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Vecchio 08-01-2014, 07.39.52   #11
sgiombo
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Riferimento: La vita e la paura di morire

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Originalmente inviato da Duc in altum!
**

P.S.= Epicuro, dopo essere morto, non ha fornito prove di non aver provato nessuna sensazione...gli si può credere solo per fede...ma questa è tutt'altra discussione!!

Beh, pretendere che uno (sia pure il grandissimo Epicuro) dopo morto fornisca prove delle sua affermazioni é semplicemente assurdo.

Epicuro ha provato la coerenza delle sue convinzioni circa la morte nell' affrontare il suo decesso dolorosissimo con una meravigliosa serenità d' animo.

D' altra parte il suo ragionamento circa la morte, in sostanza, non é un giudizio sintetico a posteriori ma analitico a priori (per sentire bisogna esistere; ergo se non si esiste non si sente). E dunque non necesita né di essere creduto per fede né di essere provato empiricamente (é provato logicamente).
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Vecchio 08-01-2014, 10.30.06   #12
Duc in altum!
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Riferimento: La vita e la paura di morire

** scritto da sgiombo:

Citazione:
Beh, pretendere che uno (sia pure il grandissimo Epicuro) dopo morto fornisca prove delle sua affermazioni é semplicemente assurdo.

Epicuro ha provato la coerenza delle sue convinzioni circa la morte nell'affrontare il suo decesso dolorosissimo con una meravigliosa serenità d' animo.

D' altra parte il suo ragionamento circa la morte, in sostanza, non é un giudizio sintetico a posteriori ma analitico a priori (per sentire bisogna esistere; ergo se non si esiste non si sente). E dunque non necesita né di essere creduto per fede né di essere provato empiricamente (é provato logicamente).


La mia affermazione ha avuto origine da questa considerazione: "...anch'io con Epicuro non temo il mio decesso, in quanto allorché si sarà verificato non proverò alcuna sensazione...", ossia, una volto morto non ci saranno né dolore né allegria, né luce né tenebre, ci sarà solo il nulla.
Ma con quest'altra tua interpretazione e delucidazione è tutto più chiaro e molto meno logico (almeno senza avere fede in Epicuro).

Meno logico perché questo signore affronta la sofferenza che conduce alla morte e non la Morte (e l'eventuale trasformazione che essa prevede) con una meravigliosa serenità d'animo (cosa questa che sostiene lui in apparenza, visto che nessun umano può scrutare il suo cuore, il suo vero stato d'animo!), comportamento viziato da una sua fede personale sul senso dell'esistenza e non da prova certificata, quindi siamo innanzi, per atto di fede, ad una folle e spavalda scommessa di cui ancora non si conosce l'esito.
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Vecchio 08-01-2014, 12.23.11   #13
Aggressor
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Riferimento: La vita e la paura di morire

La vera paura della morte la provi nel momento in cui sembra stia arrivando davvero (quando te la trovi davanti agli occhi), un po meno se ci pensi così a lungo da disporti mentalmente come se fosse vicina. Alcuni mi dicono di provare questa paura perché morendo non avrebbero più la possibilità di stare con le persone a cui tengono, a cui sono affezione, persone che non rivedranno mai più. Io però non riesco ad essere triste per questo; francamente trovo il decesso quale opportunità di riposo, e se la vita dovesse continuare oltre ad esso vorrebbe dire che mi troverei di fronte altre entità che in quanto tali avranno più o meno la stessa dignità delle persone che conobbi prima.


Riguardo alla gente sfortunata che non può realizzarsi devi pensare che queste persone non hanno i tuoi stessi obbiettivi e che la loro felicità e tristezza sono calibrate in relazione alla situazione in cui sono calati. Il tasso di suicidi nei paesi del terzo mondo non è maggiore rispetto a quelli "avanzati". Voglio solo dire che anche queste genti posso provare realizzazione e felicità quando riescono in cose che per noi possono essere scontate. In ogni caso possiamo colmare la tristezza che ci pervade contemplando queste cose cercando attivamente di porvi rimedio. E quando lo fai ti senti molto felice.

