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Filosofia - Forum filosofico sulla ricerca del senso dell’essere.
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Vecchio 12-10-2012, 06.21.25   #21
baol
Ospite
 
Data registrazione: 23-06-2012
Messaggi: 10
Riferimento: Ragione e Razionalità

Scusate non avevo letto il thread per intero, premesso che le neuroscienze si illudono di poter interpretare il pensiero (e quindi distanziandomi nettamente da ulysse), partirei dal domandare a bobgo cosa intende per situazione limite.

Il problema di pensare un essere legato alla razionalità mi sembra sia seguito "solo" da Severino, il quale però pertinentemente fa notare che qualsiasi pensiero serio sia legato al principio del terzo escluso.

Dunque come giustificare l'essere con il non-essere?
Severino parla di parricidio inteso proprio come la negazione stessa dell'atto del pensiero, quando si introduce la categoria del non-essere.
Ovviamente questo è illogico, in quanto noi siamo pensiero in atto.

La storia della filosofia è invece semplicemente il pensare il logos e il nulla a esso sotteso.
La verità è il punto di gravità di questa tensione, non il nulla bobgo!

Qui sicuramente ci mettiamo Hegel che intende il Logos stesso la dimensione atemporale, o meglio alla fine dei tempi (escatologico-cristiana immagino) di cui l'autocoscienza si fa interprete storico.

Il mio primo post riguarda ovviamente la verità(non la razionalità come erroneamente ho scritto), assolutizzarla significa non comprenderla affatto, bensì contraffarla con qualcosa di provvisorio spacciato per razionale e vero, in quanto la verità non sta nel suo essere ma nel meccanismo che eternamente ritorna nel suo accadere.

E' questo provvisorio di cui si fa carico la giustizia che deriva la politica.

Cattiva politica come quella che si sottomette all'economia prima e alla scienza poi, invece che ordinarle.

Buona politica quando decide dell'agone della libertà, formando di fatto un etica seria immanentista.

In questo caso la libertà della scelta può essere intesa come soluzione.
Come soluzione sembra essere la fine dei tempi hegeliana.
Soluzioni a cui il logos perviene.



Ma vi sono soluzioni a cui il logos non arriva.
Ciò che si perde è proprio la dimensione creativa e intuitiva che tradisce una dimensione trascendente dell'uomo.
Si perde anche l'emozione del vissuto, la dimensione della memoria, la complessità del tempo.

E' proprio il tempo che sembra più sfuggire all'uomo, la radicalità senza soluzioni che il nulla sottende è che non vi sia una patria, un dio, una meta, tantomeno un io. In questo senso nememno il razionale può salvarci.

Ossia il logos non "abita" l'"Istante",e tantomeno la "Storia" quindi non può ordinarli se non con un atto di inaudita violenza volitiva che permette di pensarli come concetti.

Il compito del filosofo è di problematizzare ciò che esperisce tramite una costante ripensamento dell'esperito, ma tenendo fermo il suo centro di gravità a cui sempre deve immolarsi, la coscienza del nulla.
baol is offline  
Vecchio 12-10-2012, 13.00.01   #22
CVC
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Data registrazione: 30-01-2011
Messaggi: 747
Riferimento: Ragione e Razionalità

Citazione:
Originalmente inviato da baol
Scusate non avevo letto il thread per intero, premesso che le neuroscienze si illudono di poter interpretare il pensiero (e quindi distanziandomi nettamente da ulysse), partirei dal domandare a bobgo cosa intende per situazione limite.

Il problema di pensare un essere legato alla razionalità mi sembra sia seguito "solo" da Severino, il quale però pertinentemente fa notare che qualsiasi pensiero serio sia legato al principio del terzo escluso.

Dunque come giustificare l'essere con il non-essere?
Severino parla di parricidio inteso proprio come la negazione stessa dell'atto del pensiero, quando si introduce la categoria del non-essere.
Ovviamente questo è illogico, in quanto noi siamo pensiero in atto.

La storia della filosofia è invece semplicemente il pensare il logos e il nulla a esso sotteso.
La verità è il punto di gravità di questa tensione, non il nulla bobgo!

Qui sicuramente ci mettiamo Hegel che intende il Logos stesso la dimensione atemporale, o meglio alla fine dei tempi (escatologico-cristiana immagino) di cui l'autocoscienza si fa interprete storico.

