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Filosofia - Forum filosofico sulla ricerca del senso dell’essere.
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Vecchio 09-10-2006, 20.57.02   #21
Weyl
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Riferimento: Il cristianesimo stà per finire?

Citazione:
Originalmente inviato da VanLag
Forse il punto più difficile da comprendere è proprio la possibilità che morale e civile non debbano necessariamente coincidere.
Facciamo un esempio. Io e te ed altre sette persone, abbiamo il cancello che esce su una strada privata e che è piuttosto stretta e se qualche amico o parente in visita, lascia una macchina parcheggiata in fronte ad uno dei cancelli di quella strada, chi deve uscire di casa deve suonare da 1 a 8 campanelli per farla rimuovere. Molto poco pratico!
Così ci troviamo una sera tutti e nove e decidiamo di impegnarci a controllare che chi viene a trovarci abbia parcheggiato non in fronte ad un cancello di quella strada.
Ok….. abbiamo stabilito una norma di convivenza civile che è vantaggiosa per tutti ma che non tocca la morale o l’etica.
Secondo me le leggi di uno stato dovrebbero essere così, cioè curare il buon funzionamento delle strutture complesse che compongono la società. Il codice della strada punisce i trasgressori certo, ma non ne fa una questione di etica e di morale, ma semplicemente di rispetto di leggi fatte per la fluidità del traffico.
Un semaforo non è inerente al bene ed al male, al giusto ed allo sbagliato, ma semplicemente dice quando si ha il diritto di passare e quando no.
Noi diamo per scontato che le due cose debbano marciare assieme, perché siamo abituati storicamente alla commistione tra potere temporale e potere spirituale, (non lo dico in tono polemico), e ci sembra impossibile che si possa dividere i due ambiti.... ma proviamo a pensarci bene se è così impossibile e così inutile.


In buona parte si anche perché ti garantisco che passare sistematicamente col rosso è controproducente.
Poi c’è un 10% circa di furbi cronici, quelli che non si sono accorti che non sono soli al mondo o che il mondo non è fatto per loro, che quando c’è al coda ti superano sulla destra per poi re-immettersi a fine coda. La percentuale, che stimo in base alla mia esperienza di pendolare con macchina, è forse in aumento, ma credo che questo dipenda dalla cultura che ha diffuso il passato governo.
Ma bisognerebbe indagare bene da cosa nasce la cultura tutta italiana che arriva quasi a premiare la furbizia. Perché per un cittadino italiano osservare la legge è solo un onere e non un onore? Perché si sente sminuito se lo fa?

Ho deviato anche il dal tema del 3d….. Non è necessario una risposta alle mie domande….. erano così tanto per dire.


Il motivo per cui non ho preso parte, fino ad ora, alla presente discussione, sta nel fatto che la giudico insensata.
Sono millenni che si decreta la "fine" della religione, a beneficio dell'emancipazione dell'Uomo dal suo retaggio di miti e credenze.
Lo faceva già Lucrezio, con toni non troppo distanti da quelli di Voltaire.
Lo ripetè il libertinismo seicentesco, il positivismo di Comte, di Ardigò, il riduzionismo di Taine, nel secolo diciannovesimo.
Lo facero gli illuministi, i giacobini. Ripresero l'asserto, con più intenso vigore, Nietzsche e i nichilisti.
Deformandone l'impianto iniziale, persino Sartre diede forma a questo intento dentro quella corrente di pensiero che si definisce "esistenzialismo".
Il marxismo realista e scientifico del ventesimo secolo condusse, per un tratto, la staffetta.
Persino nell'Alto Medioevo se ne rintracciano i vettori, come il famoso Buridano.
Insomma, ragazzi, guardate oggettivamente alla storia del pensiero: e vedrete che tutte quelle idee sono passate, hanno percorso il loro tempo, ispirando confronti, suscitando polemiche, persistendo, oggi, come matrici ancor vive di sole suggestioni intellettuali.
Ma il Cristianesimo non è passato.
Al capezzale di questo misero e modesto malato agonizzante si sono succedute generazioni intere di luminari, da lungo tempo morti e sepolti.
Risultato: l'agonizzante è vivo, nonostante tutto, in spregio alle diagnosi più acute e brillanti, sorridendo della scienza che ne aveva decretato la morte.
Quando poi sento che, secondo qualcuno, dipende dalla passata legislatura il fatto che gli italiani abbiano un modo, come dire?, un poì "naive" di interpretare le Leggi... Beh, francamente mi prudono le mani.
Sarà colpa di Berlusconi anche della sopravvivenza di Cristo nel cuore delle genti?
Avrà il merito o la colpa di operare retroattivamente nella Storia?
Se così è, sia fatto Santo subito, ancora in vita, poichè davvero egli è "l'unto del Signore"...
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Vecchio 10-10-2006, 07.12.38   #22
ludovicofrescura
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Riferimento: Il cristianesimo stà per finire?

