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Psicologia - Processi mentali ed esperienze interiori.
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Vecchio 15-04-2008, 15.58.24   #11
chlobbygarl
Lance Kilkenny
 
Data registrazione: 28-11-2007
Messaggi: 362
Riferimento: L'uso dell'intuizione nei gruppi virtuali.

Citazione:
Originalmente inviato da donella
Un testo, una lettera, un post e soprattutto una serie sufficentemente lunga di post - perdonami - CI POSSONO DIRE.... ma non è affatto detto che "ci dicano". E, infatti, non "dicono" a tutti le stesse cose!
E' sotto l'osservazione quotidiana che - a maggior ragione i più assidui - siano accolti da schiere di consensi e opposte schiere di dissensi (questa adesso è proprio difficile da dire) MALGRADO esistano - oggettivamente - elementi qualificanti a cui è astrattamente riferibile un primato assoluto per entrambi gli schieramenti!!!! In pratica : tutti, qui, ascriviamo un ruolo elettivo all'empatia (per esempio).
Bene: proprio perchè la scrittura ha "tutti i caratteri dell'oggettività conoscibile"..... come te lo spieghi che che "la lettura" di empatia o antipatia generi, DALLA STESSA SIERIE DI SCRITTI, reazioni opposte IN PERSONE CHE AL VALORE "EMPATIA" ASCRIVONO LA MEDESIMA IMPORTANZA?
verissimo quanto dici Donella, proprio nella stessa direzione parlavo di diversi livelli di percezione: da un testo si può dissentire e si può divergere nell'interpretarlo, ma, ad ognuno in modo diverso, quel testo potrà dare 'notizie' sull'autore.L'oggettività della conoscenza interpersonale non potrà, comunque, essere maggiore di quella ottenibile tramite il contatto reale e fisico:l'intersoggetività del giudizio sul singolo oggetto/persona è problematico già nel reale, lo sarà quindi comunque anche nel virtuale.Dunque non vedrei il problema di dover enucleare la oggettività assoluta dallo scritto poichè la categoria non fa parte della possibilità esperienziale umana.

Citazione:
Io me lo spiego proprio con la metasensorialità generata "in automatico" dall'ampiezza e profondità del "categorizzato" individuale: che non ammette doppie "verità" e che presuppone invece (se parliamo di "sapere") un patrimonio formativo più o meno evoluto e, di conseguenza, più o meno abilitato a veder la propria "supposizione" rivelarsi e verificarsi "intuizione".
assolutamente sì, ma avviene la stessa cosa de visu, o no?



Citazione:
Oltretutto: è vero che la scrittura abbia tutti i caratteri dell'oggettività conoscibile.
Ma la "metasensorialità" (come detta) torna protagonista assoluta ( se restiamo sull'esempio di "intuire personalità") quando lo scritto NON ha affatto per oggetto la descrizione della propria personalità (come accade qui) e in cui quindi, come dicevo sopra, .... Caio parla del suo interesse per la Storia.... e Tizio prende ad intuire (foss'anche da UN inciso) la personalità di Caio. E magari gli risulta del tutto diversa rispetto a quella che Caio era convinto di "pubblicizzare".
anche qui, sì concordo, deduzioni sulla personalità degli utenti sono plausibili proprio a partire dall'analisi del non detto o del non detto intenzionalmente.



Citazione:
a) se la scrittura (su amenità varie) esaurisse DA SOLA la mappa dell'oggettivamente conoscibile sul suo autore... resterebbe pressochè inspiegata ed inspiegabile la divergenza di reazioni DINANZI AGLI STESSI SCRITTI... DA PARTE DI SCHIERE CHE - IN VIA DI PRINCIPIO - DAN LO STESSO VALORE AGLI STESSI VALORI (insomma: se fosse così "oggettiva", e se oggettivo è che io e te assegniamo lo stesso ruolo prioritario all'empatia per esempio.... come si darebbe che io trovo imperatore dell'empatia quello che tu vivi come imperatore dell'antipatia?)
la conoscibilità dello scritto è oggettiva nel senso che si dà oggettivamente, anche se al singolo giudizio.Capisco cioè come tu abbia colto in questo un ossimoro ma, ripeto, è più o meno (per certi versi di più) lo stesso di grado di oggettività esperibile nella conoscenza intepersonale reale:a parità di soggetto e dopo averci parlato 3 ore io e te magari capiremmo e conosceremmo cose potenzialmente diverse.
chlobbygarl is offline  
Vecchio 15-04-2008, 16.58.25   #12
hava
Ospite abituale
 
Data registrazione: 05-12-2005
Messaggi: 542
Riferimento: L'uso dell'intuizione nei gruppi virtuali.

