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Vecchio 11-04-2011, 13.09.31   #21
aristotele87
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Riferimento: Kant e l'a priori

Citazione:
Originalmente inviato da Giorgiosan
Un post scritto alle 4 di mattina, supponendo anche che chi tira a far tardi abbia una certa sete e giustamente si disseti, non può che essere giustificato, qualunque cosa dica.

Ti faccio solo notare, tuttavia, che:
Aristotele sosteneva che si astrae da più cose ciò che esse hanno in comune e ciò che hanno in comune le caratterizza appunto per quello che sono. (processo induttivo).
I cinici, che si sa, sono dei guastafeste gli fecero notare (ed anche Platone) che non si può ricavare l’universale con l’astrazione dei particolari se i particolari non sono già stati individuati come quei certi particolari e in tal modo associati in un insieme. Come si potrà identificarli e associarli se non sulla base di una preventiva conoscenza di ciò che quei particolari hanno in comune?

Per quello che riguarda Tommaso d’Aquino, di fronte alle vari opinioni (che nacquero dal dibattito scolastico ricapitolabili in ante rem l’universale possiede una qualche realtà che precede le cose individuali, in re è nelle cose, post rem si astrae dalle cose) egli considerò che ognuna di quelle posizioni aveva una plausabilità.
Per Tommaso gli universali sono ante rem, in re e post rem.

Ciao filosofo nottambulo
Aristotele si occupò più che altro di capire quali fossero i processi attraverso cui si arriva ad avere conoscenza di qualcosa, e ha caoito (come era ovvio e prevedibile) che questi processi erano soltanto due: dall'universale al particolare e dal particolare all'universale.

Per come funziona la nostra mente, personalmente credo che per quanto se ne voglia dire, anche il sillogismo è comunque un metodo induttivo.

Infatti il sillogismo per essere efficace ha bisogno di assiomi e/o postulati e cioè rientra in un linguaggio formale.

In nessun caso si riesce a superare il solipsismo metodoligico insomma.

Ultima modifica di aristotele87 : 11-04-2011 alle ore 16.54.07.
aristotele87 is offline  
Vecchio 12-04-2011, 16.27.54   #22
Giorgiosan
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Riferimento: Kant e l'a priori

Citazione:
Originalmente inviato da Il_Dubbio
una domanda: il concetto di a priori è quello che Kant chiamerebbe un concetto a priori?

Il concetto è un prodotto dell’intelletto che unifica le differenti rappresentazioni per mezzo delle categorie, le quali Kant chiama concetti puri.
Solo i concetti puri sono a priori.

Il concetto di "a priori", potrebbe essere, per esempio: "ciò che prescinde dall’esperienza".

Quindi il concetto di "a priori", Kant non lo chiamerebbe concetto puro o concetto a priori, perchè solo il concetto puro, vale a dire la categoria, è a priori.

Ultima modifica di Giorgiosan : 12-04-2011 alle ore 21.38.42.
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Vecchio 14-04-2011, 08.46.09   #23
Il_Dubbio
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Riferimento: Kant e l'a priori

Citazione:
Originalmente inviato da Giorgiosan
Il concetto è un prodotto dell’intelletto che unifica le differenti rappresentazioni per mezzo delle categorie, le quali Kant chiama concetti puri.
Solo i concetti puri sono a priori.

Il concetto di "a priori", potrebbe essere, per esempio: "ciò che prescinde dall’esperienza".

Quindi il concetto di "a priori", Kant non lo chiamerebbe concetto puro o concetto a priori, perchè solo il concetto puro, vale a dire la categoria, è a priori.

Mi rendo conto che ciò di cui parliamo è molto sottile, ma ci dobbiamo arrivare.

Per arrivarci passo attraverso quello che dice Aristotele (quello vero ) sul principio di non contraddizione:

È impossibile che il medesimo attributo, nel medesimo tempo, appartenga e non appartenga al medesimo oggetto e sotto il medesimo riguardo

In pratica il concetto (che Aristotele chiama oggetto) è una cosa e l'attributo è un altro.
Al concetto - "ciò che prescinde dall'esperienza" - Kant attribuisce l'attributo di "a priori". Quindi, se questo mio ragionamento è giusto, l'a priori non può essere inteso come concetto, ma come attributo che, successivamente, noi diamo al concetto.
Nel momento in cui l'attributo diventa, anch'esso, concetto, allora l'a priori assume il concetto di attributo.

In base a questo ragionamento, l'attributo di a priori è un postulato, in quanto posso attribuirlo ad un concetto oppure posso non attribuirlo.

