...ma l'angoscia delle angosce, quell'angoscia elevata alla potenza che potremmo chiamare ansietà, l'angoscia diffusa e infine estrema, si chiama Morte"

La morte è sempre di volta in volta danzatrice macabra che recita nenie, amante assassina, comandante..."
Se glielo lasciamo fare!...ma la cosa peggiore non è la morte che è questione di attimi: la cosa peggiore è l'angoscia...l'ansia continua quando le permettiamo di impadronirsi di noi e schiavizzarci rendendoci incapaci di ogni altro pensiero e persino di agire e godere l'attimo...fuggente , ma anche reiterante: abbiamo noi il coltello per il manico!

Citazione:
Jankélévitch ci chiede anche con insistenza:

"Abbiamo vissuto solo per diventare polvere informe e fare ritorno all'indifferenziazione della materialità?"

"Lo spirito che nega senza sosta, non è Mefistofele, ma la MORTE".
Ma non c'è nessuno spirito che nega ...siamo purtropo noi che affascinati a volte da cattivi maetri ci lasciamo attrarre nel loro baratro e focalizziamo ogni nostra energia e pensiero sulla morte piuttosto che sulla vita.

Ma che importa qule sia la fine...intanto abbiamo fatto il nostro viaggio e abbiamo vissuto e bene se lo vogliamo veramente...sarebbe uno spreco non farlo....ma se non lo vogliamo abbiamo ancora l'alternativa di uno strizza cervelli se no è meglio farla finita...ma non è questa la condizione generale.

Anzi le mie ultime scoperto in campo "filosofico" hano dato risultanze assai piu ottinmistiche delle tue e se anche qualcuno le smentisce è solo perchè ancora non sa cosa sia la vita e non ha trovato l'equilibrio ottimale.
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Vecchio 07-02-2011, 13.49.30   #44
La_viandante
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Riferimento: Il senso della vita

Ai tuoi Sartre e Camus io aggiungerei anche Vladimiro di Beckett ma non sono d'accoro seppure il senso non è dato una volta e per tutte restaa a noi la decisione di dare un senso o subirlo, vuoi forse dirmi che se sei innamorata il tuo lu del momento non dia il senso totale e definitivo a ogni tuo momento della vita? Io sono dell'idea che se pure il senso non ci sia di per sé possiamo darlo noi, nelle nostre passioni, nei nostri amori, coi nostri ideali, solo nostro, il senso siamo noi persomìnamente a dare colori all0esistenza che di per sé non ne avrebbe
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Vecchio 07-02-2011, 15.33.59   #45
Lucy
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Riferimento: Il senso della vita

La vita è un dono divino.
Omero ci presenta le anime morte che vorebbero vivere ma non possono più.
E troppo tardi per queste anime che sono come ombre sanza sangre.

Allora profitiamo della vita senza fare storie.
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Vecchio 07-02-2011, 19.15.40   #46
tobaccoaddicted
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Riferimento: Il senso della vita

Citazione:
Originalmente inviato da femmefatale
il senso della vita è che tutto, tutti, finiscono nel nulla.
prima attraversiamo il dolore, la malattia, la vecchiaia, l'angoscia e poi ci aspetta la morte, che farà piazza pulita di tutto ciò che siamo stati: belli, brutti, ricchi o poveri ecc.
le cose non sopravvivono, le persone per prime se ne vanno, tutto finisce e le uniche cose "positive" sono i brevi attimi di "felicità" che ci vengono concessi dalle piccole cose...a volte.
Non esiste nessun divenire, in fondo non vale la pena fare nulla, bisogna solo imparare a lasciarsi travolgere dall'indifferenza.Una cosa vale l'altra....
Io la penso così.
Tanto vi farà orrore questa mia visione.
Eppure siamo, chi più chi meno, tutti "Nauseati" e tutti "Stranieri"...Siamo tutti "Giovanni Drogo", stiamo tutti ad attendere qualcosa per una vita intera,"I tartari del deserto", per poi finire solo con il rimpianto.