Rispondendo complessivamente a WEYL…

Bene! Prendo atto che qualcuno abbia cessato anche lui d’essere sensato, bagnandosi… - che dico? – sfiorando con la punta della sua pantofola pastorale l’acqua torbida della insensatezza. (Posso persino prevedere che finirà coll’immergercisi… No, col tuffarcisi!)

Non è da millenni che si decreta – come qui stiamo facendo – la fine della religione: il contrario (almeno per un versante – il mio). Parliamo di sacralità, di santità, di trascendenza; di quella antica/remota suggestione dell’animo dell’uomo che lo accompagna da sempre, da quando esce dalla sua grotta fino alle nostre tastiere, lo smarrisce e lo illumina, lo inferocisce/lo blandisce – suggestione forte di vita e di morte, di voler vivere a tutti i costi e di non voler morire mai – per cui egli si fa credente/non credente nel dio/negli dèi fino all’inverosimile. E in ciò, usando tutte le sue funzioni psichiche (sentimento, memoria, fantasia, ragione e quant’altre se ne elenchino, ma soprattutto l’intuizione) si inginocchia, si raccoglie, si adira… Ma arriva qualcuno, perché all’improvviso si decide, e dice confidenziale nel suo vestito più vieto di cattedra entrando nell’aula: “ Ehi ragazzi, aprite la finestra e smettetela di scoreggiare, ché qui non si respira!”

Religione non vuol dire soltanto (anzi assai poco) credere più o meno, e spesso ipocritamente, in un ‘dio’ coi pantaloni, che a un punto della storia dell’Uomo, in questo angolo sperduto d’Universo, scende e si fa la sua scopata, ingravida la poverina (fra l’altro già ‘fidanzata’) e rivola bello bello nel suo paradiso di liuti e svolazzi d’angelo: Giove/Zeus fa più o meno così con Europa e Leda, e gli altri Dèi dell’Olimpo a seguirlo fra occhiatine e sghignazzi. E non c’è religione di chiese esaltate od oscurate, di popoli interi o di individui singoli che non contempli una qualche commistione di sensi tra l’umano e il divino, un po’ violenta, un po’ sublime, un po’ liberatoria… Come si può pensare che qualcuno creda (se non provocatorio o goliardico, quando non disperato o demente) nel seppellimento del sentimento religioso, nella calcinazione della intuizione, in una definitiva fine escatologica da clinamen freddo|perpetuo|automatico per l’uomo/per noi?!!

La nostra emancipazione non si costruisce sul sepolcro della nostra religiosità – chi lo dice qui?… Piuttosto si dice nell’insieme – mi sembra di capire – con parole diverse e stili diversi, con molti/sparsi punti presi e molte immagini curiose/impertinenti eppure con disponibilità all’ascolto e apertura mentale, che come tutto dell’Uomo e del Mondo anche il suo sentimento religioso diviene, si trasforma, matura; come la sua intelligenza (forse), la sua conoscenza (è indubitabile), la sua potenzialità (si vedrà).

