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Filosofia - Forum filosofico sulla ricerca del senso dell’essere.
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Vecchio 03-02-2006, 15.07.42   #1
Alyth
Ospite
 
Data registrazione: 18-01-2006
Messaggi: 3
Ragione

In ogni campo della vita umana e non si parla di ragione, dei suoi rapporti con la fede e altro, ma cos'è la Ragione?
So che questa domanda potrebbe sembrare banale ma io mi sono apapna accorto che dopo anni che usavo questo sostantivo, non ho mai saputo il suo vero significato. Ho cercato su dizionari ma la risposta non è mai stata soddisfacente così mi rivolgo qui.
Alyth is offline  
Vecchio 03-02-2006, 15.14.47   #2
r.rubin
può anche essere...
 
Data registrazione: 11-09-2002
Messaggi: 2,053
qual'è la tua idea in proposito?
r.rubin is offline  
Vecchio 03-02-2006, 15.35.12   #3
VanLag
Ospite abituale
 
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Data registrazione: 08-04-2002
Messaggi: 2,959
Re: Ragione

Citazione:
Messaggio originale inviato da Alyth
In ogni campo della vita umana e non si parla di ragione, dei suoi rapporti con la fede e altro, ma cos'è la Ragione?
So che questa domanda potrebbe sembrare banale ma io mi sono apapna accorto che dopo anni che usavo questo sostantivo, non ho mai saputo il suo vero significato. Ho cercato su dizionari ma la risposta non è mai stata soddisfacente così mi rivolgo qui.
Ti passo questo tentativo “fai da te” cioè che ho costruito or ora senza l’ausilio di citazioni….. Non so se speiga e quanto spiega….. comunque vedi tu…… (io so solo che ho ragione ).

La ragione è mettere le cose nella giusta relazione tra loro estrapolando affermazioni che siano il massimo oggettive e soprattutto verificabili, cioè che siano nel contesto “vere”. Nasce dai processi deduttivi e viene determinata attraverso le capacità logiche del cervello.

Inoltre serve ad attribuire la verità ad affermazioni o negazioni del pensiero umano. Ad esempio se tizio afferma che “una capra bruca l’erba”, si può facilmente dire che ha ragione, mentre se afferma che “un asino vola”, non ha ragione. Questo non è assoluto ma contestuale, (risponde ai dati oggettivi). Infatti se tizio afferma che un grave lasciato cadere cade verso il basso, ha ragione se è sulla terra, ma ha torto se è nello spazio.

La diatriba con la fede è che la fede ad esempio, asserisce che – una vergine può partorire e rimanere vergine – e questo fa inorridire la ragione che si sente negata, vilipesa e minacciata nella sua essenza, in quanto per la ragione – una vergine non può partorire e rimanere vergine. –

VanLag is offline  
Vecchio 03-02-2006, 15.51.33   #4
nonimportachi
Utente bannato
 
Data registrazione: 04-11-2004
Messaggi: 1,010
ebbravo Van Lang. Trovo la sua spiegazione molto digeribile e chiara.

Aggiungerei una sottigliezza. Ovvero che il linguaggio e la comunicazione in genere, trovano una loro efficacia unicamente con un presupposto comune di ragionevolezza, altrimenti perdono di efficacia.
nonimportachi is offline  
Vecchio 03-02-2006, 18.54.42   #5
epicurus
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Data registrazione: 18-05-2004
Messaggi: 2,725
Re: Ragione

Citazione:
Messaggio originale inviato da Alyth
In ogni campo della vita umana e non si parla di ragione, dei suoi rapporti con la fede e altro, ma cos'è la Ragione?

come ha già accennato Van, ci sono due distinti ed importanti usi di 'ragione'.

1° uso: "penso proprio che lui abbia ragione". in questo caso dire che una persona ha ragione significa che ciò che dice è vero. (potremmo dire che questo uso è ontologico)

2° uso: "tale principio non è conforme a ragione". in questo caso 'ragione' è sinonimo di 'razionalità' e 'ragionevolezza'.
(potremmo dire che questo uso è epistemologico)

dal punto di vista filosofico (ma anche come metti già l'introduzione a questo topic) solitamente si intende il secondo uso (quello epistemologico), quindi qui mi concentrerò su questo.

neutralmente, la usare la ragione (o razionalità) è una capacità di dare pesi di plausibilità a credenze (tesi, o teorie).

il mio parere è che la razionalità (o plausibilità) delle credenze/teorie è determinata da una serie di fattori: semplicità, forza esplicativa, conservatorismo, coerenza, etc.

naturalmente ogni principio ha una certa dose di ambiguità (e questo non è un male), e pure trovare l'equilibrio tra tutti i fattori è naturalmente ambiguo. ciò assicura una doverosa dose di flessibilità a questa capacità. quindi dare pesi di plausibilità (o gradi di razionalità) è un processo non meccanizzabile (cioè non è algoritmico) e trova come suo naturale ambiente quello dell'esposizione di argomentazioni e controargomentazioni.


epicurus

P.S. per un'idea sommaria dai un occhio ai miei post in:
- https://www.riflessioni.it/forum/show...hreadid=51 24
- https://www.riflessioni.it/forum/show...hreadid=71 53
epicurus is offline  
Vecchio 06-02-2006, 14.54.40   #6
Alyth
Ospite
 
Data registrazione: 18-01-2006
Messaggi: 3
Grazie a tutti per le vostre riflessioni.
Concordo in parte con ciò che ha detto VanLag e secondo me la Ragione è la capacità di creare un pensiero in modo logico e chiaro in base allae conoscenze acquisite.
Ed è per questo che secondo me la Ragione può conciliarsi con la fede iperchè se uno ha conoscenza di Dio, può costruire un discorso logico su di esso anche con la ragione
Alyth is offline  
Vecchio 06-02-2006, 16.13.22   #7
r.rubin
può anche essere...
 
