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Psicologia - Processi mentali ed esperienze interiori.
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Vecchio 04-04-2007, 09.33.44   #11
arsenio
Ospite abituale
 
Data registrazione: 01-04-2004
Messaggi: 1,006
Riferimento: certi condizionamenti dall'infanzia

In conclusione, oltre al periodo della prima infanzia, anche l'adolescenza è un momento cruciale . Soprattutto per la creazione di un io autonomo e differenziato da quello dei genitori. E' giusto che i ragazzi in tale periodo di transizione sfuggano alla famiglia e investano sui coetanei e relativi valori. Gli adulti devono cessare di proiettarsi sugli adolescenti e di sentirsi protettori riguardo alle loro inevitabili difficoltà dovute all'età. Sono un'utile fonte di apprendimento alla vita. I figli captano i nostri conflitti, problemi di lavoro, finanziari e di salute, ecc. ma devono percepire anche la nostra capacità di farvi fronte e la fiducia in loro riposta, lasciandoli liberi, senza nulla aspettarsi in cambio dell'amore. O si rischia di suscitare in loro quel rischioso e a volte tragico senso del vuoto. Ma l'amore non deve rendere l'adolescente insicuro e dipendente. Né va bene il genitore amicone alla pari che imita il figlio, il simbiotico, l'autoritario e severo come cinquant'anni fa, incapace di ammettere di avere carenze educative, ecc. Si deve essere modelli autorevoli, saper contenerli ma anche esortarli a misurarsi con i propri limiti stabilendo confini, motivando i rifiuti a certe loro richieste. Educare – e amare - è cogliere potenzialità, desideri, bisogni, emozioni dei propri figli.
arsenio is offline  
Vecchio 04-04-2007, 10.08.18   #12
pallina
...il rumore del mare...
 
Data registrazione: 15-01-2007
Messaggi: 279
Riferimento: certi condizionamenti dall'infanzia

Citazione:
Originalmente inviato da ciclico
Uno degli ostacoli più grandi alla comprensione dei fenomeni psichici, sia su di un piano individuale, ma per lo più nelle relazioni familiari, è costituito dall' immancabile offuscamento di due piani di ragione. Uno connotato dalla matrice ratio e l 'altro determinato dalla circolarità dei vissuti.
Lo snodo centrale è posto nella linea di demarcazione delle due dimensioni opposte, ma complementari.
In fondo una volta compresa la meccanicità degli eventi è possibile "giocare" al piccolo chimico, e sperimentare già situazioni vissute al cospetto di un presente sempre più plausibile.

Ciò che mi rattrista è che quando iniziamo a metterci in discussione, quando iniziamo a capire, ad acquistare consapevolezza di noi e degli altri, non dico che sia troppo tardi ma tanti errori ormai sono stati fatti, tanti dolori ci hanno attraversato, tante cicatrici segnano la nostra anima.....
Come si possono risperimentare situazioni già vissute? Se anche ho nuovi e più adatti strumenti, io, comunque, non sono più la stessa e nemmeno le persone, nemmeno le situazioni. E non è detto che se io nel frattempo mi sono sforzata per capire, gli altri che mi vivono intorno abbiano fatto lo stesso. Classico esempio il rapporto con i genitori: Falbala48, Mary, Nevealsole raccontano di rapporti conflittuali, per me non è stato affatto diverso. E nonostante tutta la mia buona volontà soprattutto da un certo punto in poi, da quando sono diventata genitore a mia volta. Io sono certamente cambiata ma perchè mio padre non si è mai messo in discussione? Perchè quando cerco di parlargli alla fine è come andare contro un muro di gomma? Eppure è persona intelligente, lucida nonostante gli 80 anni, ma rigida nel suo pensiero, sempre proiettato all'indietro "ai suoi tempi". Pronto a criticare, senza un minimo di elasticità mentale.......In preda alla disperazione un giorno, dopo l'ennesimo scontro, mi son detta " Tutto questo a qualcosa servirà...magari forse a farmi capire come NON devo diventare".......
pallina is offline  
Vecchio 04-04-2007, 21.20.13   #13
Mary
Ospite abituale
 