Ma la cosa stupefacente per me è che quasi sempre, confrontandosi spiritualmente, si zompa più o meno come saltando alla cavallina sullo spirito religioso (cioè il primo in fondo accosciato al muro alla pecorina), poi via via sulle religioni della storia, sulle chiese della storia, e di salto della cavallina in salto della cavallina s’arriva uno sulla schiena dell’altro, tutti quanti ammucchiati/divertiti sopra quelli di sotto a dire di Gesù, di cristianesimo, di Chiesa di Roma, dell’ultima enciclica… E adesso ci macava anche che qualcuno, in questo post di forun di sito di internet, si aggiungesse Berlusconi – il salesiano! E che diamine!… TRIS
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Vecchio 10-10-2006, 11.41.23   #23
Catone
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Riferimento: Il cristianesimo stà per finire?

Citazione:
Originalmente inviato da and1972rea
E...l’ebraismo?... sta per finire?...
L'ebraismo come religione è finito più o meno da quando Tito distrusse il tempio e sconfisse l'ultimo preteso Messia. Era quella la data ultima, secondo i calcoli della Torah, perchè si compisse la promessa messianica di Dio.
Da quel momento in poi l'ebraismo si è trovato, per così dire, scoperto: la religione del popolo eletto si era dimostrata smaccatamente falsa.
Ora l'ateismo dichiarato in Israele tocca punte del 90% e molti rabbini dichiarano candidamente che Dio non esiste e che, al limite, può essere indicato nello stesso popolo di Israele (rafforzando in modo sacrale il nazionalismo ebraico).
Altra cosa è il sionismo, quello è ancora valido: la fine della religione ebraica non significa di certo che gli ebrei rinuncino ad essere un popolo e a difendere con le unghie e con i denti (e pure con le bombe) la loro terra promessa...
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Vecchio 10-10-2006, 12.40.34   #24
Rolando
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Riferimento: Il cristianesimo stà per finire?

Citazione:
Originalmente inviato da VanLag
Riporto queste parole del teologo Sergio Quinzio sul futuro del cristianesimo.

Se (l’imperatore) Giuliano mi avesse interpellato circa la possibilità della rifondazione della civiltà pagana, - scriveva il teologo - avrei dato la stessa risposta negativa che darei oggi se il Papa mi interpellasse circa la possibilità della rifondazione della civiltà cristiana”. Non solo: “proprio lo sforzo di restaurazione compiuto dal giovane imperatore contribuì allora a far definitivamente precipitare il paganesimo. E la cosa mi sembra puntualmente ripetersi, per quel tanto che nella storia si danno puntuali ripetizioni”.

Considerando anche la sintesi del pensiero di Quinzio, che potete trovare in questo sito http://www.filosofico.net/quinzio.htm invito tutti i liberi pensatori, (credenti o meno), ad esprimere cosa ne pensano in merito al futuro del cristianesimo e ad una sua possibile lenta scomparsa.

Ciao VanLag e tutti!
Io penso che il cristianesimo in realtà non abbia ancora cominciato. Il cristianesimo vero, cioè il messaggio di Gesù "Amatevi" come soluzione dei problemi ed i crisi che dominano la vita nei giorni nostri, non ha ancora penetrato sufficientemente la vita sociale, la politica, le relazioni fra gli individui e fra le nazioni ecc.
Finché il cristianesimo è solo una dottrina di fede il vero cristianesimo non può manifestarsi anche se già adesso c'è tanto amore nella vita sotto forma dell'aiuto per i paesi poveri, l'aiuto sociale, la cura degli anziani, il vegetarismo, l'internazionalismo, cioè l'altruismo in tutte le sue forme.
Ma penso che abbia ragione Martinus quando dice che nel futuro questa realtà si evolverà sempre di più per infine dominare la vita sociale dell'uomo e dell'umanità, e allora il vero cristianaesimo sarà "concretisato" sulla terra.
Lo sviluppo politico e sociale dell'umanità dimostrerà sempre più chiaro che l'unica strada d'uscita dai crisi internazionali e dalla guerra ecc è sviluppare un atteggiamento amorevole e pacevole verso altri individui e verso altre nazioni, il quale è identico con il vero "cristianesimo" che dominerà la cultura futura sulla terra.
Ciao
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Vecchio 10-10-2006, 12.46.58   #25
Weyl
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Riferimento: Il cristianesimo stà per finire?

