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Filosofia - Forum filosofico sulla ricerca del senso dell’essere.
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Vecchio 20-01-2009, 22.54.52   #21
espert37
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Riferimento: La violenza umana

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Originalmente inviato da VanLag
Secondo me c’entrano poco il materialismo ed il capitalismo con le guerre. Le guerre odierne sono come le guerre antiche e nascono dal fatto che chi è più forte non vede ragione per non prevaricare. Questo perché nonostante i progressi siamo ancora molto animali e ancora molti uomini asserviscono, (io scriverei asservono ma word non me lo passa), la loro intelligenza all’istinto invece di asservire l’istinto all’intelligenza.

Un’altra cosa poi che mi viene da dire è che esistono capitalisti spirituali ed anche materialisti dotati di una forte etica e di una forte morale. Non sono assolutamente d’accordo che il “bene” (lasciando la più ampia accezione a questo termine), sia appannaggio di chi crede in Dio o nello spirito, anzi ho la fortissima impressione che l’idea di un paradiso futuro sia diventata l’alibi per lasciare un inferno ora. Chi non crede nel paradiso futuro, per contro, sente maggiormente il bisogno e si impegna maggiormente per un mondo migliore ora.

Per concludere il discorso non so se hai sentito il discorso di Obama e in caso affermativo se hai fatto caso all’ovazione della folla quando Obama ha detto che “l’America vuole essere amica di tutti”, (non ricordo le parole esatte). Quell’ovazione dal significato inequivocabile dovrebbe dare il peso della volontà del popolo americano ed allora speriamo solo che il congresso dia espressione a quella volontà.


Trovo veramente strano caro vanLang,che tu riesca a non trovare convergenze tra materialismo,capitalismo, e per capirci meglio, produzione industriale,e le guerre
Prova a fare una attenta analisi,del periodo di fine seconda guerre mondiale ai giorni nostri,se riesci a trovarmi un periodo superiore ai due anni di non belligeranza su questo nostro pianeta,io potrei condividere il tuo pensiero.
Guerre dove immancabilmente hanno partecipato,direttamente o indirettamente i grandi paesi industrializzati.Guerre,tanto stranamente,mai contemporanee,ma quasi immancabilmente susseguenti,(come ne termina una appare quasi subito un nuovo focolaio.Guerre che spesso e volentieri non avrebbero ragione di essere ma vengono comunque fomentate od addirittura inventate, prendi ad esempio i depositi di armi nucleari di Saddam Hussein. I motivi di queste continue guerre, sono abbastanza chiari,prova un tantino a rifletterci e documentarti,(Non dai media di parte) e riuscirai anche tè a comprenderli. A volte pubblicando sapientemente e convincendo con i bei paroloni della politica la popolazione di una nazione capitalista del santo ed eroico dovere di mandare un contingente militare in difesa di una povera nazione bisognosa,(resa bisognosa)certi governi riescono a spostare centinaia di milioni di dollari dalle tasche di molti poveri alle tasche di pochi ricchi, e quei pochi,guarda caso,se vai a sondare un pò in fondo risultano gli stessi ideatori e fomentatori di quella data guerra.
Cari VanLang,io non dimenticherò mai le parole pronunciate da quella persona tanto colta che si chiamava Papa Woytila,in occasione della caduta del muro di Berlino. Disse:(Non temevo così tanto il comunismo come ora temo il capitalismo,questo è molto più duro da debellare).

Sono daccordo con tè quando dici che purtroppo,troppe persone,(Per estrema ignoranza) non riescono a domare l'istinto con l'intelletto,dovrebbe essere il contrario,ed eventualmente ogni tanto ascoltare anche la propria coscienza.

La discussione sul paradiso la lascio a tè,perchè per me l'unico paradiso esistente stà quì su questa terra e godibile con un pò di intelligenza e giusta istruzione,sulle robustissime fondamenta dell'Amore.
Ciao espert37
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Vecchio 20-01-2009, 23.19.51   #22
VanLag
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Riferimento: La violenza umana

Citazione:
Originalmente inviato da VanLag
Per concludere il discorso non so se hai sentito il discorso di Obama e in caso affermativo se hai fatto caso all’ovazione della folla quando Obama ha detto che “l’America vuole essere amica di tutti”, (non ricordo le parole esatte). Quell’ovazione dal significato inequivocabile dovrebbe dare il peso della volontà del popolo americano ed allora speriamo solo che il congresso dia espressione a quella volontà.

