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Filosofia - Forum filosofico sulla ricerca del senso dell’essere.
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Vecchio 30-11-2008, 14.57.03   #31
espert37
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Riferimento: I temi etici .... Il rompicapo della filosofia.

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Originalmente inviato da VanLag
Dopo Platone il concetto di repubblica si è un po’ evoluto e certamente pensare che la democrazia sia il diritto dei più numerosi di imporre ai meno numerosi la loro visione del mondo è un errore. La democrazia non si dovrebbe basare solo sulla superiorità numerica di chi governa ma si dovrebbe basare anche su fattori più complessi quali, la legge ed il diritto che dovrebbero essere garantiti dalla separazione dei poteri. Dovrebbe basarsi sull’idea che le scelte di governo nascano dallo scontro dialettico con l’opposizione e non siano un imposizione unilaterale della maggioranza. Un governo che non ascolti il dissenso e che non tenga conto delle minoranze, che abbia in disprezzo la legge, mi spiace dirlo ma non esprime una democrazia bensì una dittatura. Magari una dittatura della maggioranza ma sempre una dittatura.


A parte che arrivare ad una soluzione non era ambizione di questo 3d il cui unico fine, (almeno per me), era di avere riscontri sul fatto che fosse possibile trovare supporti oggettivi all’etica, ma in ogni caso non vedo perché dovrei abdicare al mio pensiero. Perché dovrei farlo? Per lavarmi la coscienza raccontandomi che va tutto bene?

No ci sono troppe cose che non vanno bene ed ignorarle, nascondendo la spazzatura sotto il tappeto, mi sembra la peggiore delle idee che un essere senziente dotata di ragione possa addottare.



Caro VanLang, condividerei con tè l'idea che per promulgare le leggi,una maggioranza non dovrebbe agire in assolutismo dittatoriale,ma ascoltare e prendere atto anche di ciò che esprime l'opposizione, semprechè ci sia la consapevolezza di operare circa un fine comune,e non esprimersi immancabilmente ed insensatamente ignorando gli interessi sociali,e con il solo scopo di denigrare e mettere in cattiva luce di fronte all'opinione pubblica
l'avversario politico;Come attualmente solitamente avviene. Ma,scusami,mi sembra che io stia andando OT per cui mi conviene sospendere nel timore che si scaldi troppo l'ambiente cominciando a parlare di politica partitica.

Circa la mia divagazione sui paletti, riconosco di doverti dare ragione,scusandomi. Nella consapevolezza che è una alquanto assurda pretesa del mio Ego di cercare nei colloqui virtuali delle aspettative concrete.
L'esperienza m'ha dato la convinzione che ci si debba accontentare del semplice confronto di idee.
Un amichevole saluto. espert37
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Vecchio 30-11-2008, 22.36.27   #32
VanLag
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Riferimento: I temi etici .... Il rompicapo della filosofia.

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Originalmente inviato da espert37
Circa la mia divagazione sui paletti, riconosco di doverti dare ragione,scusandomi. Nella consapevolezza che è una alquanto assurda pretesa del mio Ego di cercare nei colloqui virtuali delle aspettative concrete.
L'esperienza m'ha dato la convinzione che ci si debba accontentare del semplice confronto di idee.
Un amichevole saluto. espert37
a me sembra che un confronto di idee, se fatto con rispetto, sincerità e magari anche attenzione verso la sensibilità dell'altro, sia già una grande cosa.

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Vecchio 02-12-2008, 08.58.51   #33
emmeci
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Riferimento: I temi etici .... Il rompicapo della filosofia.

Credo che l’errore che sta al fondo di questo problema, ossia dell’inquietudine morale che ci pervade e che rende così ardua non solo la formulazione di un’etica filosofica ma in verità ogni decisione che riguardi il nostro agire, se appena ci prende il dubbio che non basti seguire l’uso o ciò che ci dicono i genitori, la scuola, la legge, e nemmeno il rispettoso e sincero confronto auspicato da VanLag, ma vorremmo sapere se esiste uno schema che separi veramente il bene dal male, cioè alla fine un decalogo o comunque un codice come quello che Mosé ha scolpito sulla pietra per il bene del popolo, quando si è eclissato in una nuvola e ha dichiarato di averlo ricevuto da Dio (in fondo tutte le leggi morali all’inizio sono nate così).....
No. Quello che deve rappresentare il dovere dei popoli anzi il dovere dell’uomo non può essere fissato in un codice fatto di atomi e di fotoni: ciò che l’uomo cerca è l’assoluto e dell’assoluto si può andare in cerca ma non si può impadronirsi, perché sarebbe un renderlo relativo. E sembrerebbe a questo punto che abbia ragione il papa cattolico quando dice che siamo schiavi del relativismo mentre dovremmo pensare all’assoluto. Sì, il papa ha ragione, con l’avvertimento però che l’assoluto non è raggiungibile, cioè non può essere racchiuso in un dogma o un decalogo, ma è solo la meta a cui dobbiamo guardare e che nessuno può pretendere di definire, cioè sapere cosa vieta e comanda senza incertezze. E’ una situazione quasi paradossale: cercare qualcosa che certamente esiste ma il cui valore rimane solo se accettiamo di non conoscerlo: una condizione troppo aleatoria, direte, questo abbandonarsi a un impulso senza sapere quale sia la meta se non che è una meta di valore assoluto. Ma è qui il terribile potere, il paradiso e l’inferno della moralità – superiore a qualunque decalogo e a qualunque chiesa, cioè a qualunque Dio fatto a immagine e somiglianza dell’uomo di fronte a quel Dio che è solo assoluto.
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Vecchio 02-12-2008, 20.06.00   #34
VanLag
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Riferimento: I temi etici .... Il rompicapo della filosofia.