Se invece ci fosse un ragionamento interno che distingua (per lo meno), in modo ragionevole, i concetti tra loro in modo tale che ad alcuni gli si possa affibbiare l'attributo di a priori e ad altri no, allora ci troveremmo difronte ad una discussione sul merito. Altrimenti si capirebbe che Kant attribuisce ad alcuni concetti l'attributo di a priori senza alcuna ragione. Quindi non è ragionevole parlare e discutere di ciò che è a priori e di ciò che non lo è... in quanto nemmeno Kant ne sapeva qualcosa.
Il_Dubbio is offline  
Vecchio 15-04-2011, 10.58.06   #24
Giorgiosan
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Riferimento: Kant e l'a priori

Se un vocabolo designa una realtà univoca è evidente che non si potrà allo stesso tempo predicare di quella realtà qualcosa e il suo contrario ma i vocaboli assai spesso non sono univoci.
(Per esempio Aristotele distingue i vari significati di essere: l'essere come categoria, come accidente, come potenza ed atto, e come vero)

Kant distingue due tipi di concetti, distinzione che è fondamentale nella sua teoria della conoscenza: quella fra concetti empirici e concetti puri ( o categorie). I concetti empirici sono ricavati come per gli empiristi, generalizzando l’esperienza , quelli puri sono sono condizione a priori dell’esperienza, la costituiscono.
Non puoi quindi parlare genericamente di "concetto" quando ti riferisci al sistema kantiano per mettere in evidenza determinate contraddizioni che tu affermi del sistema kantiano.

Se poi quando parli di "concetto" vuoi prescindere dalla distinzione kantiana e parli di concetto in una diversa accezione di significato che tu assumi devi specificare quale sia.
Ogni diversa assunzione del significato di concetto implica, infatti, una diversa teoria della conoscenza.

Ultima modifica di Giorgiosan : 15-04-2011 alle ore 13.52.50.
Giorgiosan is offline  
Vecchio 15-04-2011, 13.34.22   #25
Il_Dubbio
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Riferimento: Kant e l'a priori

Citazione:
Originalmente inviato da Giorgiosan
Kant distingue due tipi di concetti, distinzione che è fondamentale nella sua teoria della conoscenza: quella fra concetti empirici e concetti puri ( o categorie). I concetti empirici sono ricavati come per gli empiristi, generalizzando l’esperienza , quelli puri sono sono condizione a priori dell’esperienza, la costituiscono.

Ho capito

Ma la domanda di Alessio è:

L'a priori kantiano può essere considerato un postulato?


Che lui (Kant) distingua i concetti empirici da QUELLI PURI non mi sembra essere una risposta "soddisfacente" al quesito.
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Vecchio 15-04-2011, 16.14.43   #26
aristotele87
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Riferimento: Kant e l'a priori

Citazione:
Originalmente inviato da Il_Dubbio
Ho capito

Ma la domanda di Alessio è:

L'a priori kantiano può essere considerato un postulato?


Che lui (Kant) distingua i concetti empirici da QUELLI PURI non mi sembra essere una risposta "soddisfacente" al quesito.
Ci ho pensato ancora. Io definirei l'apriori kantiano come principio più che postulato.

principio: principio [prin-cì-pio] s.m. (pl. -pi, meno freq. -pii)

*

1 Momento iniziale, origine, punto di avvio o di partenza: teorie sul p. dell'universo; abitare al p. del viale; il p. del libro; quella vicenda fu il p. delle sue disgrazie || al, in, dal, da, sul p., all'inizio, dapprima
2 Concetto, idea, nozione che rappresenta uno dei fondamenti di una dottrina, di una scienza, di un'attività o che sta alla base di un ragionamento: i p. del cristianesimo, della fisica; p. costituzionale; nelle scienze sperimentali, legge, regola: p. di Archimede, di Pascal || petizione di p., sofisma che prende come presupposto implicito la stessa tesi che si vuole dimostrare | in linea di p., in teoria, in astratto
3 (spec. al pl.) Valore etico, norma morale che sta alla base di un ordinamento statale, di una società o che guida il comportamento di una persona: i p. della democrazia; avere i propri p. || per p., per profondo e inderogabile convincimento personale: io, per p., non dò ascolto ai pettegolezzi; anche, per puntiglio: dire di no per p.
4 Causa prima di qlco.: il p. dei suoi guai è stato il licenziamento
5 In chimica e farmacologia, costituente principale e caratterizzante di una sostanza: p. attivo

postulato: #
1 Proposizione non dimostrata che si accetta come fondamento di una dimostrazione
2 estens. Presupposto di un ragionamento

Quindi direi che è un principio, un punto di partenza da cui le sue "leggi" secondarie sulla teoria della conoscenza....
aristotele87 is offline  
Vecchio 15-04-2011, 22.54.15   #27
Il_Dubbio
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Riferimento: Kant e l'a priori

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Originalmente inviato da aristotele87
Ci ho pensato ancora. Io definirei l'apriori kantiano come principio più che postulato.


Bha... io ho una idea del concetto di principio come qualcosa di "eterno" e per tutti valido.

E' probabile che per Kant quelli fossero i "suoi" principi ma perchè diventino principi condivisi, dovrebbero avere un aspetto non controverso.

Per esempio se io dicessi che da una parte abbiamo un comportamento e dall'altro una legge, che prevede quel comportamento, voglio generalizzare l'idea che i comportamenti abbiano sempre delle leggi a cui devono il loro comportamento. Ho praticamente descritto in altro modo il principio di causa ed effetto. I principi solitamente è difficile metterli in discussione... sono evidenti, hanno una validità universale ed è quindi difficile metterli in discussione.
Un principio solitamente non è confondibile con una legge, non è un postulato e forse assomiglia di più ad un assioma.

