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Filosofia - Forum filosofico sulla ricerca del senso dell’essere.
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Vecchio 10-12-2009, 17.49.35   #11
Noor
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Data registrazione: 29-03-2007
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Riferimento: errori ricorrenti: sono evitabili o fanno parte della filosofia?

Citazione:
Originalmente inviato da albert
Già fatto (nel mio primo post), "concezione generale della realtà". Non mi metterei mai a disquisire su una cosa che non so come definire. Sulla definizione di "utile", poi, ci sarebbe da discutere un bel po', ma non credo sia opportuno in questa discussione.
ecco sì..
sarebbe interessante,magari in altro thread, approfondire a questo punto l'eventuale relazione tra conoscenza e utilità..
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Vecchio 22-12-2009, 08.23.56   #12
theoreo42
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Messaggi: 14
Riferimento: errori ricorrenti: sono evitabili o fanno parte della filosofia?

non vi sono errori è la stessa domanda a essere tendenziosa.

rispondo insieme al professore Galimberti:

Citazione:
se la si smettesse di studiare la filosofia come un susseguirsi di omicidi.
dove l'ultimo filosofo uccide l'antecedente forse riusciremmo ad avere meglio una vera dimensione della filosofia.

si tratta di modelli interpretativi diversi, che all'uomo contemporaneo permettono di volta in volta un adeguato comprendere alle domade chi siamo,dove siamo, quando siamo, dove stiamo andando.
(ovvero) Le domande costanti del pensiero occidentale.
theoreo42 is offline  
Vecchio 22-12-2009, 15.03.29   #13
devilmac
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Riferimento: errori ricorrenti: sono evitabili o fanno parte della filosofia?

Citazione:
Originalmente inviato da theoreo42
non vi sono errori è la stessa domanda a essere tendenziosa.

si tratta di modelli interpretativi diversi, che all'uomo contemporaneo permettono di volta in volta un adeguato comprendere alle domade chi siamo,dove siamo, quando siamo, dove stiamo andando.
(ovvero) Le domande costanti del pensiero occidentale.

la domanda è volutamente tendenziosa. mi premeva di mettere in evidenza il fatto che ci sono modi di fare filosofia datati e che non possono portare più a niente al giorno d'oggi, ma si continua a seguirli perchè si pensa che solo quello sia la filosofia. ad esempio le domande che tu poni per me sono domande costanti non perchè siano essenziali ma perchè sono ritenute tali. si pensa che solo rispondendo a queste domande si possa fare filosofia e solo dando risposte il più delle volte assurde. io non voglio buttare tutto quello che è venuto prima di me. tutto ha un motivo di esistere, più o meno. ma non si può pensare di parlare come i filosofi di 1000 anni fa.
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Vecchio 22-12-2009, 22.48.55   #14
Nikolaj Stavrogin
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Messaggi: 59
Riferimento: errori ricorrenti: sono evitabili o fanno parte della filosofia?

Citazione:
Originalmente inviato da devilmac
la domanda è volutamente tendenziosa. mi premeva di mettere in evidenza il fatto che ci sono modi di fare filosofia datati e che non possono portare più a niente al giorno d'oggi, ma si continua a seguirli perchè si pensa che solo quello sia la filosofia. ad esempio le domande che tu poni per me sono domande costanti non perchè siano essenziali ma perchè sono ritenute tali. si pensa che solo rispondendo a queste domande si possa fare filosofia e solo dando risposte il più delle volte assurde. io non voglio buttare tutto quello che è venuto prima di me. tutto ha un motivo di esistere, più o meno. ma non si può pensare di parlare come i filosofi di 1000 anni fa.

Qui mi trovo d'accordo, e le tue idee si avvicinano molto al neopragmatismo americano, che trovo molto interessante. Se non lo conosci già, cerca qualcosa di Richard Rorty.

Ad ogni modo, ti faccio una piccola citazione (per invogliarti):

Lo scopo della filosofia è aiutare gli esseri umani a liberarsi dal linguaggio che attualmente usano quando esso diventa obsoleto, e creare linguaggi nuovi che li pongano in un rinnovato senso di sintonia con la realtà. Ecco perché non è possibile parlare di princìpi eterni o di valori assoluti: «In quest’ottica, la fondazione più adeguata per una democrazia liberale sta nella convinzione dei suoi cittadini che le cose andranno meglio per tutti, se a ogni nuova metafora sarà fornito un ascolto, se non si riterrà nessuna credenza o nessun desiderio sacro a tal punto da rifiutare automaticamente una metafora che lo metta in pericolo. [Occorre] ammettere che i termini in cui fissiamo le nostre speranze e credenze comuni sono destinati a diventare obsoleti, che avremo sempre bisogno di nuove metafore, di nuovi spazi logici, di nuovi gerghi, che non esisterà mai un luogo definitivo di arresto del pensiero» (R. Rorty, Scritti filosofici, vol. II, pp. 18-19).
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Vecchio 23-12-2009, 00.54.59   #15
devilmac
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Messaggi: 52
Riferimento: errori ricorrenti: sono evitabili o fanno parte della filosofia?