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Vecchio 08-01-2014, 12.44.09   #14
sgiombo
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Riferimento: La vita e la paura di morire

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** scritto da sgiombo:




La mia affermazione ha avuto origine da questa considerazione: "...anch'io con Epicuro non temo il mio decesso, in quanto allorché si sarà verificato non proverò alcuna sensazione...", ossia, una volto morto non ci saranno né dolore né allegria, né luce né tenebre, ci sarà solo il nulla.
Ma con quest'altra tua interpretazione e delucidazione è tutto più chiaro e molto meno logico (almeno senza avere fede in Epicuro).

Meno logico perché questo signore affronta la sofferenza che conduce alla morte e non la Morte (e l'eventuale trasformazione che essa prevede) con una meravigliosa serenità d'animo (cosa questa che sostiene lui in apparenza, visto che nessun umano può scrutare il suo cuore, il suo vero stato d'animo!), comportamento viziato da una sua fede personale sul senso dell'esistenza e non da prova certificata, quindi siamo innanzi, per atto di fede, ad una folle e spavalda scommessa di cui ancora non si conosce l'esito.

Se si fanno processi alle intenzioni si può attribuite di tutto a tutti (ma non serve a nulla, se non ad autoconfermarsi nelle proprie convinzioni più o meno fondate).

Il comportamento di Epicoro di fronte alla morte (come ogni comportamento di ogni uomo) é ovviamente condizonato (a mio parere molto "virtuosamente") dalle sue convinzioni; definirlo "viziato" rientra nei processi alle intenzioni e nei pregiudizi di cui sopra.

Di folle nel suo comportamento di fronte alla morte non c' é proprio nulla perchè nessuno ha mai potuto dimostrare l' esistenza di un' altra vita oltre la morte ed é del tutto ragionevole credere che non ve ne sia alcuna (per lo meno nell' unico senso a noi comprensibile, quello da noi vissuto).
E comunque mi sembra del tutto sciocco e ridicolmente presuntuoso definire "folle" chi ha convinzioni diverse dalla nostre (ovviamente lo sarebbe per me anche qualora un ateo materialista definisse tale un teista per il solo fatto di credere in Dio, nell' anima immortale e quant' altro e comportarsi di conseguenza; cosa che personalmente mi guardo bene dal fare).
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Vecchio 08-01-2014, 18.32.42   #15
maral
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Riferimento: La vita e la paura di morire

Il punto è che la morte è un fatto che riguarda esclusivamente i superstiti.
L'io in sé stesso non muore mai, non può concepire il morire se non nell'altro da sé. Ma proprio riconoscendosi nell'altro dei propri altri l'io continuamente muore ogni volta che il suo altro muore ed è da questa contraddizione che mette in discussione radicale il significato stesso dell'io che nasce tutta l'angoscia del morire e allo stesso tempo che fa intravedere nella morte stessa la soluzione definitiva della contraddizione del sentirsi un eterno superstite che pur tuttavia deve inevitabilmente morire.
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Vecchio 08-01-2014, 18.53.47   #16
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Riferimento: La vita e la paura di morire

** scritto da sgiombo:

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E dunque non necesita né di essere creduto per fede né di essere provato empiricamente (é provato logicamente).
Citazione:
Il comportamento di Epicoro di fronte alla morte (come ogni comportamento di ogni uomo) é ovviamente condizonato (a mio parere molto "virtuosamente") dalle sue convinzioni; definirlo "viziato" rientra nei processi alle intenzioni e nei pregiudizi di cui sopra.


Epicuro, dopo essere morto, non ha fornito prove di non aver provato nessuna sensazione (o che l'eutanasia e il mezzo suicidio siano corretti e virtuosi!)...gli si può credere solo per fede (quindi è una scommessa sul Mistero dell'esistenza e non un processo all'intenzione!)...ma questa è tutt'altra discussione!!
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Vecchio 09-01-2014, 07.34.31   #17
sgiombo
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Riferimento: La vita e la paura di morire

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** scritto da sgiombo:




Epicuro, dopo essere morto, non ha fornito prove di non aver provato nessuna sensazione (o che l'eutanasia e il mezzo suicidio siano corretti e virtuosi!)...gli si può credere solo per fede (quindi è una scommessa sul Mistero dell'esistenza e non un processo all'intenzione!)...ma questa è tutt'altra discussione!!