Il mio primo post riguarda ovviamente la verità(non la razionalità come erroneamente ho scritto), assolutizzarla significa non comprenderla affatto, bensì contraffarla con qualcosa di provvisorio spacciato per razionale e vero, in quanto la verità non sta nel suo essere ma nel meccanismo che eternamente ritorna nel suo accadere.

E' questo provvisorio di cui si fa carico la giustizia che deriva la politica.

Cattiva politica come quella che si sottomette all'economia prima e alla scienza poi, invece che ordinarle.

Buona politica quando decide dell'agone della libertà, formando di fatto un etica seria immanentista.

In questo caso la libertà della scelta può essere intesa come soluzione.
Come soluzione sembra essere la fine dei tempi hegeliana.
Soluzioni a cui il logos perviene.



Ma vi sono soluzioni a cui il logos non arriva.
Ciò che si perde è proprio la dimensione creativa e intuitiva che tradisce una dimensione trascendente dell'uomo.
Si perde anche l'emozione del vissuto, la dimensione della memoria, la complessità del tempo.

E' proprio il tempo che sembra più sfuggire all'uomo, la radicalità senza soluzioni che il nulla sottende è che non vi sia una patria, un dio, una meta, tantomeno un io. In questo senso nememno il razionale può salvarci.

Ossia il logos non "abita" l'"Istante",e tantomeno la "Storia" quindi non può ordinarli se non con un atto di inaudita violenza volitiva che permette di pensarli come concetti.

Il compito del filosofo è di problematizzare ciò che esperisce tramite una costante ripensamento dell'esperito, ma tenendo fermo il suo centro di gravità a cui sempre deve immolarsi, la coscienza del nulla.
Sono d'accordo e sottoscrivo il tuo intervento. Aggiungerei anche che per recuperare una visione più umana del mondo bisogna recuperare la letteratura, perché psicologia e sociologia hanno astratto rispettivamente il soggetto e la società dal contesto in cui vivono. E la realtà che noi percepiamo, come giustamente sottolineavi, è necessariamente una realtà temporale. Psicologia e sociologia analizzano individuo e società come cavie da laboratorio astraendoli dal contesto in cui sono inseriti. Mi azzardo a dire che si può comprendere di più sui problemi esistenziali dell'uomo usando come paradigmi i generi letterari piuttosto che le fredde categorie delle scienze sociali.
CVC is offline  
Vecchio 13-10-2012, 16.25.32   #23
bobgo
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Riferimento: Ragione e Razionalità

Citazione:
Originalmente inviato da baol
Scusate non avevo letto il thread per intero, premesso che le neuroscienze si illudono di poter interpretare il pensiero (e quindi distanziandomi nettamente da ulysse), partirei dal domandare a bobgo cosa intende per situazione limite.
Per risponderti faccio riferimento alla tua ultima frase:
Citazione:
Originalmente inviato da baol
Il compito del filosofo è di problematizzare ciò che esperisce tramite una costante ripensamento dell'esperito, ma tenendo fermo il suo centro di gravità a cui sempre deve immolarsi, la coscienza del nulla.
Dove, alla “coscienza del nulla” sostituirei “fede nella Verità”.
Verità che appare come Nulla, proprio perché estrema mancanza.

Noi sempre siamo in una situazione, quando però una situazione ci scuote nel profondo, e la razionalità non è in grado di comprenderla, definirla, ecco che essa diventa una situazione-limite, che ci rimanda a noi stessi.

La situazione-limite non è problematica nel senso che mostra degli aspetti ancora non chiariti del nostro mondo, perché con essa è il mondo stesso a diventare problema!

Un esempio della problematicità che intendo (anche se gli esempi sono sempre un po’ fuorvianti…) può essere:
“Assistere alla morte della persona cara, non ci sarà più!, e chiedersi il senso della vita passata insieme e di quella futura senza di lei.”
Oppure:
“Correre in soccorso di tuo figlio che grida di dolore, e non poter far nulla se non guardalo soffrire.”

Queste sono situazioni-limite.
Dove si può ripiegare dando un senso “oggettivo” a ciò che si ha davanti (come il divenire che crea e distrugge oppure l’evoluzione che ha selezionato genitori responsabili dei figli per la sopravvivenza della specie) in modo da ridurle a semplici “situazioni”.
Oppure di fronte alle quali la realtà tutta diventa problematica.

