Forum di Riflessioni.it
WWW.RIFLESSIONI.IT

ATTENZIONE: Questo forum è in modalità solo lettura
Nuovo forum di Riflessioni.it >>> LOGOS

Torna indietro   Forum di Riflessioni.it > Forum > Filosofia

Filosofia - Forum filosofico sulla ricerca del senso dell’essere.
>>> Sezione attiva sul forum LOGOS: Tematiche Filosofiche

Vecchio 20-04-2011, 13.47.52   #31
Giorgiosan
Ospite abituale
 
Data registrazione: 30-09-2004
Messaggi: 2,009
Riferimento: Kant e l'a priori

Citazione:
Originalmente inviato da Talia91
Forse non deve essere considerato un postulato perchè la possibilità di esprimere giudizi sintetici a priori (se è questo che intendi con l'a priori, scusa ma ho studiato kant l'anno scorso e non ricordo proprio tutto) dovrebbe basarsi sulla categoria causa effetto. Per quanto riguarda invece la distinzione tra fenomeno e noumeno concordo con la prima risposta.


Ciao Talia e benvenuta nel forum.

Causa-effetto è la categoria della causalità e come ogni categoria è una forma a priori e per questo la fisica che si fonda sul concetto puro di causalita vede garantita l'universalità e la necessità delle sue conoscenze.

Tu hai studiato Kant l'anno scorso e per questo confessi la tua incertezza, ma anch'io che l'ho studiato e ri-studiato sono talvolta incerto nell'esporre il sistema kantiano che è molto complesso .
Non vedo al momento la connessione fra causalità e giudizio sintetico a priori...indicherei come origine originante dell'a priori l' io penso secondo la concezione di Kant.
Potrebbero esservi connessioni che non vedo...se ti viene in mente quali siano me lo farai capire.

Ciao Talia
Giorgiosan is offline  
Vecchio 07-05-2011, 11.41.02   #32
Il_Dubbio
Ospite abituale
 
Data registrazione: 03-12-2007
Messaggi: 1,706
Riferimento: Kant e l'a priori

Citazione:
Originalmente inviato da Giorgiosan

Quindi "tradurrei" la domanda così:
le categorie sono poste come assiomi? Oppure: il loro essere a priori non è dimostrabile nel sistema di Kant?

In Kant si ha il primo tentativo di una deduzione trascendentale delle "categorie", quindi risponderei di no alla domanda posta, però, nei modi che ho suggerito.

Prima di impegnarmi nel tentativo di illustrare la deduzione trascendentale di Kant vorrei sapere che cosa Alessio ha capito...

E' evidente che Alessio si è dileguato

Ora potresti spiegare in cosa consiste il suo tentativo di una "deduzione" trascendentale delle categorie kantiane (che, se non ho capito male sono proprio quelle forme a priori, come "causa-effetto")?

Aristotele87 dice che è un "principio", ma se tu dici che non sono nemmeno assiomi... che cosa sono? Avrebbe ragione Alessio (il dileguato) che li pone come postulati (cioè indimostrabili e nemmeno evidenti).


Citazione:
Originalmente inviato da Giorgiosan

Alessio ha posto la domanda in termini che non sono congrui al sistema kantiano: ha usato "postulato" nell'accezione di sinonimo di "assioma" che nel sistema di Kant crea solo confusione perche i "postulati" kantiani riguardano la ragion pratica e non sono precisamente degli assiomi, cioe asserzioni indimostrabili.


A me non sembra (ma forse non lo sapremo mai) che Alessio abbia posto il concetto di postulato nell'accezione di "assioma". Ma visto che tu lo metti in dubbio, rispondendo no alla prima domanda (categorie sono poste come assiomi?) ammetti, non dicendolo, che sono postulati.
Cioè per Kant forse dovevano diventare degli assiomi... ma non è riuscito a renderli tali. E' questo che volevi dire? Se è così, alla domanda di Alessio la risposta è si, le categorie kantiane sono dei postulati, anche se Kant avrebbe voluto rispondere di no senza però avere validi motivi, o senza essere riuscito a creare validi motivi.


p.s.
è interessante valutare la categoria kantiana come mera ipotesi di lavoro e prendendoli come postulati. Se invece li prendiamo come principi o come assiomi devono essere principi e assiomi sempre. Se lo erano solo per Kant ciò non aiuta di certo a capire cosa sono le categorie kantiane e quindi non potremmo prenderli come spunto per altre riflessioni.
Il_Dubbio is offline  
Vecchio 08-05-2011, 09.04.09   #33
Giorgiosan
Ospite abituale
 
Data registrazione: 30-09-2004
Messaggi: 2,009
Riferimento: Kant e l'a priori

Citazione:
Originalmente inviato da Alessio Z
Premettendo la mia ignoranza della filosofia post-kantiana (sono al quarto anno del liceo classico) quello che vi sottopongo è un mio dubbio sull'iinconoscibile in Kant.
La questione è la seguente (posta anche su altri siti ma senza aver ottenuto risposte soddisfacenti):
L'a priori kantiano può essere considerato un postulato?

