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Vecchio 03-08-2006, 14.45.00   #51
sunday01
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Riferimento: Dio e il problema dell'inferno

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Originalmente inviato da odissea
Se si leggono libri scritti da esorcisti (riconosciuti dalla Chiesa) si vede che l'inferno è una non-comunione con Dio (una non-intesa come dice Weyl, usando un termine che mi piace molto), ma non solo. L'inferno è qualcosa che viene lasciato nelle mani del demonio e dei vari satanassi che dedicano ai dannati le loro "attenzioni particolari"e "trattamenti particolari".
Ufficialmente per la Chiesa cattolica l'inferno è qualcosa di più di una lontananza da Dio....almeno così mi è parso di comprendere in base a quanto dicono certi vescovi-esorcisti, i quali sostengono che vi siano destinati coloro che liberamente scelgono il Maligno.
E' terribile questa cosa!
Questo è vero, la lontananza da Dio o più precisamente il rifiuto di Dio mette l'anima in condizione di accettare Satana, per cui non vive più alla luce di Dio e della sua legge ma bensì a quella di Satana.
Infatti, quando la notte di Pasqua si rinnova il rito del battesimo, il celebrante prima chiede se si vuole aderire a Dio e poi chiede di rinunciare a Satana e alle sue seduzioni...
Come dice Gesù, non si può servire due padroni....
Citazione:
Originalmente inviato da odissea
Un conto è pensare l'inferno come una dimensione in cui vengono meno i benefici di Dio (una cosa comunque terribile); un conto è che in questo "luogo" le povere anime dannate vengano abbandonate alla mercè del Maligno....e quest'ultima versione mi sembra sia quella più attinente all'ottica cristiana.
L'ottica cristiana di un certo tipo.... quell'ottica che misura tutto in premi o punizioni....
Ma la vera ottica cristiana parla di perdono.....
Eppure l'inferno esiste.... alcuni mistici lo hanno visto e descritto...
Io parto dal presupposto che Dio fin dal principio ha separato il bene dal male, la luce dalle tenebre... Il demonio è una figura superiore all'uomo ma inferiore a Dio... ha libertà di azione in questo mondo dove ha molti seguaci, e dove è stato condannato a strisciare... un giorno il demonio sarà vinto e precipiterà per sempre.... e con lui quanti lo hanno seguito.
Quindi non è Dio il malvagio torturatore, bensì il demonio... che in questo mondo illusorio fa percepire le sue seduzioni come soddisfazione di tutti i bisogni dell'uomo, ma essendo anche il principe della menzogna, il suo regno è l'inferno.
Sinceramente il problema dell'inferno è molto inquietante, ma essendo Dio giustizia ed equilibrio, mi piace pensare che non essendo l'uomo la causa prima del male, l'inferno non è per l'uomo, ma per il demonio che ha portato l'uomo e il mondo in queste condizioni....
Perchè, diciamo la verità, quanti uomini se fossero veramente consapevoli sceglierebbero la via del male???
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Vecchio 03-08-2006, 14.46.42   #52
Catone
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Riferimento: Dio e il problema dell'inferno

Cara odissea, le due visioni corrono entrambe nella storia della Chiesa. La seconda è estremamente più popolare perchè più immediata e terrorizzante.
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Vecchio 03-08-2006, 16.36.31   #53
odissea
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Riferimento: Dio e il problema dell'inferno

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Originalmente inviato da sunday01
Sinceramente il problema dell'inferno è molto inquietante, ma essendo Dio giustizia ed equilibrio, mi piace pensare che non essendo l'uomo la causa prima del male, l'inferno non è per l'uomo, ma per il demonio che ha portato l'uomo e il mondo in queste condizioni....
Perchè, diciamo la verità, quanti uomini se fossero veramente consapevoli sceglierebbero la via del male???

penso che in queste parole ci sia il sunto del grande "mysterium iniquitatis".
Il male c'è, ed è un mistero il fatto che ci sia.
Parto già dal presupposto che la ragione non può trovare soluzione a questo problema....può tutt'al più porsi qualche domanda.
Se l'uomo non è veramente consapevole del male e di quello che comporta la scelta del male.....è legittima la condanna eterna?E se non è legittima, può Dio consentirla?

