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Psicologia - Processi mentali ed esperienze interiori.
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Vecchio 10-06-2003, 11.39.49   #21
visir
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Luci e ombre.

L'ombra è legata indossolubilmente alla luce, ma per noi sono due cose diverse.
E' faticoso, quasi innaturale comprendere che una cosa sostiene un'altra ed è ad essa complementare.
Conosciamo la dignità perchè siamo stati umiliati, senza infelicità non conosceremmo la gioia, ma il problema è un'altro...
Noi preferiamo, noi dividiamo e diamo un valore a tutto così facendo ci condanniamo a sotenere la gioia (che è fuggevole) e a scappare dalla sofferenza (che è ingigantita dal nostro rifiuto).

Non è facile venire in contatto con il nostro buio interiore perchè agli occhi della mente sembra di diventare ciechi.

E' un processo doloroso, ma inesorabile in quanto la vita getta continuamente la sua luce sul nostro io nascosto.

In alcune tradizioni l'incoscio, l'ombra, l'esoterico, ecc. viene identificato nel Minotauro.
La figura mitologica frutto dell'amore fra un dio e una vacca, è la rappresentazione del peccato, la vergogna che viene nascosta agli occhi del mondo nel Labirinto.
Saltuariamente il mostro si risveglia e chiede in nutrimento sette giovani e sette giovinette.
Il peccato dunque pretende il suo riscatto con la vita per mantenere il suo segreto segregato.

C'è chi vive tutta la propria esistenza nel Labirinto con la paura di incontre il Minotauro ad ogni angolo, e chi lo cerca e l'affronta (Teseo) per vivere il suo tempo rimanente da uomo libero.

Libero dal senso di colpa, che in fondo era solo il risultato di un'amore che non sappiamo riconoscere, il quale negandolo ci priva di una vita più completa.
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Vecchio 10-06-2003, 17.04.53   #22
r.rubin
può anche essere...
 
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Ma cosa significa affronatare l'ombra, il minotauro?

Riconoserlo e accettarlo quale parte integrante di sè?
Ucciderlo?
Amarlo in un sentimento di amore più grande, che comprende gli opposti, gli inconciliabili? Amare l'amore e l'odio perchè viventi entrambi in noi? Fonderli in un Uno?
Saper amare e odiare, senza sensi di colpa?

Credo di intuire, vagamente, come la nostra, la più comune concezione del giusto-sbagliato, amore-odio, sia incompleta.
Che il metro comune di giudizio sia superficiale, ed in un'ottica più vasta, più matura, evoluta, si mostri in una realtà che ora ci sembrerebbe assurda, inconciliabile, incomprensibile, folle.

Ciao
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Vecchio 10-06-2003, 21.12.15   #23
rodi
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'Affrontare il Minotauro'

Guardare negli occhi l'ombra
Prendere coscienza del fatto che esiste
Come in un disegno in cui il chiaroscuro dà profondità alle immagini
Energia positiva e negativa, come quella degli atomi
Contrapposizione dalla quale si genera la forza motrice del meccanismo vitale
Qualcosa che fa parte della realtà, un banale stato di fatto...
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Vecchio 10-06-2003, 23.16.17   #24
Sofista
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Cito Nietsche:
"Quando guardi a lungo nell'abisso anche l'abisso guarda dentro di te"
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Vecchio 11-06-2003, 10.25.03   #25
visir
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Hic sunt leones

Sono stato criptico?

Quello che volevo significare era semplicemente che l'inconscio (ciò che non si conosce, il sommerso) fa sempre sentire la sua voce.
Ciò che è stato represso ad un certo momento riaffiora con forza e più profondamente è stato trattenuto più forte sarà la sua ribalta.
Forse banale, ma non così scontato...
In una certa scuola di pensiero l'incoscio viene identificato nell'intestino (un labirito di visceri), inoltre nella medicina cinese risulta essere fondamentale per la salute dell'uomo la salute dell'intestino.

Non penso che da sè stessi si possa esplorare profondamente questo "lato buio" per questo ho scritto che la vita (i fenomeni, le interazioni personali ecc.ecc.) gettano una luce chiarificatrice e vivificatrice verso una scoperta che non è mai facile, ma ci indirizza verso una vita più profonda.

