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Filosofia - Forum filosofico sulla ricerca del senso dell’essere.
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Vecchio 05-10-2012, 10.00.54   #41
and1972rea
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Thumbs down Riferimento: La Metafisica è finita?

Citazione:
Originalmente inviato da ulysse
Ho interpellato una decina di persone di formazione popolare/tuttologa, (non certo filosofi e nemmeno scienziati), circa l’idea che avevano di Hegel: solo 2 conoscevano il nome…nessuno che mi abbia saputo dire qualcosa circa i contenuti dell’idealismo filosofico.
Ma forse è solo un caso sfortunato: niente di scientifico!

Forse che questo ci farebbe dire che con Hegel, l’idealismo è entrato nello spirito dei tempi?

...chiedi loro, invece, come si chiama il calendario appeso nelle loro cucine , nei loro uffici, nelle loro officine, ...quanti di loro conoscono Gregorio XIII?...quanti conoscono il calendario giuliano? ...quanti di loro conoscono il principio della precessione degli equinozi? ...seguendo i tuoi ragionamenti, quindi, si dovrebbe concludere che pochi al mondo usino e sappiano usare il calendario gragoriano...,e che la maggior parte di loro non pensi e non conti il tempo con le stesse categorie di Cesare e Gregorio perche' non conoscono Cesare e Gregorio..., non ti sembra un poco singolare la tua posizione?
Mi pare quindi pacifico ed evidente che non bisogna conoscere Hegel per affermare che lo spirito dei nostri tempi e' quello che Hegel aveva teorizzato e preconizzato 2 secoli orsono.
and1972rea is offline  
Vecchio 05-10-2012, 20.43.19   #42
ulysse
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Riferimento: La Metafisica è finita?

Citazione:
Originalmente inviato da and1972rea
Ovviamente non intendevo certo che Hegel sia nella testa di ogni scienziato ..., con le parole di Hegel si potrebbe dire che l'idealismo è entrato nello spirito dei nostri tempi.
In effetti è anche vero che potremmo essere idealisti...ma non mi pare nel senso che tu dici Hegel dica.
Citazione:
...credo che Hegel ritenesse inarrivabile la comprensione razionale del Tutto senza la previa comprensione di tutte le sue parti, e viceversa, la comprensione di ogni singola parte del tutto senza prima la comprensione del Tutto, e credo sia questo che di Hegel lo spirito dei nostri tempi non ha colto;
Comunque, in qualche modo, forse Hegel aveva ragione: non si arriva mai a comprenderlo e pienamente esplicarlo… il "tutto"!…Solo asintoticamente ci si avvicina e, forse, l’ipotetico "tutto" nemmeno esiste…non sarebbe mai veramente “tutto”…soltanto un “tutto” relativo compreso in un "tutto" più grande!

Del resto, matematicamente, sono concepibili gli infiniti di ordine superiore…o gli infinitesimi via via di ordine inferiore.
Infatti anche la parte componente è sempre un tutto di “ordine inferiore” …composto da tanti “tutti” di ordine ancor “più inferiore”.
In verità, m’assale il sospetto, lo spirito dei nostri tempi è assai oltre lo spirito dei tempi di Hegel: magari non lo comprende, come dici, ma certo lo sopravanza!

Nella sua “credenza” forse Hegel ebbe a riferimento solo gli ingenui studiosi dei suoi tempi imbevuti di metafisica…che tanto lo apprezzavano.

Ingenuo lo stesso Hegel che pensava si spiegasse il tutto esplicando ogni singola parte. Non sapeva che nemmeno ogni singola parte, pur’essa un tutto a sua volta, è completamente esplicabile…c’è sempre una parte più singola della singola…costituente un tutto di ordine inferiore…fino ai quanti…ai corpuscoli/onde, ai campi di forza/energia!!!