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..... ma vorremmo sapere se esiste uno schema che separi veramente il bene dal male, cioè alla fine un decalogo o comunque un codice come quello che Mosé ha scolpito sulla pietra per il bene del popolo, quando si è eclissato in una nuvola e ha dichiarato di averlo ricevuto da Dio (in fondo tutte le leggi morali all’inizio sono nate così).....
Se capire che “uccidere è male” era evidente come è evidente per tutti che “la neve è bianca” o come è evidente per un chimico il fatto che l’acqua è formata da idrogeno e da ossigeno, non occorreva una legge scolpita nella roccia ed il decalogo diventa la prova più lapalissiana che non esiste nulla di oggettivo per dimostrare che una cosa è bene e una è male.

Eppure il dubbio se esista qualche cosa di oggettivo nell’associare, ad esempio, l’assassinio al male sembra legittimo o è proprio tutto un’invenzione dell’uomo?

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Vecchio 02-12-2008, 23.21.21   #35
espert37
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Originalmente inviato da emmeci
Credo che l’errore che sta al fondo di questo problema, ossia dell’inquietudine morale che ci pervade e che rende così ardua non solo la formulazione di un’etica filosofica ma in verità ogni decisione che riguardi il nostro agire, se appena ci prende il dubbio che non basti seguire l’uso o ciò che ci dicono i genitori, la scuola, la legge, e nemmeno il rispettoso e sincero confronto auspicato da VanLag, ma vorremmo sapere se esiste uno schema che separi veramente il bene dal male, cioè alla fine un decalogo o comunque un codice come quello che Mosé ha scolpito sulla pietra per il bene del popolo, quando si è eclissato in una nuvola e ha dichiarato di averlo ricevuto da Dio (in fondo tutte le leggi morali all’inizio sono nate così).....
No. Quello che deve rappresentare il dovere dei popoli anzi il dovere dell’uomo non può essere fissato in un codice fatto di atomi e di fotoni: ciò che l’uomo cerca è l’assoluto e dell’assoluto si può andare in cerca ma non si può impadronirsi, perché sarebbe un renderlo relativo. E sembrerebbe a questo punto che abbia ragione il papa cattolico quando dice che siamo schiavi del relativismo mentre dovremmo pensare all’assoluto. Sì, il papa ha ragione, con l’avvertimento però che l’assoluto non è raggiungibile, cioè non può essere racchiuso in un dogma o un decalogo, ma è solo la meta a cui dobbiamo guardare e che nessuno può pretendere di definire, cioè sapere cosa vieta e comanda senza incertezze. E’ una situazione quasi paradossale: cercare qualcosa che certamente esiste ma il cui valore rimane solo se accettiamo di non conoscerlo: una condizione troppo aleatoria, direte, questo abbandonarsi a un impulso senza sapere quale sia la meta se non che è una meta di valore assoluto. Ma è qui il terribile potere, il paradiso e l’inferno della moralità – superiore a qualunque decalogo e a qualunque chiesa, cioè a qualunque Dio fatto a immagine e somiglianza dell’uomo di fronte a quel Dio che è solo assoluto.