Epicuro e chiunque altro potrebbero aver provato sensazioni se fossero (stati) vivi.
Ma se sono morti non possono né potrebbero in alcun modo aver provato sensazioni, e tantomeno fornire prove pro o contro questa tesi.

Qui finiscono i miei interventi critici inutilmente ripetitivi contro affermazioni inutilmente ripetitive.
A meno che non porti argomenti realmente nuovi non risponderò più con l' ovvia precisazione che in questo caso chi tace (io) non acconsente.
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Vecchio 09-01-2014, 09.14.17   #18
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Riferimento: La vita e la paura di morire

** scritto da sgiombo:

Citazione:
Epicuro e chiunque altro potrebbero aver provato sensazioni se fossero (stati) vivi.
Ma se sono morti non possono né potrebbero in alcun modo aver provato sensazioni, e tantomeno fornire prove pro o contro questa tesi.

Qui finiscono i miei interventi critici inutilmente ripetitivi contro affermazioni inutilmente ripetitive.
A meno che non porti argomenti realmente nuovi non risponderò più con l' ovvia precisazione che in questo caso chi tace (io) non acconsente.


La mia affermazione sarà anche ripetitiva ma non ho altro modo per farti riflettere sul fatto che Epicuro ha attuato in quella maniera per fede (e non per prova scientifica o logica che sia), così come chiunque altro.
Cosa che la tua critica non riesce a smentire.
E' tutto qua.

Infatti sostenendo che il filosofo non possa provare sensazioni poiché non più vivo, è per dogma che si sottintende che dopo la Morte non ci sia nulla, è per fede che non si vuole dare attenzione agli scienziati che studiano i casi di pre-morte confermando l'esistenza di sensazioni post-mortem, quindi di "qualcosa" palesemente luminoso e vivace anche dopo il decesso.

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** "Se avessi continuato a ricevere soltanto consensi, avrei dovuto chiedermi se stessi veramente annunciando il Vangelo." - Benedetto XVI
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Vecchio 09-01-2014, 12.39.23   #19
sgiombo
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Riferimento: La vita e la paura di morire

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Originalmente inviato da Duc in altum!
** scritto da sgiombo:




La mia affermazione sarà anche ripetitiva ma non ho altro modo per farti riflettere sul fatto che Epicuro ha attuato in quella maniera per fede (e non per prova scientifica o logica che sia), così come chiunque altro.
Cosa che la tua critica non riesce a smentire.
E' tutto qua.

Infatti sostenendo che il filosofo non possa provare sensazioni poiché non più vivo, è per dogma che si sottintende che dopo la Morte non ci sia nulla, è per fede che non si vuole dare attenzione agli scienziati che studiano i casi di pre-morte confermando l'esistenza di sensazioni post-mortem, quindi di "qualcosa" palesemente luminoso e vivace anche dopo il decesso.

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** "Se avessi continuato a ricevere soltanto consensi, avrei dovuto chiedermi se stessi veramente annunciando il Vangelo." - Benedetto XVI


Purtroppo la questione dei presunti (o sedicenti) scienziati che studierebbero le presunte "sensazioni postmortem" é un "argomento" nuovo, per quanto ridicolo, e questo mi costringe mio malgrado a questa ulteriore -spero veramente l' ultima!- replica per rilevarne appunto la totale infondatezza scientifica: roba da "Kazzenger"!
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Vecchio 10-01-2014, 06.56.40   #20
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Riferimento: La vita e la paura di morire

** scritto da sgiombo:



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Purtroppo la questione dei presunti (o sedicenti) scienziati che studierebbero le presunte "sensazioni postmortem" é un "argomento" nuovo, per quanto ridicolo, e questo mi costringe mio malgrado a questa ulteriore -spero veramente l' ultima!- replica per rilevarne appunto la totale infondatezza scientifica: roba da "Kazzenger"!



"Argomento nuovo" perché non ne eri al corrente, o "nuovo" in quanto di recente investigazione?!?!

Per il ridicolo, non vorrei sbagliare, ma da Copernico ad Einstein, in quanti sono stati dapprima sbeffeggiati e poi premiati per le loro teorie?!?!
Duc in altum! is offline  

 



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