Citazione:
Originalmente inviato da baol
Il problema di pensare un essere legato alla razionalità mi sembra sia seguito "solo" da Severino, il quale però pertinentemente fa notare che qualsiasi pensiero serio sia legato al principio del terzo escluso.

Dunque come giustificare l'essere con il non-essere?
Severino parla di parricidio inteso proprio come la negazione stessa dell'atto del pensiero, quando si introduce la categoria del non-essere.
Ovviamente questo è illogico, in quanto noi siamo pensiero in atto.
A mio avviso Severino ha avuto il pregio di denunciare l’essenza del nichilismo.
Purtroppo non è andato oltre alla denuncia.
Citazione:
Originalmente inviato da baol
La storia della filosofia è invece semplicemente il pensare il logos e il nulla a esso sotteso.
La verità è il punto di gravità di questa tensione, non il nulla bobgo!
Non comprendo questa critica.

Almeno che tu intenda la Verità un qualcosa…
Ma se così fosse, che c’entra allora “l’immolarsi alla coscienza del nulla”?

A volte il desiderio di comunicare ci fa prendere la mano e finiamo con il tirare anzi tempo delle conclusioni. Così facendo, e a me sovente capita, ne va però di mezzo ciò che davvero conta: la comunicazione esistenziale.
bobgo is offline  
Vecchio 14-10-2012, 04.24.15   #24
baol
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Riferimento: Ragione e Razionalità

Citazione:
Originalmente inviato da bobgo
Almeno che tu intenda la Verità un qualcosa…
Ma se così fosse, che c’entra allora “l’immolarsi alla coscienza del nulla”?

A volte il desiderio di comunicare ci fa prendere la mano e finiamo con il tirare anzi tempo delle conclusioni. Così facendo, e a me sovente capita, ne va però di mezzo ciò che davvero conta: la comunicazione esistenziale.

cvc e bobgo


Direi che il nulla lo associo all'inconscio, e il vero lo associo al processo filosofico che tende a intenderlo, una sorta di Io che si svuota delle sue illusioni e si riempie rispetto a quel nulla, questo riempimento e svuotamento lo indento precisamente come verità che poi si declina nei concetti fondamentali (quindi non è una cosa, nemmeno per me) di cui si occupa la filosofia.
Proprio ciò che si sgancia dalla significazione (e dai concetti) del mondo reale e dalle nostre illusioni, e cioè quel misto di emozione e storia è il resto che chiamo esistenzialismo.
Comunicarlo, e cioè viverlo è impresa ardua e forse nemmeno alla portata dell'arte, sono ancora in "viaggio" ma presumo di poterla ritrovare solo come continuo ritorno dell'ineffabile, che non dispero possa essere presunto insieme ad altri/o uomini e cose, emozioni e materia.
baol is offline  
Vecchio 12-11-2012, 09.18.47   #25
oroboros
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Riferimento: Ragione e Razionalità

