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Psicologia - Processi mentali ed esperienze interiori.
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Vecchio 02-10-2007, 17.24.47   #11
klee
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Riferimento: l'AMORE partorisce tanti tipi di nuovi amori...

NIENTE E' FACILE TUTTO E' DIFFICILE



L'Amore è sapere volare anche se le ali sono coperte di cemento..
Sapere
vivere volendoci bene anche pensando
che nessuno ci ama per quello che siamo veramente.

Sapere vivere per amare noi stessi..e non è facile..sapere vivere
per
amare la diversità dell'Altro +*+
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Vecchio 03-10-2007, 19.31.28   #12
sentieroluminoso
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Gelosia e possesso

C'è una vecchia questione con la quale di tanto in tanto mi misuro, si è parlato di gelosia e di possesso quale seme della gelosia. Ma durante lo svolgimento di un amore, c'è un aspetto che può prevedere il senso di possesso, che anzi ne è forse la forma più naturale. Quando ho amato, i canali di percezione dell'altro erano multipiano, c'erano i sentimenti d'amore, la ragione, il rispetto, la stima, la considerazione, stati d'animo che partivano dalla mente e dal cuore. Ma c'era anche tutta una gamma di sensazioni che non subivano un processo mentale o senti-mentale, erano diretti senza codifica, fisici. Stati d'animo fisici, che trovano ovviamente il loro culmine nel fare l'amore, ma che sono fatti anche di tantissime altre cose di una consistenza più impalpabile, ma per questo a volte anche più emozionanti. L'atmosfera intima del cinema, il bracciolo condiviso, le mani che si sfiorano, le parole sussurrate all'orecchio con il naso nella camicia assaporando il profumo del suo collo (voi direte questa è matta sente l'intimità in mezzo a 300 persone), o in fila al supermercato, la schiena che sfiora leggermente il suo petto nell'attesa di spingere in avanti il carrello, significa io sono sempre qui. Una volta ho cercato il contatto fisico in un momento di imminente pericolo, eravamo in auto un'animale attraversò la carreggiata e la sottoscritta (bella deficiente), invece di lasciare al suo partner il tempo di scalare la marcia e ridurre la velocità che fa? Gli prende la mano. Queste situazioni e le sensazioni fisiche che ne derivano per me significano: sei mio. Io adoro l'idea del possesso fisico, è una percezione non scritta, che non passa il vaglio di alcuna codifica ma che fa parte dell'amore, perchè è un desiderio che sento esclusivamente quando amo. E ho anche il modello decappottabile, la gelosia fisica. Una donna può chiacchierare, discutere, ridere e scherzare con il mio uomo, nessun problema, ma non deve toccare. Ora mi chiedo: il desiderio di possesso fisico e la gelosia fisica non è forse naturale? Insita cioè nella natura della tipologia di contatto? Anche questo tipo di gelosia va avversata, codificata, ragionata, combattuta? Per me sarebbe davvero un pò triste, sebbene siano stati rari i casi in cui l'ho provata, aggiungeva all'intera gamma dei sentimenti d'amore un valore in più che non c'era il bisogno di dire era un ti amo non scritto ma toccato, sentito intensamente da entrambe, solo nostro.
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Vecchio 03-10-2007, 20.39.43   #13
kore
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Riferimento: Gelosia e possesso

