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Filosofia - Forum filosofico sulla ricerca del senso dell’essere.
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Vecchio 01-09-2014, 11.13.26   #1
jeangene
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Rappresentazione e verità ontologica

Ho da poco finito di leggere Introduzione a Nietzsche di Gianni Vattimo ed ora una nuova domanda occupa la mia mente: perchè nonostante aver realizzato che tutto è rappresentazione continuiamo a cercare verità ontologiche? La verità è fenomenica, perchè mai dovrebbe essere ontologica?
Tutto è rappresentazione, tutto si dissolve...
Penso a quell' indubitabile fulcro di ogni esperienza, l' io: rappresentazione.
Penso alla coappartenenza di essere e esser-ci: rappresentazione.
Penso al manifestarsi dell' ente come ri-velazione: rappresentazione.
Non c' è nulla che non sia rappresentazione, allora perchè ci ostiniamo a cercare verità ontologiche?

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Vecchio 01-09-2014, 11.28.18   #2
nikelise
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Ho da poco finito di leggere Introduzione a Nietzsche di Gianni Vattimo ed ora una nuova domanda occupa la mia mente: perchè nonostante aver realizzato che tutto è rappresentazione continuiamo a cercare verità ontologiche? La verità è fenomenica, perchè mai dovrebbe essere ontologica?
Tutto è rappresentazione, tutto si dissolve...
Penso a quell' indubitabile fulcro di ogni esperienza, l' io: rappresentazione.
Penso alla coappartenenza di essere e esser-ci: rappresentazione.
Penso al manifestarsi dell' ente come ri-velazione: rappresentazione.
Non c' è nulla che non sia rappresentazione, allora perchè ci ostiniamo a cercare verità ontologiche?

Perché l'uomo non puo' rassegnarsi all'impermanenza ed allora cerca un qualcosa che non cambia non muta non si trasformi .
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Vecchio 02-09-2014, 12.44.01   #3
maral
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Ho da poco finito di leggere Introduzione a Nietzsche di Gianni Vattimo ed ora una nuova domanda occupa la mia mente: perchè nonostante aver realizzato che tutto è rappresentazione continuiamo a cercare verità ontologiche? La verità è fenomenica, perchè mai dovrebbe essere ontologica?
Tutto è rappresentazione, tutto si dissolve...
Penso a quell' indubitabile fulcro di ogni esperienza, l' io: rappresentazione.
Penso alla coappartenenza di essere e esser-ci: rappresentazione.
Penso al manifestarsi dell' ente come ri-velazione: rappresentazione.
Non c' è nulla che non sia rappresentazione, allora perchè ci ostiniamo a cercare verità ontologiche?

Perché se tutto è rappresentazione deve pur esserci qualcosa che è rappresentato e questo qualcosa non può essere la rappresentazione stessa. perché implicherebbe che la rappresentazione che esaurisce la totalità dell'essere non rappresenta che il nulla e questo è un'evidente contraddizione.
Affermare che "tutto è rappresentazione", quindi nulla è il rappresentato risulta pertanto una posizione ontologica contraddittoria.
Ovviamente affinché qualcosa appaia sarà necessariamente rappresentata di modo che si attui una presa di coscienza, ma oltre questo apparire (questo essere per la coscienza) ci deve comunque essere qualcosa che, per come è in sé, oltre il suo necessario apparire, si lascia rappresentare.
E questo qualcosa non può a mio avviso che essere l'infinita totalità del suo apparire (la totalità infinita di un continuo rappresentarsi), solo in tal modo infatti non produce contraddizione.
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Vecchio 02-09-2014, 16.00.13   #4
jeangene
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Perché se tutto è rappresentazione deve pur esserci qualcosa che è rappresentato e questo qualcosa non può essere la rappresentazione stessa. perché implicherebbe che la rappresentazione che esaurisce la totalità dell'essere non rappresenta che il nulla e questo è un'evidente contraddizione.
Affermare che "tutto è rappresentazione", quindi nulla è il rappresentato risulta pertanto una posizione ontologica contraddittoria.
Ovviamente affinché qualcosa appaia sarà necessariamente rappresentata di modo che si attui una presa di coscienza, ma oltre questo apparire (questo essere per la coscienza) ci deve comunque essere qualcosa che, per come è in sé, oltre il suo necessario apparire, si lascia rappresentare.
E questo qualcosa non può a mio avviso che essere l'infinita totalità del suo apparire (la totalità infinita di un continuo rappresentarsi), solo in tal modo infatti non produce contraddizione.

Ma l' idea che affinché qualcosa appaia sarà necessariamente rappresentata di modo che si attui una presa di coscienza, ma oltre questo apparire (questo essere per la coscienza) ci deve comunque essere qualcosa che, per come è in sé, oltre il suo necessario apparire, si lascia rappresentare non è anch' essa rappresentazione?
L' inconfutabilità di questo ragionamento è evidente, ma siamo sicuri di non essere accecati dalla luce della ragione? Di non considerare Verità ciò che invece è ancora rappresentazione?

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Vecchio 02-09-2014, 22.53.15   #5
maral
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L' inconfutabilità di questo ragionamento è evidente, ma siamo sicuri di non essere accecati dalla luce della ragione? Di non considerare Verità ciò che invece è ancora rappresentazione?
E sia pure anch'esso rappresentazione, una rappresentazione attuata dalla ragione, ma rappresentazione di cosa?
Non sarà forse l'idea stessa di rappresentazione una rappresentazione?
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Vecchio 03-09-2014, 09.06.55   #6
jeangene
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Originalmente inviato da maral
Non sarà forse l'idea stessa di rappresentazione una rappresentazione?