Carissimo Emmeci, io credo che lo schema che separa il bene dal male non lo si trovi in ciò che ci dicono gli altri,perchè raffrontandolo con le proprie azioni può lasciarci sempre nel dubbio. Ogni essere umano è dotato di una coscienza e di una spiritualità,ma non tutti sono dotati di conoscenza. Per mia esperienza,riuscire ogni tanto a fermare la propria attività intellettiva per annullare tutti i desideri materiali del proprio Ego,rilassandosi in meditazione, si riesce ad ascoltare i sani consigli provenienti dalla nostra spiritualità arricchendo così la nostra coscienza, la quale poi ti indica tanto chiaremente e ti invita ad agire con amore in tutti i sensi verso il tuo prossimo e ciò ti apporta il più alto grado di Felicità,beatitudine,ti fà vivere il paradiso su questa terra,(Non esistendone un'altro)per cui questo è il BENE, perchè ogni essere umano vive ed agisce egoisticamente cercando sempre di procurarsi il maggior grado di felicità, nostra meta comune. Chiunque pensi di procurarsi felicità in altri modi, ne otterrà sempre in valori inferiori,me questo è unicamente per mancanza di conoscenza del proprio Ego e delle sue vere aspirazioni. Quando poi si raggiungerà il desiderio di amare un nemico,allora si avrà intrappreso il sentiero che avvicina alla VERITA' di Gesù Cristo il quale ha dato la sua vita per salvare coloro che lo stavano uccidendo. Dobbiamo sperare però di mai raggiungere detta meta perchè sarebbe la fine essendo tutti privati dello stimolo a progredire, quindi cercare sempre di avvicinarci nella speranza di non raggiungerla mai.
Secondo me la chiara indicazione,che distingue il bene dal male è all'interno di noi,non all'esterno. Tutto ciò che ci proviene dall' esterno e dalla tradizione, ascoltiamolo per darci delle certezze,quindi analizziamolo ed eventualmente adottiamo ciò che di giusto ci viene consigliato dalla nostra coscienza al fine di sempre migliorarci. Il nostro Dio è nel nostro prossimo perchè è in Lui la massima fonte della nostra felicità.
Ho tentato di darti,secondo la mia ideologia, la reale distinzione tra Bene e Male.

Ciao e buona notte espert37
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Vecchio 03-12-2008, 08.30.54   #36
emmeci
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Sì, Espert37, probabilmente non siamo distanti l’uno dall’altro quando rimandiamo la distinzione fra il bene e il male a un giudizio che è interno a noi stessi: anche se la prospettiva è diversa, perché il mio atteggiamento equivale a un andare in cerca, magari aspro e ostinato, piuttosto che a un aprirsi fidente e gioioso come può essere il tuo….con la notevole conseguenza che tu vedi il bene venirti incontro e io lo devo tormentosamente inseguire.
Non so poi se ciò che ho riassunto nella parola “decalogo” – cioè la possibilità che una religione possa scolpire il bene in una serie di formule, e che una chiesa possa in tal modo sostituirsi al giudizio di Dio, corrisponda alla tua visione della moralità o se alla fine non susciti anche in te una certa riserva, visto che le eventualità della storia sono così varie e così numerose che può essere difficile, anche per teologi attrezzati e convinti della loro investitura, ergersi a sacri maestri o anche solo tener conto di tutte le situazioni che possono lacerare individui e collettività in una specie di rincorsa fra il catechismo e la storia, per non dire fra il catechismo e l’evoluzione, cioè fra la logica dei patriarchi e un’umanità che forse sta già trasformandosi in una nuova specie, che oltre a superare confini di razza e di sesso ha smesso di sognare di essere fatta a immagine e somiglianza di un Dio.
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Vecchio 03-12-2008, 12.15.11   #37
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Sì, Espert37, probabilmente non siamo distanti l’uno dall’altro quando rimandiamo la distinzione fra il bene e il male a un giudizio che è interno a noi stessi: anche se la prospettiva è diversa, perché il mio atteggiamento equivale a un andare in cerca, magari aspro e ostinato, piuttosto che a un aprirsi fidente e gioioso come può essere il tuo….con la notevole conseguenza che tu vedi il bene venirti incontro e io lo devo tormentosamente inseguire.
Non so poi se ciò che ho riassunto nella parola “decalogo” – cioè la possibilità che una religione possa scolpire il bene in una serie di formule, e che una chiesa possa in tal modo sostituirsi al giudizio di Dio, corrisponda alla tua visione della moralità o se alla fine non susciti anche in te una certa riserva, visto che le eventualità della storia sono così varie e così numerose che può essere difficile, anche per teologi attrezzati e convinti della loro investitura, ergersi a sacri maestri o anche solo tener conto di tutte le situazioni che possono lacerare individui e collettività in una specie di rincorsa fra il catechismo e la storia, per non dire fra il catechismo e l’evoluzione, cioè fra la logica dei patriarchi e un’umanità che forse sta già trasformandosi in una nuova specie, che oltre a superare confini di razza e di sesso ha smesso di sognare di essere fatta a immagine e somiglianza di un Dio.