Citazione:
Originalmente inviato da sentieroluminoso
C'è una vecchia questione con la quale di tanto in tanto mi misuro, si è parlato di gelosia e di possesso quale seme della gelosia. Ma durante lo svolgimento di un amore, c'è un aspetto che può prevedere il senso di possesso, che anzi ne è forse la forma più naturale. Quando ho amato, i canali di percezione dell'altro erano multipiano, c'erano i sentimenti d'amore, la ragione, il rispetto, la stima, la considerazione, stati d'animo che partivano dalla mente e dal cuore. Ma c'era anche tutta una gamma di sensazioni che non subivano un processo mentale o senti-mentale, erano diretti senza codifica, fisici. Stati d'animo fisici, che trovano ovviamente il loro culmine nel fare l'amore, ma che sono fatti anche di tantissime altre cose di una consistenza più impalpabile, ma per questo a volte anche più emozionanti. L'atmosfera intima del cinema, il bracciolo condiviso, le mani che si sfiorano, le parole sussurrate all'orecchio con il naso nella camicia assaporando il profumo del suo collo (voi direte questa è matta sente l'intimità in mezzo a 300 persone), o in fila al supermercato, la schiena che sfiora leggermente il suo petto nell'attesa di spingere in avanti il carrello, significa io sono sempre qui. Una volta ho cercato il contatto fisico in un momento di imminente pericolo, eravamo in auto un'animale attraversò la carreggiata e la sottoscritta (bella deficiente), invece di lasciare al suo partner il tempo di scalare la marcia e ridurre la velocità che fa? Gli prende la mano. Queste situazioni e le sensazioni fisiche che ne derivano per me significano: sei mio. Io adoro l'idea del possesso fisico, è una percezione non scritta, che non passa il vaglio di alcuna codifica ma che fa parte dell'amore, perchè è un desiderio che sento esclusivamente quando amo. E ho anche il modello decappottabile, la gelosia fisica. Una donna può chiacchierare, discutere, ridere e scherzare con il mio uomo, nessun problema, ma non deve toccare. Ora mi chiedo: il desiderio di possesso fisico e la gelosia fisica non è forse naturale? Insita cioè nella natura della tipologia di contatto? Anche questo tipo di gelosia va avversata, codificata, ragionata, combattuta? Per me sarebbe davvero un pò triste, sebbene siano stati rari i casi in cui l'ho provata, aggiungeva all'intera gamma dei sentimenti d'amore un valore in più che non c'era il bisogno di dire era un ti amo non scritto ma toccato, sentito intensamente da entrambe, solo nostro.

Non saprei, penso che un pizzico di gelosia sia normale in amore.
Però non so se sia insita nell'essere umano o sia solo un fattore culturale.
Una volta ho sentito di una tribù nella quale gli uomini e le donne erano poligami, non c'era rivalità, non c'era gelosia. Nel complesso era una delle tribù più pacifiche sulla faccia della terra.
E' anche vero che quando ci si è provato noi (dal '68 in poi) questi tentativi di vivere la coppia aperta sono miseramente falliti!
Cosa farei se mi trovassi in quella tribù? Mi abituerei? Cesserei di essere gelosa in un mondo in cui la gelosia non sembra essere contemplata e, a quanto pare, nemmeno il tradimento?
kore is offline  
Vecchio 04-10-2007, 09.37.10   #14
pallina
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Originalmente inviato da katerpillar

Discussione molto difficile da dipanare, anche se ci battiamo per evidenziare le nostre esperienze dirette. Io ho rinunciato da un pezzo a parlare del sentimento d'amore, perché per me è un diventato il vaso di Pandora: possiamo affermare tutto e il contrario di tutto, ma di una cosa mi sono reso conto e su cui non discuto più; ovvero: quando un amore finisce anche dopo trentanni di unione, vuol dire che quello non era vero amore, ma solo un surrogato d'amore, per sorreggersi l'un l'altro, come affermato da vero.
.............................


Trent'anni sono tanti...forse dopo tutto quel tempo può succedere che si incontri qualcun'altro ma soprattutto "si incontra" se stessi. Anche questa - per tornare al discorso di klee - è una delle molteplici forme d'amore. Che ci piaccia o no.
Ma quando due persone vivono insieme per tanto tempo si dimenticano, a volte, il vero motivo per cui si era deciso, anni addietro, di stare insieme: per amore. Ma di solo amore non si vive e ci sono il lavoro, la famiglia (che cambia e "ci" cambia), i figli, la vita di tutti i giorni, mai le gioie che si dimenticano facilmente ma tutti i dolori e i lutti, e le aspettative mancate e perciò le delusioni...Quanti progetti ma, nel frattempo, quanto poco si investe sull'amore verso il nostro compagno, a volte si ama più il lavoro che diventa una via di fuga, ci diciamo che abbiamo poco tempo ed è così che dandolo per scontato, come tutte le cose che per esistere devono essere alimentate, l'amore muore....E gli anni passano, il tempo acquista altro significato, ci si rende conto di quello che si ha alle spalle mentre la percezione di quello futuro si fa sempre più sottile e fragile. E chi ha vissuto "aspettando il domani" improvvisamente si renderà conto che il domani non esiste e vorrà recuperare nell'immediato tutto...Che illusione!!!!!! Butterà al vento tutto quello che aveva, poco o tanto che fosse....