Quindi io non posso che ripetermi: qual è il principio secondo cui si distinguono i concetti a priori con i concetti non a priori?

Io potrei dire per esempio che distinguo il mare dalla terra (come dice Giorgiosan concetti empirici) ma solo il concetto di "distinzione" è un concetto a priori. Ammesso che questo specifico concetto sia un principio (principio dell'a priori), perchè dovrebbe essere un principio?
Il_Dubbio is offline  
Vecchio 15-04-2011, 23.36.27   #28
Giorgiosan
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Riferimento: Kant e l'a priori

Citazione:
Originalmente inviato da Il_Dubbio
Ho capito

Ma la domanda di Alessio è:

L'a priori kantiano può essere considerato un postulato?


Che lui (Kant) distingua i concetti empirici da QUELLI PURI non mi sembra essere una risposta "soddisfacente" al quesito.

La risposta che hai quotata non era certamente la risposta ad Alessio ma era la risposta al tuo ultimo post e riguardava il "concetto" e che tu hai capito.

Ritornando alla domanda di Alessio mi sembrava di avergli dato una risposta che non poteva essere sì/no anche perché la domanda di Alessio mi sembra mal posta quanto ai termini che usa.
Forse però ho preteso che si cogliessero dei passaggi non chiaramente esplicitati.
Alessio ha posto la domanda in termini che non sono congrui al sistema kantiano: ha usato "postulato" nell'accezione di sinonimo di "assioma" che nel sistema di Kant crea solo confusione perche i "postulati" kantiani riguardano la ragion pratica e non sono precisamente degli assiomi, cioe asserzioni indimostrabili.

Quindi "tradurrei" la domanda così:
le categorie sono poste come assiomi? Oppure: il loro essere a priori non è dimostrabile nel sistema di Kant?

In Kant si ha il primo tentativo di una deduzione trascendentale delle "categorie", quindi risponderei di no alla domanda posta, però, nei modi che ho suggerito.

Prima di impegnarmi nel tentativo di illustrare la deduzione trascendentale di Kant vorrei sapere che cosa Alessio ha capito di quello che ho detto o/e in che punti non sono stato chiaro...e se interessa veramente ad Alessio questo approfondimento... ...dal momento che si è volatilizzato.

Lo capisco però: aveva bisogno di uno "spuntino" veloce in vista di una interrogazione...chi non lo ha mai fatto scagli la prima pietra.

Ultima modifica di Giorgiosan : 16-04-2011 alle ore 10.18.40.
Giorgiosan is offline  
Vecchio 18-04-2011, 12.08.14   #29
aristotele87
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Riferimento: Kant e l'a priori

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Originalmente inviato da Il_Dubbio
Bha... io ho una idea del concetto di principio come qualcosa di "eterno" e per tutti valido.

E' probabile che per Kant quelli fossero i "suoi" principi ma perchè diventino principi condivisi, dovrebbero avere un aspetto non controverso.

Per esempio se io dicessi che da una parte abbiamo un comportamento e dall'altro una legge, che prevede quel comportamento, voglio generalizzare l'idea che i comportamenti abbiano sempre delle leggi a cui devono il loro comportamento. Ho praticamente descritto in altro modo il principio di causa ed effetto. I principi solitamente è difficile metterli in discussione... sono evidenti, hanno una validità universale ed è quindi difficile metterli in discussione.
Un principio solitamente non è confondibile con una legge, non è un postulato e forse assomiglia di più ad un assioma.

Quindi io non posso che ripetermi: qual è il principio secondo cui si distinguono i concetti a priori con i concetti non a priori?

Io potrei dire per esempio che distinguo il mare dalla terra (come dice Giorgiosan concetti empirici) ma solo il concetto di "distinzione" è un concetto a priori. Ammesso che questo specifico concetto sia un principio (principio dell'a priori), perchè dovrebbe essere un principio?
Secondo me è un principio e non un assioma o un postulato perchè l'apriori è la base di una teoria e non di una dimostrazione di logica matematica.
Cioè, io a priori posso assumere ad esempio che i dati empirici (mare e terra se vogliamo restare in tema) di due soggetti diversi hanno necessariamente almeno una proprietà diversa, perchè sono soggetti diversi. ma quando lo dico non lo sto dicendo in maniera assiomatica o con un postulato. Lo sto dicendo come fosse un punto di partenza per arrivare a una teoria della conoscenza....

Quantomeno, io così lo interpreto il ragionamento di Kant.
aristotele87 is offline  
Vecchio 19-04-2011, 17.44.37   #30
Talia91
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Riferimento: Kant e l'a priori

Forse non deve essere considerato un postulato perchè la possibilità di esprimere giudizi sintetici a priori (se è questo che intendi con l'a priori, scusa ma ho studiato kant l'anno scorso e non ricordo proprio tutto) dovrebbe basarsi sulla categoria causa effetto. Per quanto riguarda invece la distinzione tra fenomeno e noumeno concordo con la prima risposta.
Talia91 is offline  

 



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