Se i moderatori me lo passano, questo è lo stralcio, (sopra menzionato), del discorso che Obama ha fatto nella cerimonia di insediamento. La traduzione è mia per cui siate clementi. Comunque quello che non si vede è l’ovazione che i due milioni di americani presenti hanno fatto dopo questa frase e che, come dicevo, sta a significare che il popolo americano ha grande volontà di pace….. Se il congresso ascolterà questa voce del suo popolo, forse un mondo meno violento è davvero all’orizzonte.

TESTO ORIGINALE:
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Originalmente inviato da Obama

As for our common defense, we reject as false the choice between our safety and our ideals. Our Founding Fathers, faced with perils we can scarcely imagine, drafted a charter to assure the rule of law and the rights of man, a charter expanded by the blood of generations. Those ideals still light the world, and we will not give them up for expedience's sake. And so to all other peoples and governments who are watching today, from the grandest capitals to the small village where my father was born: know that America is a friend of each nation and every man, woman, and child who seeks a future of peace and dignity, and that we are ready to lead once more.

TRADUZIONE.

Per quanto riguarda la nostra difesa comune, noi rigettiamo come falsa la scelta tra I nostri ideali e la nostra sicurezza. I nostri padri fondatori minacciati da pericoli che possiamo a malapena immaginare scrissero una lettera per assicurare agli uomini la legge ed il diritto. Una lettera ampliata dal sangue delle generazioni. Quegli ideali ancora illuminano il mondo e noi non li getteremo via per salvare un interesse. Così a tutte le persone ed ai governi che stanno guardando oggi dalle grandi capitali ai piccoli villaggi come quello dove mio padre nacque, (diciamo): - sappiate che l’America è amica di ogni nazione e di ogni uomo, donna e bambino che cerca un futuro di pace e di dignità e che ancora una volta è pronta a guidare, (verso quel futuro).

P.S. Uno dei tanti links dove c’è il testo ed un video dell’intero discorso:

http://www.nowpublic.com/world/full-...on-speech-2009

VanLag is offline  
Vecchio 21-01-2009, 08.40.33   #23
emmeci
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Riferimento: La violenza umana

Capisco, espert37, ma non mi pare di ragionare da estremista, visto che il mio pezzo sulla violenza citava polli e zanzare, con un’argomentazione – come dire? – minimalista, che prendeva spunto da esempi di violenza per così dire banale oltre che giustificata dai nostri bisogni e dalle abitudini quotidiane. Ma se anche fosse….il filosofo ha un altro compito rispetto al confessore e assolutore di coscienze e può qualche volta – se posso paragonare le piccole cose alle grandi - porsi su una specie di cattedra come chi – nell’area cristiano-cattolica – avoca a sé questo compito che – di fronte al nostro debole relativismo - non lo chiami, credo, estremismo ma semmai fede nell’assoluto.
Però è vero, questa fede nell’assoluto tenta i grandi ed i piccoli cioè i religiosi e i filosofi, ed è per questo che io mi sono accontentato di esempi minimalisti quasi per mettermi l’animo in pace, perché potevo facilmente ricorrere a esempi assai più probanti, come quelli che tutti i giorni ci offrono giornali e TV. Le sento, nelle mie orecchie, queste parole: “Come osi pensare a polli e zanzare quando qui si uccidono donne e bambini?” Avete ragione, anche se un rimprovero come questo sa di una difesa della razza (pardon! della specie-homo). Ed ecco, forse, perché ho parlato di polli e zanzare. Perché proprio le scene di grande effetto non bastano a scuotere le nostre menti abitudinarie, sfumano in palliativi e quasi in correità, come tante volte è capitato nella grande area cristiano-cattolica. Ed è proprio questo il punto, che è più difficile e quindi più degno di lode opporsi non al male tanto grande da inorridire chiunque sia dotato di occhi ed orecchie, ma proprio a quel male che Anna Arendt chiamava banale, cioè tanto comune da non inorridirci e neppure accorgerci più.
emmeci is offline  
Vecchio 21-01-2009, 10.09.16   #24
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Riferimento: La violenza umana