Citazione:
Originalmente inviato da Nikolaj Stavrogin
Qui mi trovo d'accordo, e le tue idee si avvicinano molto al neopragmatismo americano, che trovo molto interessante. Se non lo conosci già, cerca qualcosa di Richard Rorty.

Ad ogni modo, ti faccio una piccola citazione (per invogliarti):

Lo scopo della filosofia è aiutare gli esseri umani a liberarsi dal linguaggio che attualmente usano quando esso diventa obsoleto, e creare linguaggi nuovi che li pongano in un rinnovato senso di sintonia con la realtà. Ecco perché non è possibile parlare di princìpi eterni o di valori assoluti: «In quest’ottica, la fondazione più adeguata per una democrazia liberale sta nella convinzione dei suoi cittadini che le cose andranno meglio per tutti, se a ogni nuova metafora sarà fornito un ascolto, se non si riterrà nessuna credenza o nessun desiderio sacro a tal punto da rifiutare automaticamente una metafora che lo metta in pericolo. [Occorre] ammettere che i termini in cui fissiamo le nostre speranze e credenze comuni sono destinati a diventare obsoleti, che avremo sempre bisogno di nuove metafore, di nuovi spazi logici, di nuovi gerghi, che non esisterà mai un luogo definitivo di arresto del pensiero» (R. Rorty, Scritti filosofici, vol. II, pp. 18-19).

questo mi piace molto. non conosco l'autore e ti ringrazio perchè avevo intenzione di studiarlo ma l'avevo dimenticato, come mi capita spesso.
è una direzione di ricerca che mi interessa moltissimo e che mi ha fatto tornare il desiderio di studiare. servirebbe uno studio intensivo di queste tematiche da parte di tutti quelli che parlano dell'essere, della verità assoluta, di dio ecc...
devilmac is offline  
Vecchio 23-12-2009, 16.52.46   #16
Nikolaj Stavrogin
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Riferimento: errori ricorrenti: sono evitabili o fanno parte della filosofia?

Citazione:
Originalmente inviato da devilmac
questo mi piace molto. non conosco l'autore e ti ringrazio perchè avevo intenzione di studiarlo ma l'avevo dimenticato, come mi capita spesso.
è una direzione di ricerca che mi interessa moltissimo e che mi ha fatto tornare il desiderio di studiare. servirebbe uno studio intensivo di queste tematiche da parte di tutti quelli che parlano dell'essere, della verità assoluta, di dio ecc...

Figurati. A me è servito molto, sopprattutto perchè è influezanto dal secondo Wittgenstein (come hai visto nella citazione, privilegia molto il linguaggio), e fa volentieri a meno di un modo di filosofare tradizionale, e pure delle terminologie passate. Mi ha aiutato soprattutto a depurarmi da dei preconcetti che abbiamo dal senso comune, e dal modo comune di usare il linguaggio, di cui faccio volentieri a meno.

Si concordo con te, i discorsi su "essere", "verità assoluta", "dio" non si possono più star a sentire.

In questo caso Rorty è molto pacato e schietto. Parte dal presupposto che ciò diciamo o pensiamo non è in nessun modo una verità assoluta, e che dobbiamo non solo confrontarci con gli altri, ma anche mettere sotto forte critica le nostre stesse idee. Infatti mette in rilievo l'importanza dell'apertura mentale, della libertà di parola, del dialogo, etc.

Io l'ho trovato, finalmente, un filosofo pacato e sensato, che non vuole costruire grandi teorie o grandi metodi
Nikolaj Stavrogin is offline  
Vecchio 23-12-2009, 21.41.14   #17
Noor
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Riferimento: errori ricorrenti: sono evitabili o fanno parte della filosofia?