Ed anche non è ipotizzabile che per concepire e spiegare un tutto si debbano conoscere con “assoluta razionalità”, la singole parti componenti: sarebbe un processo infinito!
Certo Hegel, troppo presto vissuto, non possedeva il concetto di "moderna teoria scientifica".…tipo la relatività o la quantistica e nemmeno poteva conoscere la teoria evolutiva dei viventi…o la tavola periodica degli elementi di Mendeleev, ecc…
Citazione:
alcuni, e , forse, molti, credono di poter spiegare tutto di un singolo fenomeno senza tener conto che ogni fenomeno è una parte relazionata al tutto, e , quindi, di per se' inspiegabile isolatamente, senza prima conoscere tutto.
Sembra un circolo chiuso dato che, checchè ne pensasse Hegel, né il singolo fenomeno pur relazionato al tutto, né il tutto medesimo sono comunque accessibili “assolutamente”.
Del resto nemmeno la scienza spiega il “tutto”…per quanto..spieghi sempre più...magari anche per singoli fenomeni!

Si può solo pensare che, nella strategia della conoscenza, quello di Hegel sia un semplice gradino sopravanzante quei tempi…Ma, certo, non lo si può applicare all’oggi…chè di gradini se ne sono fatti assai…direi interi piani di scale..variamente direzionati…anche se ancora non si arriva in cima .

Infatti Hegel , da quanto mi dici, aveva torto e ragione nello stesso tempo: semplicemente , come detto, non poteva avere idea di cosa fosse una teoria moderna…ai suoi tempi inesistente…e forse per questo arrivò all’idea che il pensato razionale creasse il reale!
In fondo era l’idea in nuce di una vera teoria che, pur non creando…tuttavia è predicente dei componenti…con sempre nuovi tasselli che si aggiungeranno.

Dalla osservazione parziale, il ricercatore genio (o il team) intuisce e calcola la teoria globale, pur poco conoscendo le singole parti componenti che ancora sono ulteriormente composte da singole parti componenti, ecc…

Ancor oggi, infatti le grandi teorie di un tutto prevedono singoli tasselli per elementi non ancora apparsi: il bosone di Higgs, ad es.
Quindi arriviamo a “intravedere il tutto” pur conoscendolo solo in parte e senza conoscerne tutte le parti (elementi), che tuttavia la teoria prevede e che, quindi, sapremo riconoscere.

In sostanza, quando elaboro una teoria, non conosco tutti gli elementi e implicazioni concerneti, ma li prevedo e saprò ritrovare e riconoscere le singole parti che andranno a costituirla.
La tavola periodica di Mendeleev funzionava e funziona così …infatti oggi gli elementi componenti che vi trovano posto sono assai più di quanti non fossero noti inizialmente: la tavola infatti ha funzionato e funziona nonostante Hegel…solo che Hegel non la poteva conoscere!

Anche oggi invero, nell'immaginario collettivo, si confida più nei singoli eventi piuttosto che nelle teorie pur globalmente interconnesse.

Hegel, ad esempio, non avrebbe elaborato la teoria dell’evoluzione delle specie viventi se prima non avesse indagato ed esplicato “con assoluta razionalità” ogni singolo caso degli infiniti tipi di fringuelli, pesciolini, anfibi, ecc..esistenti nel bio-mondo... e di tutti gli altri viventi!

Hegel, infatti, avrebbe senz'altro disapprovato Darwin...proprio nel metodo!
Lui sarebbe rimasto alla classificazione di Linneo…e starebbe ancora lì ad indagare col pensiero…pensando e creando razionalmente ogni specie vivente...prima di arrivare al tutto!…un lavoro immane…che, forse, Hegel pensava avesse compiuto Dio!

Magari se gli chiedevi come fosse un fringuello ci avrebbe “pensato razionalmente” ed avrebbe cavato dal cappello a cilindro un pesciolino pennuto a quattro zampe ed una pinna!

A dir la verità una mente umana, per quanto geniale, non sarebbe mai in grado di predefinire, immaginare, prevedere, le innumeri varietà delle specie viventi nella loro completa conformazione bio-morfo-psico-fisica…La qual cosa l’evoluzione delle specie per selezione naturale, ha fatto nei miliardi di anni…e farà sempre più.
Citazione:
...non esiste?... , proviamo a fare un nome?!..."DIO" ?