Data registrazione: 02-04-2002
Messaggi: 2,624
Riferimento: La figlia perfetta

Citazione:
Originalmente inviato da falbala48
Ho sbagliato coi miei figli perché ho dato troppo amore , sono stata troppo comprensiva, protettiva, non volevo che crescessero come me che a 49 anni non ricordo un gesto tenero di mia madre, non ho saputo mescolare la severità con la dolcezza, ho dato loro pochissime dritte, poi li ho sempre lasciati liberi anche di sbagliare forse avrei dovuto dare più regole, mettere più divieti, ma non saprei andare contro natura, intendiamoci sono due ragazzi sanissimi, per fortuna di sani principi ma li vedo fragili. Ho sempre preferito il dialogo a ciò che per me sarebbe stata prevaricazione.



P.S.Parlo di me perché il padre ha giusto pensato di mollarci quando loro erano adolescenti.

Il solo errore può essere in quel "troppo".

"il troppo storpia" diceva antico proverbio e diceva il vero.

Chi riesce ad avere il grande dono di divenire capace di amare non darà mai quel "troppo".

Io sono una possessiva per eccellenza se mi lasciassi andare ai miei peggiori istinti. Sono una che vuole avere il controllo su tutto per evitare errori e sofferenze. Ma ho imparato a non lasciare mai andare i miei istinti per i fatti loro.

L'amore è simile ad una candela accesa che illumina una stanza.

Probabilmente l'assenza di tuo marito ti ha portato a cercare di compensare la sua assenza, ma noi non possiamo fare quel che compete ad altri, ma solo il meglio del nostro meglio.

La perfezione a cui genitori, chiesa e socità ci hanno sempre spinto non è che pura illusione. Non esiste ed è giusto che non esista mai alcuna perfezione.

Nè genitori perfetti, nè figli perfetti. Mi porterebbero ad un eccesso di pietà nei loro confronti.
Chi si ritiene perfetto è già nell'errore.
Chi pretende la perfezione anela all'errore.
Chi è in cerca della perfezione va in cerca del nulla.

Perfetto significa statico? allora è morto.

Quel che tutti dovrebbero cercare senza mai smettere è unicamente l'equilbrio.

La vita somiglia ad un funambolo che cammina su di una corda tesa sospesa in alto, se resta fermo.... cade.
Mary is offline  
Vecchio 05-04-2007, 03.27.39   #14
neman1
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Riferimento: certi condizionamenti dall'infanzia

Citazione:
Originalmente inviato da pallina
Ciò che mi rattrista è che quando iniziamo a metterci in discussione, quando iniziamo a capire, ad acquistare consapevolezza di noi e degli altri, non dico che sia troppo tardi ma tanti errori ormai sono stati fatti, tanti dolori ci hanno attraversato, tante cicatrici segnano la nostra anima....
Citazione:
Originalmente inviato da pallina
....persona intelligente, lucida nonostante gli 80 anni, ma rigida nel suo pensiero, sempre proiettato all'indietro "ai suoi tempi". Pronto a criticare, senza un minimo di elasticità mentale.......In preda alla disperazione un giorno, dopo l'ennesimo scontro, mi son detta " Tutto questo a qualcosa servirà...magari forse a farmi capire come NON devo diventare".......

Già...turba anche me quel tardi. Aiuti, comprensione, diritto al lamento, la forza negli argomenti...tutto troppo tardi! Catapultati in passato verso lunghi percorsi accidentati e le abitudini fattesi ormai di piombo il tempo sepelisce dolori, tristezze e rimargina ferite. Ci si abitua anche alla vita piena di mancanze. E poi, come degli scarcerati, si esce istituzionalizzati, col senso di svantaggiatio a recuperare o re inserirsi nella società.
Ci si mette alla ricerca dei propri simili ma ben presto ti rendi conto che ognuno soffre sofferenze esclusive e quando finalmente lo trovi, il simile, avviene il distacco da te perche persa l'esclusiva.
Ma poi, le generazioni vecchie quelle che combattevano quel Tiranno, non si sono resi conto quanto il tiranno è entrato nei loro animi? Saluto
neman1 is offline  
Vecchio 05-04-2007, 03.48.15   #15
neman1
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Riferimento: certi condizionamenti dall'infanzia

Citazione:
Originalmente inviato da cannella
Una domanda: quando uno dei due genitori è assente, puo' il genitore presente sostituirlo?