Voglio contraddirti. Il finire nel nulla, non è il senso della vita. Se vogliamo parlare di senso, forse stiamo parlando di significato. Se vogliamo parlare di scopo o di fine ultimo, è tutta un'altra solfa.
Quando dici "finire nel nulla", mi sembra come se ti stessi riferendo al "nulla" come un luogo. Se così fosse, la vita sarebbe un cammino inutile (e ho capito che è questo che pensi). E allora dobbiamo chiederci il perché, più che soffermarci a tentare di capirne il senso. Sono due cose molto diverse. Cos'è che ci spinge al mattino ad alzarci dal letto? Lo spirito verso qualcosa, che sia il lavoro, o l'ozio, o il lasciarsi travolgere dall'indifferenza (come dici tu)... è comunque diverso dal vegetare. Vivere non è vegetare. Tu hai tutte le possibilità di alzarti al mattino e decidere cosa fare della tua vita. Quindi, sei TU che le dai un senso. Che le fai cambiare significato.
Sai cosa penso? In molti non sono in grado (talvolta neanche io, specialmente ultimamente...) di affrontarla, la vita. E' una posizione di comodo: facciamoci da parte e lasciamo che la vita operi per noi, attraverso lo scorrere infame del tempo. Ma sappiamo -e vale anche per i più pessimisti (o come amano chiamarsi: realisti)-, in fondo, che tutto ciò che facciamo sta a noi deciderlo. Anche per il caso: noi e soltanto noi, come individui, possiamo scegliere di accettare o meno le circostanze della vita, belle e brutte. Certo, a volte ci scontriamo con fenomeni di dolore, quali la morte e la sofferenza, ma anche questi episodi contribuiscono a dare un senso alla vita. Anzi: il senso della vita è la morte, in un certo qual modo. Ma per non giungervi insoddisfatti, e parafrasando il buon Pascal, non ci costa nulla agire in bene piuttosto che in male, in confronto al momento in cui potremo guardarci indietro e dire "hey, non è stato poi così male!". E per agire in bene, mi riferisco anche al pensare positivo, senza pensare al domani come visione distopica di qualcosa che è inutile.
Io sono sicuro che anche l'essere più pessimista possa trovare bella la vita, magari nel sorriso spensierato di un bambino divertito, che scopre il mondo per la prima volta, ed è proprio lì che dovremmo guardare. Alla sua curiosità, alle sue risposte alla vita stessa.
Purtroppo, ci sono tante influenze particolarmente negative che fanno un danno incalcolabile, e mi riferisco specialmente alla musica o a certe religioni new-age, secondo le quali lo spirito è equipollente al vuoto. Ci sono troppi gruppi musicali amati da tantissimi giovani che citano tratti tipo "questa vita non vale la pena di essere vissuta" o che trovano una soluzione nel suicidio. Con la differenza che loro si fanno i soldi, mentre in tanti la prendono per parola incontestabile. Secondo me, è l'aridità ANCHE culturale, oltre che spirituale, che porta l'uomo a pensare che la vita non abbia senso, perché in realtà basta sporgersi un po' più in là, osservare le meraviglie che ci circondano, pensare che l'amore non è un'entità astratta portatrice di catastrofi. Per non parlare del commercio di casi umani in televisione, delle fesserie apocalittiche che ci vogliono 'brown-baked' tra un anno e mezzo... con questo scempio, è più facile pensare "ma che viviamo a fare...", e anche se può sembrare moralistico, in un certo senso, io invito a rifletterci sopra. Perché, ripeto, siamo noi a fare della vita ciò che è: l'unica cosa di cui siamo veramente certi, e su questo non si può controvertere. Non basta essere certi della vita, ed esserne padroni (con i dovuti limiti, ovviamente), per darle un senso?

Saluti.
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Vecchio 10-02-2011, 17.32.32   #47
femmefatale
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Certo che se ti diletti di libri sull'argomento "morte" non puoi che finire così!Medita piuttosto, se altro non hai di piu' incoraggiante e coinvolgente, su libri allegri, spiritosi e costruttivi...che prospettino la speranza e la fiducia in sè, nel prossimo e nel futuro che arriva...Futuro sempre nuovo e con sempre nuovi doni...beh a volte anche con qualche sorpresa, ma se la specie umana è arivata fin qui vuol dire che di sorprese ne ha superate di ben peggiori...in tempi non certo favorevoli: quindi ce la faremo anche noi!

Alla fine ci sarà la morte...e vero ma intanto me la spasso.
Osserva la mia firma in calce...non è che l'ho inventata io ed avrà pure un significato!