Citazione:
Originalmente inviato da ludovicofrescura
Rispondendo complessivamente a WEYL…

Bene! Prendo atto che qualcuno abbia cessato anche lui d’essere sensato, bagnandosi… - che dico? – sfiorando con la punta della sua pantofola pastorale l’acqua torbida della insensatezza. (Posso persino prevedere che finirà coll’immergercisi… No, col tuffarcisi!)

Non è da millenni che si decreta – come qui stiamo facendo – la fine della religione: il contrario (almeno per un versante – il mio). Parliamo di sacralità, di santità, di trascendenza; di quella antica/remota suggestione dell’animo dell’uomo che lo accompagna da sempre, da quando esce dalla sua grotta fino alle nostre tastiere, lo smarrisce e lo illumina, lo inferocisce/lo blandisce – suggestione forte di vita e di morte, di voler vivere a tutti i costi e di non voler morire mai – per cui egli si fa credente/non credente nel dio/negli dèi fino all’inverosimile. E in ciò, usando tutte le sue funzioni psichiche (sentimento, memoria, fantasia, ragione e quant’altre se ne elenchino, ma soprattutto l’intuizione) si inginocchia, si raccoglie, si adira… Ma arriva qualcuno, perché all’improvviso si decide, e dice confidenziale nel suo vestito più vieto di cattedra entrando nell’aula: “ Ehi ragazzi, aprite la finestra e smettetela di scoreggiare, ché qui non si respira!”

Religione non vuol dire soltanto (anzi assai poco) credere più o meno, e spesso ipocritamente, in un ‘dio’ coi pantaloni, che a un punto della storia dell’Uomo, in questo angolo sperduto d’Universo, scende e si fa la sua scopata, ingravida la poverina (fra l’altro già ‘fidanzata’) e rivola bello bello nel suo paradiso di liuti e svolazzi d’angelo: Giove/Zeus fa più o meno così con Europa e Leda, e gli altri Dèi dell’Olimpo a seguirlo fra occhiatine e sghignazzi. E non c’è religione di chiese esaltate od oscurate, di popoli interi o di individui singoli che non contempli una qualche commistione di sensi tra l’umano e il divino, un po’ violenta, un po’ sublime, un po’ liberatoria… Come si può pensare che qualcuno creda (se non provocatorio o goliardico, quando non disperato o demente) nel seppellimento del sentimento religioso, nella calcinazione della intuizione, in una definitiva fine escatologica da clinamen freddo|perpetuo|automatico per l’uomo/per noi?!!

La nostra emancipazione non si costruisce sul sepolcro della nostra religiosità – chi lo dice qui?… Piuttosto si dice nell’insieme – mi sembra di capire – con parole diverse e stili diversi, con molti/sparsi punti presi e molte immagini curiose/impertinenti eppure con disponibilità all’ascolto e apertura mentale, che come tutto dell’Uomo e del Mondo anche il suo sentimento religioso diviene, si trasforma, matura; come la sua intelligenza (forse), la sua conoscenza (è indubitabile), la sua potenzialità (si vedrà).