Il tema dell'identita' personale in internet e le sue problematiche viene studiato negli ultimi anni con intensivita'. Una parziale identita' che si basa tutta sulla parola scritta non ci puo' soddisfare.
Gli studi compiuti finora [e sono molti] descrivono inganni e distorsioni di identita'. Scorrendo il materiale pubblicato non ho trovata risposta a questa problematica ne' accenno all'intuizione. Ripeto che questa e' un'idea mia che ho proposta alla discussione nel forum.
hava is offline  
Vecchio 15-04-2008, 21.36.56   #13
Gabry
Ospite
 
Data registrazione: 09-04-2008
Messaggi: 11
Riferimento: L'uso dell'intuizione nei gruppi virtuali.

Domanda per Donella: tu parli con le persone che incontri allo stesso modo di come scrivi qui nel forum?

Le problematiche relative ai rapporti virtuali come già è stato detto, sono state ampiamente affrontate da esperti e qui parliamo di intuizione, cosa che sicuramente si ricollega senza problemi. Io penso che sia possibile intuire (sicuramente secondo alcune modalità delle quali Donella ha parlato) non il carattere di una persona, specialmente se si tratta di scrittura, ma alcuni aspetti molto singolari. Il problema va rintracciato nel fatto che le persone che ad esempio amano chattare, riferendomi a coloro che lo fanno quasi per "professione" visto il tempo che vi dedicano, in realtà non manifestano gli aspetti che compongono il loro carattere, tendendo invece a porre l' accento su "chi vorrebbero essere"! Ossia essere nascosti dietro ad uno schermo che non permette alla gente con cui ci si relaziona di scoprire la propria mentalità se non nella misura di volta in volta consentita e sfruttando solamente una modalità di comunicazione che (chi lo ha studiato lo sa) è la meno espressiva e, di conseguenza, la meno rischiosa (passatemi il termine).
A mio avviso l' intuizione va presa con le pinze tenute con i guanti, dato che troppo spesso la cosiddetta prima impressione si rivela poi, nel tempo, del tutto errata. Peggio ancora quando si tratta del mondo virtuale.
Gabry is offline  
Vecchio 16-04-2008, 09.03.09   #14
chlobbygarl
Lance Kilkenny
 
Data registrazione: 28-11-2007
Messaggi: 362
Riferimento: L'uso dell'intuizione nei gruppi virtuali.

Citazione:
Originalmente inviato da hava
Il tema dell'identita' personale in internet e le sue problematiche viene studiato negli ultimi anni con intensivita'. Una parziale identita' che si basa tutta sulla parola scritta non ci puo' soddisfare.
Gli studi compiuti finora [e sono molti] descrivono inganni e distorsioni di identita'. Scorrendo il materiale pubblicato non ho trovata risposta a questa problematica ne' accenno all'intuizione. Ripeto che questa e' un'idea mia che ho proposta alla discussione nel forum.
Bene hava, sono interessato a leggere le tue considerazioni e argomentazioni in merito, magari in modo articolato e dettagliato.
chlobbygarl is offline  
Vecchio 16-04-2008, 11.10.27   #15
hava
Ospite abituale
 
Data registrazione: 05-12-2005
Messaggi: 542
Riferimento: L'uso dell'intuizione nei gruppi virtuali.

Citazione:
Originalmente inviato da chlobbygarl
Bene hava, sono interessato a leggere le tue considerazioni e argomentazioni in merito, magari in modo articolato e dettagliato.


