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Filosofia - Forum filosofico sulla ricerca del senso dell’essere.
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Vecchio 29-12-2009, 16.28.04   #31
devilmac
Ospite abituale
 
Data registrazione: 08-08-2009
Messaggi: 52
Riferimento: errori ricorrenti: sono evitabili o fanno parte della filosofia?

Citazione:
Originalmente inviato da Noor
L'esempio era il parlare..ma il cane abbaia ecc..
infatti, fino a prova contraria, il cane "è".
Citazione:
Originalmente inviato da Noor
non è questo che auterefenzia l’essere ,il quale non ha bisogno di parole per autoaffermarsi.
D’altronde quando stai zitto ci sei comunque no?,così come quando dormi:
ecco..questa continuità è l’essere ,che è indimostrabile ma alquanto innegabile,
e che è comunque metafisica perché ..non è fisica la trascende innegabilmente.
Oltretutto,a parte che non potersi vedere o toccare,l'essere non è qualcosa che si possa dimostrare,oltre che nell'automanifestarsi .
Insomma..più metafisica di così..
è questo sarebbe un esempio di metafisica? questo intendi per andare al di là del linguaggio? quindi sono per il fatto che parlo, dormo, sto zitto, dunque per il fatto che esisto? mi sembrano esempi abbastanza "fisici", che non sono affatto indimostrabili. ma forse non ho capito il discorso.
tornando a quello che dici, l'essere non può essere visto, toccato, dimostrato, non se ne può parlare, ma tu dici di capire con cosa hai a che fare. forse perchè a te si è automanifestato e a me no. allora devo aspettare questa illuminazione e poi posso tornare a parlare di temi più interessanti e fare il filosofo e non lo studioso.
devilmac is offline  
Vecchio 29-12-2009, 21.19.01   #32
Noor
Ospite di se stesso
 
L'avatar di Noor
 
Data registrazione: 29-03-2007
Messaggi: 2,064
Riferimento: errori ricorrenti: sono evitabili o fanno parte della filosofia?

Citazione:
Originalmente inviato da devilmac
è questo sarebbe un esempio di metafisica? questo intendi per andare al di là del linguaggio? quindi sono per il fatto che parlo, dormo, sto zitto, dunque per il fatto che esisto? mi sembrano esempi abbastanza "fisici", che non sono affatto indimostrabili
Lo so..il discorso è talmente ovvio che sfugge e non si vede come gli occhiali che si tengono sul naso e si va in giro a cercarli..

Di Fisico vedo solo un corpo,e non mi pare che sinora se ne stesse accennando..almeno non io.
Chi parla,chi sta zitto,chi dorme,chi esiste?
E’ forse quel pezzo di carne che si muove spinto da stimoli sensori?
Puoi forse dire che il corpo è questa autoconsapevolezza che vedrebbe tutto ciò (e che è il se stessi )o vi è forse questo se stesso che dev’essere necessariamente al di là di ciò e trascendere lo stesso corpo col quale la mente pensante si è identificato?
E cos’è questa continuità che consente di osservare tutto ciò,questo osservatore che è sempre il me stesso?
Adesso mi dirai che sono domande inutili e non serve farsele..
Eppure il “Conosci te stesso” è da sempre il motore di tutta la Filosofia.
Se fossi un’ameba non me le farei di certo..
Beh..possiamo chiuderla qui se credi..

Ultima modifica di Noor : 29-12-2009 alle ore 22.28.44.
Noor is offline  
Vecchio 30-12-2009, 04.58.47   #33
theoreo42
Ospite
 
Data registrazione: 12-12-2009
Messaggi: 14
Riferimento: errori ricorrenti: sono evitabili o fanno parte della filosofia?

Citazione:
la domanda è volutamente tendenziosa. mi premeva di mettere in evidenza il fatto che ci sono modi di fare filosofia datati e che non possono portare più a niente al giorno d'oggi, ma si continua a seguirli perchè si pensa che solo quello sia la filosofia. ad esempio le domande che tu poni per me sono domande costanti non perchè siano essenziali ma perchè sono ritenute tali. si pensa che solo rispondendo a queste domande si possa fare filosofia e solo dando risposte il più delle volte assurde. io non voglio buttare tutto quello che è venuto prima di me. tutto ha un motivo di esistere, più o meno. ma non si può pensare di parlare come i filosofi di 1000 anni fa.


bene dal momento che concordi con me nel dire che la domanda è tendenziosa ora passiamo a discutere del contenuto.

