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Vecchio 19-10-2007, 07.26.15   #11
paperapersa
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Data registrazione: 05-05-2004
Messaggi: 2,012
Riferimento: la malignità

Citazione:
Originalmente inviato da Mary
Si parla male degli altri quando avvertiamo il male dentro di noi.

Ricordiamo sempre che portiamo fuori quel che già è dentro di noi.

Il male che riversiamo sugli altri è quello di cui vorremmo liberarci o che non vorremmo che gli altri scoprissero.

Chi ha arance può lanciare solo arance, chi ha solo albicocche non può lanciare cocomeri.

Gesù disse di prestare attenzione non a quello che entra dentro di noi ma a quello che esce da noi.

Se riuscissimo ad amare noi stessi veramente, ad accettarci con tutti i difetti che abbiamo, allora vorremmo bene anche agli altri e ne acceteremmo anche i difetti e le debolezze.

Oggi le persone maligne, cattive, ipocrite mi fanno tanta pena. Mi dispiace tanto per loro.
Non che io sia la perfezione personificata ho solo pietà di me.

E di conseguenza pietà degli altri immagino.
I bambini che non giudicano sono forse solo i neonati.
Ieri proprio ho visto una mamma con una bimba di pochi mesi in braccio
che continuava a dirle " sei perfida" solo perchè la piccola si divertiva
a tirarle i lunghi capelli che le ricadevano sulle spalle.
Questo ritornello si imprimerà nella mente della piccola che crescendo imparerà
a giudicare e a offendere o a difendersi dai giudizi altrui.
Siamo talmente immersi in un mondo di violenza(verbale e fisica) che pur
autocontrollandoci al massimo credo che difficilmente un essere umano
riesca a non dire qualcosa di un altro essere, anche solo per osservarlo.
Gli specchi che ci circondano ci rimandano le infinite sfaccettature
di noi stessi e allora o ci salviamo con l'autoironia, sorridendo di quegli
aspetti che ci appartengono e che riconosciamo solo negli altri, o finiamo
per essere sommersi dagli attacchi altrui o reattivi.
E' innegabile che siamo osservatori oltre che attori di questa vita
e dobbiamo proprio ringraziare questi "specchi" di noi stessi che se siamo
abbastanza "coscienti" riconosciamo come nostre parti, se siamo "incoscienti"
consideriamo solo "travi sulle spalle degli altri e non nei nostri stessi occhi"
se siamo "supercoscienti" li vediamo solo come bruscolini che fanno lacrimare
i nostri occhi e ci fanno amorevolmente ridere di noi.
paperapersa is offline  
Vecchio 19-10-2007, 10.36.50   #12
giaggio
Ospite
 
Data registrazione: 09-09-2007
Messaggi: 34
Riferimento: la malignità

Citazione:
Originalmente inviato da aurora
ma dove l'hai letto questo? non nel vangelo!
solo i bambini non dicono malignità perchè non riescono a pensarle, perchè sono innocenti.


Ciao Aurora ,
sono entrato senza volerlo, pensavo di essere ne forum spirituale e non psicologico.
Ciò che ho scritto appartiene a dei detti di Gesù tradotti da dei papiri. e non ai vangeli comuni.
Sono d’accordo con te nel dire che solo i bambini non riescono a dire malignità, infatti Gesù nei normali vangeli dice che dobbiamo ritornare innocenti come i bambini.
Quando indaghiamo su noi stessi con vera serietà, difficilmente potremo dire delle malignità verso altri.
Buona giornata
giaggio is offline  
Vecchio 19-10-2007, 11.43.37   #13
kore
Ospite abituale
 