La ragione è la capacità, squisitamente umana, di tradurre in pensiero il frutto delle intuizioni, delle osservazioni e delle sensibilità individuali. La ragione è il modo individuale attraverso il quale l'intelligenza si esprime attraverso il pensiero, e costituisce il riflesso individuale dell'intelligenza universale. La razionalità è il modo di cui si avvale la ragione per legare tra loro tutti gli elementi di un ragionamento attraverso la consequenzialità logica. La logica si muove nel tentativo di organizzare il pensiero attraverso la capacità di riconoscere le eventuali contraddizioni contenute in esso. Il principio di non contraddizione non è l'unico aspetto, benché essenziale, di cui dispone la logica. Quest'ultima utilizza l'analogia quando sa riconoscere i legami che uniscono tutti gli elementi considerati nel loro rapporto con altre realtà, simili perché obbedienti alle stesse leggi che ne regolano lo sviluppo consequenziale. Il grande obbedisce alle stesse leggi che regolano il piccolo perché è composto da piccoli. È attraverso la consequenzialità esistente tra le cause e i loro effetti che la logica dipana il proprio analizzare in funzione della necessità di arrivare a una sintesi, necessaria correlazione che ha ogni analisi per ricondurre il tutto all'unità dalla quale analisi e sintesi hanno avuto origine. Per far questo la logica si avvale di una chiave interpretativa che corrisponde a uno degli indefiniti punti che si trovano sulla circonferenza dell'esistenza, in relazione al centro sintetico al quale si deve giungere. Centro che è origine e finalità di quella stessa circonferenza. Quando la ragione ha carattere universale acquista prerogative definibili come sovra-razionali, perché la ragione individuale è circoscritta dai limiti propri alla consapevolezza e all'intelligenza individuale, mentre l'Intelligenza di ordine universale non ha recinti diversi da quelli della verità, conosciuta non attraverso la mente, ma a causa della capacità di intuizione immediata e diretta data dalla vista interiore, universale anch'essa e dono stabile concesso dall'Assoluto, a causa delle qualificazioni spirituali di cui l'individuo dispone. Mentre un individuo che ragiona usa la mente e il pensiero, per deduzione o induzione, un altro individuo che intuisce intellettualmente "vede" la realtà attraverso i princìpi che ne regolano lo svolgimento, e non ipotizza né può più inventarsi più nulla. Coloro che sono iniziati ai misteri dello spirito vedono tutti la stessa e unica verità dei princìpi e non devono più interpretare, ma non possono comunicare che la superficie di ciò che vedono, perché l'essenza, che è centralità, è incomunicabile allo stesso modo nel quale il punto è privo di estensione e l'istante di durata. Ciò che è così visto, senza contenere l'ombra del dubbio, può essere tradotto in pensiero attraverso la logica e comunicato ad altri, ma così facendo, e dovendo necessariamente escludere l'Essenza da quel comunicare, si opera un degrado nella discesa all'interno della relatività, nella quale il ragionamento deve essere portato attraverso i limiti di un linguaggio anch'esso relativo, degrado che riconduce il frutto della vista perfetta all'imperfezione implicita in ogni esposizione. Essendo la natura universale assoluta essa non può essere esaurita, e questo significa che la vista interiore, pur conoscendo assolutamente i princìpi universali attraverso la stessa natura assoluta del Mistero assoluto, non può esaurirlo.
oroboros is offline  
Vecchio 13-11-2012, 23.36.57   #26
bobgo
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Oroboros, ho l’impressione che l’intento di questi tuoi interventi sia di seminare.
Sei convinto di essere stato iniziato ai misteri dello spirito, e di conseguenza senti la necessità di dare una possibilità anche agli altri. Così spargi semi nella speranza che germineranno.
Ciò prova, a mio avviso, il tuo cuore sincero.

Percepisco nelle tue parole un fondo di verità. Tuttavia, occorre secondo me considerare che la nostra è l’epoca del relativismo. In cui ben difficilmente possono essere accettate delle “verità rivelate”, perché nessuno può più vantare di conoscere in esclusiva il Vero.
Il relativismo è, secondo me, un’occasione. Perché il singolo deve ormai ricercare da sé ciò che davvero conta: non può più aggrapparsi a “verità” preconfezionate.

I tuoi semi sono certamente preziosi, ma occorrerebbe che ognuno li accolga elaborandoli alla luce della propria fede e dell’ineliminabile dubbio…
bobgo is offline  
Vecchio 14-11-2012, 10.22.28   #27
oroboros
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Non verità ma dubbi è mia intenzione seminare, perché la Verità non può essere comunicata nella sua essenza. Dubbi su tutto ciò che a verità non corrisponde. Nessuno può risparmiare ad altri la fatica che spetta ad altri di fare, ma è possibile esporre conseguenze logiche dei princìpi universali, e saranno le intelligenze a volere, oppure no, considerare quanto esposto. Non sarà inutile ripetere che nulla di quanto scrivo mi appartiene o corrisponde a mie idee o supposizioni personali. A volte commetto degli errori, e ne ho appena scoperto uno su uno scritto che ho inviato el sito e che correggerò appena sarà pubblico, ma sono sbagli da ascrivere alla mia incapacità di tradurre, nella più rigorosa correttezza e aderenza, ciò che vedo.
oroboros is offline  
Vecchio 15-11-2012, 19.03.38   #28
bobgo
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Citazione:
Originalmente inviato da oroboros
Non verità ma dubbi è mia intenzione seminare, perché la Verità non può essere comunicata nella sua essenza. Dubbi su tutto ciò che a verità non corrisponde. Nessuno può risparmiare ad altri la fatica che spetta ad altri di fare, ma è possibile esporre conseguenze logiche dei princìpi universali, e saranno le intelligenze a volere, oppure no, considerare quanto esposto. Non sarà inutile ripetere che nulla di quanto scrivo mi appartiene o corrisponde a mie idee o supposizioni personali. A volte commetto degli errori, e ne ho appena scoperto uno su uno scritto che ho inviato el sito e che correggerò appena sarà pubblico, ma sono sbagli da ascrivere alla mia incapacità di tradurre, nella più rigorosa correttezza e aderenza, ciò che vedo.
Tuttavia le intelligenze nulla possono da sole.

