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Filosofia - Forum filosofico sulla ricerca del senso dell’essere.
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Vecchio 05-05-2014, 21.43.19   #11
Koirè
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Riferimento: I veri problemi sorgono solo quando ci poniamo delle domande?

Citazione:
Originalmente inviato da Padmani
Non credo che i problemi sorgano in conseguenza a una domanda;prima di porsi le domande c'è già 'il problema'. Ci sono persone con sensibilità particolari (i 'caratteri introversi' ) che posseggono un'intelligenza predisposta a cogliere i segnali interiori più di altre. Quelle persone che 'si complicano la vita', direbbero alcuni, cercando di comprendere e comprendersi. E' nella loro natura questa sensibilità, (Hillman la definisce tipicamente femminile e animica...). In questo senso le domande nascono inevitabilmente per rispondere a quel senso di introspezione di cui tali persone sono dotate più di altre. Una cosa è certa: non siamo tutti uguali. Voglio dire che tutti si fanno domande ma solo alcuni sono in grado di sviluppare la propria interiorità e porsi di fronte alla propria inquietudine per cercarne la radice. Molte persone restano in superficie, non avendo capacità...e coraggio...per entrare nel proprio mondo psichico e spirituale, oppure si accontentano. Ma altre persone non si accontentano e iniziano a compiere un viaggio costellato di pericoli ma anche di esperienze numinose, di cadute e risalite....i famosi viaggi iniziatici. Lo sviluppo di queste imprese ha costi alti, che molto hanno a che fare con il senso dell'ego e con il sacrificio di parti di sé. Non tutti possono e vogliono, preferiscono tenere a bada le proprie Ombre e tirare avanti.

Bellissima riflessione,mi hai tolto letteralmente le parole di bocca..come si dice....
Sono anche consapevole che alcune persone,come è già stato detto,non si pongono domande e vivono "beatamente"...secondo mè non x ignoranza ma x l'appunto perchè non hanno ,ne sentono,la necessità di avere risposte...stanno bene così e io le rispetto nonostante siano totalmente differenti da me,che come dice Padmani ..mi sà che son nata introversa ..nel senso che avevo già domande da porre a mia madre all'età di tre anni..e non domande banali...ma domande tipo:come fanno le stelle a non cadere(cosa le tiene su?)...ma i fiori come fanno a sbocciare senza che io li veda?...e domande simili....poi la mia più grande domanda,fatta all'età di 4 o 5 anni è stata:ma se muoio dove vado?...qui mia mamma voleva già portarmi da uno psichiatra .
L'uomo nasce con un dna diverso da un'altro e si pone alla vita diversamente da altri,ecco perchè alcuni non si fanno "problemi" mentali....però è anche vero che persone nascono senza domande e x vicende vissute o no...iniziano a porsi domande anche a tarda età.....
Insomma...come si dice:il mondo è bello perchè vario.....anche in questo nostro pensare.
S,G.
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Vecchio 06-05-2014, 12.52.15   #12
Duc in altum!
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Riferimento: I veri problemi sorgono solo quando ci poniamo delle domande?

** scritto da Koirè:

Citazione:
Sono anche consapevole che alcune persone,come è già stato detto,non si pongono domande e vivono "beatamente"...secondo mè non x ignoranza ma x l'appunto perchè non hanno ,ne sentono,la necessità di avere risposte...


Non esiste essere umano che non si ponga domande, impossibile.
Forse ognuno ha un tempo per porsi quelle esistenzialmente principali, ma nessuno, sano di mente, puo' godersi davvero e sinceramente la "beatitudine" senza incontrare quelle risposte.
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Vecchio 06-05-2014, 13.39.41   #13
Davide M.
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Riferimento: I veri problemi sorgono solo quando ci poniamo delle domande?

Citazione:
Originalmente inviato da Koirè
Sono anche consapevole che alcune persone,come è già stato detto,non si pongono domande e vivono "beatamente"...secondo mè non x ignoranza ma x l'appunto perchè non hanno ,ne sentono,la necessità di avere risposte...stanno bene così e io le rispetto nonostante siano totalmente differenti da me.
L'uomo nasce con un dna diverso da un'altro e si pone alla vita diversamente da altri,ecco perchè alcuni non si fanno "problemi" mentali....però è anche vero che persone nascono senza domande e x vicende vissute o no...iniziano a porsi domande anche a tarda età.....
S,G.