Ma, veramente, in relazione alla mente "assolutamente razionale" che crea col pensiero, io mi credevo si giocasse con un mazzo senza matta!
Citazione:
...Dillo ai giudici, che in molti paesi svilupatti interpellano fior di periti per determinare la verita' dei fatti e delle circostanze, per condannare una persona,... prova a dire loro che il sapere scientifico non ci assicura ne' alcuna verità, nè alcuna realtà ... ;
La scienza afferma di non possedere la verità assoluta…quella che invece pretendono le religioni e le filosofie metafisiche.
La “verità” o, piuttosto, la conoscenza scientifica, è invece, relativa ed in continua evoluzione!

La verità dei fatti, accertabili con indagini dirette con supporto strumntale, esiste certamente e costituisce riferimento essenziale e affidabile delle più svariate indagini di polizia.
Magari nuove scoperte apporteranno ulteriori miglioramenti: infatti, rispetto alle vecchie impronte digitali, pur sempre valide nei loro limiti, il definire il DNA personale è stato un passo formidabile…oltre all' uso di tecnologie computerizzate integrate, ecc….

In riferimento a tali “verità” molti crimini vengono chiariti già in fase di indagine e molti imputati vengono riconosciuti colpevoli o innocenti su basi ben più affidabili di quanto non accadesse appena 20 o 30 anni addietro.

In tutti i paesi moderni sia le polizie che i tribunali si sono organizzati per sfruttare le più avanzate tecniche d’indagine con la partecipazione di esperti riconosciuti di varie discipline scientifiche…e con le più sofisticate apparecchiture scientifiche.
Nessuno ha pensato che sarebbe stato sufficiente affidarsi al “pensiero assolutamente razionale” per scoprire…anzi creare...la vertà!

Gli esperti, invero, sono sempre stati di casa nei tribunali…solo che un tempo si credeva che gli esperti fossero i metafisici …oggi si pensa che lo siano i fisici!
A me pare sia questo un miglioramento…magari non pienamente risolutivo …ma miglioramento senz’altro!...palpabile anche...pregnante di risultati!
L’immaginario collettivo, poi, con tutti i telefilm polizieschi delle varie TV (polizia rigorosamente scientifica) non può più farne a meno!
Citazione:
oppure pensi davvero che esistano verità e realtà diverse, diversamente interpretabili, alcune un po' meno vere di altre, alcune fattuali ,opinabilmente operative ,alcune teologiche, altre metafisiche...non pensi che ,per logica, la verità e la realta' debbano essere UNA...??
Veramente è una osservazione un po’ ingenua!
E io ingenuamente rispondo:
E lapalissiano che l’Universo è quello che è…sia nella globalità che nei dettagli fenomenici...(il nostro pensare non può farci niente)…anche se ancora certa parte non appare…ecc…
Ma non che sia “metafisica”…semplicemente non siamo per ora in grado di raggiungere e rendere evidente la parte che non appare.

Sono, invece, gli interpreti che, inseguendo l’araba fenice, parlano lingue, perseguono credenze, le più diverse e finiscono per l’esplicare realtà diverse: si tratta, come sempre, di individuare la via giusta e usare la giusta lingua o metodo/filosofia d’indagine…solo allora la “verità” (conoscenza) agognata sarà una…o nessuna!

In proposito penso, per mia formazione e risultanze perseguite, di potermi affidare con maggior fiducia alla scienza fisica!
Se poi qualcuno preferisce la metafisica…o altre discipline d’indagine…è affar suo!
Citazione:
...se poi si confonde la verita' con la tecnologia ...be' ,sarebbe come confondere un dvd con uno specchietto per il trucco... e in questo mia moglie credo sia davvero una convinta assertrice che nella tecnologia risieda la verita' delle cose reali ..hahaha
Ma veramente credo che fui io (vedi mio post precendente) a metterti in guardia dal confondere scienza (scoperta) con tecnologia (invenzione).
Non capisco perché mi ritorni l’avvertimento!
Ma forse il canale…il tunnel… era un po’ intasato!...benedetti neutrini!
ulysse is offline  
Vecchio 06-10-2012, 22.07.49   #43
and1972rea
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Riferimento: La Metafisica è finita?