Per Catone.
Grazie dei tuoi interventi, sempre puntuali e pertinenti e interessanti, ecc (sai che ti leggo sempre volentieri). Ti chiedevo quale è, da un punto di vista ufficiale, la versione dell'inferno che la Chiesa cattolica ritiene esatta?
Perchè onestamente non la conosco. Il papa che dice?
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Vecchio 03-08-2006, 17.47.08   #54
Catone
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Riferimento: Dio e il problema dell'inferno

Beh, per quanto ne so io, ormai quella più moderata, anche a livello di "basso clero" (basso nella gerarchia, per carità). In tutti i corsi di catechesi si parla ormai di inferno come sofferenza per la lontananza da Dio. Le anime in paradiso rifulgono della luce divina; quelle in purgatorio sono nella penombra (un buio misto a speranza); all'inferno si vaga nell'oscurità totale e nella tristezza per l'assenza divina.
Anche perchè certe minacce (arrostirai nelle fiamme dell'inferno ) fanno ormai solo sorridere...
Catone is offline  
Vecchio 03-08-2006, 19.13.00   #55
Elijah
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Riferimento: Dio e il problema dell'inferno

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Originalmente inviato da odissea
Il papa che dice?

1057 La pena principale dell'inferno consiste nella separazione eterna da Dio; in Dio soltanto l'uomo può avere la vita e la felicità per le quali è stato creato e alle quali aspira.
Dal Catechismo della Chiesa Cattolica

L'inferno secondo il Cattolicesimo

Sulla questione dell'inferno, concordo in generale con quanto dice Catone.

Heraclitus ha trattato in modo assai superficiale il "Sola Fide" di Martin Luther (Lutero) e la questione del "Servo arbitrio", oltre che la dottrina della predestinazione, ma non ho voglia ora di discuterne.

Ricordo anche che dell'inferno, se ne è parlato già parecchio in Spiritualità.


Buona continuazione
Elijah is offline  
Vecchio 04-08-2006, 10.41.43   #56
Sweet Cat
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Riferimento: Dio e il problema dell'inferno

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Originalmente inviato da odissea
penso che in queste parole ci sia il sunto del grande "mysterium iniquitatis".
Il male c'è, ed è un mistero il fatto che ci sia.
Parto già dal presupposto che la ragione non può trovare soluzione a questo problema....può tutt'al più porsi qualche domanda.
Se l'uomo non è veramente consapevole del male e di quello che comporta la scelta del male.....è legittima la condanna eterna?E se non è legittima, può Dio consentirla?


ho trovato la risposta a questa "tormentata" domanda pensando come sant'agostino e cioè che siccome Dio è l'origine del male in quanto ci ha creati con la tendenza a fare il male, non ne è comunque l'autore ne tantomeno la causa dei nostri mali in quanto l'uomo è responsabile (e non colpevole) delle proprie azioni anche quando le attua " inconsapevolmente"
Tutto questo Dio lo ha fatto per conseguire un bene maggiore e questo bene maggiore che vuole conseguire è la nostra libertà, cioè Dio ci vuole fare liberi, ebbene .......per conseguire questo bene maggiore non poteva che renderci capaci di peccare, di fare il male. Quindi lui è origine logica del male perché ci ha reso capaci di commettere peccato, ma non ha causato Lui il nostro peccato.
tutto cio che facciamo è legato alla scelta tra il bene e il male tra la vita e la morte..ma purtroppo non ne siamo sempre consapevoli.
nella bibbia è scritto che Dio ha messo davanti a noi l'acqua e il fuoco ...spetta a noi fare la scelta..
in base a cio che scegliamo siamo responsabili e quindi ..purtroppo la risposta è SI.... la condanna all'inferno eterna è leggittima in quanto è stata scelta da noi..l'unica modo che abbiamo per salvarci è riconoscerci "peccatori" e chiedere perdono a Dio delle nostre azioni e qui che subentra la "misericordia divina"

io comunque credo all'inferno come lontananza da Dio e (non come luogo fisico di fuoco e fiamme cosi come lo descrivono alcuni mistici ).


ciao
Sweet Cat is offline  
Vecchio 06-08-2006, 18.06.46   #57
Lana
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Riferimento: Dio e il problema dell'inferno