È vero quello che scrivi. Dalle tue riflessioni e da quelle di Padmani potrei ragionevolmente desumere che ci sia una sorta di predisposizione innata in talune persone, per la quale risulta naturale porsi di fronte a certe questioni. Ora però mi rendo conto che possedere una tale predisposizione d'animo, o dna caratteristico, ci vincola in qualche modo alla nostra maniera di essere: per esempio l'elemento che propriamente ci rende unici nel creato è quello della scelta. Noi siamo naturalmente progettati con la facoltà di poter effettuare delle scelte più o meno consapevoli durante tutta la nostra esistenza; è la scelta che ci rende umani. Ma se invece siamo per così dire "geneticamente" progettati con una predisposizione innata a porci determinati problemi rispetto ad altri nostri simili, che invece pare non ne sentano il bisogno, allora potrei pensare che certe persone scelgano consapevolmente di non porsi determinati problemi, e questo allora secondo me sarebbe un atteggiamento da vili, da menefreghisti del prossimo, perché non sentono la voglia di mettersi nei panni, e quindi di fare in un certo senso propri, anche i problemi di chi è stato più "sfortunato" di loro a nascere con un dna così caratteristico. E questo chiaramente non è sintomo di ignoranza, ma forse peggio, perché oltre alla consapevolezza c'è anche la volontà di "farsi gli affari propri". Se invece non nasciamo già predestinati a simili questioni, allora potrei pensare che il fatto di avere una diversa percezione del mondo ci renda in una maniera così assolutamente unica rispetto agli altri, cosicché la nostra natura innata di porci di fronte a delle scelte sia non una conseguenza dei geni che abbiamo ereditato, ma siano queste ultime a procedere dal nostro modo di essere diversi. Ma a ben guardare, anche la consapevolezza di avere un modo di essere diverso, è una delle questioni che sento mie, ma che ad esempio non riscontro in altri miei simili, e questo mi sconcerta, perché è come se ci fossero due categorie di esseri umani, chi è costantemente alla ricerca di se stesso, e chi invece non sente questo bisogno, perché (forse) è nato senza un concetto di umanità, e che non ha acquisito nel corso della sua vita. Forse qualche idea innata esiste veramente, come diceva Platone.
Davide M. is offline  
Vecchio 06-05-2014, 17.52.20   #14
gyta
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Riferimento: I veri problemi sorgono solo quando ci poniamo delle domande?

Citazione:
Dalle tue riflessioni e da quelle di Padmani potrei ragionevolmente desumere
che ci sia una sorta di predisposizione innata in talune persone,
per la quale risulta naturale porsi di fronte a certe questioni.
Da cosa desumi una sorta di predisposizione “innata” non lo comprendo,
tanto meno l’idea di un dna che predisponga a questo.
Se ci riferiamo alle capacità della mente umana mi sembra ovvio che
l’unica “predisposizione innata” sia quella di possedere questa facoltà
di una mente preposta alla coscienza mentale.

La genetica con la capacità di elaborazione del pensiero a mio avviso
non c’entra nulla. L’elaborazione avviene in sequenza ad un qualcosa da elaborare
e quel qualcosa ci viene fornito dalla tipologia dell’esperienza sensoriale in relazione
all’ambiente circostante di formazione che fornisce quell’alfabeto del pensiero
che interpreterà man mano in differenti informazioni l'esperienza.

Anche se intendessimo autentico o verosimile il concetto di idea innata
la disposizione individuale sarebbe di norma la medesima.
Temo che questo discorso intorno a disposizioni innate sia il medesimo
imputabile poi gradatamente nell’elaborazione di una politica dell’ignoranza
comune ad ogni sorta di settarismo e di razzismo.

Le cosiddette predisposizioni genetiche sono comuni in relazione alle differenti specie animali
e portano avanti quelle capacità di una specie alla mutazione o adattamento all’ambiente
e restano comuni all’intera specie, emergendo qualora la necessità del cosiddetto ambiente esterno
lo richieda, seppure per risposta latente (sorta di emulazione), tipo caratteri somatici differenti dalla originaria terra di origine.

Forse per questo il carattere di alieno fa parte dei nostri geni e talvolta emerge nel silenzio delle notti..
(quest'ultima frase sull'alieno ed alienati è una battuta di spirito)
gyta is offline  
Vecchio 06-05-2014, 19.19.48   #15
Koirè
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Riferimento: I veri problemi sorgono solo quando ci poniamo delle domande?