Data registrazione: 31-07-2007
Messaggi: 343
Riferimento: la malignità

Vorrei mettere in luce un altro aspetto della malignità, che mi è sempre saltato agli occhi.
La malignità è quella cosa che ci fa vedere gli altri simili a noi stessi, quando "noi stessi" siamo persone piccine, meschine, degne di disprezzo.
Attenzione, che io disprezzi le persone meschine e piccine, non mi sembra maligno, semmai aristocratico. Cos'ho da spartire con questa gente, assolutamente priva di valori e di coscienza? Mai direi una malignità su queste persone, non ne ho bisogno. Mi fanno pena semmai, e non aggiungo al male altro male.
Ma chi è maligno crede di vedere negli altri i suoi stessi limiti, le sue stesse debolezze, li interpreta attraverso il filtro della sua piccineria, e non riesce a immaginare niente di nobile nell'altro, perché non sa neanche lontanamente cosa sia la nobiltà d'animo.
Non può compiere l'operazione di abbassare gli altri al proprio livello, non si rende neanche conto di stare facendo una cosa simile, altrimenti avrebbe un barlume di coscienza di cosa sia bello, buono e giusto.
In realtà è proprio incapace di scorgerla l'eccellenza, non la vede proprio.
Chi passa il tempo a sparlare degli altri, a dipingere orribili caricature degli altri, non fa altro che descrivere la sua realtà, il modo in cui la percepisce, lo spazio che abita. Più in la non riesce a spingersi, guarda il mondo attraverso la sua piccola lente sporca.
La perfidia è ben altra cosa, presuppone un'intelligenza che il maligno non ha.
Se il male altro non è che una privazione di bene, chi è maligno soffre, invece, di gravi deficienze.
Quindi opero i necessari distinguo: chi è intelligente non può reprimere un moto di disgusto di fronte a una persona che pensa e agisce in maniera meschina, sarebbe giustamente offeso dallo spettacolo volgare che gli si sta propinando. E questa non è malignità.
Io rivendico il diritto a questo moto di disgusto. Se mi imbatto in Maria de Filippi e cambio subito canale, compio una sana pratica igienica, e non perché in qualche modo invidi quella gente lì e abbia bisogno di abbassarla al mio livello, ma perché ho troppa stima di me per abbassarmi al loro livello.
Un programma del genere potrebbe essere definito "maligno", perché propone al cittadino che ha bisogno di svagarsi, uno spettacolo desolante. Siccome giudicano la maggioranza degli italiani alla stregua di comari bavose, e devono fare audience, ecco che ci servono quello che loro reputano sia il nostro piatto forte.
Se questa non è malignità....
kore is offline  
Vecchio 19-10-2007, 16.58.18   #14
aurora
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Data registrazione: 03-07-2006
Messaggi: 250
Riferimento: la malignità

Citazione:
Originalmente inviato da kore
Vorrei mettere in luce un altro aspetto della malignità, che mi è sempre saltato agli occhi.
La malignità è quella cosa che ci fa vedere gli altri simili a noi stessi, quando "noi stessi" siamo persone piccine, meschine, degne di disprezzo.
Attenzione, che io disprezzi le persone meschine e piccine, non mi sembra maligno, semmai aristocratico. Cos'ho da spartire con questa gente, assolutamente priva di valori e di coscienza? Mai direi una malignità su queste persone, non ne ho bisogno. Mi fanno pena semmai, e non aggiungo al male altro male.
Ma chi è maligno crede di vedere negli altri i suoi stessi limiti, le sue stesse debolezze, li interpreta attraverso il filtro della sua piccineria, e non riesce a immaginare niente di nobile nell'altro, perché non sa neanche lontanamente cosa sia la nobiltà d'animo.
Non può compiere l'operazione di abbassare gli altri al proprio livello, non si rende neanche conto di stare facendo una cosa simile, altrimenti avrebbe un barlume di coscienza di cosa sia bello, buono e giusto.
In realtà è proprio incapace di scorgerla l'eccellenza, non la vede proprio.
Chi passa il tempo a sparlare degli altri, a dipingere orribili caricature degli altri, non fa altro che descrivere la sua realtà, il modo in cui la percepisce, lo spazio che abita. Più in la non riesce a spingersi, guarda il mondo attraverso la sua piccola lente sporca.
La perfidia è ben altra cosa, presuppone un'intelligenza che il maligno non ha.
Se il male altro non è che una privazione di bene, chi è maligno soffre, invece, di gravi deficienze.
...