Gli antichi romani quando volevano indicare un territorio inesplorato lo segnavano nelle carte topografiche con la dicitura:- Hic sunt leones (qui ci sono i leoni).
Ognuno ha i suoi leoni da esplorare/affrontare per allargare la mappa della propria vita.
Semplicemente...
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Vecchio 11-06-2003, 10.44.07   #26
rodi
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Se hai dei dubbi che il tuo messaggio non sia stato recepito per quel che mi concerne te li tolgo.

Lo trovo realistico, quale che sia la forma che tu abbia usato per fare gli esempi.

E' che guardare dentro se stessi per molti non è facile!


rodi is offline  
Vecchio 11-06-2003, 15.26.13   #27
r.rubin
può anche essere...
 
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"E' che guardare dentro se stessi per molti non è facile!"

Credo sia facile per pochi eletti...

per alcuni è adirittura controindicato: per questi è più salutare che ignorino, conoscere sarebbe più dannoso che benefico. (lo leggevo su uno scritto di uno psicologo...mi ha dato da pensare)

Il labirinto, le viscere, il chiaro-scuro sono splendidi esempi.

Poi, sapete anche voi, arrivare a capire con la ragione certo è già molto, ma pochissimo rispetto a farne esperienza. Addirittura niente.

E ad un certo momento ti chiedi quale sia la strada che porta dalla consapevolezza della ragione, a quella viva e pulsante dell'esperienza.

C'è un'abisso, e dal mio piccolissimo punto di vista, mi sembra sia un abisso da saltare, senza alcuna informazione, senza alcuna sicurezza, certezza.

Fa paura, terrorizza, forse fa solo sorridere.
Certo una strada non la conosci se non la percorri, e a volte non sai nemmeno se è una strada o non lo è.

Dunque?
Coraggio.
O anche solo voglia di vivere.

Volevo ringraziarvi, ci si sente
r.rubin is offline  
Vecchio 12-06-2003, 16.57.08   #28
Fragola
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Re: Hic sunt leones

Citazione:
Messaggio originale inviato da visir
Sono stato criptico?

Quello che volevo significare era semplicemente che l'inconscio (ciò che non si conosce, il sommerso) fa sempre sentire la sua voce.
Ciò che è stato represso ad un certo momento riaffiora con forza e più profondamente è stato trattenuto più forte sarà la sua ribalta.
Forse banale, ma non così scontato...
In una certa scuola di pensiero l'incoscio viene identificato nell'intestino (un labirito di visceri), inoltre nella medicina cinese risulta essere fondamentale per la salute dell'uomo la salute dell'intestino.

Non penso che da sè stessi si possa esplorare profondamente questo "lato buio" per questo ho scritto che la vita (i fenomeni, le interazioni personali ecc.ecc.) gettano una luce chiarificatrice e vivificatrice verso una scoperta che non è mai facile, ma ci indirizza verso una vita più profonda.

Gli antichi romani quando volevano indicare un territorio inesplorato lo segnavano nelle carte topografiche con la dicitura:- Hic sunt leones (qui ci sono i leoni).
Ognuno ha i suoi leoni da esplorare/affrontare per allargare la mappa della propria vita.
Semplicemente...

Io non credo che tu sia stato criptico, credo che tu stia parlando di un'altra cosa. Una cosa è l'ombra, altra è la NOSTRA ombra. Che non è l'inconsio in generale, anche se spesso è inconscia. E' quella parte di noi che non vediamo perchè non vogliamo vedere. Tutti sappiamo che c'è, ma non la vediamo.
L'inconscio potrebbe essere considerato, secondo certi modelli, un territorio inesplorato. Personalmente la trovo una definizione riduttiva ma non voglio andare fuori tema. L'ombra è la porzione di ... "male" (passami il termine) che fa costituzionalmente parte di noi. Nell'inconsio ci sono ombre e gioielli. Trovarsi di fronte, finalmente evidente, quello che di noi stessi non avevamo mai voluto conoscere è possibile solo se si parte per quel viaggio. Ma quando sei lì? Non basta dire che è ovvio che ci sia. Certo che è ovvio che ci sia. La questione è riconoscere la nostra (e quando la vedi è una botta, una botta tremenda!), poi accettarla (e qui ti voglio) poi ... trasformarla in una risorsa.
Nessuno dice che è impossibile. Difficilino, quantomeno.
Ciao
Fragola is offline  
Vecchio 12-06-2003, 19.46.45   #29
r.rubin
può anche essere...
 