Perchè, diciamo la verità, quanti uomini se fossero veramente consapevoli sceglierebbero la via del male???
[/quote]

e allora il libero arbitrio? è una realtà reale. esistono crimini gravissimi per i quali chi li commette è consapevolissimo. posso capire che tu abbia paura per l'umanità ma se si sceglie la via del male perchè più comoda o per qualsiasi altra ragione che procuri danni ingiusti a proprio ingiusto vantaggio le cose così stanno. o se no finirebbe che ognuno farebbe tutto quel che più gli garba pensando che tanto poi l'inferno non c'è. non sarebbe affatto logico.
Dio perdona chi dimostra sincero pentimento e accetta Gesù nella sua vita come suo personale Salvatore.
le persone che in vita loro non hanno mai sentito parlare del cristianesimo saranno giudicate in base alla loro coscienza
un saluto
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Vecchio 06-08-2006, 21.55.03   #58
sunday01
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Riferimento: Dio e il problema dell'inferno

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Originalmente inviato da Lana
e allora il libero arbitrio? è una realtà reale. esistono crimini gravissimi per i quali chi li commette è consapevolissimo. posso capire che tu abbia paura per l'umanità ma se si sceglie la via del male perchè più comoda o per qualsiasi altra ragione che procuri danni ingiusti a proprio ingiusto vantaggio le cose così stanno. o se no finirebbe che ognuno farebbe tutto quel che più gli garba pensando che tanto poi l'inferno non c'è. non sarebbe affatto logico.
Dio perdona chi dimostra sincero pentimento e accetta Gesù nella sua vita come suo personale Salvatore.
le persone che in vita loro non hanno mai sentito parlare del cristianesimo saranno giudicate in base alla loro coscienza
un saluto

Certamente chi sceglie la via del male ne è responsabile e deve accettarne le conseguenze.... In genere queste persone non credono in Dio e tanto meno nell'inferno... quindi, almeno nella visuale di chi invece ci crede, non sono veramente consapevoli del fatto che per soddisfare degli istinti e delle passioni nell'immediato, che portano ad infrangere la legge di Dio, vanno incontro alla morte eterna e all'inferno...
La mia considerazione è che l'uomo all'inizio ha ceduto a una tentazione, pur essendo stato avvisato che se lo avrebbe fatto sarebbe morto, ma ha preferito credere che sarebbe diventato come Dio.... quindi è stato punito nel senso che si è verificato quello che Dio gli aveva predetto... ma l'amore di Dio è più forte del male quindi ha dato all'uomo la possibilità di riscattarsi.... tramite Gesù Cristo.
Giustamente tu dici che le persone che non hanno mai sentito parlare del cristianesimo saranno giudicate in base alla loro coscienza, ma se nella coscienza non c'è nemmeno un barlume di luce.... significa che manca pure la consapevolezza...
Comunque solo Dio può sapere quello che c'è nel profondo del cuore dell'uomo, i grovigli di sentimenti e di disperazione e di quant'altro... o le false convinzioni legate a questo mondo, che è diventato il regno di satana...
Non per nulla Gesù disse dei suoi torturatori: "Padre, perdona loro perchè non sanno quello che fanno"...
Del resto sono d'accordissimo con te che chi compie consapevolmente crimini gravissimi e qualsiasi crimine in genere debba essere punito...
La mia considerazione è molto ottimistica e si basa sul fatto che noi molte volte misuriamo Dio col nostro metro umano.... ma abbiamo visto proprio con la storia di Gesù Cristo che ciò che per noi è considerato stolto per Dio è una cosa saggia.... e che tante volte le nostre vie non sono le sue vie.
Un saluto

sunday01 is offline  
Vecchio 07-08-2006, 10.36.10   #59
visechi
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Riferimento: Dio e il problema dell'inferno

Il primo giorno della Creazione Dio separò la luce dalla tenebra, delle due, il libro della genesi solo d’una parla di “cosa buona”: la luce, lasciando intendere con chiarezza che il suo contrario, cioè le tenebre, siano cosa “non buona”.

3]Dio disse: «Sia la luce!». E la luce fu. [4]Dio vide che la luce era cosa buona e separò la luce dalle tenebre [5]e chiamò la luce giorno e le tenebre notte. E fu sera e fu mattina: primo giorno.