hai perfettamente ragione, hai fatto un'analisi giusta del problema.
certe volte pero' la malignità puo' derivare dal voler essere intelligenti e intuire i pensieri o le azioni future degli altri, naturalmente attribuendo ad altri azioni o pensieri cattivi. Penso che in questo caso la malignità derivi dalla superbia dell'intelligenza.
aurora is offline  
Vecchio 19-10-2007, 19.01.48   #15
semiseria
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Riferimento: la malignità

Citazione:
Originalmente inviato da paperapersa
Siamo talmente immersi in un mondo di violenza (verbale e fisica) che pur
autocontrollandoci al massimo credo che difficilmente un essere umano
riesca a non dire qualcosa di un altro essere, anche solo per osservarlo.
Suppongo che non sarà sempre e necessariamente sbagliato di parlare degli altri; come dici anche tu, abbiamo bisogno di osservare e capire i nostri simili; mi sembra legittimo anche potersi sfogare in caso di necessità: se ad esempio litigo con mio padre o con mio marito, avrò pure il diritto di andare a confidarmi con un'amica (in effetti questo appare un caso diverso dall'andare a sparlare in giro malignamente).

Valutare persone e situazioni è perciò molte volte legittimo; il difficile è capire quando la volutazione, più o meno gradualmente, si trasforma in giudizio e condanna; come si fa?
semiseria is offline  
Vecchio 19-10-2007, 23.50.13   #16
sentieroluminoso
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La principessa del pixel comune

Citazione:
si dice "malignità"perchè è maligno (il contrario del bene)
Maligno è qualcosa che crea un danno, qualcosa di nocivo. Io non sarei così sicura che le chiacchiere maligne, usate spesso come esempio in questo argomento, siano guardandole dall'alto, sempre qualcosa di nocivo o dannoso. Poniamo che si verifichi il caso che qualcuno mi dica che i miei scritti sono stati insigniti del titolo di "pixel comune" che tutto quel che scrivo è scontato e si basa su assiomi superficiali, che nulla dei miei pensieri si eleva, nulla di originale. Le mie reazioni potrebbero essere: mi arrabbio/non mi arrabbio. Ma per quale motivo scatta la rabbia ed il risentimento? Se io mi sentissi sicura di esprimere idee interessanti per me, se utilizzassi questo mezzo principalmente per me e poi in seconda analisi per condividere con altri i miei pensieri, mi importerebbe tanto del giudizio altrui? Se il giudizio o la chiacchiera maligna colpisce nel segno non è forse perchè infila un ago in una ferita non ben rimarginata? In quel caso il problema sta nell'ago o nella ferita che si pensava rimarginata ed invece sanguina alla prima piccola sollecitazione?

In fondo le chiacchiere sono appunto, chiacchiere, volano. A volte non sembra anche a voi che siano maggiori le reazioni che stimolano le "chiacchiere maligne" piuttosto che il valore in se di un parlucchìo balordo? Io ritengo che se una malignità fa male ed innesca una reazione potente, non crea un danno, lascia emergere una ferita scoperta, può essere un ottimo spunto di riflessione, uno scossone che può generare parecchi perchè, che mette a nudo però una vulnerabilità interna, che dall'esterno può essere solo sollecitata. Non credo che le chiacchiere malevole creino danni, pungolano una lesione preesistente, un punto debole sul quale varrebbe la pena indagare. Tra l'altro l'argomento della maldicenza a volte c'entra poco con quanto si cela dietro la rabbia, spesso è un problema di ruoli, di aspirazioni, di immagine di se, che non dovrebbe poter essere messa in dubbio da parole. Qualora si riuscisse ad indagare e risolvere il problema sotterraneo, da un'ostilità potrebbe emergere un beneficio, un miglioramento. A proposito, di recente mi è capitato di rintracciare in meno di dieci righe, ben sei luoghi comuni!
sentieroluminoso is offline  
Vecchio 20-10-2007, 07.54.18   #17
paperapersa
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Riferimento: la malignità