Solo un passo indietro possiamo fare, lasciare spazio e attendere. Affinché una voce si faccia udire. Una voce, che potrebbe non giungere mai…

La tua grande passione ti fa esporre conseguenze logiche dei principi universali come "verità" che occorre prendere o lasciare.
Sebbene la Verità non possa essere comunicata nella sua essenza, e secondo me neppure conosciuta, queste tue conseguenze logiche sono comunque esposte come “verità”.
In questo modo ritengo che difficilmente le “intelligenze” faranno un passo indietro, mettendo in discussione ciò che ora considerano erroneamente vero.

Poiché l’obiettivo non è di raggiungere una comprensione oggettiva, ma di riuscire a percepire ciò che è, non è sufficiente svolgere un processo logico, razionale. Occorre effettuare un salto e vedere.
Che ci capiti l’occasione per il salto non dipende da noi, perché è un dono. Possiamo solo predisporci ad accoglierlo, se mai arriverà.
bobgo is offline  
Vecchio 20-11-2012, 18.58.10   #29
freedom
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Citazione:
Originalmente inviato da oroboros
qualificazioni spirituali di cui l'individuo dispone.
Potresti, se possibile, spiegare cosa e quante sono le qualificazioni spirituali?

Citazione:
Originalmente inviato da oroboros
degrado che riconduce il frutto della vista perfetta all'imperfezione implicita in ogni esposizione.
Al di là delle imperfezioni (se una persona decide di credere o quantomeno contemplare come possibile quanto scrivi) è comunque fattibile farsi un'idea di quello che la vista interiore consente?
In altre parole: puoi spiegare in modo a me intelligibile come funzionano le cose nella realtà o è indispensabile vedere in prima persona?

Grazie in anticipo per l'eventuale risposta.
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Vecchio 23-11-2012, 20.42.17   #30
ulysse
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Citazione:
Originalmente inviato da baol
Scusate non avevo letto il thread per intero,

Io leggo questo post in ritardo, ma devo correggere il misunderstanding contenuto nella citazione che mi riguarda.
Citazione:
premesso che le neuroscienze si illudono di poter interpretare il pensiero (e quindi distanziandomi nettamente da ulysse), partirei dal domandare a bobgo cosa intende per situazione limite.
Ma non esiste alcuna illusione interpretativa...nè io ho mai affermato ciò che mi si attribuisce.
E noto al colto ed all'inclito che la computer-imaging utilizzata nella scansione/mappatura cerebrale, può individuare le zone attive (accese) relative a determinate tipologie di pensamenti, di emozioni, vulnus, ecc...
In particolare, con le tecnologie del tipo detto,(fRM),si individuano le zone non attive per interventi traumi, ictus, tumori o degenerazione neuronica in genere, ecc...e molto altro.

Qualcosa del genere si fa, o si faceva, inserendo adeguate sonde nel cervello dele cavie (scimmie), oppure negli interventi sul cervello a "cielo aperto", ove, con maggior dettaglio, si individuano piccole zone neuroniche della corteccia attivate o meno per specifici stimoli.

Certo nessuno pensa di rilevare e interpretare specifici pensieri e certo non la filsofia di Severino...raffrontata agli exploit di Hegel.

Mi auguro che il resto del post, che non ritengo di mia attuale pertinenza commentare, non sia condotto con altrettanta leggerezza.

Ultima modifica di ulysse : 24-11-2012 alle ore 13.10.33.
ulysse is offline  

 



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