Citazione:
Originalmente inviato da ulysse
Ingenuo lo stesso Hegel che pensava si spiegasse il tutto esplicando ogni singola parte. Non sapeva che nemmeno ogni singola parte, pur’essa un tutto a sua volta, è completamente esplicabile…c’è sempre una parte più singola della singola…costituente un tutto di ordine inferiore…fino ai quanti…ai corpuscoli/onde, ai campi di forza/energia!!!

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Sembra un circolo chiuso dato che, checchè ne pensasse Hegel, né il singolo fenomeno pur relazionato al tutto, né il tutto medesimo sono comunque accessibili “assolutamente”.
Del resto nemmeno la scienza spiega il “tutto”…per quanto..spieghi sempre più...magari anche per singoli fenomeni!

Si può solo pensare che, nella strategia della conoscenza, quello di Hegel sia un semplice gradino sopravanzante quei tempi…Ma, certo, non lo si può applicare all’oggi…chè di gradini se ne sono fatti assai…direi interi piani di scale..variamente direzionati…anche se ancora non si arriva in cima .
...

...amico Ulysse, mi sono sforzato di comprendere le tue obiezioni di merito rispetto alle posizioni di Hegel e di comprendere se esse siano obiezioni ad Hegel oppure alle mie riflessioni che tirano in ballo il grande filosofo, ma , sinceramente, fatico davvero a capire "letteralmente" cio' che scrivi ( per mia mancanza ovviamente, e me ne scuso, e me ne dolgo...); ribadisco il nocciolo della mia tesi : io credo che oggi, in Occidente, nel sentire comune della maggior parte delle persone che riflettono su questi temi, vi sia la ferma convinzione che oltre alla fisica non vi possa essere null'altro che la stessa fisica. Se un fenomeno naturale non e' scientificamente spiegabile , non vi e' altra idea che credere al fatto che quel fenomeno non sia inspiegabile in assoluto, ma inspiegabile solo limitatamente alla progressione temporale della ricerca scientifica; non esiste nulla che la scienza e la ragione non possa arrivare a comprendere, e il fatto che qualche cosa non lo sia, lo si deve solo ad un limite diacronico della ragione, ma non certo ad una inadeguatezza immanente dell'intelletto. Questo e' , a mio avviso, innegabilmente,lo spirito dei nostri tempi; non esiste alcuna metafisica dunque, oltre la fisica c'e' rimasta soltanto la fisica, perche' siamo giunti alla convinzione che tutto cio' che e' reale e' razionalmente spiegabile e soltanto razionalmente spiegabile, e tutto cio' che produce la nostra ragione e' realmente esistente , mai penseremmo che possa esistere qualche cosa , nella nostra realta' , che vada al di la' del comprensibile.Non pensiamo , pero', che questo nostro modo di pensare sia nato dal nulla; le radici di questo nostro pseudorazionalismo sono tutte spiegate nell'idealismo Hegeliano, il quale rappresenta , a mio avviso, il terreno piu' fecondo ( ma anche il piu' insidioso ed equivoco, quando si fraintende hegel) sopra il quale s'e' formata l'imperante idea contemporanea di sapere scientifico.
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Vecchio 06-10-2012, 22.47.32   #44
baol
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Riferimento: La Metafisica è finita?

Il concetto di metafisico è piuttosto elastico fin dal suo nascere.
inteso nell'accezione più nobile è quello del fondamento.

Pensare che la scienza non abbia assoluti è scorretto, basti pensare al concetto stesso matematico, per non parlare della costanti fisiche.

La scienza agisce su dati empirici, la metafisica anche ma nella sua genealogia è riferita sopratutto al sensoriale e ai suoi correlati, ciò che noi amici della filosofia chiamiamo ontologia.
L'errore storico è stato quello di dedurne un fondamento invece che inferirlo.
Oggi come oggi il problema dell'inferenza e dell'induzione è tutt'ora studiato.
A livello popolare la persone fanno ancora errori di deduzione, dunque la metafisica non è assolutamente finita anzi....
baol is offline  
Vecchio 10-10-2012, 13.36.17   #45
leibnick1
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Riferimento: La Metafisica è finita?