Citazione:
Originalmente inviato da semiseria
Suppongo che non sarà sempre e necessariamente sbagliato di parlare degli altri; come dici anche tu, abbiamo bisogno di osservare e capire i nostri simili; mi sembra legittimo anche potersi sfogare in caso di necessità: se ad esempio litigo con mio padre o con mio marito, avrò pure il diritto di andare a confidarmi con un'amica (in effetti questo appare un caso diverso dall'andare a sparlare in giro malignamente).

Valutare persone e situazioni è perciò molte volte legittimo; il difficile è capire quando la volutazione, più o meno gradualmente, si trasforma in giudizio e condanna; come si fa?
A mio parere la vera malignità è il parlar male di qualcuno alle spalle
per svalutarlo invece di affrontarlo e dirgli in faccia ciò che pensi di lui o del
suo comportamento. Quando con semplicità riusciamo ad esprimere
il nostro pensiero senza che esso appaia come una critica ma come
uno scambio di idee e senza il desiderio di offendere l'altro ma solo
per capire o farlo riflettere sulle motivazioni delle sue parole e delle sue azioni
non possiamo parlare di malignità ma di interesse, di comprensione amorevole.
A volte non c'è neanche bisogno di dire cosa ci ha ferito o l'altro secondo noi
ha sbagliato nel fare.
Negli ambienti di lavoro spesso si parla (sparla) nei corridoi o dei capi o dei colleghi.
Quella è malignità e occorre capire cosa spinge a fare ciò (invidia, criticismo,
gelosia, etc...).
In fondo questi sentimenti ci appartengono e solo analizzandoli saremo in grado di gestirli e di cambiare la malignità in espressione chiara e consapevole del nostro disagio.
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Vecchio 20-10-2007, 08.33.35   #18
semiseria
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Riferimento: la malignità

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Originalmente inviato da kore
Quindi opero i necessari distinguo: chi è intelligente non può reprimere un moto di disgusto di fronte a una persona che pensa e agisce in maniera meschina, sarebbe giustamente offeso dallo spettacolo volgare che gli si sta propinando. E questa non è malignità.
Io rivendico il diritto a questo moto di disgusto. Se mi imbatto in Maria de Filippi e cambio subito canale, compio una sana pratica igienica, e non perché in qualche modo invidi quella gente lì e abbia bisogno di abbassarla al mio livello, ma perché ho troppa stima di me per abbassarmi al loro livello.
Certo che abbiamo diritto al disgusto, ci mancherebbe altro. Abbiamo diritto anche a reazioni ed emozioni più forti, in relazione alle situazioni : ad esempio chi potrebbe rimanere indifferente e distaccato di fronte alla persona che ha massacrato la sua famiglia? Certa gente ci provoca disgusto e rabbia al solo vederla al telegiornale.
Io la penso così: ho tutto il diritto di parlare male della trasmissione di Maria de Filippi, però se la vedessi rovinosamente caduta sotto casa mia, la mia umanità dovrebbe spingermi a soccorrerla (sigh!). Bisognerebbe insomma distinguere il peccato dal peccatore; abbiamo tutti i diritti di valutare le azioni commesse, dovremmo però riuscire a non giudicare e a non condannare le persone: il discrimine non è affatto facile.
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Vecchio 21-10-2007, 14.33.25   #19
semiseria
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Originalmente inviato da sentieroluminoso
Io ritengo che se una malignità fa male ed innesca una reazione potente, non crea un danno, lascia emergere una ferita scoperta, può essere un ottimo spunto di riflessione, uno scossone che può generare parecchi perchè, che mette a nudo però una vulnerabilità interna, che dall'esterno può essere solo sollecitata. Qualora si riuscisse ad indagare e risolvere il problema sotterraneo, da un'ostilità potrebbe emergere un beneficio, un miglioramento.