Perchè no?! Ed è proprio da questo che deriva il mio scetticismo.
Ricordo che da ragazzino scrissi sulla prima pagina di una specie di quaderno di appunti personali la seguente frase: "Nulla è certo, nemmeno questa stessa affermazione!".
Il dubbio mi pare sensato e ineliminabile.
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Vecchio 03-09-2014, 17.47.30   #7
albert
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Originalmente inviato da nikelise
Perché l'uomo non puo' rassegnarsi all'impermanenza ed allora cerca un qualcosa che non cambia non muta non si trasformi .

Sono d'accordo. C'è una tendenza dell'uomo a cercare qualcosa che 'esista', come a cercare certezze. Questo lo porta a non ragionare in modo efficace.

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Perché se tutto è rappresentazione deve pur esserci qualcosa che è rappresentato ...

E già qua non sono d'accordo. C'è la assunzione implicita - secondo me sbagliata - che qualcosa debba 'esistere'. Secondo me dipende dall'ingannevole concetto di 'essere' su cui si è costruita una disciplina inutile, l'ontologia. Ritengo che si dovrebbe togliere ogni implicazione ontologica al concetto di 'essere', riducendolo ad un concetto di servizio - diciamo che una entità “esiste” se ci è utile per organizzare ciò che percepiamo.

Non possiamo sapere che cosa c'è dietro la rappresentazione, come le menti intrappolate in un 'Matrix' fatto bene non possono sapere che cosa c'è dietro - e non possiamo escludere di essere dentro un Matrix.

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Vecchio 03-09-2014, 19.18.13   #8
maral
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Perchè no?! Ed è proprio da questo che deriva il mio scetticismo.
Ricordo che da ragazzino scrissi sulla prima pagina di una specie di quaderno di appunti personali la seguente frase: "Nulla è certo, nemmeno questa stessa affermazione!".
Il dubbio mi pare sensato e ineliminabile.
Ma in tal caso anche la frase "Il dubbio mi pare sensato e ineliminabile" non ha alcun senso, visto che è solo una rappresentazione del dubbio che si presenta come sensato ed eliminabile. E' la medesima contraddizione a cui si giunge con lo scetticismo assoluto che finisce per negare se stesso nel momento medesimo in cui viene confermato e a questo punto qualsiasi affermazione è negazione e qualsiasi negazione è affermazione, dunque non resta che tacere con la propria follia.
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Originalmente inviato da albert
C'è la assunzione implicita - secondo me sbagliata - che qualcosa debba 'esistere'. Secondo me dipende dall'ingannevole concetto di 'essere' su cui si è costruita una disciplina inutile, l'ontologia. Ritengo che si dovrebbe togliere ogni implicazione ontologica al concetto di 'essere', riducendolo ad un concetto di servizio - diciamo che una entità “esiste” se ci è utile per organizzare ciò che percepiamo.

Non possiamo sapere che cosa c'è dietro la rappresentazione, come le menti intrappolate in un 'Matrix' fatto bene non possono sapere che cosa c'è dietro - e non possiamo escludere di essere dentro un Matrix.
Ma anche il mondo di Matrix secondo tale logica è rappresentazione (infatti da un punta di vista consueto è proprio il mondo di Matrix a essere ritenuto tale in rapporto al mondo che continuamente viviamo). Aggiungo che anche per poter dire che c'è la rappresentazione ci vuole per forza qualcosa che non venga inteso come tale, altrimenti come possiamo concepire il significato della rappresentazione? Se tutto è rappresentazione nulla è rappresentazione e tutto non può che apparire reale proprio perché tutto è rappresentazione.
Anche se nego un significato ontologico al verbo essere e ne ammetto un significato solo predicativo, devo pure ammettere che ciò di cui predico ci sia, altrimenti di che predico? Del nulla? come si può predicare del nulla? Qualsiasi cosa ne affermi è assolutamente insensata e triviale. Ci deve pur essere qualcosa affinché si possa dirne qualcosa no?
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Vecchio 04-09-2014, 08.51.32   #9
albert
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Se tutto è rappresentazione nulla è rappresentazione e tutto non può che apparire reale proprio perché tutto è rappresentazione.

certo, basta intendersi sul significato delle parole. Alla fine puoi chiamare reale ciò che altri chiamano rappresentazione

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Ci deve pur essere qualcosa affinché si possa dirne qualcosa no?

Qua però stai di nuovo usando l'argomento che ho contestato. Secondo me questa frase non è vera, e probabilmente decidere se è vera o no dipende solo da una decisione soggettiva ed arbitraria

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Vecchio 04-09-2014, 09.12.04   #10
jeangene
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Ma in tal caso anche la frase "Il dubbio mi pare sensato e ineliminabile" non ha alcun senso, visto che è solo una rappresentazione del dubbio che si presenta come sensato ed eliminabile. E' la medesima contraddizione a cui si giunge con lo scetticismo assoluto che finisce per negare se stesso nel momento medesimo in cui viene confermato e a questo punto qualsiasi affermazione è negazione e qualsiasi negazione è affermazione, dunque non resta che tacere con la propria follia.

Certo, é la logica conclusione del mio ragionamento: non resta che tacere...
Perché parli di follia? Si tratterebbe di rinunciare al giudizio per abbandonarsi alla vita.

Ho aperto questa discussione non certo nella speranza di poter confermare il mio pensiero, al contrario, spero di poterlo rinnegare perché non mi va di restare in silenzio, voglio continuare nella mia ricerca.
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