I Libri sacri per trasmettere il messaggio di cui sono portatori, spesso si affidano alle metafore. Pare evidente che luce e tenebra siano da intendere rispettivamente “Bene” e “Male”. Il cosmo fino a quel momento era quindi un groviglio indistricabile di Bene e Male, tanto che le due forze sarebbero state difficilmente identificate e conosciute nella loro essenza. Dio, nel primo giorno della Creazione, nel suo progettare l’ostello che avrebbe ospitato la sua più bella Creatura, predispose le cose affinché il Bene e il Male fossero ben distinti e distinguibili dalla creatura. Il Tentatore, il demonio (dyaballein-diaballo-diavolo, colui che separa), era posto nel Creato prima dell’avvento dell’uomo, tant’è che fa la sua comparsa sul palcoscenico senza che sia annunciato o presentato da un atto creativo divino. Quindi il Male era preesistente alla Creazione stessa e pervadeva, seppur nel Kaos, l’intero Cosmo nella sua caotica condizione primigenia. Dio impose un’unica prescrizione alla Creatura:

[16]Il Signore Dio diede questo comando all'uomo: «Tu potrai mangiare di tutti gli alberi del giardino, [17]ma dell'albero della conoscenza del bene e del male non devi mangiare, perché, quando tu ne mangiassi, certamente moriresti».

Egli, dunque, dopo aver reso manifesto e aver definito i confini che separavano luce e tenebra, dopo aver immesso l’uomo all’interno della Creazione che era intrisa della possibilità del Male e della menzogna, gl’impose di disdegnare questa possibilità da Lui stesso inserita nel creato. Pretese un atto di fede indefettibile, inarretrabile, inalienabile, irrinunciabile, pur sapendo che l’uomo, per sua costituzione, anch’essa dal Creatore così voluta, sarebbe incespicato nell’eccedenza di vita e della propria Natura che Dio stesso aveva voluto. Nella Genesi è scritto con una certa chiarezza la ruvidezza del pretendere di Dio. Egli ben sapeva in anticipo che il Male sarebbe stato un richiamo irresistibile, che il conoscere è un propendere dissetante cui l’uomo non avrebbe potuto (proprio potuto, non voluto) rinunciare. La colpa dell’uomo non è quella dunque di aver disatteso l’unica prescrizione divina, non è un atto volitivo decisorio dell’uomo, ma è solo un adeguamento, un adagiarsi, un conformarsi alle propensioni naturalmente instillate da Dio. La colpa dell’uomo è ben misera cosa se rapportata al misfatto compiuto a suo danno da colui che volle e predispose tutto questo. L’inferno dell’uomo è proprio questa possibilità di decidere, di optare per la separazione in terra dal suo creatore, separazione che si perpetuerà nella dannazione eterna. E’ questa parvenza di libertà di scelta, che soggiace alla natura. E il tragico della vita è il risultato del sentore del profumo di quest’eterno conflitto, della disputa fra cielo e terra che è agonia in noi, com’è agonia del creato stesso. Noi permaniamo sospesi fra il cielo e la terra, poggiamo i piedi sul terreno per ricercare in esso le tracce del sacro, trovandovi spesso solo le lusinghe mondane, e volgiamo lo sguardo a rimirar le stelle, perché nel nostro immaginifico è da lì che proveniamo e lì dovremo tornare: verso il cielo, perdendo più spesso che no, il contatto col terreno che sorregge il peso del nostro corpo. Così, sovente, voliamo per mondi iperuranici, stringendo fra le dita contratte delle mani una verità - la Verità, la nostra verità - che si disfa e sfalda come cera al sole, come sabbia al vento, ributtandoci nell’incertezza e nel dubbio che un attimo prima avevamo la certezza di aver definitivamente abbandonato. Siamo così erranti, vagabondi, apolidi che non approdano in vita a quella certezza promessaci, che per vanagloria artificiosamente costruiamo per porre un tetto confortevole sopra la nostra testa.

La religione (da re-ligare, cioè unire) esorta all’abbandono di sé, all’oblio di sé, proprio perché in sé l’uomo reperisce quel vulnus decisorio che ammalia e tende alla separazione che innalza l’uomo a divinità che surroga Dio.