Citazione:
Originalmente inviato da and1972rea
...amico Ulysse, mi sono sforzato di comprendere le tue obiezioni di merito rispetto alle posizioni di Hegel e di comprendere se esse siano obiezioni ad Hegel oppure alle mie riflessioni che tirano in ballo il grande filosofo, ma , sinceramente, fatico davvero a capire "letteralmente" cio' che scrivi ( per mia mancanza ovviamente, e me ne scuso, e me ne dolgo...); ribadisco il nocciolo della mia tesi : io credo che oggi, in Occidente, nel sentire comune della maggior parte delle persone che riflettono su questi temi, vi sia la ferma convinzione che oltre alla fisica non vi possa essere null'altro che la stessa fisica. Se un fenomeno naturale non e' scientificamente spiegabile , non vi e' altra idea che credere al fatto che quel fenomeno non sia inspiegabile in assoluto, ma inspiegabile solo limitatamente alla progressione temporale della ricerca scientifica; non esiste nulla che la scienza e la ragione non possa arrivare a comprendere, e il fatto che qualche cosa non lo sia, lo si deve solo ad un limite diacronico della ragione, ma non certo ad una inadeguatezza immanente dell'intelletto. Questo e' , a mio avviso, innegabilmente,lo spirito dei nostri tempi; non esiste alcuna metafisica dunque, oltre la fisica c'e' rimasta soltanto la fisica, perche' siamo giunti alla convinzione che tutto cio' che e' reale e' razionalmente spiegabile e soltanto razionalmente spiegabile, e tutto cio' che produce la nostra ragione e' realmente esistente , mai penseremmo che possa esistere qualche cosa , nella nostra realta' , che vada al di la' del comprensibile.Non pensiamo , pero', che questo nostro modo di pensare sia nato dal nulla; le radici di questo nostro pseudorazionalismo sono tutte spiegate nell'idealismo Hegeliano, il quale rappresenta , a mio avviso, il terreno piu' fecondo ( ma anche il piu' insidioso ed equivoco, quando si fraintende hegel) sopra il quale s'e' formata l'imperante idea contemporanea di sapere scientifico.

Concordo perfettamente con le tue osservazioni.
E' la fisica contemporanea, però, a "subire" l'hegelismo. Alludo, ovviamente, all'apparato teoretico-predittivo di quest'ultima. Prima di Hegel a nessun fisico teorico sarebbe mai neppure balenata nella mente la possibilità o l'idea di un Gedankenexperiment!
Newton scriveva: hypotheses non fingo. Higgs, al contrario, elabora un complicato e sofisticatissimo apparato concettuale che si fonda su ipotesi (la rottura spontanea di simmetria, l'interazione tridirezionale di particelle che si comportano come se non avessero massa, quindi ne hanno, et cetera): esse attendono da alcuni decenni conferme sperimentali che, peraltro, stanno arrivando.
Senza la tacita assunzione (rivoluzionaria) che la Logica ed i suoi strumenti operativi possano auto-sostenersi Einstein non avrebbe osato concepire la relatività ristretta e, poi, la generale; ma neppure Riemann avrebbe mai osato concepire una geometria sferica (Gauss, uomo di un altro e precedente tempo, vi era giunto mezzo secolo prima: non osò credere in ciò che aveva concepito).
La storia della scienza è piena di grandi pensatori che, privi del "contesto concettuale" che permettesse loro di riporre fiducia nelle loro stesse idee vi rinunciarono. Oppure, come Copernico, si affidarono ad una pubblicazione postuma.
L'identità di Logica e Metafisica concepita da Hegel è la premessa di gran parte del pensiero scientifico contemporaneo, per quanto molti scienziati possano non aver approfondito alla fonte quel pensiero. Le idee nuove compongono una "atmosfera" generale che tutti, inevitabilmente, respiriamo.
Insieme, tuttavia, esse finiscono per essere un retaggio e spesso si traducono in briglie che trattengono il progresso e soffocano il nuovo ulteriore.
leibnick1 is offline  
Vecchio 11-10-2012, 17.12.46   #46
and1972rea
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Riferimento: La Metafisica è finita?