Ovvero: seppure in buona fede, quali errori puo' commettere?

Secondo me può potenzialmente affievolire la mancanza dell'altro genitore, partner che sia. Dico così, guardandomi intorno. Vedo i single (anche over 40) rimasti in casa di uno dei genitori o comunque conduttori di una vita solitaria. Ciao
neman1 is offline  
Vecchio 05-04-2007, 09.57.53   #16
arsenio
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Riferimento: certi condizionamenti dall'infanzia

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Originalmente inviato da falbala48
Sei come sempre “ILLUMINANTE”, ma che caos ne viene fuori….il mio problema è opposto , direi che non è stato mio padre, ma mia madre, non ricordo un suo bacio, una sua carezza, donna dal pugno di ferro lei, ribelle sino alla fuga io, anche se questo suo carattere forte le ha permesso di portare avanti me ed i miei fratelli nel momento in cui (avevo 14 anni) mio padre morì. Ma se ci ripenso ho passato mezza vita a sfidarla, a fare l'opposto di ciò che lei voleva con lo splendido risultato di aver rovinato alla fine la mia di vita.

Ho già conosciuto donne vittime di gravi deprivazioni affettive da parte della madre, figura che ha una preminente funzione accuditiva e protettiva, elargitrice dell'amore più n. Se non si prende cura, non abbraccia, non sorride, non dà calore, può suscitare effetti negativi sulla personalità della bambina che diventerà donna, specie se non potrà beneficiare di figure sostitutive.

Situazione nota anche in psicoanalisi. Si usa il termine “maternage” per un tipo di relazione che viene instaurata , analoga a quella tra una buona madre e il suo bambino, presupponendo che certi disagi derivino da frustrazioni subite allora, per riparare i bisogni di base elusi. Si tratta di reinstaurare una relazione affettiva che è mancata passando in secondo piano le teorie di riferimento.

In qualcuna ho notato che permane una memoria traumatica mai rimossa e che riaffiora dall' autoracconto. Comprensibilmente, senza sensi di colpa, non viene meno nemmeno quando in occasione di certi eventi si potrebbe aspettarsi potesse essere superata da un sentimento di compassione.
Una signora passò un'infanzia tristissima in una famiglia di tipo rurale-patriarcale. Con un padre assente e una madre “padrona”. Ebbene, oltre a subire maltrattamenti e privazioni anche materiali, a nove anni dovette cominciare ad accudire il fratellino appena nato.

Grazie per l'”illuminante”

Saluti
arsenio is offline  
Vecchio 05-04-2007, 12.38.43   #17
nevealsole
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Arsenio