Citazione:
Originalmente inviato da Nikolaj Stavrogin

<< avremo sempre bisogno di nuove metafore, di nuovi spazi logici, di nuovi gerghi, che non esisterà mai un luogo definitivo di arresto del pensiero» (R. Rorty, Scritti filosofici, vol. II, pp. 18-19).
Aveva cominciato così bene Rorty nel suo ragionamento decostruttivo,…
s’è purtroppo perso nel finale che ahimè ridefinisce tutto..
Gli chiederei innanzitutto cos’è quello “spazio” che definiremmo pensiero..
e poi perché non deve,non può arrestarsi..
forse che l’uomo è nato per essere intellettuale?
E’ proprio sicuro che non è proprio nell’arrestarsi del pensiero-linguaggio che l’uomo possa ritrovarsi?
Non è già questa sua affermazione una credenza?
O si confonde ancora il pensare (che è solo strumento) con l’intelligenza essenziale umana?
Forse sarebbe bene vederlo al’opera questo Rorty..ovvero mentre ridefinisce nuove metafore ove appoggiare intuizioni fresche e che non siano frutto di inferenza/credenza…
Devo dire che ancora non ne ho conosciuti nell’ambito del pensiero moderno occidentale (a parte certo Nietzsche) e che abbiano avuto questo coraggio azzerante..
Anche Wittgeinstein che citate spesso..agisce unicamente decostruendo il linguaggio,il quale è solo responsabile d’essere soltanto un frammento di ciò che è questo esistere indefinibile..
quindi non è certo solo tramite l'azzeramento di questo (il linguaggio) ovvero l’affermazione descrittiva di pensieri e concetti, che si possa ridefinire il reale.

PS se credete di approfondire, e magari si pensa di andare OT ,si può aprire un thread apposito.
Noor is offline  
Vecchio 24-12-2009, 16.07.38   #18
devilmac
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Riferimento: errori ricorrenti: sono evitabili o fanno parte della filosofia?

Citazione:
Originalmente inviato da Noor
Aveva cominciato così bene Rorty nel suo ragionamento decostruttivo,…
s’è purtroppo perso nel finale che ahimè ridefinisce tutto..
Gli chiederei innanzitutto cos’è quello “spazio” che definiremmo pensiero..
e poi perché non deve,non può arrestarsi..
forse che l’uomo è nato per essere intellettuale?
E’ proprio sicuro che non è proprio nell’arrestarsi del pensiero-linguaggio che l’uomo possa ritrovarsi?
il pericolo dell'arresto del pensiero è la perdita della capacità di comunicare. ad esempio se continui a cercare di interpretare rorty o wittgenstein con la mente rivolta ai filosofi precedenti arriverai inevitabilmente a fraintenderli e ad affermare cose del genere:
Citazione:
Originalmente inviato da Noor
Non è già questa sua affermazione una credenza?
O si confonde ancora il pensare (che è solo strumento) con l’intelligenza essenziale umana?
Forse sarebbe bene vederlo al’opera questo Rorty..ovvero mentre ridefinisce nuove metafore ove appoggiare intuizioni fresche e che non siano frutto di inferenza/credenza…
Devo dire che ancora non ne ho conosciuti nell’ambito del pensiero moderno occidentale (a parte certo Nietzsche) e che abbiano avuto questo coraggio azzerante..
Anche Wittgeinstein che citate spesso..agisce unicamente decostruendo il linguaggio,il quale è solo responsabile d’essere soltanto un frammento di ciò che è questo esistere indefinibile..
quindi non è certo solo tramite l'azzeramento di questo (il linguaggio) ovvero l’affermazione descrittiva di pensieri e concetti, che si possa ridefinire il reale.

PS se credete di approfondire, e magari si pensa di andare OT ,si può aprire un thread apposito.
il fatto che l'affermazione di rorty sia dovuta ad una sua convinzione come può influire sul suo ragionamento? se ha appena affermato che non esistono essenze cosa ci resta se non le nostre opinioni? l'importante è riuscire a comunicarle agli altri e a dare delle motivazioni. mi sembra che almeno per quanto riguarda questo piccolo brano sia chiare le sue intenzioni. puoi essere d'accordo o meno ma dire che questa è solo una convinzione dimostra solo che non hai capito il suo ragionamento.
per quanto riguarda wittgenstein, non posso parlare di rorty perchè non lo conosco, è proprio nell'opera distruttiva che riesce a " ridefinire il reale ". è attraverso la dimostrazione dell'inconsistenza di una teoria che riesce a portare a galla un uso " normale " del linguaggio. questo per quanto riguarda la metafisica. basta leggere uno dei suoi libri per capire che un'accusa del genere è fuori luogo. è più facile etichettare un filosofo negativo come semplice "distruttore" che riuscire a vedere la parte "positiva" del suo sistema.
devilmac is offline  
Vecchio 24-12-2009, 20.41.12   #19
Noor
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Riferimento: errori ricorrenti: sono evitabili o fanno parte della filosofia?

