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Filosofia - Forum filosofico sulla ricerca del senso dell’essere.
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Vecchio 06-10-2006, 15.29.33   #21
S.B.
Ospite abituale
 
Data registrazione: 24-04-2006
Messaggi: 486
Riferimento: Sull'esistenza...

Citazione:
Originalmente inviato da pascal
1)sul "cartesiano cogito ergo sum" potremmo parlare ore e ore e ne avrei da dire. Dico solo che non va inteso come il pensiero che caratterizza tuti gli uomini, questo tipo di pensiere è posseduto da pochi uomini. Quel pensiere che caratterizza uomo da Uomo.

2)dici di essere convintissimo della tua esistenza.Non hai mai pensato sel la tua esistenza non sia altro che una fantasia ideata dai tuoi sensi,dalla tua vista,dall'olfatto,dal tatto...
non so se mi spiego.ditemelo e spiegherò meglio

3)dici di essere convintissimo:non essere mai convintissimo di nulla.se vuoi espandere il tuo pensiere non avere mai nessuna certezza.passerai tutta la tua vita con tutte le tue certezze,che possano essere giuste o sbagliate.

Metti giustamente l'aggettivo possessivo 'tuoi', 'tua', infatti se io sono soggetto di questi sensi non posso non esistere, i sensi non possono provocare sensazioni al 'nulla'.
Al massimo potremmo dire che in realtà quello che sento non è ciò che sento io, ma ciò che sente un altro "dietro di me" di cui io faccio parte e che mi inganna, che inganna tutte le sue parti, cioè noi, ma se così fosse dovremmo ammettere l'esistenza di questo "qualcosa".
Ora, la domanda è se noi esistiamo, non che cosa siamo, quanto veniamo ingannati o quanto può valere la nostra conoscienza, quindi la mia convinzione persiste.
Le mie non sono certezze assolute, posso certamente cambiarle, ma finchè non ho alternative valide resteranno buone e certissime per me.
S.B. is offline  
Vecchio 06-10-2006, 20.21.03   #22
pascal
Ospite abituale
 
Data registrazione: 12-09-2006
Messaggi: 41
Riferimento: Sull'esistenza...

Citazione:
Originalmente inviato da epicurus
mi sembra che qui la filosofia ci abbia teso una brutta trappola, portandoci all'estremo...

prendiamo questa situazione: io dico "io so di avere due mani", dopo aver verificato il fatto. ora che senso ha un dubbio riguardo a questa mia affermazione? o mi si da una ragione convincente perchè io possa sbagliarmi, o se il dubbio non ha motivazione allora non ha senso.

se uno continuasse a dubitare sul fatto che io ho due mani, dopo le relative prove, allora dovrei dedurre che forse questo tizio non sa bene il significato della frase da me proferita.



epicurus

per quello che dici incarni quasi il filosofo di cui porti il nome
dici di avere due mani perchè lo vedi e basta.non hai dato una ragione neanche tu
penso che un filosofo debba dubitare su ogni cosa e sono le più piccole,quelle che possono sembrare insignificanti ad essere le più importanti
una piccola mente è attratta dalle cose straordinarie.una mente straordinaria è attratta dalle cose piccole



per rispondere a s.b. colui che ci inganna altro non è che quel principio nascosto a tutti,che nessuno di noi potrà mai conoscere,l'archè(il principio di ogni cosa),quell'entita che regola i nostri sensi,che ci ha dato la vita conoscere questa entita vuol dire conoscere il senso della vita.

questa è la mia opinione.ho scritto in fretta e furia perciò posso aver detto qualcosa di sbagliato.
se non capite qualcosa la spiegherò meglio
pascal is offline  
Vecchio 07-10-2006, 14.38.17   #23
S.B.
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Data registrazione: 24-04-2006
Messaggi: 486
Riferimento: Sull'esistenza...

Si ma perchè questo principio ci inganni noi dobbiamo esistere, non può ingannare qualcosa che non esiste.
Poi un'altra cosa è dire che questo principio ci ha totalmente soggiogato, in modo che tutto quello che a noi sembra di sentire non è reale ma è quello che lui vuole farci sentire, ma questo non mette in dubbio la nostra esistenza, al massimo mette in dubbio 'cosa siamo'.
S.B. is offline  
Vecchio 07-10-2006, 22.00.57   #24
pascal
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Data registrazione: 12-09-2006
Messaggi: 41
Riferimento: Sull'esistenza...