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Originalmente inviato da arsenio
Cara nevealsole il tuo punto di forza è la chiarezza con cui riesci ad analizzare le situazioni conflittuali, tra cui quella paterna è alla base dei disagi. E' positivo che tu riconosca e sappia definire le emozioni negative che ne derivano, ma mi dispiace che non sei riuscita ancora a risolvere tale problema familiare. In questi casi, e per ogni giovane adulto, come dicevo, sarebbe opportuna una separazione della famiglia di origine per vivere la propria vita in piena autonomia. Tuttavia riconosco che per varie ragioni tale emancipazione possa risultare difficile.
L”assenza” del padre nel o maschio può causare fatica nell' identificazione con il proprio genere, ma è altrettanto grave per le femmine che avranno difficoltà a relazionarsi con l'uomo permanendo il rapporto simbolico solo con il proprio genere. L'accoglimento della madre è importante subito dopo la nascita e poi ancora per alcuni anni, mentre il padre nel suo aspetto simbolico e archetipico è necessario soprattutto nella preadolescenza e adolescenza.
Da amico paterno ho la massima comprensione per tutte le donne che hanno sofferto a causa di padri in qualche modo dannosi anche loro malgrado (non esiste una “scuola per padri”) Tale problema è molto diffuso. Padri nevrotici e contradditori possono costituire un rischio a livello di una comunicazione destabilizzante perchè incongrua e ambigua.
Molti condizionano le scelte del partner delle figlie anche nel loro subconscio, e ciò spiega molto dell'universo femminile. Alcune idealizzano indebitamente il genitore , a volte ne lamentano l'educazione autoritaria che le ha rese psicologicamente fragili. Altre in conseguenza del silenzio del padre che le trascura trovano un uomo simile accettando tutto per il bisogno di essere amate e rassicurate. Ricordo alcuni casi emblematici: una ragazza si trovò un uomo della stessa età e problema del padre alcolista tentando di salvarlo. Un'altra aveva genitori che disapprovavano le sue scelte professionali adatte a valorizzare le sue attitudini letterarie. Fino a picchiarla, e trattandola da bambina sebbene trentenne. S'innamorò di un ragazzo con disturbi psichici, pure di origine familiare, che la sottopose a varie umiliazioni. Sono molte le ragazze che cercano di suscitare in maschi indifferenti – oggi sono in prevalenza – quelle attenzioni mai ottenute. Una signora mi raccontò della sua infanzia contrassegnata da dolorosissimi maltrattamenti e assenza di affetti. Per fortuna fu capace di assumere una posizione di distacco , pur senza poter mai dimenticare tale esperienza traumatica.. Beneficiò di figure parentali ed educative in sostituzione e poi di un marito comprensivo.

Le femmine da una primaria figura maschile capace di amarle e apprezzarle dovrebbero ricavare una base per la loro sicurezza, evitando in seguito atteggiamenti rinunciatari ed autolesionistici. Sono rari i genitori che avviano i figli alle varie forme di socializzazione come dovrebbero, rendendoli autonomi, avveduti ed equilibrati di fronte agli eventi della vita, ed è facile sbagliare anche senza rendersene conto.

La società attuaule lamenta il declino transgenerazionale di una solida figura paterna, che si ripete di famiglia in famiglia. Ma non era certo meglio il padre freudiano-edipico e patriarcale, autoritario e normativo. Modello per fortuna decaduto dopo le guerre e intorno agli ani '60. Neppure approvo certi attuali stereotipi retorici, pericolosi e svianti, di padri “saggi”, amiconi alla pari, “aggiustatutto”, infallibili e saccenti, ecc.

Ho insegnato a mia figlia che i genitori non vanno mai sopravvalutati, e presi a modello con discernimento. Si trova d'accordo, forse un po' troppo ...

Devi essere assertiva in famiglia e con i partner, ma so che sovente si conosce cosa sarebbe il proprio bene eppure è difficile cambiare certi propri schemi comportamentali.
Va bene il tuo trascrivere le emozioni su un libriccino, anche le stesse, e più volte, avendo una funzione sempre più autochiarificante, per elaborarle e potersene liberare. Ma il linguaggio influenza il pensiero e sarebbero da evitare parole troppo negative e autocommiseranti.


non mi dilungo adesso, vorrei e dovrei articolare in modo complesso e non ne ho il tempo (e la voglia ).
Ti ringrazio, come ringrazio Mary e tutti gli altri che hanno scritto.
Appare diffuso il fenomeno del condizionamento risalente all'infanzia.
Nell'occasione, cari auguri di Buona Pasqua
nevealsole is offline  
Vecchio 05-04-2007, 17.02.51   #18
falbala48
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Riferimento: certi condizionamenti dall'infanzia

per Arsenio : scusate ma il computer non mi fa più leggere le vostre risposte così non posso rispondere dettagliatamente, La discussione sarebbe molto più articolata, perchè all'interno della famiglia ognuno ha un suo ruolo, una famiglia a volte è fatta anche di fratelli e sorelle...diventerebbe molto lungo e complesso anche se mi piacerebbe leggere qualcosa in tal senso. Comunque grazie e buona pasqua