Citazione:
Originalmente inviato da devilmac
il pericolo dell'arresto del pensiero è la perdita della capacità di comunicare.
chi lo può affermare con tale certezza?
Ne hai l'esperienza?
Citazione:

ad esempio se continui a cercare di interpretare rorty o wittgenstein con la mente rivolta ai filosofi precedenti arriverai inevitabilmente a fraintenderli
Chi lo ha fatto?
Non li ho paragonati a nessuno mi pare..
Citazione:
Il fatto che l'affermazione di rorty sia dovuta ad una sua convinzione come può influire sul suo ragionamento?
Qual è la mia convinzione..non ti seguo..ho solo affermato cose che conosco finora..
Citazione:

se ha appena affermato che non esistono essenze cosa ci resta se non le nostre opinioni?

L’essenza è l’esserci che comunque siamo,cosa si nega non capisco..
Citazione:
l'importante è riuscire a comunicarle agli altri e a dare delle motivazioni. mi sembra che almeno per quanto riguarda questo piccolo brano sia chiare le sue intenzioni. puoi essere d'accordo o meno ma dire che questa è solo una convinzione dimostra solo che non hai capito il suo ragionamento.
Nemmeno il tuo,aiutami.
Citazione:

per quanto riguarda wittgenstein, non posso parlare di rorty perchè non lo conosco, è proprio nell'opera distruttiva che riesce a " ridefinire il reale ". è attraverso la dimostrazione dell'inconsistenza di una teoria che riesce a portare a galla un uso " normale " del linguaggio.
Non m’interessano le teorie.
Citazione:
questo per quanto riguarda la metafisica. basta leggere uno dei suoi libri per capire che un'accusa del genere è fuori luogo.
Beh..che accuse..parli di me?
Citazione:
è più facile etichettare un filosofo negativo come semplice "distruttore" che riuscire a vedere la parte "positiva" del suo sistema.
Ciò sarà pur vero..ancora non la conosco..
Noor is offline  
Vecchio 25-12-2009, 00.08.02   #20
devilmac
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Riferimento: errori ricorrenti: sono evitabili o fanno parte della filosofia?

mi scuso in anticipo per la forma non proprio scorrevole della mia risposta ma non sapevo come renderla migliore. bisogna leggere quello che ha scritto noor per intero per capire meglio.
Citazione:
Originalmente inviato da Noor
chi lo può affermare con tale certezza?
Ne hai l'esperienza?
rorty parlava del pericolo di non riuscire a vedere nient'altro che ciò che avevamo comunemente sotto gli occhi, di non riuscire a capire altro che le metafore con cui abbiamo familiarità. mi sembra lampante che una chiusura del genere non può portare che all'incomprensione. se io non capisco altro che ciò che ha senso nella mia cultura non posso far altro che chiudermi in essa senza possibilità di comunicare con chi sta fuori.
Citazione:
Originalmente inviato da Noor
Chi lo ha fatto?
Non li ho paragonati a nessuno mi pare..
se mi dici che un filosofo come wittgenstein "agisce unicamente decostruendo il linguaggio", sono parole tue, significa che non riesci a vedere nell'opera distruttiva di un filosofo la sua parte "positiva". significa che sei legato troppo alla concezione che un filosofo deve avere una parte positiva in cui costruisce una teoria, un sistema, o altro dato che affermi che non ti interessano le teorie. il fatto che non l'hai paragonato direttamente non significa che non l'hai interpretato usando metodi che valgono per altri filosofi ma non per lui. bocciare una teoria solo perchè non rientra in determinati standard ma utilizza metodi diversi significa fraintendere e fare paragoni fuori luogo.
Citazione:
Originalmente inviato da Noor
Qual è la mia convinzione..non ti seguo..ho solo affermato cose che conosco finora..
questa non l'ho capita. io ti ho fatto una domanda il cui senso penso sia chiaro.
Citazione:
Originalmente inviato da Noor
L’essenza è l’esserci che comunque siamo,cosa si nega non capisco..
come puoi non capire cosa vuole negare rorty? e che significa che l'essenza è l'esserci che comunque siamo? se vuoi dire che non posso negare che esista l'essenza allora mi dai ragione quando ti accuso di avvicinarti a rorty con dei preconcetti che non ti permetteranno mai di capirlo.
Citazione:
Originalmente inviato da Noor
Non m’interessano le teorie.
Beh..che accuse..parli di me?
Ciò sarà pur vero..ancora non la conosco..
che non ti interessano le teorie non capisco come questo fatto possa influire in una discussione.
ovvio che le accuse di cui parlavo erano quelle che stavi facendo. se vuoi non le chiamo accuse ma affermazioni. la sostanza non cambia.

Ultima modifica di devilmac : 25-12-2009 alle ore 08.37.05.
devilmac is offline  

 



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