Ma la cosa stupefacente per me è che quasi sempre, confrontandosi spiritualmente, si zompa più o meno come saltando alla cavallina sullo spirito religioso (cioè il primo in fondo accosciato al muro alla pecorina), poi via via sulle religioni della storia, sulle chiese della storia, e di salto della cavallina in salto della cavallina s’arriva uno sulla schiena dell’altro, tutti quanti ammucchiati/divertiti sopra quelli di sotto a dire di Gesù, di cristianesimo, di Chiesa di Roma, dell’ultima enciclica… E adesso ci macava anche che qualcuno, in questo post di forun di sito di internet, si aggiungesse Berlusconi – il salesiano! E che diamine!… TRIS

Prendo atto della precisazione, ma ribadisco punto per punto quanto ho già scritto.
Si sostituisca, a tale scopo, la locuzione "Chiesa di Roma" in luogo dei lemmi "Cristianesimo" e "religione" e si ometta, infine, la citazione di Lucrezio.
Anche perchè, a mio modesto modo di vedere, non sussiste alcuna contraddizione tra il concetto di Cristianesimo e la sua rappresentazione istituzionale nella Chiesa Cattolica Romana.
Non vi intercorre, ovviamente, neppure un rapporto di identità: ma che la Chiesa inerisca al Cristianesimo è fuori discussione, suppongo.
Considero il percorso storico della Chiesa come affine a quello, agostiniano, della civitas dei peregrinans, e come tale commisto, inevitabilmente, di stigmate "culturali", in senso antropologico.
Nè credo che questo tempo, presente e vivo, vi faccia eccezione: nella sua generale tensione verso il superamento del relativismo e del postmodernismo Lyotardiano, esso si avvia ad una rifondazione del logos oggettivo in ogni settore disciplinare della Ricerca.

In termini borsistici, caro amico, le tue posizioni hanno già "scontato" ogni guadagno.
De hoc satis.
Weyl is offline  
Vecchio 10-10-2006, 19.54.49   #26
ludovicofrescura
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Riferimento: Il cristianesimo stà per finire?

Di nuovo rispondendo complessivamente a WEYL


Sì/sì, rimani pure legato ai tuoi “punti per punti”, ché nella diversità dei convincimenti mi sembra di amare di più il mio! Sìi tuttavia ‘linguisticamente’ coerente (non dico eticamente): se “prendi atto di una precisazione” – la mia – che ti nega almeno in un punto, non puoi adiacente e immediato “ribadire punto per punto” (ovvero nessun punto escluso) quanto hai scritto – ti pare?

(Fuori luogo e fuori tempo ‘consentimi’ una domanda: che vuol dire per te letteratura/teatro?… Ma non dirmi niente: so che mi daresti risposte da manuale!)

“Omettendo” poi misùrati – altro consiglio. Perché se ometti troppo, del tuo precedente messaggio, ne cancelli la seduzione: è stato l’aspetto vagamente storico/colto che ha legittimato e dato nerbo alla tua stroncatura – secondo me.

Comunque… “Chiesa di Roma’ vale ‘Cristianesimo” per te (a me sembra eccessivo: e il luteranesimo, il calvinismo, la chiesa anglicana, la chiesa ortodossa, e tutte le correnti e tutti i movimenti minori che sono innumeri?… – vabbè, non ne parliamo ché tanto è inutile). A mia volta prendo atto che fra cristianesimo nel suo complesso e Santa Romana Chiesa nel suo specifico, per te, "non sussiste nessuna contraddizione"… D’accordo: è – come dici – il tuo "modesto modo di vedere"!

Una sfumatura ancora… Nel passaggio cruciale (al limite della dimostrazione!) “che la Chiesa inerisca al Cristianesimo” mi sembra che usi il verbo inerire più in modo connotativo che denotativo. Ma qui un semiologo si metterebbe a ridere (di me – ben inteso).

Piuttosto è la storia che racconti del percorso del Papato prima e Vaticano dopo (scusami – sono un rozzo): secondo te esso/percorso non inerisce più ma “è commisto” questa volta “di stigmate culturali in senso antropologico”. Beh, dubito che Ratzinger sia tanto d’accordo; forse più lo sarebbe stato Woytila, seppure su questa faccenda si sia cosparso un bel giorno il capo di cenere.