Per Mary : riprenderemo se ti va, dopo pasqua l'argomento figli .

nel frattempo auguri di buona pasqua a tutti i forumisti
falbala48 is offline  
Vecchio 06-04-2007, 00.26.09   #19
cannella
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Riferimento: certi condizionamenti dall'infanzia

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Originalmente inviato da pallina
Non capisco cosa intenda per assente ma posso raccontarti la mia esperienza. Il padre dei miei ragazzi fà da sempre un lavoro che lo tiene tutto il giorno lontano da casa a volte anche per più giorni. A suo tempo la mia scelta, tenendo presente le esigenze del suo lavoro, fu di non lavorare più per stare con i nostri figli. Mio marito non ha praticamente mai conosciuto un insegnante, un pediatra, il dentista (avrò passato almeno dieci anni tra un apparecchio ortodontico e l'altro ), non ha presenziato alle riunioni scolastiche, ai colloqui. Niente di niente. Ma lui è sempre "stato presente", sempre informato di tutto. Ci siamo praticamente divisi i compiti: uno il lavoro, l'altra la famiglia (che è un lavoro dal quale non ti stacchi mai!!!! ...). Solo nel momento più difficile (che è durato qualche anno!!!) della crisi adolescenziale della figlia, solo allora ho chiesto a lui di "esserci", in alcuni momenti di prendere proprio il mio posto. Mi rendevo conto che per problematiche mie non riuscivo ad trovare un canale per poter dialogare con lei. Eravamo muro contro muro. Un periodo difficilissimo durante il quale lui è stato davvero bravo, severo, paziente e soprattutto presente. Intanto avevo partecipato ad un corso per "genitori consapevoli" organizzato dalla sua scuola che mi ha aiutato davvero tanto a cambiare il mio approccio verso di lei. Io non penso di essermi sostituita a lui, ho sempre fatto in modo che i ragazzi capissero che se non c'era era per un motivo valido e importante. I nostri ragazzi oggi quando raccontano della loro infanzia parlano delle assenze del padre con consapevolezza, non hanno avuto traumi, hanno un ottimo rapporto con lui e lui con loro. Per esperienza quindi posso dirti che l'importante è che i ragazzi non sentano la mancanza, che l'assenza sia solo "fisica" e che nella "testa" dei figli il genitore sia sempre presente....


Sì Pallina, è esattamente quello che sto vivendo anch'io; anche a me non pesa eccessivamente quello di essere madre-padre (nel senso di dover rivestire anche la figura autoritaria quando ci vuole), ma i miei dubbi sono legati anche al ruolo che il lavoro, che di fatto per il padre diventa il pensiero dominante, non faccia sentire i figli in secondo piano rispetto a qualcosa di importante che allontana.

Certo si parla e nulla viene dato per scontato, e i ragazzini per ora non danno segni di disagio nè problemi, ma la famiglia divisa è un'esperienza recente dal punto di vista sociale.
cannella is offline  
Vecchio 06-04-2007, 00.28.34   #20
cannella
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Originalmente inviato da arsenio
Se chiedi a me, sì.
Anche se sono presenti entrambi i genitori e si verifica a volte uno scambio di ruoli, ad esempio il padre che si dimostra molto affettivo e la madre intraprendente, tanto meglio, è qualcosa che torna a vantaggio dei figli.

Errori nel non saper svolgere un doppio ruolo: madre iperprotettiva e ansiogena, Padre eccessivamente “mammo”, amicone del figlio privo di autorevolezza, ecc.

Quindi anche una madre che in certi casi usa trapano e sega elettrica non dovrebbe confondere le idee vero?

Lo spero...
cannella is offline  

 



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