Se vuoi te ne elargisco un'altra: nella ristrettezza della nostra vita il passato lo possiamo solo osservare e studiare, ma il futuro è nelle nostre mani! e se siamo migliori dei nostri ascendenti lo possiamo pure fare migliore.

Certo che invece se, per atavica ignavia o per paura dell'intrapresa, oppressi dal compulsivo pensiero del finale non ci prepariamo al fare, non saremo migliori...non avremo una buona vita e di conseguenza avremo solo una morte piena di rimpianti per cio' che abbiamo perduto: il senso della vita!.

L'equilibrio psichico si raggiunge considerando che la nascita e la morte sono solo incidenti cosmici indipendenti da noi. Ma nel mezzo sta la vita che è solo nostra e sta a noi renderla interessante o almeno vivibile...verso una sorta di autorealizzazione.

Se glielo lasciamo fare!...ma la cosa peggiore non è la morte che è questione di attimi: la cosa peggiore è l'angoscia...l'ansia continua quando le permettiamo di impadronirsi di noi e schiavizzarci rendendoci incapaci di ogni altro pensiero e persino di agire e godere l'attimo...fuggente , ma anche reiterante: abbiamo noi il coltello per il manico!


Ma non c'è nessuno spirito che nega ...siamo purtropo noi che affascinati a volte da cattivi maetri ci lasciamo attrarre nel loro baratro e focalizziamo ogni nostra energia e pensiero sulla morte piuttosto che sulla vita.

Ma che importa qule sia la fine...intanto abbiamo fatto il nostro viaggio e abbiamo vissuto e bene se lo vogliamo veramente...sarebbe uno spreco non farlo....ma se non lo vogliamo abbiamo ancora l'alternativa di uno strizza cervelli se no è meglio farla finita...ma non è questa la condizione generale.

Anzi le mie ultime scoperto in campo "filosofico" hano dato risultanze assai piu ottinmistiche delle tue e se anche qualcuno le smentisce è solo perchè ancora non sa cosa sia la vita e non ha trovato l'equilibrio ottimale.

ciò che dici è vero.ma se uno subisce un brutto incidente e rimane mutilato o sfigurato, non c'è roba che tenga. c'è solo l'abisso e basta.
che i tuoi psicologi servano a qualcosa ho i miei dubbi.
la parte di me che ho perso non me la ridà più nessuno.
mi trascinerò per tutta la vita con la mia "mutilazione", nessuno mi ridà più quello che avevo prima del 2003, la mia parte mancante.
quindi mi è indifferente vivere oggi, o morire domani.