Nei gruppi virtuali la presentazione di se stessi e' limitata come pure e' limitato l'ambiente sociale, meno vario ed esteso rispetto a quello reale. L'identita' virtuale manca il corporeo, il ceto sociale, provenienza, eta', e si concentra e limita a scambi d'opinione ben definiti.
Mark Giese, prof. assistente all'universita' di Houston si occupa del tema e ci dice la sua opinione:
..."i partecipanti del gruppo possono avere *sensazioni* riguardanti le diverse identita', ma in tutti i casi si ha una stretta visione".
Come ho gia' scritto piu' sopra, io mi baso sulla tendenza che abbiamo di compensare elementi mancanti nel nostro spazio personale e sociale per ritrovare un nuovo equilibrio.
Se l'ambiente virtuale ci priva degli stimoli ed informazioni necessarie per una conoscenza soddisfacente, e' possibile che cercheremo di rimediare sviluppando facolta' in noi potenziali.
hava is offline  
Vecchio 16-04-2008, 12.45.54   #16
ornella
farabutta
 
L'avatar di ornella
 
Data registrazione: 05-02-2008
Messaggi: 327
Riferimento: L'uso dell'intuizione nei gruppi virtuali.

Citazione:
Originalmente inviato da hava
Nei gruppi virtuali la presentazione di se stessi e' limitata come pure e' limitato l'ambiente sociale, meno vario ed esteso rispetto a quello reale. L'identita' virtuale manca il corporeo, il ceto sociale, provenienza, eta', e si concentra e limita a scambi d'opinione ben definiti.
Mark Giese, prof. assistente all'universita' di Houston si occupa del tema e ci dice la sua opinione:
..."i partecipanti del gruppo possono avere *sensazioni* riguardanti le diverse identita', ma in tutti i casi si ha una stretta visione".
Come ho gia' scritto piu' sopra, io mi baso sulla tendenza che abbiamo di compensare elementi mancanti nel nostro spazio personale e sociale per ritrovare un nuovo equilibrio.
Se l'ambiente virtuale ci priva degli stimoli ed informazioni necessarie per una conoscenza soddisfacente, e' possibile che cercheremo di rimediare sviluppando facolta' in noi potenziali.
Io credo che certe informazioni rappresentino in realtà un preconcetto, certo dipende da cosa ognuno di noi vuole rappresentare o intuire nel rappresentato.
A mio avviso è difficile in particolar modo in un forum come questo realmente
asincrono e moderato, leggere l'indole e caratteristiche quali la timidezza, queste in realtà liberano in qualche modo colui che scrive di esprimere ciò che altrimenti forse non avrebbe espresso. Ci sono due fattori almeno che rimangono identici.
-Sia conoscendo una persona nella realtà, che nel virtuale, la possibilità d'intuizione non è legata alla modalità di conoscenza, ma a colui che osserva.
Mentre il desiderio di camuffamento può essere maggiore nella realtà, o maggiore nel virtuale.
In entrambi i casi si evidenzierà ciò che in qualche modo ci appartiene come esperienza conoscitiva.
Credo che l'intuizione nel virtuale corrisponda al vero, maggiore è la coerenza delle informazioni che ci vengono date, la capacità della persona di elaborare dei concetti in maniera estemporanea, deve poggiare per forza di cose su sensibilità ed intelligenza, nel riportare informazioni e nozioni questo non avviene.
Comunque è impossibile dire di conoscere una persona, si dovrebbe parlare di potenziale.
ornella is offline  
Vecchio 16-04-2008, 15.10.28   #17
donella
Ospite abituale
 
Data registrazione: 30-06-2007
Messaggi: 710
Riferimento: L'uso dell'intuizione nei gruppi virtuali.

Citazione:
Originalmente inviato da ornella
-Sia conoscendo una persona nella realtà, che nel virtuale, la possibilità d'intuizione non è legata alla modalità di conoscenza, ma a colui che osserva.
Mentre il desiderio di camuffamento può essere maggiore nella realtà, o maggiore nel virtuale.
In entrambi i casi si evidenzierà ciò che in qualche modo ci appartiene come esperienza conoscitiva.
Credo che l'intuizione nel virtuale corrisponda al vero, maggiore è la coerenza delle informazioni che ci vengono date, la capacità della persona di elaborare dei concetti in maniera estemporanea, deve poggiare per forza di cose su sensibilità ed intelligenza, nel riportare informazioni e nozioni questo non avviene.
Comunque è impossibile dire di conoscere una persona, si dovrebbe parlare di potenziale.

