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Filosofia - Forum filosofico sulla ricerca del senso dell’essere.
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Vecchio 24-06-2002, 15.16.32   #11
Gigi
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Secondo me, non esiste un unica realtà.
Esiste un fatto (non quello di cui parlava Morfeo ) al quale a seconda dei nostri condizionamenti, della nostra cultura della nostra esperienza viene associata un'interpretazione. E ciò viene considerata realtà. Ma in effetti si tratta solo di un'apparenza. O meglio di una realtà adattata al nostra visione del mondo
Gigi is offline  
Vecchio 24-06-2002, 16.29.37   #12
784
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Question

Perdona Gigi, ma fà caldo e non sono sicuro di aver seguito bene:

Secondo me, non esiste un unica realtà.
Esiste un fatto ... al quale ... viene associata un'interpretazione
E ciò viene considerata realtà
Ma in effetti si tratta solo di un'apparenza

Ma insomma, 'sto fatto, nudo e crudo esiste o no?
Stai solo dicendo che non c'è UNA realtà per tutti gli uomini, o che non c'è e basta?
784 is offline  
Vecchio 24-06-2002, 16.41.13   #13
Gigi
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Messaggi: 91
Esiste un fatto.
E una realtà diversa per ognuno di noi.

Saluti a tutti
Gigi is offline  
Vecchio 24-06-2002, 22.37.54   #14
Attilio
 
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Per 784

Penso che Gigi si riferisse alla differenza tra realtà oggettiva (il fatto) e realtà soggettiva (come noi lo interpretiamo ed interiorizziamo).
Su questo sono d'accordo.

Ciao: Attilio.
 
Vecchio 24-06-2002, 22.50.43   #15
784
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Messaggi: 291
Anch'io, una differenza tra le due cose in ogni caso c'è.
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Vecchio 25-06-2002, 00.46.33   #16
visechi
Ospite abituale
 
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Messaggi: 1,150
Chiedo scusa a tutti, ho letto i vari interventi di questa discussione, li ho trovati estremamente interessanti, piuttosto in altra precedente discussione il tema della realtà era stato già affrontato; io intervenni con una mia opinione che rimase sospesa... senza ottenere praticamente alcuna repliuca... la ripropongo pari pari in questa discussione confidando in un esisto migliore (ACCAPIGLIAMOCI MA ANDIAmo fino in fondo)


"Dove finisce la realtà e dove inizia il pensiero di essa?" - QUESTO ERA IL TITOLO DELLA PRECEDENTE DISCUSSIONE DI QUALCHE MESE FA - EQUIVALE A DIRE "REALTA' OGGETTIVA E SOGGETTIVA"


Gran quesito; estremamente affascinante. Devo confessarlo più di una volta mi sono chiesto se veramente la realtà da me percepita fosse quella oggettiva, quella che, per intenderci avrebbero dovuto percepire tutti gli esseri viventi a parità di condizioni sia fisiche sia ambientali.

Io, nell’affrontare il tema, inizierei col porre in evidenza un dato di fatto già ampiamente sperimentato e di cui esistono le prove empiriche di laboratorio. Lo studio delle capacità percettive degli animali ha reso possibile evidenziare, con assoluta certezza, che gli animali non percepiscono la realtà circostante nel medesimo modo in cui la percepiamo noi esseri umani. I cani, ad esempio, hanno un udito ed un olfatto più sviluppato del nostro mentre la vista difetta della capacità di discernere chiaramente alcuni colori e diverse tonalità di colore (non ricordo quali). E’ evidente che, in tali condizioni, la percezione della realtà sia per questi alquanto differente rispetto all’uomo e che a differire non sia solo il fatto percettivo, inteso come fenomeno, ma anche e soprattutto la costruzione mentale del mondo circostante. In parole povere la differente percezione di alcuni fenomeni fisici è fonte di alterazioni che si ripercuotono nella percezione del mondo circostante e del modo che detti animali hanno di relazionarsi con esso; basterebbe pensare alla talpa.