“Né credo che questo tempo, presente e vivo, vi faccia eccezione” è frase sicuramente bella e di effetto (“… e le morte stagioni, e la presente || e viva, e il suon di lei…)

Su Lyotard apri un post: io ti seguo (lyotardiano, come aggettivo, esige la elle minuscola).

Infine, in faccende di borse di studio, di guadagni accademici e scontatezze/altre non vorrei essere implicato (anzi mai inerire… no, essere commisto nel modo più assoluto). TRIS
ludovicofrescura is offline  
Vecchio 11-10-2006, 01.54.01   #27
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Riferimento: Il cristianesimo stà per finire?

Citazione:
Originalmente inviato da ludovicofrescura
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Sì/sì, rimani pure legato ai tuoi “punti per punti”, ché nella diversità dei convincimenti mi sembra di amare di più il mio! Sìi tuttavia ‘linguisticamente’ coerente (non dico eticamente): se “prendi atto di una precisazione” – la mia – che ti nega almeno in un punto, non puoi adiacente e immediato “ribadire punto per punto” (ovvero nessun punto escluso) quanto hai scritto – ti pare?

(Fuori luogo e fuori tempo ‘consentimi’ una domanda: che vuol dire per te letteratura/teatro?… Ma non dirmi niente: so che mi daresti risposte da manuale!)

“Omettendo” poi misùrati – altro consiglio. Perché se ometti troppo, del tuo precedente messaggio, ne cancelli la seduzione: è stato l’aspetto vagamente storico/colto che ha legittimato e dato nerbo alla tua stroncatura – secondo me.

Comunque… “Chiesa di Roma’ vale ‘Cristianesimo” per te (a me sembra eccessivo: e il luteranesimo, il calvinismo, la chiesa anglicana, la chiesa ortodossa, e tutte le correnti e tutti i movimenti minori che sono innumeri?… – vabbè, non ne parliamo ché tanto è inutile). A mia volta prendo atto che fra cristianesimo nel suo complesso e Santa Romana Chiesa nel suo specifico, per te, "non sussiste nessuna contraddizione"… D’accordo: è – come dici – il tuo "modesto modo di vedere"!

Una sfumatura ancora… Nel passaggio cruciale (al limite della dimostrazione!) “che la Chiesa inerisca al Cristianesimo” mi sembra che usi il verbo inerire più in modo connotativo che denotativo. Ma qui un semiologo si metterebbe a ridere (di me – ben inteso).

Piuttosto è la storia che racconti del percorso del Papato prima e Vaticano dopo (scusami – sono un rozzo): secondo te esso/percorso non inerisce più ma “è commisto” questa volta “di stigmate culturali in senso antropologico”. Beh, dubito che Ratzinger sia tanto d’accordo; forse più lo sarebbe stato Woytila, seppure su questa faccenda si sia cosparso un bel giorno il capo di cenere.

“Né credo che questo tempo, presente e vivo, vi faccia eccezione” è frase sicuramente bella e di effetto (“… e le morte stagioni, e la presente || e viva, e il suon di lei…)

Su Lyotard apri un post: io ti seguo (lyotardiano, come aggettivo, esige la elle minuscola).

Infine, in faccende di borse di studio, di guadagni accademici e scontatezze/altre non vorrei essere implicato (anzi mai inerire… no, essere commisto nel modo più assoluto). TRIS