Citazione:
Originalmente inviato da Duc in altum!
** scritto da Koirè:




Non esiste essere umano che non si ponga domande, impossibile.
Forse ognuno ha un tempo per porsi quelle esistenzialmente principali, ma nessuno, sano di mente, puo' godersi davvero e sinceramente la "beatitudine" senza incontrare quelle risposte.

Che ti posso dire Duc in altum io x esperienza ho visto persone a me vicine non porsi domande profonde,esistenziali etc...se non :cosa metto oggi? i capelli li taglio o no?.Con questo posso anche poter credere che nel loro intimo si pongano domande "serie" ma come dice nel suo post Davide,non hanno il coraggio o la voglia di affrontare queste tematiche...e x mè va bene così.Poi come già ho detto ci sono persone che solo con l'avanzarsi dell'età iniziano a chiedersi il perchè della vita......
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Vecchio 06-05-2014, 23.57.57   #16
Davide M.
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Riferimento: I veri problemi sorgono solo quando ci poniamo delle domande?

Citazione:
Originalmente inviato da gyta
Da cosa desumi una sorta di predisposizione “innata” non lo comprendo, tanto meno l’idea di un dna che predisponga a questo.

Da cosa l'ho desunto? Dalle parole che ho letto:

Originalmente inviato da Padmani: «Ci sono persone con sensibilità particolari che posseggono un'intelligenza predisposta a cogliere i segnali interiori più di altre»

e da queste altre:

Originalmente inviato da Koirè: «L'uomo nasce con un dna diverso da un'altro e si pone alla vita diversamente da altri».

Sono parole che condivido.

Citazione:
Originalmente inviato da gyta
Le cosiddette predisposizioni genetiche sono comuni in relazione alle differenti specie animali
e portano avanti quelle capacità di una specie alla mutazione o adattamento all’ambiente
e restano comuni all’intera specie, emergendo qualora la necessità del cosiddetto ambiente esterno
lo richieda, seppure per risposta latente (sorta di emulazione), tipo caratteri somatici differenti dalla originaria terra di origine.

No, le mutazioni non sono in relazione alle predisposizioni genetiche, ma sono il frutto di successivi stadi di adattamento all'ambiente esterno di una determinata specie, altrimenti si andrebbe incontro alla necessità di dimostrare una natura latente, che dovrebbe manifestarsi sotto forma di mutazioni ogniqualvolta l'ambiente esterno lo renda necessario. La mutazione di una pinna in un arto non è il frutto di una predisposizione genetica, ma solo di centinaia di migliaia di anni di adattamento all'ambiente terrestre. Altrimenti basterebbe una sola generazione per la mutazione. Se questa sarebbe dovuta ad una predisposizione genetica, la natura latente verrebbe fuori al più presto possibile, per non mettere in pericolo la sopravvivenza di quella specie.
No, qui non stiamo parlando di mutazioni. Né tantomeno di predisposizioni genetiche in senso stretto: quello delineato dagli interventi precedenti è solo un'esemplificazione del concetto di evoluzione spirituale di un singolo individuo. La specie non c'entra.
Ma questo non metterebbe in discussione un'ulteriore riflessione: può anche essere che l'uomo, come specie, stia evolvendo anche spiritualmente e non solo fisiologicamente; e questa potrebbe essera un'altra risposta alla mia domanda iniziale, perché giustificherebbe un percorso evolutivo destinato a durare migliaia di anni, affinché la nostra specie pervenga ad una maturità spirituale altrettanto perfetta come i meccanismi biologici innati.
E questa sarebbe tralaltro un'ulteriore conferma della natura adattativa di qualsiasi attività umana, fisiologica o cognitiva, e non di una sua natura latente.
Davide M. is offline  
Vecchio 07-05-2014, 08.33.13   #17
acquario69
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Riferimento: I veri problemi sorgono solo quando ci poniamo delle domande?