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Originalmente inviato da leibnick1
Concordo perfettamente con le tue osservazioni.
E' la fisica contemporanea, però, a "subire" l'hegelismo. Alludo, ovviamente, all'apparato teoretico-predittivo di quest'ultima. Prima di Hegel a nessun fisico teorico sarebbe mai neppure balenata nella mente la possibilità o l'idea di un Gedankenexperiment!
Newton scriveva: hypotheses non fingo. Higgs, al contrario, elabora un complicato e sofisticatissimo apparato concettuale che si fonda su ipotesi (la rottura spontanea di simmetria, l'interazione tridirezionale di particelle che si comportano come se non avessero massa, quindi ne hanno, et cetera): esse attendono da alcuni decenni conferme sperimentali che, peraltro, stanno arrivando.
Senza la tacita assunzione (rivoluzionaria) che la Logica ed i suoi strumenti operativi possano auto-sostenersi Einstein non avrebbe osato concepire la relatività ristretta e, poi, la generale; ma neppure Riemann avrebbe mai osato concepire una geometria sferica (Gauss, uomo di un altro e precedente tempo, vi era giunto mezzo secolo prima: non osò credere in ciò che aveva concepito).
La storia della scienza è piena di grandi pensatori che, privi del "contesto concettuale" che permettesse loro di riporre fiducia nelle loro stesse idee vi rinunciarono. Oppure, come Copernico, si affidarono ad una pubblicazione postuma.
L'identità di Logica e Metafisica concepita da Hegel è la premessa di gran parte del pensiero scientifico contemporaneo, per quanto molti scienziati possano non aver approfondito alla fonte quel pensiero. Le idee nuove compongono una "atmosfera" generale che tutti, inevitabilmente, respiriamo.
Insieme, tuttavia, esse finiscono per essere un retaggio e spesso si traducono in briglie che trattengono il progresso e soffocano il nuovo ulteriore.
Tengo a precisare che ,pur condividendo con la mia presenza fisica lo spirito dei nostri tempi, e concedendo , quindi, "Crocianamente" del "noi" alle mie considerazioni di carattere storico culturale ,non sono ancora personalmente del tutto persuaso nel merito dalla connotazione pseudohegeliana della nostra cosi'fisica metafisica; convengo pacificamente sull'idea che noi persone apparteniamo al Tutto che ci contiene, e che siamo , quindi, per conseguenza logica, fatti della stessa pasta di cio' che in natura osserviamo e vogliamo comprendere, ammetto , cioe', che il nostro raziocinio e' quello della Realta' che lo ha generato( chiunque o qualunque essa sia), e che sarebbe, quindi, impossibile per noi considerarci dei cervelli in vasca incapaci di osservarsi dal di fuori; ma nutro ancora qualche dubbio sul fatto che il nostro intelletto , da solo, possa guidare la nostra ragione a produrre modelli unicamente tendenti ad una visione veritiera del reale; propendo a credere che la scienza abbia sviluppato ,fino ad ora, un vastissimo sapere mitologico in grado di dar conto delle apparenze empiriche che i nostri sensi estesi riescono ad apprezzare, ma che ancora non sia riuscita ad aprire quella porta fra le mille , che puo' condurre, attraverso un intelletto fondato, ad una visione realmente veritiera ( non impossibile ) dell'universo.
and1972rea is offline  
Vecchio 18-10-2012, 20.57.23   #47
ceccodario
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Riferimento: La Metafisica è finita?