Carissimo VanLang,è toccante,quasi subblime il discorso che Obama ha rivolto al mondo intero ed anche convincente,osservando il tono e l'animo con il quale è stato pronunciato.Io nutro le tue stesse speranze,sono abbastanza ottimista,ma secondo me è d'obbligo andaci un pò cauti,di buoni e giusti ideali ne esistono tanti,ma la difficoltà maggiore sta nella loro realizzazione,purtroppo gli ostacoli che ora deve superare sono di gran lunga più grandi della forza dei suoi ideali,quindi conviene andarci un po cauti,anche se avvolti da buone speranze. per esperienza devo ammettere che esaltendo e ponendo su altari tanto alti come nel caso di Obama, ad una persona,spesso gli si procurano dei danni,perchè automaticamente si instaura nella mente delle masse una tale fiducia che in seguito, al primo errore o difficoltà nella soluzione di qualche probblema,non solo viene a scemare,ma gli si rivolta drasticamente contro. Comunque io nutro tanta fiducia e tante speranze.
Ciao e buona giornata espert37
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Vecchio 21-01-2009, 10.45.35   #25
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Originalmente inviato da emmeci
Capisco, espert37, ma non mi pare di ragionare da estremista, visto che il mio pezzo sulla violenza citava polli e zanzare, con un’argomentazione – come dire? – minimalista, che prendeva spunto da esempi di violenza per così dire banale oltre che giustificata dai nostri bisogni e dalle abitudini quotidiane. Ma se anche fosse….il filosofo ha un altro compito rispetto al confessore e assolutore di coscienze e può qualche volta – se posso paragonare le piccole cose alle grandi - porsi su una specie di cattedra come chi – nell’area cristiano-cattolica – avoca a sé questo compito che – di fronte al nostro debole relativismo - non lo chiami, credo, estremismo ma semmai fede nell’assoluto.
Però è vero, questa fede nell’assoluto tenta i grandi ed i piccoli cioè i religiosi e i filosofi, ed è per questo che io mi sono accontentato di esempi minimalisti quasi per mettermi l’animo in pace, perché potevo facilmente ricorrere a esempi assai più probanti, come quelli che tutti i giorni ci offrono giornali e TV. Le sento, nelle mie orecchie, queste parole: “Come osi pensare a polli e zanzare quando qui si uccidono donne e bambini?” Avete ragione, anche se un rimprovero come questo sa di una difesa della razza (pardon! della specie-homo). Ed ecco, forse, perché ho parlato di polli e zanzare. Perché proprio le scene di grande effetto non bastano a scuotere le nostre menti abitudinarie, sfumano in palliativi e quasi in correità, come tante volte è capitato nella grande area cristiano-cattolica. Ed è proprio questo il punto, che è più difficile e quindi più degno di lode opporsi non al male tanto grande da inorridire chiunque sia dotato di occhi ed orecchie, ma proprio a quel male che Anna Arendt chiamava banale, cioè tanto comune da non inorridirci e neppure accorgerci più.

Carissimo Emmeci, comprendo e condivido il tuo pensiero,sociopsicofilosofico;
Non fà una piega. Purtroppo il mio pensiero si esprime su basi logiche e di esperienza,non ho profonde conescienze filosofiche e tecnofisiche,per cui mi esprimo nella speranza che i miei interlocutori riescano a comprendermi,o quantomeno interpretarmi nel modo giusto.Devi pensare che io ho ottenuto la licenza di quinta elementare nel lontano 1946,dopo di allora ho sempre lavorato manualmente,per cui il mio esprimere è quello che è.Spero solo di non rompere le scatole a nessuno.