Citazione:
Originalmente inviato da Davide M.
Non trovate anche voi, che i veri problemi sorgono solo nel momento in cui ci poniamo delle domande? Ogni giorno vedo delle persone che vivono la loro vita normalmente, a volte è proprio questa parola a sconcertarmi, normalmente; con questo intendo dire, che vedo tante persone vivere, senza farsi delle domande, e quindi senza porsi dei problemi. Se non ci si pone dei problemi, allora non si hanno dei problemi...
Quindi in un certo senso siamo noi stessi causa dei nostri problemi, paradossalmente.
I nostri problemi sorgono quando ci poniamo delle domande, e magari poi cerchiamo delle risposte da chi quelle domande non si pone, o non si è mai posto.
Ma perché a me viene da chiedermi su tutto, e a mio cognato no??
Vedo tante persone vivere beatamente la loro vita, e non è un modo di dire, perché è così, perché lo vedo proprio; ognuno ha i suoi problemi reali, nella vita reale, di tutti i giorni, ma questi secondo me non sono problemi, sono le scelte che dobbiamo fare, le conseguenze di scelte sbagliate, il rancore per una malattia inattesa, o la sfortuna, il caso, il destino; ma in una parola è il mistero stesso della vita, che ci pone davanti una realtà intrinseca alla vita stessa, è lo scorrere stesso della vita,
ciò che gli altri, chiamano problemi.
A volte ho come la sensazione che questo mondo mi va stretto.
Un giorno qualsiasi, incontro uno qualsiasi, dei tanti che conosco da una vita, e tra una chiacchiera e l'altra qualsiasi, gli chiedo: «...ma tu cosa ti aspetti dalla vita?», ci pensa su, poi mi guarda negli occhi e mi risponde, «dalla vita?»

secondo me tutti,chi prima,chi dopo,si pongono domande,pero succede che solo una minoranza poi sceglie di approfondire,di cercare una risposta,il resto pero preferisce non pensare e allora fara di tutto per distrarsi..ma non credo che poi si sentano meglio,anzi io credo che sia proprio il contrario e così alla fine si "perdono" e allora si che nascono i veri problemi.
non mi sembra infatti che le persone,diciamo più superficiali siano serene,può sembrare in apparenza pero solo al primo impatto,poi conoscendole meglio ho come l'impressione che dentro di loro covi un malessere terribile,che invece di affrontarlo,lo evitano più possibile..ma nessuno può sfuggire,si illudono e si fanno male da soli,e non solo quello ed e' evidente che non e' nemmeno un caso che tutto cio viene continuamente riproposto..perche ci vogliono ancora più ebeti di quello che già da soli riusciamo a fare.
credo che il livello di questo comportamento sia così vasto e compenetrato che non ce da meravigliarsi se tutto intorno a noi giri esattamente al contrario.
a me e' capitato di riflettere molto su quest'ultimo punto e in particolare di come in pochissimi anni abbia visto una trasformazione tale che a me lascia davvero sbigottito…
mi capita di pensare che posso ritenermi fortunato di aver vissuto almeno da giovanissimo in un mondo che nonostante tutto si potevano rintracciare frammenti di vita che oggi sembrano lontani anni luce..in apparenza piccole cose,che non scambierei con nulla al mondo..e potrei fare mille esempi.
tempo fa mi e' capitato di rivolgere una domanda a una persona più avanti con l'eta,una domanda che mi e' venuta pensando a quando questa persona poteva avere la mia eta e così gli ho chiesto pressapoco questo;
ma secondo te,se dovessi individuare una differenza fra la mia generazione e la tua,quale sarebbe la prima cosa che ti viene in mente?
ci ha pensato su e poi mi ha risposto:…sicuramente ci sentivamo più uniti.
be questa lho trovata una risposta molto interessante che mi ha permesso di fare molte congetture e in effetti quello che mi sembra riscontrabilissimo in tutti i sensi e' che oggi viviamo parcellizzati,chiusi in noi stessi,separati da tutti i punti di vista…ce una distanza che diventa sempre più incolmabile fra noi e il mondo,noi e la politica,noi e la comunità,noi e il prossimo…"cellule separate,che non possono più per questo svolgere la naturale funzione nell'insieme di un unico organismo"..non so se si capisce cosa intendo dire con quest'ultima metafora..
proprio ieri mi e' capitato di sapere una cosa che fa capire come esempio anche la velocità di questa folle direzione appunto già intrapresa..mi e' stato detto che,almeno qui dove vivo ora nel 2017 nelle banche non ci sarànno più le casse,tutto si fara tramite internet…in fondo non sembrerebbe manco una novità,già nei supermercati hanno installato i computer dove praticamente fai tutto da solo..probabilmente presto vivremo in un mondo dove il contatto sarà praticamente escluso…a quel punto ci cuciranno direttamente un micro chip sotto pelle,così finalmente qualsiasi parvenza di umano scomparirà definitivamente…
e tornando alla domanda iniziale…non può essere che a forza di non pensare (di non porci domande) essendo tra l'altro prerogativa umana fondamentale abbiamo appunto finito per disumanizzarci?
acquario69 is offline  
Vecchio 07-05-2014, 16.47.59   #18
gyta
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Riferimento: I veri problemi sorgono solo quando ci poniamo delle domande?