E poi mi dico che in amore dovremmo avere obiettivamente "buoni occhi": perchè nel nostro e nell'altrui modo di "amare" (dove amore va inteso in tutte, proprio tutte, le sue forme giuste e sbagliate, sane e malsane) si manifesta la propria natura, il proprio modo di essere...
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Vecchio 04-10-2007, 12.25.14   #15
semiseria
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Originalmente inviato da sentieroluminoso
Ora mi chiedo: il desiderio di possesso fisico e la gelosia fisica non è forse naturale? Insita cioè nella natura della tipologia di contatto? Anche questo tipo di gelosia va avversata, codificata, ragionata, combattuta? Per me sarebbe davvero un pò triste, sebbene siano stati rari i casi in cui l'ho provata, aggiungeva all'intera gamma dei sentimenti d'amore un valore in più che non c'era il bisogno di dire era un ti amo non scritto ma toccato, sentito intensamente da entrambe, solo nostro.

La gelosia di coppia (non solo fisica) è ampiamente diffusa, anche se non mi azzardo a dire che è naturale, affermazione che richiederebbe una dimostrazione filosofica. Mi sembra che tale gelosia abbia ia sua logica, visto che solo nella coppia avviene che, se una persona se ne va, l'altra rimane sola. Esiste quindi secondo me (e non credo di essere l'unica) una ragionevole gelosia, che implica un giustificato... fastidio nel caso in cui trovi tuo marito a letto con la baby-sitter, oppure ti accorgi che il tuo fidanzato ha preso una sbandata per la collega carina.
Se poi qualche coppia preferisce una certa apertura, niente da dire: l'essenziale è che siano entrambi d'accordo e nessuno subisca; questioni di libera scelta.
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Vecchio 05-10-2007, 18.52.32   #16
klee
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Ho letto ultimamente un libro di Osho
l'oscuro intervallo è l'amore


L’amore è una mano tesa nel vuoto abissale
che è l’esistenza a patto che si sappia distinguerne
la profonda essenza ed energia strappando
il velo delle illusioni che ci impediscono
di cogliere la verità, come il sesso, il possesso, la gelosia, l’ego.
Solo in questo modo quell’oscuro intervallo
fra la nascita e la morte che è la vita


di ogni uomo trova il suo più profondo significato.


Riuscite a comprendere il siginificato e questo piccolo testo vi trasmette qualche cosa?
klee is offline  
Vecchio 05-10-2007, 20.58.00   #17
semiseria
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L'amore risponde all'esigenza di superare la solitudine esistenziale, d'accordo.
Il sesso e l'ego non li vedo come illusioni, benché siano, secondo me, mezzi o strade per giungere a qualcosa di più profondo. Dipende dalla personale visione dell'esistenza.
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Vecchio 06-10-2007, 01.30.51   #18
marco gallione
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vero katerpillar

Discussione molto difficile da dipanare, anche se ci battiamo per evidenziare le nostre esperienze dirette. Io ho rinunciato da un pezzo a parlare del sentimento d'amore, perché per me è un diventato il vaso di Pandora: possiamo affermare tutto e il contrario di tutto, ma di una cosa mi sono reso conto e su cui non discuto più; ovvero: quando un amore finisce anche dopo trentanni di unione, vuol dire che quello non era vero amore, ma solo un surrogato d'amore, per sorreggersi l'un l'altro, come affermato da vero.

L'anno scorso sono andato da un amministratore di condominio per incassare una fattura. Questo signore ha la bella eta di 87 anni, e quando si apprestava a firmarmi l'assegno, ho visto che la mano gli tremava così forte che forse non ce l'avrebbe fatta mai a opporre la firma.

A quel punto la moglie, di 5 anni meno di , gli va dietro alle spalle e le prende la mano per tenergliela ferma.
Questo signore si gira con la testa verso la moglie, e rivolgendosi a me afferma: "Io questa donna me la sposerei ogni cinque minuti".

Forse l'amore in quella coppia vecchissima, dopo sessantanni di matrimonio, non cera più, ma era subentrato un rispetto ed una stima da far invidia a chiunque. In ogni modo voi fate quello che vi pare, quando viene l'amore io me lo berrò tutto di un fiato, poi avvenga pure quello che avvenga, l'amore non lo lascio passare senza contracambiarlo.