mhhhh il pensatore più allegro che ho letto è stato Caraco.se può darti un'idea delle mie letture abituali....
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Vecchio 10-02-2011, 17.36.01   #48
femmefatale
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Voglio contraddirti. Il finire nel nulla, non è il senso della vita. Se vogliamo parlare di senso, forse stiamo parlando di significato. Se vogliamo parlare di scopo o di fine ultimo, è tutta un'altra solfa.
Quando dici "finire nel nulla", mi sembra come se ti stessi riferendo al "nulla" come un luogo. Se così fosse, la vita sarebbe un cammino inutile (e ho capito che è questo che pensi). E allora dobbiamo chiederci il perché, più che soffermarci a tentare di capirne il senso. Sono due cose molto diverse. Cos'è che ci spinge al mattino ad alzarci dal letto? Lo spirito verso qualcosa, che sia il lavoro, o l'ozio, o il lasciarsi travolgere dall'indifferenza (come dici tu)... è comunque diverso dal vegetare. Vivere non è vegetare. Tu hai tutte le possibilità di alzarti al mattino e decidere cosa fare della tua vita. Quindi, sei TU che le dai un senso. Che le fai cambiare significato.
Sai cosa penso? In molti non sono in grado (talvolta neanche io, specialmente ultimamente...) di affrontarla, la vita. E' una posizione di comodo: facciamoci da parte e lasciamo che la vita operi per noi, attraverso lo scorrere infame del tempo. Ma sappiamo -e vale anche per i più pessimisti (o come amano chiamarsi: realisti)-, in fondo, che tutto ciò che facciamo sta a noi deciderlo. Anche per il caso: noi e soltanto noi, come individui, possiamo scegliere di accettare o meno le circostanze della vita, belle e brutte. Certo, a volte ci scontriamo con fenomeni di dolore, quali la morte e la sofferenza, ma anche questi episodi contribuiscono a dare un senso alla vita. Anzi: il senso della vita è la morte, in un certo qual modo. Ma per non giungervi insoddisfatti, e parafrasando il buon Pascal, non ci costa nulla agire in bene piuttosto che in male, in confronto al momento in cui potremo guardarci indietro e dire "hey, non è stato poi così male!". E per agire in bene, mi riferisco anche al pensare positivo, senza pensare al domani come visione distopica di qualcosa che è inutile.
Io sono sicuro che anche l'essere più pessimista possa trovare bella la vita, magari nel sorriso spensierato di un bambino divertito, che scopre il mondo per la prima volta, ed è proprio lì che dovremmo guardare. Alla sua curiosità, alle sue risposte alla vita stessa.
Purtroppo, ci sono tante influenze particolarmente negative che fanno un danno incalcolabile, e mi riferisco specialmente alla musica o a certe religioni new-age, secondo le quali lo spirito è equipollente al vuoto. Ci sono troppi gruppi musicali amati da tantissimi giovani che citano tratti tipo "questa vita non vale la pena di essere vissuta" o che trovano una soluzione nel suicidio. Con la differenza che loro si fanno i soldi, mentre in tanti la prendono per parola incontestabile. Secondo me, è l'aridità ANCHE culturale, oltre che spirituale, che porta l'uomo a pensare che la vita non abbia senso, perché in realtà basta sporgersi un po' più in là, osservare le meraviglie che ci circondano, pensare che l'amore non è un'entità astratta portatrice di catastrofi. Per non parlare del commercio di casi umani in televisione, delle fesserie apocalittiche che ci vogliono 'brown-baked' tra un anno e mezzo... con questo scempio, è più facile pensare "ma che viviamo a fare...", e anche se può sembrare moralistico, in un certo senso, io invito a rifletterci sopra. Perché, ripeto, siamo noi a fare della vita ciò che è: l'unica cosa di cui siamo veramente certi, e su questo non si può controvertere. Non basta essere certi della vita, ed esserne padroni (con i dovuti limiti, ovviamente), per darle un senso?

Saluti.

si certo.se riesci a dimostrarmi come una DONNA MUTILATA E/O SFIGURATA riesca e vivere bene con SE STESSA e con tutti voi (il resto del mondo).
spiegamelo.
perchè io ho 24 anni.
e "dal letto" non mi alzo più ormai dal 2003.
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Vecchio 11-02-2011, 01.20.32   #49
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Riferimento: Il senso della vita

Citazione:
Originalmente inviato da femmefatale
si certo.se riesci a dimostrarmi come una DONNA MUTILATA E/O SFIGURATA riesca e vivere bene con SE STESSA e con tutti voi (il resto del mondo).
spiegamelo.
perchè io ho 24 anni.
e "dal letto" non mi alzo più ormai dal 2003.

Se questa è la tua situazione, spiega tante delle cose che hai scritto.
Allora è giusto che sia tu a condurre il filo.
Se trasmettere la violenza che hai subito dalla vita può aiutarti, allora continua.
Sirviu is offline  
Vecchio 11-02-2011, 10.33.24   #50
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Riferimento: Il senso della vita

Citazione:
Originalmente inviato da femmefatale
si certo.se riesci a dimostrarmi come una DONNA MUTILATA E/O SFIGURATA riesca e vivere bene con SE STESSA e con tutti voi (il resto del mondo).
spiegamelo.
perchè io ho 24 anni.
e "dal letto" non mi alzo più ormai dal 2003.

Posso dimostrartelo quando vuoi. Purtroppo non posso farti parlare con una persona a me molto, ma molto cara e vicina... non c'è sia più, per uno scherzo della vita. Ma è stata bene con sé stessa e, di conseguenza, con gli altri. Di certo, io ho visto e vissuto con i miei occhi situazioni in cui chiunque si sarebbe rifugiato sul lato oscuro della luna, mentre c'è chi non l'ha fatto e... vuoi sentire... ha vinto. E' semplicemente la dimostrazione che se la vita è dura, tu puoi essere più dura. Magari non lo credi possibile, ma il fatto che qualcuno ci riesca, ribadisco, ne dimostra la possibilità. E non ne faccio un bel parlare tanto per essere "buonista", ma perché ripeto, ho visto.
tobaccoaddicted is offline  

 



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