Ciao e buona giornata espert37
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Vecchio 23-01-2009, 18.38.00   #26
emmeci
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Riferimento: La violenza umana

Caro Espert, credo che di fronte al problema che affrontiamo non ci sia bisogno di lunghi studi scolastici….Ho appena visto in TV la strage effettuata da un uomo in un asilo di Bruxelles, e come c’è da stupirsi se ci sono popoli che si divorano e guerre che da secoli insanguinano il mondo? L’aggressività, evidentemente, è dentro di noi e se c’è una differenza con l’animale è che l’uomo ha la capacità di rendere la violenza più assurda e sofisticata, visto che in generale l’animale uccide per vivere e solo eccezionalmente uccide per divertimento e senza perché. Però devi riconoscere che da quando esiste la comunità europea almeno in Europa non si fanno più guerre, e ti pare poco? Sembra dunque che esse trovino un ostacolo quando si stabilisce una politica di allargamento di interessi e di istituzioni al di là dei propri confini: e allora ben venga il capitalismo a regime globale se questo basta ad ammansire la specie-uomo. Dopo tutto ricorderai che Fukuyama aveva addirittura annunciato la fine della storia, dopo la caduta del comunismo sovietico! Naturalmente ha sbagliato, ma una goccia di verità dopo tutto egli ha colto perché la base dell’etica è precisamente questo, cioè il riconoscimento che esistono altri e che bisogna comprenderli; è anzi forse questa la più alta caratteristica della specie-uomo, che non basta il DNA a definirla, che cioè è una specie che sembra evolversi a modo suo, visto che ciò che può divenire moralmente è assai più importante di quello che potrebbe divenire per legge di natura. E basta questo a squalificare tutto ciò che si è detto nei secoli sulla razionalità della natura e sulla validità dei diritti naturali: no, l’uomo che – come prescrive Darwin - si dovesse adeguare alla natura sarebbe soltanto un uomo animale. Però, se questo rende lodevole ed auspicabile un benevolo comportamento dell’uomo verso gli altri uomini, non esclude che rischi di apparire razzista se egli si ritiene – come è stato proclamato anche dalle religioni - l’ultima e suprema specie, superiore a tutte e autorizzata a servirsi di tutto per affermare il suo rango. (Non oso pensare a quello che potrebbe avvenire se un giorno incontrassimo degli alieni, magari più forti e più feroci di noi).
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Vecchio 24-01-2009, 10.37.56   #27
nexus6
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Originalmente inviato da emmeci
Non oso pensare a quello che potrebbe avvenire se un giorno incontrassimo degli alieni, magari più forti e più feroci di noi).
Sarebbe una buona occasione per ripensare a ciò che siamo ed alle società che abbiamo costruito.

Il male della Arendt era “banale” non perché ci siamo abituati ad esso, ma poiché i nazisti di cui parlava era persone comuni, banali, con nessuna particolare caratteristica luciferina che li potesse distinguere dagli altri, mostrandoci in modo tragico che erano uguali a noi e che dunque, in quelle circostanze, ognuno di noi si sarebbe potuto macchiare dei crimini più ignobili.

Credo siate a conoscenza di esperimenti di qualche anno fa in cui con l'autorità si ordinava a persone comuni, prese in mezzo alla strada, che era necessario torturare detenuti o persone del genere con scariche elettriche: ebbene, nonostante le evidenti sofferenze (finte naturalmente nell'esperimento), gente comune continuava a rispettare gli ordini ricevuti e ad aumentare il voltaggio.

Ad Espert che mi pare alla ricerca della giusta semplicità, vorrei dire questo: al di là delle tante chiacchiere, non cambiamo poiché abbiamo paura di farlo, poiché abbiamo paura di pensare che il nostro non sia l'unico modo di rapportarci ed organizzarci. Ci rassegniamo a vivere in certi modi, intrinsecamente violenti, poiché consideriamo utopiche tutte le alternative. Ed invece non lo sono.

Un cambiamento radicale andrebbe contro la maggior parte delle nostre certezze e di quelle che abbiamo accumulato nella mente come “convinzioni” e “convenzioni”; questo richiede tanto coraggio, quanto volontà di tentare delle strade differenti.