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Messaggi: 2,053
Citazione:
Messaggio originale inviato da Alyth
uno ha conoscenza di Dio

sarebbe interessante capire se è una conoscenza, oppure un illusione. Le illusioni a volte sono molto realistiche, sembrano realtà oggettive, come ad esempio le allucinazioni.

Come essere ragionevolente sicuri di avere una conoscenza di Dio, e non l'illusione della conoscenza di Dio?


Io ho pensato che potrei essere ragionevolmente convinto dell'esistenza di Dio se:

a) nessuno mi avesse parlato di un Dio:
in tal modo non possiederei nessuna idea di Dio, e così non correrei il rischio di credere in una mia illusione (intendendo con illusione un'idea irreale, che acquisisce carattere di realtà in seguito a autosuggestione inconscia).

b) l'idea di Dio non fosse un'idea concepibile dalla mente umana attraverso combinazioni di altre idee.

Allora, nel caso in cui, attraversando un altra giornata completamente ignaro della possibilità dell'esistenza di Dio, mi si manifestasse improvvisamente l'inconcepibile idea di Dio, allora potrei essere ragionevolmente sicuro che tale idea mi è stata infusa da Dio stesso.

Anzi, nemmeno in questo caso niente mi assicura che tale idea sorga e mi sia stata infusa da un essere dotato del potere di inserire idee nel mio pensiero.

Boh, allora non saprei proprio in che modo..
r.rubin is offline  
Vecchio 06-02-2006, 16.21.32   #8
epicurus
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Messaggi: 2,725
Citazione:
Messaggio originale inviato da r.rubin
Io ho pensato che potrei essere ragionevolmente convinto dell'esistenza di Dio se:

a) nessuno mi avesse parlato di un Dio:
in tal modo non possiederei nessuna idea di Dio, e così non correrei il rischio di credere in una mia illusione (intendendo con illusione un'idea irreale, che acquisisce carattere di realtà in seguito a autosuggestione inconscia).

cercherò di fare la pecora nera, difendendo (parzialmente) Alyth, anche se - come probabilmente ben sai - sono un agnotico/ateo.

la tua richiesta è troppo forte. io credo all'esistenza del madagascar (e so anche un bel po' di cose su di lui) ma lo conosco anche se qualcuno me ne ha parlato (anzi, se nessuno me ne avesse parlato, non sarei letteralmente nulla sul madagascar, e non saprei neppure che esiste).

Citazione:
b) l'idea di Dio non fosse un'idea concepibile dalla mente umana attraverso combinazioni di altre idee.

Allora, nel caso in cui, attraversando un altra giornata completamente ignaro della possibilità dell'esistenza di Dio, mi si manifestasse improvvisamente l'inconcepibile idea di Dio, allora potrei essere ragionevolmente sicuro che tale idea mi è stata infusa da Dio stesso.

se la conoscenza di dio non fosse esprimibile almeno molto parizialmente con il linguaggio, ciò non sarebbe conoscenza (anche perchè non abbiamo i criteri minimali per riferirci ad alcunché).

epicurus
epicurus is offline  
Vecchio 06-02-2006, 17.07.17   #9
r.rubin
può anche essere...
 
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Messaggi: 2,053
Citazione:
Messaggio originale inviato da epicurus
se la conoscenza di dio non fosse esprimibile almeno molto parizialmente con il linguaggio, ciò non sarebbe conoscenza (anche perchè non abbiamo i criteri minimali per riferirci ad alcunché).

epicurus

Ma la conoscenza non è solo linguistica!

E' consocenza ciò che appare alla coscienza, in qualsiasi forma, linguistica o meno: ad esempio, un intensa emozione, è conoscenza. L'immagine, pura immagine senza verbo, evocata nella mente come un'intuizione fulminante, è conoscenza.

Coscienza di, è già conoscenza.
Ad un livello basilare ovviamente.

E sicuramente non razionale.. oppure no?
r.rubin is offline  
Vecchio 06-02-2006, 20.44.14   #10
epicurus
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Messaggio originale inviato da r.rubin
Ma la conoscenza non è solo linguistica!

E' consocenza ciò che appare alla coscienza, in qualsiasi forma, linguistica o meno: ad esempio, un intensa emozione, è conoscenza. L'immagine, pura immagine senza verbo, evocata nella mente come un'intuizione fulminante, è conoscenza.

Coscienza di, è già conoscenza.
Ad un livello basilare ovviamente.

E sicuramente non razionale.. oppure no?

da parte della filosofia contemporane è ormai pacifico che esistano 3 tipi di conoscenza: quella diretta ("conosco londra"), quella competenziale ("so suonare la chitarra") e quella proposizionale ("martedì scorso sono andato al mare"). la seconda (quella del saper fare) non è solitamente prevalentemente non linguistica, mentre la terza è solamente linguistica e la prima è fortemente linguistica (ma forse non del tutto).

nel caso di dio, noi sicuramente non stiamo parlando di quella competenziale, quindi rimangono fuori quella diretta e quella proposizionale.

si potrebbe conoscere dio in modo diretto, però ciò presuppone molta conoscenza proposizionale, tipo (per esempio): "esiste dio", "dio ha creato l'universo", "dio mi sta osservando", "dio è libero", etc...

quindi necessariamente stiamo parlando di conoscenza linguistica (non ho detto 'razionale').

per quanto riguarda le esperienze, se dai un occhio qui capirai che anche queste sono parzialmente concettuali, cioè linguistiche.

bye
epicurus
epicurus is offline  

 



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