Considerando la critica che Kant apporta alla metafisica come di "pseudo-scienza dell'inconoscibile", mi sono sorti diversi dubbi sull'effettiva conoscibilità sia dell'a priori che di tutto ciò che ne consegue, ovvero l'intera gnoseologia kantiana (assurdo, a mio parere, porre come certa la divisione tra "fenomeno" e "cosa in sè")
Chiedo lumi

Dice di avere dei dubbi sull'inconoscibile in Kant: l'inconoscibile in Kant è il mondo noumenico.
Poi, come se l'inconoscibile in Kant avesse qualche rapporto con l'a priori, pone la domanda: L'a priori kantiano può essere considerato un postulato?.
Dice che i dubbi gli sono venuti in rapporto alla critica che Kant apporta alla metafisica come pseudoscienza dell'inconoscibile e i dubbi riguardano l’effettiva conoscibilità dell’a priori.

L’effettiva conoscibilità per Kant si ha solo del fenomeno per cui chiedersi cosa sia la conoscibilità dell’a priori nel sistema kantiano non ha alcun senso. Quello che conosciamo è il fenomeno “rivestito” dalle categorie che sono a priori.

Poi commenta che è assurdo porre come certa la divisione fra “fenomeno” e “cosa in sé “: questo commento ha un senso ed è condiviso da molti.


Rimane quindi la sola domanda: L'a priori kantiano può essere considerato un postulato?

A questa domanda però ho già risposto.

Dice aristotele87

Citazione:
Originalmente inviato da aristotele87
Ci ho pensato ancora. Io definirei l'apriori kantiano come principio più che postulato.

1 Momento iniziale, origine, punto di avvio o di partenza: teorie sul p. dell'universo; abitare al p. del viale; il p. del libro; quella vicenda fu il p. delle sue disgrazie || al, in, dal, da, sul p., all'inizio, dapprima
2 Concetto, idea, nozione che rappresenta uno dei fondamenti di una dottrina, di una scienza, di un'attività o che sta alla base di un ragionamento: i p. del cristianesimo, della fisica; p. costituzionale; nelle scienze sperimentali, legge, regola: p. di Archimede, di Pascal || petizione di p., sofisma che prende come presupposto implicito la stessa tesi che si vuole dimostrare | in linea di p., in teoria, in astratto
3 (spec. al pl.) Valore etico, norma morale che sta alla base di un ordinamento statale, di una società o che guida il comportamento di una persona: i p. della democrazia; avere i propri p. || per p., per profondo e inderogabile convincimento personale: io, per p., non dò ascolto ai pettegolezzi; anche, per puntiglio: dire di no per p.
4 Causa prima di qlco.: il p. dei suoi guai è stato il licenziamento
5 In chimica e farmacologia, costituente principale e caratterizzante di una sostanza: p. attivo

postulato: #
1 Proposizione non dimostrata che si accetta come fondamento di una dimostrazione
2 estens. Presupposto di un ragionamento

Quindi direi che è un principio, un punto di partenza da cui le sue "leggi" secondarie sulla teoria della conoscenza....


Quel che dice aristotele87 è condivisibile.

L’ a priori kantiano può essere considerato un principio in quanto l'io penso è il principio sommo della conoscenza. Avevo detto a Tania “indicherei come origine originante dell'a priori l' io penso secondo la concezione di Kant.”


Citazione:
Originalmente inviato da Il_Dubbio
Ora potresti spiegare in cosa consiste il suo tentativo di una "deduzione" trascendentale delle categorie kantiane (che, se non ho capito male sono proprio quelle forme a priori, come "causa-effetto")?

Aristotele87 dice che è un "principio", ma se tu dici che non sono nemmeno assiomi... che cosa sono? Avrebbe ragione Alessio (il dileguato) che li pone come postulati (cioè indimostrabili e nemmeno evidenti).