Né questo coraggio, né tale volontà sembrano essere presenti, poiché siamo stati educati a pensare non ci siano alternative e l'educazione può molto di più di mille rivoluzioni. Inoltre, ed è preoccupante, ai terribili totalitarismi del novecento, palesi nelle loro azioni, dopo il crollo del muro si è sostituita la morbida dittatura del cosiddetto “Pensiero Unico” con i suoi dogmi indiscutibili (uno dei quali, Emmeci, è proprio che il capitalismo, come unica interpretazione del libero mercato, possa risolvere i problemi dell'umanità). Questo modo di pensare economico si è inserito in ogni aspetto della nostra vita, anche interiore e privata.

°°°

Ora io non so se l'uomo, per sua costituzione, abbia veramente bisogno di essere tenuto sotto lo schiaffo di questo o quel potere che lo sovrasta; alcuni affermano che sia proprio questa una delle motivazioni più profonde della violenza sociale, poiché l'uomo nasce intrinsecamente libero e solo durante la vita gli viene insegnato ed è costretto ad uniformarsi ad un certo modus vivendi. Ecco che la libertà repressa, rimossa quasi, si esprime e realizza come potenza distruttiva.

Personalmente tendo a concordare con questa analisi.

Saluti.
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Vecchio 24-01-2009, 15.24.12   #28
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Originalmente inviato da nexus6
Sarebbe una buona occasione per ripensare a ciò che siamo ed alle società che abbiamo costruito.

Il male della Arendt era “banale” non perché ci siamo abituati ad esso, ma poiché i nazisti di cui parlava era persone comuni, banali, con nessuna particolare caratteristica luciferina che li potesse distinguere dagli altri, mostrandoci in modo tragico che erano uguali a noi e che dunque, in quelle circostanze, ognuno di noi si sarebbe potuto macchiare dei crimini più ignobili.

Credo siate a conoscenza di esperimenti di qualche anno fa in cui con l'autorità si ordinava a persone comuni, prese in mezzo alla strada, che era necessario torturare detenuti o persone del genere con scariche elettriche: ebbene, nonostante le evidenti sofferenze (finte naturalmente nell'esperimento), gente comune continuava a rispettare gli ordini ricevuti e ad aumentare il voltaggio.

Ad Espert che mi pare alla ricerca della giusta semplicità, vorrei dire questo: al di là delle tante chiacchiere, non cambiamo poiché abbiamo paura di farlo, poiché abbiamo paura di pensare che il nostro non sia l'unico modo di rapportarci ed organizzarci. Ci rassegniamo a vivere in certi modi, intrinsecamente violenti, poiché consideriamo utopiche tutte le alternative. Ed invece non lo sono.

Un cambiamento radicale andrebbe contro la maggior parte delle nostre certezze e di quelle che abbiamo accumulato nella mente come “convinzioni” e “convenzioni”; questo richiede tanto coraggio, quanto volontà di tentare delle strade differenti.

Né questo coraggio, né tale volontà sembrano essere presenti, poiché siamo stati educati a pensare non ci siano alternative e l'educazione può molto di più di mille rivoluzioni. Inoltre, ed è preoccupante, ai terribili totalitarismi del novecento, palesi nelle loro azioni, dopo il crollo del muro si è sostituita la morbida dittatura del cosiddetto “Pensiero Unico” con i suoi dogmi indiscutibili (uno dei quali, Emmeci, è proprio che il capitalismo, come unica interpretazione del libero mercato, possa risolvere i problemi dell'umanità). Questo modo di pensare economico si è inserito in ogni aspetto della nostra vita, anche interiore e privata.

°°°

Ora io non so se l'uomo, per sua costituzione, abbia veramente bisogno di essere tenuto sotto lo schiaffo di questo o quel potere che lo sovrasta; alcuni affermano che sia proprio questa una delle motivazioni più profonde della violenza sociale, poiché l'uomo nasce intrinsecamente libero e solo durante la vita gli viene insegnato ed è costretto ad uniformarsi ad un certo modus vivendi. Ecco che la libertà repressa, rimossa quasi, si esprime e realizza come potenza distruttiva.

