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Vecchio 24-11-2012, 21.05.27   #31
ulysse
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Data registrazione: 21-02-2008
Messaggi: 1,363
Riferimento: Ragione e Razionalità

Citazione:
Originalmente inviato da baol
avete ragione entrambi, ma se la ragione è lo strumento principe, non deve essere però resa a sua volta assoluta (che è l'unica pecca riferita a kant, in realtà solo al kant della RP, mi sembra).
Sto leggendo il thread...e mi viene qualche commento...ma sono molto in ritardo!...comunque....
Chi abbia ragione o torto non saprei!

Ma non credo sia questo il dilemma...occorre piuttosto osservare come funzionano effettivamente le cose nel reale...Kant e Jung si trovavano nell'empireo: occorre osservare ben più da vicino.

Nessuno scienziato o ricercatore pensa oggi di raggiungere con lo strumento della razionalità o con qualsiasi altro strumento, una qualche verità assoluta e tanto meno “La Verità”!
A quanto ne so, una tale pretesa è solo avanzata dalla Teologia o, magari, dalla vecchia filosofia.

D'altra parte, nel lavoro di ricerca scientifica, per arrivare alla scoperta... comunque al semplice trovato...pur essendo, il logicismo, di basilare importanza, tuttavia, esso non varrebbe una cicca se non fosse confermato dalla sperimentazione…anche simulata… e/o dalla elaborazione algoritmica.

Del resto, nessuno scienziato o ricercatore, qualunque sia il campo di attività, può dirsi di vaglia se non eccelle in capacità di osservazione, di intuizione, di creatività e se non è spinto all’indagine da forte motivazione culturale, etica e di curiosità.

In sostanza, pur senza reclamare il perseguimento e possesso di una verità assoluta, la "ragione/mente/personalità" interviene, nella attività scientifica, a tutto campo: intuizione, osservazione, razionalismo, cultura/esperienza, con utilizzo del pensiero verticale (logicismi), nonchè del pensiero laterale o divergente (creatività) ecc...

I tecnologi, "longa manu della scienza", non credo si preoccupino di verità, assoluta o relativa che sia!
Per i tecnologi, in relazione agli aggeggi e congegni che riempiono i nostri spazi, la nostra giornata e forse anche la nostra mente, non è questione di verità, ma di funzionalità!

E’ anche legittimo che sia così: infatti, la verità della scienza non produce nell’immediato, ma, pur contingente e relativa, s'invera, nei nostri strumenti che di essa (ragione/mente/scienza) sono le risultanze ultime!

Infatti per ogni aggeggio/congegno/strumento inventato e prodotto si pongono, in alternativa, i quesiti e le corrispondenze che seguono:

1) –funziona?........ = verità...fin che dura!
2) -non funziona?.. = non verità,
3) -funziona male?.= verità in bilico e logica frollata!

La cosa ha sempre funzionato così, con pragmatismo e ragionevolezza, da che gli ominini scesi dagli alberi presero a percorrere le savane africane…alcuni milioni di anni prima che la filosofia, la scienza e le religioni comparissero ad introdurre i loro sassolini nel meccanismo.

Non vorrei apparisse che io intenda ora sminuire o depauperare le verità, (teorie e leggi), pur relative e contingenti, che la scienza, in base a sue teorie e trovati, oggi scopre e diffonde.
S’intende, comunque che tali verità sono “vere”, più vere che non le verità di ogni altro sapere, finchè, relativamente ai fenomeni dell’universo e sempre nell’ambito dei metodi di ricerca scientifica, non si dimostri il contrario.
Citazione:
in questo il sapersi costruire antropologicamente richiede un tornare indietro dagli spazi virtuali.
Forse con “spazi virtuali” si intendono i simbolismi, i codici e le analogie che sempre più le diavolerie tecnico/scientifiche mettono in atto e introducono nei nostri modi di vita, tanto che se non ci si abitua ad usare un minimo di logica e non si riesce a classificare le entità astratte o a procedere per analogie,…allora padroneggiare gli eventi e le esigenze del mondo moderno diventa un problema.

Ma ancora una volta, direi, la capacità di adattamento della nostra specie compie il miracolo e rende inutile, anzi dannosa, ogni regressione dal virtuale che, anzi sempre più si estende con progressione esponenziale.

Antropologicamente la specie, pur evoluta per alcuni scalini, si adatta anche al virtuale!

Capita infatti uno strano fenomeno detto “effetto Flynn” dal suo scopritore:
Da che la quanto-meccatronica ci ha pervasi (dagli inizi del ‘900) limitando le nostre attività fisico-motorie…(fine dell’artigianato!)… il QI medio degli umani, aumenta sistematicamente di 0,3 punti ogni anno.

Lo strano è proprio la costante: 0, 3 punti! …3 punti in 10 anni…non si sgarra!

I figli potrebbero raggiungere un QI di 10 punti superire a quello dei genitori ad ogni generazione: in 100 anni avermmo una specie composta da geni e saremmo geni noi stessi rispetto ai bisnonni di 100 anni fa!

Ci deve essere qualcosa che non quadra, ma intanto non manchiamo di stupirci di quanto i ragazzini ci superino con video giochi e computer!

E’ un fatto, comunque, che da quegli ominini che eravamo nella vasta ed aperta savana ad inseguire la cena con arco e frecce…oggi, da evoluti HSS, ci siamo adattati benissimo ed è sufficiente spingere un qualche tasto per farcela portare a casa, la cena, dal ragazzo della pizze o da d’un cameriere cinese.
Citazione:
….questo non è possibile, a mio parere si tratta di esperire comunque in maniera tale da conoscere la distinzione, ovviamente serve il vivere nel reale
E’ così: tornare nella savana non è possibile…neppure auspicabile: ho cercato in soffitta e nel garage, ma l’arco e le frecce non ci sono più…li avrà buttati mia nonna!
Ho trovato in compenso il suo vecchio computer: sta a vedere che già lei ci provava… ad esperire: si faceva portare le pizze!..e pur senza touch-screen…già distingueva il virtuale dal reale.
Citazione:
(benchè ormai malato e compromesso con il virtuale, ma comunque definibile reale) ma con la bussola della "filosofia", poichè ogni reale rimanda ad un simbolico virtuale.
Ma credo che qualunque bussola vada bene, per quanto… un GPS sarebbe più efficace! Non so se affidarlo ad un filosofo!...con tutti quei satelliti da acchiappare forse un fisico se la caverebbe meglio.

Non vedo, comunque la compromissione: il reale è vivo e vegeto!

Anzi tanto più… da che mi pare che sempre più si indaghi il reale fenomenico micro e macro esaltando l’uso e le possibilità della strumentazione virtuale: la già citata computer imaging, ad esempio!
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