Citazione:
Originalmente inviato da S.B.
Si ma perchè questo principio ci inganni noi dobbiamo esistere, non può ingannare qualcosa che non esiste.
Poi un'altra cosa è dire che questo principio ci ha totalmente soggiogato, in modo che tutto quello che a noi sembra di sentire non è reale ma è quello che lui vuole farci sentire, ma questo non mette in dubbio la nostra esistenza, al massimo mette in dubbio 'cosa siamo'.

e allora dimmi:"COSA SIAMO?"
pascal is offline  
Vecchio 08-10-2006, 09.42.02   #25
Patri15
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Data registrazione: 06-08-2005
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Riferimento: Sull'esistenza...

Citazione:
Originalmente inviato da pascal
e allora dimmi:"COSA SIAMO?"

Bergson considera il corpo umano come l'anello di congiunzione tra passato e futuro: il nostro corpo, essendo la sede delle sensazioni e quindi delle azioni che ne derivano, è la materia che permette la durata della coscienza, ovvero quel moto della coscienza in divenire che è il nostro presente.

Cito Bergson perchè secondo me è l'unico che possa dare una risposta immediata al quesito posto.

Siamo dunque slancio vitale.
Patri15 is offline  
Vecchio 08-10-2006, 12.13.49   #26
Fallen06
Ospite abituale
 
Data registrazione: 12-08-2006
Messaggi: 127
Riferimento: Sull'esistenza...

Torno alla domanda iniziale,che non verteva esclusivamente sul problema della mia esistenza ma su quella dell'esistenza in generale.
Ne parlerò,comunque,solo per quanto riguarda l'esistenza fisica,e non quella dei concetti,che non è di tipo fisico.

Mi sembra importante ricordare che il realismo è un principio del buon senso,ma non è dimostrabile(ed in base al concetto di falsificazione,non potrebbe mai esserlo in via definitiva).
Ciò detto,il realismo mi sembra più ragionevole delle molteplici forme di idealismo che arrivano fino alla negazione della mia esistenza.
In base al Cogito,io potrei anche ingannarmi di esistere,e possiamo perfino immaginare che "Io" sia solo una parte infinitesimale di un gigantesco essere che ha messo in scena la commedia del mondo e divide la sua intelligenza in miliardi di piccole intelligenze chiamate "umane",che ragionano sul fatto che se almeno ragionano,esistono.
Al dubbio cartesiano si sfugge solo postulando un "garante" metafisico,trascendente(come un dio buono).

Ciò detto,il realismo mi sembra più ragionevole delle molteplici forme di idealismo che arrivano fino alla negazione della mia esistenza,e questo per un semplice fatto:il dubbio esteso a tutto non è necessariamente l'atteggiamento più ragionevole che si possa avere,pur essendo,a mio dire,il più filosofico(perchè è lecito dubitare di tutto,in forza del fatto che noi uomini difficilmente abbiamo qualche "Verità" fra le mani).
La distinzione terminologica che pongo è probabilmente arbitraria,ma almeno per questo caso può chiarire ciò che intendo:

-è razionale dubitare che quando apro il rubinetto uscirà acqua;potrebbe anche uscire fango,o non uscire nulla.

-è ragionevole non dubitare dello stesso fatto.

La ragionevolezza è una razionalità per la vita pratica,ed ha un certo margine dalla riflessione filosofica.
Pur essendo intellettualmente superiore,non sempre la riflessione filosofica è adatta alla vita quotidiana,anzi.

A questo scopo mi piace ricordare una frase di un libro che ho molto amato,"Elogio della follia",di Erasmo da Rotterdam.Recita:

Non c'è cosa più folle di una saggezza fuori posto.

saluti
Fallen06 is offline  
Vecchio 08-10-2006, 17.56.17   #27
S.B.
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Data registrazione: 24-04-2006
Messaggi: 486
Riferimento: Sull'esistenza...

Citazione:
Originalmente inviato da pascal
e allora dimmi:"COSA SIAMO?"