Schiettamente, non c'è nulla di male nel fatto che nell’amore vi sia una componente ascrivibile al senso di possesso che vive in ognuno di noi, e che può anche scaturire attraverso un sentimento di gelosia.

Quasi tutte le persone provano gelosia.
Molte persone vogliono essere l’oggetto della gelosia di altre. Non c’è da esserne sorpresi.

Spesso è piaciuto anche a me sentirmi desiderato a tal punto da diventare destinatario della altrui gelosia esercitata cum grano salis. A tutti può piacere, se non ci vogliamo raccontare balle.

L’immagine dell’amore come dare senza chiedere nulla in cambio, frequentissamente evocata qui sul Forum, è intrisa di qualunquismo. E’ una idea buonista, del tutto estranea all’amore romantico.

Trova riscontro, dignità e piena cittadinanza nelle religioni, e nel concetto di amore evocato in quei contesti. Ma non nell’amore come lo intendiamo tutti, in senso romantico, giusto per capirci.
E’ un sentimento diverso dalla solidarietà, dalla stima, dal rispetto, o dall’amore (cristiano) per il prossimo.
Altrimenti si fa confusione. O del buonismo a buon mercato.

Mi viene da chiedere a katerpillar, ma se incontri l’amore di un serial killer, che ti chiede di contracambiarlo, te lo bevi tutto di un fiato anche quello?
marco gallione is offline  
Vecchio 06-10-2007, 01.47.55   #19
marco gallione
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Originalmente inviato da kore
Non saprei, penso che un pizzico di gelosia sia normale in amore.
Però non so se sia insita nell'essere umano o sia solo un fattore culturale.
Una volta ho sentito di una tribù nella quale gli uomini e le donne erano poligami, non c'era rivalità, non c'era gelosia. Nel complesso era una delle tribù più pacifiche sulla faccia della terra.
E' anche vero che quando ci si è provato noi (dal '68 in poi) questi tentativi di vivere la coppia aperta sono miseramente falliti!
Cosa farei se mi trovassi in quella tribù? Mi abituerei? Cesserei di essere gelosa in un mondo in cui la gelosia non sembra essere contemplata e, a quanto pare, nemmeno il tradimento?

Credo di aver capito il ragionamento di kore, che apprezzo, soprattutto per l'intelligente tono dubitativo.
Condivido anche le osservazioni schiette di sentierolumioso, che ne sono la base.
Entrambe, apprezzabilmente, rifuggono il buonismo; e fanno i conti con la schiettezza, che in astratto è sempre utile.


Non mi pare un caso che si finisca a parlare di di tribù, e poligamia, ossia di contesti e abitudini che - personalmente - mi evocano un senso di evoluzione incompleta, di culture evolutivamente incomplete.
Quei contesti lì, non riconoscono la gelosia perchè sono evolutivamente incompleti, incosapevoli, o semplicemente rozzi.

Astrattamente, non si può escludere che la evoluzione ulteriore della ns cultura - (che giudico oggettivamente più evoluta di una "tribù", o di culture che praticano la poligamia) - possa portare al superamento della gelosia, e a dimostrarne la natura culturale, e non già oggettiva.

Ma stiamo parlando di astrazioni, e comunque di uno Stadio 3 (astratto, futuro), più evoluto dello Stadio 2 (il nostro, presente), e più evoluto dello stadio 1 (la tribù, passato).
marco gallione is offline  
Vecchio 06-10-2007, 01.54.13   #20
marco gallione
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Originalmente inviato da klee
La gelosia è una delle aree più comuni di
ignoranza psicologica rispetto a se stessi, rispetto agli altri e, in particolare, rispetto alle relazioni d'amore.

La gente pensa di sapere cos'è l'amore; in effetti non sa nulla.
Il fraintendimento dell'amore crea gelosia.


Non conosco Osho, di cui sento parlare spesso qui sul Forum.
Leggendo quel che viene riportato qui, tra cui le due considerazioni che ho quotato sopra, non mi sorge alcuna alcuna curiosità a saperne di più.
Non me ne vorrà klee (contro il quale non ho assolutamente nulla, beninteso), ma letto così suona molto stile-imbonitore, buonista, qualunque. Qualunquista.
Prometto che ci penserò sopra. Magari cambio idea .
marco gallione is offline  

 



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