Citazione:
Lo scopo della filosofia è aiutare gli esseri umani a liberarsi dal linguaggio

va bene dunque rientra nel "dove stiamo andando" (teleologia), come vedi anche se rorty è a noi contemporaneo le domande sono sempre le stesse.

Probabilmente(ti voglio aiutare) sei infastidito dalla monotono delle domande e confondi l'opinione con l'essenziale.(rischiando di fatto, anche se dici di non volerlo fare, di ignorare 2600 anni di storia del pensiero).
Sono credute (opinione) tali "essenziali" non perchè il linguaggio, come un dittatore, ci costringe ad assimilarle apriori, ma perchè tali opinioni nel corso della storia sono quelle che hanno avuto più diffusione o successo.
Per decostruirle è necessario ripercorrerne la storia e notare come ancora oggi esse siano moderne (o non).
I filosofi che sono passati alla "prova" del tempo sono tutti moderni.
Questo non significa che oggi si debba parlare come all'epoca greca (sebbene sarebbe infinitamente meglio).Nessuno lo ha mai fatto.
Si parla oggi di fine della filosofia intesa come sistema integrale e della nascita dell'ermeneutica (la filosofia come interpretazione contestualizzata dei vecchi autori.)
Ermeneutica è (anche) lo stare sulle spalle dei giganti, cioè vedere oltre quello che essi già sapevano (in questo siamo dei nani !).
(


te lo ripeto chi siamo(teologia) dove siamo(topologia) quando siamo(fenomenologia,metafisica ,psicologia etc...) dove stiamo andando (teleologia) non sono costanti apriori , ma il frutto archeologico (direbbe focault) (molto soppesato) del sapere umano.

d'altronde la perdita di un sistema filosofico integrale oggi lentamente si sta recuperando tramite un naturale riavvicinamento di tutti i campi del sapere (oggi noti come scienze).(parlando di modernità)

okkei fine dell'aiuto (argomentato).

D'altronde forse ora potrai meglio impostare la domanda o l'urgenza che senti e che probabilmente non ho capito (d'altronde per uno scambio dialettico ci vuole una giusta domanda).


(non ti preoccupare non adotto le strategie dialettiche di noor.)


d'altronde lui (noor) finisce col concentrarsi sul "chi sono" e quindi non capisce che la trascendenza del linguaggio non partiva da quella domanda, bensì dal "dove stiamo andando".Da cui tutta una serie di incomprensioni.
...chiediti perchè non lo hai notato tu stesso!...rispondo io per te : perchè ritenevo quelle domande inutili ....







theoreo42 is offline  
Vecchio 30-12-2009, 11.09.47   #34
Koli
Moderatore
 
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Messaggi: 405
Riferimento: errori ricorrenti: sono evitabili o fanno parte della filosofia?

Ciao Teoreo42, ti invito, per una maggiore comprensione degli interventi, di riportare nelle quote anche il nome dell'autore che citi.

Grazie
Koli is offline  
Vecchio 30-12-2009, 12.09.19   #35
Noor
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Messaggi: 2,064
Riferimento: errori ricorrenti: sono evitabili o fanno parte della filosofia?

Citazione:
Originalmente inviato da theoreo42
(noor) finisce col concentrarsi sul "chi sono" e quindi non capisce che la trascendenza del linguaggio non partiva da quella domanda, bensì dal "dove stiamo andando".
Scusami ..non è che non ho capito la domanda,è che trovo troppo comodo ,per non dire illogico, rimettere in gioco soltanto il linguaggio,non notando che gli errori possono anche annidarsi a priori,dunque anche nel soggetto che interpreta e utilizza quel linguaggio,e che quindi ha innanzitutto da svelarsi nudamente ,per poi vedere eventuali errori in se stesso oppure ri-cominciare dal ri-conoscersi.
Da qui,da questo punto,quel soggetto può pure chiedersi "dove va".

Ultima modifica di Noor : 30-12-2009 alle ore 12.34.28.
Noor is offline  
Vecchio 08-01-2010, 11.19.26   #36
chlobbygarl
Lance Kilkenny
 
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Messaggi: 362
Riferimento: errori ricorrenti: sono evitabili o fanno parte della filosofia?