Mi picerebbe saperlo, per ora mi accontento di esistere, è già molto.
S.B. is offline  
Vecchio 08-10-2006, 21.17.13   #28
ludovicofrescura
Ospite abituale
 
Data registrazione: 30-08-2006
Messaggi: 48
Riferimento: Sull'esistenza...

Shinook dice: “…Mi chiedevo quali potrebbero essere le prove inconfutabili dell' esistenza di qualcosa, se qualcosa (tempo, spazio, uomo, Dio, pensiero) realmente esiste...”


Perché usa l’imperfetto?… non si chiede più ora? – mi chiedo a mia volta; poi dice ‘potrebbero’, usando il condizionale. In quattro parole mi ha comunicato architettatamente la sua idea del tempo (che io coniugo con spazio ed energia, nel senso che penso che una determinata energia si dilati/si restringa in un determinato spazio per la durata di un tempo ugualmente determinato). E mi ha comunicato altresì la sua idea del condizionamento e della dipendenza; quindi, per converso, del potere stesso – superiore ma nascosto – che ‘può’, ‘non può’, dètta le condizioni di cui sopra o le tace. (Ma chi è che condiziona al condizionale alla fin fine?)

Io avrei detto diretto: quali sono le prove ecc.

Poi Shinook dice ‘inconfutabili’: chiede le prove inconfutabili… Senza essere esperto in niente, credo che al mondo non esista mai niente di non/confutabile, ma tutto sia da tutti sempre confutabile (essendo ognuno diverso dall’altro, particolarmente quando si ragiona – come qui – in maniera sottile e filosofeggiando all’impronta).

Inoltre il suo fra/parentisi (io ne adopero molti!) recita: tempo, spazio, uomo, Dio, pensiero. Qui ci ravviso tre ternari; e ogni ternario – questo il punto che mi preme chiarire – per me vale/ha senso, ovvero significa, oppure ‘è’ semplicemente (Shinook direbbe ‘esiste’) nei suoi tre elementi complessivi/inscindibili: il primo già accennato ENERGIA|SPAZIO|TEMPO, il secondo DIO|EROE|UOMO, il terzo PENSIERO|AZIONE|SENSO. Così che Shinook si chiede se ‘realmente esistono’ i suoi cinque termini ed io i miei nove raggruppati in tre… (Intanto però mi viene da pensare che un quid esista/possa esistere anche irrealmente se è bene precisarne la ‘esistenza reale’.)

In sintesi la frase/domanda di Shinook l’avrei posta in questi termini per me più facili: quali sono le prove dell’esistenza di qualcosa?

No/no, lui insisterebbe: le prove non dell’esistenza semplicemente intesa, ma dell’esistenza reale!… Ed io allora sarei costretto a chiedergli per rispondergli meglio: realtà o esistenza – deciditi o spiegati meglio; giacché io esisto nei miei sogni ma non sono reale, oppure dormo reale ma non so di esistere… Tuttavia sono costretto, comunque pieghi la sua decisione, a farmi un’idea ternaria vuoi della realtà vuoi dell’esistenza. Difatti mi dico subito mentalmente: la realtà la distinguo dalla virtualità e la virtualità dalla trascendenza; nel senso che nel trascendente ‘ero stato ipotizzato’ (da quale Nume?), nel reale ‘mi constato’ per un arco di vita, nel virtuale ‘mi sublimerò’ (secondo le mie fantasie). E di seguito/adiacente l’altro ternario: un conto che mi dica che ‘sono’, un altro che ‘divengo’ e un altro ancora che ‘esisto’; nel senso che ‘essendo’ sono materia e basta, ‘divenendo’ non sono mai identico a me stesso, ‘esistendo’ mi do/so darmi una sferzata di consapevolezza.

Dunque, tornando a bomba, lui mi precisa definitivo che vuol dire per me, chiedendomi, ‘esistere realmente’: vuole la prova inconfutabile…

Allora la domanda – la più semplice – che mi riformulo è: quali sono le prove (a questo punto secondo me) dell’esistenza reale di… Di che? – ci penso e ci rifletto. Soltanto di me stesso! – mi sono deciso: QUALI SONO LE PROVE DELLA ESISTENZA REALE DI ME STESSO?