Eppure Dio è anche infinitamente buono. Se da una parte ha perpetrato questo misterioso e ambiguo gioco (almeno secondo i canoni di giudizio umani), Egli, non partecipando direttamente alla rappresentazione messa in scena nel mondo, oltre ad aver istillato nell’uomo l’incanto e il soggiacere alla malia ed alla fascinazione del Male, ha anche inculcato il richiamo soffuso dell’unione. L’uomo, passando attraverso il crocicchio sconvolgente del pentimento, ripercorre a ritroso le strade che riconducono all’abbraccio con il Creatore ed interseca il perdono e la Grazia, anche nell’ultimo istante di vita. Fatto precluso agli angeli decaduti. Così è che l’esistenza sia somiglianza e riflesso della Vita stessa: un perenne oscillare fra gli obbrobri della perdizione e i suadenti richiami della contrizione, un bordeggiare senza requie fra Bene e Male, un echeggiare fra Vita e Morte, un moto inesausto fra le tenebre che succedono e precedono la luce, come il giorno precede e succede la notte.
Ma l’inferno e la dannazione eterna sono la stasi di questo movimento ondulatorio, sono la stagnazione definitiva ed irredimibile del moto delle maree, non più costrette a lambire la costa per poi subitamente ritrarsi, sono il limite raggiunto, inarretrabile che mai più s’avanza. L’inferno è la Morte eterna, lontananza definitiva e separazione senza misericordia, senza remissione, senza più la possibilità di redenzione dalla fonte originaria che poggiò la prima pietra di questa notte ricca di luce, allora e sempre, in quella buia notte dei tempi rischiarata da un atto creativo a noi velato nella sua significanza, reso misterioso e conchiuso in sé stesso, nel mistero ambiguo che ogni giorno si rinnova, rinnova se stesso, contraendosi ed espandendosi nel respiro della Vita, in un determinarsi e crearsi incessante privato della voce e della presenza mondana di colui che tutto ciò volle. L’inferno della tradizione Cristiana è l’eterna e perpetua separazione (diaballeim – demonio) dal Creatore, fra le cui sole braccia, in un’unica visione che tutto disvela, è possibile cogliere il senso di tutto ciò che per noi è mistero.


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Vecchio 07-08-2006, 10.50.42   #60
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Riferimento: Dio e il problema dell'inferno

Grazie Elijah, sono andata a guardarmi i link che hai segnalato.

In merito a chi è stato così gentile da rispondermi sulla domanda "mysterium iniquitatis"(sunday, sweet cat, grazie!) vorrei farvi un esempio, perchè non riesco ad esprimere in altri modi le sensazioni che ho, pensando ad inferno e libero arbitrio.
Il fratellino di un mio carissimo amico è stato mandato in riformatorio per spaccio di haschish(o come si scrive). Da un po' i carabinieri lo tenevano sott'occhio, ma non lo avevano mai fermato perchè si trattava di un furfantello che comprava qualche pezzettino di fumo per se e pochi amici, niente di più. Ce ne sono tanti, i carabinieri non possono star dietro a tutti.
Un giorno sto ragazzino è stato segnalato alle forze dell'ordine da parte di un vicino di casa (un signore sulla 50ina)perchè costui aveva avuto un diverbio col ragazzino per via del giardino condominiale.
Ebbene i carabinieri si sono stufati; uno di loro si è "travestito" ed ha adescato il ragazzino chiedendogli di avere bisogno di fumo, tanto tanto fumo. Il ragazzino, al quale facevano gola i soldi che ne avrebbe guadagnato, si è attivato e ha procurato tutto ciò che serviva; al momento della consegna del pacchetto al carabiniere in borghese, è stato arrestato.
Questa storia la potrei trasportare sul piano spirituale. Se il ragazzino avesse avuto piena consapevolezza delle conseguenze, non avrebbe commesso il crimine; in oltre il ragazzino è stato istigato dalle stesse forze dell'ordine a commettere il fatto.
Io non credo che Dio possa agire come quel carabiniere in borghese; lo trovo sinceramente sleale.
Se io avessi un figlio, non lo sottoporrei volontariamente ad una tentazione, per verificare come si comporta, e per poi punirlo se cede a questa tentazione. Insomma c'è qualcosa che non mi quadra rispetto a Dio, alle tentazioni cui ci dovrebbe sottoporre per verificare la nostra coscenza, e alle rispettive eterne condanne. Mi rendo conto che la mia è una sciocca logica umana......ma non posso fare a meno di pensarle queste cose.
odissea is offline  

 



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