Il fatto che il cane non percepisca il color rosso, o il verde, o il giallo (non so se sia vero) non rende meno vera l’esistenza dei tre colori appena citati, almeno nel senso che noi attribuiamo loro, cioè in relazione alla capacità percettiva dell’uomo, essere che in condizioni normali percepisce appunto l’esistenza di entrambi i colori. Quindi, almeno in questa circostanza stiamo parlando di due diverse realtà: una senza il rosso, o il verde, o il giallo ed una che contempla l’esistenza sia del verde, sia del giallo, sia del rosso. A questo punto dovrebbe essere agevole comprendere quanto le due diverse realtà siano entrambe soggettivamente (in relazione a ciascuno dei due diversi soggetti percepenti – cane ed uomo) oggettive e, seppur diverse, quanto entrambe coeve.

Abbiamo quindi individuato una condizione oggettiva in cui sono ammissibili due diverse realtà soggettive; oggettive (per ciascun percettore) e contemporaneamente soggettive (sempre in relazione a ciascun percettore) – cioè l’uomo percepisce la “realtà animale” come soggettiva in relazione alla “realtà uomo” oggettivamente percepita; coesistenti nel medesimo luogo (entrambi i soggetti osservano la medesima realtà) e nel medesimo momento (osservano nello stesso istante); ma ancora non siamo riusciti a definire quale delle due realtà sia la realtà vera, quella panteisticamente intesa, così come Dio, Allah, il Demiurgo o chi per Lui l’ha plasmata è messa a disposizione dei nostri fallaci sensi. Non siamo neanche riusciti ad intuire se effettivamente ESISTA una realtà così intesa, anche qualora non fosse percettibile per alcuno degli esseri viventi.

Ho il sospetto che entrambe le domande richiederebbero una risposta dettata dalla fede (positiva o negativa - io, al momento mi astengo dal pronunciarmi).

Una volta accettata, anche solo a livello teorico, la possibilità che diversi esseri viventi possano percepire realtà diverse, entrambe reali e pregnanti, essendo l’uomo limitato, finito e passibile di erronee percezioni, credo si possa anche congetturare una “realtà umana” (chiamiamola così per semplicità) che possa anche non essere quella “divina” (solo per identificare la realtà delle realtà – quella panteistica). In effetti, chi potrebbe escludere che nel percepire il mondo circostante noi, fidando nei nostri fallaci sensi, procediamo, ovviamente inconsciamente, alla rielaborazione di una realtà superiore; ogni volta che costruiamo il colore arancio attraverso una sapiente mescola dei colori giallo e rosso, potrebbe accadere che, a livello di “realtà divina”, stiamo invece componendo il colore XYZ attraverso la miscela dei colori ZYX e YZX?
In parole povere ritorna il dilemma di ely: “…Se non riuscissimo a vedere la realtà per come in Verità essa è? Se invece noi la vediamo a modo nostro?”
Noi non riusciamo a dare una risposta al quesito perché credo sia vero che l’uomo sia inglobato nella realtà che vive e, quindi, percependola come oggettiva, non è nella condizione ideale per rendersi conto di un’altra realtà più oggettiva della sua e, quindi, impossibilitato ad individuare, magari passando anche attraverso diversi livelli qualitativi (realtà cane – realtà animale – realtà uomo – realtà ….. – realtà divina), l’Unica, Vera, Oggettiva Realtà del mondo.


Vi saluto
visechi is offline  
Vecchio 25-06-2002, 01.57.21   #17
spyder
Ospite
 
Data registrazione: 06-06-2002
Messaggi: 33
timidamente..

scusa visechi,

ho letto e riletto il tuo profondo ragionamento,con difficolta' devo dire,ma con molto interesse,vorrei solo chiedere:

Perche' la realta' divina ci avrebbe dato realta' diverse?

e perche' fra lei e l'uomo, che (nella religione cristiana) e' l'essere a lei piu' vicino,avrebbe posto la mera realta'?

le scoperte che facciamo ogni giorno,buone o cattive che siano cambiano la realta' di tutti gli esseri;allora mi viene da dire che la la realta' e' mutevole,ogni giorno per tutti gli esseri.

se ho ragionato bene, potremmo giungere alla realta' divina ?