Personalmente tendo a concordare con questa analisi.

Saluti.
Carissimo Nexus6,
L'uomo può ritenersi libero e coniugare il proprio libero arbitrio, solo dopo che avrà raggiunta una adeguata conoscenza di sè stesso,usando consapevolmente il proprio intelletto.

Ti ho letto,comprendo e condivido in linea di massima quanto esprimi. Ma ti invito caldamente ad analizzare tutti i miei interventi,non solo su questo argomento ma in tutto il blog,e potrai constatare che nella mia ricerca non mi limito unicamente ad esporre chiacchiere,limitandomi a sole critiche,ma,immancabilmente aggiungo delle proposte da analizzare,al fine di un miglioramento dello stato attuale.
Non mi stancherò mai di ripetere che alla nostra società,specialmente a quella che noi chiamiamo evoluta, manca una giusta istruzione morale e spirituale che dia la consapevolezza di una profonda conoscenza del proprio ego,di cosa desidera e della corretta via che lo conduca a detta meta.Da una corretta istruzione morale e spirituale ne consegue automaticamente una giusta educazione sociale e quindi un miglioramento dell'ambiente in generale.
A mio avviso la fonte più indicata di detta istruzione non può essere altro che la tradizione giuntaci da tutti i tempi della nostra evoluzione.la realtà odierna purtroppo ci fà notare che l' istituzione che si era
presa il lodevole compito di trasmetterci tanto non si è rivelata all'altezza,per cui io auspicherei di unirci a lei per dargli un ausilio per una radicale riforma,come a suo tempo fece un tale che si chiamava Martin Lutero. Io proporrei questo,ritenendo essenziale una maggior maturità morale a fondamento della nostra società,e constatando che questa istituzione è già ben costituita e ben radicata,perciò sarebbe da riuscire ad apportare le giuste idee,come già tentò di fare San Francesco,riuscendoci solo in piccola parte. IO NON RITENGO QUANTO HO ESPRESSO UNA UTOPIA,MA NE NUTRO UNA DISCRETA CONVINZIONE.
Ora con il web ritengo molto efficace riuscire a scambiarci tante belle,sane ed efficaci idee ma penso che sarebbe maggiormente costruttivo tentare di trasformarle in AZIONE.
Un saluto amichevole espert37
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Vecchio 25-01-2009, 17.53.18   #29
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Originalmente inviato da espert37
A mio avviso la fonte più indicata di detta istruzione non può essere altro che la tradizione giuntaci da tutti i tempi della nostra evoluzione.la realtà odierna purtroppo ci fà notare che l' istituzione che si era presa il lodevole compito di trasmetterci tanto non si è rivelata all'altezza,per cui io auspicherei di unirci a lei per dargli un ausilio per una radicale riforma,come a suo tempo fece un tale che si chiamava Martin Lutero. Io proporrei questo,ritenendo essenziale una maggior maturità morale a fondamento della nostra società,e constatando che questa istituzione è già ben costituita e ben radicata,perciò sarebbe da riuscire ad apportare le giuste idee,come già tentò di fare San Francesco,riuscendoci solo in piccola parte. IO NON RITENGO QUANTO HO ESPRESSO UNA UTOPIA,MA NE NUTRO UNA DISCRETA CONVINZIONE.
Non so quanto semplice sia rifarsi alla tradizione, visto la situazione attuale è proprio frutto della tradizione e delle abitudini tramandate da millenni. Bisogna cambiare il nostro modo di rapportarci in direzioni nuove. E' difficile prendere quanto di buono ci abbiano lasciato i nostri avi, visto è circondato da nefandezze di ogni tipo, tanto che è poco più di un caso che esista ancora la specie umana. Non ho ben compreso a quale istituzione dici che ci dovremmo rifare; la chiesa cattolica? Se è questa l'istituzione che intendi, personalmente credo che la libertà dell'uomo passi anche attraverso l'emancipazione da entità del genere, per il recupero di una spiritualità intima e non autoritaria. Il cammino è iniziato, ma credo sia ancora molto lungo.