Carissimo Emmeci, dopo aver conosciuto a fondo il tuo Ego,ed essere riuscito a creare un guisto connubio tra lui e la tua spiritualità,ti accorgerai che ogni tua azione atta ad assecondare i suoi desideri ti avvicinerà sempre più al bene accorgendoti che sarà lui ad entrare in tè senza più il bisogno di insaguirlo.
Dio è nel nostro prossimo quindi anche dentro di noi,perciò dobbiamo imparare ad ascoltarlo tramite la nostra coscienza. Tutti quei dogmi e leggi che ci sono giunte dalla tradizione durante la nostra evoluzione,attraverso le varie chiese e religioni sono state pensate,dette e scritte da uomini,per cui non perfette,non dobbiamo adottarle come oro colato, devono essere prese tutte con beneficio d'inventario.ed analizzate dalla nostra coscenza sempre aiutata da quel Dio che è dantro di noi.Solo così ci si può mantenere su quel sentiero che ci fà avvicinare alla Verità.alleggerendo di molto la nostra esistenza.
Il Dio che è dentro di noi non è immobile ma ci accompagna e segue la continua evoluzione dell'umanità tenendosi sempre aggiornato ai cambiamenti.
Dobbiamo comunque sempre tener presente che,l'IO,l'EGO il SE', il nostro essere individuale deve sempre essere il nostro punto di partenza per la ricerca del bene e del male,dobbiamo convincerci che tutto l'universo e tutti i problemi del mondo esistono per me perchè io esisto,se non esistessi per me esisterebbe nulla,ed il bene è ciò che mi può accontentare al meglio. Io sono uno,ma noi siamo il mondo, perciò se ognuno migliora se stesso, automaticamente si migliora il mondo.

Se esiste un uomo giusto,perchè non può esistere una famiglia giusta e perchè no una nazione o il mondo intero? (Gandhi)

Ciao carissimo e buon appetito. espert37
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Vecchio 03-12-2008, 15.34.35   #38
emmeci
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Io non ho la pretesa di conoscere il mio ego – Espert 37 – figurarsi se posso presumere di essere prossimo a quello che chiamiamo il bene….Così come sono pronto a riconoscere l’esistenza di un Dio ma senza pretendere di conoscerlo, cioè sapere se è dentro o fuori, se è uno o molti, se è fisico o metafisico, se è bene o male, se è essere o nulla….Come ho detto a Giorgiosan rispondendo sull’Essere Perfettissimo, quando si parla di Dio non è di Dio che si parla, per lo meno per chi crede che, al di là dei catechismi e dei rosari sgranati da anime pie, egli è solo assoluto.
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Vecchio 03-12-2008, 16.56.51   #39
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Originalmente inviato da emmeci
Io non ho la pretesa di conoscere il mio ego – Espert 37 – figurarsi se posso presumere di essere prossimo a quello che chiamiamo il bene….Così come sono pronto a riconoscere l’esistenza di un Dio ma senza pretendere di conoscerlo, cioè sapere se è dentro o fuori, se è uno o molti, se è fisico o metafisico, se è bene o male, se è essere o nulla….Come ho detto a Giorgiosan rispondendo sull’Essere Perfettissimo, quando si parla di Dio non è di Dio che si parla, per lo meno per chi crede che, al di là dei catechismi e dei rosari sgranati da anime pie, egli è solo assoluto.

Carissimo Emmeci,Presumo che tu stesso sia a conoscenza di cosa desidera il tuo essere, ed il perchè tu sia al mondo,dal momento che hai accettato di esistere; Non è senz'altro per una semplice casualità, e nemmeno per il semplice e reale motivo di quella manciata di attimi di piacere provato da chi ti ha procreato. Ti prego anche di non darmi la solita liberatoria risposta che ti è capitato senza la tua volontà.
Circa la conoscenza di Dio,condivido fermamante la tua idea,neanche a me interessa chi sia o come sia, ma sò che c'è un bene ed un male e che il mio Ego cerca il bene perchè è tremite lui che posso giungere alla mia felicità, e quel qualcosa che in certi momenti si fà vivo dentro di me e che,attraverso la voce della mia coscienza mi consiglia indirizzandomi verso la felicità,ebbene io questo qualcosa lo chiamo Dio.
L'esperienza dei miei 72 anni mi toglie ogni dubbio,facendomi godere da anni di una esistenza felice e beata con tanti amici cari e senza NESSUNO Che mi voglia male.Nonostante conduca una esistenza attiva operando in comunità numerose,cercando di trasmettere ciò che a mio avviso ritengo sia giusto e che possa essere d'ausilio agli altri. Questa è una semplice realtà su cui consiglierei a tutti coloro che stanno facendo ricerche tanto profonde in questo campo, di farci una riflessione.

Ciao carissimo Emmeci, un caro ed amichevole saluto. espert37
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