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Originalmente inviato da ulysse
Veramente mi pare logico e verosimile che, come per ogni ricerca relativa al sapere umano, le domande e le risposte partano dal basso…da ciò che è più semplice e primitivo...o primordiale!
Sarebbero, cioè, i singoli pensamenti, esperienze, comportamenti quotidiani che, combinandosi ed evolvendo, portano a livelli sempre più alti e complessi i relativi saperi e conoscenze!
Mi pare che affermare il contrario sia un pò arbitrario!
Cosa c'è di più umanamente primordiale di chiedersi perchè esisto, da dove sono arrivato ecc... ?
Sicuramente con tanti di sviluppo del pensiero questo tipo di domande si sono espanse e hanno assunto forme molto più sofisticate e particolari come cos'è l'essere, cos'è l'universo, cos'è il bene, come sono fatti gli atomi ecc.. ma se proviamo a risalire dal particolare al generale (e questo lavoro analitico lo fanno i filosofi) ritorneremo per forza di cose alle prime domande esistenziali che ci caratterizzano in quanto esseri umani.

Occorre secondo me distinguere il mito dalla metafisica. Il mito è il primo tentativo di dare una risposta al "senso essenziale e complessivo del mondo". La filosofia nasce proprio negando il mito, affiancandosi in parallelo ad esso nel tentativo di arrivare ad un sapere incontrovertibile, che non può essere negato da nessuno. A sua volta, all'interno della filosofia, secondo la divisione aristotelica del sapere, si distinguono la fisica (scienza che ha come oggetto "quella parte del tutto che è la realtà diveniente") e la metafisica. Quest'ultima non è il mito, è dimostrativa, è filosofica, e a differenza della fisica si rivolge al "Tutto" e va oltre la dimensione fisica particolare.

Nonostante ci siano stati enormi sviluppi del pensiero, la suddivisione aristotelica del sapere è rimasta tale e caratterizza profondamente la nostra cultura occidentale. Qualsiasi pensiero particolare nella nostra cultura, ha alla radice una visione del "Tutto" profondamente metafisica. La nostra epoca è un'epoca della tecnica in quanto conseguenza di una metafisica del divenire, della "morte di Dio", dell'espressione incontrollata della "volontà di potenza". Abbiamo abbandonato una metafisica dell'essere parmenidea per quella del divenire. Per risolvere i grandissimi problemi moderni occorre individuare la loro radice metafisica tramite la filosofia e cambiarla. La metafisica è pertanto essenziale secondo me.
ceccodario is offline  
Vecchio 09-11-2012, 19.55.37   #48
oroboros
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Riferimento: La Metafisica è finita?

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Originalmente inviato da ceccodario
Ciao a tutti, sono nuovo sul forum.
Sfogliando i vari post ho visto che ci sono molti quesiti e molte argomentazioni di carattere metafisico. Non ho trovato però un thread riguardante uno delle più grandi domande della filosofia post-moderna: la questione della metafisica.
Secondo voi la Metafisica è un campo d'indagine ancora vivo all'interno della filosofia o appartiene ormai al passato? E' ancora importante fare ragionamenti per cercare di dare delle risposte a delle domande che vanno al di là dell'esperienza umana possibile? Kantiani o non kantiani?

La metafisica è una dottrina unica, rivelata, che si occupa dell'universale. Le filosofie sono il modo che ha l'uomo di disquisire ed elaborare teorie, sovente in contraddizione tra loro, sull'esistenza e la causa che la può aver determinata. L'universale non può stare all'interno e del generale e del particolare, per questo la metafisica non ha nulla in comune con la filosofia e neppure può essere parte della filosofia come insegnano a scuola professori che non hanno la più pallida idea di cosa sia la metafisica. Aristotele chiamava la metafisica "filosofia prima" proprio per differenziare le filosofie molteplici dalla dottrina unica. La metafisica non ha un'origine umana e non è sottomessa allo scorrere temporale, dunque non può aver termine. La metafisica è la conseguenza del conoscere i princìpi universali in modo assoluto, immediato e diretto quindi, dato dall'apertura dello sguardo interiore e spirituale sulla realtà relativa, ma la vista perfetta dei princìpi è la stessa per chiunque sia un iniziato ai misteri dello spirito, solo i modi attraverso i quali è aperto il canale di comunicazione col centro di sé variano da individuo a individuo, allo stesso modo nel quale differiscono le vie che conducono allo stesso Centro.
oroboros is offline  

 



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