Ripeto, non so veramente se la costituzione umana abbisogni di essere dominata; voglio credere di no, è uno dei miei dogmi; se non lo assumessi, se non pensassi in sostanza che le persone aspirino ad “essere”, oltre ciò per cui sono state educate, allora non sprecherei più nessuna parola, né penso cercherei nessuno con cui rapportarmi.

Un saluto amichevole anche a te.
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Vecchio 25-01-2009, 20.23.43   #30
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Non so quanto semplice sia rifarsi alla tradizione, visto la situazione attuale è proprio frutto della tradizione e delle abitudini tramandate da millenni. Bisogna cambiare il nostro modo di rapportarci in direzioni nuove. E' difficile prendere quanto di buono ci abbiano lasciato i nostri avi, visto è circondato da nefandezze di ogni tipo, tanto che è poco più di un caso che esista ancora la specie umana. Non ho ben compreso a quale istituzione dici che ci dovremmo rifare; la chiesa cattolica? Se è questa l'istituzione che intendi, personalmente credo che la libertà dell'uomo passi anche attraverso l'emancipazione da entità del genere, per il recupero di una spiritualità intima e non autoritaria. Il cammino è iniziato, ma credo sia ancora molto lungo.

Ripeto, non so veramente se la costituzione umana abbisogni di essere dominata; voglio credere di no, è uno dei miei dogmi; se non lo assumessi, se non pensassi in sostanza che le persone aspirino ad “essere”, oltre ciò per cui sono state educate, allora non sprecherei più nessuna parola, né penso cercherei nessuno con cui rapportarmi.

Un saluto amichevole anche a te.

Carissimo Nexus6, credo che tu non abbia interpretato bene ciò che io ho espresso nel mio ultimo intervento; Esiste forse una fonte a cui attingere consigli,norme di vita giusta ed insegnamenti sani,più attendibile della tradizione umana? Beninteso,sapendola,con il nostro intelletto correttamente interpretare,scartando tutto ciò che riteniamo nefasto.La situazione odierna è in queste condizioni per il semplice motivo che tutto ciò di giusto ci doveva giungere,è stato enormemente strumentalizzato dalle varie congregazioni ecclesiastiche,in primis la chiesa cattolica romana,per cui a nulla è servito per migliorare l'ambiente in cui tutti i componenti la nostra società hanno avuto la loro formazione.Se la nostra chiesa,(formata da uomini) avesse interpretato e trasmesso alla comunità i valori e gli insegnamenti giuntoci da quel grande riformatore che abbiamo chiamato Gesù Cristo,oggi a mio avviso vivremmo in un ambiente migliore con minore violenza,conducendo una esistenza maggiormente fondata sull'amore.I maggiori e fondamentali insegnamenti di vita,l'uomo li apprende principalmente nell'ambiente un cui si forma,cioè nella famiglia,ebbene,se i giovani di oggi apprendessero le giuste norme di vita,formerebbero domani delle sane famiglie dove i loro figli maggiormente istruiti moralmente formerebbero automaticamente una società migliore.
Non mi risulta che la tradizione ci abbia trasmesso solo nefandezze, le cose giuste sono di gran lunga maggiori.
Tu dici:Bisogna cambiare il nostro modo di rapportarci, in direzioni nuove.
Quali potrebbero essere? Prova ad elencarne qualcuna,se ce ne sono ben vengano.
Come ho già detto,approfittando del fatto che è già una istituzione ben radicata con solide fondamenta,io proporrei di avvicinarci tutti alla nostra chiesa,e con grande forza riuscire a riformarla radicalmente affinchè possa attuare quella funzione che si era prefissata alla sua nascita.
Alla nostra società occidentale sono mancati purtroppo oltre 5 secoli di insegnamenti morali, La chiesa è stata completamente assente.o quantomeno in quel periodo ha avuto una presenza dannosa,ed oggi,dopo il lodevole tentativo del concilio vaticano secondo,risultato alquanto inefficace e confusionario,sta arrancando disperatamente per mantenersi a galla,incapace di capire quale sia il giusto modo da adottare per raggiungere la sua vera e naturale funzione.

Un saluto amichevole espert37
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