Data registrazione: 11-09-2002
Messaggi: 2,053
Ciao Fragola, ho letto con interesse la discussione su psicanalisi e psicoterapie....ma tornando qui:

Accettare.

Può essere estremamente arduo, perchè non riconoscere una parte di noi può essere un modo per difendere quanto di noi conosciamo.
La nostra più quotidiana vita, le nostre più quotidiane relazioni possono, forse, continuare a resistere così come le conosciamo, solo continuando a nascondere questo lato oscuro:

e lo nascondiamo a noi stessi per un'incompatibilità di fondo, un'inconciliabilità di due (o più) lati di uno stesso io, che trovandosi faccia a faccia non possono non cozzare l'uno con l'altro.

Uno alla luce del sole, con un'indirizzo
Uno nella profondità, con un'altro, certo più ricco e più nostro...

Una crisi, quanto meno.
Una crisi che, una volta superata, porta ad una sintonia a livello più alto, una migliore integrazione di noi con noi stessi e una maggiore consapevolezza.

Tutto di guadagnato per chi guarda alla vita con gli occhi di un bimbo curioso con voglia di crescere.


Questa crisi della nostra quotidianità...può essere grave.

Accettiamo pure la crisi...

Dovremmo per un periodo continuare a vivere la nostra + o - routinaria esistenza, in una condizione nella quale questa stessa rete di relazioni che ora ci appare familiare, cambia, si trasforma.

Tutto di guadagnato, certo, alla fine.

Per il "durante" occorre una buona forza.

Cioè...trasformarsi, percorrere un periodo di instabilità, continuando a percorrere il parrallelo percorso della quotidiana, stabile routine...
Essere nel caos, e al contempo dover essere nell'ordine e funzionare ordinatamente e ordinariamente...
il mio capo non mi darà mai le ferie per motivi esistenziali...

Mi sembra, questo "periodo", un periodo molto intenso...o forse non è così?

Tu che ne pensi?
Esagero?

Grazie ancora
r.rubin is offline  
Vecchio 13-06-2003, 10.03.43   #30
visir
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A Fragola,

Spesso dietro alle personali definizioni si evita di cogliere la sorgente di ciò che ci interessa.

Tu dici l'omabra è un'altra cosa e poi dai la tua definizione...mah!

Poi dici l'incoscio non è così, ma cosà...mah!

Poi fai il discorso (scusa veramente) tritro e ritrito "bisogna utilizzare la conscenza del nostro male come risorsa"...Mah!

Secondo me non bisogna essere troppo legati a dei modelli interpretativi "scolastici", cosa vuol dire nell'inconscio ci sono ombre e gioielli?
Quando c'è il sole ti serve anche l'ombra e se sei nel deserto non poi mica mangiarti un gioiello!

Ogni cosa ha la sua funzione relativamente al contesto, e in senso assoluto il male non esiste (affermazione forte che comunque non vi obbligo a condividere).
Il problema non è, come concordi anche tu, esplorare, cercare, domadare, ma come farlo! Cioè con che spirito. Siamo poi sicuri di voler vedere, conoscere, ascoltare le risposte?
Personalmente penso di no, almeno finchè le cose vanno bene.
Nel momento che nasce il disagio (esistenziale, emotivo, materiale sono solo definizioni) l'Uomo comincia a muovere il culo e incontra la sua parte inconscia (sconosciuta).

Siamo fatti così! come fare di questo dato di fatto un'azione consapevole in ogni istante dell'esistenza trasforma una realtà di vita in una Via.

A RR,
ti dico che uno deve semplicemente realizzare che quando il Titanic affonda non ha senso continuare a ballare solo perchè la musica ti piace.
Comprendere questa inevitabile realtà ci aiuta a liberarci dal vecchio noi stessi in ogni momento come la muta della pelle del serpente.
Brucia e allora? se si crescere ad un certo punto la pelle diventa stretta.
visir is offline  

 



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