Mi ritrovo molto in quello che dici: da tempo ormai rifletto sui punti deboli che danno origine a mie reazioni sproporzionate. E’ vero che una malignità può aiutarci a comprendere noi stessi, indipendentemente dalle intenzioni con le quali è stata detta.
Tuttavia mi sembra interessante anche comprenderle, queste motivazioni. Quella persona ha un momentaneo rancore verso di me? Non mi sopporta proprio? Mi denigra per problemi suoi? Presumibilmente i miei pensieri e le mie reazioni saranno diversi in relazione alle diverse cause.
Inoltre è proprio necessario infierire sulla ferita con un coltello? Se qualcuno vuole mostrarmi i miei punti deboli, non potrebbe agire da chirurgo, o anche solamente avvisarmi? Pazienza se lo fa un estraneo, ma da parte delle persone care fa più male, no?

Se tu poi, insignita del titolo di “pixel comune”, reagissi con una rabbia sconsiderata, proprio perché sei la prima a non avere stima dei tuoi pixel, nemmeno questo indicherebbe un giudizio oggettivo: potreste sbagliarvi entrambi, tu e il latore di malignità… magari il giorno dopo ti arriva il Pulitzer del web.

Ciao, Paperapersa, non userei la parola ”critica” in senso solo negativo, perché anch’essa può essere “uno scambio di idee e senza il desiderio di offendere l'altro ma solo per capire o farlo riflettere sulle motivazioni delle sue parole e delle sue azioni”. Molto dipende dai modi con i quali viene rivolta. Io sono grata a chi mi critica apertamente, perché mi dà la possibilità di migliorare (ovviamente le osservazioni passano al vaglio dell’intelletto).
Per il resto sono d’accordo con quello che hai scritto.
semiseria is offline  
Vecchio 21-10-2007, 16.53.48   #20
veraluce
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Riferimento: la malignità

Citazione:
Originalmente inviato da Aurora:
perchè pensiamo male degli altri?
non solo, ma pensare male sugli altri ci fa sentire intelligenti.
non per niente si dice "malignità"perchè è maligno (il contrario del bene) pensare male delle persone:ma lo facciamo continuamente.

Davvero??? Scusate ma per me non è così.
Io ho sempre pensieri positivi verso gli altri... per me tutte le persone possono avere qualcosa di "buono e bello" da dare... giustifico sempre tutte le "sgarbatezze" perché credo che nessuno lo faccia col proposito consapevole di far star male il prossimo ( e poi anch'io se facessi inconsapevolmente del male preferirei esser capita e non "malignata" )... sono contenta di essere così, perché anche se questa "citrullaggine" ( come la definiscono i miei cari ) mi ha messo spesso nei guai... alla fine le persone che mi hanno conosciuto hanno un bel ricordo di me ( spero... ).
Sto male se penso "male" di qualcuno e per questo non non mi viene da
farlo...
e credo che ci siano tante altre persone su questa terra che non hanno pensieri negativi verso gli altri... anche gli adulti possono
essere innocenti come neonati, perché no?
E poi non saprei neanche per quale motivo dovrei essere "maligna", sinceramente, non riesco proprio a capirlo... si guadagna qualcosa spiritualmente o materialmente? Boh, a che serve?
Comunque avere pensieri ( o fare gesti ) maligni forse è sintomo di mancanza di armonia interiore secondo me... quando si è in pace con sè stessi non si può essere in guerra con gli altri .

Buona serata
veraluce is offline  

 



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