Citazione:
Originalmente inviato da devilmac
partiamo dal fatto che non parlo in termini di categorie. la stessa parola sottintende un sistema di riferimento chiuso, tipo compartimenti stagni in cui una cosa entra o no. non è così semplice. bisogna analizzare caso per caso. ogni termine ha un senso solo nell'uso. nel caso della frase che citi, io non vedo nessun senso perchè ci possono essere infinite risposte,[..]
Tu parli di errori ricorrenti da parte dei filosofi, ma dici di non volerli classificare in categorie, eppure la 'ricorrenza' è una categoria effettiva che ha necessariamente almeno alcuni connotati condivisi o alcuni comuni denominatori: secondo te uno sarebbe quello di avere, da parte delle domande che certa filosofia si pone, infinite risposte, questo ne inficierebbe il senso inevitabilmente.Qui l'errore è molteplice, intanto far equivalere il concetto di infinito ( e comunque in modo non plausibile perchè l'infinitezza presunta del numero di quelle risposte è da dimostrare e non da prendere come presupposto assiomatico) a quello di >1, ovvero tutte le domande che abbiano potenzialmente più di una risposta esatta ne avrebbero di infinite.Altro errore è quello di fissare il vincolo della presenza ex ante della esattezza e quindi dell'unicità della risposta quale criterio di sensatezza della domanda, appare evidente che su tale presupposto la filosofia non avrebbe mosso un passo ("esattezza" rispetto a cosa?), la scienza stessa non avrebbe mosso un passo: per ottenere infatti una 'risposta' esatta ex post (dimostrazione) ad un teorema necessitano varie prove ex ante poi risultanti sbagliate, e non si può affermare che in quelle non stia la matematica, mentre invece proprio anche in quelle sta l'approssimazione alla 'verità' dimostrativa di quel teorema.Appoggiarsi sulle spalle dei giganti significa infatti farlo anche su quelle di chi ha 'fallito' prima di te.Inoltre, nel metodo scientifico non esiste una risposta esatta la cui esattezza non sia legata al tempo da rapporto di relatività: significa che quella risposta non è mai istantaneamente esatta, ma che attende l'accumularsi di evidenze e di confronti, questo anche in matematica, il resto a seguire.Una risposta 'esatta' presuppone poi a monte la realizzazione di un modello interpretativo che la contenga in nuce.Solo così è possibile ipotizzarne una.E' il metodo che sceglie un'ipotesi teorica e decide di verificarla sperimentalmente in molti modi, tra cui alcuni risulteranno adeguati altri no, o meno.Altra cosa è, banalmente, dissertare sull'essere e sul senso della vita, qui ipotesi e verifica si giocano su altre dimensioni del procedere e i temi sono totalizzanti l'esperienza al punto da apparire velleitario discutere se sia più o meno plausibile che l'intero pensiero umano li abbia sempre presi quali limiti, vincoli e/o presupposti.

Citazione:
non vedo perchè farsi tanti problemi sul termine essere e non sul termine tavolo. che cambia?
cambia che i termini sono solo strumenti per definire molto approssimativamente il reale.

Citazione:
mi puoi dire che questa domanda è sempre stata posta, che è sempre stato così. io ti rispondo che a moltissime persone piace giusy ferrero, ma ciò non toglie che sia stonata e quindi che non è una cantante.
anche in questa declinazione sarebbe semplicemente una cantante scarsa..solo che qui tu hai un modo per stabilire la distinzione tra buona o cattiva cantante, la corrispondenza vocale con le note della musica, mentre di là i criteri di senso e di non senso che postuli rimangono arbitrari e velleitari, legittimi peraltro, basta non erigerli a discriminanti dell'intera ricerca filosofica.Se invece stai dicendo che Wittgenstein propone un'analisi insuperabile tramite la sua lettura del linguaggio come isomorfo al mondo (Tractatus), credo che leggendo le sue "Ricerche" tu ti accorga di quanto il medesimo si riscriva e accetti, diversamente da te, proprio la 'prassi' del senso comune fin lì seguito per dare senso al 'segno' : " se dovessimo nominare qualcosa che sia la vita del segno dovremmo dire che ciò sia il suo uso".Dunque l'uso che fin qui il pensiero umano ha sempre seppur variamente fatto del segno del logos sul senso della sua storia avrebbe per questo stesso, ha, un valore intrinseco.


Citazione:
io ho dato delle argomentazioni, ovviamente non impeccabili ci mancherebbe. tu mi hai solo riportato il fatto che è sempre stato così e non vedo come possa influire in una discussione questo fatto, sempre se è un fatto.[..]
la filosofia cerca e studia il senso delle cose nella sua accezione più lata, ovvio quindi che le domande sul senso globale del vivere non possano che farne parte in modo strutturale e non opzionabile.Esistono insomma problemi filosofici, fosse pure il solo disputare su tale asserzione come disse qualcun altro.
chlobbygarl is offline  

 



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