1) Se io scrivo "Napoleone tentò di occupare la Russia" e via di seguito con circostanze e date, può darsi che qualcuno voglia precisare: "Ma come? Napoleone tutto solo volle occupare la Russia?".
Ribadirò, allora, che intendevo con "Napoleone" la locuzione "Napoleone e il suo esercito", ma che, per il resto, non disconfermo alcuno dei punti implicati nel discorso.
Nel caso in oggetto, peraltro, ho tenuto ad escludere la citazione di Lucrezio, il quale, accostato a Voltaire, lasciava quest'ultimo solo nel passo citato, senza mutarne il senso.
2) Ho specificato che la Chiesa di Roma non "coincide" con il Cristianesimo, benchè ad esso inerisca e, quindi, se ne possa del tutto legittimamente avocare la rappresentanza.
Il frutto inerisce al fiore; il fiore inerisce all'albero.
Tale specie verbale si impiega quando si intenda esprimere una specifica forma della relazione tra enti o eventi, la quale non sia di tipo deterministico, nè disgiuntivo.
3) Il percorso storico della Chiesa di Roma, nel mio riferimento all'agostiniana civitas dei peregrinans, inerisce certamente al Cristianesimo, ma non può (proprio perchè la relazione non è causativa) possedere la stessa dimensione ontologica di ciò da cui si origina.
Solo il rapporto causale conserva la stessa potenza della causa: così la biglia colpita da un'altra, ove non vi fossero attriti, riceverebbe da quest'ultima lo stesso impulso, oppure lo dividerebbe perfettamente con essa.
Ma il frutto può risultare bozzoluto, bacato e corrotto, quand'anche il fiore fosse stato splendido.
Con tutto ciò, esso frutto consegue al fiore.
4) Si scrive senza sempre rileggere e correggere. Del resto "forum" si scrive con la "m", non con la "n", "mancava" vuole la "n" tra la "a" e la "c", e "aggiungersi" esprime un significato diverso da quello di "aggiungerci".
Vale.
Weyl is offline  
Vecchio 11-10-2006, 06.50.08   #28
ludovicofrescura
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Riferimento: Il cristianesimo stà per finire?

Definitivo sulla faccenda a WEYL

Hai ragione, anch'io mi perdo fra piccolezze e refusi. Scusami e parliamo di altro: idee, costruzioni di idee, architetture di ... TRIS
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Vecchio 11-10-2006, 12.22.40   #29
and1972rea
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Riferimento: Il cristianesimo stà per finire?

In risposta a Catone che scrive:
L'ebraismo come religione è finito più o meno da quando Tito distrusse il tempio e sconfisse l'ultimo preteso Messia. Era quella la data ultima, secondo i calcoli della Torah, perchè si compisse la promessa messianica di Dio

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Invece e' proprio con la diaspora che si rinnovo' l'alleanza fra il dio degli ebrei ed il suo popolo; la terra promessa non e' ancora a tutt'oggi una certezza, ed i deserti attraverso cui quel popolo e' stato condotto da 2000 anni sono ancora presenti piu' aridi ed ostili che mai. Ogni ebreo e' conscio che cio' che lo rende tale anche ai nostri occhi, oggi, e' la stessa antica promessa che lo lego' in alleanza al suo dio migliaia di anni fa…attorno a quel conteso fazzoletto di terra si muove ancora adesso tutta la storia del mondo.
Bastano La stella di David e la Menorah a raffigurare la religiosita' non dichiarata degli ebrei sui loro vessilli di Stato; il loro dio non puo' essere nominato ed il dubbio deve esprimersi sovrano in ogni loro parola, questa e' la loro religione, ma noi ottusi pseudocristiani non la capiremo mai.


Saluti a tutti
and1972rea is offline  
Vecchio 16-10-2006, 09.59.56   #30
Catone
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Riferimento: Il cristianesimo stà per finire?

Citazione:
Originalmente inviato da and1972rea
ma noi ottusi pseudocristiani non la capiremo mai.
Saluti a tutti
Non siamo tutti così ottusi
Quanto alla diaspora: è vero che lì si rinnovo l'alleanza, ma tra gli ebrei stessi con un ormai scarso legame con il divino. Il popolo ebraico di tutto il mondo è lentamente scivolato verso l'ateismo, tant'è che oggi in Israele le percentuali di ateismo variano tra il 70 e l'80%.
Quindi mi sembra giusto sottolineare che quel forte senso di appartenza, con legame annesso ai riti tardizionali, si chiama "sionismo" cosa molto diversa dall'ebraismo.
Ciao
Catone is offline  

 



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