Ecco: Ornella ha sintetizzato in modo esemplare quello che è anche il mio punto di vista.

Vero, infatti, quanto dice Chlobbygarl circa il fatto che la vera conoscenza dell'altro non si ha neanche nella frequentazione reale (e persino nella convivenza con l'altro).
Ma è vero anche che, non per questo, si rinuncia a "catalogare" il nostro prossimo, partendo da "prime impressioni", passando per successivi vagli e verifiche, sino a formarci un'idea che riteniamo "defintiva" e che resterà poi pressochè inamovibile quali che siano le ulteriori produzioni dell'altro.
Nella realtà questo non avviene, in ciascuno di noi, per la folle illusione d'aver "conosciuto" TUTTO dell'altro; avviene più semplicemente per aver sperimentato e ragionato circa elementi dell'altro che noi riteniamo veri e propri "punti di non ritorno" (in positivo o in negativo).
Chiaro che la attendibilità o inattendibilità del nostro "giudizio" dipende esclusivamente dallo spessore e dalla "qualità" dei nostri processi di decodifica ed elaborazione.
Resta che, anche nel reale, la cosidetta "intuizione" - da non confondere con "prima impressione" - è quella che permette all'anziano saggio di "annusare" il truffatore laddove altri abboccano; ed è la stessa che permette al ciarlatano "magaro" di aver la meglio sulla propria vittima. In entrambi i casi, in un ATTIMO e in forza di qualche DETTAGLIO, senza ragionamenti particolari e men che mai verbalmente articolati, entrambi può ben dirsi che "intuiscano" ciò che poi si rivelerà "vero". Ma non è magia nè metafisica (secondo me). E' semplice capitalizzazione del già molto ragionato e del già molto sentito (in modo intelligente, esaustivo, completo, rigoroso) che ha da sè generato quei "tester" grazie ai quali, in prosieguo, non si necessita di ripercorrere l'intero iter, perchè gli indici univoci che qualificano il capitolo... per sè stessi richiamano il capitolo intero e completo del mondo di percezioni e pensieri già elaborati in passato.

Ora: se questo avviene nel reale, e nel gran carnevale di tutte le possibili mistificazioni "corollario" che nel reale si producono rispetto alla pura espressione di sè, ..... beh.... onestamente non vedo come non dovrebbe , lo stesso processo, avvenire nel virtuale.... facilitato dal fatto che la scrittura - mistificata da null'altro che da "le intenzioni" di chi scrive - resta firma oggettiva e leggibile di così tanto... che per me ....può anche esser tutto (o il meglio di tutto).
Si può non esser d'accordo.... ma io lo sono in toto con quel mio professore che diceva "scrive male.... chi pensa male" (alludendo, ovviamente, soprattutto alla logica).
Questo, a propria volta, nulla c'entra con l'oggetto di cui si scrive.
Lo scritto di qualcuno che mi si racconta, onestamente, sarebbe l'ultima cosa che prenderei in considerazione per illudermi di cominciare a conoscerlo.
Esempio da mezzo centesimo: Tizio mi affascina con le sue elucubrazioni pro valorizzazione della diversità sessuale. Se al primo ingorgo nel traffico gli sfugge un "a frocioooo" all'indirizzo di chi non lo fa passare......... ma , scusate, c'è qualche possibilità che mi incanti ancora blaterando su quel che sognerebbe (e che racconta) di essere?

E l'equivalente di questo, NEL VIRUALE, uhhhhh! quanto spesso succede!!!!!

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Per Gabry.

Onestamente: sì, nel reale, con le persone con cui mi piace parlare, parlo come scrivo qui.
Poi ci sono parecchie persone con le quali, semplicemente, "devo" parlare e che non mi ispirano nulla, e con quelle ci sono semplici comunicazioni "di servizio" corredate dall'ovvio kit di banalità pseudo-cordializzanti molto rapide e un po' stomachevoli (quelle che di solito chiamo "da ascensore").
Una delle cose più carine del virtuale è che il problema di doversi praticamente adattare a quest'ultimo tipo di "comunicazione".... nel virtuale non c'è proprio mai , giacchè parliamo sempre e soltanto con chi "ci piace" e senza alcun obbligo di relazione verso "chi non".
donella is offline  

 



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