Citazione:
La mutazione di una pinna in un arto non è il frutto di una predisposizione genetica
(Davide M)
Non ho scritto questo. Nel caso interessi.
Se leggi ciò che ho scritto rispettandone la costruzione grammaticale
si comprende. Naturalmente se non fai valere il discorso secondo cui
cambiando l’ordine degli addendi il risultato non cambia, quindi io mangio
una mela uguale alla mela mangia me.
Se poi invece nell’evoluzione spirituale il significato desunto dall’uso corretto
del linguaggio non serve allora la mela mangia me.
Citazione:
non può essere che a forza di non pensare (di non porci domande) essendo tra l'altro prerogativa umana fondamentale abbiamo appunto finito per disumanizzarci?
(Acquario)
Purtroppo la direzione di una carenza di riflessione porta inesorabilmente a questo..
Ma non penso si possa giungere alla disumanizzazione senza che al pari emerga
quel senso di disperazione capace di invertire la rotta..
gyta is offline  
Vecchio 07-05-2014, 20.00.19   #19
Davide M.
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Citazione:
Originalmente inviato da gyta
Non ho scritto questo. Nel caso interessi.
Se leggi ciò che ho scritto rispettandone la costruzione grammaticale
si comprende.

No, io ho letto bene.

Tu hai scritto questo: «le cosiddette predisposizioni genetiche sono comuni in relazione alle differenti specie animali e portano avanti quelle capacità di una specie alla mutazione o adattamento all’ambiente.»

Cioè: le predispisizioni genetiche possono portare avanti le capacità di una specie alla mutazione oppure le capacità di adattamento all'ambiente di quella stessa specie.

Il mio era un esempio di mutazione non dovuto ad una predisposizione genetica.
Quando la scienza mi dimostrerà che la mutazione di un arto di topo in ala di pipistrello sia stato dovuto ad una predisposizione genetica allora e solo allora potrai usare una particella congiuntiva invece che disgiuntiva. Fino ad oggi nessuno è riuscito a dimostrare che una specie sia geneticamente predisposta alle mutazioni.
Per il resto, ciò che scrivi per me è sempre interessante.

Ultima modifica di Davide M. : 07-05-2014 alle ore 20.56.01.
Davide M. is offline  
Vecchio 07-05-2014, 22.19.43   #20
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Riferimento: I veri problemi sorgono solo quando ci poniamo delle domande?

Citazione:
Originalmente inviato da Davide M.
No, io ho letto bene.

Tu hai scritto questo: «le cosiddette predisposizioni genetiche sono comuni in relazione alle differenti specie animali e portano avanti quelle capacità di una specie alla mutazione o adattamento all’ambiente.»

Cioè: le predispisizioni genetiche possono portare avanti le capacità di una specie alla mutazione oppure le capacità di adattamento all'ambiente di quella stessa specie.

Il mio era un esempio di mutazione non dovuto ad una predisposizione genetica.
Quando la scienza mi dimostrerà che la mutazione di un arto di topo in ala di pipistrello sia stato dovuto ad una predisposizione genetica allora e solo allora potrai usare una particella congiuntiva invece che disgiuntiva. Fino ad oggi nessuno è riuscito a dimostrare che una specie sia geneticamente predisposta alle mutazioni.
Per il resto, ciò che scrivi per me è sempre interessante.



Eh sì, i veri problemi sorgono solo quando ci poniamo delle domande… o le poniamo agli altri (ironico...).

Problemi di comprensione, soprattutto, e di uso del linguaggio che per quanto condiviso è per ognuno precipuo (ad esempio io uso sovente questa parola, precipuo… ma altri ne usano di diverse, spesso migliori).

Se poi la complessità degli argomenti vien supportata da lunghe proposizioni ricche di parole la faccenda un po’ si ingarbuglia (mettendo fuori gioco persone come me tendenti alla semplificazione).

Ma sotto a tutto questo agisce un bisogno che ci accomuna tutti, di trovar nell’altro uno specchio nel quale veder riflesso quello che realmente ricerchiamo, forse il nostro vero volto, cui associare quella vocina che sentiamo costantemente dentro di noi (cito Davide).

Ritengo non si possa prescindere dal confrontarsi col prossimo, se si vuol mantenere la nostra umanità e non sconfinar in pericolosi sentieri d’autosufficienza, autoreferenzialità e ancor oltre.

Per cui apprezzo che s’apprezzi (eh, va beh…) ogni scritto, qual che sia.
Galvan 1224 is offline  

 



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