Certamente, te lo dico, Shinook: esisto realmente quei rari momenti che mi sento illuminato. E gli altri? – mi chiede perplesso: un albero, cose varie, dei concetti? Ed io: non saprei. E lui: ma… se… Ed io: ti prego!…

TRIS
ludovicofrescura is offline  
Vecchio 09-10-2006, 18.15.55   #29
epicurus
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Originalmente inviato da pascal
per quello che dici incarni quasi il filosofo di cui porti il nome
dici di avere due mani perchè lo vedi e basta.non hai dato una ragione neanche tu
penso che un filosofo debba dubitare su ogni cosa e sono le più piccole,quelle che possono sembrare insignificanti ad essere le più importanti
una piccola mente è attratta dalle cose straordinarie.una mente straordinaria è attratta dalle cose piccole

a) anche il dubbio (oltre alla conoscenza) per essere genuino e sensato ha bisogno di ragioni. troppo spesso si afferma che devono esserci ragioni per sapere, senza aggiungere che è altrettanto importante disporre di ragioni per dubitare. d'altro canto posso trovare ragioni particolari per dubitare del fatto di aver due mani, ma in generale tale dubbio non avrà ragioni, e in questo caso sarà ragionevole dubitare sulla sensatezza del dubbio riguardo all'esistenza delle proprie mani, finendo così per affermare l'esistenza delle mani.

b) l’argomentazione della fallacia dei sensi dice: “L’esperienza ci ha insegnato che i sensi ci possono ingannare, quindi potrebbero ingannarci sempre”.
vi sono due tipi distinti di errore in questa argomentazione: 1) come ho già affermato il dubbio, al pari della conoscenza, necessita di giustificazioni ed il salto da “ogni tanto i sensi ci ingannano” a “i sensi ci ingannano sempre” è del tutto arbitrario ed infondato; 2) per accorgersi che i sensi ci ingannano utilizziamo a nostra volta i sensi, quindi è la testimonianza dataci dai sensi stessi che ci garantisce la verità di “I miei sensi mi hanno ingannato”, quindi tale argomento presuppone che noi sappiamo che talvolta i sensi ci hanno ingannato, ma per saperlo dobbiamo fare affidamento sul fatto che essi non ci abbiano ingannato sempre.

c)tutto il nostro sistema di prove e giustificazioni si basa su testimonianze (nostre e di altri) e memoria. mettere sempre in dubbio tale metodo di verifica e controllo è insensato. non è che il contenuto delle testimonianze e della mia memoria non possa essere in contrasto con i fatti, dato che questo non è per nulla strano, ma se sempre tali metodi fallissero allora non potremmo parlare di ricordi corretti o scorretti e di testimonianze corrette o scorrette, perché non sapremmo più il significato di ‘ricordi’ e ‘testimonianze’. quindi non potremmo più formulare il dubbio dello scettico totale inerente a questo contesto, proprio perché tale dubbio risulterebbe insensato.

epicurus
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Vecchio 01-11-2006, 18.11.49   #30
individuo
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Originalmente inviato da VanLag
Che la tua esistenza è incontrovertibile. E’ così ovvia che non la noti ma è incontrovertibile e in un certo senso sei tu la prova dell’esistenza di tutto.

Per me un albero è più reale del pensiero, (i concetti), ma non escludo che sia l’uno che gli altri siano mie proiezioni. Quello che sicuramente non può essere una mia proiezione sono io stesso….. Non posso essermi auto-proiettato, ne convieni?



Hai mai sentito parlare della teoria dell'ologramma di David bohm ( Fisico di fama internazionale che ha lavorato con Einstein ), una delle ultime incredibili teorie nel campo della Fisica che però sembrerebbe dare quelle risposte che le teorie classiche non erano in grado di dare?

Beh sembrerebbe proprio ( ovviamente da questa teoria )che tutta la vita sia un proiezione e che lo spazio sarebbe l'immensa lastra olografica su cui la vita viene proiettata.
E questa teoria unificherebbe pure per la prima volta scienza e religioni e filosofie orientali...dicendo che tutti siamo parte di un tutto, dove la divisione è illusoria...secondo cui il nostro " vero io " non risiede realmente in noi...
individuo is offline  

 



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