A me non sembra (ma forse non lo sapremo mai) che Alessio abbia posto il concetto di postulato nell'accezione di "assioma". Ma visto che tu lo metti in dubbio, rispondendo no alla prima domanda (categorie sono poste come assiomi?) ammetti, non dicendolo, che sono postulati.
Cioè per Kant forse dovevano diventare degli assiomi... ma non è riuscito a renderli tali. E' questo che volevi dire? Se è così, alla domanda di Alessio la risposta è si, le categorie kantiane sono dei postulati, anche se Kant avrebbe voluto rispondere di no senza però avere validi motivi, o senza essere riuscito a creare validi motivi.


p.s.
è interessante valutare la categoria kantiana come mera ipotesi di lavoro e prendendoli come postulati. Se invece li prendiamo come principi o come assiomi devono essere principi e assiomi sempre. Se lo erano solo per Kant ciò non aiuta di certo a capire cosa sono le categorie kantiane e quindi non potremmo prenderli come spunto per altre riflessioni

Prima di tentare una sintesi ( altrimenti bisogna rimandare al testo integrale di Kant) della deduzione trascendentale, dal quale tentativo non mi sottraggo ma che è molto laboriosa, è meglio che cerchiamo di chiarire le differenze fra principi, postulati ed assiomi due dei quali tu assimili.
Nel discorso colloquiale lo si può anche fare ma nel discorso filosofico darebbe luogo ad un mare di fraintendimenti.

Ultima modifica di Giorgiosan : 08-05-2011 alle ore 11.33.23.
Giorgiosan is offline  
Vecchio 08-05-2011, 09.22.16   #34
Giorgiosan
Ospite abituale
 
Data registrazione: 30-09-2004
Messaggi: 2,009
Riferimento: Kant e l'a priori

Citazione:
Originalmente inviato da Sirviu

Aggiungo che secondo me, nel cercare di risalire a monte di un "a priori", o "evidenza" che dire si voglia, si incontra un limite del linguaggio, ma anche della nostra capacità cognitiva e dimostrativa. A quel punto non parlerei di Ragione - "la capacità del pensiero di stabilire rapporti e connessioni logiche tra le idee, che è a fondamento del conoscere e dell’agire" - ma di Fede, fede, fiducia, affidabilità, "dare credito a", certezza, Imperativo. E' un nostro limite, quell' a priori: vuol dire che più in là non riusciamo a spingerci.

Per me "fede" o "fiducia" è un fenomeno strettamente integrato e necessario del fenomeno ragione.

Di qualsiasi cosa si ragioni una direzione della riflessione porta sempre alla filosofia del linguaggio e Kant può essere analizzato alla luce di questa...però non si riesce a fare ogni tipo di riflessione contemporaneamente. Almeno non ci riesco io.
Giorgiosan is offline  
Vecchio 08-05-2011, 11.32.57   #35
Il_Dubbio
Ospite abituale
 
Data registrazione: 03-12-2007
Messaggi: 1,706
Riferimento: Kant e l'a priori

Citazione:
Originalmente inviato da Giorgiosan
è meglio che cerchiamo di chiarire le differenze fra principi, postulati ed assiomi due dei quali tu assimili.
Nel discorso colloquiale lo si può anche fare ma nel discorso filosofico darebbe luogo ad un mare di fraintendimenti.

Magari, sarebbe utilissimo. Però la domanda è lecita: vuoi che si parli di ciò che intendeva Kant per "principio", "postulato" e "assioma" o quello che crediamo giusto intendere a prescindere da ciò che Kant pensava?

Mi sembra che la differenza fra postulato ed assioma sia abbastanza chiara (non ho letto modifiche negli interventi), resta da chiarire cosa si intende per "principio"... e cosa intendeva Kant con questo termine.
Bisognerebbe poi non sovrapporre termini tra loro differenti, cioè non è possibile dire che un principio per Kant è una legge... perchè la legge (come la intendiamo noi) è una cosa e il principio è un altro. Quindi se per Kant un principio si definisce in modo diverso da come oggi la intendiamo, dovrebbe essere messo in evidenza, altrimenti genereremmo ancor più confusioni.
Il_Dubbio is offline  

 



Note Legali - Diritti d'autore - Privacy e Cookies
Forum attivo dal 1 aprile 2002 al 29 febbraio 2016 - Per i contenuti Copyright © Riflessioni.it