?!?! Grazie Visechi
spyder is offline  
Vecchio 25-06-2002, 13.04.18   #18
visechi
Ospite abituale
 
Data registrazione: 05-04-2002
Messaggi: 1,150
Sono consapevole che la difficoltà che hai incontrato nella lettura ed interpretazione della mia elucubrazione è dovuta esclusivamente al mio modo d'esprimermi… effettivamente potevo esporre il tutto in maniera meno contorta… pazienza… spesso, mi faccio prendere la mano.

La "realtà divina" è per me solo la "REALTA' DELLE REALTA'" non necessariamente riconducibile a Dio… io non so neppure se sono credente…

In ogni caso non sarebbe Dio (o chi per Lui) a donarci realtà diverse, piuttosto è l'uomo che rielaborerebbe in base alle proprie aspettative e in coerenza con le proprie capacità percettive (sensi limitati) l'unica realtà esistente… E' la limitatezza dell'uomo che, nell'ipotesi, creerebbe realtà soggettive…

In effetti, anch'io sono approdato alla stessa tua conclusione: la realtà è mutevole, le nostre elaborazioni modificano il mondo circostante e, quindi, e ci pongono, quindi, al cospetto di realtà mutevoli - ovviamente ciò che muterà sarà solo il nostro costrutto, la o le realtà soggettiva/e, mentre quella oggettiva, se cambia, cambierà non per causa delle nostre elaborazioni… indipendentemente… noi, probabilmente, neanche ce ne accorgiamo, non lo percepiamo. La Realtà Oggettiva non è raggiungibile dall'uomo, almeno nella sua interezza.

Sempre nella medesima discussione "Dove finisce la realtà e dove inizia il pensiero di essa" ho scritto un altro lungo intervento cui ho dato il titolo "Polluzione notturna"… se sei interessato leggilo e fammi conoscere le tue considerazioni (auspico obiezioni).


Ciao
visechi is offline  
Vecchio 25-06-2002, 21.41.12   #19
Catharsis
 
Messaggi: n/a
Sull'argomento mi sono già espresso nel forum sulla verità.

Cmq secondo me la realtà oggettiva da noi non è conoscibile.Oltre al fatto che i nostri sensi siano limitati e diano solo un interpretazione personale di ciò che ci circonda,per me anche i concetti di Spazio e di Tempo sono solo delle nostre rimanipolazioni del reale.La nostra mente rielabora la realtà secondo il suo sistema di riferimento formato dalle tre dimensioni spaziali e da quella temporale,ma ciò che viene racchiuso in questo schema può essere rivisto in infiniti altri modi anche migliori del nostro.Magari un altro essere più evoluto potrebbe avere a disposizione una percezione di dimensioni maggiore,magari potrebbe muoversi liberamente lungo il vettore del tempo in avanti e indietro,ma qua si va nella fantascienza...

A me piace immaginarmi il reale in modo sferico o circolare,anche se questa non è che un'altra delle infinite possibili interpretazioni soggettive...Quella che è la nostra consapevolezza scorrerebbe in modo unidirezionale lungo la circonferenza del tempo,passando continuamente da un presente all'altro....e la circonferenza nel suo insieme sarebbe la perfezione(dio?).Ma certe cose travalicano le nostre menti,ogni discorso su questi argomenti risulta solo riduttivo e inutile....L'immensità del cosmo e delle leggi che lo regolano è per noi cosa troppo vasta...
 
Vecchio 25-06-2002, 23.11.14   #20
Attilio
 
Messaggi: n/a
molto semplicemente

concordo sull'impossibilità nostra (come di altre creature) di avere coscienza della realtà oggettiva, a causa della limitazione dei sensi che portano dentro noi ciò che c'è fuori ci creiamo la realtà soggettiva.
L'uomo in più di altri esseri ha quella meravigliosa caratteristica che è l'intelligenza, lo posso considerare il "sesto senso" che, svelandoci il fatto di poter accedere solo alla realtà soggettiva, fa capire che qualche tassello della realtà oggettiva ci manca e riesce a farci estrapolare delle ipotesi il più realistiche possibile di questa realtà oggettiva.
Nonostante tutto il lavoro che possiamo svolgere con questa macchina meravigliosa non credo possiamo comunque arrivare alla reale comprensione della realtà oggettiva.

Spero di essermi spiegato.

Ciao: Attilio.
 

 



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